In questi giorni mi sono interrogato sul valore della forma, rispetto a quello che percepiamo noi come davvero “innovativo”. Quando guardiamo un film di fantascienza, la forma delle astronavi, delle automobili, delle strade e dei paesaggi ci permette di immaginare che quello che non abbiamo ancora visto debba essere inevitabilmente innovativo, nuovo, moderno. Siamo abituati, per essere in grado di essere in grado di giudicare, ad avere immagini e qualcosa da toccare che possa confermarci che siamo di fronte a qualcosa che ci fa fare dei passi in avanti.

L’interrogativo viene dalla mia inevitabile attenzione al Keynote del 12 settembre di presentazione del nuovo iPhone5. Ci sono due fazioni di persone, in questo momento: coloro che sperano solo di poterlo ricevere al più presto (apertura prenotazioni il 21 settembre per noi in Italia, sappiate che negli USA in un’ora si è arrivati al tutto esaurito) e coloro che sono delusi. Molti dicono: ok, è più lungo, più sottile, più leggero e più potente, ma Jony Ive – il geniale designer dei prodotti Apple, nella foto qui a fianco – non è che si è poi dato molto da fare: alla fine, l’iPhone 5 è quasi uguale al modello nato due anni e mezzo fa (iPhone 4 e seguente iPhone 4S). Se avesse avuto le stesse prestazioni (connessione velocissima, processore super veloce, nuovo connettore, schermo da 4 pollici e un OS tutto nuovo) abbinandolo ad un design nuovo, tutti avrebbero urlato alla novità assoluta. Molti invece hanno criticato la mancanza di innovazione, molti guardano a modelli come il Samsung Galaxy IIIs come ad un vero innovatore, e a prima vista può anche essere condivisibile. Io stesso, sono rimasto deluso, e non so se farò la coda notturna il 27 settembre, come ho sempre fatto per essere tra i primi ad avere il nuovo modello. Eppure, le parole di Ive fanno pensare, e questo elemento si riflette anche in altri ambiti. Jony dice che l’iPhone è forse l’oggetto che abbiamo più tra le mani, il più personale, quello con il quale maturiamo un rapporto più intimo; se viene modificato troppo, in realtà ne otteniamo un effetto negativo, diventerebbe un estraneo.

Se facciamo un confronto con le fotocamere reflex, ci accorgiamo che la stessa filosofia è adottata anche dalle principali aziende del settore: Canon, Nikon, Hasselblad (che hanno presentato di recente e per festeggiare l’evento “Photokina” che si aprirà martedi prossimo, nuovi modelli interessanti ed innovativi) mantengono una rigidità nel design che permette di individuare – nella stessa categoria – il modello solo da un occhio davvero molto attento e competente, oppure curiosando la scritta del nome. Diverso, molto diverso per le compatte, che fanno invece della forma un fattore di attrazione, ma gli oggetti personali, quelli amati in particolare, quelli che “usiamo” davvero ogni giorni, tendono a mantenersi simili, quasi uguali, pur evolvendosi, pur aumentando le prestazioni. E’ una psicologia interessante, sulla quale dobbiamo riflettere. Troppo spesso corriamo dietro alle novità, non coltiviamo e miglioriamo quello che facciamo, andiamo oltre perché è più facile, rispetto all’interrogarsi sul come possiamo fare meglio. Abbiamo di fronte clienti che anch’essi sono drogati dalla forma dell’innovazione. Le telefonate partono con l’intercalare: “Cosa c’è di nuovo?” e ce la mettiamo tutta, per proporre qualcosa di realmente nuovo, che possa apparire nuovo.

La fantasia deve volare, ma se vola a caso, senza una logica evolutiva, rischia anche di volare troppo. Siamo da sempre difensori dell’innovazione, ma penso che ci sia bisogno di riflettere, cercare di trovare un cammino che possa accompagnare e accompagnarci. Il senso di questa riflessione non è legata al fare piccoli passi, ma al non accontentarsi della semplice rappresentazione visuale del nuovo. Non diventiamo innovativi se ci vestiamo di rosso, se ci tagliamo i capelli a zero, se prima facevano foto e oggi video, se prima ci occupavamo di prodotti per la carta stampate e o ora li facciamo per l’iPad. Sono in molti a cadere nel tranello, credendo che possa bastare citare nuove strade per dimostrare di essere capaci di cavalcarle. E se siamo in un periodo di crisi, forse è perché ci siamo affidati troppo alla forma e non alla sostanza. Dobbiamo ripartire daccapo: lasciar cadere ogni orpello che sia solo di carattere esterno e lavorare in profondità, maturando e facendo maturare il nostro modo di lavorare, ma anche di essere persone.

Andare avanti, senza per questo necessariamente cercare effetti speciali è quindi una missione importante, difficile, e ci vuole molta fantasia. La fantasia di trovare valore, vera innovazione, veri vantaggi, rivoluzioni… Io in questo momento sto lavorando per riuscire a rendere il più minimalista possibile la mia tecnologia: sto scrivendo su un iPad (dallo schermo Retina Display, che richiederebbe un computer che non mi posso permettere e che forse nemmeno mi serve), usando una tastiera Bluetooth Apple (la migliore tastiera al mondo, uguale a quella che ho sul mio portatile, se non per il fatto che non è retroilluminata), usando un software di scrittura fantastico che si chiama ByWord che costa ben 2,39 € e che scrive in modalità di solo testo ma consente di usare la sintassi Markdown che permette senza staccare le mani dalla tastiera di fare formattazione (grassetto, corsivo e persino parole linkate) e di creare automaticamente un puro e comodo Html che si può inserire in una pagina web (per esempio, su WordPress, come farò tra qualche minuto, mantenendo tutte queste formattazioni). E per tenere tastiera e iPad in posizione perfetta, ho trovato il meraviglioso Origami della Incase (foto qui a lato) che quando sono in giro posso piegare e trasformare in una custodia per la tastiera, che non occupa spazio. Cosa cambia, direte voi? Molto, cambia molto, mi fa sentire più leggero (in tutti i sensi) e più veloce in tante operazioni. Torniamo alla presentazione dell’iPhone 5: forse l’innovazione è quella di fare più cose con oggetti più piccoli e leggeri, non più grandi e pesanti.

Ci vuole fantasia, che deve volare, e proprio per questo finiamo questo Sunday Jumper presentando una novità mondiale, che – siamo sicuri – sarà un grande successo a partire da martedi, quando verrà presentato per la prima volta a Photokina. Me lo ha presentato l’amico Fabio Prada di Litec che mi ha detto “sono sicuro che potrai valutarne il potenziale”… si, eccome se lo capisco, il potenziale. Si tratta di un sistema che consente di fare riprese aeree usando fotocamere e videocamere semi professionali o assolutamente professionali, per ottenere risultati che non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli che tante piccole soluzioni (anche per iPhone o per fotocamere tipo la simpatica GoPro) possono garantire. Qui stiamo parlando di un’alternativa concreta ad un volo in elicottero, con tanto di pilota e fotografo a bordo e sistemi costosissimi per stabilizzare le videocamere per evitare le vibrazioni. Si chiama Hi-Drone, qui a lato ne pubblichiamo una foto di presentazione, che fa capire la serietà del prodotto, che può essere ottimizzato e costruito con altissimo livello di personalizzazione (sulla vostra fotocamera/videocamera specifica), scegliendo così il numero di rotori necessari e tutti i dettagli per garantire il risultato perfetto. E’ solo un’anteprima, questa segnalazione, siamo già in contatto con l’azienda per fare qualcosa di davvero speciale per presentarlo, usando ovviamente i nostri media che nascono appositamente per sfruttare proprio queste tecnologie di ripresa e queste idee… Già, perché se usate correttamente, le nuove tecnologie (di ripresa, dei media, del digitale) sono gli elementi che fanno volare davvero la fantasia… non per finta!

28 responses

  1. Restando in tema di novità presentate in modo eccezionale, mi domando: ma questo Hi-Drone, non volendo fare nessuna valutazione su un prodotto che non conosco e che sarà sicuramente fantastico, è veramente una novità assoluta?

  2. io faccio questo tipo d riprese da quasi un anno ( vedi qua: http://www.airluxproject.it ) . Sono varie le aziende che producono questi mezzi , una delle migliori e’ questa http://www.quadrocopter.us/ready-to-fly/.
    Non e’ proprio una novita” e sono molti quelli che si stanno attrezzando, ma non e’ ancora molto diffuso. Un buon mezzo costa ( almeno 10 / 20000 euri ) e ci vuole una buona abilita’ nel pilotarli, ma permette certamente di ottenere immagini straordinarie.
    Ciao

    1. Esattamente quello che dicevo nel SJ di oggi: si guardano le cose da “fuori”, in funzione del “come appaiono” e si arriva alle conseguenze. iPhone 5 è quasi uguale o diverso dal 4? Lo valutiamo dalla forma troppo simile al precedente? Rimanere in superficie ci impedisce di capire e di analizzare le innovazioni sul serio.

      Pensi che non conosco le soluzioni di cui parli? Uguali a quello che ho preannunciato? Forse no… ma è facile valutare così, perché “assomigliano” a cose già viste… L’allarme dato è probabilmente più utile di quanto non fosse ovvio prevedere ;-))

  3. Ciao Luca, bentornato.
    L’articolo del drone cada a pennello. Sto facendo ricerche per un drone, elicottero o dirigibile radiocomandato per riprese foto video in interni ed esterni. é possibile avere più informazioni sul drone da te segnalato? Spesso questi modelli soffrono di stabilità.
    Grazie e grazie sempre per il tuo impegno.
    andrea

    1. Faremo presto dei test di riprese, ma dopo la Photokina. Li pubblicheremo su JPM magazine. A presto :-)

  4. Due mesi fa ho preso un drone a 6 rotori e ho montato una nex5 della Sony, tuto bello tutto facile ma attenzione…ho dedicato tutta l’estate per imparare a farlo volare..e sono solo all’inizio.

  5. ok , esistono gia’ “droni” che permettono di portare in volo fotocamere e videocamere professionali. Per quel poco che ne so il settore e’ relativamente nuovo e in continua evoluzione, quindi ben vengano nuovi prodotti e nuove evoluzioni, ovviamente aspetto con interesse maggiori info su Hi drone.

  6. Ciao, condivido quanto scritto da Arcangelo e Flavio su prezzo e “manovrabilità”. Vorrei aggiungere peró un mio contributo: i droni sono “illegali”. Illegali perchè possono si volare, ma in aree ben predifinite: campi di volo specifici come per gli aeromodelli. Utilizzare un drone per far riprese di una fabbrica piuttosto che di un monumento o di ciò che vi pare, non è permesso dalla legge. Unica possibilità (che nn siano aerei, elicotteri, gru, scale o cavalletti) è utilizzare mezzi “aerofrenati” (anche questi con restrizioni e limitazioni). “Aerofrenati” significa: palloni trattenuti da cavi. Utilizziamo da molti anni un mini-dirigibile. Che poi anche un noto Tg abbia utilizzato un drone per riprese sulle aree terremotate dell’Emilia (aree comunque delimitate e chiuse alle persone) è altra cosa. Ovviamente la legge può essere infranta.
    Se invece mi fossi perso qualche cavillo o novità legale in materia, vi prego di avvisarmi e chiedo scusa per la disinformazione.
    Ciao, Marco.

    1. Ciao Marco, non mi risulta siano illegali. Ho contattato la polizia locale di Pavia e mi hanno detto che non sono necessari permessi e che basta informare l’ente preposto alla sicurezza, per Pavia la questura, per Comuni più piccoli i Carabinieri o il Sindaco del paese.

  7. In Italia non e’ legale far volare un drone. Lo possono fare gli aeromodellisti nei loro campi, ma con velivoli giocattolo. Ben diversa la situazione per chi utilizza sistemi professionali. In questo periodo l’Enac -l’ente che si occupa del volo- sta inviando lettere di diffida a quanti si propongono sul web per fare servizi aerei foto o video.
    Nel caso di apparecchi che trasmettono immagini a terra c’e’ addirittura una denuncia penale.

    Piccole aziende che vendono droni stanno cercando di ottenere una regolamentazione. Enac ha diffuso recentemente una bozza sperimentale che i più definiscono demenziale. Per pilotare velivoli ci vogliono corsi, esami, formazione e brevetti. In base a una legge anteguerra (che citava anche veicoli senza pilota, riferendosi ai palloni sonda) anche per pilotare droni, dunque, ci vorrebbe una abilitazione.
    La materia è molto confusa e andrà certamente per le lunghe. Io non spenderei molti soldi per un drone che qualsiasi carabiniere potrebbe legittimamente sequestrare.

    Un chiarimento, gia’ che ci siamo: nel 2000, costretta dall’Unione Europea, l’Italia ha dovuto permettere la fotografia aerea. Aggiungendo una postilla alla regolamentazione comunitaria: fotografie o riprese aeree sono libere, ma si possono commercializzare solo se scattate da un velivolo abilitato al lavoro aereo.

  8. Ho fatto nella mia vita parecchie riprese aeree con veivoli diversi, confermo la complessità della legge italiana per le riprese aeree che praticamente rendono impossibile la vita a chi vuole lavorare in questo senso, la soluzione quasi sempre è fregarsene confidando nella difficolta del legislatore a fare applicare le sue regole. Certo che un po’ di regole ci vogliono soprattutto per evitare che mentre stiamo facendo una passeggiata ci arrivi in testa una D4.

  9. Si interessante la storia sui droni ; anch’io sono rimasto subito affascinato da piu’ di un anno ..
    ma di recente ho presentato un preventivo appunto per un lavoro aereo e va detto che escludendo l ‘elicottero che ha ancora dei costi alti per riprese prolungate ,l’aereo credo che sia il sistema piu economico e sicuro ; solo se faccciamo almeno un centinaio di ore con l’aereo si comincia pareggiare i conti con il costo del drone(escludendo appunto il costo per l’addestramento) e comunque sconfinando in questo limbo delle regole aeree che ancora son tutte da vedere e che mi sembrano un gran rischio

  10. Se può essere utile…

    D.P.R. 29 settembre 2000, n.367
    Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi a rilevamenti e riprese aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali (n. 112-undecies dell’allegato 1 della legge n. 59/1997 e successive modificazioni).

    Art. 1. Oggetto e ambito di applicazione

    1. Il presente regolamento disciplina i rilevamenti e le riprese aeree, fotografiche e cinematografiche, sul territorio nazionale e sulle acque territoriali, nonche’ l’uso dei fotogrammi derivati dalle riprese e dai rilevamenti medesimi.

    Art. 2. Definizioni

    1. Ai fini del presente regolamento si intendono per:

    a) rilevamenti: l’acquisizione di dati attraverso un qualunque sensore;

    b) restituzioni cartografiche dai fotogrammi: la trasposizione, su qualunque supporto, di quanto rilevabile dal materiale fotografico acquisito.

    Art. 3. Disciplina delle attivita’ di ripresa aerea

    1. Ferme restando le disposizioni in materia di servizi di trasporto aereo non di linea e di lavoro aereo contenute negli articoli 788, 789, 790 e 791 del codice della navigazione, l’effettuazione di rilevamenti e riprese aeree sul territorio nazionale e sulle acque territoriali e’ consentita senza preventivi atti di assenso da parte di autorita’ o enti pubblici.

    2. Sono, altresi’, consentiti l’uso dei fotogrammi derivati dai rilevamenti e riprese di cui al comma 1 e le restituzioni cartografiche dai medesimi fotogrammi.

    3. E’ fatta salva l’applicazione delle vigenti disposizioni in materia di trattamento dei dati personali relativamente ai dati raccolti nell’esercizio delle attivita’ disciplinate dal regolamento.

    Art. 4. Divieti temporanei delle attivita’ di ripresa aerea

    1. Quando, per motivi di pubblica sicurezza, di sicurezza nazionale o per altri rilevanti interessi nazionali, le competenti Autorita’ militari o di pubblica sicurezza dispongono divieti temporanei delle attivita’ di rilevamento e ripresa aerea sul territorio nazionale e sulle acque territoriali o su parte di essi, le medesime assicurano che dei divieti sia data tempestiva comunicazione ai soggetti interessati attraverso idonea pubblicazione edita dal Servizio di informazioni aeronautiche nazionale.

    1. grazie dei dettagli… ancora una volta abbiamo fiutato un argomento importante. Nei prossimi giorni approfondiamo anche noi gli aspetti sia tecnici che quelli “burocratici”… ma già molte cose sono venute fuori in modo interessante da queste chiacchierate on line. Siamo un bel gruppo ;-)

  11. Costruisco e vendo multirotori da diversi anni.
    Il modello citato non ha nulla di particolare anzi utilizza parti di altri costruttori come ad esempio il supporto camera.
    Secondo le attuali norme Enac è consentito svolgere una ripresa aerea o un rilievo a carattere professionale solo se svolte su di un aereomobile.
    Ad esempio, io posso volare su di un ultraleggero ma se faccio una foto e la vendo ho violato la norma, se me l’appendo in soggiorno non ho violato la norma.

    Bisogna poi fare dei distinguo sul termine drone spesso usato a sproposito.
    Un drone è un mezzo comandato da remoto cioè senza il controllo visivo dell’operatore.
    Una modalità in teoria possibile per un multirotore o un aereomodello ma nel caso dei multirotori utilizzata molto raramente, tanto è vero che uno dei multirotori più diffusi ha un limite di 250 metri quando opera in modo semiautonomo che corrisponde più o meno al limite di percezione visiva del multirotore.
    In ogni caso l’operatore ha sempre il controllo del velivolo con il suo radiocomando quindi tecnicamente non si possono definire dei droni a tutti gli effetti.
    La normativa su questo argomento è obsoleta e sò per certo che è in fase di revisione come hanno recentemente fatto diversi paesi in Europa.
    Al momento sono di fatto tollerati ed il vero problema stà nella loro copertura assicurativa RC.
    Ai nostri clienti offriamo , dopo che questi hanno seguito un corso specifico, la possibilità di sottoscrivere una polizza RC per l’utilizzo professionale del multirotore.
    Alcuni nostri clienti che operano nella produzione video avevano già una polizza che copriva l’attività di ripresa e produzione ed hanno aggiunto il multirotore come strumento dell’attività.

  12. Il mio l’ho preso da Luca Comolli che ringrazio per aver risposto alla mia richiesta di chiarimenti.
    Non per fare il ruffiano ma se volete informazioni precise e un drone costruito su misura è uno dei professionisti seri a cui ci si può rivolgere.

    Se qualcuno ha delle curiosità in merito ai problemi che può avere un principiante, anche se bravo fotografo, può chiedermi delle informazioni. Penso di aver commesso tutti gli errori possibili nel tentativo di far volare il multirotore, per fortuna senza distruggerlo ;-)

  13. Ciao a tutti, anch’io come moltissimi altri mi sono informato bene e sono illegali. Sono tollerati come è tollerato andare a 200kmh su una strada statale..ti tollerano se non ti beccano! La tolleranza nasceva dal fatto che non li usava quasi nessuno. Per il resto sono utilizzati ormai da anni ed i modelli sono numerosi con prestazioni e risultati molto diversi, in generale di livello amatoriale. Esistono degli operatori specializzati con droni e aeromodelli in genere che fanno dei lavori di qualità ma lavorano su set cinematografici e sono abilissimi nel pilotaggio cosa che non è cosi banale come potrebbe sembrare..chiedere a chi si è cimentato per maggiori info!!

  14. Sono anni che inseguo l’idea ma non potendo spendere troppo, almeno all’inizio, mi ero orientato verso l’AR drone di Parrot ma è un giocattolino, simpatico ma pur sempre un giocattolino. Ora il mio pensiero è di acquistarne uno che FUNZIONI e con il quale si possa lavorare ma effettivamente il prezzo medio è di 7/8mila Euro e … oggi non se ne parla proprio, ricordiamoci che poi bisogna montarci una macchina all’altezza e con i risci di brusca caduta quindi … Spero di poterti incontrare di persona alla Photokina è sempre un piacere stringerti la mano, dai tempi di Jump. Saluti e buon lavoro!

  15. Come scritto nell’articolo, guardare senza osservare ed analizzare a fondo. Leggo nei commenti una superficialità che porta alla ricerca del cavillo burocratico per evitare la strada difficile del nuovo o del diverso. Mi spiego meglio, come mai state guardando la normativa della foto aerea solo in questo contesto? Vale anche se fate un fermo immagine da google maps allora! Molti la inseriscono in siti di strutture turistiche, chi è in difetto in questo caso? Google? chi ospita il sito? chi lo fa? Il proprietario del dominio? il proprietario della struttura? Queste domande non le ho ancora sentite da nessuno nel settore fotografico. Eppure tale tecnologia viene quotidianamente usata da architetti, geometri, centri di ricerca, scuole, comuni, province e regioni, senza preoccuparsi di tale normativa in vigore. Google earth sarebbe fuori legge per la normativa italiana e per la normativa della privacy, ma non vedo restrizioni o blocchi dallo stato italiano. Forse la nostra normativa è tutta da rivedere e saranno proprio le incessanti novità e cambiamenti, veloci e repentini, supportati dai pionieri a farla cambiare di prepotenza senza dare possibilità di prevenzione. Altra questione discordante, i mezzi di vendita online di immagini e video. Con l’uscita di sistemi come go-pro e eye-cam, tutto cio che viene fatto dall’alto e poi venduto sarebbe fuori legge. Mi sa che stiamo parlando gia del vecchio come quando parlavamo di mp3 e cd o di canone rai e trasmissioni in streaming, o meglio ancora di canone e monitor per pc o tablet. Chi parla di fuori legge, lo invito a fare un attenta analisi per capire quante volte durante il giorno si trova fuori legge italiana e quante in perfetta armonia con i nostri commi e sotto commi e abrogazioni varie. Invece apprezzo molto la discussione delle assicurazioni per lavori complicati e complessi come i servizi fotografici e video e che cosa veramente coprono e quanto costano!

  16. @Francesco

    Condivido il tuo commento in molti punti ma farei comunque un distinguo.

    Farsi una foto in luogo pubblico, usare google maps ecc… ecc… (anche qui sarebbe bene leggersi un attimo la normativa prima di urlare “al lupo”) ha un peso ben diverso dal mettersi al comando e portare a qualche decina di metri di altezza, probabilmente in un luogo pubblico e frequentato, un multirotore dal peso di qualche chilogrammo.

    Alessio

  17. Non è questione di cercare il cavillo burocratico…basta leggere cosa dice la legge. Non capisco cosa c’entra google earth??!! Qui si parla di regolamentare il volo di aeromodelli, multirotori, ecc..E’ ovvio che non puoi svegliarti la mattina e far volare sulla testa delle persone un modello che ti sei montato magari la notte in cantina.
    Questa è la regolamentazione in vigore al momento: http://www.enac.gov.it/repository/ContentManagement/information/P187010705/NI_008_2012.pdf

    1. La legge che tu citi si riferisce agli aeromobili a pilotaggio remoto,
      Il punto è che un multirotore non è un aeromobile e di fatto non c’è nessuna norma che ne regola l’utilizzo oggi.
      Infatti un multirotore è molto più simile ad un aereomodello piuttosto che ad un ultraleggero (tra l’altro solo recentemente considerato un aereomobile seppure non soggetto alle norme degli aeromobili “veri” come un aereo di linea.
      L’unica norma che osta l’utilizzo professionale è quella che dice che qualsiasi attività aerea professionale deve essere effettuata con un aereomobile.
      Ripeto l’esempio del parapendio, se faccio una foto con esso e me l’appendo in casa tutto ok, se la vendo viola la normativa vigente.
      Molti utilizzatori professionale di multirotori ed aereomodelli svolgono dei lavori per enti pubblici regolarmente avvisando l’autorità competente, delimitando l’aerea di sorvolo ed avendo una assicurazione RC.
      Il punto importante e che nonsi può ignorare è quello relativo alla copertura assicurativa.

      Del resto inviterei a riflettere su come vengono utilizzati gli autoveicoli durante le produzioni cinematografiche , come sono sistemati gli operatori etc…
      Secondo voi le norme tipo codice della strada o 626 sono rispettate ?
      Di certo no, si chiude la strada al traffico , si avvertono le autorità competenti e con una bella polizza che copre l’attività di ripresai si è liberi di appendere il povero operatore steady fuori dal camion per riprendere il dinosauro.

  18. @alessio e @maurizio, condivido con entrambe, infatti staccherei la parte del volo dalla parte fotografica. Fotografare da 10 metri con un aereomodello è come fotografare da 10 mt da un palazzo o con una gru o con un cestello o meglio con un crane per video. Non vedo come mescolare il volo con la fotografia. La fotografia avrebbe le sue datate regole legate all’aereonautica militare che obbligava il suo benestare per le foto aeree, da definire poi il termine aerea, termine applicato in modo furbo dai legislatori. Altra questione è il volo di un aeromodello radiocomandato con agganciata sotto la fotocamera o videocamera, non puo essere non tutelata la sicurezza e quindi sottoposto a regolamentazione. Quindi farei due discussioni distinte. Ma non vedo perchè non possa vendere, senza autorizzazione, una foto fatta con qualsiasi mezzo ad una struttura turistica (in totale sicurezza) per una normativa vecchia e contorta, facendomi èssere fuori legge se prendo un compenso.

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