Partiamo nel 2009 con una prospettiva positiva? Possiamo parlare di nuovi mezzi per vendere foto?

Forse è poco poetico, ma è altrettanto poco poetico guardare il telefono che non squilla. Sentivo a Natale un amico che vive in un Paese lontano, e che mi diceva che, di colpo, il telefono ha smesso di suonare. Ogni tanto lo guardava, provava a verificare l’efficienza della linea: lui funzionava, ma erano proprio i clienti a non chiamare. Terribile, vero? D’altra parte, con tutto quello che si legge e si ascolta, la preoccupazione diventa concreta e lo stomaco si stringe, anche quando le cose vanno bene: ci si domanda… quanto durerà? Se tutto il mondo sta andando a rotoli, dal punto di vista economico, come posso io uscirne indenne?

Se volete, possiamo creare una cordata, dove ognuno telefona a dieci colleghi, così il telefono di tutti suonerà… sarà almeno un segno positivo.  Abbiamo pensato, però, di trovare argomenti che possano dare “suoni” più utili, più concreti: c’è un mercato che non  si può fermare: il nostro di produttori di immagini, quello che si rivolge a noi per proporci mezzi più efficaci e di qualità per produrre, elaborare, distribuire il nostro lavoro… e per poter comprare prodotti e servizi dobbiamo, prima di tutto, avere prospettive per poter pagare tali prodotti e per poter sopravvivere (anzi, nell’ordine: prima sopravvivere e poi pagare). Siamo quindi convinti, elucubrando in quella che sta diventando la domanda più comune che ci viene rivolta in questo periodo, per sviluppare iniziative ed eventi per il 2009, che la risposta a “Cosa serve oggi ad un fotografo, di cosa ha bisogno?” è semplice e banale (e terribile): serve lavoro, serve trovare modo per guadagnare soldi, servono nuove idee per sopperire alle chiusure dei mercati tradizionali con nuovi mercati. Sbaglio? Per una volta… sono convinto che no… non sbaglio.

 

 

 

Allora, bisogna aguzzare l’ingegno… bisogna trovare nuove strade, giusto? E bisogna cercare fuori dai nostri confini, non solo quelli fisici (del tipo… ora vendo le foto in Australia), ma specialmente quelli non esplorati finora. Il primo esempio che vi mostriamo è davvero un’idea per certi versi banale, ma al tempo stesso geniale: in prima battuta sembra un sito per “comprare” foto, e  non per venderle, ma potete proporre i vostri lavori, e quindi può  – come spesso accade – essere un ciclo virtuoso: quello che si compra è anche il luogo dove si può vendere. Andiamo a bomba: si tratta di The Full Montage. che cos’ha di così originale ed innovativo? Quello di essere uno spazio nato per proporre immagini fotografiche ideali per l’elaborazione digitale. Cosa significa? Vi facciamo un esempio: pensate ad un cestino di metallo fotografato vuoto, e voi volete riempirlo – con Photoshop – con qualche prodotto, magari del vostro cliente: se prendete un’immagine stock “normale, dovrete separare la parte frontale del cestino con quella posteriore, in modo da “infilarci dentro” il prodotto… bene, le immagini di cestini di The Full Montage sono già separate su due livelli, il lato frontale e quello posteriore… e l’elaborazione diventa un gioco da ragazzi, ma specialmente un gioco… velocissimo, e lo sappiamo che la velocità è la chiave del successo, nel mondo attuale. Altri esempi sono le versioni “multiview” dello stesso oggetto: pensate ad una porta chiusa, e aperta, serve averla in posizione prospettica diversa, oppure la serranda di un box: tutta chiusa, anzi no… a metà… o meglio ancora… tutta aperta. Trasparenze? Pensate ad una foto di una finestra, dove i vetri sono già su un livello semitrasparente, e questo consente di visualizzare un background, basta posizionarlo come livello sotto… ed il gioco è fatto! Pensate a quello che vi può far risparmiare, in termini di tempo, e vi accorgerete che tanti altri utenti potrebbero avere davvero bisogno o giudicare “figo” una risorsa come questa… e allora potreste anche pensare di vendere immagini pronte all’uso di questo tipo, come dicevamo il sito è disposto a potenziare la propria offerta con contenuti proposti dagli utenti. L’idea è senz’altro buona, e forse nessuno ci aveva ancora pensato: di colpo diventa invece un’esigenza latente soddisfatta e un concetto di immagini da vendere. Chi ci ha pensato avrà modo di trarne il suo vantaggio, e voi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se la prima soluzione non vi ha eccitato eccessivamente, state attenti, perché questa seconda proposta è davvero da farvi cadere dalla sedia (siete seduti?). Si chiama Demotix e se non lo conoscete ancora è strano… già… perché si tratta di un sito che è “fatto da voi”. Si, perché la logica è la seguente: Demotix ha messo a disposizione una vera e propria piattaforma per consentire a chiunque di proporre “storie fotografiche”, principalmente legate al fotogiornalismo, che verranno proposte ai potenziali clienti con i quali questa “agenzia” ha contatti (dal Newsweek a al-Sharqiya, la principale televisione dell’Iraq tanto per citare due esempi estremi); quello che si guadagna dalla vendita effettuata (si parla di cifre tra 150 e 3000 dollari per le foto, da 500 a 1000 dollari a minuto per i video per cessioni non esclusive) verrà diviso esattamente al 50%.

In pratica, si sfrutta la capacità distributiva e commerciale di Demotix e si propongono lavori che possono essere interessanti, per essere venduti a cifre che non sono quelle del microstock, mantenendo ovviamente tutti i diritti di copyright per le immagini, nonché la possibilità di eliminare quando si vuole ogni vostra foto dal sito. Una vera comunità di professionisti che lavorando insieme, con il fine di consentire la libertà di parola: ognuno, da ogni parte del mondo, può raccontare la sua storia, e potenzialmente pubblicarla sui mezzi di informazione più potenti della terra, e al tempo stesso qualcosa che viene definito “la libertà del sapere“: viene raccontato che al momento attuale, solo i 4 principali quotidiani americani hanno uffici esteri e che le grandi agenzie riescono a coprire al massimo il 40% degli eventi del mondo: la soluzione di Demotix apre invece la possibilità di conoscere ogni angolo del mondo, rendendola disponibile per tutti, e consentendo  tutti coloro che, armati di fotocamera, di sensibilità e di capacità di narrare con le immagini, di proporre il proprio operato ad alto livello, superando in un solo colpo delle barriere che di solito sono invalicabili. Potete iscrivervi subito, ed iniziare a proporre queste vostre storie: il sito dichiara dalla prima videata (e anche in modo molto simpatico) di essere ancora in modalità “wet paint” (vernice fresca), per scusarsi di un po’ di problemi nella navigazione, che stanno aggiustando, ma questo è un fatto positivo: si è all’inizio di questa avventura, e voi potete – se lo reputate interessante – essere tra i primi a seguire questa nuova strada (guardate questo video, per farvi un’idea più precisa):

 

Come vedete, vi abbiamo proposto due idee, molto diverse tra di loro, ma entrambe stimolanti, o almeno così ci sono sembrate. Jumper segue con grande attenzione ogni sfumatura evolutiva in questi campi, (date un’occhiata anche qui) e sarà nostra cura informarvi tempestivamente di qualsiasi cosa che “bolle in pentola”, sia in questo nostro appuntamento settimanale, sia negli eventi che stiamo organizzando. Abbiamo molta strada da seguire, insieme…

14 responses

  1. saranno sicuramente delle belle idee.
    Dal mio punto di vista non le trovo per un fotografo eccezionali, anzi se me lo lasciate dire le trovo ancora più pessimiste, così si stà facendo crescere anche il mercato della post produzone on-line e così portiamo via lavoro a chi lo fa in modo professionista perchè le aziende agenzie , i clienti si accontenteranno sempre più di prodotti prefabbricati e scadenti per ovviare alla mancanza di soldi.
    Forse sarò poco ottimista ma non ne sarei così contento.

    Massimo

  2. saranno sicuramente delle belle idee.
    Dal mio punto di vista non le trovo per un fotografo eccezionali, anzi se me lo lasciate dire le trovo ancora più pessimiste, così si stà facendo crescere anche il mercato della post produzone on-line e così portiamo via lavoro a chi lo fa in modo professionista perchè le aziende agenzie , i clienti si accontenteranno sempre più di prodotti prefabbricati e scadenti per ovviare alla mancanza di soldi.
    Forse sarò poco ottimista ma non ne sarei così contento.

    Massimo

  3. Massimo, i clienti si accontentano già ora, e non è certo chiudendo gli occhi (a noi o ai clienti) che si possono mantenere gli equilibri del passato. Se il mercato cambia, dobbiamo cambiare anche noi, cercando di trarne i vantaggi dall’evoluzione, e non solo vedendone il lato negativo. Produrre immagini per chi realizzerà elaborazioni è qualcosa che si aggiunge, come abbiamo detto, poi sta al singolo professionista di decidere se investire in questo mercato, se guardare altrove, se andare esattamente dalla parte diametricalmente opposta: tutte queste soluzioni possono essere valide, brasta prenderle con conscienza e con un’attenta analisi di quello che viene richiesto, di quello che siamo in grado di offrire, di quello che possiamo farci pagare. Insomma, non c’è ricetta “giusta”, ma di sicuro una sbagliata c’è: cercare di far finta di nulla, di ignorare il mondo che cambia. L’alternativa ai pochi soldi che circolano non è impedire e bloccare il mercato a basso costo, ma decidere dove posizionarsi: se i clienti hanno pochi soldi, non è che l’assenza di offerta economica li farà spendere di più…. non spenderanno nulla, nemmeno il poco che, ancora oggi, sono disposti a pagare. O, almeno, è più facile che sia così! ;-)

  4. Massimo, i clienti si accontentano già ora, e non è certo chiudendo gli occhi (a noi o ai clienti) che si possono mantenere gli equilibri del passato. Se il mercato cambia, dobbiamo cambiare anche noi, cercando di trarne i vantaggi dall’evoluzione, e non solo vedendone il lato negativo. Produrre immagini per chi realizzerà elaborazioni è qualcosa che si aggiunge, come abbiamo detto, poi sta al singolo professionista di decidere se investire in questo mercato, se guardare altrove, se andare esattamente dalla parte diametricalmente opposta: tutte queste soluzioni possono essere valide, brasta prenderle con conscienza e con un’attenta analisi di quello che viene richiesto, di quello che siamo in grado di offrire, di quello che possiamo farci pagare. Insomma, non c’è ricetta “giusta”, ma di sicuro una sbagliata c’è: cercare di far finta di nulla, di ignorare il mondo che cambia. L’alternativa ai pochi soldi che circolano non è impedire e bloccare il mercato a basso costo, ma decidere dove posizionarsi: se i clienti hanno pochi soldi, non è che l’assenza di offerta economica li farà spendere di più…. non spenderanno nulla, nemmeno il poco che, ancora oggi, sono disposti a pagare. O, almeno, è più facile che sia così! ;-)

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