L’intelligenza delle cose: tutto è una call to action, la fotografia ci riuscirà?

call to action marketing comunicazione

Internet delle cose… si parla di questa rivoluzione da anni, ma ancora sembra lontana dalla cultura generale. Certo, se ne parla negli ambienti del lavoro, nelle fiere, sui libri, e qualcuno già pensa di trasformare la propria casa in “una casa intelligente”. Per fare degli esempi: la luce che si accende quando entri in una stanza, il forno che puoi accendere quando sali in metropolitana per tornare a casa per averlo già alla giusta temperatura e risparmiare tempo; il termostato che si regola in funzione di quante persone ci sono in una stanza… cose così.

In qualche modo, si parla di una tecnologia ad alto contenuto empatico che può capire quello che vogliamo, le nostre esigenze, che impara a conoscerci. E che ci permette quello che in brasiliano viene definito “carinho” (termine che non è traducibile in una sola parola che abbia la stessa efficacia… vuol dire quelle attenzioni dolci e azioni delicate fatte con affetto che si rivolgono alle persone che si amano) e che in qualche modo forse riuscirà ad appagare quella carenza sociale e personale che fa parte – e sempre di più sarà così – della nostra vita. Forse saremo destinati ad una vita solitaria, e saranno proprio le “cose” che – conoscendoci alla perfezione – sapranno darci quel piacere del sentirci “compresi”.

In questi giorni, in Italia (dopo l’incredibile successo negli USA e in altre parti del mondo) sono arrivati gli Amazon Dash, una piccola grande rivoluzione che apre questo mondo di una casa “intelligente” che ci viene incontro. Li conoscete? Personalmente ne sono innamorato da tempo, e attendevo solo che arrivassero anche nel nostro Paese, perché sono un esempio di “evoluzione semplice” che esce dal territorio degli “operatori del settore” e si propone nella sua semplicità a tutti. Come diceva Henry Ford:

 

C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.

 

In pratica, per farla semplice, gli Amazon Dash sono dei “bottoni” che sono programmati per essere in grado di sapere quali sono i vostri prodotti di consumo preferiti, si possono attaccare o appendere vicino al luogo dove questi prodotti sono ubicati in casa (un mobiletto per i saponi, sopra la lavatrice per il sapone per i panni… eccetera). Quando ci accorgiamo che il prodotto in questione sta finendo, basta premere il bottone di questo piccolo oggetto e automaticamente verrà inviato un messaggio ad Amazon che prenderà in carico la consegna di una “dose” di nuovo prodotto. Non sarà necessario fare un ordine, perdendo tempo, o peggio ancora scrivendolo da qualche parte (il famoso foglietto che poi si perde) e poi magari ci sono prodotti che quando stanno finendo possono richiedere un rifornimento veloce, per esempio la carta igienica…

Tutta la complessità, anche logistica e di installazione, della “casa intelligente” diventa semplice, immediatamente usabile senza costi e senza sforzi (i “bottoni” costano 4.99 euro ma contengono la stessa cifra di prodotto, quindi di fatto non costano nulla, la consegna è gratuita perché questo servizio è disponibile solo per chi è abbonato ad Amazon Prime, che prevede proprio la consegna gratuita, da quando si preme il bottone la consegna avviene di solito entro 24 ore, direttamente a casa, oppure presso un punto di raccolta (così, se siete fuori, potete passare al ritorno dal lavoro e ritirare).

Amazon Dash_Come funzionano

Perché vi parliamo di questo? Perché l’innovazione è a portata di mano (di dito, in questo caso) e cambia la percezione della logica di “servizio” e di funzionalità nel rapporto tra cliente e fornitore. Alla fine, poi, tutto si traduce in un processo di comunicazione tra le parti, e il mestiere di chi comunica (con grafica, immagini, fotografie, video, “social”) non è poi così diverso… Quante volte pensiamo che il mestiere sia solo quello di fare qualcosa che impone al destinatario del nostro messaggio tutti i compiti (accorgersi, essere coinvolto, reagire e interagire, dare risposte, e magari anche… pagare in contanti e subito). Amazon cosa fa? Ti fa comprare (anticipando i soldi) per darti uno strumento che nel marketing si chiama “CALL TO ACTION”, e ti offre la comodità percepita e il posizionamento perfetto di questo “pulsante di azione”. Si può fare di più? No, ma cercando di adattare questo insegnamento (che ci fa capire quanto siano geniali quelli di Amazon e quanto abbiamo bisogno di imparare) alla nostra vita reale e concreta, vi domandiamo:

Cosa fate per trasformare in business (acquistare, con soldi, con tempo, con emozioni, con condivisione….) una vostra azione di comunicazione? Vi aspettate che fare una bella foto (o inventare un bello slogan, o inserire un cartellone su una strada, creare un post su Facebook) sia sufficiente per portare le persone a fare “click”, ovvero a reagire? Non è così, le persone sono bombardate da miliardi di messaggi, e il vostro non è detto che possa portare ad una reazione.

Ovviamente, abituati a pensare alla tecnologia, ci domandiamo come mai non sia stato ancora percepita (da molti) l’importanza di rendere interattive le immagini, almeno in questo modo il “bottone” esiste per sua natura (lo sapete che abbiamo fatto un corso video su questo? Chiedicelo), ma c’è molto più che tecnologia… perché dentro gli Amazon Dash ce n’è senza dubbio molta, ma non è altro che strumentale per veicolare il messaggio, per ottenere il risultato. La progettazione è la base di tutto, e la strategia è quello che dovrebbe risultare come prioritario. Per vendere sapone, per vendere fotografie e comunicazione, ma ancor di più per usare proprio foto e grafica per ottenere il risultato che l’azienda (anche NOI siamo azienda) desidera. E, per finire…. forse dobbiamo pensare che noi stessi potremmo diventare un “prodotto” da richiamare premendo un bottone. Noi stiamo pensando seriamente ad un bottone JUMPER CONSULTANT (premete, già funziona!) , quando iniziate a pensare ad un Amazon Dash FOTOGRAFO? :-)