Nei libri di scuola  si parlava molto di “errore di parallasse”, quando i mirini erano ottici e le compatte erano lo strumento con cui si scattavano fotografie “non professionali”, su pellicola. Il risultato era sempre lo stesso: alcuni elementi dell’immagine, pur importanti, risultavano tagliati una volta che si andavano a ritirare le stampe: di solito le teste di tutte le persone che si erano messe pazientemente in posa per una foto di gruppo. E c’erano le discussioni: “ma perché non hai prestato attenzione, quando scattavi?”. In realtà, subdolo, si era messo in mezzo l’errore di parallasse, che a media e specialmente a breve distanza faceva la differenza tra quello che “si inquadrava” e quello che veniva registrato dall’obiettivo. Le reflex prima – con la loro inquadratura precisa, attraverso l’obiettivo e tramite lo specchio – e i mirini LCD delle fotocamere digitali hanno poi fatto dimenticare questo problema: se abbiamo tagliato una porzione importante della scena è solo colpa nostra (una birra di troppo, la necessità di cambiare gli occhiali, una (in)sana disattenzione).

Da tempo non si parla di parallasse (e del suo errore) in fotografia, ma nel mondo si parla moltissimo di parallasse, nella sua traduzione inglese: Parallax. Si parla di una tecnica che viene usata tantissimo sui siti più innovativi in questo periodo, lo si sta sviluppando da parecchio tempo sulle App dei tablet, e siamo sicuri che è solo un primo passo per un utilizzo ancora più ampio. Per chi vuole qualche esempio di cosa stiamo parlando, ecco un paio di link:

1) Lexus LS

2) D’Angelico Guitars

3) Teapot

4) Peugeot HYbrid4

5) Oakley

6) Bat Lashes e MGMT (Pitchfork)

7) KristalRae

8) kiinnostus

9) Lois Jeans


La modalità di navigazione, per tutti, consiste nell’uso “smodato” dello scroll – non a caso si parla di “Parallax Scrolling” (uno scroll di solito verticale, ma in certi casi anche orizzontale) dove molte immagini, grafica, pagine posizionate su vari livelli che si muovono con velocità diverse, creano un dinamismo che simula l’animazione e la tridimensionalità: tutto usando contenuti “bidimensionali”. Quelli che abbiamo segnalato sono secondo noi particolarmente interessanti per comprendere il loro impatto, in particolare collegato ad un uso fotografico (ad esclusione di quello della Peugeot, che è tutto illustrato come un fumetto).

In molti potrebbero dire: a me il web non interessa, non ci capisco nulla, non è il mio settore, e considerare questa segnalazione priva di interesse. Sarebbe, secondo noi, un rischio da non commettere, quello di snobbare questa tecnologia, per questi motivi (speriamo considerabili validi):

1) La tecnica di Parallax scrolling richiede MOLTE immagini. Vere e proprie sequenze, più ce ne sono , più l’impatto risulta forte

2) I siti che usano il parallax scrolling sono quasi sempre da vedere a pieno schermo: le immagini quindi sono (e devono essere) di alta qualità

3) Le aziende più importanti al mondo stanno usando questa tecnica. Quindi è di forte appeal ed è considerato molto “moderno”

4) La tecnica di visualizzazione Parallax è funzionale su un sito, usando lo scroll, ma lo è molto di più su un device touch (usando il dito per “scrollare”)

5) Usando l’animazione del parallax scroll è possibile raccontare delle storie, usando anche solo le immagini.

Cercando di proseguire non a punti, ma cercando di sintetizzare: questa tecnica richiede tante immagini di qualità. E’ un fatto interessante, per chi produce immagini, e che magari sta notando che – in generale – si sta andando verso usi che sembrano avere sempre meno bisogno di qualità fotografica, investire (tempo, testa, creatività:  non soldi) in un settore che dimostra il contrario non è poi un’idea stupida, no? Ma, ancor di più, abbiamo detto al punto 5 che si può raccontare una storia usando anche solo immagini, e in questo c’è una potenzialità incredibile. Quante volte, se vi occupate di fotografia di matrimonio, avete dichiarato di “voler raccontare una storia”? Di essere “fotoreporter”, di fare “fotoreportage”? E qual è la storia che narrate? Come la raccontate? In tanti modi, ne siamo sicuri, ma oggi stiamo dicendo che c’è un modo nuovo per raccontare questa storia, dove l’animazione, le immagini fotografiche (statiche e bidimensionali) possono diventare dinamiche e tridimensionali. E dove l’azione e la velocità, la vera e propria regia dell’azione, viene definita dal fruitore (scorrendo più o meno velocemente le immagini e la storia).

Il Parallax Scrolling non è esente da difetti: i contenuti sono pesanti, a volte sono difficoltosi da scrollare, bisogna avere schede grafiche abbastanza veloci, se non ottimizzati potrebbero non funzionare alla perfezione su tablet e smartphones, sono impegnativi da realizzare. Ma sono affascinanti, e di conseguenza “affascinano”, e il mestiere di chi vuole stupire con immagini e con “storie” è proprio fare questo: affascinare. E per le cose complicate ci siamo noi, ad aiutarvi, no?

E’ l’occasione per dirvi che ci saranno occasioni di sviluppare  insieme questo argomento: non tanto quello del parallax scrolling, ma quello ben più completo e stimolante della narrazione di storie tramite l’immagine fotografica, usando tecniche a volte complesse, a volte semplici (ma non banali).  Uno di questi sarà in Veneto, e sono ben 32 ore gratuite sul tema “Storytelling”, organizzato da CNA Padova – TecnaFormazione,  parte domani la prima edizione, già super piena, ma ne stiamo organizzando una seconda edizione, e siete i benvenuti. Gli unici due requisiti sono quelli di essere un’impresa con Partita Iva con sede legale o unità locale in Veneto e di garantire una presenza ad almeno il 70% delle ore previste. Per avere maggiori informazioni  e per potervi iscrivere, potete trovare tutte le informazioni qui.

E se non siete in Veneto? Ci saranno altre occasioni a brevissimo, a Milano, altri corsi che stiamo organizzando con il supporto di fondi per la formazione che sono messi a disposizione delle imprese (e quindi saranno gratuiti, ma di altissimo livello) e poi… e poi ci sarà un grande evento (per ora segnatevi il 4 novembre in agenda… e cancellate qualsiasi altro appuntamento). Sarà a Firenze, ma… vi consigliamo di prevedere di arrivare da zone anche molto distanti, perché sarà un’occasione esclusiva (ma avremo modo di parlarvene a brevissimo).

Abbiamo da raccontarvi tanti modi di raccontare storie. Storie vendibili, che saranno amate dai vostri clienti, che creeranno nuovi e nuovi clienti. Vogliamo raccontare storie che sanno di buono e che porteranno movimento. Al mercato, non solo parallasse ;-)

2 responses

  1. Era ora !!!!
    La crisi di astinenza cominciava ad essere incontrollabile
    ;-)
    BENTORNATO, eccome,
    anche con una gran buona notizia per noi toscani, io il 4 Novembre l’ho gia’ segnato in rosso…
    A presto.
    Luca.

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