In fotografia siamo tornati al 1982, sarà un male o un bene?

Fotografia mercato come 1982Eric Nopanen

I dati, terribili, dicono che nel 2019, le vendite di fotocamere sono ulteriormente crollate, raggiungendo lo sconsolante numero di 15 milioni di pezzi; per fare un confronto, nell’anno più positivo, il 2010, questo numero era di più di 121 milioni di unità. La fonte – La Camera & Imaging Products Association (CIPA) – raccoglie i dati dal lontano 1952 e ci mostra (qui il PDF con tutte le statistiche) una storia che ripercorre non solo un trend di mercato, ma di cultura, e di fatti che hanno influenzato tutti, ma ancor di più chi lavora in questo settore.

Come detto, il 2010 è stato il più felice in termini di numeri totali, per poi iniziare il declino nel 2011 a causa del terribile terremoto in Giappone di quell’anno e all’esplosione dei cellulari in grado di scattare fotografie di buona qualità: per capirci, il primo iPhone è stato lanciato nel 2007, commercializzato in tutto il mondo nel 2008 e ha avuto bisogno di un paio di anni per proporsi come un apparecchio “decoroso” per fare “belle fotografie” (diciamo che il modello è stato l’iPhone 4, uscito nel giugno del 2010… tutto torna). Il seguito è cronaca: una caduta in picchiata per tutti i comparti, a partire proprio da quella categoria che ha fatto esplodere i numeri delle vendite, quelle compatte che hanno reso “facile” la fotografia per tutti. Ma, se si analizzano i dati correttamente e dalla giusta prospettiva, si vede che quel dato che mette in evidenza l’approccio più specialistico in questo settore, ovvero le vendite di obiettivi intercambiabili (prodotti acquistati da veri appassionati e da professionisti), scopriamo che nell’anno appena concluso sono stati venduti lo stesso numero di pezzi (circa 5,5 milioni) del 1999 e ben di più di quelli venduti (3-4 milioni di pezzi/anno) degli anni compresi tra il 2003 e il 2009.

In definitiva, è chiaro un punto, che gli operatori del settore più attenti sanno bene, ovvero che la fotografia non è un mondo che sta sparendo, al contrario, e che il numero di utenti “evoluti” è sostanzialmente simile a quello di 10-20 anni fa. E’ sbagliato dire quindi che siamo in una categoria in crisi, tutt’altro; quello che è successo è che le aziende del settore fotografico, che si sono ingrandite in modo esponenziale tra gli anni 80 fino al 2010 hanno gestito il proprio patrimonio di clienti con scarsa visione (forse ad esclusione di Sony che ha potenziato in modo evidente la sua ricerca e sviluppo, ma anche la sua attività commerciale, verso la fornitura di componenti fondamentali nella costruzione di sistemi fotografici negli smartphone). La buona notizia è che si sta tornando ad un periodo storico che ricolloca la situazione di 40 anni fa circa (38, per essere esatti), dove chi “scattava fotografie” con impegno e passione acquistava circa 15 milioni di fotocamere (ovvio che il numero di apparecchi venduti non corrispondeva e non corrisponde al numero di utenti, ma è un dato significativo in percentuale). Quello che cambia è il numero di immagini che si producono all’anno, questo si… e la qualità media delle immagini, che al contrario di quanto viene detto dai detrattori, è molto, molto migliore di quella media che avevamo negli anni ’80.

Per capire come contestualizzare un’attività professionale, o anche solo un ruolo, abbiano pensato di fare un piccolo viaggio nel 1982 per capire cosa succedeva quell’anno, a cui dobbiamo rapportarci in termini di mercato, ma anche dal punto di vista di “chi eravamo” in quel periodo, e, alla fine, cercare di capire cosa abbiamo perso, cosa potremmo ritrovare, come collocare il nostro lavoro rispetto ad un periodo che ci vede “vicini” almeno in termini di numeri.

Cosa succedeva nel 1982? Un viaggio nel passato per trovare attinenza con un futuro che ci ricollega a quel periodo, almeno dal punto di vista dei numeri

Televisione

Si consolidava l’impero della televisione di Berlusconi che compra Italia1 da Edilio Rusconi per 35 miliardi di lire e nasce Retequattro, un network è costituito da 23 emittenti locali. Un sacco di persone diranno peste e corna di questo, ma è oggettivo che il mercato della comunicazione e della pubblicità è stato influenzato in modo radicale da questi fatti. Oggi la televisione è considerata il media meno interessante per tutte le nuove generazioni, che addirittura non lo possiedono neanche. Dalle stelle alle stalle (Sanremo, Maria De Filippi e poco altro escluso).

Musica

Arrivano i primi Compact Disc (CD), ed è l’album “52nd Street” di Billy Joel il primo CD della storia ad arrivare nei negozi di musica. Nello stesso anno, esce il disco che in assoluto ha venduto di più al mondo, 115 milioni di copie vendute, di cui un milione soltanto nella prima settimana di vita: Thriller, di Michael Jackson. Oggi, i dischi non si vendono più, la musica si “streamma”, e il numero di dischi in vinile qualcuno dice che ha superato nelle vendite quelle di CD (e non sembra vero, ma comunque diciamo che è una guerra tra poveri, i numeri sono così piccoli che nemmeno ha senso discutere). A Sanremo, debutta una coppia, Al Bano e Romina Power. A Sanremo 2020, i due si riuniscono di nuovo, quindi cambia poco (ma all’epoca, in gara, arrivano secondi con “Felicità”, vinceva Riccardo Fogli, a Sanremo 2020 vince Diodato).

Re, regine e principesse

Nel 1982 muore la mitica e meravigliosa Grace Kelly, immagine simbolo dei sogni di milioni di donne che avrebbero voluto vivere la sua vita dorata. Oggi Il principe Harry e Meghan Markle abbandonano i loro privilegi e divorziano dalla famiglia reale: Hollywood vale più di Buckingham Palace, e il pubblico – che sogna diversamente rispetto al passato – segue l’onda.

Sport

Nel 1982 muore Gilles Villeneuve, in un tragico incidente d’auto, l’Italia vince i campionati mondiali di calcio e tutto il mondo (specialmente in Brasile… io ero proprio lì) si domanda come sia stato possibile. Si vedrà cosa farà l’Italia in questo 2020…

Comunicazione

Nel 1982 viene introdotto l’uso dell’emoticon, In una discussione su come esprimere il proprio stato d’animo on line, il professor Scott Fahlman, ingegnere informatico della Carnegie Mellon University, posta un messaggio con un codice formato da “due punti”, “trattino” e “parentesi tonda chiusa” da leggere ribaltato su un lato, per sottolineare il tono ironico di quello che si sta dicendo. Oggi, gli emoticon sono uno dei linguaggi più forti e usati al mondo (altro che “Esperanto”), e quest’anno dovrebbero ufficialmente esserne inseriti altri 230.

Politica ed economia

Anno terribile, il 1982. La bancarotta dell’Ambrosiano, la più grave in Italia e in Europa, è di 1,3 miliardi di dollari, che ha scritto uno dei pezzi di storia nera più nera in Italia, terminato con la morte di Roberto Calvi, trovato “suicida” (fu un omicidio) appeso ad un ponte sul Tamigi, a Londra, l’uccisione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della sua giovane moglie e alla sua scorta, in un agguato della mafia dove sono stati sparati oltre 300 proiettili, Licio Gelli, capo della loggia P2, viene arrestato a Ginevra.

Non sappiamo, sinceramente, se il 1982 va ricordato come “un bel momento”, se la sua analisi ci aiuta a capire come eravamo e – dal punto di vista del mercato fotografico – siamo tornati. Quale era, all’epoca, il ruolo dei fotografi nel contesto sociale? Era più rispettato, non c’è dubbio, era più facile trovare lavoro, c’era meno concorrenza, era più difficile fare fotografie, c’erano più spazi per venderle. Al tempo stesso, se guardiamo ai fatti:

1) La televisione, malgrado tutto il suo potere, è in declino. E’ cambiato l’approccio, dove l’intrattenimento è passato dall’essere monetizzato con la pubblicità ad essere pagato dai contenuti (Sky, Netflix, Apple TV+, Disney + che arriva tra pochi giorni anche in Italia). Significa che le persone sono disposte a pagare quello che prima ricevevano gratis (non male, se avete qualcosa di valido da vendere).

2) Musica: abbiamo perso un mercato, totalmente: quello della vendita di prodotti, e abbiamo guadagnato un mercato più florido, fatto di fruizione e non di possesso. Incredibile, non si vende più nulla e il mercato è valutato in oltre 15 miliardi di dollari. Siamo sicuri che per “guadagnare” bisogna vendere prodotti?

3) Cultura pop

Oggi i vincitori sono quelli che “si fanno da soli”, che non vivono nei castelli dorati. Il mondo della Trap porta sull’altare quelli che arrivano dal basso, che pensano solo ai soldi, che nascono nelle periferie. La Ferragni vale più di una regina, il trono è quello della propria pagina Instagram, i soldi arrivano dalle “influenze” che si riescono a fare, non da un titolo nobile. Più accessibile, ma al tempo stesso molto più stressante: non c’è nulla di acquisito, ma solo da conquistare, ogni giorno, e quello che si è conquistato il giorno prima non serve a nulla, se non per alzare l’asticella della gara.

4) Politica e cronaca

Il passato spesso lo vediamo con magnanimità, quasi con dolcezza, ma guardando al 1982 bisognerebbe essere ben più critici. Oltre ai fatti di cronaca davvero terribili, va detto che la generazione di politici che gravitavano all’epoca erano gli Andreotti, gli Spadolini, i Fanfani (presidenti del consiglio entrambi nel 1982, quando i governi cadevano di mese in mese), il deficit pubblico era di 69 mila miliardi di lire, il TG1 era diretto da Emilio Fede, veniva concessa l’amnistia per le calcioscommesse, le BR facevano il bello e il brutto in tutta Italia, seminando terrore e morti.

Diciamolo: siamo tornati ai numeri del 1982 nel numero di fotocamere vendute, mentre quelli degli smartphone continuano (malgrado le voci) a volare, per capirci, se nel 2019 sono state vendute 15 milioni di fotocamere in totale, il numero dei soli iPhone si dovrebbe attestare nel 2020 a 198 milioni di pezzi (e ci sono i Samsung e tutti i terminali Android che hanno numeri ben superiori); significa che in 28 giorni si venderanno più iPhone di tutte le fotocamere in tutto l’anno. Questo dice che su oltre 7 miliardi di esseri umani, oltre 5 miliardi possiedono un cellulare, con il quale producono fotografie. Non possiamo pensare di convincerli a comprare delle fotografie fatte da noi a meno che:

1) Facciamo evolvere il nostro modo di fotografare, per creare servizi e prodotti che possono essere richiesti;

2) Aumentiamo in modo netto il gap tra noi e gli utenti “standard”, non a parole… con i fatti;

3) Cerchiamo di capire come i mercati esterni ai nostri sono cambiati, cercando di trovare modelli di business diversi rispetto al passato. Non vi abbiamo parlato di Televisione, di Musica e di cultura a caso… è lì che dobbiamo vedere come le tendenze si sono spostate;

4) Smettiamola di pensare che “in passato era meglio”: un’occhiata al 1982, (chissà chi lo ha vissuto davvero, sulla propria pelle, purtroppo il sottoscritto sì…): oggi ci sono tanti problemi, economici, politici, sociali… ma non ce la sentiamo di dire che sono peggiori di quelli dell’epoca, certamente diversi, complessi perché non abbiamo la capacità di sciogliere i nodi e decodificare le problematiche perché sono nuove, e non le abbiamo ancora vissute. La vita è una scommessa costante, e forse proprio per questo affascinante.

Buon lavoro, buona vita: e guardiamo avanti sempre.

(A questo proposito: abbiamo ancora 2 posti per i JumperCamp che ci saranno i prossimi 11 e 13 febbraio… si parla di come affrontare il futuro, con visione innovativa e prospettive, non perdete questa occasione prima che sia SoldOUT! ISCRIVETEVI!)