Ieri sera sono andato ad un concerto di amici, bravissimi, con i quali stiamo sviluppando il primo “Music Album“, e volevo catturare qualche piccolo contributo da aggiungere a questo progetto. In borsa avevo le reflex, contavo di fare video, ma poi ho deciso di usare l’iPad2, con un’applicazione chiamata Super8 che genera dei video stile anni ’70, con effetti tipici dei filmini Super8 di una volta. Ero davanti al palco, con una gigantesca “patacca” bianca, a fare le mie riprese ad effetto e stavo mettendo in pratica quello che in questi due anni è stata una delle tematiche di Jumper: il video con le V-SLR. Quanta strada è stata fatta, da quando per la prima volta (probabilmente in Italia) ne abbiamo parlato.

All’epoca in pochissimi credevano, seguivano, comprendevano questa rivoluzione. All’epoca nessun rivenditore di attrezzature fotografiche che si interessava, che capiva, che seguiva questa rivoluzione. Noi lanciavamo segnali, basati più sull’istinto che non sulla conoscenza profonda. Abbiamo studiato tanto, ed è stata un’avventura simile a quella che ci ha lanciato dentro la fotografia digitale, alla fine degli anni ’80: sapevamo di non sapere nulla, e proprio per questo ci siamo impegnati tantissimo, e con lo spirito che ci ha sempre contraddistinto, quello di imparare per poter spiegare, non per tenercelo per noi.

Sono passati due anni, e la realtà è un po’ cambiata (anche se i cambiamenti sono lenti, lentissimi). Di video con le VSLR si parla abbastanza diffusamente, qualcuno inizia a proporre piccoli video alla propria committenza, anche se spesso sono più degli esperimenti che non delle produzioni realmente “professionali”. Dal punto di vista commerciale, alcuni rivenditori si sono svegliati, anche se quasi sempre si sono avvicinati a questo mondo con un semplice inserimento a catalogo di qualche prodotto (un paio di loupe, qualche rig, delle teste da treppiede per movimenti video).

Girando per l’Italia ho avuto modo di vedere che questi “passi in avanti” non sono ancora sviluppati ovunque: ci sono bravi fotografi che ancora non hanno avuto un “contatto” con questa realtà. Noi facciamo vedere molti video, prima di tutto: quelli fatti dai principali videomaker al mondo, e magari qualcuno conosce il più famoso, Vincent Laforet (che ha fatto il primo video al mondo in Full HD con una reflex), ma poi è il vuoto. A questo proposito, sulla nostra rivista JPM Magazine abbiamo proprio intervistato Laforet e altri tre super Big, forse l’unico che tutti conoscono è Filippo Chiesa, con il quale organizziamo i nostri corsi. Poi spieghiamo perché questa “rivoluzione” è importante per i fotografi ed infine diamo una visione delle problematiche tecniche. Se qualcuno non ha seguito ancora questa introduzione, può partecipare a Photographer’s Days.

Al tempo stesso, come dicevamo, sono passati due anni. I lavori si iniziano appunto a vedere, molti passano dal nostro computer perché ci vengono mostrati, ci sono richieste, dubbi, desideri di migliorare. Sappiamo quello che si sta producendo, e siamo convinti che serva fare un passo in avanti: non basta avere la fotocamera che fa video, avere compreso che “si fa un bello sfuocato”… serve molto di più, se no si rimarrà ad un livello di amatorialità che non ha senso, a fronte di anni di esperienza e professionalità sull’immagine fissa. E, ancora una volta, notiamo che il mercato è fermo, non si muove. Siamo fermi ancora a due anni fa, l’unica differenza è che oggi sono in tanti a parlare di quello che due anni fa era “una cosa strana e mai sentita“.

Noi non sopportiamo di rimanere fermi. Sarebbe forse anche più redditizio per noi, fermarsi e aspettare il mercato che arriva e matura, ma non siamo fatti così… andiamo avanti, nella speranza che qualcuno voglia e possa seguirci. E, siamo convinti, il video con le reflex non è più un argomento da discutere e da “capire”, è da trasformare in un business di qualità, bisogna risolvere tematiche che sono più approfondite del semplice: so che esiste. Per questo, abbiamo progettato una versione 2.0 dei nostri corsi di video: mentre coloro che partono oggi hanno bisogno di una visione di insieme (come detto, la proposta di Photographers Days è una buona occasione), per tutti coloro – e sono diverse centinaia –  che hanno partecipato ai nostri corsi di un anno fa, di due anni fa, è arrivato il momento di chiarire i dubbi e partire finalmente con il piede giusto. Ma quali sono questi dubbi? Semplice: proprio i vostri! Si, perché il JumperCamp che abbiamo in programma per il 10 giugno lo abbiamo proprio pensato per rispondere a dubbi e incertezze, quelle che impediscono di passare dalla sperimentazione alla produzione, dalla proposta “alternativa” a un vero business costruito su solide basi.

Jumper lavora per portare i suoi fotografi a questo livello: non semplice infarinatura (che non serve, che non è sufficiente in un mercato sempre più difficile e competitivo), ma profondi conoscitori della tecnica, dell’espressività, della modalità di lavoro. La porta è aperta, il 10 giugno, per chi vorrà andare oltre, per dominare il video, è invitato. E noi siamo felici di aprire un’altra strada, di essere sempre il riferimento per chi non si accontenta, per chi non vuole essere un numero, per chi crede ancora che solo la qualità ci potrà garantire un futuro. Di questi tempi, questo approccio sembra così anacronistico che verrebbe da far vincere lo sconforto, e invece è proprio il contrario. Dannati ottimisti, noi e voi ;-)

3 responses

  1. Grazie per questi continui stimoli
    le tue ricerche sono per me necessarie in un momento di grave crisi
    ho iniziato a fare video produzione e i risvolti sono interessanti
    soprattutto per il cliente e per me
    ora uso tutto quel poco che conosco della fotografia e lo uso con piccoli video
    un mercato completamente nuovo ma di sicuro avvenire
    grazie
    roberto

  2. Grazie a te, Roberto. Speriamo quindi di averti tra i partecipanti del nostro camp del 10 giugno :-)

  3. Ciao Luca,
    Leggere Jumper il lunedi mattina, ancora dormiente, è (quasi) meglio di una bella colazione!
    Da dicembre dell’anno scorso una branca del mio studio si occupa esclusivamente di VSLR, che già propongo ai miei clienti.
    E’ una strada ancora difficile e da imparare, ma i risultati sono molto apprezzati.
    Spero di riuscire a venire, questa volta, a qualche tuo Camp, devo imparare tutto sull’iPad!!

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