The Mandalorian: il futuro della post produzione (anche in fotografia)

Post produzione dal cinema al mondo della fotografia
© Disney

Realtà e post produzione sono di fronte ad una evoluzione importante, che cambierà (sta già cambiando) il mestiere di chi produce immagini. Ci sono molte strade che si stanno incrociando e che se anche sono confinate, per ora, ad applicazioni molto specialistiche e di altissimo livello, fanno intuire dove stiamo andando, e quali saranno le esigenze del mercato e degli utenti.

Partiamo dal massimo del livello tecnologico in ambito “Motion”, anticipando che ormai la post produzione di immagini fisse è una potenzialità disponibile per tutti (è vero, con qualità diverse, ma non è sempre detto che sia percepibile): Photoshop, per esempio, ha una sua funzione, ormai da un paio di anni, di scontorno con intelligenza artificiale (una funzione chiamata Strumento Selezione Oggetto che riconosce in un istante i soggetti a prescindere dal contrasto rispetto al fondo – qui un breve video che lo mostra, ma se avete Photoshop aggiornato, potete verificarlo da soli) e che di recente, nel suo ultimo update ha aggiunto anche la modifica del cielo (anche qui un breve video e anche questo è già disponibile nel vostro Photoshop aggiornato) oppure nella gif che trovate qui sotto.

 

© Adobe Systems

Ma non è che queste “magie” sono a disposizione solo di strumenti “professionali” come Photoshop (Photoshop possiamo definirlo un software professionale? Non mettiamo in dubbio la sua qualità, ma siamo sicuri che “solo” i professionisti lo usano e lo sanno usare?), bensì anche delle app gratis o da pochi euro possono fare cose “simili” e sono davvero a disposizione di tutti o almeno di moltissimi.

 

Sfondi virtuali, un gioco anche per bambini

Diverso, e quindi validante come soluzione percepibile come professionale, è fare tutto questo con l’immagine in movimento: per questo siamo ancora in un pianeta difficile da raggiungere per “tutti”, anche se guardiamo quello che si più fare e si fa con i software di videoconferenza (Zoom, Microsoft Teams, Skype…), ormai usati da tutti, compresi i bambini, dove gli sfondi virtuali sono già in grado senza alcuna competenza specifica, di riconoscere il viso e di scontornarlo inserendo come sfondo quello che si desidera; chiaro con un risultato non sempre (quasi mai) perfetto, ma sufficiente per far sorridere gli amici durante i periodi di lockdown. Già molti di questi software consentono però – usando un green screen – di ottenere invece risultati molto molto efficaci, e se qualcuno pensa che fare riprese in green screen sia “difficile” forse dovrebbe parlare con i ragazzi (anche teenager) che fanno streaming su YouTube o su Twitch che senza alcuna competenza “vera” hanno comprato a poche decine di euro pannelli da applicare alla sedia come questo, oppure il più comodo e professionale schermo di Elgato che si riarrotola come gli schermi per le proiezioni e che usano come luci, che sono il principale problema per fare un buon green screen, soluzioni eccellenti come questa o altre ancora più economiche come questa. Come potete vedere, chi vuole ingegnarsi può ottenere risultati che fino a pochi anni fa non erano davvero nemmeno ipotizzabili, e il professionista che vuole operare sul mercato deve fare inevitabilmente dei passi di qualità superiori, che portano a guardare ben oltre ai traguardi attorno a noi.

L’esigenza è quella di cercare nuove competenze, più preziose e quindi più vendibili, di creare nuove soluzioni per un mondo che, a causa del Covid-19 ha sconvolto molte abitudini ed esigenze, l’arrivo prepotente delle tecnologie di realtà aumentata e virtuale che portano quindi ad approfondire nuove strade, e ad individuare nuovi territori di business, che poi rispondono ad un’altra esigenza che spesso abbiamo segnalato: quella del real time. Il mercato, gli utenti vogliono tutto e subito, l’esigenza e il desiderio di condividere online quello che vivono “in tempo reale” è sempre più forte e non sempre viene percepito da chi si occupa di fotografia e di video, che vede gli interventi “di magia” come qualcosa da costruire in un secondo momento, con calma. Non stiamo dicendo che questa attività non abbia più senso, anche la magia dell’attesa è un valore, ma si deve integrare con le esigenze degli utenti/clienti del “vivere e trasmettere” emozioni, sogni, esperienze in tempo reale. In quest’ottica, quindi pensare di creare servizi che trasmettono, tramite uno schermo (poco importa se vicino o lontano, se per uso personale o condiviso sui social in diretta streaming) storie, scene, ambienti che sono “post prodotti” in tempo reale è un traguardo da raggiungere, ma come si fa? Oggi vi mostriamo come “fanno” i più grandi, per farvi sognare ad occhi aperti, perché le ispirazioni devono guardare in alto, poi si può cercare di capire come “scalare” verso qualcosa di “possibile” anche a livelli più “umani” rispetto, per esempio, alle produzioni di Disney.

 

Ripensare alla post produzione, in real time

 

Post produzione dal cinema al mondo della fotografia
© Disney

Non sappiamo se per caso, magari perché avete dei bambini oppure perché non avete ancora spento il “bambino/a che è in voi” avete un abbonamento a Disney+, in caso affermativo potreste guardarvi qualche puntata,  o tutte se vi appassionate, della serie The Mandalorian, ma se non avete o non vi interessa per nulla questo tipo di serie tv potete guardarvi anche solo un qualsiasi trailer su YouTube che trovate per esempio qui. A prescindere da quello che può essere la trama e lo spessore della storia, è incredibile la tecnologia di ripresa che è stata adottata, denominata “Stagecraft” dal team della LucasFilm (come forse saprete, tutta la saga di Star Wars è stata acquisita anni fa da Disney) che di fatto sostituisce la tecnologia del green screen usando degli schermi Led curvi da 55 x 6 metri sui quali vengono “proiettate” (meglio dire “visualizzate, visto che sono di fatto degli schermi led) immagini ad altissima risoluzione direttamente quando si effettuano le riprese, agevolando non solo il lavoro dei registi, della troupe ma anche degli attori, ma ne velocizzano anche la “post produzione” che di fatto non è “più post… ma durante” ;-)

In realtà c’è molto di più di una proiezione: qualcuno può pensare che decenni fa si potevano e si facevano cose simili con degli strumenti, ormai forse diventati sconosciuti come i frontifondografi, che permettevano di proiettare immagini su un fondo, “oltrepassando” il soggetto in primo piano semplicemente proiettando una fonte di immagine luminosa molto poco intensa, che non si percepiva sul soggetto in primo piano illuminato dalle luci del set, ma che invece risultava visibile sul fondo grazie alla zona non illuminata e specialmente a schermi prodotti da 3M con la tecnologia simile a quella dei cartelli stradali, che riflettono molta più luce di quella che ricevono.

La tecnologia usata per The Mandalorian integra non solo scenari immersivi, ma con un approccio simile (uguale) a quello che si vive nei giochi sul computer, dove gli ambienti 3D mostrano sempre la prospettiva che stiamo inquadrando, non a caso il tutto viene costruito con immagini fotorealistiche create in 3D e gestite dal motore Unreal, il più usato appunto nei gaming. La scena visualizzata e addirittura costruita sugli schermi quindi si adatta alle inquadrature, si possono integrare e modificare forme per renderle più adatte alle scene, e il tutto è gestito da un sistema che lavora in realtà virtuale.

Come se non bastasse, il sistema consente anche una gestione in tempo reale della resa della luce e anche del coloring, che consente ancora una volta direttamente in fase di ripresa di verificare la resa delle scene in tempo reale, con un risultato incredibile. Chiaro che possiamo dire che queste tecnologie sono davvero sconvolgenti e possiamo ipotizzarne i suoi costi esorbitanti… ma se pensiamo che di colpo gran parte delle scene di un film può o potrà essere realizzata nello stesso ambiente “virtuale” ci accorgiamo che in termini di ottimizzazione questa tecnologia ridurrà in modo considerevole i costi delle grandi produzioni, e via via si avvicinerà ad utilizzi e utilizzatori meno “top”. E’ una strada tracciata, inevitabile, e il rafforzamento delle tecnologie di realtà aumentata e VR creerà ancor più innovazione, e sempre più a basso prezzo, non solo nella produzione di film, ma anche di spettacoli televisivi, come mostrato in questo articolo: How Riot used tech from The Mandalorian to build Worlds’ astonishing mixed reality stage – The Verge – e via via anche in eventi per convegni, spettacoli, e in tutte quelle situazioni dove l’impatto di un mondo “magico e fantastico” sarà richiesto. Siamo sicuri che, tempo pochi anni, soluzioni simili le vedremo anche nelle vetrine, nei negozi e negli eventi anche privati (dai matrimoni in su o in giù).

 

Per saperne di più sulla post produzione di “The Mandalorian”

Se volete approfondire tutto questo, e specialmente se la descrizione che vi abbiamo fatto vi sembra ancora complessa da intuire o da materializzare nella sua forma pratica e nella sua sostanza, ed è comprensibile, vi rimandiamo ad alcuni articoli in inglese, che propongono dei video di backstage che fanno capire molto bene questo funzionamento nella pratica:

Video: See How The Mandalorian’s Stagecraft Technology Works – /Film

The Mandalorian Stagecraft Photos Reveal the Incredible New Tech /Film

Come detto, ci sono strade per iniziare, percorsi da intraprendere, studi da fare. Noi siamo convinti che ci siano spazi incredibili di crescita e di sviluppo anche nelle professioni “umane”, quelle che vivono e viviamo ogni giorno. Sono settori che mostrano un futuro, ma anche un presente, ma serve guardare oltre a quello che finora ha alimentato la nostra visione e anche la nostra fantasia. I film, spesso, aiutano anche a fare questo. E il nostro compito è quello di mostrare le strade (come abbiamo fatto qui e come faremo con altri temi correlati presto) che altri non intuiscono e non mostrano e poi di darvi strumenti per poterli applicare, con formazione e informazione adeguata. Ed è quello che faremo, anche in questo 2021 ;-)