Jumper

Novità di una notte di fine estate

Questo mese di agosto è stato tutto meno che un periodo assopito, per il settore della fotografia. Forse che siamo prossimi alla Photokina, ma non lo crediamo: il mondo si muove a prescindere dagli eventi pubblici, dalle occasioni “pubbliche”. Visto che siamo stati a casa, non ci siamo distratti con il mare, le montagne, le strade affollate di una metropoli, proviamo a fare una sintesi ragionata non tanto degli eventi o dei nuovi prodotti, ma delle tendenze, in modo da consentire a voi, abbronzati e ancora con la mente che vaga tra ricordi e sensazioni rilassate, quello che sta succedendo, cosa sta succedendo e quello che – ragionevolmente – succederà.

Kodak, addio alle pellicole…

Ok, questo è un titolo di impatto giornalistico, non è esattamente così: non si chiude tutto e si cambia, ma la decisione presa dal top management di Kodak è quella di trovare un acquirente entro la prima metà del 2013 per rilevare il business consumer della fotografia (compresi i Photo Kiosk e le fotocamere digitali, ma ovviamente quello che fa più “scena” è la cessione del business delle pellicole, ad esclusione dei settori più verticali, come per esempio quello della cinematografia).

Questo non significa che “non ci saranno più pellicole Kodak“, o ancor di più che non ci saranno più pellicole in generale, ma che ci sarà una realtà diversa, dal punto di vista industriale, che rileverà il business (e forse il brand per questo settore). Addirittura, potrebbe esserci uno sviluppo e una “rinascita” riposizionando prodotto e marketing su altri concetti: è successo con Polaroid/Impossible, è successo con Lomography… quello che serve è trasformare una caduta vertiginosa in un’occasione di nuova visione ed interpretazione. All’interno di Kodak questa cosa non è probabilmente possibile, ma potrebbe esserlo in una realtà diversa (e forse addirittura una “piccola” realtà… anche se probabilmente si tratta di un business troppo costoso da acquisire).  Si parla in rete di possibili acquirenti tra cui Ilford e Fujifilm, ma non amiamo a tal punto la fantascienza e siamo troppo “adulti” per fare ipotesi azzardate: meglio stare a guardare, ma non si può non trattare di un argomento “storico” che avrà delle conseguenze un po’ in tutti noi.

Le fotocamere con il sistema operativo (Android)

Questa è una rivoluzione che in parte arriva tardi, in parte trova diverse interpretazioni, ma che di sicuro sarà esplosiva. Si tratta di fotocamere (per ora consumer… ma in futuro questa soluzione potrebbe allargarsi anche a modelli più evoluti) che usano come “sistema operativo” Android, sviluppato da Google per gli smartphone. Partendo dal presupposto che ormai la maggior parte delle fotografie sono realizzate con un cellulare, qualcuno ha pensato di usare lo stesso cuore, usando obiettivi, sensori e tecnologie più evolute. Ne viene fuori un oggetto che può avere la forma di una fotocamera compatta (per esempio quella di Nikon), oppure quella di un cellulare/smartphone con protuberanze fotografiche più evidenti (come nel caso della Samsung Galaxy Camera) che offrono una nuova visione al mercato: apparecchi di alta qualità fotografica, ma un’interazione diretta con un universo immenso di applicazioni e servizi. Per esempio, quanti appassionati (ma anche professionisti) usano un cellulare per sfruttare App come Instagram? Oppure che si trovano ad usare software che simulano questa resa molto “cool” dell’immagine partendo da scatti realizzati con altre fotocamere? La soluzione è quella di offrire la comodità di una fotocamera-cellulare (e non un cellulare-fotocamera). C’è un fatto ulteriore: uno dei successi della fotografia con il cellulare è stato quello della potenzialità di immediata condivisione con altri (via email, oppure via social network: non a caso, proprio Instagram è stata acquisita da Facebook, un giochino del valore di 1 miliardo di dollari…): pensate che ogni giorno, su Facebook vengono pubblicati oltre 500 TB di contenuti, molti dei quali sono immagini! Bene, nel caso di Samsung è prevista (davvero, lo avevamo predetto 20 anni fa… finalmente ci “hanno ascoltato”) una scheda-sim per poter inviare via connessione 3G le immagini; questo è il futuro, ne siamo convinti… e speriamo che questa scelta possa essere adottata anche dalle aziende fotografiche, che per ora si “fermano” alla connessione WiFi che ha tante qualità e vantaggi, ma che non è “universalmente usabile”.

Siamo convinti (come scrive anche questo sito, la foto pubblicata è davvero illuminate e spiritosa) che entro due o tre anni la forma, le funzionalità, la filosofia delle fotocamere cambierà moltissimo, anche grazie all’evoluzione delle Mirrorless (le novità di Canon, di Nikon, di Fujifilm, di Sony e di altri lo confermano… tante meraviglie, che fanno venire voglia di fare sempre più fotografie… e comprare fotocamere). Forma e sostanza delle fotocamere di oggi ci appariranno come i cellulari della fine degli anni ’80, ci faranno sorridere, e solo tra pochi anni. E chi saprà cavalcare questa evoluzione (dirigendo i cambiamenti, anche con coraggio e visione) risulterà vincente.

Nuovi device digitali, ora davvero “per tutti”

Abbiamo sempre detto che la fotografia aveva e avrà bisogno di nuovi media e di nuovi sistemi distribuizione per aumentarne la fruizione. Il 6 settembre sono stati annunciati dei nuovi tablet (tanto attesi… anche in Italia finalmente) proposti da Amazon; la famiglia si chiama “Kindle Fire” (tra le mani del fondatore di Amazon, Jeff Bezos nella foto qui accanto) e hanno delle caratteristiche davvero interessanti in generale, ma in particolare sono due quelle principali: sono piccoli, da 7 pollici (ce ne sono altri più grandi, ma sono meno interessanti per la visione che trattiamo in questa sede) e quindi si portano comodamente ovunque, e poi… costano poco!! Il modello base (funzionale per moltissimi utenti che iniziano ad entrare in questo mondo) costerà in Italia 159 Euro, i modelli più evoluti, con monitor ad alta risoluzione (quasi uguale a quella dell’iPad Retina), costeranno 199 euro o 249 euro. Questo significa che la strada per dare la possibilità a tutti (o quasi) di avere un tablet, da usare in parte come computer, come lettore di libri o riviste, per giocare, per la mail, per internet, per scrivere testi e fare conti, statistiche e relazioni… è presente, effettiva, concreta, a partire dal 25 ottobre quando saranno introdotti sul mercato. E Apple? Rimarrà nel suo mondo ad alto costo? No, ormai è quasi sicuro che uscirà ad ottobre un iPad Mini (o qualche nome simile) che sarà grande circa 8 pollici, stesse funzionalità di base dell’iPad più grande e un costo che probabilmente partirà dai 249-299 euro.

Chissenefrega? Direte voi? Beh, mica tanto: più tablet significa più utenti che usano i media digitali, più prodotti editoriali e di comunicazione che si possono sviluppare, addirittura per creazioni autoprodotte (libri fotografici, portfoli, progetti multimediali…). Dobbiamo capire che questi media cambieranno tutto e la fotografia con essi. Se ne volete una conferma, guardate questo slideshow che mostra quanto i dispositivi mobili siano stati protagonisti nella fruizione delle ultime Olimpiadi di Londra (il 60% degli utenti online usavano smartphone e tablet).



L’informazione nel settore della fotografia cambia

Per fare “bene” in questo settore dell’informazione (e della formazione) nel mercato della fotografia siamo obbligati (ma lo facciamo con passione) a tenerci collegati e informati su tutto quello che succede in questo mondo… nel mondo, non certo solo in Italia, dove purtroppo le cose di muovono troppo lentamente e senza grandi visioni. Quelle che stanno succedendo nel mondo sono evoluzioni molto importanti e positive per alcune testate che hanno aperto con intelligenza verso i nuovi media: è il caso del British Journal Photo (BJP) che ha anticipato di qualche giorno sull’uscita sul mercato mondiale con la prima rivista di fotografia non solo su iPad ma anche per iPhone, la stessa scelta fatta dalla nostra JPM (ma la nostra è più  bella ed innovativa ehehehee…) e che ha dichiarato una crescita in numeri di lettori davvero eccezionale: oltre 100 mila download, come si può leggere da qui. Bisogna avere coraggio e visione, sono in molti gli editori di questo settore (e non solo) che mi hanno contattato per studiare evoluzioni digitali, ma manca ancora la testa e la conoscenza del mondo digitale. Siamo ancora fermi alle testate come quella che simpaticamente mostriamo nell’immagine qui a fianco, che fa tanta tenerezza, ma non corrisponde alla realtà attuale.
Noi stiamo lavorando invece al futuro, e ci saranno novità importanti a breve, che crediamo potranno rivoluzionare questo settore, e la cosa bella è che sarà un viaggio che prosegue con tutti noi, e in gran parte è proprio grazie a voi. Non è il momento di parlarne, ma ne parleremo a breve.

Alla fine, il mondo della fotografia è dolce…

Siamo ben lontani da una crisi, il mondo della fotografia è in evoluzione, al centro di una rivoluzione che è entusiasmante, non abbiamo ancora visto ancora nulla, la storia della fotografia ci propone nomi ed eventi che dobbiamo e vogliamo rispettare e ricordare, ma dobbiamo andare oltre, con chi è capace di guardare avanti. Vi lasciamo quindi con un finale “dolce”: una soluzione di una società, la Cocoagraph, che propone la riproduzione di foto, in formato e look “polaroid” sul cioccolato, una foto da mangiare, da soli o in compagnia, ma con grande gusto. Bella metafora, ci sembra, per ricominciare col piede giusto!