Nell’ambito dei processi digitali, la stampa fine art ha sempre avuto un importante ruolo, perché la maggior parte delle forme di presentazione artistica passa comunque per una esibizione di immagini stampate. In qualche modo, oltre alla tradizione ovvia – la fotografia nasce per essere riprodotta sotto forma di stampa – la stampa di alta qualità porta in sè due grandi vantaggi: la percezione di preziosità e di valore intrinseco (dato dal supporto, dal fatto che è almeno potenzialmente disponibile al tatto, anche se nelle mostre questo non è possibile, dal fatto che “esiste“, e non solo “si vede”) e la possibilità di generare incontri fisici: un portfolio di fotografie stampate quasi mai viene “inviato”, di solito ci si incontra, lo si sfoglia insieme, lo si vive insieme; ancor più una mostra, che diventa addirittura un elemento di aggregazione sociale.

Nell’era digitale, la stampa non perde il suo valore, guadagna un suo ruolo che non è più “obbligato”, ma è di scelta; vogliamo dire che non si stampa più per dovere (un negativo non stampato è praticamente un semilavorato, non un’opera definitiva e fruibile), ma per una scelta che ha delle motivazioni: il file digitale può essere visualizzato a monitor, inviato via mail, pubblicato su un sito… se si stampa ci deve essere un motivo importante, e quindi automaticamente una fotografia stampata impone una maggiore attenzione, una decodifica che non può e non deve essere banale.

Jumper vuole dare spazio a chi, in Italia, si dedica con passione e impegno alla stampa digitale Fine Art. Siamo distanti dalla cultura di questa disciplina rispetto ad altri Paesi, anche europei, anche vicini a noi, e questo non aiuta a parlarne e a stimolarne la crescita. Al tempo stesso, spesso con uno spirito “underground” ci sono realtà affascinanti che propongono servizi di stampa di altissima qualità, materiali raffinati (spesso importati direttamente da tutto il mondo), processi alternativi e tanto know how che è triste vedere confinato tra i soliti “tam tam” di pochi professionisti che hanno avuto la fortuna di scoprire.

Un laboratorio (atelier) che abbiamo conosciuto da poco si chiama Soluzioni Arte, che ha sede a Roma (Via Vidaschi, 28, questa è la mappa per arrivarci) e che è stato il primo laboratorio in Italia a fregiarsi del marchio Digigraphie, soluzione proposta da Epson per certificare le stampe fine art dal punto di vista della qualità e della durata. Abbiamo parlato con Stefano Cerio che ci ha raccontato come operano e qual è la loro filosofia.

Prima di tutto, la scelta iniziale è quella di dedicarsi esclusivamente al mercato della fine art, il formato di stampa per SoluzioniArte parte dal 30×40 cm (tanto per capirci: l’A4 lo usano per fare i test, anche se ovviamente se qualcuno volesse fare una “Mini mostra” di alta qualità in piccolo formato non sarebbe un problema, quello che conta è l’approccio: non si lavora sull’amatoriale e sul commerciale), poi si tratta proprio di un atelier, si programma un appuntamento per discutere, valutare, scegliere la soluzione migliore, individuare alternative. Il rapporto di collaborazione non nasce per caso, ma si costruisce scoprendo le esigenze attraverso il dialogo diretto e il risultato non è un rapporto di vendita di un prodotto (la stampa, alla fine, un prodotto lo è), ma attraverso un percorso da fare insieme. Bello vero? Pensiamo a un fotografo artista che sta preparando una mostra, ma anche al professionista che vuole far stampare alcuni lavori al fine di presentarli a un cliente con altissima qualità: il modo per raggiungere nella pratica quelle sensazioni che magari sono nella mente di chi ha creato le immagini, non può essere banale, non può vivere di quelle certezze assolute che forse i tecnici ancora sperano di poter individuare. I processi di calibrazione, i profili, la gestione del colore sono il punto di partenza (obbligato, indispensabile), non certo quello di arrivo, perché quello che davvero fa la differenza è il dettaglio e l’interpretazione, la materializzazione della follia e dell’istinto creativo.

L’esperienza di Stefano proviene dalla ripresa, ha iniziato come fotografo, nell’ambito della moda e della pubblicità, vivendo la professione non solo in Italia specialmente quando ha allargato il suo interesse verso l’arte, maturando quella sensibilità e competenza che poi ha trasferito in questa attività di stampa Fine Art. Pur ancora innamorato della pellicola (ma quella grande formato, 10×12 cm, forse ancora l’ultima in grado di regalare emozioni e sfumature non del tutto raggiunte dal digitale) è un convinto e accanito difensore della stampa digitale, e ha spinto con tutto l’impegno verso le soluzioni totalmente digitali, quindi stampa inkjet, supporti di ogni genere, ma non all’alogenuro d’argento, che ormai sono stati superati per qualità e per durata in ambito artistico e professionale di alto livello. L’offerta è molto varia, e spazia appunto dai supporti certificati da Digigraphie ad altri supporti, persino baritati, anche stampa al carbone (che però viene richiesta meno, vista la notevole evoluzione qualitativa degli inchiostri di nuova generazione, anche nell’ambito del bianco e nero), che possono offrire agli artisti la soluzione più efficace non solo dal punto di vista della resa, ma anche da quella delle “emozioni aggiuntive”, dalle sensazioni, siano esse palpabili o impalpabili.

Da Soluzioni Arte si stampa con stampanti Epson, la 9800 e la 11800, le immagini vengono controllate, anche insieme ai clienti, su monitor Eizo di alte prestazioni, costantemente calibrati, viene offerto il servizio di scansione con Hasselblad X5 acquisendo alla massima risoluzione e a 16 bit per garantire la massima cattura dei dettagli, e in questo ambito artistico ancora molti sono gli artisti che prediligono la pellicola per effettuare le loro immagini, oppure si tratta della soluzione per chi vuole recuperare lavori passati, scattati prima di passare al digitale. Per chi ne ha la necessità, SoluzioniArte propone anche il supporto e il noleggio di attrezzature di ripresa digitale, perché non ci devono essere limiti per chi vuole realizzare il proprio lavoro, o sviluppare la propria creatività artistica.

Insomma, è bello vedere che questa realtà esiste, cresce, trova la sua dimensione anche in Italia, anche a Roma che è centro di un’attività artistica davvero importante. Siamo quindi contenti di avervi raccontato anche solo dei dettagli dell’attività di SoluzioniArte, proponendo a tutti coloro che cercano qualità, sensibilità, soluzioni artistiche, di visitare questo laboratorio e di parlare con Stefano: troverete, senza dubbio, punti in comune e strade da percorrere.

5 responses

  1. Mi occupo di stampa fine-art ed ho avuto modo di documentarmi approfonditamente sul sistema di qualita’ proposto da Epson. Probabilmente si scatenera’ un putiferio, ma personalmente lo considero una grande presa in giro. Anzi per essere piu’ esatti un’abile operazione di marketing. Finita la corsa a chi stampa con gocce sempre piu’ piccole, Epson ha pensto bene di spostare l’attenzione sul valore intrinseco della stampa. Peccato che da anni la Hahnemuhle proponga un sistema di certificazione ben piu’ serio e soprattutto a differenza di Epson svincolato dall’uso obbligatorio dei propri prodotti.

  2. Mi occupo di stampa fine-art ed ho avuto modo di documentarmi approfonditamente sul sistema di qualita’ proposto da Epson. Probabilmente si scatenera’ un putiferio, ma personalmente lo considero una grande presa in giro. Anzi per essere piu’ esatti un’abile operazione di marketing. Finita la corsa a chi stampa con gocce sempre piu’ piccole, Epson ha pensto bene di spostare l’attenzione sul valore intrinseco della stampa. Peccato che da anni la Hahnemuhle proponga un sistema di certificazione ben piu’ serio e soprattutto a differenza di Epson svincolato dall’uso obbligatorio dei propri prodotti.

Comments are closed.