Eccoci dopo la prima mezza giornata di giri ufficiali per Photokina. Sono appunti, poi alcune cose le approfondiamo più tardi.

C’è movimento, ma non folle oceaniche. Abbiamo iniziato, come nostra tradizione, dai padiglioni sfigati, quelli con le aziende piccoline e sconosciute.

Al primo stand un giapponesino gentile mi ha dato un sacchetto, dentro c’erano i sample di scotch di carta da usare in studio (nero, ma anche grigio e bianco puro, riposizionabile). Una piccola cosa, ma per chi fa o faceva still life fa emozione.

Poi abbiamo visto migliaia di accessori, stasera ne scriviamo: luci, stativi, controlli remoti, accessori per VSLR, ottiche, borse, cinghie… Ciascuna merita almeno una segnazione, probabilmente in italiano le leggerete solo qua, perchè sono rivolte ai professionisti e si sa che questo mondi non trova molto appeal nella comunicazione di lingua italica, se non si tratta di prodotti proposti dai grandi.

Interessante la sezione dedicata alla foto sub: custodie di ogni tipo, anche per Hasselblad digitale, e anche luci da studio, compresi ombrelli, sempre per riprese sub, anche di questo vi parleremo stasera (anche di un fotografo che fa fashion wedding sott’acqua!).

Ho provato il mirino ibrido della Fujifilm FinePix X100, il commento è: un giocattolo quello elettronico (sembra di vedere la tv dei puffi), discreto – ma ho visto di meglio nella mia vita – quello ottico. Forse sono già meno innamorato.

Cercavate guanti per fotografare, che lasciano le dita libere ma scaldano la mano? Li abbiamo trovati dalla società coreana Matin (www.matin.co.kr).

Abbiamo trovato teste per stativi studiati per lunghi fuochi. E cercano distributori in Italia (qualcuno è interessato?).

Un sacco di monitor esterni per reflex, anche per live view remote. Nel caso non vogliate farlo con l’iPhone.

Molto movimento sulla fine art, tra l’altro con esposizioni e stand bellissimi.

Un sacco di 3D, in tutte le salse, compresi stativi per mettere “in linea” due fotocamere o videocamere. Il top dell’interesse in questo settore da Panasonic e da Fuji (ma non sono ancora passato da Sony…).

Poi sono stato da Sinar, da Linhof, da Rodenstock, ancora da Schneider che ha ottiche nuove tilt-shift di cui parleremo, tutte queste aziende meritano più che un semplice commento veloce.

Vi lasciamo con un paio di chicche: a casa nostra 4800×3200 pixel fanno circa 15 milioni di  pixel, in casa Sigma dicono che sono 46 milioni di pixel, perchè il nuovo processore Foveon come sempre è l’unico che acquisisce i tre canali RGB completi, ma non fatevi ingannare… Sono sempre 15 e rotti Megapixel. Passavo invece distrattamente da Casio e con la coda dell’occhio ho visto che le loro compattine Exilim acquisiscono video fino a 480 fps… Per chi vuole fare slow motion estremo è intessante!

Ultima, davveri ultima per ora: una società che propone tende per fotografi naturalistici (o paparazzi): super accessoriate per appostamenti lunghi!

Proseguo: mi aspettano le luci da studio e tante altre interessanti cose. Forse, prima o poi, trovo anche lo stand di Kodak… Ma non è detto!

3 responses

  1. Eppur la nuova Sigma mi sembra una delle cose più promettenti del mondo reflex recente… Certo, l’attesa per il “botto” è un pò lunga, vediamo questa SD1…
    ciao
    c

    1. Non ho parlato male del prodotto, che tra l’altro non ho avuto modo di provare. Dico che bisogna bloccare sul nascere queste interpretazioni creative e marketing della tecnologia. si può dire (ma poi bisogna vedere se è vero, perché non è detto che lo sia) che il fatto che il sensore lavori con tre canali “pieni” porta ad una reale risoluzione di una matrice da 15 milioni di pixel, ma non che sono 46 milioni di pixel. Così come non era accettabile che Fuji dicesse che visto che i suoi pixel erano esagonali “valevano di più”. Alla base dell’evoluzione di un mercato ci deve essere chiarezza e serietà. Se la Sigma avrà le carte giuste per avere uno spazio di rispetto (e ce lo auguriamo, e non lo mettiamo in dubbio potenzialmente) sarà per una qualità vera, valutabile, confrontabile, non per giochi di parole che creano confusione.

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