Ci abbiamo messo un po’ più tempo del previsto, ma ora su Appstore c’è finalmente il nuovo, grande numero di JPM – Jumper Photo Magazine – la nostra rivista nata per iPad e, ancora più importante, nativamente digitale.

I motivi dell’attesa sono diversi, ma essenzialmente a cavallo delle vacanze ci sono stati alcuni episodi tecnologici che ci hanno costretto a ritardare leggermente: il passaggio dalla release «beta» del software di Adobe che usiamo alla versione definitiva che ha richiesto un discreto impegno, poi il passaggio su iOS5 che ha richiesto un aggiornamento della nostra app (si fa facilmente da aggiornamento software) per essere compatibile con le novità introdotte. E poi una serie di innovazioni tecnologiche che hanno richiesto sviluppo e pensiero.

È un numero più profondo e completo dal punto di vista dei contenuti, che abbiamo voluto privilegiare, cedendo un pochino meno alla tentazione degli effetti super speciali, ma si tratta di tappe evolutive per trovare il giusto compromesso: JPM vuole stupire per il suo modo di essere innovativo come rivista digitale, ma anche negli argomenti, nella scrittura dei testi, nella proposta dell’immagine. Una rivista (che non vuole essere un’APP, ma una rivista, appunto) deve essere tutto questo, e siamo molto orgogliosi.

Vi proponiamo in anteprima un estratto dell’editoriale, che vi racconta parte del contenuto di JPM3, così vi facciamo venire voglia di leggere e «sfogliare»!

Incontri e rincontri

Una rivista – poco importa se cartacea o digitale – è un luogo di incontro. Permette di collegare mondi distanti, consente di intraprendere un percorso che ci può portare lontano (geograficamente), oppure vicino (al cuore). Questo terzo numero ci porta lontano, e anche molto vicino a sensazioni che sono particolarmente legate alla nostra vita. E’ un numero che si basa sull’incontro, ma anche sul rincontro, sullo stimolo di andare avanti, e di guardarsi indietro.

Incontri: anche in questo caso, iniziamo dalla musica. Nelle orecchie sta suonando il nuovo disco di Vanessa Carlton, cantante che da oltre quattro anni non pubblicava nulla e che è tornata con la sua voce e con il suo pianoforte, e spero che questa volta io possa riuscire a vederla anche in concerto: anni fa a Milano è saltato all’ultimo momento, sono rimasto come uno stupido davanti al teatro, insieme a qualche decina di altre persone che, come me, si aspettava di entrare.

Incontri e rincontri: per esempio con l’amico Fabio Meazzi, con il quale ho condiviso per anni il banco (e lo studio) di un corso di fotografia, quando eravamo ben più giovani, poi ci siamo persi per ritrovarci insieme a scattare la copertina di questo numero, e a sviluppare molti altri progetti. Ci siamo divertiti trasformando dei macarons in un gioco del Te(tris): il tre è un elemento che ci ha ispirato, che suona come un numero perfetto; per noi “imperfetti”, la perfezione è fonte di fascino.

Incontri: sono quelli che abbiamo proposto per portarvi fuori dal vostro “guscio” e partecipare ad un festival della fotografia di food che si è tenuto a fine settembre in Spagna: abbiamo parlato con loro, quelli che l’hanno organizzata, e specialmente vi proponiamo in questo numero quattro interviste a dei fotografi interessantissimi proprio nel settore del food, che sono  stati tra i protagonisti di questo evento… un bel modo di viaggiare, anche se non potete essere presenti “fisicamente”. Però… andandoci vi sareste divertiti ancor di più, anche perché il bello è che l’iPad ve lo portereste dietro e quindi non sareste obbligati ad abbandonarci, neanche in viaggio!

Un altro incontro, anzi un Rencontres… è quello che la nostra amica Silvia Pasquetto ha fatto ad Arles, per il festival, ed è andata a nome di JPM Magazine, per raccontarcelo con il suo spirito spontaneo di ragazza con lo zaino e gli occhi spalancati che osserva il mondo e che ama la fotografia. Non una narrazione da “giornalista”, ma da fotografa, da appassionata. Era così rapita dalle mostre che si è quasi dimenticata di fotografare lei la città… ma la sua testimonianza è arrivata forte e chiara lo stesso, piena di emozione.

Ancora altri incontri, come quello con due ragazze piene di voglia di raccontare una storia meravigliosa: Agnese e Malìa (accento sulla i…). Così bella, questa storia, che ne pubblichiamo un pezzo in questo numero di JPM3, ma poi la pubblicheremo integralmente in un libro, sempre per iPad: sarà il nostro primo libro di fotoreportage che pubblicheremo come JPM, e sarà il loro primo libro, direttamente saltando l’era della carta per entrare in quella digitale: perché sono giovani, e quello che noi (vecchi) chiamiamo futuro per loro è presente.

E poi altri rincontri, per esempio con l’amico e collaboratore Marko Tardito che ha fotografato con le pellicole Impossible le “modelle”  del suo cortile, e ci ha raccontato il suo amore per la tavoletta grafica Wacom; poi un rincontro con la passione per la scrittura a mano su iPad (grazie Laura!) e per gli strumenti di calibrazione del colore che si affacciano anche per la nostra amata tavoletta iPad.

Il nostro terzo incontro inizia qui, gustatevelo, amatelo come l’abbiamo amato noi, quando lo abbiamo progettato, scritto, disegnato. JPM Magazine non è certo un’app (come qualcuno definisce le riviste digitali), non è forse neanche una rivista… è davvero un incontro, come abbiamo scritto all’inizio. Solo così questa storia continuerà, perché esisterà solo se la volete materializzare. Insieme a noi.

Che aspettate a scaricare, quindi? JPM3 costa solo 0.79 euro (se avete già acquistato l’app che contiene già i primi due numeri). Se lo fate, vi chiediamo un grande favore: ci lasciate un commento su AppStore? È un gesto importante per far crescere la visibilità e specialmente la credibilità della nostra testata.

Ps: per chi ha un device Android (tablet, con sistema operativo 3.0) ci manda una mail? Così facciamo insieme un beta test!

Ps2: lo sappiamo, molti di voi non hanno un iPad, ma se c’è un motivo per averlo, questo è JPM… E poi scoprirete quante altre cose vi consentirà di fare, questa magica tavoletta!

5 responses

  1. Intanto complimenti per il JPM 3 sempre più interessante sotto ogni profilo e grazie per la piccola opportunità che mi avete dato di testare la sperimentazione della scrittura e del disegno su iPad. Nel frattempo sono andata avanti nella pratica a “mano” allargando anche gli strumenti, trovo che la contaminazione segno-fotografia sia ricca di spunti ed emozioni tutte da ri-esplorare con i tablets.
    E poi grazie a Marko mi è tornata la voglia di prendere la mia Polaroid SX 70 – chissà se funziona ancora, ma perché mai non dovrebbe – e vedere cosa ne esce.
    Con grande dispiacere non sono potuta partire per l’ebook camp al quale mi ero iscritta e raggiungervi… riposatevi che ne avete bisogno, avete tante cose belle nella cloud! :-)
    A presto

  2. già, prossimo acquisto Luca, promesso. Tra l’altro ne avevo anche acquistato un numero ma è li’ in qualche cartella. Mi chiedevo se ti potrebbe interessare pubblicare uno dei miei due reportage, Lourdes o il trekking dell’Anapurna dai quali sono state tratte le mie rispettive mostre. Ne puoi trovare traccia qui:

    http://www.emiliorescigno.it/lourdes/album/index.html

    http://www.emiliorescigno.it/anapurna/index.html

    se la cosa puo’ interessare ti faro’ avere le immagini nelle specifiche da te richieste. Un abbraccio
    e in bocca al lupo per tutto.

    Emilio Rescigno

  3. Beh…che dire….domani provo il pane alle banane, quelle ricette sono fantastiche!
    Scherzi a parte, ho comprato anche il numero 3…. è bellissima come sempre, intrigante e seducente, con i video che entrano e se ne vanno con perfetta discrezione, le immagini che si susseguono con studiata casualità!
    Non è una rivista…… è un’orchestra dove tutti gli strumenti sono accordati per emettere un suono unico.
    Ma come fate a studiarla così “pixel per pixel” con tutti i dettagli curati fino alla paranoia?
    Sei proprio bravo Luca, te lo dico col cuore, ed il successo di questa rivista te lo meriti tutto.
    E’ così ……poco italiana (e sai cosa intendo)!
    Ti abbraccio.

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