Canon 5D Mark IV: la fotografia professionale si evolve

Canon 5D Mark IV

Era un pomeriggio di fine luglio, quando siamo stati chiamati – tra i pochissimi in Italia – a vedere in via segreta la nuova Canon 5D, che proprio questa mattina, alle ore 6 del 25 agosto, esce dalla fase di embargo e viene presentata al mondo (molti i rumours in giro, persino su quodiani blasonati, che però sono gli stessi che hanno posizionato il paese purtroppo distrutto dal terremoto, Amatrice in Molise e che l’hanno chiamato “Matriciana”… meglio non ascoltare troppo le anticipazioni di dubbia provenienza, infatti ci sono in giro imprecisioni). L’unica cosa che non sappiamo ancora è… come si chiamerà, anche se è abbastanza prevedibile che sarà una “Mark IV”, però al posto dell’ufficialità quel giorno di fine luglio c’era un bel nastro adesivo nero sulla macchina, e delle facce attente che impedivano di grattare con l’unghia per scoprire il dettaglio.
Poco interessa, quando pubblicheremo tutti sapranno il nome (NDR: che ovviamente ora possiamo confermare, visto che è stato ufficializzato!), quindi quello che rimane sono le prime impressioni che abbiamo avuto e che ci hanno permesso – grazie al largo anticipo che ci è stato concesso – di fare qualche considerazione.

Canon 5D Mark IV
Partiamo dai numeri, anche questi facilmente si troveranno in giro, ma sono anche il pane prediletto da qualcuno. La nuova Canon EOS 5D (probabilmente Mark IV) si presenta con sensore da 30,4 milioni di pixel, ovviamente FF, utilizza la stessa tecnologia di sensore dell’ammiraglia 1DX Mark II, dalla quale eredita anche lo stesso sistema di messa a fuoco a 61 punti. La sensibilità ISO è potenziata per lavorare in modalità standard (quindi con una resa eccellente) fino a 32 mila ISO, e possibilità di operare fino a 102.500 ISO. La macchina permette di lavorare con raffiche fino a 7 fps e con sequenze fino a 21 immagini in RAW (non ci sono invece limiti per lo scatto in jpg).
Qualcosa in più da dire, forse le cose più importanti, almeno per chi guarda oltre il primo step (che comunque ci porta a dire che da oggi c’è una macchina che, esclusa la robustezza e l’affidabilità estrema, si posiziona ad una qualità top, ma ad un costo decisamente inferiore rispetto al “top” di gamma). Visto che la 5D Mark II è stata LA macchina che ha fatto nascere il mondo delle reflex per la ripresa video, non si poteva non avere un passo netto in avanti in questo comparto, e quindi ovviamente la nuova “cinquedi” può lavorare in 4K (DCI – 4096×2160 pixel) a 30p (fino a 120 fps in Full HD), registrabile però anche su CF Standard (non solo FAST, quindi più economica come soluzione) e per chi vuole può “uscire” direttamente via HDMI per il salvataggio su registratore esterno (solo fino al full HD, il 4K solo su scheda); in più, va segnalata la possibilità di lavorare in HDR anche in video, è prevista la funzionalità Time Lapse e si può operare anche in video controllando e gestendo tutto dallo schermo touch screen; c’è anche il Wi-Fi integrato e tutto questo ci porta a dire che siamo di fronte ad una macchina completa, moderna e che risponde a quello che noi pensiamo debba essere uno strumento di lavoro nella fotografia professionale moderna; un settore dove non conta (più) solo fare click.

Canon 5D Mark IV
C’è poi qualcosa di nuovo, di totalmente nuovo, che possiamo solo raccontare perché per questo serve più che la capacità interpretativa: è una cosa nuova, e va testata (hey, ragazzi: spicciatevi a darcene una in prova!). Si tratta di una tecnologia chiamata DUAL PIXEL RAW, per ogni pixel sono previsti due fotodiodi, e questo porta sia ad un miglioramento qualitativo concreto nella micro nitidezza, (ci viene da dire qualcosa tipo la resa dei pixel di uno schermo Retina, ma non siamo sicuri al 100% che sia una analogia corretta…), che nell’eliminazione di disturbi come il flare, sia dal punto di vista dell’interpretazione creativa: ci hanno parlato di una resa personalizzabile e controllabile del bokeh, per esempio. Ovvio che per poter gestire questa funzionalità crescerà la relazione tra momento di scatto, in camera, e quello di post produzione (quindi tramite il software dedicato di Canon). Interessante, stimolante, chissà dove ci porterà questa tecnologia: di sicuro ad un aumento della dimensione del file, perché ovviamente i dati memorizzati sono molti di più…
Altre chicche che ci siamo appuntati, sono la possibilità di inserire in camera i tag IPTC, così se si spediscono via Wi-Fi al volo le immagini, si saprà di chi sono, che la macchina peserà meno della sua sorella precedente (800 grammi contro gli 860 della Mark III), che il display è da 1,6 Megapixel e che dovrebbe essere nei negozi a partire da metà settembre.

Che ne pensiamo della Canon 5D Mark IV?

Pensiamo che questa 5D Mark IV ha un sapore più vicino – in termini di innovazione e di passo in avanti – alla leggendaria Mark II che non alla Mark III che è stata più un prodotto (pur prestigioso) di passaggio. C’è una forte esigenza, crediamo, di uscire da un periodo che ha traghettato il settore senza dare una direzione netta, sono stati anni scuri, poco positivi, nemmeno di attesa, quasi più di stanchezza e di frustrazione (non parliamo di macchine, parliamo di mercato professionale, di ruolo e di aspettative). Oggi salutiamo questa nuova macchina come un segno vivace; si tratta di un “logico passo in avanti”, ma ci sembra di percepire qualcosa di più, e che va anche oltre al prodotto e anche di più oltre all’azienda. Prima commentavamo che c’è modernità in questa che pur è una dama con l’abito regale e che come tale tende alla tradizione. Ci sono brand che in questi anni ci hanno abituati all’innovazione estrema, quello che percepiamo è che oggi la visione moderna (che cerchiamo, imploriamo, urliamo a gran voce sempre, per nostra filosofia e credo), arriva al centro del nostro mondo, e questo deve far riflettere i professionisti di questo settore. Non c’è più una scusa, non ci sono più alternative: la fotografia professionale deve parlare la lingua di una comunicazione digitale che guarda in avanti, e non torna mai più indietro.
Certo che, per come la vediamo qui e da noi, vorremmo una Mark IV in grado di girare scene VR, di interfacciarsi direttamente senza accessori a sistemi di rilevamento di posizione e di movimento, vorremmo 1000 fotogrammi al secondo… ma oggi siamo contenti perché oggi la normalità del lavoro professionale ci porta a parlare definitivamente di un 4k di alto profilo che si fonde video e fotografia, una ricerca sempre più forte nel dialogo tra fotocamera e software (perché, ricordiamocelo, è il software che ha fatto esplodere il mondo della ripresa con gli smartphone), nuovi obiettivi (non ne abbiamo parlato, un 24–105 f/4 IS II USM e il nuovo 16–35 mm) che portano la rincorsa della resa ottica verso le innovazioni dei sensori.
La 5D Mark II ha aperto un’era, speriamo che questa (che forse si chiamerà Mark IV) possa aprirne un’altra. E, ancora una volta, non stiamo parlando solo di prodotto e non solo di brand. Speriamo che stia nascendo una nuova generazione di fotografi, in parte giovani, e in parte professionisti con tanti anni alle spalle ma che non hanno smesso di avere il coraggio di buttarsi in avanti, e di scoprire come affrontare questo mestiere negli anni a venire.
Per il resto, lo troverete in giro, sul web (magari partendo dal sito ufficiale): ci saranno tutti che appunto ne parleranno, domani mattina (oggi, tra poche ore) l’avremo tra le mani e forse sarà possibile approfondire, ma ci tenevamo a dare un nostro contributo di analisi che non si basava sui numeri, ma su qualcosa di più importante.