Sono famoso per perdermi: vado in crisi anche con il TomTom, mi perdo per le città anche usando le mappe dell’iPhone, e quando ancora andavo in giro con le mappe cartacee facevo delle figuracce: un giorno, molto giovane, tentavo di fare da Cicerone a Venezia con un’amica brasiliana, e lei dopo un po’ mi ha strappato la mappa dalle mani urlando: “Primo, le mappe non si girano quando si consultano! Secondo, con una mappa in mano sei pericoloso, lascia fare a me!“. Ok, lei era architetto e ci capiva sicuramente di più, ma il fatto è che ho fatto mio il motto “Non seguitemi, mi sono perso anch’io“.

Malgrado questa incompetenza,  con la nostra attività editoriale e consulenziale, negli anni abbiamo avuto e abbiamo molte persone che ci “seguono”, ci capita di “indicare la strada”, ma troviamo maggiore facilità a trovare “le strade del futuro” che non quelle geografiche. Per questo, tanti anni fa – c’era ancora la nostra rivista cartacea, Jump, quella che ha fatto nascere tutto, qui da noi – avevo pensato ad uno dei tanti progetti che poi non siamo riusciti a sviluppare per mancanza di tempo: una mappa che mostrasse il panorama dell’industria fotografica e dei mondi “paralleli” (digitale, internet, computer) tracciandone quindi le posizioni (variabili, da anno in anno, quindi si trattava di uno studio approfondito, da monitorare, ed era quello il problema principale: richiedevamo molto lavoro). Tutto questo serviva per far capire il livello di importanza crescente o decrescente di ogni azienda, riferita ad un mercato in movimento. Per fare un esempio, rimanendo nell’ambito della fotografia, si sarebbe visto via via il decrescere dell’importanza delle aziende storiche, come Kodak, Fuji eccetera, il crescere delle uniche due aziende fotografiche che mantengono un ruolo di assoluta leadership, Canon e Nikon, l’avanzare del mondo informatico, con Adobe e Apple, di HP e Epson, eccetera: argomenti ovvi oggi, ma che in quegli anni avrebbero potuto raccontare, in una mappa, molto, e in modo molto più chiaro e immediatamente visibile di quello che si poteva scrivere in fiumi di parole.



Per questo, quando abbiamo trovato oggi questa mappa, appena pubblicata nella sua nuova (bellissima) versione, ci siamo entusiasmati, e abbiamo deciso di dedicarci il SundayJumper di oggi. Questa mappa parla dei 50 principali trend del web è stata disegnata dai giapponesi di InformationArchitects e prende in considerazione le aziende, le persone, la stabilità, il successo, le specifiche aree (Applications, publishing, creative, news… eccetera, ecco la legenda qui sotto):

Questa mappa è, oggi, ancora più importante di quella che avevamo ipotizzato anni fa: è difficile per chiunque, anche per i più esperti, comprendere a fondo come si stia sviluppando il web, e sappiamo che questo mondo influenza e influenzerà sempre di più il mondo “fisico”, il mercato, la comunicazione, l’industria. Stiamo guardando una mappa che ci mostra la tendenza del futuro, e non solo “del Web”. Ci parla di presente, ma fa capire a molti, che magari guardano con poca attenzione quello che sta succedendo, che non ha letto che Google sta cercando di comprare Twitter, che non ha pensato alle conseguenze di IBM che ha messo le mani sulla Sun, che non ha collegato ancora i movimenti di Facebook nell’ambito dell’acquisizione di informazioni e di contenuti da parte di milioni di utenti, alle azioni dei grandi investitori per flettere il web alle esigenze delle loro aziende: Murdoch ha appena dichiarato che non si può più andare avanti con la fruizione gratuita delle informazioni sul web, e tutti gli editori si stanno aggrappando a questo dicendo “è vero, è vero“, nella speranza di allargare il loro business senza comprenderne forse a fondo le potenzialità e i passi che si sono fatti in questi anni nel mondo dei blog, del social network, della condivisione delle informazioni.

Questa mappa fa capire – se analizzata seriamente, come una vera e propria lezione – molte cose. La sua fruizione non è facile, quindi vi consigliamo di andare a questo link di Flickr, scaricare la più alta risoluzione e guardarvela con Photoshop in 1:1, e semmai stamparvela, per semplificare. Chi lo vuole, può prenotare il poster in formato A0, che crediamo potrebbe diventare un importante simbolo del mondo attuale, e che ci fa ricordare un discorso fatto con un importante manager di Apple, al momento del ritorno di Steve Jobs e alla relativa “rinascita”. Interrogato sul come l’azienda “da dentro” potesse comprendere la rivoluzione che si voleva raccontare ai clienti all’esterno, ci disse (stupito e impressionato dalla domanda… ogni tanto ci capita di fare domande intelligenti, ma spesso succede solo per caso… ehehee), che stavano pensando di affiggere ai muri dei poster per mostrare “la via” da seguire. In realtà, rileggendo questa storia sul libro “Nella testa di Steve Jobs” (che vi consigliamo di comprare e di leggere: non è per soli “fans” della Apple e del suo co-fondatore, ma è un’occasione, esattamente come questa mappa, per capire un fenomeno di cultura che ci tocca da vicino. Se cliccate qui lo potete comodamente comprare on line, vi arriva a casa in pochi giorni e lo divorate in una serata), si comprende che i poster, in Apple c’erano quando bisognava spiegare all’interno come districarsi per indicare ai clienti il tipo di computer giusto per loro… non si capiva, e non a caso l’evoluzione è stata quella di fare solo quattro computer: un portatile e un fisso, uno per i professionisti e uno per il consumer, una scelta drastica che ha portato al successo, perché spesso “less is more“.

Stampare grande come una parete, magari prenotando il poster a questo link (ammettetelo, voi non lo fareste mai) aiuterà voi ogni giorno a vedere dove siete, dove bisogna andare, dove va il mercato e il mondo. Aiuterà noi, in nostri collaboratori, i nostri clienti, perché come dicevamo trovare la strada oggi non è facile. Di sicuro noi la studieremo con grande attenzione, anche perché Jumper finalmente inizia ad essere quel punto di incontro che abbiamo sognato: in questo periodo il dialogo si sta allargando e sta maturando, con interventi e segnalazioni di persone nuove (forse sono nuove nuove, altre sono persone che stanno abbandonando il ruolo solo di “ascoltatori” e “lettori” per iniziare un percorso di interazione, molto più interessante e stimolante per tutti). Il nostro ruolo quindi, continuà ad essere sempre di più quello di mostrare la strada (o almeno “una strada”) da seguire, e useremo le informazioni visuali di questa mappa per agevolare la nostra ricerca. E speriamo che tutto questo ci possa portare lontano!



2 responses

  1. Questa mappa mi mancava, non lo sapevo, ma mi mancava…
    Interessantissimo anche il link a Meet the Media Guru, alla sezione su Lawrence Lessig.
    Gli esempi di quello che la rete può davvero rappresentare per noi “gente” non mancano. Sta a tutti noi cogliere l’ opportunità di partecipare alla creazione di un percorso culturale nuovo.

    Alla faccia della crisi!

    Monica

  2. Questa mappa mi mancava, non lo sapevo, ma mi mancava…
    Interessantissimo anche il link a Meet the Media Guru, alla sezione su Lawrence Lessig.
    Gli esempi di quello che la rete può davvero rappresentare per noi “gente” non mancano. Sta a tutti noi cogliere l’ opportunità di partecipare alla creazione di un percorso culturale nuovo.

    Alla faccia della crisi!

    Monica

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