Quando il futuro diventa (iper)presenza

Photo by Malcolm Lightbody on Unsplash

Nel percorso di evoluzione del mondo della realtà aumentata, di cui parliamo molto (anche solo la scorsa settimana, dove si parlava di “trovare nuovi creatori di immagini e contenuti visuali”) si aggiungono tasselli importanti, che arrivano sempre da Apple, ma anche da Google.

Per Apple, si preannuncia qualcosa a brevissimo, il calendario indica la data del 7 giugno, quando ci sarà un keynote importante dove si prevedono annunci sia sul lato iPad, dove sono tutti, noi compresi, a scommettere che la mossa di inserire il processore M1 sugli iPad Pro di ultima generazione consentirà un “porting” dei software nati e funzionanti su Mac anche su questo tablet, aprendo di fatto una nuova era dove potenze tra portatili, desktop e tablet saranno le medesime e dove si può immaginare una ottimizzazione di interfaccia (come già è successo lo scorso anno per le app iPad su Mac) tra il mondo “computer” e quello “multitouch”, con delle interpretazioni della produzione e degli investimenti in hardware tutti da disegnare. Nel frattempo si muove velocemente il mondo dedicato alla fotografia (che siamo sicuri che sarà uno dei settori in cui l’evoluzione dell’hardware offrirà maggiori potenzialità e vantaggi), per esempio è interessante l’annuncio della nuova versione, nativa per M1, di CaptureOne, commentata anche in questa intervista dal CEO della società, Rafael Orta sul sito Petapixel e, ancora più interessanti, le differenze di produttività tra versione standard e ottimizzata M1 che trovate qui, basate su un MacMini che porta ad alimentare ulteriormente la grande questione che abbiamo fatto diversi mesi fa dove preannunciavamo il fatto che il mondo dei fotografi può finalmente lavorare con produttività con computer “amatoriali” e non con macchine costose e professionali: oggi (diciamo “domani”, a partire dal 7 giugno), converrà usare un MacMini con tavoletta grafica e monitor, oppure un iPad Pro M1 collegato con lo stesso monitor, e usando lo schermo dell’iPad Pro con tavoletta grafica? Interessante come sfida, a parità di dotazione di software…

 

©Apple

Ma torniamo al discorso AR, perché la seconda grande ipotesi è che Apple quando presenta la grafica dei suoi eventi, lavora molto di “messaggi visivi”, più o meno subliminali… e in questo caso tutti gli “utenti” disegnati in 3D sono dotati di bellissimi e simpaticissimi occhiali… non può essere un caso, non lo è di sicuro: sarà un annuncio di piattaforma in arrivo? Dopo iPhoneOS iPadOS, WatchOS… GlassOS? Se sarà così, ovviamente non vedremo ancora gli occhiali, che arriveranno magari il prossimo anno, ma sarà la famosa chiamata finale per tutti per partecipare al banchetto di cui si parlava settimana scorsa.

La seconda importante voce riguarda l’ambito Google, è stato annunciato un interessantissimo progetto denominato Starline, che è un progetto vero, ma non usabile ancora (e forse non per diversi anni) dagli esseri umani normali, ma che offre un’anteprima concreta di qualcosa che potrebbe chiamarsi iper-telepresenza. Il tutto avviene tramite uno “stand” (uno spazio ad hoc, come una cabina telefonica di nuova generazione) dotato di sensori che catturano immagini tridimensionali fotorealistiche che poi vengono compresse e trasmettono i dati a ciascun display del campo luminoso, su entrambe le estremità della conversazione video, con una latenza apparentemente ridotta. Google applica alcuni dei suoi effetti speciali basati sull’intelligenza artificiale, regolando luci e ombre. Il risultato sono rappresentazioni iperrealistiche dei colleghi durante le videochiamate, rafforzate da audio spaziale che permette di far percepire voce e suono a 360 gradi. Chi ha avuto modo di provarlo, per esempio i giornalisti di Wired, parla di un effetto incredibile che si può in qualche modo intuire dal video che proponiamo qui sotto.

Siamo ad un passo dal teletrasporto, almeno dal punto di vista dell’interazione visuale e audio, per il contatto fisico ci vorrà un po’ di più, ma inizia ad essere anche quello a portata di mano. Eppure, molti ancora pensano che nulla cambia e nulla si evolve…