Attenzione: il nostro panettiere potrebbe diventare il nostro maggiore concorrente nel realizzare progetti fotografici di forte impatto visuale e creativo! Potrebbe dimostrare, con i fatti, che “ci capisce più di noi” di fotografia e di comunicazione digitale. E, la cosa peggiore, è che se lui può competere con noi, noi probabilmente non possiamo competere con lui, a meno che non impariamo a fare il pane meglio di lui  (qui, se volete, una ricetta per fare il pane…).

Perché questo allarme? Perché girando per l’Italia facendo corsi, seguendo molti fotografi nella loro pratica quotidiana di promozione, di ricerca, di rafforzamento della loro presenza online, mi accorgo che quasi tutti si muovono con un approccio che non ha una visione netta di quello che sta succedendo nel mondo dell’immagine, e quello che salta all’occhio è che moltissimi, che in realtà non fanno “di mestiere” questa professione, raggiungono o possono raggiungere livelli più evoluti. Ovviamente, il “panettiere” è il primo esempio che ci viene in mente, non conosco realmente un panettiere appassionato di fotografia, ma sono sicuro che ce ne saranno. Potete, ovviamente, sostituire il termine panettiere con idraulico, avvocato, cameriere. E vi prego di non volgere tutto verso i concetti di abusivismo, dichiarando che loro non pagano le tasse: non stiamo parlando di questo, non stiamo dicendo che la concorrenza è quella che vuole rubarci il lavoro, ma quelli che senza nemmeno saperlo, fanno meglio di noi, che siamo professionisti. Pertanto, vi prego di uscire dal tema/scusante che siamo Professionisti perché abbiamo la partita iva e paghiamo le attrezzature, cerchiamo di interrogare noi stessi sul come ci muoviamo, facciamo autocritica e non rigiriamo sugli altri le colpe che abbiamo noi.

Selfie e fotografie online: chi vince, fotografo o panettiere?

Perché dico che un panettiere oggi potrebbe fare più di noi, nella comunicazione e nell’immagine? Perché guarda di più, perché usa soluzioni che gli permettono di ottenere risultati migliori dal punto di vista globale e che noi “professionisti” non usiamo. Siamo così attaccati a certi valori che non ci accorgiamo che sono solo degli approcci che cercano di sviluppare/nascondere delle nostre carenze, prima di tutto di quello che è la cultura dell’immagine contemporanea. Prendete per esempio il fenomeno dei Selfie: c’è esempio più evidente del quanto il ruolo del fotografo che fa un ritratto possa essere sminuito dal fatto che oggi va di moda l’idea che le foto me le faccio da solo? Qualcuno dirà che è un fenomeno passeggero, ma dubito che lo sia: farsi una foto significa qualcosa di più che non riprodurre la propria persona, è un’esplorazione per conoscersi meglio, e specialmente per apparire quello che forse non siamo agli occhi di chi? Di chi può vederci a distanza, su un social network. Quello che possiamo apparire attraverso uno schermo vale, nella cultura moderna, ancor più di quello che siamo nella realtà, eppure la questione non è stata affrontata dai fotografi per proporre al mercato delle alternative più efficati al fare tutto da soli. Non ho visto promozioni di fotografi che parlassero di questa esigenza nemmeno troppo latente proponendosi come costruttori di immagine per persone che vogliono vivere la rete con un’immagine “speciale”.

Storytelling: chi vince, fotografo o panettiere?

Altro esempio? Da anni diciamo che il futuro dell’immagine non è quella di “una fotografia”, ma della capacità di raccontare, con le immagini, delle storie (quello che oggi va tanto di moda chiamarlo Storytelling), eppure nessuno (pochi) hanno seguito questo consiglio, proponendo storie che – dovendosi sviluppare sotto forma di sequenze, di “pagine che si scorrono o si sfogliano” – si sono preoccupati di imparare a costruire questi percorsi. Una “bella foto” è nel mirino di chiunque, la capacità di raccontare una storia è molto più difficile. Eppure, oggi, sono esplose le soluzioni software (app o servizi online) per raccontare storie, mettendo insieme – con uno stile e un’eleganza non banali – immagini fisse, video, animazioni, titoli, testi e didascalie. Se non sapete di cosa sto parlando, date un’occhiata per esempio a questa app. E’ tardi per correre ai ripari? No, ma se vogliamo stare “una spanna sopra” il nostro amico panettiere, dobbiamo muoverci. Vedo in giro, specialmente su Facebook, fotografi professionisti che parlano di fotocamere full-frame, come se fosse la “soluzione per la loro vita”, ma pochi mostrano nuove idee… E quasi nessuno riesce a raccontare una storia.

Promozione online: chi vince, fotografo o panettiere?

Parliamo di promozione? Prima o poi esploderò, non mi tratterrò, e parlerò di un fotografo che di recente deve avere scoperto Facebook ed è, secondo me, il simbolo di tutto quello che si può sbagliare sul lato social. Insomma, come sarebbe utile guardare il restyling de “Il Corriere della Sera” online per capire un sacco di cose che non funzionano su un sito, bisognerebbe conoscere come questo fotografo si propone su Facebook, per fare… tutto l’opposto e già avere una direttiva costruttiva. Sembra che parli a se stesso, che viva davanti ad uno specchio per potersi dire “Quanto sono bravo e, magari, anche quanto sono bello”. Potremmo chiamarlo il Metodo Facebook dello Specchio delle mie Brame, lo specchio ti risponde con quello che vuoi sentirti dire; peccato che non parla a nome del mercato. Per costruire qualcosa, è necessario sapere cosa fare per capire cosa il nostro “fruitore” (prima ancora che “il nostro cliente”) desidera e quali sono i suoi interessi. Questo lo sa bene il Panettiere, non solo quando usa Facebook, ma specialmente quando fa il pane. Ogni persona ha voglia di un panino diverso, più morbido o più croccante, di grano duro o all’olio, magari un giorno preferisce una focaccia, il giorno dopo dei grissini… la promozione online deve prevedere tutto questo, e i nostri panini sono fatti non di farina, ma di fotografie, di parole, di sensazioni.

Ricerca e contemporaneità: chi vince, fotografo o panettiere?

Poi c’è la ricerca. Quanti di noi fanno vera ricerca di cosa davvero emoziona e viene considerato come contemporaneo nell’immagine? Guardo, sempre sui social e sui siti, tanti riferimenti che i fotografi professionisti fanno ai grandi maestri della fotografia e dell’arte, con un certo snobbismo, come a dire: una volta si che si facevano belle foto, ora tutto è una schifezza: io rimango a quell’epoca, così vivo di luce riflessa, e se qualcuno non capisce la mia “arte” vuol dire che è uno zotico. Non è così: i grandi maestri sono importanti, essere contemporanei anche, e ancor di più perché oggi – diciamolo – i grandi maestri averebbero difficoltà a venire fuori, a vivere di fotografia perché oggi le richieste del mercato sono altre, perché i mezzi di comunicazione sono cambiati e hanno meno bisogno di un certo tipo di immagine, mentre sono golosi di altre immagini. Non ne siamo felici, non necessariamente: il bello e l’utile cambiano, nel tempo, e questo non significa che il passato non valga più nulla, tutt’altro, ma quello che oggi funziona è un’evoluzione (se volete, chiamatelo anche involuzione se vi fa stare meglio) di quello che è stato. Ci sono persone che in rete hanno un successo clamoroso con delle fotografie, e il problema è che quasi nessuno che fa di mestiere di fotografo lo sa (mentre i panettieri che seguono le evoluzioni della rete più da vicino lo sanno). Una foto – tanto per tornare sul tema degli “specchi” – che ha avuto un successo incredibile, facendo esplodere come fenomeno una giovanissima (18 anni) fotografa, Laura Williams, ha generato oltre 200 mila contatti (e interviste, visibilità, proposte di collaborazione). Perché non lo sappiamo? Non stiamo dicendo che si tratta di una foto “eccezionale, unica e irraggiungibile”, tutt’altro… quello che diciamo è che bisogna sapere cosa succede in giro, perché questo condiziona il gusto contemporeaneo e il mercato. Possono le foto di Laura Williams competere con i grandi della fotografia? No, oggettivamente (forse, chissà), no. Sapremo chi è Laura Williams tra vent’anni? Non lo sappiamo, ma forse tra vent’anni non ci ricorderemo del suo exploit, ma questo non significa che non possa esserci utile conoscerla oggi… per capire quali sono i meccanismi che funzionano e che creano attenzione. E, oltre a vedere cosa e chi sta facendo qualcosa, va detto che bisogna anche guardare quello che si sta facendo per presentare le immagini, in questi giorni sta uscendo dalla “beta” la nuova visualizzazione delle fotografie su Flickr (qui ne parlano): forse, prima di progettare il vostro nuovo sito internet che mostrare il vostro lavoro, sarebbe conveniente studiare cosa fanno “i grandi” (per fare come loro, o per fare qualcosa di diverso, ma come frutto di una diversa strategia, non per mancata conoscenza).

Vogliamo lavorare insieme a voi, vi segnaliamo che il 14 aprile, durante l’evento KIDS Photography presenteremo un progetto importante, per tutti e non solo per chi si occupa di fotografia di bambini… Vi consigliamo di essere tra i nostri perché bisogna muoversi. E ve lo promettiamo: non saranno presenti panettieri… Ci si iscrive qui, e come detto non stiamo parlando di fotografia di bambini, ma di soluzioni per “crescere” ;-)

11 responses

  1. Luca, come sempre i tuoi articoli arrivano come una scossa elettrica sulla coscienza. L’ho letto due volte per essere sicura di aver colto “significante e significato”…..ed hai maledettamente ragione. Stiamo seguendo una strada che ci depista, che toglie fiato, energia, concentrazione e vitalita’ all’unica da perseguire: quella della sperimentazione che necessariamente porta all’innovazione. Troppo tempo ed attenzione sui social ci stordisce, ci fa peggiorare e cadere in trappole infime con annesse cadute di stile, ma soprattutto toglie tempo alla ricerca. Che botta oggi ragazzo, che botta. Ma grazie!

  2. Luca come sempre grande ispirazione fra le tue righe… Ma senti una cosa… Visto che conosci di sicuro la cosa… Potresti darci due dati concreti sul mercato? Ovvero a livello italiano o non so… % di fatturato di matrimoni, ritratti, kids, pet, non hai mai parlato dei corsi di fotografia come una possibile fonte di guadagno…workshop ecc… Oppure le Stampe… , insomma hai una fotografia di “come spende” un cliente che cerca un fotografo o come vorrebbero spendere ma non trova ? Ho partecipato a una tua conferenza ed ad esempio dicevi appunto che fotografare glianimali domestici in studio era sicuramente un settore nuovo da sviluppare in Italia…

    1. Ciao Matteo, più di una volta ho provato a dare indicazioni sul come “calcolare i prezzi”, perché sono dell’idea che non esista un prezzo base e nemmeno un valore medio. Il nostro lavoro è influenzato da tanti fattori, e qualsiasi listino è solo un punto di partenza per… far chiedere al cliente uno “sconto”. Sono anche un difensore di tutte quelle attività “nuove” che, come tali, non hanno ancora un “listino”, e proprio per questo riescono ad essere monetizzate.

      Non ho parlato di corsi perché ormai li fanno tutti, ed evidentemente è qualcosa che genera un ritorno. prima o poi ne parliamo, per aiutare a mettere un po’ d’ordine in un settore che inizia ad incasinarsi ;-)

      Per quello che riguarda la foto di animali, confermo che sarebbe (è) un settore su cui sarebbe sensato investire… purché le foto che facciamo possano evidentemente essere migliori di quelle che riempiono in quantità sconvolgenti le memorie dei cellulari dei loro padroni ! ;-)

      1. ciao non intendevo listino prezzi ma il. Polso del mercato… Ovvero i settori con più. Richiesta… Insomma.. Se hai a disposizione uno studio di mercato… La percentuale di fatturato dei fotografi… Il matrimonio continua ad essere l 80% del mercato? Questo vale per la provincia e le medie città? Insomma un fotografo non in aree metropolitane, cioè la maggior parte delle Italia… Dove moda, industrial, commercial, magazine etc non sono presenti alla fine può. Inventarsi tutte le strategie che vuoi ma bisognerebbe sapere che cosa cercano le persone o che cosa vorrebbero cercare… Ok le strategie… Ma sentirei il bisogno di avere una ricerca di mercato o simile….. Hai info su questo?

  3. Ebbravo Luca. Alla fine qualcuno che queste cose le dice salta fuori ogni tanto.
    Ma ricorda che dici cose faticose, quindi non aspettarti ringraziamenti ;)
    Ci si vedrà a qualche prossimo corso.

    1. E’ faticoso (e impopolare) anche scriverle, queste cose ;-) Non mi aspetto ringraziamenti, tranquillo, spero solo di riuscire nello stimolare e nel far reagire! Buona serata!

  4. Ciao Luca
    sono pienamente d’accordo con quello che scrivi.
    Se i fotografi pensano di essere più bravi perchè si defiscono professionisti fotografi senza fare ricerca e marketing è giusto che vengano superati dai fotoamatori .

  5. Se fosse per tanti fotografi professionisti farebbero in modo di impedire la vendita delle fotocamere a chi non ha un “tesserino” di professionista (piacciono tanto i tesserini).

    Io, da professionista, trovo invece che i fotoamatori grazie proprio alla loro non “ossessione” sull’aspetto economico, sono molto più attenti all’aspetto sociale e comunicativo (generalmente per il fotoamatore conta molto di più la “visibilità”) e per questo riescono spesso a trovare le soluzioni migliori.

    Bell’articolo Luca.

  6. Perdonami Luca, forse mi sto rincbecillendo ma da un po di tempo nel SJ trovo molte critiche (provocazioni) ma non riesco a trovare informazioni concrete. O sono troppo fuori e non capisco (più probabile) o sono troppo scontate per me le cose che dici, sinceramente non lo so. Fattostà che da qualche numero di SJ mi pare di stare a leggere di quegli articoli dove sembra che vogliano risolverti tutti i problemi della vita poi alla fine dopo aver letto pagine e pagine senza arrivare al dunque, ti accorgi che vogliono solo proporti l’acquisto del loro ultimo super ebook. Anche quì ci sono tante situazioni che potrebbero essere anche sviluppate o discusse ma alla fine rimane tutto così, nell’aria, in sospeso. Per esempio hai parlato di un Fotografo che ha commesso tutti gli errori possibili e immaginabili su FB ma alla fine del passaggio… in sostanza… io non ho trovato nessuna informazione utile. Forse sono io quel fotografo e non lo so? Boh!!
    Comunque ti leggo sempre!
    Ciao Igor

    1. Ciao Igor, in questo periodo sto facendo azioni terroristiche al fine di far riflettere. Sono stufo di sentire lamenti che spostano l’asse della responsabilità della “crisi” su altri. Siamo in gran parte colpevoli, quando qualcosa non funziona, e la crisi rende solo meno tollerabile gli errori. Semplicemente non ce li possiamo permettere.

      Gli ultimi SJ sono fatti per scuotere le persone, per metterle contro un muro e farle reagire. Ad alcuni può fare fastidio, e più fastidio creano e più c’è motivo di credere che ci siano cose sulle quali riflettere e azioni correttive da fare. Ieri una fotografa famosa (ha fatto con suo merito la storia della fotografia di architettura, Marirosa Ballo) mi ha scritto perché l’abbinata tra fotografo e panettiere l’ha fatta ridere di gusto. Lei non si è mai sentita minacciata da un panettiere… La sua professionalità non è mai stata messa in dubbio. Se da fastidio vuoi dire che c’è fragilità, e questo è quello su cui voglio far riflettere.

      Tu sei un bravo fotografo (lo dico sul serio, sei anche intelligente e sensibile), eppure ti ha dato fastidio. Rifletti dal punto di vista psicologico: forse ti aiuterà e ti rafforzerà. Ho guardato il tuo sito e la tua pagina FB, ci sono errori gravi sul sito e ci sono cose buone su FB, anche se sono migliorabili.

      Il SJ non può essere uno spazio per l’analisi personalizzata, e quindi anche gli esempi negativi o positivi fanno riflettere solo sul dettaglio, noi dobbiamo parlare in senso più ampio. Abbiamo altri strumenti per scendere nel
      Dettaglio, e con questo non porto acqua al mulino delle nostre attività di formazione e di consulenza: semplicemente ti spiego come e cosa facciamo.

      Un giorno parlerò del Forografo di FB che secondo me sbaglia tutto… Ma quello che voglio è che tu possa – come tutti – capire il valore e i modi del comunicare. Oggi una mia studentessa mi ha scritto:

      “… Cerco sempre di collegare un’immagine a un contenuto…”

      Lei ha capito il concetto del valore del contenuto, non sempre lo si percepisce da come le persone comunicano online.

      Spero di averti dato una risposta esauriente :-)

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