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Photokina 2010 potrà offrire una panoramica della fotografia professionale?

Dal 21 al 26 settembre 2010 si terrà la Photokina. Come al solito, a Colonia. Come al solito, sarà kermesse. Oppure no? Cosa dobbiamo aspettarci, e specialmente: cosa è previsto per i fotografi professionisti? Come e cosa potrà influenzare, dal punto di vista tecnologico, il prossimo futuro della nostra professione?

Non è disfattismo, voglio cercare di dare concretezza a questo discorso. Sono sicuro che ci saranno cose belle ed interessanti, alla Photokina, per i professionisti. Per due decenni sono stato presente a questo evento, e sono tornato sempre carico di informazioni e di visioni interessanti, sono cresciuto professionalmente anche grazie queste visite nei padiglioni, e ho maturato un particolare fiuto a visitare gli angolini nascosti, dove ci sono le “chicche”: in alcuni di questi angoli abbiamo incontrato i più sensibili distributori interessati a trovare queste “specialità” per differenziarsi sul mercato con proposte per palati raffinati. Ci saranno anche oggi, questi grandi e piccoli angoli dove si troveranno argomenti, prodotti e tecnologie interessanti, che potrebbero essere “scoperte” e proposte al pubblico dei professionisti. Ma la domanda che mi pongo è: cosa serve davvero ai professionisti, oggi?

Ci saranno stand che mostreranno la purezza della qualità, e sappiamo bene che i professionisti hanno bisogno di purezza di qualità, il più alto livello qualitativo. Oppure no? Quanti sono coloro che oggi iniziano a pensare che la qualità degli apparecchi amatoriali è così alta da risultare sufficiente per l’uso professionale? Purtroppo, molti. Quelli che, invece, sono convinti che abbia senso investire in qualità assoluta, saranno in grado di dimostrare e vendere questa qualità? Perché dico questo? Perché in questi giorni sono apparse diverse testimonianze che mettono in dubbio alcuni punti fermi nella nostra mente di professionisti.

Alcuni esempi di quello che dico:

1) questo è un video che ha fatto il giro del mondo e che mostra come un iPhone 3GS (non un iPhone4, che ha una qualità fotografica decisamente superiore), consenta di ottenere risultati eccelsi.

2) Altro video, che mette a confronto nella ripresa video HD un iPhone4 e una Canon 7D. Vince la seconda, ovviamente, ma la qualità del primo (e anche un pensierino in termini di costi, di flessibilità, di dimensione dell’oggetto di ripresa) fa decisamente pensare.

3) Terzo video (ne abbiamo parlato qui), anche questo è legato ad iPhone4, ma il discorso non si riduce certo a questo tipo di strumento. Mostra un video, che non solo è stato realizzato in fase di ripresa con questo smartphone, ma addirittura anche il suo montaggio.

Se guardiamo dal lato delle fotocamere, quindi più vicino a “casa nostra”, ci accorgiamo che il prodotto che sta guadagnando spazio commerciale e marketing in questi ultimi mesi sono le compatte “evolute”, che uniscono alla compattezza la qualità dei sensori delle reflex, integrandosi magari a ottiche super sottili (gli “storici” pancake): esempi sono la PEN di Olympus, le nuovissime Sony NEX, un nome e una tecnologia che si propone sia in questa veste di “anti-reflex” dal punto di vista fotografico, ma anche a livello video: con la ripresa full HD sulle compatte Nex3 e Nex5, ma anche nella veste più “pro” (parliamo di un apparecchio da 2000 dollari) con un camcorder chiamato Sony NEX-VG10 che fa partire la “guerra” di Sony allo strapotere delle V-SLR (in particolare alle Canon 5D Mark II e 7D), che si propone con un “corpo” da videocamera, ma anche con la possibilità di scattare immagini da 14 milioni di pixel (solo Jpeg, però: il RAW non è di casa in questo progetto), di usare ottiche del sistema reflex fotografico di Sony, e di riprendere a 1080i (i di “interlacciato” e non p di “progressivo”). Se volete dare un’occhiata, qui trovate uno dei primi video realizzati con questo apparecchio. La voce che circola è che anche Nikon stia uscendo con un apparecchio compatto, non reflex, dotato di sensore di grandi dimensioni: insomma, c’è fermento.

Tutto questo, che vi raccontiamo in breve sintesi, sarà – crediamo – il “pepe” della prossima Photokina. Cosa devono fare, i professionisti? Puntare su questi apparecchi, su queste soluzioni, sulle idee e meno sulla perfezione tecnica che ci siamo abituati negli anni di considerare il punto di partenza e di arrivo? Oppure dovranno cercare di contrastare questa qualità elevatissima, ottenibile con strumenti semplici e alla portata di un pubblico allargato, usando e proponendo un livello altissimo, irraggiungibile?  Non lo so, non abbiamo la sfera di cristallo: probabilmente è nostro dovere guardare a tutto come ad una potenzialità da sfruttare, più che una guerra da combattere, un nemico dal quale difendersi. Sono convinto che la “confezione” sia più importante in questo periodo della qualità assoluta, della perfezione da ammirare a bocca aperta. Oggi si parla di nuovi media (e lo si fa male… si preferisce parlare che non agire), e questi non sono altro che nuovi contenitori di comunicazione visuale, ovvero quello che facciamo, che dobbiamo fare. Al tempo stesso, dobbiamo pensare che lo stesso lavoro potrebbe trovare forme e applicazioni tra le più svariate: limitarci in partenza può essere una strategia perdente. Potremmo avere un materiale fantastico, che si fruisce meravigliosamente sul web, sull’iPad, su una pubblicazione multimediale, ma che poi stampata su carta o su un pannello per una fiera mostra i suoi limiti. Al tempo stesso, la fluidità d’uso, la semplicità, la spensieratezza nell’uso di strumenti “semplici”, “piccoli”, che si hanno sempre in tasca, che magari possiamo ritoccare con soluzioni fantasiose che troviamo in un’APP del nostro cellulare possono darci quella freschezza e modernità che il mercato vuole e impone.

Mi augurerei che eventi come Photokina possano apprendere, capire e sfruttare questa esigenza di visione ampia, allargata, completa, che chi produce immagini a livello professionale deve avere, oggi. Ho paura che non ci riuscirà: non basta dimostrarsi “moderni” usando i social network come Facebook e Twitter, e non potranno affidare questo compito alle aziende, che portano avanti il loro “semplice” business, puntando su un marketing che porta (ovviamente e giustamente, per loro) all’enfasi del prodotto e non delle applicazioni e integrazioni. Il fotografo professionista di oggi dovrebbe, secondo la nostra visione, sfruttare tutti gli strumenti a seconda dell’utilità di ogni momento, senza quello snobbismo che porta solo ad una chiusura mentale, fare progetti che possano trovare mille applicazioni, e non solo quelle più “tradizionali”, unire immagine fissa, in movimento, comunicazione “mobile”, interazione con la multimedialità estremizzando tutto a proprio vantaggio. Per farlo, ha bisogno di panoramiche dalle vedute ampie. Sarà Photokina in grado di fare tutto questo? Possiamo solo sperare, e aspettare.