Avevo promesso un post notturno, ed eccolo. Non vi dico in che condizioni fisiche sono, perché questo svelerebbe il fatto che sono invecchiato troppo e che questo mestiere, di girare fiere, forse dovrò viverlo con ritmi più tranquilli in futuro, del tipo arrivare prima e con calma fare tutto il tragitto senza correre. Ma tanto so che non sarà possibile mai prendersela con calma e quindi… si va avanti con tutta l’energia necessaria.

Nel pomeriggio sono stato (o meglio, rimasto) nell’area professionale: tra gli stand delle luci, in particolare, ma sono anche andato a fare una scappata alla conferenza stampa della FEP (Federation of European Professional Photographers) che ha lanciato in Photokina il secondo Congresso (dopo quello precedente in Spagna) che si terrà a Lione dal 6 all’8 febbraio 2010. E’ un’iniziativa importante, con ospiti davvero prestigiosi (da Sarah Moon a Paolo Roversi, da Martin Parr all’italiano Umberto Stefanelli, e non solo…). Il programma si trova qui, avremo modo di riparlarne, ma almeno avete le prime informazioni di prima mano, dateci un’occhiata… e se volete avere qualche motivo in più in relazione alla location (Lione, appunto) , ne abbiamo parlato con il responsabile francese della FEP, ha dato motivazioni di carattere storico, culturale, geografico, ma quelle che erano più convincenti erano di tipo enogastronomico. Ne aggiungiamo un’altra: a prescindere dalla città che ospita, una riunione di fotografi europei è potenzialmente una figata, se organizzata bene.

Parlavamo di luci. Avete idea di quante aziende asiatiche (cinesi, coreane, eccetera) si sono lanciate nel settore della produzione di luci da studio? Non è una novità, direte voi, ma la novità è la quantità in questo specifico settore. Con soluzioni spesso scopiazzate da realtà più blasonate, ma con alcune soluzioni anche originali (anche, per esempio, quelle dell’uso di moduli con 4 o più lampade a basso voltaggio, ma quelle con il tubo arrotolato a riccio… lo so, non è una definizione professionale, ma ci siamo capiti), e alcuni con presentazioni e cataloghi eleganti, ben stampati e raffinati. Insomma, è una realtà interessante da guardare con attenzione, che impone anche ragionamenti sul lavoro di sviluppo che devono fare i grandi produttori che hanno il ruolo e la cultura di innovare anche per distanziare produzioni più economiche.

Sempre sulla luce, il flash ha sempre la sua importanza e proposte sempre più evolute, ma c’è anche molta voglia di luce continua: un po’ grazie alla sempre più presente luce Led (che consuma poco e emette tanta luce, e non scalda), in tante soluzioni piccole e grandi (e grandissime, oppure circolari, davvero la fantasia spazia alla grande), un po’ con HMI, ma in entrambi i casi strizzando l’occhiolino alla ripresa video con le V-SLR o comunque con le videocamere in generale, che gode sempre di maggiore successo. I fotografi che hanno intenzione di lavorare sullo stesso set con foto e con riprese in movimento sono sempre di più, numericamente, e la produzione del lighting si sta muovendosi veloce per offrire prodotti e soluzioni. Ripeto, non stiamo dicendo che il Flash debba perdere quote di mercato (abbiamo visto Broncolor, Hensel, Elinchrom, Profoto e altri), ma piuttosto che si allargherà una richiesta nuova e complementare di luce continua, e magari la soluzione sarà di andare verso produzioni che offrono la possibilità di usare gli stessi accessori (parabole, bank, eccetera.. stessi attacchi di torcia, per essere chiari) avendo in casa sia luce flash che luce continua, da usare in funzione delle esigenze.

Sempre nella parte professionale, una marea di RIG per V-SLR, con produzioni interessanti e altre che sembrano un po’ “banalotte”: considerando che dovrebbero essere strumenti di precisione, forse bisognerebbe testarle a fondo prima di consigliarle.

Accennavo nel precedente post a Sinar, che ha presentato il nuovo dorso eVolution da 86 milioni di pixel (scatto unico e tre scatti, per la massima qualità), ma anche la Sinar p-slr, che consente tutta la flessibilità di un banco ottico (anzi… di una Sinar!) usando come cattura una SLR (Canon e Nikon come attacchi disponibili. Il soffietto è morbido in tela (se no col cavolo che si mette a fuoco e si decentra e bascula con i tiraggi così corti). Altra novità è il nuovo eShutter, comandabile anche da iPhone o iPad. Ma la vera notizia è che c’è un prodotto Sinar, un software per essere precisi, che è gratis! Si tratta del Sinar-Toolbox, che può essere scaricato da qui, basta la registrazione. Questo fa perdonare un dettaglio molto strano per la precisione svizzera e ancor di più di casa Sinar: delle brochure in inglese con un sacco di errori (Classs con tre s, o Techncal Data senza la i…) che però non toglie nulla alla qualità dei prodotti ;-)

Quasi quasi vado a dormire, me lo consentite? In realtà ci sono due cose che mi hanno entusiasmato, una è una famiglia di borse fantastiche e un’azienda inglese che ha sviluppato delle tecnologie hardware e software per fotografare oggetti “in tutte le loro sfaccettature”, ma specialmente quest’ultima merita mente fresca e tempo per approfondire. A presto, domani nuove tappe del nostro report!