Cambiare: per innovare, pur rimanendo coerenti con se stessi

Werner Du plessis

Il bello dell’innovazione è che prende forme che non ci aspettiamo. Ormai la moda principale è quella di farsi un’idea e commentare (spesso sgarbatamente, per non dire con violenza) senza prima fare considerazioni, senza crearsi dubbi, lasciando la porta chiusa alla possibilità che il mondo possa seguire un percorso diverso rispetto a quello che ci possiamo immaginare.

Facciamo degli esempi:

  1. la musica sembrava essere morta con il digitale, la pirateria per colpa della rete avrebbe distrutto tutto questo mercato. Oggi, il 75% del mercato (intendiamo i ricavi) della musica arriva dallo streaming, lo dicono questi dati;
  2. Molti ridevano della “stupida abitudine” di fare video in verticale, un chiaro esempio di “mancanza di competenza. Oggi i video verticali solo la base della comunicazione, del marketing e del successo, e addirittura Samsung inventa Sero, il televisore verticale per i Millennials;
  3. Ormai si dice che la comunicazione è tutta in mano ai social e agli (alle) influencer. Prima è stata giudicata con tutti gli epiteti del mondo la Ferragni, poi è diventata icona che tutti si litigano con ingaggi planetari, ma in generale ora si crede che quella è l’unica strada per farsi notare (chiedere – e pagare – persone che “possono influenzare” il mercato e portare le masse a comprare i prodotti desiderati). Ok, ditelo a Scarlet Dixon, influencer di 24 anni londinese (@scarlettlondon) che ha vissuto brutti momenti qualche tempo fa… Beh, la strada inizia ad essere più tortuosa e tutta in salita (leggete: le persone si stanno rompendo di intrattenersi con le marchette);
  4. Parliamo di qualità fotografica? Di megapixel? Di obiettivi speciali dalla nitidezza pazzesca per dimostrare di essere dei veri professionisti? Bene, date un’occhiata alla campagna pubblicitaria di McDonald’s… lo sfuocato non è il bokeh dello sfondo… è proprio il primo piano, eppure il risultato della comunicazione è perfetto;
  5. Immagini: una volta c’erano quelle brutte e quelle belle, ora che tutti usano Unsplash (ne abbiamo parlato qui) ci sono prevalentemente immagini belle, conformi ad uno stile contemporaneo, tutte uguali. Forse dobbiamo iniziare a produrre – per differenziarci – immagini “brutte”, oppure comunque “diverse” da quelli che sono i canoni della bellezza delle immagini? Perché se tutti usano le stesse “belle” immagini, come faremo a differenziarci?
  6. Di Facebook si avevano due certezze: che è la piattaforma che più si impiccia della nostra (vostra) vita prendendo a sberle ogni regola della privacy e che il suo colore è il blu (un “brutto blu”). Bene, sul palco del convegno annuale, F8, è stato dichiarato che ora Facebook sarà la patria della Privacy e che il blu cambierà e quasi sparirà dall’interfaccia.

Avere sicurezze assolute, granitiche non aiuta a creare persone forti, ma genera possibili cadute, perdita di obiettività, mancanza di contemporaneità, lentezza di adattamento.

Un consiglio che ci sentiamo di dare e che abbiamo adottato è di mettere in dubbio tutto quello in cui crediamo circa ogni sei mesi: una auto analisi, un esame che possiamo decidere di fare con costanza, metodo, rigidità. Al tempo stesso, è ovvio, che c’è una differenza tra quello che succede “fuori” e “dentro”: il mondo esterno e la sua evoluzione può richiedere di cambiare idea, di modificare le proprie convinzioni, di sterzare, di correre “oltre”, ma poi c’è un mondo interno: quello che vogliamo e ci sentiamo di essere, che può essere anche controcorrente. Il maggiore errore che si può fare è quello di fare le pecore, che seguono la strada di tutti: se ci accorgiamo, ormai tutto è preconfezionato: compriamo gli stessi mobili all’Ikea, diventiamo vegani perché è più cool e “moderno”, andiamo in vacanza per poter pubblicare immagini su Instagram, non scegliamo più la musica perché facciamo scegliere alle playlist di Spotify.

Essere coerenti con se stessi non significa necessariamente rimanere immobili sulle proprie posizioni. E’ questione di scelte che bisogna fare, comprendere, attuare.