Ad Adobe Max Europe, che si è tenuto la scorsa settimana a Milano, abbiamo seguito alcuni incontri che abbiamo considerato molto interessanti, e il cui spirito cerchiamo di trasferire, con la giusta traduzione ed interpretazione, al pubblico di creativi che ci segue quotidianamente e settimanalmente su Jumper e sul Sunday Jumper. Parliamo di “creativi”, perché chi si considera “solo” fotografo forse non riuscirà ad interpretare come “utili” gli argomenti che trattiamo oggi. Al tempo stesso, ci auguriamo che tutti facciano uno sforzo per leggere fino in fondo, anche se all’inizio potrebbe sembrare una tematica molto al di fuori del proprio mondo, perché non è così! Fare i fotografi, oggi, significa confrontarsi con il mondo vastissimo della comunicazione, e in particolare della comunicazione digitale. Il professionista di questo mondo non può più essere colui che sa tutto dell’esposizione, della correzione delle ombre e delle luci in Photoshop, delle caratteristiche della messa a fuoco della propria reflex. E, andando ancora più a fondo, non può essere solo quello che vede nei pur eccezionali maestri della fotografia (magari storica) l’unico riferimento di aggiornamento culturale. La fotografia è parte integrante e spesso fondamentale della comunicazione digitale, e in questo deve condividere le evoluzioni della fruizione di tale comunicazione, che si traduce in nuovi (new) media, in nuovi linguaggi, in nuove strade di interazione e di condivisione delle informazioni. Di questo parliamo… 

Ad Adobe Max abbiamo visto cose incredibili, e ci saranno occasioni di discussione, di confronto e di dialogo, ma la nostra concentrazione si è rivolta essenzialmente ad una serie di incontri tenuti da Bruce Bell, Senior Experience Designer di Adobe… uno di quelli che ha il compito di studiare i “future-thinking“, i pensieri futuri delle applicazioni e delle esperienze online, attraverso lo studio dell’evoluzione dell’interfaccia e cercando di comprendere in che modo le persone fruiscono e fruiranno degli strumenti e delle informazioni presenti in rete. Insomma, nemmeno potete immaginare quanto questo argomento sia importante, per noi che scriviamo, ma anche per tutti voi che leggete. 

Per rendervi più digeribile la tematica, guardate un esempio che vi riguarda direttamente, è l’esempio di come si sia evoluta la barra degli strumenti di Photoshop… la vedete qui sotto… ma promettetemi che questa semplificazione non vi distoglierà dall’argomento che ancora non abbiamo iniziato a trattare, perché malgrado Photoshop sia il nostro-vostro pane quotidiano, ci sono risvolti ancora più importanti.

Come vedete, l’evoluzione è stata notevole, e guardando alle prime versioni, ci viene da ridere. Questa evoluzione è stata però più profonda di quello che sembra: non solo si sono aggiunte funzionalità, com’è ovvio, ma è cambiato il rapporto con il fruitore dell’applicativo, che è cresciuto insieme all’evoluzione dell’interfaccia. Alla fine, però, se si vive la tematica evolutiva come un miglioramento, una semplificazione, un potenziamento di un “volante di guida” di un’auto che, alla fine, ci serve per andare da un luogo A a un luogo B, a percorrere sempre la stessa strada, si perde quello che sta succedendo attorno a noi. Non è cambiato il “volante”, non è solo una questione di “sedili più comodi”, di comandi che ci permettono di accendere l’autoradio in modo più comodo… E’ cambiata l’auto, che ora non solo ci permette di andare non solo sulle strade rette, ma anche in quelle curve, sui dossi, in alta montagna, nel deserto… è molto di più! E’ che l’auto è diventata un treno, un aereo, una navicella spaziale… perché prevede di portarci in luoghi che prima nemmeno sognavamo di raggiungere (o anche che potessero esistere). 

Photoshop lo usiamo ancora, da fotografi, per ritoccare le foto, per correggerle, al limite per esportarle in un altro formato. Nel frattempo, Photoshop è diventato uno strumento per lavorare nell’ambito del video (avete mai provato a fare effetti sul video? Con Photoshop, nella sua versione Extended, si può), del 3D (incredibile quello che si può fare: pensate all’elaborazione fotografica su un modello 3D!), della multimedialità, e ancora di più. Il fotografo cerca, nelle versioni nuove, nuovi tools che aiutano il suo mestiere di oggi, e non percepisce quasi mai (visionari e lettori di Jumper esclusi! eheheh) le cose che lo possono aiutare nell’evoluzione del mestiere di domani (o di oggi… valutate voi). In questa visione focalizzata su quello “che mi serve oggi”, si perde anche la visione generale che proprio analizzando la proposta e le evoluzioni future di Adobe si possono identificare. Ci conosciamo da tanto, con molti di voi, e sapete che non sono qui a mettermi a disposizione di una “promozione” di brand o di prodotto. Stiamo cercando di trasferirvi quello che, proprio ad Adobe Max, noi stessi abbiamo capito meglio: avere tra le mani non un “software”, ma un ambiente globale di sviluppo e di evoluzione delle soluzioni di comunicazione, ci deve far capire quello che sta succedendo. Vi faccio un esempio: una delle presentazioni di prodotti futuri in questo ambito è Adobe Catalyst, un ambiente di sviluppo Flash che permette a chi nulla (o poco) sa di programmazione, di realizzare siti o comunque elementi e interfacce interattive molto evolute partendo da un file di Photoshop a livelli. Pensate alle cose strabelle che vedete sui siti più evoluti (clicco sull’immagine, questa diventa trasparente, si sposta, fa entrare un’altra immagine che si ingrandisce a pieno schermo…. eccetera eccetera). Ho promesso di non approfondire troppo, ma il concetto è che Photoshop è ora il passaggio che porta all’interattività e a Flash, e questo significa che questi due mondi si avvicinano sempre di più. E dobbiamo capire se vogliamo essere dentro o fuori da questa evoluzione, che non riguarda solo  “il web”, non stiamo dicendo che i fotografi debbano diventare degli sviluppatori di siti web basati su Flash, stiamo dicendo che questi passi portano ad usare (e a progettare) nuove forme di comunicazione, nuovi media, nuove riviste digitali, e il fotografo deve decidere se vuole essere protagonista o subire, ancora una volta, delle evoluzioni che non capisce e che non vuole capire.

Torniamo alle tematiche dell’interfaccia. Le presentazioni di Bell parlavano di tematiche che spiegavano, indirettamente, come sia cambiata l’interfaccia della Adobe Creative Suite CS4, e non è solo questione del singolo applicativo, ma dell’ecosistema globale, che consente di:

1) passare da un applicativo (o meglio, di un’applicazione, un utilizzo, una specificità) all’altro trovandosi comunque “sempre a casa”.

2) interagire, in fase di esportazione e importazione, creando la possibilità di continuare a creare con gli strumenti che conosciamo (Photoshop, Illustrator, InDesign… eccetera) e poi di entrare dalla porta principale negli altri ambiti (Flash, Video, Web) senza “perdere nulla”, addirittura consentendo di aggiornare le fonti di partenza con gli stessi applicativi con i quali li abbiamo generati e poi delegando agli automatismi gli aggiornamenti dei file usati negli altri ambienti. Vogliamo dire… se abbiamo creato un’immagine in Photoshop, la importiamo in Flash, poi se facciamo una modifica sul file di Photoshop possiamo aggiornare il lavoro di Flash, senza doverlo “ricostruire”.

3) Di modificare parte dell’interfaccia, per creare delle palette molto evolute e personalizzate. E’ il caso di Configurator, per ora sviluppato per Photoshop, ma che magari vedremo in futuro anche su altri applicativi (visto che sono stati sviluppati tutti allo stesso modo, con la stessa tecnologia, facile pensare che si tratti di una potenzialità che verrà allargata). Su Configurator, vi mostreremo presto… delle meraviglie che vi faranno capire che non si tratta di “un gadget” per “smanettoni”, ma un’interessante visione per il futuro.

4) Queste cose si capivano già prima di Adobe Max, e anche prima della CS4, come potenzilità. Quello che è apparso chiaro, grazie agli interventi che abbiamo seguito, è che Adobe sta aggiornando ed evolvendo l’interfaccia dei propri prodotti alla stessa velocità (anzi, forse ancora più veloce) dello sviluppo dei metodi di fruizione dei media digitali da parte degli utenti (noi tutti, ma anche coloro che fruiscono dei nostri prodotti e delle nostre “creazioni”). Imparando ad usare le nuove interfacce, non solo miglioriamo la nostra produttività e sviluppiamo nuove idee creative, ma specialmente le integriamo meglio ad un approccio più ampio degli utenti, sempre più connessi, sempre più “social networked”, sempre più legati ad un mondo che comunica con interazioni evolute.

Quello che vogliamo dire, è che oggi l’occasione è quella di prendere coscienza di quello che succede nel mondo, nel nostro mondo. Non c’è bisogno di “fotografie“, ma di fotografie “contestualizzate“, da vivere in un ambito di comunicazione digitale e di una cultura visiva spesso più evoluta di quella che chi produce immagini detiene e domina. Rischiamo di essere “vecchi” perché non ci guardiamo attorno, perché non percepiamo le mutazioni in atto, sottostimiamo le evoluzioni che sono già realtà, e quindi non capiremo mai quello che succederà… se non capiamo quello che “è già successo”. Il primo consiglio, quindi, lo avete di fronte a voi, magari proprio in questi giorni in cui state pensando di aggiornare il vostro Photoshop CS3 (o CS2, o CS o…. non ditemi anche più vecchio!!) a Photoshop CS4, visto che è disponibile ora anche in Italiano. Fate uno sforzo, e fate un aggiornamento più sostanzioso, ad una completa CS4, addirittura ad una Master Collection. Non è un consiglio commerciale, lo ribadiamo (Adobe  non ci paga neanche un caffé per dirlo), è che bisogna usare, capire, comprendere, trovare nuove strade, e questo non si può fare guardando il mondo che cambia dallo spioncino della porta. Bisogna sporcarsi le mani, bisogna tuffarsi a capofitto, senza perdere gli obiettivi principali (se no ci si perde sul serio), ma con il desiderio di trovare spazi in futuro per un mestiere che è cambiato molto di più dei professionisti che ne fanno parte. Non basterà certo comprare un pacchetto, un software, un aggiornamento… ma è la strada più veloce per iniziare ad affrontare il futuro che abbiamo di fronte: con la testa, con il cuore, con le mani.

Non ci riuscirete da soli, non ci riuscirete rubacchiando le versioni in giro (vanno comprate, amici… come si comprano delle fotocamere nuove … perché se no non potrete davvero possederle, non saranno “vostre”… e quindi non dedicherete a loro il tempo necessario), servono corsi, serve parlare con gente diversa, serve seguire le “follie” che vi proporremo sempre di più su Jumper. Noi vi saremo vicini, perché siamo nella vostra stessa situazione: capiamo ancora poco, ma vogliamo capire, e siamo sulla strada giusta. Chi crede in noi, che ci segua… andiamo avanti con l’unica missione di aiutarvi a trovare la strada!

Luca Pianigiani

20 responses

  1. Mamma mia che emozione rivedere le prime palette di Photoshop…
    Ho iniziato con la prima versione di Photosho su mac, che ho ancora da qualche parte dentro un dischetto aka floppy disk…
    :o)
    Elena

  2. Mamma mia che emozione rivedere le prime palette di Photoshop…
    Ho iniziato con la prima versione di Photosho su mac, che ho ancora da qualche parte dentro un dischetto aka floppy disk…
    :o)
    Elena

  3. Proprio ieri ho installato la versione trial di photoshop CS4 e ho notato un miglioramento eccezionale dell’interfaccia. Con la CS2, dove prima mi trovavo a spostare ripetutamente le palette per vedere meglio l’area di lavoro, ora trovo tutto raggruppato ottimamente (anche meglio della CS3) e basta un click per ritrovare quello di cui hai bisogno. Dato che uso praticamente tutta la creative suite, concordo che investire nell’aggiornamento mi consentirà di risparmiare in tempo e in adeguamenti dei file ai vari programmi. Non concordo invece con la tua affermazione “rischiamo di rimanere vecchi perchè non ci guardiamo intorno”. Secondo me invece il mercato è ancora molto acerbo per percepire certi cambiamenti in un’ottica professionale e non prettamente ludica (vedi facebook ecc.), quindi dico che se mi guardo intorno, sarei io a rischiare di essere troppo avanti… e non il contrario…

  4. Proprio ieri ho installato la versione trial di photoshop CS4 e ho notato un miglioramento eccezionale dell’interfaccia. Con la CS2, dove prima mi trovavo a spostare ripetutamente le palette per vedere meglio l’area di lavoro, ora trovo tutto raggruppato ottimamente (anche meglio della CS3) e basta un click per ritrovare quello di cui hai bisogno. Dato che uso praticamente tutta la creative suite, concordo che investire nell’aggiornamento mi consentirà di risparmiare in tempo e in adeguamenti dei file ai vari programmi. Non concordo invece con la tua affermazione “rischiamo di rimanere vecchi perchè non ci guardiamo intorno”. Secondo me invece il mercato è ancora molto acerbo per percepire certi cambiamenti in un’ottica professionale e non prettamente ludica (vedi facebook ecc.), quindi dico che se mi guardo intorno, sarei io a rischiare di essere troppo avanti… e non il contrario…

  5. Concordo con Giacomo, in più, tutto vero quello che dice Luca, ma… non per restare chiusi nel mirino della propria fotocamera, ma la fotografia non è necessariamente tutto questo. Io spesso sono il primo ad infiammarmi per le novità soprattutto informatiche, ricordo ancora l’entusiasmo dopo la presentazione di Lightroom, ma anche dopo quella di Aperture, ma… poi incontri i fotografi, quelli che le foto le vendono davvero e ti rendi conto che quello che serve è essere al posto giusto al momento giusto e fare click con la propria macchina, senza questo, che ci faccio con CS4?
    Emauele

  6. Concordo con Giacomo, in più, tutto vero quello che dice Luca, ma… non per restare chiusi nel mirino della propria fotocamera, ma la fotografia non è necessariamente tutto questo. Io spesso sono il primo ad infiammarmi per le novità soprattutto informatiche, ricordo ancora l’entusiasmo dopo la presentazione di Lightroom, ma anche dopo quella di Aperture, ma… poi incontri i fotografi, quelli che le foto le vendono davvero e ti rendi conto che quello che serve è essere al posto giusto al momento giusto e fare click con la propria macchina, senza questo, che ci faccio con CS4?
    Emauele

  7. Ciao,
    è giusto il fatto che… a volte guardandosi attorno… si rischia di trovare la desolazione di un uso della tecnologia troppo “acerbo”. La proposta era quella di guardare… dal lato giusto… non da quello sbagliato ;-)

    Le foto vanno fatte, bisogna essere “al posto giusto”, ma poi ci si scontra con un mercato sempre più difficile, e bisogna trovare nuove strade, o forse trovare i clienti o le sinergie per aprire nuove porte. Sembrerebbe che “fare click” non sia più sufficiente, in molti (anche se non tutti) casi.

  8. Ciao,
    è giusto il fatto che… a volte guardandosi attorno… si rischia di trovare la desolazione di un uso della tecnologia troppo “acerbo”. La proposta era quella di guardare… dal lato giusto… non da quello sbagliato ;-)

    Le foto vanno fatte, bisogna essere “al posto giusto”, ma poi ci si scontra con un mercato sempre più difficile, e bisogna trovare nuove strade, o forse trovare i clienti o le sinergie per aprire nuove porte. Sembrerebbe che “fare click” non sia più sufficiente, in molti (anche se non tutti) casi.

  9. È vero Emanuele; ma bisogna soprattutto “farle le foto giuste”, sempre e comunque. Che non vuol dire soltanto buone immagini, ma giuste per il mercato a cui ti rivolgi (il mio da 27 anni è l’editoria e l’advertising come ritrattista), giuste per gli art-director o i photo-editor, giuste per i trend del momento, giuste perchè è giusto chi o cosa stai fotografando e come lo stai fotografando. Ok, click!!! Lightroom, Aperture, CS2, CS3, CS4….? Tutto grandioso e necessario, oggi! Come grandiose e necessarie sono state e saranno sempre “le foto giuste”.

  10. È vero Emanuele; ma bisogna soprattutto “farle le foto giuste”, sempre e comunque. Che non vuol dire soltanto buone immagini, ma giuste per il mercato a cui ti rivolgi (il mio da 27 anni è l’editoria e l’advertising come ritrattista), giuste per gli art-director o i photo-editor, giuste per i trend del momento, giuste perchè è giusto chi o cosa stai fotografando e come lo stai fotografando. Ok, click!!! Lightroom, Aperture, CS2, CS3, CS4….? Tutto grandioso e necessario, oggi! Come grandiose e necessarie sono state e saranno sempre “le foto giuste”.

  11. Giusto tutto ,concordo con tutti, mi chiedo se per caso non ci si culla troppo del programma che
    dopo ci “aggiusta” gli scatti? Avete visto che molti fotografi fino a trentanni fa non usavano il
    maledetto computer, e realizzavano delle belle immagini ancora valide al giorno d’oggi? Si lo so
    la tecnologgia c’è e va usata, ma va usata sempre , comunque e in qualsiasi caso? Questo lo sta dicendo uno che il photoshop lo usa dalla lontano versione TRE, e credo sinceramente, che si stia “allargando” troppo,Si sta caricando di cose che fanno male il propri mestiere, e per avere un buon BW ,in definitiva,devi acquistare un plugin di terze parti…..Meditate gente

  12. Giusto tutto ,concordo con tutti, mi chiedo se per caso non ci si culla troppo del programma che
    dopo ci “aggiusta” gli scatti? Avete visto che molti fotografi fino a trentanni fa non usavano il
    maledetto computer, e realizzavano delle belle immagini ancora valide al giorno d’oggi? Si lo so
    la tecnologgia c’è e va usata, ma va usata sempre , comunque e in qualsiasi caso? Questo lo sta dicendo uno che il photoshop lo usa dalla lontano versione TRE, e credo sinceramente, che si stia “allargando” troppo,Si sta caricando di cose che fanno male il propri mestiere, e per avere un buon BW ,in definitiva,devi acquistare un plugin di terze parti…..Meditate gente

  13. tutto fantastico, bellissimo apprendere nuovi linguaggi, nuove potenzialità creative, etc.etc. ma:
    io faccio il fotografo “a tempo pieno”, vivo da più di 20 anni di fotografia, ed in senso più lato di immagine in generale, ho iniziato a studiare e quindi lavorare con photoshop 3 (non cs 3), era il 1998 !
    e non rimpiango affatto tutte e ore dedicate all’apprendimento, ma oggi divido il mio tempo tra 1° fare fotografie, 2° svilupparle (mi si conceda il termine antiquato) , 3° presentarle, e non per ultimo, progettare e quando posso vedere.. vedere mostre , cinema, librerie, web, tutto ciò che può aiutarmi a trovare stimoli, e questo come “filosofia” di vita e professionale, inoltre, e forse avrei dovuto metterla per primo, ho la fortuna di vivere un rapporto con la mia compagna bellissimo (lasciamo perdere la pesca a mosca in montagna. . . quasi un vecchio ricordo). e quindi caro Luca, al di la di tutte le tue idee se vuoi anche intriganti, come faccio ad apprendere 2,3, 4 nuovi software in maniera sufficientemente seria ???
    Quando trovo il tempo e le energie da dedicare ? Perchè vedi, tu mi potresti rispondere C…tuoi, ma il problemi sono altri e ben più comuni: il rischio ad esempio di “improvvisarsi” e questo francamente non l’ho mai accettato (figuriamoci adesso . ) un pò grafico, un pò web designer etc etc., ma io dico che ci sono persone appassionate il cui lavoro non va sporcato con questa pratica del “più o meno”.. . Quindi , spero ci siano persone più brillanti e con capacità d’apprendimento tecnico-estetico-etico superiori alle mie ,ma Caro Luca, stimolare è giusto da parte tua, senza scordarsi però che siamo “umanoidi” con passioni, emozioni, voglie, che hanno bisogno di un loro tempo giusto per vivere e godere il più possibile la propria vita.
    Scusate l’intervento “sentimentale” ma sincero. . .
    Comunque grazie
    Antonio

  14. tutto fantastico, bellissimo apprendere nuovi linguaggi, nuove potenzialità creative, etc.etc. ma:
    io faccio il fotografo “a tempo pieno”, vivo da più di 20 anni di fotografia, ed in senso più lato di immagine in generale, ho iniziato a studiare e quindi lavorare con photoshop 3 (non cs 3), era il 1998 !
    e non rimpiango affatto tutte e ore dedicate all’apprendimento, ma oggi divido il mio tempo tra 1° fare fotografie, 2° svilupparle (mi si conceda il termine antiquato) , 3° presentarle, e non per ultimo, progettare e quando posso vedere.. vedere mostre , cinema, librerie, web, tutto ciò che può aiutarmi a trovare stimoli, e questo come “filosofia” di vita e professionale, inoltre, e forse avrei dovuto metterla per primo, ho la fortuna di vivere un rapporto con la mia compagna bellissimo (lasciamo perdere la pesca a mosca in montagna. . . quasi un vecchio ricordo). e quindi caro Luca, al di la di tutte le tue idee se vuoi anche intriganti, come faccio ad apprendere 2,3, 4 nuovi software in maniera sufficientemente seria ???
    Quando trovo il tempo e le energie da dedicare ? Perchè vedi, tu mi potresti rispondere C…tuoi, ma il problemi sono altri e ben più comuni: il rischio ad esempio di “improvvisarsi” e questo francamente non l’ho mai accettato (figuriamoci adesso . ) un pò grafico, un pò web designer etc etc., ma io dico che ci sono persone appassionate il cui lavoro non va sporcato con questa pratica del “più o meno”.. . Quindi , spero ci siano persone più brillanti e con capacità d’apprendimento tecnico-estetico-etico superiori alle mie ,ma Caro Luca, stimolare è giusto da parte tua, senza scordarsi però che siamo “umanoidi” con passioni, emozioni, voglie, che hanno bisogno di un loro tempo giusto per vivere e godere il più possibile la propria vita.
    Scusate l’intervento “sentimentale” ma sincero. . .
    Comunque grazie
    Antonio

  15. Per Ignazio: non si sta discutendo l’uso di Photoshop, e specialmente se era meglio prima senza o meglio ora con… Di sicuro c’è chi usa strumenti potenti per “correggere errori”, e altri che non usano potenzialità perché “non è eticamente corretto”. Quello che conta è, secondo me, il risultato: si facevano foto splendide e foto pessime, ed è ancora così, non sono certo gli strumenti che fanno belle o brutte le fotografie. Per quello che riguarda il bianco e nero, consentimi: dici un’eresia. Photoshop può produrre i bianchi e neri più perfetti al mondo, senza ausilio di terze parti, basta saperlo usare. I plug ins aiutano a rendere più facile, più automatizzato, più veloce un risultato, così come gli automatismi sulle fotocamere facilitano il compito della ripresa, rendendo migliori foto che – causa velocità dell’attimo fuggente – potrebbero risultare sbagliate, o addirittura per sopperire alla mancanza di competenza di chi scatta.

    Per Antonio: vedi, tu sei un fotografo fantastico, sai quanto ti stimo. Malgrado questo, il mercato non sempre premia la qualità e la sensibilità. Bisogna trovare strade per proporre, presentare, “imporre” il nostro lavoro e la nostra arte. Ci sono strade più vicine ai fotografi (stampa fine art, mostre, eccetera), ci sono strade più lontane, che non sto dicendo di seguire personalmente, mettendo le mani in un ambito professionale che non conosciamo (designer, grafico, webdesigner). Sto dicendo che attraverso la “banalizzazione” dello studio di un ambiente software nato per creare nuove forme di comunicazione, innovative e quindi non ancora digerite dagli utenti, si può accendersi una luce di una nuova direzione, di un nuovo percorso, non solo “commerciale”, ma anche artistico e creativo. Voglio dire: se ci sono potenzialità di produrre riviste digitali di nuova concezione (per fare un esempio, nemmeno troppo campato per aria) e gli editori tradizionali stentano a prendere questa direzione, forse servono nuove sensibilità e nuove intuizioni. Di sicuro non nasce nulla dal software, ma dalla mente si… dalla mente di chi vuole cercare, per poi magari delegare operatori o professionisti più competenti, che possono seguire la nostra visione.
    Se le foto di qualità non trovano più spazi (le riviste chiudono, i siti usano le foto da 1 dollaro, le sedi espositive non sanno che esisti, se non sei ancora morto….), allora chi inventa nuove possibilità?
    Detto questo, finisco col dire che la ricerca artistica, creativa e commerciale fa parte della professione e della passione, che dobbiamo riuscire a dosare con il resto della vita… che ci auguriamo ci possa essere, e che possa essere, nei limiti, anche felice. Lo auguro a tutti… ;-)

  16. Per Ignazio: non si sta discutendo l’uso di Photoshop, e specialmente se era meglio prima senza o meglio ora con… Di sicuro c’è chi usa strumenti potenti per “correggere errori”, e altri che non usano potenzialità perché “non è eticamente corretto”. Quello che conta è, secondo me, il risultato: si facevano foto splendide e foto pessime, ed è ancora così, non sono certo gli strumenti che fanno belle o brutte le fotografie. Per quello che riguarda il bianco e nero, consentimi: dici un’eresia. Photoshop può produrre i bianchi e neri più perfetti al mondo, senza ausilio di terze parti, basta saperlo usare. I plug ins aiutano a rendere più facile, più automatizzato, più veloce un risultato, così come gli automatismi sulle fotocamere facilitano il compito della ripresa, rendendo migliori foto che – causa velocità dell’attimo fuggente – potrebbero risultare sbagliate, o addirittura per sopperire alla mancanza di competenza di chi scatta.

    Per Antonio: vedi, tu sei un fotografo fantastico, sai quanto ti stimo. Malgrado questo, il mercato non sempre premia la qualità e la sensibilità. Bisogna trovare strade per proporre, presentare, “imporre” il nostro lavoro e la nostra arte. Ci sono strade più vicine ai fotografi (stampa fine art, mostre, eccetera), ci sono strade più lontane, che non sto dicendo di seguire personalmente, mettendo le mani in un ambito professionale che non conosciamo (designer, grafico, webdesigner). Sto dicendo che attraverso la “banalizzazione” dello studio di un ambiente software nato per creare nuove forme di comunicazione, innovative e quindi non ancora digerite dagli utenti, si può accendersi una luce di una nuova direzione, di un nuovo percorso, non solo “commerciale”, ma anche artistico e creativo. Voglio dire: se ci sono potenzialità di produrre riviste digitali di nuova concezione (per fare un esempio, nemmeno troppo campato per aria) e gli editori tradizionali stentano a prendere questa direzione, forse servono nuove sensibilità e nuove intuizioni. Di sicuro non nasce nulla dal software, ma dalla mente si… dalla mente di chi vuole cercare, per poi magari delegare operatori o professionisti più competenti, che possono seguire la nostra visione.
    Se le foto di qualità non trovano più spazi (le riviste chiudono, i siti usano le foto da 1 dollaro, le sedi espositive non sanno che esisti, se non sei ancora morto….), allora chi inventa nuove possibilità?
    Detto questo, finisco col dire che la ricerca artistica, creativa e commerciale fa parte della professione e della passione, che dobbiamo riuscire a dosare con il resto della vita… che ci auguriamo ci possa essere, e che possa essere, nei limiti, anche felice. Lo auguro a tutti… ;-)

  17. Oggi ho aspettato di leggere i molti commenti di coloro che hanno espresso il loro pensiero sull’argomento. Ho riflettuto a lungo e sono arrivato alla determinazione che l’entusiasmo di Luca Pianigiani è legittimo e sacrosanto. E’ bello immaginare il Futuro: è come leggere un libro di fantascienza. Quando però chiudiamo il libro e abbiamo finito di leggere l’ultima pagina, tutto il fascino scompare come in un sogno. Guardiamo la nostra macchina fotografica, lo schermo del nostro computer e ci chiediamo come riempire quella maledetta “tela bianca” che angosciava tanto i pittori del primo Novecento. Certo possiamo anche avere delle idee, possiamo avere la capacità di esprimerle, possiamo avere anche la conoscenza tecnica per realizzarle ma poi, quando abbiamo riempito lo studio di meravigliose opere d’arte chi le comprerà? Direte che basta fare una mostra e farle conoscere al pubblico. Ma noi “Creativi” (e io non sono un fotografo ma, da molto tempo vivo con essi come pubblicitario) non abbiamo un pubblico, non abbiamo un gallerista, non abbiamo un manger, siamo solo noi e il nostro ipotetico cliente che non sa niente di Adobe, non sa nemmeno come funziona Photoshop e spesso non sa nemmeno come è fatta una macchina fotografica. Non vorrei sembrare pessimista ma la realtà mi sembra molto lontana dall’ Adobe Max, e non per mancanza d’intelligenza o di capacità di imparare ma semplicemente dal fatto che gli sviluppatori di Adobe e di altre realtà non sanno più cos’è questo cavolo di mercato. Al fascino iniziale del primo Photoshop o alla meraviglia di QuarkXPress chi di voi non si è lasciato stregare e ha perso le notti su manuali grandi come enciclopedie. Ma ora basta! Forse nessuno si è accorto che questo gioco sta diventando pericoloso. Forse i nuovi programmi sono capaci di fare tutto e di più. Ricordo però che allora facevo le stesse cose, con un pò più di tempo, d’accordo, ma le facevo!
    Risultato: abbiamo ridotto i tempi di esecuzione e abbiamo ridotto drasticamente i nostri guadagni.
    Alla fine chi perde non Adobe ma siamo noi.
    L’integrazione è senza dubbio fondamentale tra i programmi. E’ eccezionale.
    Per padroneggiare un programma tridimensionale come Cinema 4D ci ho messo un anno. Ho imparato ad usare GoLive e poi ci hanno detto che era meglio Dreamweaver
    e che non ci voleva nulla per trasferirsi sul nuovo programma.
    Continuo a condividere l’entusiasmo di Luca, ma Luca mi permetta, di avere ancora qualche dubbio! Comincio a non vedere più i miei piedi appoggiati a terra.

  18. Oggi ho aspettato di leggere i molti commenti di coloro che hanno espresso il loro pensiero sull’argomento. Ho riflettuto a lungo e sono arrivato alla determinazione che l’entusiasmo di Luca Pianigiani è legittimo e sacrosanto. E’ bello immaginare il Futuro: è come leggere un libro di fantascienza. Quando però chiudiamo il libro e abbiamo finito di leggere l’ultima pagina, tutto il fascino scompare come in un sogno. Guardiamo la nostra macchina fotografica, lo schermo del nostro computer e ci chiediamo come riempire quella maledetta “tela bianca” che angosciava tanto i pittori del primo Novecento. Certo possiamo anche avere delle idee, possiamo avere la capacità di esprimerle, possiamo avere anche la conoscenza tecnica per realizzarle ma poi, quando abbiamo riempito lo studio di meravigliose opere d’arte chi le comprerà? Direte che basta fare una mostra e farle conoscere al pubblico. Ma noi “Creativi” (e io non sono un fotografo ma, da molto tempo vivo con essi come pubblicitario) non abbiamo un pubblico, non abbiamo un gallerista, non abbiamo un manger, siamo solo noi e il nostro ipotetico cliente che non sa niente di Adobe, non sa nemmeno come funziona Photoshop e spesso non sa nemmeno come è fatta una macchina fotografica. Non vorrei sembrare pessimista ma la realtà mi sembra molto lontana dall’ Adobe Max, e non per mancanza d’intelligenza o di capacità di imparare ma semplicemente dal fatto che gli sviluppatori di Adobe e di altre realtà non sanno più cos’è questo cavolo di mercato. Al fascino iniziale del primo Photoshop o alla meraviglia di QuarkXPress chi di voi non si è lasciato stregare e ha perso le notti su manuali grandi come enciclopedie. Ma ora basta! Forse nessuno si è accorto che questo gioco sta diventando pericoloso. Forse i nuovi programmi sono capaci di fare tutto e di più. Ricordo però che allora facevo le stesse cose, con un pò più di tempo, d’accordo, ma le facevo!
    Risultato: abbiamo ridotto i tempi di esecuzione e abbiamo ridotto drasticamente i nostri guadagni.
    Alla fine chi perde non Adobe ma siamo noi.
    L’integrazione è senza dubbio fondamentale tra i programmi. E’ eccezionale.
    Per padroneggiare un programma tridimensionale come Cinema 4D ci ho messo un anno. Ho imparato ad usare GoLive e poi ci hanno detto che era meglio Dreamweaver
    e che non ci voleva nulla per trasferirsi sul nuovo programma.
    Continuo a condividere l’entusiasmo di Luca, ma Luca mi permetta, di avere ancora qualche dubbio! Comincio a non vedere più i miei piedi appoggiati a terra.

  19. E’ giusto tenere i piedi per terra. In questo, i nostri ruoli sono diversi: noi dobbiamo (vogliamo) correre avanti, voi dovete (volete) rimanere più vicini alla concretezza. In questo ci possono essere opinioni divergenti, o esigenze diverse, ma proprio attraverso questo dialogo, fatto di proposte nostre e di commenti che si intrecciano, è più facile e più profondo trovare insieme la strada giusta per ciascuno di noi. Nelle differenze, troveremo il modo di aiutarci a vicenda, e a sentirci una comunità forte. Stiamo crescendo, anche in questo modo.

  20. E’ giusto tenere i piedi per terra. In questo, i nostri ruoli sono diversi: noi dobbiamo (vogliamo) correre avanti, voi dovete (volete) rimanere più vicini alla concretezza. In questo ci possono essere opinioni divergenti, o esigenze diverse, ma proprio attraverso questo dialogo, fatto di proposte nostre e di commenti che si intrecciano, è più facile e più profondo trovare insieme la strada giusta per ciascuno di noi. Nelle differenze, troveremo il modo di aiutarci a vicenda, e a sentirci una comunità forte. Stiamo crescendo, anche in questo modo.

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