Martin Munkacsi è stato un fotografo che ha ispirato molte generazioni di “maestri” fotografi (tra tutti, Richard Avedon e Henri Cartier-Bresson). La sua fotografia di moda ha creato ingredienti completamente nuovi, che derivavano da un’alchimia che nasce dalle prime esperienze di questo fotografo ungherese nato nel 1896 (non spaventatevi, è uno dei fotografi più moderni che io conosca): quelle della fotografia sportiva. Moda, movimento e.. un senso di leggerezza, di spensieratezza che hanno sconvolto un mondo, quello dell’editoria di moda, che si basava fino a quel momento di un’immagine eterea, ancestrale, intoccabile e statica.

La sua fotografia, coraggiosa e rivoluzionaria, appare oggi come un esempio di quello che è il compito oggi, così come lo era negli anni ’20 e ’30 – periodo in cui Martin Munkacsi ha lavorato, principalmente in Germania e poi negli USA, per alcune delle principali rivista di moda, come per esempio Harper’s Bazaar – ma oggi si tende a guardare in avanti, senza percepire la forza che sta “dietro di noi”. Si tende a inventare cose nuove, spesso con semplici trucchi, e non si punta alla sostanza. Le foto di Munkacsi hanno stile e sostanza, hanno un messaggio forte: così forte che lo si può percepire anche oggi… pensate a quanto potevano essere forti all’epoca: veri pugni nello stomaco o ancor più negli occhi. Cosa viene fatto, oggi? Cosa si propone come rivoluzione? Non possiamo cercarla in un filtro di Instagram o nei megapixel.

Martin_Munkacsi e Avedon

Munkacsi ha avuto un successo incredibile, per poi essere dimenticato; quando è stato trovato morto, il 13 luglio del 1963 a New York, era povero, abbandonato, nel suo frigorifero solo una scatola di spaghetti pronti aperta, con la forchetta infilata dentro. Purtroppo, la dimostrazione che la genialità non era sufficiente all’epoca, come non lo è ora. Sembra che avesse un cattivo carattere, che non accettasse compromessi, ma forse semplicemente aveva completato il percorso di quello che aveva da dire, da scoprire. Ha lasciato una testimonianza, un percorso, e ci ha lasciati. Quello che possiamo, per fare in modo che continui a vivere, non solo tra i (pochi) esperti del settore della fotografia che lo conoscono e lo hanno apprezzato, è seguire il suo insegnamento, e la sua visione. Richard Avedon, che gli ha reso omaggio con uno scatto che riprendeva una delle sue fotografie più belle (pubblicato a confronto qui sopra), disse:

Ha portato un gusto per la felicità e l’onestà e un amore per le donne in quella che era, prima di lui, un’arte bugiarda, senza gioia, senza amore. Oggi il mondo chiamato “moda” è popolato di figli di Munkacsi, dei suoi eredi… L’arte di Munkácsi sta in quello che lui voleva che fosse la vita, e lui voleva che fosse splendida. E lo era.

Martin Munkacsi Libro AmazonIl mondo della fotografia professionale è come quello della fotografia di moda degli anni precedenti a Munkácsi: senza gioia, senza amore, falsamente artistico. Vorremmo vedere tornare lo spirito di questo grande fotografo: oggi, non cercandolo solo nel passato. Se volete scoprire meglio la sua arte, oltre a guardare la galleria che abbiamo pubblicato in fondo a questo articolo, potete regalarvi questo libro che trovate su Amazon. Aiuterà la vostra mente, il vostro cuore, la vostra idea di fotografia. E, quindi, anche il vostro futuro.

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4 responses

  1. È questo il momento per capire cosa sia fotografia ed illustrazione…… non si può fare in altro modo. Ciao Luca

  2. ciao Luca
    mi complimento con te per l’omaggio ad un grande fotografo.
    E’ bene ricordare specie in un momento così difficile della fotografia professionale chi ha lasciato non solo lavori meravigliosi ma influenzato tanti autori di immagini che dovrebbero riflettere con umiltà su chi ci ha preceduto.
    Martin M. ha passato gli ultimi anni della sua vita lontano dagli apparecchi fotografici, facendo il portiere alla reception di Harpers Bazaar NY, vedendosi sfilare davanti personaggi che gli rendevano omaggio e si complimentavano per i suoi lavori…
    buona estate a tutti

  3. Un grande, veramente un grande e soprattutto un anima. Un anima alla ricerca della felicità che se non riusciva a raggiungerla in vita riusciva a raggiungerla nelle sue fotografie…che poi non sono la sua vita stessa? Destino di ognuno di noi fotografi.

  4. Bisognerebbe riflettere… molti grandi maestri sono morti soli e poveri in canna… ci si può sempre consolare dicendo:”Siamo sulla buona strada” :-)

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