Come “aumentare” il business della fotografia?

photoshop camera AR

Nell’evoluzione della fotografia atterra – più concretamente ora, ma la questione è di lunga data – un secondo mondo che si integra con quello “reale”, e che chiaramente non è più “sufficiente” per le persone: la realtà aumentata. Come ormai comune, il fenomeno si è affacciato prima sui canali social, e poi si propaga ovunque: nella comunicazione, nella pubblicità e poi via via nella realtà di tutti.

Questa innovazione, che potrebbe essere analizzata dal punto di visto sociologico e psicologico, porta a dire che le persone sono ormai così immerse in una realtà digitale che non vogliono più accontentarsi di quello che li circonda, per quanto possa essere bello e affascinante, e per di più quello che vivono come esperienza sempre più la considerano come un contenuto da condividere. Si viaggia per poter “mostrare” quello che si sta facendo, si ordina un piatto raffinato per poterlo fotografare e “postare”, quello che sta attorno a noi, il contesto, è simbolo di esclusività, di esperienza per generare apprezzamento se non addirittura “invidia”.

Per poter “potenziare” (aumentare) questa realtà, ci sono due strade, una molto costosa ovvero di creare ambienti fisici sempre più preziosi ed esclusivi, che ormai vengono definiti instagrammabili: vere e proprie scenografie da fotografare o – meglio ancora – all’interno delle quali immergersi. Le grandi catene di negozi, in particolare nel mondo della moda, ma anche i ristoranti più esclusivi, i locali, gli alberghi hanno ben compreso questo fenomeno e lo sfruttano e lo cavalcano. Come detto, si tratta di una soluzione “costosa”, tutto quello che è fisico costa tantissimo. In alternativa, questo mondo fantastico può diventare ricreato in realtà aumentata.

La moda ha sposato subito questa tecnologia, come per esempio si può evincere da articoli come questo, e ancora più nello specifico se pensiamo a “moda” e AR pensiamo a Gucci e di recente a Moncler che è forse uno dei brand più innovativi del momento, vi segnaliamo questo MONCLER GENIUS. THE FUTURE STARTS NOW che è un evento che unisce “fisicamente” una realtà aumentata incredibile del Moncler Genius Building, (nel senso che la filosofia “aumentata” si propaga nella comunicazione Moncler anche oltre alla “tecnologia AR”, ma in tutte le occasioni, anche quelle da vivere “live”),  oppure i filtri che sono creati per Instagram, come quello che pubblichiamo qui sotto:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Moncler (@moncler) in data:

La realtà aumentata può essere usata in due modi, principalmente: nel primo, creando dei contenuti “aumentati” ad uso personale, filtri che individuano per esempio un viso, inquadrato con la fotocamera frontale di uno smartphone, e aggiunge orecchie, lingue, cappellini, oppure qualcosa di più “eccitante”. Sono “giochi” che sono stati proposti prima da Snapchat, poi da Instagram e da altri. Ma questa è storia di qualche anno fa, ora si stanno facendo cose decisamente più evolute, e anche più vicine ad una maggiore immersione. Il secondo approccio è più completo come esperienza: non solo per uso “personale”, con obiettivo finale quello di registrare un video che viene condiviso con amici e followers, ma un ambiente “veramente costruito” in realtà aumentata che può essere “visitato” da chiunque (luogo fisso, quando si arriva in quello spazio specifico si scopre il contenuto, è il caso dei Pokemon Go esploso qualche anno fa e rinnovato con il game Wizards Unite di Harry Potter, se volete divertirvi guardate questo trailer.

Il problema è: come i fotografi si integreranno a questa evoluzione? Per ora, probabilmente, si sono fatti delle grandi risate su queste “cose terribili”, per utenti “sottosviluppati” culturalmente e mentalmente… cosa c’entra tutto questo con la fotografia? Ben più di venti anni fa avevamo fatto un articolo (sulla nostra rivista Jump) che metteva in luce la provocazione che, una volta che le modelle fossero diventate “virtuali”, il fotografo sarebbe dovuto entrare dentro il computer per fotografarle. Ora tutto questo non è più una provocazione, è realtà. Ma, specialmente, queste innovazioni “del futuro” sono già disponibili e non sono solo per studi di informatica tecnologicamente avanzati (e super costosi, adatti solo a clienti come Gucci). C’è un lavoro immenso da fare, ora… non certo tra due anni. Capire come integrare realtà fotografata con realtà aumentata significa non solo capire come funziona la tecnologia, e vedere come si sviluppa, ma specialmente come si evolve questo linguaggio dal punto di vista visuale e culturale (si, culturale… farà inorridire qualcuno, come faceva inorridire qualcuno il fatto che la fotografia potesse essere una forma d’arte, confrontabile addirittura con la pittura).

Il tempo è poco, per esempio è già disponibile l’incredibile tecnologia di Adobe che si chiama Aero (siamo stati beta tester nei mesi scorsi: il nostro mestiere è quello di anticipare i tempi, quindi siamo sempre coinvolti per capire prima le tendenze, per poi spiegarle alle persone che ci seguono), che permette di lavorare con la realtà aumentata con software come… Photoshop (conoscete…?), Dimension (software di 3D semplificato sempre di Adobe) e creare contenuti, per ora solo per iOS (si spera in tempi brevi che sia possibile avere anche la versione compatibile con Google ARCore) da vivere e condividere. Ma se non trovate ancora possibili applicazioni, allora “spaventatevi” dalla nuova versione di Photoshop, che esce dal suo spazio di “post produzione” ed entra a pieno titolo nella fase di ripresa: si chiama Photoshop Camera, che sarà disponibile nei primi mesi del 2020, qui lo annunciano sul blog di Adobe. Guardate il video che abbiamo pubblicato qui sopra, e secondo noi potrebbe arrivare il momento in cui “riflettere” si trasforma (dovrebbe trasformarsi) in azione.

Un’ultima segnalazione, sempre che di “realtà aumentata” si può parlare (ed è così): un paio di giorni fa, durante la trasmissione X-Factor, la cantante Gianna Nannini è “intervenuta”, sotto forma di ologramma, in studio a Monza dove si gira la trasmissione, in tempo reale, quando in realtà era a Berlino, grazie alla tecnologia 5G. Qui il video del pezzo della trasmissione. Parlavamo di evoluzioni del 5G in un articolo su Jumper, questa estate (qui) ma a volte abbiamo l’impressione che questi messaggi (a volte di allarme) non siano poi percepiti nella loro concreta attuabilità. Certo, gli ologrammi inviati da una parte all’altra del mondo sono ancora una tecnologia poco “attuabile” a causa dei costi, altre innovazioni (come quelle di cui parliamo per esempio in questo articolo), sono invece alla portata di tutti, ma tutti i punti sono connessi e richiederanno professionisti capaci e “colti” in materia. Chissà se saranno i fotografi…

Se siete interessati ad un approfondimento su questa materia fatecelo sapere inviandoci una mail a questo indirizzo dicendoci anche se preferite un appuntamento “live”, oppure se preferite un manuale da leggere o da “guardare” a distanza. Sulla base di questo breve sondaggio, capiremo quanto e se il settore è interessato a questi argomenti.