In questi 25 anni di attività nel settore della fotografia professionale (già…) so di avere urlato alla “rivoluzione” parecchie volte, ma raramente sono stati urli privi di senso. Questa piccola timeline aiuta a confermare questo percorso.

1990 (Rivoluzione fotografia 3D)

Di fronte ad un computer brutto e freddo, dallo schermo di pessima qualità, ho guardato un primitivo programma di modellazione 3D e ho visto un operatore che si “permetteva” di “illuminare” il soggetto con i tools di illuminazione del programma. Ho pensato: questo è un lavoro mio, che ci capisci tu di luce? Ho capito che la fotografia sarebbe entrata nel computer, ho cercato di capire come. La prima RIVOLUZIONE.

1994 (Rivoluzione fotografia Dorsi digitali)

Insieme all’amico Enzo Garletti (se avete bisogno di manutenzione del vostro Mac, contattatelo!) abbiamo fatto i primi test con un dorso digitale su una Rolleiflex 6008. Uno scatolone bianco che permetteva una scansione ad alta qualità delle immagini. Tempi lunghissimi, e un problema di fondo: i Mac dell’epoca non riuscivano a gestire file così grandi.

1995 (Rivoluzione fotografia digitale totale)

L’anno della nascita della fotografia digitale. Dalle reflex Canon/Kodak (1.3 megapixel e alla fine dell’anno anche i modelli da 6 megapixel) ai dorsi digitali (che arrivavano a 129 Mb di file). E’ stata la RIVOLUZIONE per tutti i settori: dal fotogiornalismo, alla moda, allo still life.

1996 (Rivoluzione fotografia one shot)

Primo dorso digitale (Dicomed BigShot) in grado di scattare immagini ad alta risoluzione (4000×4000 pixel) in un unico scatto, su sensore medio formato. Altra rivoluzione: alta qualità per tutti i settori. RIVOLUZIONE.

2000 (Rivoluzione fotografia Fotocellulari)

Nascono i primi cellulari con fotocamera, i primi modelli avevano una risoluzione pari a 0,1 Megapixel… Ma hanno tracciato indelebilmente il futuro di questo settore. RIVOLUZIONE.

2009 (Rivoluzione fotografia Video con le reflex)

Arrivano le prime reflex in grado di riprendere video. Altra RIVOLUZIONE che è stata capita tardivamente dal settore della fotografia, ma che ha modificato e condizionato la storia della tecnologia e anche dell’espressività nel video e anche del cinema.

 

Per un po’ di anni, l’evoluzione è stata costante, si è arrivati a risoluzioni sempre maggiori, anche con qualche trucco (tipo muovere il sensore per aumentare il numero di pixel dello scatto)… si è arrivati velocemente ai 20 milioni di pixel che è stato il target più alto considerato “come quello che non serve superare”, ma poi ovviamente è stato superato (24, 36, 50 milioni di pixel: tutto questo su fotocamere reflex di piccolo formato, sul medio formato siamo andati anche oltre).

Ok, abbiamo identificato i momenti importanti? Quelli che considero “Rivoluzionari”? Bene, ho tra le mani una RIVOLUZIONE nuova, di pari importanza. Non è nuova in quanto tale, è pazzescamente nuova nei risultati: quelli che si guardano, quelli che si toccano, quelli che sono incontrovertibili. Sono così incredibilmente stupito che nemmeno ancora ci credo, eppure è una scommessa che ho voluto fare con me stesso e con i miei più stretti collaboratori, e il commento generale è stato… Si, va bene, ma non può essere…

E.

E’ dannatamente vero, senza trucchi. E’ rivoluzione, è qualcosa che vi farà cadere dalla sedia, dal letto, che vi farà rivedere tutto quello che avete ipotizzato e tutto quello in cui avete creduto. Finora. Il problema è che non posso mostrarvelo, in questo caso non basta un file… questa rivoluzione per poterla capire e per crederci bisogna toccarla con mano, “guardarla” non solo con gli occhi, non basta un monitor. L’essere umano, quando le rivoluzioni sono così grandi (grandi… è una parola corretta…) non si accontenta di guardarle, deve averle tra le mani, se no non ci crede.

Avrete tra le mani il futuro il 30 marzo, a Firenze. Questa è una data che in questo settore possiamo scriverla sul diario della storia: il giorno in cui il futuro lo abbiamo toccato con le mani, e non solo guardato velocemente sul monitor, per poi dimentircarcelo. Poi, sarà tutto normale: il futuro sarà presente, ma il momento del passaggio tra passato e futuro e specialmente tra futuro e presente deve essere esplosivo, per capire cosa c’è dietro ad una rivoluzione, che non è MAI tecnica, non è MAI tecnologica: è culturale. Cadere nell’errore di pensare di interpretare il futuro “comprendendo” il lato delle funzionalità o dei numeri è il maggiore errore che si può fare… è come guardare il dito quando qualcuno indica la luna.

Credetemi: se ve lo dico che è una RIVOLUZIONE vuol dire che lo è (è sempre stata rivoluzione, quando ve l’ho annunciata, anche se quando lo dicevamo poteva non sembrarlo, e chi non ci ha creduto ha perso importanti fette di mercato); non sto dicendo questo per portare qualche persona in più ad un evento, sto dicendo che se non ci siete non avrete l’esplosione forte nella vostra testa che vi permetterà di capire a fondo cosa è successo, cosa succederà e come possiamo dominare questo mondo (che poi, di fatto, è un business, è lavoro, è monetizzazione, e – perché no? – creatività). Poi se ne parlerà tanto, ma esserci potrà farvi fare il salto che speriamo per questo settore. Ripetiamo: non tecnico, bensì culturale e di visione.

La sala dell’evento TWE è grande, c’è ancora spazio. Se NON vi occupate di matrimonio, sappiate che questa rivoluzione di cui parlerò parla anche a voi, non è selettiva: se vi occupate davvero seriamente di fotografia, allora dovete venire a sentire, a vedere, a toccare. Poi non dite che non vi ho avvisato!

6 responses

  1. Si vabbè Luca però cavolo, il 30 marzo non potrò essere a questo evento e non puoi ad uno come me che ha la curiosità nel sangue gettare un “sasso” nello stagno (così poi affonda e non lo vedo) tirare indietro la mano per poi dire se vuoi sapere che “sasso” ho tirato devi venire il 30 marzo a Firenze…grrr…..

    1. Flavio, ne parleremo dopo ovviamente, ma quello che ho detto oggi è per far capire che non tutto “si può raccontare”, ma bisogna vederlo. Mi dispiace che tu non possa venire, ci mancherai ;-)

    1. Non immagini quante ore di sonno mi deve il settore della fotografia professionale in questi 25 anni ;-))

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