Trovare e ricercare l’ispirazione è una delle questioni principali della professione di un creativo, ed è – di solito – direttamente legato ad un benessere psicologico: quando si sorride, si sta bene, si è rilassati si è più predisposti al ricevere ed elaborare stimoli che si trasformano in idee. Questo non significa che l’atto della creazione debba essere sempre e comunque collegato ad una situazione di stato mentale sereno: i poeti sono una categoria che, almeno secondo la leggenda, ha creato sempre in condizioni di dolore e disperazione, ma qui si sta parlando di creatività applicata al mestiere, e non ad un approccio artistico-viscerale. Creare su commissione richiede metodo ed efficienza mentale.

Il maggiore problema, in questo periodo più che in altri, è che il malessere causato dalla difficoltà economica lascia poco spazio all’ispirazione, proprio perché la mente non è serena: tensione, stress, poche ore di sonno, le continue corse per star dietro a tutto tolgono alla mente le energie sufficienti per poter ricevere quei segnali che il lato creativo del cervello trasforma poi in idee applicabili in ogni lavoro. E poi c’è il tempo… che non c’è. Il lavoro va fatto in fretta, il tempo per l’analisi e l’applicazione creativa viene eroso da mille altre cose e, alla fine, ci si trova a prendere non tanto la migliore, quanto la prima idea che viene, oppure ci si attacca alle fonti in grado di erogare idee velocemente.

Il web, di solito, è la risposta a qualsiasi ricerca di idee. Si entra sul browser preferito (il mio, al momento, è Chrome, ma sono un amante poco fedele in ambito browser, spesso cambio, anche se talvolta torno), e si cerca, magari aiutati da un motore di ricerca, o da un sito particolarmente “ispirazionale”. Qualcuno (io lo faccio sempre) usa Evernote – ne abbiamo parlato qui – che però funziona se noi lo alimentiamo con elementi con cadenza pressoché quotidiana, e se lo facciamo diventa la fantastica scatola che ci mette insieme tutto quello che ci ha ispirato… ma dobbiamo essere stati in grado di assorbire ed elaborare gli stimoli… se non siamo in grado causa stanchezza, stress o mancanza di tempo, siamo al punto di partenza: meglio Google che si “alimenta” da solo.

Il processo della ricerca lo vediamo ogni giorno applicato al web, ma a volte appare patetico: si interroga un oracolo, senza riuscire nemmeno a formulare una domanda sensata, perché è difficile chiedere ad un motore di ricerca: “Dove trovo una bella idea per il prossimo shoooting?”, perché la risposta risulterà troppo variegata, l’oracolo risponde bene solo se siamo in grado di essere più selettivi nella domanda, e per riuscirci bisogna avere la mente lucida. Oppure possiamo iniziare ad usare in modo più evoluto Google, per esempio usando quelli che sono chiamati operatori di ricerca, che sono in pratica degli elementi che aiutano a domandare in modo più mirato ed efficace quello che ci interessa; date un’occhiata qui, scoprirete – se non li conoscete ancora – qualche trucco davvero utile. Se poi trovate utili questi consigli, vi segnaliamo che la punteggiatura può anche lei aiutare a trovare più facilmente, ma non tutta: se scrivete una frase e la finite con un punto di domanda non serve (lo dico perché spesso lo faccio: so che non serve, ma mi sembra di avere un rapporto più umano con il motore di ricerca); altri segni di punteggiatura, invece, sono utili: guardate qui per sapere quali sono.

Se la mente è bloccata, però, non ci sono algoritmi sofisticati (nemmeno quelli di Google) che possono aiutarci. Eppure siamo lì, davanti al monitor, scorrendo con un approccio “scanner” sulle pagine, annusiamo rapidamente per cercare la pista da seguire, e ci perdiamo nel fango che raggiungerà il collo, poi arriverà alle vie respiratorie rapidamente e… ci soffocherà. Diciamocelo, l’oggettività della ricerca di Google quasi mai è un buon metodo per trovare facilmente ispirazione. Alla fine, la tecnologia dei motori di ricerca è nata per altri scopi, non certo per creativi. Quali altre strade? Quelle che usiamo noi, per cercare ispirazione creativa in ambito fotografico sono:

1) Pinterest (abbiamo fatto corsi specifici su questo social network davvero importante per i fotografi all’interno dello spazio di Jumper Premium, con un video e con un libro. Se volete, fino a fine aprile sono disponibili con l’edizione corrente). In ogni caso, Pinterest è il perfetto sistema per lavorare sul concetto ispirazionale dell’immagine, ma bisogna comprenderne la strategia a fondo.

2) 500 Pixel: di recente è stato pubblicato un articolo (in inglese) che spiega i 5 motivi per cui tutti i fotografi dovrebbero usare questo sito, che in sintesi sono: bellissima interfaccia, ampia ricerca, comodo strumento per realizzare il proprio portfolio, Marketplace e Prime (possibilità di vendere foto).

3) Flickr: Se è un po’ di tempo che non passate dalle parti di Flickr, forse vi conviene darci un’occhiata, perché è cambiato molto, non ha più quel look “amatoriale-triste” di una volta, e offre molte potenzialità (oltre a 1 Tb di spazio gratuito per le vostre foto… fateci un pensierino non solo per cercare, ma anche per usare questo spazio.

Creatività e ispirazione: non si trova solo con il wifi…

La ricerca creativa, l’ispirazione, la scoperta di nuove idee non può limitarsi a quello che possiamo raggiungere tramite una connessione web. Siamo troppo addicted alla tecnologia, e spesso ci dimentichiamo che forse abbiamo a disposizione altre strade di ispirazione potentissima in:

  • Libri
  • Riviste
  • Mostre d’arte
  • Graffiti sui muri delle città
  • Natura
  • Film

e mille altri stimoli non raggiungibili necessariamente da una rete.

Copertina libro creatività e ispirazione

E se non bastasse? Se il blocco creativo non si… sblocca? Un paio di anni fa abbiamo comprato un libro che ne parla, proponendo alcuni trucchi, consigliati da dei creativi. E’ una lettura interessante (in inglese), perché a volte ci fa pensare, a volte ridere, a volte arrabbiare… ma sempre, in ogni pagina, c’è uno stimolo. E ci tranquillizza anche, per esempio quando, a pagina 56 viene detto: “Ricordati che il blocco creativo è normale“, oppure, se preferite, potete seguire il consiglio di pagina 146: “Mangiate cibo speziato!“.

Personalmente, aggiungo: cercate di dormire un po’ di più, con me funziona e anzi… quasi quasi vado a dormire! (sto scrivendo alle 2.30 di notte…)

4 responses

  1. BUONA GIORNATA
    Se i “veri” creativi dovessero realmente confidare nel loro stato di salute psichica oppure nelle giornate di buonumore per fare i creativi, con i tempi che corrono da centinaia di anni, oggi non ci sarebbero prodotti della creatività.
    Perché dico questo? Lo dico perché la creatività è un processo scientifico che non dipende dallo stato fisico ne tanto nemo dagli stimoli.
    Ci sono molte persone che credono di essere dei creativi e non lo sono. Ci sono, invece, persone che sono dei veri creativi ma non sanno di esserlo.
    Questo significa che, pur esistendo il “processo della creatività” pochissimi hanno un’idea di come funzioni.
    Innanzi tutto la “vera” creatività segue il percorso della logica. E questa consapevolezza basterebbe per riconoscere se siamo dei creativi o meno.
    Non si deve confondere la creatività con: ispirazione, originalità, fantasia (e altre sciocchezze). La creatività funziona con due “software”. L’immaginazione e la Razionalità.
    Gli “stimoli”, influiscono esclusivamente sul nostro apparato sensoriale che è il meno adatto per far funzionare e dirigere il processo creativo in modo oggettivo.
    E…Ma non vorrei annoiarvi.
    A presto. Riccardo

  2. Grazie!
    Come al solito contenuti non banali.
    Sto leggendo proprio in questo periodo un altro libro (Strumenti per la Creatività di Michael Michalko) con lo stesso scopo: è bello avere la mente stimolata!

    1. interessantissimo intervento di Riccardo Marcialis che purtroppo non ha avuto seguito. non ho visto, infatti, la sfilza dei soliti ” grazie”, “sempre avanti”, “una rivelazione” ecc ecc
      per quello che può valere non mi sono per niente annoiato…e non è sempre così.

      1. Il commento di Riccardo è stato scritto qualche giorno dopo la Pubblicazione del post, quando ormai la maggior parte delle persone erano già “passate” (il flusso dei lettori è abbastanza concentrato di solito, perché derivato dalla segnalazione nella newsletter). Per questo, immagino, non c’è stato seguito.

        Mi dispiace se trovi noiosi altri commenti, ma come vedi li pubblichiamo tutti quando arrivano (ad esclusione degli insulti, dello Spam e dei “flame” senza senso). Se in molti si sentono di fare commenti di apprezzamento, hanno il diritto di farlo come lo hai avuto tu nel segnalare che per te questo commento di Riccardo è interessante (e condivido che lo sia, anche se parte e arriva ad un binario tronco e quindi solo in parte risulta “fruibile”).

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