La promozione per i fotografi, sulla carta, è l’editoria indipendente

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La promozione della fotografia porta sempre di più verso il mondo dei social: è facile, apparentemente gratuito (falsamente gratuito, ma quasi tutti ci credono), immediato. Proprio per questo, quasi impossibile avere un riscontro concreto: si deve urlare tanto, e si ottiene poco, spesso nulla.

Peggio ancora, si tende ad usare linguaggi “moderni” quando magari lo stile professionale porterebbe ad un linguaggio più tradizionale, più “elegante”… ma nel cercare di uniformarsi con l’immagine “dei social” si ottengono spesso risultati pessimi e comunque non coerenti. Non funziona cercare di essere qualcosa o qualcuno di diverso da quello che siamo: specialmente nella comunicazione.

Per lavorare poi sui social in termini di promozione, bisogna avere una buona esperienza nell’analisi dei dati, dei numeri, imparare le strategie di gestione di una campagna, serve competenza nel fare contenuti che non sono e non possono essere solo “immagini” ma devono essere testi, messaggi, storytelling, bisogna avere una strategia editoriale per sapere come comunicare continuamente e bisogna avere tanto tempo: ogni giorno servirebbero ore per gestire una attività online efficiente. E tutto questo va appreso, studiato… perché è necessario considerare il valore e l’importanza di questi media. Lo sappiamo però che purtroppo questo è un settore dove si punta sull’auto-formazione, sul “faccio tutto da solo”, e i risultati sono evidenti.

Forse però ci sono altre strade, interessanti, che spesso abbiamo segnalato: perché non cercare di fare progetti che sono più vicini al proprio mondo, magari anche per individuare appassionati che possono comprendere, approvare e… persino acquistare questi “progetti di comunicazione” (spostando l’asse dallo “spendere” all’ investire per avere oltre che promozione magari anche un ritorno?). Stiamo parlando di lavorare su dei progetti che, oltre a mostrare una propria capacità professionale, possano finire su carta, sotto forma di rivista o di libro. Progetti editoriali eleganti, raffinati, che lavorano su una fotografia vera, sincera, immensa, profonda. Il mondo dell’editoria indipendente ha un pubblico che segue, che ama, che colleziona ed è un trampolino di lancio per proporre progetti raffinati ad un mercato di nicchia.

Ci sono tantissimi professionisti che lo fanno, non avete idea di quanti lo fanno, anche con grande soddisfazione: date un’occhiata qua, sulla pagina instagram del “mitico” Rob Haggart, conosciuto come “APhotoEditor”che da anni tiene una rubrica dedicata alla fotografia professionale.

Progetti come questi sono quelli che seguiamo con i nostri ragazzi, in università, nei nostri corsi di editoria, e non vi immaginate (ma vorremmo mostrarveli) quello che riescono a fare, giovani ma appassionati, che aiutiamo a coordinare un progetto che è e deve essere molto di più che un insieme di foto, e molto di più di un album, come quelli di matrimonio. Siamo convinti che i fotografi professionisti devono guadagnare una dimensione di progetti e di prodotti editoriali, e anche questo è un argomento che vorremmo approfondire con voi. In queste settimane stiamo – come abbiamo detto cercando di capire – come Jumper nel suo 2020 può essere (e in gran parte “tornare”) un supporto per guardare al futuro di questo mestiere con maggiore sostanza. Vogliamo selezionare gli utenti, lavorare con quelli che vogliono e possono avere strumenti non per rimanere a galla, ma per crescere e posizionarsi correttamente in un mercato che cresce.

Per fare progetti editoriali, stampati o anche digitali, partendo dalla fotografia, serve una formazione specialistica grafica (struttura, impaginazione, gabbie, tipografia), tecnica (metodi e strumenti di stampa e di finitura), di struttura narrativa (storytelling), per completare con quella di marketing per creare prodotti che possano sopravvivere e sostenersi: come calcolare i costi, come trovare sponsor, come gestire la distribuzione, come diventare editori, dove trovare partners. Abbiamo molto da dirvi, molto da “insegnarvi”. Vogliamo passare dalla teoria alla pratica, perché il tempo per seminare parole potrebbe non essere più quello attuale. Chi ha in mente di investire in questo settore (affascinante) ancora una volta è chiamato a contattarci, per organizzare incontri e workshop concreti. I riferimenti sono sempre gli stessi, scrivete qua: Mi interessa approfondire i corsi per progetti editoriali di fotografia.