La ripresa (economica e fotografica) insieme nella Food Photography

La ripresa (economica e fotografica) insieme nella Food Photography

Curioso come la parola che tutti stanno cercando di annusare in anticipo, la “ripresa” (economica) coincida con l’attività primaria dei fotografi, la Ripresa (click…). Eppure, non si può certo dire che i fotografi ne traggano un vero vantaggio, anzi… tendono – in un abisso di sfiducia nel futuro – a pensare che la ripresa (soldi) non arriverà mai e che quasi non ha più senso fare riprese (foto). Eppure, ci sono degli aspetti interessanti da valutare insieme: lo facciamo?
Parlavamo ieri con un amico, Fabio Meazzi, che oltre ad essere amico da quasi trent’anni, è uno dei più abili fotografi di food nel settore del packaging (il settore più complesso e raffinato dal punto di vista della tecnica e delle esigenze per chi si occupa di Food), con il quale stiamo organizzando il corso di Food Photography che si terrà l’8 novembre prossimo a Milano. Lavorando per grandi clienti, multinazionali, mi raccontava che si riesce abbastanza a percepire l’andamento del mercato con un po’ di anticipo: in peggio, perché sono i “grandi” sono quelli che per prima percepiscono eventuali contrazioni del mercato ma, in meglio, perché sono anche i primi che fanno ripartire la “macchina”. Segnali, dati: i grandi sono quelli che hanno gli strumenti per muoversi nel modo migliore. La buona notizia è che proprio nel settore del food, qualcosa si sta muovendo, il mercato si sta muovendo. 
Food Photography
© Fabio Meazzi
Non parliamo di “food” perché stiamo facendo un camp/corso sulla ripresa in questo campo, semmai il contrario: Jumper non ha i “big data” delle multinazionali, ma siamo attentissimi ai movimenti e alle tendenze, abbiamo i big data nel DNA ;-) Volete alcune tendenze che abbiamo proprio discusso ed analizzato?

Persino i “volantini dei supermercati” migliorano nella food photography

(quello che, una volta, veniva considerato il livello più “basso” della produzione di food) ha innalzato la qualità, ci lavorano bravi professionisti che producono prodotti assolutamente rispettabilissimi, e in certi casi queste produzioni – che devono essere quantitative e velocissime – si avvalgono di food stylist. Questo significa che la qualità fotografica è diventata un “must” ovunque (certo, ci sono ancora prodotti terribili, ma sono sempre meno, e spariranno anche quelle a presto).  Cosa significa? Che se vogliamo lavorare nel campo del food non ci sono più spazi per lavorare senza eccellenza. Se oggi non siete super specializzati (anche) nel food, avete bisogno di fare una crescita: ne vale la pena, c’è – come detto e come diremo/spiegheremo – grande ripresa che arriverà anche “nel vostro piatto”!
Food Photography
© Fabio Meazzi

Ci sono nuove esigenze, nuovi consumatori (e quindi nuovi prodotti da fotografare e promuovere)

guardatevi attorno, sono anni (ma ogni giorno questo fenomeno cresce) che un certo tipo di utenti, sempre di più, guardano all’alimentazione con una nuova visione, più “salutare”, ma addirittura per certi versi un approccio estremista, per filosofia di vita (per esempio, i vegani), o per problemi alimentari (per problemi legati al lievito, al lattosio, eccetera). Questa categoria di utenti (ci si può riconoscere, oppure ci si può scherzare, come in questo video) è un mercato che sta diventando così grande che tutte le aziende stanno realizzando gamme di prodotti a loro dedicate, e ristoranti, chef, locali, fiere, eventi stanno allargando la propria visione verso questo canale. Il “problema” è che questo target è raffinato, ama i dettagli, quello che “sa di buono”, non si accontenta, non basta inserire un “timbro” o una “scritta” ed è fatta.  Il mercato più vivace, più desideroso e che richiede nuova produzione visuale (non solo fotografia) ha bisogno di un alto, altissimo livello qualitativo.

Food Photography
Adobe Stock

Il fumo, nella food Photography, è… “old style”?

ad esclusione di pochi, specializzati o semplicemente “attenti” alle tendenze, quello che notiamo è che in giro, sui portfoli e nei canali di promozione – la fotografia di food in Italia, molto comune perché il cibo è comunque uno dei settori più forti della nostra economia, quindi presente spesso nel lavoro dei fotografi – è spesso poco contemporanea: dal punto di vista del linguaggio, legata a meccanismi e a tecniche che sono davvero poco contemporanee. Un esempio specifico, che fa sorridere gli esperti, è per esempio il “fumo”… negli anni ’90 era cool, anzi… ricercato, oggi se si mette il fumo (o si richiedere) si ride sotto i baffi. Un cibo appena impiattato con cura e realizzato (ripreso) con qualità deve dare l’idea di essere stato appena preparato, ma non ha bisogno di “didascalie” come il fumo. La domanda è: premesso che anche farlo, il fumo, non è sempre facile (nel senso… farlo bene), ma se anche non cadiamo in questo piccolo “trucco vintage”, sappiamo davvero come rendere “appena preparato” un piatto? A proposito, usate ancora il termine “Appetizing” che andava tanto di moda tanti anni fa tra i pubblicitari? Beh, attenzione: oggi sarebbe una parola trappola che vi farebbe perdere credibilità ;-)

Food Photography: questione di fotocamera o di luce? 

Non ci sono dubbi: la fotografia di food, specialmente quella più contemporanea, ha nella luce il suo punto essenziale. Lo dimostreremo, usando gli estremi più estremi della fotografia, e verranno realizzati – durante il corso – vari set per capire quanto e come la luce, usata davvero con sapienza, fa la vera differenza. I pixel sono sempre meno importanti nella loro quantità: questo lo si sa bene, lo sanno tutti, ma poi tutti parlano solo delle meraviglie dei sensori multi dotati. Della luce nessuno parla, eppure il mondo dell’illuminazione è davvero la cartina al tornasole che distingue il vero esperto dall’improvvisato, e no… anche se la Apple ci dice che “oggi si possono realizzare effetti di luce” con l’intelligenza artificiale del software dell’iPhone 8/X… non è (ancora) così. La luce, nel food, è tutto, e quasi mai è quella che viene comunemente usata, non si usa luce “comoda”, non basta “accendere la luce”, non bastano un bank e un pannello. E, no, non funzionano le app, i preset di Lightroom… la “maledetta luce” è qualcosa che si deve gestire e raffinare in ripresa (se volete affrontare la vera RIPRESA, quella economica). Ok, c’è ‘un’alternativa, ma è complicata: il 3D, ed è anche uno dei settori che meno si presta per sostituirsi alla fotografia tradizionale (architettura, design, automobili… tutto questo ormai è quasi solo 3D), e in ogni caso un buon direttore della fotografia nel 3D serve, quindi non si esce dal problema: bisogna essere eccezionali nel gestire la luce.

Food Photography
Unsplash – © Igor Miske

 

 

 

 

La ripresa economica per la ripresa fotografica passa dalla food photography, vi invitiamo ad affrontarla dalla porta principale

L’economia nel settore del food è in grande ripresa, questo è un fatto a tutti i livelli, ma come abbiamo spiegato ci sarà una selezione naturale. Non è più l’epoca del “va bene tutto”, perché la ripresa economica non significa che si può sperperare (non succederà mai più, non si tornerà ai tempi di una volta), quindi si investiranno soldi solo nei canali dei “fornitori di eccellenza”. E, ancor di più, solo i professionisti davvero aggiornati, sia dal punto di vista tecnico, ma anche da quello del conoscere le tendenze, le evoluzioni, gli strumenti, i metodi per usare i media (tutti). Di questo siamo sicuri, totalmente convinti. E questa giornata di corso è l’opportunità di scalare molti step. Un lavoro che si sviluppa in anni di ricerca e di analisi che la fucina di Jumper porta avanti, con diramazioni che non sono semplici da seguire (e che, a seguirle, ci si mette tanto tempo e si devono investire davvero tanti soldi). Qui una breve e non totale struttura del corso, così potrete capire quanto è ampio e a 360 gradi, forse pensate che solo una parte vi potrebbe interessare, ma anche solo quella “fetta” vi farà dire che il corso vi è servito (e, in realtà, ne scoprirete tante altre).
1) Vi presenteremo il “kit fondamentale del fotografo di food”! Già, il vero e bravo fotografo di food ha un suo piccolo kit, una valigetta che contiene tanti (alcuni molto semplici, altri più esoterici) piccoli strumenti che sono davvero fondamentali. No, non lo trovate su Amazon, nemmeno su e-Bay, non vi viene proposto dai distributori di attrezzature professionali… sono i segreti del mestiere, e ve li sveleremo noi di Jumper!
2) Vi indicheremo le keywords che oggi funzionano nel settore del food, quelle che sono ricercate (esattamente come keywords, sia negli archivi che sui motori di ricerca, che anche solo nella testa di chi sta cercando immagini davvero “cool”) 
3) Faremo un percorso nel settore della fotografia di stock, per capire/valutare quello che sta funzionando, come si sta orientando il mercato in questo settore (di cui ormai nessuno parla di più e, invece, c’è tanto da dire)
Food Photography
© Fabio Meazzi
4) Parleremo di come usare la competenza fotografica in ambito digitale e social, per mostrare come proporre pacchetti completi di servizi, e non solo “ingredienti” che, da soli, rischiano sempre di più di essere deprezzati. Parleremo di soluzioni che funzionano, di tecniche, di approcci che potrete da subito adottare e proporre
5) Come trasformare una brutta foto in una foto eccezionale… spesso serve poco, e avere di fronte il prima e il dopo… a volte sembra una magia. Ma la magia è proprio questo: trasformare, in un istante, quello che abbiamo di fronte.
6) A volte le esigenze sono semplici: abbiamo detto che il fumo non si usa (fa male), ma una bibita ghiacciata è poi davvero così semplice da realizzare? Piccoli trucchi per tutte le stagioni… perché a volte servono anche queste cose, che sembrano ovvie ma poi magari possiamo realizzarle ancor meglio con poco sforzo!
7) Il momento “San Tommaso”: Vi metteremo davanti alle opzioni: ma siamo sicuri che la luce davvero cambia tutto? Proveremo insieme…. Davvero i pixel sono fondamentali? Vedremo, faremo un test insieme. Non ci interessa far vincere i buoni o i cattivi: vogliamo che tutto quello che abbiamo nella mente si trasformi in esperienza vera, concreta.
8) Vi parleremo di alternative, spesso non ci pensiamo, ma ci sono davvero tante alternative, alle quali pochi pensano: soluzioni che permettono di stampare soluzioni utili per contenere le vostre immagini, sistemi per integrare il 3D nella vostra produzione (si, ci sono applicazioni interessanti e semplici da integrare!), ci sono nuovi media e vecchie meraviglie.
9) Vi daremo una mappa, di riferimenti, di fonti, di indirizzi… di cose che vi permetteranno di aprire il vostro business dalla parte giusta! Solo questi riferimenti potrebbero essere sufficienti per iscrivervi e prendere “la ripresa” dalla parte giusta!
10) Aiutarvi a organizzare il vostro sito per “spaccare” nel settore della Food Photography: spesso vediamo errori o mancanza di forza, nei siti dei nostri amici fotografi. Vi daremo qualche consiglio specifico, per risultare vincenti in questo specifico settore.
11) Abbiamo deciso di allungare fino alla mezzanotte del 2 novembre il prezzo SCONTATO del nostro corso avanzato (e allargato) sulla fotografia di Food (Milano, 8 novembre 2017): tecnica di ripresa, strategie di marketing, tendenze innovative del gusto e dello stile, promozione e visioni alternative, se volete un consiglio vivete questo corso LIVE, sarà molto utile viverlo così, chiedendo, parlando con noi tutti, perché abbiamo molto di più da dirvi rispetto a quello che riusciremo a sintetizzare nel corso. C’è posto, se lo volete, ma da quando faremo “click” per mandare questo Sunday Jumper forse sarà quasi tardi… La ripresa  (economica) passa da qui, da un settore che più di altri può dare grandissime soddisfazioni, ma che chiede tantissimo…. Buona ripresa (economica e fotografica) per chi vorrà crederci!

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