Ancora una volta, sono in coda per essere uno dei primi in Italia a comprare il nuovo iPhone. In realtà, per avendoli avuti tutti – ad esclusione del primo, perché non è stato commercializzato in Italia – questa è la seconda volta che faccio la coda di notte: a fine luglio del 2008 per il primo iPhone 3G, una fila durata sei ore e mezza, dalle 23 alle 5 e mezza del mattino, e ora, per il modello 5. Quelli che sono passati in mezzo – 3GS, 4, 4S – sono state tappe importanti, ma questo modello nuovo, che mi ha emozionato meno durante la presentazione, in realtà mi ha portato a fare la notte, di nuovo. C’è coda, ma sono arrivato presto, e sono il 15mo della lista, probabilmente dopo mezzanotte lo avrò tra le mani.

Mi sono interrogato, su questa scelta. In realtà avrei potuto proseguire col mio 4S, ma prima di tutto l’iPhone è uno dei pochi beni che vale tanto anche da usato, e qui di il passaggio tra vecchio e nuovo richiede un piccolo esborso di soldi e a quel punto ne vale la pena (se invece si attende tanto, via via si perde il valore che si ha tra le mani…). E poi ci sono una serie di elementi che meritano un’analisi sul campo veloce.

In prima battuta, la forma allungata dell’iPhone 5 richiede una riconsiderazione immediata del “formato” della comunicazione: la “pagina” o le immagini guadagnano una lunghezza verticale alla quale non siamo abituati, ma alla quale ci dovremmo abituare presto e probabilmente anche al “formato” informatico della relativa distribuzione (a dirla in modo semplice, dal PDF al l’html, dalla struttura fissa a quella scroll). Non immaginate quanto questa considerazione stia facendo accelerare le considerazioni qui nella nostra redazione, c’è una frenesia isterica che in realtà parte dal sottoscritto per fare passi veloci, per arrivare a delle risposte sul “come” creare la forma della comunicazione per i mesi/anni futuri. Questa “forma” riguarda per ora i contenitori, non il contenuto, non a caso la fotocamera dell’iPhone5 non produce foto lunghe (o larghe), lo potete vedere dallo screenshot che pubblichiamo qui sotto, che sfrutta i pixel aggiuntivi del monitor dell’iPhone5 per proporre un pulsante di scatto più grande rispetto a quello deli precedenti modelli.

Questi sono proprio i dettagli che si notano quando si hanno tra le mani gli oggetti di cui si parla… nessuna recensione che ho letto (e ne ho lette tante) ha messo in evidenza questo dettaglio, che se vogliamo è banale, per tutti meno che per noi tutti che ci occupiamo di fotografia: vuol dire che il mercato probabilmente non è ancora pronto per un formato “stretto e lungo” per le immagini fisse, mentre è pronto da anni per quelle video e forse siamo vicini ad un formato molto rettangolare (16:9 o similare) per i contenitori alternando la visione verticale per visualizzare il testo, in modalità scroll, e in orizzontale per i video. Quanto ci vorrà perché il mercato (grafici, designer, art directors) ci chiederanno immagini adeguate a questo Aspect ratio? Capite perché sono in coda, ora? Perché questo momento di follia collettiva (perché di fatto si tratta di una follia collettiva, di cui faccio parte e un po’ me ne vergogno), deriva da un marketing stellare, ma bisogna andare oltre all’analisi del fenomeno di massa . Ci sono momenti in cui qualcosa succede a prescindere dal fatto in sè.

Già, parliamo di marketing. In un momento di crisi evidente e profonda, centinaia di persone sono in coda per comprare un oggetto che costa dai 700 ai 1000 euro. Chi passa può ridere e deridere, le commesse del negozio sono attonite nel vedere quante persone mettono sul tavolo tanti biglietti da 100 o 200 euro per un oggettino che sta comodamente in una tasca. Sono tutti pazzi? Un po’ si, non c’è dubbio, ma come al solito le analisi devono essere fatte da dentro e non solo da fuori. Io, in quella coda c’ero, e ho parlato con parecchie persone, oppure ho semplicemente ascoltato quello che tra loro si dicevano. Quasi tutti, davvero quasi tutti, erano nella mia stessa condizione: quella di avere venduto un modello precedente per potersi pagare buona parte del nuovo. Non c’erano persone che spendevano in modo smisurato, perché oggi davvero in pochi se lo possono permettere, ma che hanno calcolato, previsto, gestito il proprio piccolo patrimonio (il modello vecchio) per comprare quello nuovo, per essere tra i primi ad averlo (e probabilmente godere del poterlo esibire). Questo significa che il marketing è andato più a fondo, e merita un’analisi: ci sono tanti beni inutili che noi compriamo, ed è una questione di mode, di desiderio instintivo, e magari spendiamo anche più soldi. Ma nel caso dell’iPhone c’è l’esigenza per molti di disfarsi del modello precedente per avere quello nuovo. Non c’erano in fila collezionisti, che avrebbero aggiunto alla bacheca un nuovo trofeo, c’erano persone che volevano crescere con la crescita del loro oggetto più desiderato. Non a caso, il cellulare/smartphone è l’oggetto che è più intimamente più legato a noi, con il quale abbiamo una relazione profonda, e l’iPhone incarna in assoluto questo rapporto. Non si tradisce un iPhone per un altro cellulare, semmai si cambia iPhone, perché l’anima è sempre quella: cambia corpo, ma il cuore è sempre lo stesso, e non è un caso (probabilmente un’altra genialata del marketing di Apple) che sul telefono non c’è il nome del “modello” (3G, 3Gs, 4…eccetera), ma solo iPhone, perché è uno e uno solo, e rimane tale. Non prendetemi per un deficiente invasato, sono razionale anche in questa mia debolezza, analizzo il fenomeno di cui faccio parte, so come il marketing condiziona in questo caso alcune mie scelte, ma da queste debolezze traggo lo studio del fenomeno sociale e tecnologico, e quindi mi giustifico e mi assolvo.

Un altro elemento che mi ha fatto molto, molto riflettere e che penso debba far riflettere (molto) è che il processore del nuovo iPhone5 – dai test indipendenti realizzati in questi giorni – dimostra di essere più potente di un processore G5 di sei anni fa. Forse alcuni di voi ne hanno ancora uno in studio e ci lavorano, usando versioni vecchie dei sofware (sono almeno tre anni che Photoshop non gira più sui processori G5), e magari hanno mantenuto anche il nome originale che avevano dato all’inizio, considerando questa macchina una vera potenza della natura e quindi li hanno chiamati Belvona, Mostro o cose del genere. Guardate questa foto: e poi ditemi che effetto fa sapere che il piccolo iPhone5 è più potente e sta in una mano… Impressionante, vero? Cosa significa, dal punto di vista pratico? Che abbiamo una tecnologia che corre e vola, in particolare nell’ambito di questi device piccoli, che sono loro che stanno trasformando il nostro lavoro e il nostro mondo. Che dobbiamo cancellare la visione di quello che era il passato, e guardare al futuro. Non abbiamo bisogno di una scrivania per appoggiare un computer potente, abbiamo bisogno di una tasca, e sarà sempre più così. E se non abbiamo bisogno di una scrivania, non abbiamo bisogno di una stanza, non abbiamo bisogno di un ufficio, non abbiamo bisogno di un “luogo fisico”, non abbiamo bisogno di investire grandi cifre: una “Belva” come quella che è stata appena umiliata da un telefonino costava il doppio, il triplo di un pur costosissimo iPhone5, e poi dovevamo collegarci un bel monitor (che costava tanti soldi), ora guardate qualche valutazione oggettiva che riguarda la qualità del monitor dell’iPhone5… non dal punto di vista della risoluzione, ma da quella del colore, comprare software costoso quanto 1, 2, 3, 4 iPhone5, mentre oggi delle App di alta qualità per gestire le fotografie costano quanto un caffé. E poi al famoso “computerone” dovevamo attaccare un modem, una connessione WiFi, un cavo, per andare a velocità comunque ridicole; iPhone5, pur non potendo sfruttare la velocità del 4G (non ancora… l’Italia è in ritardo) permette già oggi di volare a valori che ci sogniamo anche nelle migliori condizioni di rete (guardate lo screenshot dello Speedtest realizzato dal sottoscritto).
SpeedTest_iPhone5.jpg
Insomma, alla cifra compresa tra 50 e 70 euro al mese avete un computer più veloce di quello che forse ancora usate per lavorare, una connessione dati velocissima ed efficace, un sistema di archiviazione sicura (Dropbox, per esempio) che ci costa pochi centesimi al giorno, e tanto altro. Certo… se avessimo nel pacchetto anche una fotocamera davvero di qualità….

Beh, uno dei motivi che mi ha portato a decidere di essere in coda questa notte (lo ammetto, questo articolo l’ho davvero iniziato in coda, ma l’ho finito successivamente a casa) è un’analisi fatta qui dove si parla di Instagram, ma che in realtà segnala una sacrosanta verità:


Because the iPhone 4s, which is nearly always located in my shirt pocket, produces (albeit for now as jpeg only) images in bright sunlight and shade nearly just as well as my first ever digital camera, purchased nearly 11 years ago in 2001 to cover the war in Afghanistan — a Nikon 1Dx. At the time it cost well over $6000 USD.

In pratica, tradotto, l’iPhone4S (e il modello nuovo è addirittura leggeremente superiore, molto superiore in condizioni di luce scarsa) produce immagini sostanzialmente della stessa qualità di una fotocamera come la Nikon 1DX (o analoghe di Canon, non è una questione di marche ovviamente) che si usava 11 anni per per realizzare immagini della guerra in Afghanistan e che era costata più di 6000 dollari.

Ma non è solo una questione di “pixel”: rispetto ad una macchina di qualche anno fa, l’iPhone è molto più leggero, sottile, e ha un software che cresce ogni giorno. L’ultima app che ho comprato si chiama Hueless e consente di gestire direttamente in ripresa le scelte di un’immagine bianco e nero, evitando i passaggi successivi di post produzione. In pratica, se non è esattamente come avere una fotocamera a sensore monocromatico (come la Leica Monochrom o altre che stanno arrivando) perché il sensore in partenza ovviamente è a colori, è anche vero che quello che verrà catturato sarà esattamente quello che abbiamo determinato in fase di scatto, senza perdita qualitativa causata dall’elaborazione e avendo sempre tutto sotto controllo.

Se poi pensiamo che ci sono e si stanno evolvendo molte impugnature, come per esempio l’ultima uscita: la Klyp di Manfrotto o quella super evoluta per realizzare riprese video di Zacuto o sistemi per fissare accessori o per posizionare l’iPhone su un treppiede, oppure su carrelli, dolly e altri sistemi per creare movimenti di macchina nel video, ci accorgiamo che la strada è assolutamente interessante. Per il presente, in condizioni da valutare di volta in volta (probabilmente più vicine al fotogiornalismo e alla street photography che non alla foto di still life, per esempio), per il futuro come un mondo che davvero è cambiato e non solo nella fotografia: nel video, nell’informatica.

Per questo sono (ero) in coda, sto studiando, sto cercando di capire velocemente, per poi raccontarvi quello che scopro, quello che (poco) capisco: perché c’è bisogno di valutare da subito le evoluzioni, che possono essere anche dei furbissimi meccanismi di marketing (e anche da questo dovremmo tutti imparare!), ma che cambiano le abitudini delle persone. E, a queste persone, dobbiamo rivolgerci, facendo prodotti (album di matrimonio, cataloghi, riviste, libri multimediali) che possono essere apprezzati e comprati.

I dinosauri che sono in noi (il nostro è un settore con grande tendenza al dinosaurismo) devono scomparire. Non per cambiare del tutto, non per far sparire il passato, ma per capire dove l’evoluzione ci sta portando. Io mi sono già messo in lungo e sono pronto…

UPDATE: abbiamo ricevuto alcuni commenti, tutti basati sulla discussione davvero noiosa di Android vs Apple. Non abbiamo nessuna intenzione di alimentare un “flame” così inutile e specialmente così “fuori tema“. Per evitare incomprensioni, segnalo che questo post non parla di “Quanto è brava e figa la Apple e l’iPhone“, ma tratta dei seguenti argomenti:

1) Dimensioni degli schermi e comunicazione: come cambia e come cambieranno i contenitori della comunicazione. Per essere chiari, finora le riviste e le pubblicazioni sono tendenzialmente in un formato dalle proporzioni prossime all’A4, ora il “rischio” è che diventino strette e lunghe. Chi dice che questa cosa è una banalità vuol dire che non capisce nulla di grafica, di proporzioni e di comunicazione.

2) Evoluzione dell’informatica e dei processori: il processore di uno smartphone è più potente di molti dei computer che i fotografi usano ancora in studio. Di quello dell’iPhone5 avevo dei dati, probabilmente lo stesso discorso vale anche per gli altri… quello che conta è il concetto.

3) Evoluzione della fotografia: una fotocamera professionale usata per fare produzione di fotoreportage 10 anni fa aveva una qualità analoga o inferiore a quella di uno smartphone.

Se avete voglia di commentare su queste tematiche siete i benvenuti, se volete intavolare una guerra su chi “ce l’ha più duro” francamente mi auguro che non interessi a nessuno, quindi non li passerò. Uso iPhone e di sicuro potrei usare altro, come tutti. E basta, nel mondo ci sono cose più importanti.

33 responses

  1. Il tuo marketing verso apple è notevole,ho acquistato ipad, mi dirigo verso ifone,sto leggendo la biografia di Jobs…

  2. Il bello di leggere le tue riflessioni Luca è che, pur stando seduto su una vecchia poltrona Frau con una FM2 tra le mani a fare foto alla vecchia maniera, si è sempre aggiornati su dove sta andando il mondo…
    ciao Dario

  3. “Non si tradisce un iPhone per un altro cellulare, semmai si cambia iPhone, perché l’anima è sempre quella: cambia corpo, ma il cuore è sempre lo stesso, e non è un caso (probabilmente un’altra genialata del marketing di Apple) che sul telefono non c’è il nome del “modello” (3G, 3Gs, 4…eccetera), ma solo iPhone, perché è uno e uno solo, e rimane tale.”

    Beh, io ho “tradito” iPhone per passare ad un sistema Android… (e sono anni che ho solo prodotti Apple)

    E con mia sorpresa me ne sono immediatamente innamorato. Tutto sommato, penso si dovrebbe parlare più ampiamente di smartphone come strumenti generici e non di una marca sola.

    Perché dopo due settimane di utilizzo di Android, faccio esattamente tutto quello che facevo con iPhone e nn ne sento la mancanza. Anzi, a volte faccio pure qualcosa in più e ti garantisco che questo mi ha sorpreso moltissimo.

    Ora attendo di vedere come è il tablet Android e di paragonarlo all’iPad. La sensazione è la stessa di quando ho mollato l’iPhone: credo sia impossibile che un tablet Android sia paragonabile all’iPad.

    Con il telefono sono rimasto smentito.
    Il potere del marketing.

    1. Il problema, Giorgio, è che per cambiare bisogna avere dei vantaggi. Non c’è *nessuno* che mi ha mai mostrato un vantaggio in più di Android/Smartphone rispetto a iPhone, ha “in più solo “Flash” che ormai tutti (compresa Adobe) hanno capito che sui device mobili non funzionano). Il Samsung Galaxy SIII (il migliore smartphone Android) ha uno schermo troppo scomodo da tenere con una mano sola, e da usare (grande non è meglio), è molto più acerbo ma costa uguale e specialmente mi impone di buttare nel cestino circa 300 App comprate negli anni (molte delle quali, le migliori, non sono disponibili neanche ricomprandole su Android), che tra l’altro sono condivise con l’iPad. Ma sono contento per te che ti trovi bene e ti faccio tanti auguri; ancora una volta, però, mi stupisco del perché tutto debba finire in concetti da “stadio”. Qui non si parla di tifosi, ma di altro. E se dobbiamo proprio parlare di marketing, se c’è qualcuno che ha invaso in mondo con il marketing, in questi ultimi sei mesi, questa è Samsung… che ha puntato sul messaggio che per essere “davvero intelligenti e diversi” bisogna passare ad Android. Dubito che l’intelligenza sia legata allo “smart(Stupid)Phone” che si compra… io perlomeno non giudico le persone in funzione di questo, e quindi non mi riconosco in un messaggio di marketing che mi dice che io dovrei essere più intelligente NON comprando iPhone e comprando Android… banalotto e razzista, a dir la verità il messaggio; io sono per la libertà di scelta…

      Se mi parlassi di soluzioni diverse, come quella che sta portando avanti Firefox, per un OS davvero libero e aperto, con potenziali risvolti economici e pratici per gli utenti, allora forse si potrebbe parlare di alternativa e se ne potrebbe discutere.

  4. Non ho espresso nessun concetto da stadio. Ho solo detto che con Android si fanno le stesse cose. E che secondo me ormai si può parlare di una categoria di prodotti in grado di fare cose simili. Siano essi Apple o di altre marche. Tanté che non ho mai nominato Samsung.

    Take in easy ;-)

    1. E’ che trovo poco costruttivo dire “e io ho preso Android”. Se si vuole contribuire, ha senso dire “perché”, che vantaggi, per quali motivi… altrimenti l’argomento ha poco interesse. Io ho parlato di tematiche legate alla forma dello schermo (su cui i fotografi potrebbero riflettere), sul fatto che la potenza di uno smartphone (e in questo sarebbe interessante il paragone di potenza nell’uso del trattamento delle immagini di Android, non solo dire “che io ho scelto diverso”) è analoga a quella di un computer “potente” di 6 anni fa, ho parlato di app “quasi professionali” per fare riprese fotografiche (che Android non ha, ho ha in misura molto inferiore), di accessori che attualmente non sono disponibili per device Android anche perché le forme sono così diverse da un modello all’altro che non è possibile parlare di standard.

      Altrimenti il commento rimane tale, un commento che vuole semplicemente uscire dal coro. Possiamo permetterci di più, no? Per il bene di un dibattito costruttivo, non certo per far contente le aziende (di cui, oggettivamente, a me non interessa nulla e immagino nemmeno a te).

      Sono molto easy, ma cerco di elevare gli argomenti, visto che per di più non amo il calcio ;-)

  5. Uso apple per diverse ragioni,ipod per la musica,ipad per web,posta,presentazioni,mac per le foto. Non uso fortunatamente iphone. Uso un telefono che fa le stesse cose di iphone 5 già da un anno è grande quanto iphone 5 da più di un anno e va maledettamente bene.non sono tossica di apple come te al punto di fare una coda la notte per un telefonino.cerco il meglio di qualsiasi prodotto e brand,non amo essere etichettata da uno stile di vita che fa nell’abbigliamento e negli accessori qualcosa che deve fare tendenza. E poi mi domando cosa vuol dire fare una coda la notte per un telefono,spiegamelo Pianigiani perchè non lo capisco.o meglio capisco le cavolate che si fanno a vent’anni,come ubriacarsi,ballare fino al mattino,dormire in spiaggia,ma onetsamente non capisco cosa significhi per una persona adulta come te , fare una cosa del genere,spiegamelo per favore perchè non lo capisco.ti confido che sono un pò amareggiata nel leggere quello che dici questa domenica,mi ero fatta un’idea sulle persone che fanno certe idiozie come appunto accamparsi davanti ad un negozio per un telefono,su che persone potessero essere.i miei pensieri vanno a quelle persone che in certi luoghi d’Italia fanno la coda dalle sei del mattino per prenotarsi un numero all’asl per poi riuscire a fissare una visita medica da li a qualche mese,per curarsi da qualche malattia e poi penso a chi fa la coda all’ufficio delle entrare per discutere su accertamenti fiscali,pagare multe o dimostrare l’errore dei documenti e in tutti quegli uffici dove perdi tante ore di lavoro per risolvere qualche problema. e poi penso ai bambini in mezzo mondo che fanno la coda davanti ad un pozzo d’acqua fetida portata dalla cisterna una volta la settimana. Infine guardo quello che succede in Spaga in questi giorni e in Grecia. Fatti questi brevi pensieri di mia vita personale,ritorno a pensare a quelli che hanno fatto la coda di notte per un telefonino iphone…scusa se non entro nel tecnico tra è meglio questo o quello onestamente non me la sento dato l’articolo di questo fine settimana,trovo cose ben più importanti che ha scritto in passato rispetto a questo.se parlavi di calcio,che non ti piace,era la stessa identica cosa. Saluti a tutti e buon lavoro

    1. Gentile Roberta.
      Non rispondo col tono di chi, dall’alto, giudica, perché trovo che non sia un buon approccio, specialmente se nel passato in queste pagine ha trovato qualcosa di utile o di interessante.
      Sorrido con lei, in quanto “fortunata non utente di un iPhone” (con questa sua dichiarata “fortuna” dimostra di avere un’opinione avversa su un oggetto, e poi vuole attaccare me per essere eccessivamente “etichettato”… lo sa vero che “la non etichetta” è l’etichetta più di moda in questo periodo, vero?).

      Comunque, nella speranza che le sue domande davvero siano segno di interesse, del sapere, del capire e del confrontarsi (e non solo parole buttate al vento al fine di dimostrare il suo disprezzo), le spiego perché ero in coda (non a bivaccare, non con la tenda, un paio di ore di notte, perché non ho tempo di giorno), per prendere l’iPhone5. Se non è prevenuta, capirà che ne avevo buoni motivi:

      1) Il mio mestiere principale è quello di produrre pubblicazioni e comunicazione su device mobili. Non potevo aspettare per avere un iPhone5, per vedere subito (e non dopo una settimana, dieci giorni, un mese…) come funziona la nostra rivista su questo device e se servono modifiche tecniche. Lo stesso è avvenuto per l’iPad 1, 2 e 3, lo stesso avverrà probabilmente con l’iPad Mini, e dovrò anche comprare – appena uscirà a fine ottobre – un Kindle Fire HD, che pur probabilmente non userò personalmente, ma che mi servirà per capire come e quanto funzionano questi strumenti.

      2) Altro mio impegno, al quale tengo tantissimo, è la formazione: lo faccio per giovani studenti universitari, che seguo per far conoscere loro le opportunità creative e tecniche di questi nuovi strumenti, faccio formazione anche agli editori (anche quelli grandi), agli studi grafici, ai fotografi, e non posso rispondere (come purtroppo qualche consulente fa) per “sentito dire”. Quello che dico è perché l’ho visto, l’ho studiato, l’ho approfondito nella pratica. Mi dispiace, sono fatto così…

      3) Altro motivo (parlavo di forma dell’iPhone5, lei mi dice di averne uno della stessa forma, ma non esiste al mondo un telefono o uno schermo di quella forma… è “leggermente diverso” il suo, ma proprio su queste sfumature si basa il mio lavoro), è quello di dire ai fotografi per esempio quanto sono sbagliati i loro siti web perché non ottimizzati sull’iPhone: Retina display il 4 e 4s, Retina display 16:9 il 5. Per esempio, il suo sito non lo è, e questo è un problema abbastanza grave (non certo per me, ma per le persone che guarderanno il suo sito, e in percentuale – non ci crederà – in gran parte lo faranno su un device mobile come un iPhone.

      4) Lei dice che il suo telefono “va maledettamente bene”. Ne sono convinto, ma per fare cosa? Lei dice che usa l’iPad per web, posta, presentazioni. Bene, tanto per fare un piccolo confronto, io uso iPad per almeno 350 cose, e l’iPhone per almeno altrettante, se non di più. Forse nella sua analisi non ha considerato che qualcuno possa usare questi mezzi per altre cose, rispetto a quelle che usa lei, e pertanto forse ha delle esigenze più complesse rispetto al banalizzante “va maledettamente bene”.

      5) Per finire, sono convinto che la sua sensibilità – che apprezzo, le assicuro che non amo le cose materiali, se mi ha seguito in questi anni almeno un po’ dovrebbe averlo capito – merita discussioni più profonde che non la demagogia. Soffro anche io per i problemi del mondo, ma non penso che il mio essere in coda per comprare un telefono possa cambiare, se non usando come bandiere dei simboli, e non amo questo approccio (usato dalla politica becera, da chi tende ad attaccare e non a costruire… eccetera). Nel mio piccolo faccio il possibile per aiutare le persone bisognose, e lo faccio “anche con un iPhone 5″… mi auguro che lei faccia lo stesso con il suo “telefono che ha già da un anno”, perché non penso che questo valore o questo o quell’oggetto possa cambiare chi siamo noi, cosa di buono possiamo fare nella vita, quale è il nostro animo e la nostra sensibilità. E giudicare le persone non è bene, se non lo si fa per essere amici, sorridendo e cercando di fare del bene. Io – studiando questi mezzi di comunicazione – cerco di fare la mia parte. E se ho un eccesso di frenesia di provarli e di scoprirli, forse potrebbe scoprire – conoscendomi meglio – che questa frenesia deriva dalla paura di non avere un lungo futuro, e quindi corro (cercando di anticipare i tempi su tutto) solo perché penso di non raggiungere quel “domani” che è per me così lontano e così apparentemente inarrivabile.

      Non vivo e non scrivo di varia vanità… magari lo capirà da questa risposta.

      Cordiali saluti

  6. Il problema vero è che qualcuno, da qualche parte (immagino dalle parti di Cupertino), ha deciso che gli Apple non devono mai scendere di prezzo. Per cui Il Galaxy S II un anno fa costava 600 euro, mentre adesso lo trovi a 350. Un Iphone invece lo troverai sempre a 720. Ok, dopo un anno scendono, ma perchè lo decide la Apple.

    L’iphone è superiore innanzitutto come sistema, ed è qui che la cosa tocca noi fotoamatori. Non c’è il minimo paragone con Android da questo punto di vista. Ricordo quel numero di Newsweek con reportage fatti con hipstamatic (app bellissima che su Android non esiste ancora), oppure potrei citare i lavori di Koci, o di tantissimi bravi fotografi in giro per il mondo.

    Peccato che: o sborsi 730 euro, o ciccia. Sigh.

  7. Per quanto mi riguarda, credo che Luca abbia detto delle cose sensate, quasi come sempre!
    Nella sua posizione non poteva esimersi dal fare la coda, e un po’ l’ha fatta anche per noi, ci ha dato delle osservazioni interessanti non sulla tecnologia, ma come la tecnologia stia influenzando la comunicazione.
    Io sono molto allergico al fatto che un solo operatore domini il mercato per cui se c’è vera concorrenza è meglio per tutti, ma purtroppo vedo che ancora oggi c’è chi sviluppa prodotti con una visione del futuro e del rapporto utente -device lato utente e chi invece vede il futuro solo come potenzialità del mercato per vendere il proprio prodotto.
    Apple da sempre ha dato più importanza all’interfaccia utente e in seguito ha dato l’interpretazione oggi più diffusa di smartphones, tablet e app. di contorno, con una visione della mobilità della comunicazione che va oltre le singole devices.
    Android o meglio Google ha ben chiaro cosa sia il futuro della comunicazione, e i risultati sono sotto i nostri occhi, ma la sua posizione non è meno dominante.
    Cerchiamo di usare questi strumenti senza farci usare ma senza paure, il confronto e la discussione serve a questo.

  8. Aldilà delle solite noiose polemiche tra Apple e Google che non portano a niente…
    aldilà di chi fa la coda perchè è invasato e chi perchè non è un giornalista privilegiato che ha l’ ultimo gadget in regalo ma se lo paga per fare il suo lavoro di giornalista cioè scrivere articoli come questo…
    aldilà di questo è meglio di quello…. e chissene

    Parliamo di fotografia che forse è più interessante per tutti….

    L’ iPhone, le mirrorless e le altre diavolerie annesse stanno (ed alcune hanno già) rivoluzionando la fotografia…quello che Luca ripete spesso non è “comprate tutte queste diavolerie se no siete OUT”, ma “osserviamole con attenzione perchè il mondo cambia velocemente e se non ci adeguiamo non siamo OUT ma fregati !”.

    Un solo esempio… anni fa un amico mi disse “Ora con le telecamenre nei telefonini comprarsi una macchina fotografica non ha più senso”
    Sul momento mi è venuto da ridere….

    Ora non rido più ( e neanche le aziende produttrici di macchine fotografiche compatte )

    Buona luce (che è la cosa più importante)

  9. Una sola piccola considerazione sui dinosaurismi a cui fai cenno. Si vero il nostro è un settore abbastanza conservatore sotto molti aspetti, ma purtroppo spesso vedo questo stesso atteggiamento da parte dei nostri naturali interlocutori. I clienti. Sono mesi ormai che cerco di convincere qualcuno a fare scatti definitivi con Hipstamatic, mostro degli esempi che vengono sempre elogiati ma poi nei fatti, quando si tratta di “quagliare” ci manca poco che non mi chiedano uno scatto in pellicola e magari con il banco. Io, comunque non mollo :))

  10. Condivido in pieno quello che ha detto Matteo. E Luca ha fatto un’ottima analisi. Sopratutto quando dice quali sono i vantaggi (dal suo punto di vista ovviamente) di una scelta piuttosto che un’altra. Per un’esempio banale io sono innamorato di hipstamatic, praticamente ho comprato il mio iphone per quella app, e il fatto che android non ce l’abbia è già una bella differenza per me.
    Poi condivido al mille per mille quello che dice Roberta ma Luca dice anche “questo momento di follia collettiva (perché di fatto si tratta di una follia collettiva, di cui faccio parte e un po’ me ne vergogno)” il che mi fa capire che sa benissimo che in fila con lui ci sono altri mille coglioni che comprano l’iphone solo perchè è figo e non lo utilizzeranno mai nelle sue potenzialità o non gli serve e farebbero meglio a leggere qualche libro piuttosto.
    Ma questo è il suo lavoro e se non fosse stato in fila oggi non avrei letto quest’ottimo articolo.

    Un’ultima cosa: pensare di essere differenti nella nostra civiltà dorata perchè abbiamo un telefono piuttosto che un altro è uno dei capolavori ASSOLUTI del marketing. Sveglia!

  11. Ho letto l’articolo e ci ho messo un po’ a digerirlo.
    Inizialmente la pensavo un po’ come altri chiedendomi “mettersi in coda per un telefonino è da malati”, poi dopo un po’ ho compreso meglio quello che stava dicendo Luca.

    Tanti e troppi si concentrano sul fattore sociologico, ovvero sul fatto che effettivamente esistono delle persone invasate (che sia colpa del marketing Apple o no non importa) che non hanno un lavoro, magari sono disoccupati, ma che si mettono in coda per comprarsi un gadget troppo costoso tralasciando il pagamento delle bollette.

    Io, fotografo, invece sono letteralmente in confusione. Venerdì sono stato ad un meeting con Andrea Ghezzi di iStockphoto/Gettyimages che ha parlato dei trend visivi dandoci una panoramica tangibile di come le cose sono cambiate da 5 anni fa e come stanno cambiando ora e si intreccia perfettamente con le cose che sta vedendo Luca.

    Per quanto mi riguarda sono in confusione. Devo rinnovare la fotocamera entro fineanno e la scelta tra, reflex, mirrorless o smartphone di ultima generazione è sempre più difficile.

  12. Credo che la discussione dovrebbe distaccarsi dalla contrapposizione apple/android. Penso sia solo una questione di esigenze. Io utilizzo un ipad e un ipod ma ho un cellulare android. Utilizzo il cellulare per parlare, per navigare su internet, utilizzare qualche applicazione ( più o meno le stesse che utilizzo su ipad) e per fare qualche foto (instagram esiste anche x android). Perchè non ho acquistato l’iphone ? Semplicemente per il suo costo che giudico troppo alto. A circa la metà del suo prezzo ho potuto scegliere tra decine di modelli android. Per quanto riguarda il fatto di mettersi in fila per acquistare l’iphone, mi sarei sbalordito se Luca non lo avesse fatto. Fa parte del suo lavoro, della sua attività. Mi dispiace solo che la Apple non abbia pensato di inviargli il nuovo modello in omaggio.

  13. Effettivamente ha il tono appassionato di una promozione.
    Invece di osannare, ognuno, il suo preferito, sarebbe utile un confronto sul campo.

    1. Peccato che non sai leggere oltre ai preconcetti. Non ho osannato e – se leggi bene – non ho nemmeno parlato del prodotto, ma ho cercato di far capire dei concetti sul come il mercato e il mondo si sta muovendo. Quello dell’immagine, non quello dei telefonini. Il giorno che le persone leggeranno il contenuto senza fermarsi alla forma, forse il mondo sarà migliore.

  14. Ciao Luca,

    Condivido quello che hai scritto, ma condivido anche chi ti scrive che forse sei un po’ troppo pro mela piuttosto che pro altri brand. Al di là del fatto che indiscutibilmente Apple faccia prodotti eccellenti. (tranne le mappe di ios6 che fanno schifo, vorrei scrivere altro ma schifo basta. :-) )

    Mi piace come scrivi ma le stesse cose potevi scriverle senza dedicare due paragrafi alla “notizia” che sei stato in fila per prenderti un iPhone. Visto che fra l’altro è uscito in mezzo alla settimana e il SJ esce di domenica.
    Cosa hai dato in più alla notizia il fatto che hai fatto la fila di notte? Se ti becchi degli insulti poi non recriminare contro chi te li fa. Sono sicuramente dei maleducati ed ignoranti ma anche te pensa come scrivi e come ti poni. Ci possono essere anche altri modi di riportare le notizie.

    Resta il fatto che sì è vero, il nuovo gioiello Apple è molto di più del semplice cellulare. È molto di più. Ma credo che come hanno sempre fatto potevano farlo anche adesso. Ovvero vendere il 5 allo stesso prezzo del 4s e abbassare il 4s di prezzo.

    È indiscutibile il fatto che Apple riesca a stabilire standard e forse tra un po’ (tanto) si vedranno pagine web allungate. Forse. Perché è vero che hanno venduto un botto di iPhone5 ma ancora ci sono molte versioni di iPhone 3 e 4 e la pagina dell’ipad non è lunga, quindi non mi preoccuperei ora. È giusto ragionarci ma non credo sia un problema imminente. Almeno credo. Dimmi tu se mi sbaglio.

    È indiscutibile il fatto che la tecnologia 4g e lte è già utilizzata da Samsung e htc (che detiene il brevetto) e che probabilmente uscirà una bella denuncia e relativa causa proprio per questo.

    È indiscutibile che il vero motore di Apple sia lo store e i milioni di app che ci girano e che gli altri si sognano per quantità e qualità.
    È vero che molti sviluppatori decidono di iniziare la loro avventura su iOS perché è più “standard” dello standard di Android che è open source, ma che i mille device tutti diversi in realtà lo rendono più chiuso di un sistema chiuso. Ma è anche vero che nel lungo periodo Android sta aumentando e molte cose stanno andando anche verso quella direzione.

    Ci sono molti argomenti interessanti che pubblichi anche su twitter che meriterebbero un SJ eppure rimangono solo pensieri “corti”. Come ad esempio parlare di fotografia e di fotografi che usano Android per fotografare, uscito su mashable e che anche tu hai twittato.

    Ci sono notizie che meriterebbero approfondimenti tipo l’acquisto di tutta la nik software da parte di google. E quindi di Snapseed, che guarda caso è una delle app più utilizzate su iOS.

    Insomma se molti pensano che sei troppo pro Apple (che ripeto, a me va anche bene) anche se cerchi di motivare analiticamente e con motivazioni reali la tua adesione alla piattaforma è innegabile che altre soluzioni sono sicuramente meno presenti (o del tutto assenti) nella rubrica settimanale.

    Ora non so se pubblicherai o meno il mio post dopo l’update che hai scritto. Se lo pubblicherai sarà motivo di scambio di idee tra tutti. Se non lo pubblicherai spero comunque che tu mi risponderai per capire il perché.

    Buone foto a tutti, buon video a tutti e sopratutto buona settimana a tutti.
    MAX

    1. Ciao Max, le critiche vanno bene, sempre.
      I primi due paragrafi sono stati scritti proprio durante la coda, per questo parlano della coda, mi sembrava interessante condividere idee e pensieri (e anche dubbi) nel momento in cui si manifestavano, e non dopo due giorni di analisi (iPhone 5 è uscito venerdi… non a metà settimana, non mi sembravano commenti poi così “datati”).

      A conferma che scrivo seguendo una logica (che stai criticando, tirandomi le orecchie come si fa ad un pivellino), che è forse sbagliata ma è pur sempre una logica editoriale alla quale tengo molto come impronta, non scrivo le stesse cose su Twitter, sul Sunday Jumper, su JPM Magazine o su altre testate. Per questo non tutto quello che segnalo su Twitter (dove parlo molto di grafica, di problematiche legate al mondo dell’editoria, di tendenze tecnologiche e di mercato) finisce con l’essere un Sunday Jumper, che quasi sempre collega vari elementi per creare una visione o per mostrare un orientamento già più “digerito”, per un pubblico meno vicino alla “notizia” erogata in tempo reale, ma che preferisce un commento ponderato. Su JPM scrivo di creatività e parlo ad un utente che non è solo un fotografo, ma che si occupa di immagine, in tutte le sue declinazioni.

      Non parlo (molto) di Android perché non ho una struttura che mi consente di avere e di provare tutti i device del mondo, potremmo decidere di far pagare qualche decina di euro all’anno tutti i lettori, avremmo così più risorse per poter essere di visioni più allargate, perché qui – come detto – non amiamo parlare solo per sentito dire, ma per le cose che proviamo, e avrei bisogno di collaboratori intelligenti, appassionati, che investono soldi in attrezzature per poterle poi comprendere e raccontare… non ce le ho, e spendo mio malgrado fin troppi soldi per mostrare quello che posso provare io, con la mia testa e con le mie mani.

      Per quello che riguarda prezzi, pensi che io sia contento di avere sborsato TROPPI soldi per l’iPhone5? Non condivido questa politica di prezzo, che se però vogliamo analizzare è colpa di Apple, della tassazione che ci massacra in Italia, della politica aggressiva di Tim, Vodafone e compagnia che sanno che “se la possono permettere”. Ma cosa c’entra con l’argomento che trattavo, che – ribadisco – non era l’iPhone5, ma le tendenze che ho ripetuto nell’update.

      Io credo di fare un lavoro serio. Sono di parte? sono dalla MIA parte, dico quello in cui credo, e lascio aperta la strada a coloro che hanno qualcosa di intelligente da aggiungere o da ribattere. Sono stufo di chi pensa che l’informazione debba essere “politically correct”, mostrando lati solo “di facciata”. Io non faccio questo tipo di editoria e di informazione: parlo di quello che mi stupisce, che mi affascina, che mi fa pensare. E tra tanti che mi hanno “massacrato” dicendo “perché non parli di Android” non ho trovato nessuno (NESSUNO) che mi abbia dato un solo motivo per girare gli occhi e attenzione verso Android. Solo polemica di facciata, da stadio. Nessuna funzione che potrei dire “mi manca”. Non so cosa farmene di una falsa “apertura” come quella di Android (che NON è open source, sono BALLE, non lo è… ). Diverso, come detto nei commenti, se ci fosse un sistema davvero aperto, gratuito, potente (Firefox OS per mobile?), così come sono entusiasta dei sistemi simili sul versante computer (ho twittato proprio ieri una cosa in merito). Non so cosa farmene di un OS che non è altro che una brutta copia di iOS, molto meglio (se cresce) Microsoft che sta sperimentando alternative, ma che nessuno cita perché nessuno ne sa niente e perché non sembra così “Alternative-chic” come Android.

      Basta ora…. penso di avere abbastanza “storia” per non avere bisogno di giustificare il mio operato, che mi auguro che venga considerato “trasparente”, e non falso come quasi tutti quello che si legge in giro.

  15. Non sto ad entrare in tutta la diatriba di confronto Iphone,Android eccetera; personalmente non ho Iphone e l ‘unico Mac che ho avuto l ho dato via…certo non approvo coloro che hanno fatto la coda la notte per comprarlo e l’unica considerazione che viene fuori esclusi poche eccezioni è che allora la crisi dov’è?
    Ma al di là di come ognuno voglia spendere i propri soldi mi dà veramente fastidio senitr dire dalle notizie del TG che chi non lo ha( l’Iphone) è “out”. Da giornalista mi vergogno io per il giornalista che ha pronunciato tale frase e viene da chiedersi se lui riporti notizie o faccia promozione.
    Al tempo stesso mi viene da dire… meno male che sono “OUT”
    un saluto a tutti
    Sandro

    1. Forse per motivi simili ho votato all’epoca contro l’ordine dei giornalisti e non ho mai chiesto la tessera (pur avendone diritto). Sono d’accordo che è un commento vergognoso da parte di quel giornalista :-)

  16. “Sono tutti pazzi? Un po’ si, non c’è dubbio” [cit Luca]
    ho lavorato per anni in comunità psichiatriche, siamo noi i veri pazzi! È da tanto che ti seguo Luca (almeno 2009) e ti assicuro che i tuoi articoli più belli che ho archiviato in evernote parlano di altro… che palle veramente, questa continua ostentazione monomarca. Capisco che ti piace la mela mozzicata e che fa anche un pò figo (ammettilo… tanto so già che mi risponderai da buon primo della classe con a fine commento una bella strizzatina di occhio per segarmi il commento e farmi passare per pirla), e capisco che tu abbia trovato un bello strumento per il tuo lavoro (è indubbio che funzionino bene) però parlate di fotografia.

    sei riuscito a dire:
    1. la storia dello schermo più stretto e lungo… i grafici con i controcxxxx con cui lavoro non si fanno di questi problemi visto che impaginerebbero bene anche su un palo della luce
    2. evoluzione dei processori… beh? si andasse indietro sarebbe un vero scoop. Non capisco sinceramente il senso di paragonare il nuovo iphone con un g5 se non per un semplice dato di prestazioni.
    3. evoluzione della fotografia… che senso ha paragonare un iphone alla 1dx usata per il reportage in afghanistan? per dire che la qualità è la stessa (ne dubito ancora, visto che davanti alla 1dx ci attavano, e ci attacchi ancora, ottiche stupende)? o per dire che quel photoreporter avrebbe potuto fare il suo servizio con l’iphone?! boh…

    Luca, non mi disiscrivo da questa newsletter solo perchè sono curioso

    Qui mi sa che a forza di correre ci si è persi.

    1. Ciao Corrado, buona giornata.
      Probabilmente – viste le reazioni – non sono riuscito a spiegare i concetti che volevo raccontare, probabilmente le ho espresse male e forse c’è anche un po’ di malessere in questo momento nel mondo che porta a reagire comunque eccessivamente a certe tematiche: da persona che si occupa di comunicazione, dovevo prevederlo e agire di conseguenza. Mi dispiace specialmente che il tono di alcuni sia acido e aggressivo. Io scrivo in questo spazio quello che sento, che provo, senza filtri, parlo a degli amici… e a volte anche gli amici magari dicono cose che non si condividono, magari sbagliano strada (chi è perfetto?), ma questo non toglie che gli amici sono amici, e sarebbe bello che ci fosse un tono meno sprezzante (da parte di tutti… io stesso ho reagito con eccessiva aggressività, e me ne scuso).

      Probabilmente ho scritto cose poco utili (per fortuna che sul tuo Evernote ci sono delle “pillole” di cose positive, almeno non è tutto da buttar via il nostro lavoro, ma concedimi non di ribattere, ma di spiegare i punti da te “banalizzati”, perché forse potresti vedere che ci sono delle sfaccettature comunque interessanti: magari non per te, ma in generale per molti. Il nostro settore non è cresciuto e non si sviluppa con la stessa velocità e la stessa “marcia”. Nel dettaglio:

      1) Il problema del “formato” è importante, e un “problema”. Non in quanto tale (chiunque, anche un grafico meno bravo di quelli con i quali lavori è capace di fare una grafica efficace su qualsiasi formato definito). Il problema è che se da un lato la comunicazione sui device mobili cresce a velocità sorprendente (e a tratti preoccupante) e quindi bisogna prevederla in ogni forma di progetto, dall’altra le proporzioni che cambiano (e non le dimensioni, in quanto tali che già hanno dei problemi) generano adattamenti non banali. L’argomento più complesso in questo momento della grafica è poter adattare un contenuto a forme e dimensioni diverse degli schermi, si crea una volta e tutto dovrebbe essere “adattabile”, e le tecniche di visualizzazione tradizionali (delle pagine, delle immagini) non sono adeguate a questa esigenza. Per farti un esempio: un PDF nato in dimensioni e rapporto tra i lati simile a un A4, una volta che la visualizzazione avviene su un monitor “eccessivamente lungo e stretto” come quello dell’iPhone 5 risulta illeggibile. Un’immagine fotografica, in Jpg o in tiff o altro formato, non solo risulta “tagliata” su un formato allungato, ma c’è in più il fatto che i pixel erogati per una certa visualizzazione a monitor risulteranno troppi o troppo pochi per una resa eccellente. Sempre meno c’è il concetto di “risoluzione per il monitor”, e sempre più c’è l’esigenza di formati che possano essere “flessibili” o, come si dice tecnicamente, “Responsive”. Questo processo non è di oggi, ma la mia segnalazione riferita all’iPhone5 non è in quanto all’oggetto, ma perché entra nell’uso collettivo (e di conseguenza nella cultura visiva) un formato che finora non era previsto. La preoccupazione è tale che stiamo attivando approfondimenti e studi per creare soluzioni adeguate a questa “adattabilità” usando nuovi workflow di lavoro. Parlane, se vuoi, con i tuoi grafici… probabilmente ti diranno che *effettivamente* questo è un problema grave. Tu potresti dire: …. e che ci vuole? basta adattare tutto ad un altro formato, ma questo richiede – usando soluzioni “tradizionali”, come Indesign, Photoshop, per banalizzare – tanto tempo (pensa ad una pubblicazione di 100 pagine…), richiede tante versioni dello stesso file, con conseguente complessità distributiva e …. soldi. Capisci che la tematica, che ho solo accennato, è complessa? Io non ci dormo la notte, e non certo perché passo le ore ad accarezzare il mio telefono…

      2) L’evoluzione dei processori… non so con cosa lavori, ma conosco (visto che giro tanti studi) molti fotografi che hanno sul tavolo ancora dei G5, il che non è un problema se non è un problema per loro (si possono fare meraviglie con strumenti non attuali), ma il problema è che pensano che hanno “ancora” uno strumento all’avanguardia, perché è “grande”, perché “è costato tanto”, perché è “professionale”, quando invece hanno una soluzione informatica che li sta bloccando molte evoluzioni. Se è fatto per scelta (o per obbligo: ci sono per esempio alcuni software dei dorsi digitali che non sono mai passati alle versioni Intel) va tutto bene, ma volevo segnalare un elemento che forse avrebbe fatto suonare una sveglia. A volte serve, non vale per tutti, ma devi considerare che non stiamo scrivendo a una persona, ma a 6500 persone che hanno esigenze diverse, e cerchiamo di essere un po’ utili a tutti.

      3) L’argomento dell’uso di smartphones nel settore del fotogiornalismo è molto dibattuto, ad altissimo livello. Ne abbiamo parlato nella nostra rivista JPM, e ne parlano tutte le realtà di informazione professionale nel mondo. Sembra assurdo che si possano fare servizi giornalistici di alto livello con un iphone, vero? eppure è così. Questo non manda in pensione le eccellenti fotocamere professionali che amiamo tutti, ma mette in evidenza che il mercato oggi richiede cose “diverse” rispetto a quello che noi, dentro il nostro mondo, consideriamo “di qualità”. Anche questo è un tema profondo, non c’entra con la mia passione o interesse verso Apple. Ho spiegato in altri commenti perché ho fatto la fatica (tanta) di comprare il 5 la stessa notte, e non faccio le cose con leggerezza.

      Come vedi non ti ho risposto male, non faccio “il primo della classe”, semplicemente ci rimango male quando si confonde (probabilmente per colpa mia e della mia mancanza di chiarezza) un messaggio con un banale (e inutile) messaggio promozionale, o ancor peggio il segno di una mia senile stupidità. Sono stupido, molto… ma cerco comunque di andare a fondo alle cose. Se vi dovesse capitare di leggere cose banali e prive di “spessore”, fatemelo sapere con simpatia e con il sorriso, magari mi aiutate a crescere, ma magari fate anche voi un piccolo sforzo per vedere se, dietro le apparenze (a volte uso metafore, parlo di una cosa per dirne un’altra) magari c’è qualcosa che è importante, sebbene non percepita. Oppure, salva le cose che meno approvi o condividi su Evernote; magari tra sei mesi, un anno, tre anni potresti rileggerle e trovarti invece d’accordo. Non perché io sono “avanti”, ma perché fortunatamente cambiamo, ogni giorno. E quindi magari potremmo scoprire di essere più vicini di quanto tu possa immaginare.

      Buona giornata, e buona giornata a tutti. Scusate se sono stato un po’ stronzo in alcune risposte, non è per essere “quello che vuole avere ragione”, ma perché mi dispiace quando non riesco a farmi capire ;-) Pace con tutti? :-)))

  17. “Il giorno che le persone leggeranno il contenuto senza fermarsi alla forma, forse il mondo sarà migliore.”

    e io dico : il giorno che la smetterai di fare così tanta pubblicità per apple la lettura dei tuoi post sarà migliore.
    sei un fanboy, e il fatto che non hai pubblicato il mio post con le mancanza palesi dei prodotti apple lo dimostra.

    riccardo

    1. Non ho pubblicato perché come detto nell’update non avrei dato spazio alle polemiche Android Apple. Ribadisco che l’argomento non era quello. È così difficile da capire? Non è un forum per appassionati di tecnologia. Leggi l’ultimo commento che ho scritto a Corrado, e dai una mano anche tu a uscire dalle polemiche sterili e cerchiamo tutti di fare un passo in avanti sugli argomenti importanti. Ho spiegato tre volte cosa volevo dire. Per chi fosse curioso, il messaggio (come altri) diceva: Android è meglio di iPhone, ci sono tante cose sbagliate (per te, magari non per altri…. Ma va bene) in iOS, non ascoltate il mercato fatto di beoti, Android è meglio. Ok, adesso l’ho pure detto io, però cerchiamo di essere un po’ più maturi tutti e cerchiamo di usare gli spazi della discussione per qualcosa che possa davvero essere di qualche utilità. Prometto che nei prossimi sei mesi ALMENO non parlerò di Apple. Questo vi rilassa ? Ehehehehehe :-)

  18. Seguo Jumper con molto interesse, ma questo post fa perdere un po’ di smalto.
    La tirata su Apple Iphone ce la poteva risparmiare, bastava parlare in generale di smartphone senza riferimenti alcuni. Capisco però che quando si ha molto seguito sulla rete fa comodo strizzare l’occhio ai potenti, se non altro giova alle statistiche del sito ;)
    Dal tono dell’articolo sembra di aver a che fare con un prodotto di massa, quando Apple ha il 17% del mercato degli smartphone contro il 32% di Samsung, il 6% di Nokia e il 5% di Htc.
    Io, se fossi un editore digitale mi preoccuperei di più di lavorare a prodotti per Android, vista la diffusione.
    Però magari la scelta di Jumper è di nicchia, non so…

    Una spiegazione: la frase seguente si riferisce alle riviste digitali o si parla di cartaceo?
    “Per essere chiari, finora le riviste e le pubblicazioni sono tendenzialmente in un formato dalle proporzioni prossime all’A4, ora il “rischio” è che diventino strette e lunghe. ”

    saluti
    Carlo

    1. Carlo, vivo in questo settore da troppo tempo per non sapere che i “numeri” quasi mai raccontano la storia giusta. Le percentuali di installato di iOS e di Android sui cellulari sono ancora più a vantaggio di Android rispetto a quanto dici tu (parlo di mondo, non mi rivolgo n
      Caso delle nostre pubblicazioni all’Italia), ma questo non significa che gli utenti delle pubblicazioni digitali o anche solo dei contenuti web siano uguali come proporzioni (e spero che ora ogni parola che dico venga contestata in quanto io “amico” di parte Apple. Se vuoi cerca statistiche on line, tutte confermano questo fatto.

      Io vorrei tanto che Android potesse supportare la nostra crescita, ma di fatto ci sono molte incompatibilità con i sistemi che attualmente usiamo (di Adobe, che è tutto meno che “amica” di Apple. Da un anno ho l’app della nostra rivista per Android e non funziona (e io vorrei che funzionasse).

      Sul versante tablet, Android è solo una piccola nicchia di mercato, il 93 % di traffico web da tablet è fatto da iPad e per di più i nostri utenti hanno quasi tutti tablet iOS. Siamo pronti con la versione per kindle fire, quando uscirà tra un mese.

      Ti assicuro che oggi se volessi fare una furbata marketing e strategica parlerei molto di Samsung che sta investendo cifre da capogiro.. Parlo di Apple perché in questo momento è la mia piattaforma distributiva e perché credo che sia una soluzione di riferimento, Android vorrei che fosse più vicina a me e spero potrà esserlo.

      Prego te e tutti di non pensare che “visto che Tutti sono opportunisti” anche noi lo siamo. A volte magari sbagliamo, ma senza spirito di marketing, ti assicuro che non ci guadagnamo proprio niente dal sunday Jumper. Se non il piacere di stare con gli amici. Devo dire che questa settimana non è stato piacevole, non per le diverse opinioni, ma dai toni dai quali viene fuori che alcuni pensano davvero che siamo solo dei cacciatori di popolarità e dei beoti tonti che non capiscono nulla. Non è bello, non è simpatico, e questo – lo ripeto – al netto delle opinioni differenti e anche degli eventuali errori di approccio che posso avere maldestramente avuto.

  19. Grazie per la spiegazione.
    A me la sua spinta verso il futuro piace molto ed è fonte di riflessione e anche di azione :)
    ‘sto post è stato un po’ infelice, solo nel modo di porsi ma non nei fatti.
    Càpita.
    Lunga vita Pianigiani :)
    Carlo

  20. è allucinante come a chiara richiesta di non parlare di marhce e sistemi operativi ma di evoluzione i primi commenti siano su marce e sistemi operativi….
    Luca, un pò di domande:
    -come mai gli “accessori” video/fotografici per iphone sono ancora così costosi? io credo che con un abbassamento di prezzo sarebbero acquistati molto di più!
    anche perchè l’acquisto di questi ultimi difficilmente viene fatto da professionisti che hanno fotocamere e videocamere professionali bensì da amatori che cercano di racchiudere nel telefonino anche una fotocamera e una videocamera!
    – il fatto che i device cambino formato di schermo vi crea disagi nell’adattamento della rivista a smartphone dal vecchio schermo..anche solo il 4s è meno rettangolare…
    – ho un macbookpro retina…quando diavolo ci metteono adobe e autodesk ad adattare i prodotti alla nuova risoluzione? è snervante vedere cose sgranate e pensare ad un photoshop con la nuova (inutile) funzione 3d!

    GRAZIE della tua rapidità nell’analizzare il mondo d’oggi…chissà che il tuo occhio sul futuro smuova un pò gli animi di fotografi ed editori ancorati sul loro bastone di abitudini!!

    1. ultima domanda :-)
      – che applicazioni permettono una gestione precisa dell’esposizione di scatto nell’iphone?

  21. Caro Luca tecnocratico ;-)
    dei tuoi 3 argomenti di discussione mi attizza il primo,
    perchè non ricordo se qui o in qualche forum,
    ma sono anni che scrivo che non capisco come l’evoluzione
    nelle fotocamere tenda ancora verso il 4/3…
    Ok questioni di ottimizzazione, ergonomia, leggerezza,
    ma se il destino del 90% (?) di queste immagini è
    finire su monitor o TV che ormai hanno proporzioni
    nemmeno 3/2 ma 16/9, perchè continuare a seguire il 4/3?
    E quel poco di stampa? Non ho riscontri di mercato ma quanto finisce su 4/3?
    Quindi che l’iPhone5 tenda ancor di più al 16/9 mi sembra quasi una
    logica conseguenza, anzi il vero vantaggio dei device (smartphone-tablet)
    è che almeno ridanno un pò di senso allo scatto in verticale,
    secondo me castrato proprio dalla destinazione principale che oggi hanno le immagini.
    O a voi non da fastidio vedere un’immagine in verticale su monitor (orizzontale)?
    ciao
    Corrado A.

    NOTA PER IL MODERATORE: ho corretto il precedente messaggio non ancora pubblicato

  22. ..ogni tecnologia sufficientemente evoluta e’ indistinguibile dalla magia… ho superato i 60 anni, ma devo dire che lo smartphone dell’Apple ( non conosco e non giudico Android ) mi ha riconciliato con la tecnologia.. ho l’hobby della fotografia e l’iphone mi ha incredibilmente aperto nuove strade ( la street in primis )… la musica in streaming con Deezer…le mie 25000 canzoni su icloud…le lezioni di musica con Podcast… un certo divertente stupore con SIRI…ritrovare il piacere visivo delle polaroid..ascoltare un audiolibro…e potrei continuare ovviamente.
    Ora anch’io sono molto curioso di vedere come si sviluppera’ il mercato della grafica e della fotografia con il nuovo formato e dove ci portera’ tutta questa potenza…
    Dimenticavo…. complimenti per l’articolo
    Francesco

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