Benvenuti: iniziamo l’attività “ufficiale” della JumperTV (anche se ancora ci sono parecchie cosuccie da mettere a posto), con un’intervista a Oliviero Toscani, realizzata presso il suo laboratorio La Sterpaia, con la collaborazione di Canon Italia (grazie ad Alberto e a Elisa). Oliviero parla, e noi ascoltiamo, ogni tanto lo provochiamo o lo incalziamo, ma sostanzialmente… ha fatto e detto tutto da solo, per quasi un’ora: senza tagli, senza censure.

Buona visione, buon ascolto: questa è la prima tappa, ma molto altro è già pronto e uscirà progressivamente… a breve!

23 responses

  1. Che dire… in realtà ho ricevuto una telefonata di un fotografo, abbastanza arrabbiato a nome della categoria… ma nessun altro. Come vedi, però, l’area commenti è aperta ;-)

  2. Che dire… in realtà ho ricevuto una telefonata di un fotografo, abbastanza arrabbiato a nome della categoria… ma nessun altro. Come vedi, però, l’area commenti è aperta ;-)

  3. Sono più di 20 anni che lavoro con gli artisti, sono un fotografetto, poco più di un tecnico evoluto che documenta per loro, per i musei, le gallerie.
    Posso dire che ho conosciuto chi vive e pratica la creatività. ho un grandissimo rispetto per tutti i poveracci che la mattina aprono uno studio e dipingono, o con uno scalpello , o con le mani sporche di creta, con carta e penna, con le forbici o il computer.
    Ma il modello egemone non è certo quello di chi la esercita, ma di chi la impone.
    Se viviamo in una società dove vanno avanti i più furbi ed il merito è solo marginale perchè la fotografia dovrebbe essere estranea da questa logica?
    ho visto cose che voi umani non immaginate, ragazzi con idee fantastiche che plasmavano i materiali come se fosse respiro non avere i soldi per il cappuccino. ho visto stilisti scimmiottare l’arte a palazzo pitti ed inventarsi istallazioni e venire osannati da lucidi giornalisti. ho visto l’arte la vita e la morte di amici partire dalla terra e dalla terra ritornare.

    ed ora mi dicono che sono sfigati?
    questo già lo sapevo.

    mi dispiace solo che la vita di qeuste persone non lascerà niente, rimarranno nella storia i maglioncini colorati, modelli senza espressione su un fondo binaco, una suora e un prete che si baciano.
    e tutto il resto si scioglierà come neve al sole.

  4. Sono più di 20 anni che lavoro con gli artisti, sono un fotografetto, poco più di un tecnico evoluto che documenta per loro, per i musei, le gallerie.
    Posso dire che ho conosciuto chi vive e pratica la creatività. ho un grandissimo rispetto per tutti i poveracci che la mattina aprono uno studio e dipingono, o con uno scalpello , o con le mani sporche di creta, con carta e penna, con le forbici o il computer.
    Ma il modello egemone non è certo quello di chi la esercita, ma di chi la impone.
    Se viviamo in una società dove vanno avanti i più furbi ed il merito è solo marginale perchè la fotografia dovrebbe essere estranea da questa logica?
    ho visto cose che voi umani non immaginate, ragazzi con idee fantastiche che plasmavano i materiali come se fosse respiro non avere i soldi per il cappuccino. ho visto stilisti scimmiottare l’arte a palazzo pitti ed inventarsi istallazioni e venire osannati da lucidi giornalisti. ho visto l’arte la vita e la morte di amici partire dalla terra e dalla terra ritornare.

    ed ora mi dicono che sono sfigati?
    questo già lo sapevo.

    mi dispiace solo che la vita di qeuste persone non lascerà niente, rimarranno nella storia i maglioncini colorati, modelli senza espressione su un fondo binaco, una suora e un prete che si baciano.
    e tutto il resto si scioglierà come neve al sole.

  5. Toscani non dice che tutti sono sfigati, parla di coloro che non hanno “arte”, che si fermano ad usare gli strumenti ma non li applicano all’idea creativa. Certo, lo dice con irruenza, però non possiamo fargli dire cose che non ha detto.

    Sono sicuro che nei tanti anni di professione, Toscani abbia fatto molto, dal punto di vista della proposta, specialmente nell’evoluzione della comunicazione ed anche del ruolo del fotografo, i suoi meriti sono e saranno riconosciuti, e vanno guardati con gli occhi non solo del fotografo, ma di chi fa comunicazione e pubblicità: due mondi vicini, ma anche molto diversi. La semplicità (del fondo bianco, delle espressioni del modelli, eccetera) è una scelta, si può condividere o no dal punto di vista espressivo, ma è legata al quello che si vuole comunicare.

    Detto questo, sono contento che la discussione possa aprirsi e svilupparsi, nel rispetto di tutte le opinioni e di tutti coloro che interverranno.

  6. Toscani non dice che tutti sono sfigati, parla di coloro che non hanno “arte”, che si fermano ad usare gli strumenti ma non li applicano all’idea creativa. Certo, lo dice con irruenza, però non possiamo fargli dire cose che non ha detto.

    Sono sicuro che nei tanti anni di professione, Toscani abbia fatto molto, dal punto di vista della proposta, specialmente nell’evoluzione della comunicazione ed anche del ruolo del fotografo, i suoi meriti sono e saranno riconosciuti, e vanno guardati con gli occhi non solo del fotografo, ma di chi fa comunicazione e pubblicità: due mondi vicini, ma anche molto diversi. La semplicità (del fondo bianco, delle espressioni del modelli, eccetera) è una scelta, si può condividere o no dal punto di vista espressivo, ma è legata al quello che si vuole comunicare.

    Detto questo, sono contento che la discussione possa aprirsi e svilupparsi, nel rispetto di tutte le opinioni e di tutti coloro che interverranno.

  7. io non mi riferivo a Toscani su niente o quasi, come lui navigo nel mio mondo, parlavo di culture egemoni e di culture subalterne e Toscani fa parte di quella egemone, di quelli che chiamano ai talk show per chidergli cosa pensano delle guerre preventive.
    riguardo alle sue scelte creative lui sta venti anni avanti a tutti i fotografi, ma centocinquanta anni dietro rispetto alla storia dell’arte.
    o se vogliamo all’arte che ha fatto la storia. come quasi tutta la fotografia.

  8. io non mi riferivo a Toscani su niente o quasi, come lui navigo nel mio mondo, parlavo di culture egemoni e di culture subalterne e Toscani fa parte di quella egemone, di quelli che chiamano ai talk show per chidergli cosa pensano delle guerre preventive.
    riguardo alle sue scelte creative lui sta venti anni avanti a tutti i fotografi, ma centocinquanta anni dietro rispetto alla storia dell’arte.
    o se vogliamo all’arte che ha fatto la storia. come quasi tutta la fotografia.

  9. Ottimo il chiarimento, per fortuna ci siamo scambiati i commenti, in modo da focalizzare meglio le opinioni. Da come sembrava, appariva un attacco a Toscani, visto dopo la tua risposta appare molto più profondo e ricco di spunti. Bene, la JumperTV inizia a fare il suo lavoro di incontro e di confronto.

  10. Ottimo il chiarimento, per fortuna ci siamo scambiati i commenti, in modo da focalizzare meglio le opinioni. Da come sembrava, appariva un attacco a Toscani, visto dopo la tua risposta appare molto più profondo e ricco di spunti. Bene, la JumperTV inizia a fare il suo lavoro di incontro e di confronto.

  11. Gentile Luca, non mi permetterei mai di attaccare nessuno, sono solo considerazioni di un fotografetto. E’ chiaro che quello che penso lo espongo e ci sta che moltissimi non siano d’accordo con me.
    Trovo Toscani un ottimo professionista che ha saputo gestire bene la sua immagine, stranamente non lo condidero allo stesso livello per la sua produzione fotografica.
    Direi che è una specie di Pippo Baudo della fotografia, ineccepibile, ma che pensa di aver inventato qualcosa solo perché le sue foto si sono fatte notare da persone che non avevano retroterra per confrontarle con altre produzioni artistiche anche antecedenti a lui e del tutto simili come poetica.
    Quando diceva che ti sbatteva la guerra del Kosovo in faccia era già stato fatto dagli americani alla fine degli anni ’60 con il Vietnam.
    Avrai presente le drammatizzazioni sceniche e gli eventi performativi dove la gente riunita in una sala assisteva all’uccisione di polli tramite TV a circuito chiuso, quando questi protestavano gli veniva mostrato che i polli erano uccisi nella stanza accanto e loro assitevano in TV alla carneficina, come noi assistiamo a tragedie tutti igiorni come dall’oblò di una nave.

    Ci sono diverse figure di fotografi famosi che mi lasciano perplessi, che ripetono loro stessi all’infinito come fece Mimmo Rotella, milanese, con i suoi decollages degli anni’ ’50 e prodotti fino alla sua morte un paio di anni fa.
    I pretini che ballano nella neve, i campi arati del senese con colori più che sgargianti, le inutili e noiose fotografie più che osannate della dolce vita.

  12. Gentile Luca, non mi permetterei mai di attaccare nessuno, sono solo considerazioni di un fotografetto. E’ chiaro che quello che penso lo espongo e ci sta che moltissimi non siano d’accordo con me.
    Trovo Toscani un ottimo professionista che ha saputo gestire bene la sua immagine, stranamente non lo condidero allo stesso livello per la sua produzione fotografica.
    Direi che è una specie di Pippo Baudo della fotografia, ineccepibile, ma che pensa di aver inventato qualcosa solo perché le sue foto si sono fatte notare da persone che non avevano retroterra per confrontarle con altre produzioni artistiche anche antecedenti a lui e del tutto simili come poetica.
    Quando diceva che ti sbatteva la guerra del Kosovo in faccia era già stato fatto dagli americani alla fine degli anni ’60 con il Vietnam.
    Avrai presente le drammatizzazioni sceniche e gli eventi performativi dove la gente riunita in una sala assisteva all’uccisione di polli tramite TV a circuito chiuso, quando questi protestavano gli veniva mostrato che i polli erano uccisi nella stanza accanto e loro assitevano in TV alla carneficina, come noi assistiamo a tragedie tutti igiorni come dall’oblò di una nave.

    Ci sono diverse figure di fotografi famosi che mi lasciano perplessi, che ripetono loro stessi all’infinito come fece Mimmo Rotella, milanese, con i suoi decollages degli anni’ ’50 e prodotti fino alla sua morte un paio di anni fa.
    I pretini che ballano nella neve, i campi arati del senese con colori più che sgargianti, le inutili e noiose fotografie più che osannate della dolce vita.

  13. Ma una cosa su tutte mi lascia perplesso, spero di sbagliarmi, ma ho seguito con interesse il suo progetto di una comune che fosse una fucina di creatività.
    Ho letto molti numeri della rivista prodotta da loro e non ho mai trovato qualcosa che mi facesse scattare la scintilla, questa è una considerazione personale, ma non trovo in giro fotografi affermati usciti da lì.
    Cercare in laboratorio il processo creativo si rischia di applicare una serie di moduli che vanno dalla provocazione alla rottura di schemi prefissati, ma quando il gioco si svela l’effetto è catastrofico.
    Non so se hai presente la scuola di cantautori di Mogol.
    Nessuno riuscirà mai a riprodurre la creatività in laboratorio, al massimo si formano ottimi operatori, fotografi o cantautori “sgamati” che conoscono il mestiere, ma l’arte è un’altra cosa.
    Cos’è l’arte? Se lo sapessimo saremmo ricchi.
    L’arte non fa sconti perché è correlata con la vita, e quando arte, vita, produzione e vendita si amalgano ben bene il conformismo prende il sopravvento.
    Un fotografo diventa opinion leader?
    Va all’isola dei famosi?
    E’ sponsorizzato dalle grandi case?
    Mi sta tutto bene.
    Ma non parliamo di creatività.

  14. Ma una cosa su tutte mi lascia perplesso, spero di sbagliarmi, ma ho seguito con interesse il suo progetto di una comune che fosse una fucina di creatività.
    Ho letto molti numeri della rivista prodotta da loro e non ho mai trovato qualcosa che mi facesse scattare la scintilla, questa è una considerazione personale, ma non trovo in giro fotografi affermati usciti da lì.
    Cercare in laboratorio il processo creativo si rischia di applicare una serie di moduli che vanno dalla provocazione alla rottura di schemi prefissati, ma quando il gioco si svela l’effetto è catastrofico.
    Non so se hai presente la scuola di cantautori di Mogol.
    Nessuno riuscirà mai a riprodurre la creatività in laboratorio, al massimo si formano ottimi operatori, fotografi o cantautori “sgamati” che conoscono il mestiere, ma l’arte è un’altra cosa.
    Cos’è l’arte? Se lo sapessimo saremmo ricchi.
    L’arte non fa sconti perché è correlata con la vita, e quando arte, vita, produzione e vendita si amalgano ben bene il conformismo prende il sopravvento.
    Un fotografo diventa opinion leader?
    Va all’isola dei famosi?
    E’ sponsorizzato dalle grandi case?
    Mi sta tutto bene.
    Ma non parliamo di creatività.

  15. caro luca, sto aspettando la seconda parte dell’intervista, è sempre un piacere sentire Toscani, mi piace ascoltare uno che ha capacità di giudizio e rischia la faccia.
    Naturalmente condivido molte cose, o le giudico diversamente, ma sostanzialmente la mia esperienza è questa; non è la fotografia commerciale che potrà mai farmi sentire un fenomeno; preferisco spendere le mie energie nel fotogiornalismo nel suo senso più esteso.

  16. caro luca, sto aspettando la seconda parte dell’intervista, è sempre un piacere sentire Toscani, mi piace ascoltare uno che ha capacità di giudizio e rischia la faccia.
    Naturalmente condivido molte cose, o le giudico diversamente, ma sostanzialmente la mia esperienza è questa; non è la fotografia commerciale che potrà mai farmi sentire un fenomeno; preferisco spendere le mie energie nel fotogiornalismo nel suo senso più esteso.

  17. in effetti hai ragione, è uno che non gli interessa di metterci la faccia, se pensi che dopo tre minuti dice che la fotografia è uguale agli anni ’60, quando ha iniziato e dopo un quarto d’ora asserisce che la fotografia è tutta cambiata non c’entra niente con quella di prima ci rimani di sasso, ma questo sicuramente è voluto e lui l’ha studiata come provocazione mediatica.
    Si è un maestro su questo…

    Sono finalmente d’accordo sul fatto che ci vorrebbero delle scuole o un controllo maggiore all’accesso alle professioni.
    Ma questo non si farà mai, al massimo saranno le associazioni ad avere una valenza di regolamentazione.
    ormai si sta andando verso “chi è bravo lo decide il mercato”, tanto anche per Toscani è stato così.
    era bravo intelligente scaltro e preparato ed è diventato quello che tutti conoscono.
    gli assistenti che mi capitano che hanno frequentato le varie scuole di fotografia li seleziono facendo una semplice domanda: “sai cos’è la temperatura colore?”
    mi risponde il 30%, il bestiario delle risposte ve lo risparmio.

  18. in effetti hai ragione, è uno che non gli interessa di metterci la faccia, se pensi che dopo tre minuti dice che la fotografia è uguale agli anni ’60, quando ha iniziato e dopo un quarto d’ora asserisce che la fotografia è tutta cambiata non c’entra niente con quella di prima ci rimani di sasso, ma questo sicuramente è voluto e lui l’ha studiata come provocazione mediatica.
    Si è un maestro su questo…

    Sono finalmente d’accordo sul fatto che ci vorrebbero delle scuole o un controllo maggiore all’accesso alle professioni.
    Ma questo non si farà mai, al massimo saranno le associazioni ad avere una valenza di regolamentazione.
    ormai si sta andando verso “chi è bravo lo decide il mercato”, tanto anche per Toscani è stato così.
    era bravo intelligente scaltro e preparato ed è diventato quello che tutti conoscono.
    gli assistenti che mi capitano che hanno frequentato le varie scuole di fotografia li seleziono facendo una semplice domanda: “sai cos’è la temperatura colore?”
    mi risponde il 30%, il bestiario delle risposte ve lo risparmio.

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