© Shutterstock / Adrian Reynolds

In questi giorni ho aggiunto uno “Zoom” alla mia borsa delle fotocamere. Non si tratta, però, di una nuova ottica, non è un nuovo obiettivo con un’escursione eccezionale, che mi permette dal salotto di inquadrare il naso di una persona a 2 Km e contemporaneamente di riprendere tutto quello che mi circonda in un angolo di 200 gradi (magari, e addirittura, con formato APS-C!).

No, non si tratta di uno “zoom” come quelli che conosciamo: si tratta di un piccolo, ma sofisticatissimo, registratore audio digitale chiamato Zoom 4Hn, in grado di gestire direttamente due canali audio stereo (da regolare facilmente a 120 gradi, per catturare con maggiore ampiezza il suono, oppure a 90 gradi per concentrare la sua sensibilità in particolare al centro), ma che può anche trasformarsi in un sistema a 4 canali, aggiungendo altri due microfoni che possono effettuare registrazioni audio (come in un concerto), posizionando lo zoom frontalmente e gli altri due microfoni attorno al musicista, oppure per registrare contemporaneamente canali audio differenti, su piste diverse, per poi mixare tutto con opportuni software. Volete una dimostrazione (per me è stata illuminante…): andate a questo link del prodotto e fate partire il brano registrato (riga rossa) di due chitarristi strepitosi, Kiko Loureiro and Paul Pesco, registrati live. Ovviamente… alzate l’audio, e se potete collegate il computer a delle casse decenti. Gulp, no?

(spazio per i commenti… lo dico al posto vostro: ma questo non era uno spazio dedicato alla fotografia?)

Bene, se siete rimasti, allora vi dico che penso che questo “zoom” è uno degli acquisti più intelligenti che potrebbe fare un fotografo, che sia un fotografo di fotogiornalismo, di moda o di matrimonio. Abbiamo la possibilità oggi, con un oggetto semplice, che si configura in pochi istanti, che registra direttamente su SD Card (ma se volete potete usarlo come input audio direttemente collegato al computer, usando la presa USB), di catturare un elemento che secondo noi è così forte da non poter essere tralasciato. Dal momento in cui la fruizione delle immagini si sta spostando sempre più verso il computer (o quantomeno, verso un monitor) è importante comprendere che il senso della “vista” non è più sufficiente: dobbiamo accettare che ci posizioniamo davanti ad un monitor, e non ci aspettiamo di “sfogliare” solo delle immagini; per quanto possono essere eccezionali, ci sembra che stia mancando qualcosa. Vi facciamo un esempio: date un’occhiata a questa galleria di immagini “top” dal sito di LIFE: ci raccontano fatti del 2009, con la forza coinvolgente della fotografia e  – siamo tutti d’accordo – non serve altro, è già tantissimo. Diamo un’occhiata, qui sotto, e poi continuiamo (la gallery funziona, piccolina, anche da questo post, se cliccate in mezzo, però, si apre la finestra del sito di Life e si vedono più grandi):

Belle, vero? Ovviamente si, e viene da pensare e ripensare al valore (in gran parte perso, sui media) della fotografia di qualità. Evviva però il web e la multimedialità che ci hanno consentito di vivere questa esperienza. C’è un però… le stesse immagini, stampate grandi, su carta, magari su patinata ricca e con grande cura in fase di stampa, ci regalerebbero un convolgimento fantastico, probabilmente sufficiente, perché alla vista avremmo il supporto del tatto, per esempio, e del possesso (ce le abbiamo tra le mani… siamo animali, alla fine, e percepiamo il valore del possesso, quando è tra le nostre mani…). Così, sul monitor, questa meraviglia di professionalità di sensibilità, di narrazione, ci sembra un po’ vuota… ci manca qualcosa. E allora, lo stesso problema non viene percepito anche dai nostri clienti, che guardano e “sfogliano” le nostre fotografie che forse sono anche meno “forti” di quelle di Life (insomma, a volte dobbiamo essere anche un po’ autocritici, essere più bravi dei fotografi di Life non è cosa a tutti i giorni).

Guardiamo ora un’altra gallery. E’ presa da Burnmagazine, uno degli spazi online più interessanti per scoprire fotografi emergenti. Tra le varie gallerie di fotografi, tutte belle ed interessanti da seguire, questa, con fotografie di Erica McDonald, fa capire di cosa stiamo parlando:
(Questo è il link: guardate, e poi tornate qui!)

Le immagini sono belle, sono un bell’esempio di fotogiornalismo, come, meglio o peggio non interessa, le immagini di Life. Si tratta di un linguaggio tipicamente e storicamente fotografico, ma c’è qualcosa in più: commenti e voci e suoni di fondo. Non stiamo dicendo che dovete mettervi a commentare i servizi fotografici (a volte potrebbe anche essere un’idea), ma pensiamo proprio a quei suoni di fondo, che se registrati in modo amatoriale sono dei pasticci, ma se registrati con lo “Zoom” diventano dei contributi di altissimo livello. E aggiungono preziosità alle emozioni che si possono vivere guardando le immagini. Come fare ad unire il tutto? E’ semplicissimo, prepareremo a breve un tutorial per potervi aiutare a costruire gallerie in modo semplici, unendo video e audio.

In molti direte (ormai vi conosco…): arrivi tu, ora, a dirci cose che sappiamo da tempo: unire audio e immagini è cosa vecchia… non potevi avere qualche idea più originale? Non sto dicendo che questa sia una soluzione originale, dico che, finora, per registrare con qualità l’audio, servivano professionisti esperti, con sistemi molto costosi, e apparecchiature difficili da gestire in un ambito “fotoreporage” (ripetiamo che anche un servizio di matrimonio è considerabile un servizio di fotoreportage). Da “profani” forse pensiamo che l’audio può essere catturato direttamente dalla nostra reflex o compatta, con la videocamera, ma così come siamo maniaci nel valutare l’aberrazione cromatica di un obiettivo, la resa dei pixel a bassa e ad alta sensibilità, e questo ci fa percepire immediatamente la differenza tra “prodotto di qualità e professionale” da uno “scattino amatoriale”, nell’audio è la stessa cosa.

E poi vi stiamo dicendo qualcosa di più profondo. Quanti sono i fotografi che propongono ad editori e clienti servizi fotografici completi di “traccia audio”? Pochi, no? E se qualcuno lo fa, in quanti lo fanno con un registratore audio digitale della qualità di uno Zoom 4Hn? Quasi nessuno, ve lo assicuriamo. E aggiungiamo: dopo tutto quello che ci siamo detti sull’uso del video, con le reflex DSLR, e abbiamo detto che questo è un mercato da affrontare in modo costruttivo, rimane il problema: l’audio, per il video con questi apparecchi, lo catturo con la Canon o con la Nikon? Guardate il microfono incorporato in queste macchine, e basta guardarlo per capire che no, non si può usare per registrare un audio di qualità (e già diciamo grazie che lo faccia, ci aiuta quantomeno a sincronizzare la traccia audio registrata esternamente al filmato!). Sul mercato ci sono anche microfoni che costano poco, che possono essere fissati sulla slitta del flash, e collegati al jack “AUDIO IN” di cui le reflex sono (ormai) dotate, ma spesso sono solo mono, spesso (grazie a Giovanni Antico che ce lo ha spiegato) usano un sistema di “AutoGain” che, in assenza di suono percepito aumentano la sensibilità “a caccia di suono”, e creano disturbo. E, comunque, pur essendo meglio, non sono come lo Zoom di cui parliamo, è proprio un altro pianeta.

Aggiungiamo un’altra cosa: oggi gli editori soffrono di un atteggiamento (non so dirvi se lecito o sbagliato, ho delle opinioni, ma me le tengo) dei giornalisti, che – inviati in giro per il mondo – reputano che non sia un loro mestiere quello di raccogliere contributi “multimediali”, come foto, video, figurarsi l’audio. Proporsi come figura professionale, in grado di produrre “servizi” che uniscono varie forme di comunicazione, pur lasciando alla fotografia lo spazio primario, può avere una forza dirompente nella proposta a questi editori che vogliono (devono) entrare in un mondo di informazione dove la multimedialità guadagna sempre più spazi, e non ci sono ancora risorse per costruire servizi “di nuova generazione” perché mancano i ruoli professionali… perché non ve li inventate voi? Senza considerare che questi contributi possono farvi venire in mente nuove idee, nuovi progetti, e un nuovo futuro.

Iniziate anche in piccolo, cercando di scoprire quello che ha senso registrare, in audio (e state attenti a non cadere in forme di violazione della privacy!!), magari aggiungete un sottofondo musicale (spesso ci chiedono dove trovare brani licenziati con i diritti di utilizzo adeguati, potete dare un’occhiata su AudioJungle, lo abbiamo scoperto da poco!), e poi via via crescerete come conoscenza e “saggezza” nell’uso dell’audio. Buon lavoro, speriamo possa essere una segnalazione utile… (noi vi lasciamo e andiamo a registrare tutto quello che ci capita!).

36 responses

  1. Ora peró, vogliamo il codice per acquistare lo zoom con lo sconto, disponibile su Jumpershop.

    ;-)

    Marco

  2. Ora peró, vogliamo il codice per acquistare lo zoom con lo sconto, disponibile su Jumpershop.

    ;-)

    Marco

  3. Ciao Luca, mi ha fatto sorridere la tua citazione di H4n perche’ nel progetto cinematografico di cui parlammo e del quale spero di mandarti qualche frame proprio nei prossimi giorni, abbiamo accostato alla D300s proprio un H4n per l’audio! :)

  4. Ciao Luca, mi ha fatto sorridere la tua citazione di H4n perche’ nel progetto cinematografico di cui parlammo e del quale spero di mandarti qualche frame proprio nei prossimi giorni, abbiamo accostato alla D300s proprio un H4n per l’audio! :)

  5. Andrea: buongustaio :-) comunque, diciamo che la scelta è quasi obbligata… Ne abbiamo parlato anche durante il nostro camp dedicato alle dslr. C’è il Rode, ma la qualità non è certo la stessa :-)

  6. Andrea: buongustaio :-) comunque, diciamo che la scelta è quasi obbligata… Ne abbiamo parlato anche durante il nostro camp dedicato alle dslr. C’è il Rode, ma la qualità non è certo la stessa :-)

  7. Beh si hai ragione, esistono anche alcuni modelli di sony ma il prezzo è molto più alto. Tempo fa feci un po’ di indagini ed H4n è davvero un eccellente compromesso. Avevo gia’ visto in funzione il vecchio H4 e mi informai sulle migliorie che avevano introdotto in H4n.

  8. Beh si hai ragione, esistono anche alcuni modelli di sony ma il prezzo è molto più alto. Tempo fa feci un po’ di indagini ed H4n è davvero un eccellente compromesso. Avevo gia’ visto in funzione il vecchio H4 e mi informai sulle migliorie che avevano introdotto in H4n.

  9. Oggi mi hai fatto battere il cuore.
    Leggendo distrattamente i tuoi articoli qualcuno potrebbe pensare che stai cercando di vendere
    qualcosa di non necessario a chi è a digiuno di argomenti. Magari guadagnandoci anche tu ovviamente.
    Sò che non è così e poi basta averti visto almeno una volta darci dentro in uno dei tuoi interventi a seminari, o altro per capire come la tua passione prende il sopravvento fino a sfinirti. Grazie di questo.
    Personalmente già da ragazzo, erano gli anni 70, mi capitava di andare in giro per le osterie delle lontane provincie siciliane con un registratore a spalla con cassette “compact”, di inserire il “Dolby C” e di registrare le voci degli avventori per poi costruire in radio, tagliando con i vecchi cari “Revox” i suoni prodotti per farli diventare sigle, stacchi, altro.
    Anche adesso, a Milano, e a più di 30 anni di distanza, mi capita ancora di dare grande importanza alla ripresa audio. Adesso è tutto più facile, potendo raggiungere una buona qualità di registrazione con prodotti più economici integrandoli magari con strumenti professionali.
    Durante il montaggio di un video in Final cut, anche di matrimoni, mi capita di investire sempre più tempo nei dialoghi. Riprendo con un buon microfono direzionale tutte le scene e anche se questo rappresenta un grande lavoro di ripresa e di montaggio, mi accorgo che poi solo così riesco ad emozionare i miei clienti e a giustificare poi un prezzo lievemente superiore alla media. Scelte dettate dalla nostra passione e non tanto da un calcolo solo commerciale. Come al solito è necessaria una buona sensibilità e qualche competenza specifica per ottenere dei buoni risultati. Anche il registratore Zoom di cui parli mi sembra molto interessante come altri prodotti di altre marche presenti sul mercato.
    L’argomento di oggi potrà essere stimolante per tutti quei fotografi che preferiscono andare in giro con le orecchie libere dagli auricolari dell’iPod, pronti ad ascoltare tutto ciò che li circonda con un senso di curiosità. Non posso dimenticarmi l’emozione che provai guardando la scena de “Il postino” in cui Troisi si avvicina alla scogliera con il microfono in mano per catturare i suoni ed il profumo del mare.
    In quel caso se il postino avesse aggiunto anche delle foto ai suoi suoni e alle sue metafore forse sarebbe riuscito a raccontare meglio i suoi sentimenti.
    Non trovate che nella nostra professione ci si avvicina sempre di più ad un linguaggio cinematografico?
    In questo provo una grande emozione ed un rinnovato senso di creatività.
    Buon lavoro a tutti.

  10. Oggi mi hai fatto battere il cuore.
    Leggendo distrattamente i tuoi articoli qualcuno potrebbe pensare che stai cercando di vendere
    qualcosa di non necessario a chi è a digiuno di argomenti. Magari guadagnandoci anche tu ovviamente.
    Sò che non è così e poi basta averti visto almeno una volta darci dentro in uno dei tuoi interventi a seminari, o altro per capire come la tua passione prende il sopravvento fino a sfinirti. Grazie di questo.
    Personalmente già da ragazzo, erano gli anni 70, mi capitava di andare in giro per le osterie delle lontane provincie siciliane con un registratore a spalla con cassette “compact”, di inserire il “Dolby C” e di registrare le voci degli avventori per poi costruire in radio, tagliando con i vecchi cari “Revox” i suoni prodotti per farli diventare sigle, stacchi, altro.
    Anche adesso, a Milano, e a più di 30 anni di distanza, mi capita ancora di dare grande importanza alla ripresa audio. Adesso è tutto più facile, potendo raggiungere una buona qualità di registrazione con prodotti più economici integrandoli magari con strumenti professionali.
    Durante il montaggio di un video in Final cut, anche di matrimoni, mi capita di investire sempre più tempo nei dialoghi. Riprendo con un buon microfono direzionale tutte le scene e anche se questo rappresenta un grande lavoro di ripresa e di montaggio, mi accorgo che poi solo così riesco ad emozionare i miei clienti e a giustificare poi un prezzo lievemente superiore alla media. Scelte dettate dalla nostra passione e non tanto da un calcolo solo commerciale. Come al solito è necessaria una buona sensibilità e qualche competenza specifica per ottenere dei buoni risultati. Anche il registratore Zoom di cui parli mi sembra molto interessante come altri prodotti di altre marche presenti sul mercato.
    L’argomento di oggi potrà essere stimolante per tutti quei fotografi che preferiscono andare in giro con le orecchie libere dagli auricolari dell’iPod, pronti ad ascoltare tutto ciò che li circonda con un senso di curiosità. Non posso dimenticarmi l’emozione che provai guardando la scena de “Il postino” in cui Troisi si avvicina alla scogliera con il microfono in mano per catturare i suoni ed il profumo del mare.
    In quel caso se il postino avesse aggiunto anche delle foto ai suoi suoni e alle sue metafore forse sarebbe riuscito a raccontare meglio i suoi sentimenti.
    Non trovate che nella nostra professione ci si avvicina sempre di più ad un linguaggio cinematografico?
    In questo provo una grande emozione ed un rinnovato senso di creatività.
    Buon lavoro a tutti.

  11. ringrazio dei ringraziamenti e aggiungo che nella maggior parte delle reflex manca anche un jack “AUDIO OUT”, che sarebbe tanto comodo per attaccarci le cuffie e fare preascolto (indispensabile per controllare in fase di ripresa che si stia registrando un audio pulito e che non stiano entrando rumori fastidiosi nel raggio d’azione del microfono). Lo Zoom aggiunge anche questa funzionalità, oltre all’indispensabile controllo sui volumi, come e meglio delle videocamere professionali di alta fascia.

    Certo il prezzo da pagare è un dispositivo in più da acquistare, portare in giro, a cui ricordarsi di controllare la carica delle batterie, da comandare e un po’ la scomodità di avere file audio separati da ricollegare ai file video (in caso il contesto sia ripresa audio/video), ma il risultato finale è proprio imparagonabile a quello ottenibile con la ripresa audio della reflex. Come già scritto, è un altro pianeta.

    Prometto che nelle vacanze mi leggerò il manuale per sperimentare anche le funzionalità di equalizzazione ed editing con il device, cosa che lo renderebbe ancora più prezioso nelle produzioni in esterni dove potrebbe essere molto scomodo portare un computer su cui scaricare i file per avere un feedback immediato e realizzare le operazioni preliminari di post-produzione audio (incluse quelle sui metadati e aggiunta di riferimenti con i marker).

  12. ringrazio dei ringraziamenti e aggiungo che nella maggior parte delle reflex manca anche un jack “AUDIO OUT”, che sarebbe tanto comodo per attaccarci le cuffie e fare preascolto (indispensabile per controllare in fase di ripresa che si stia registrando un audio pulito e che non stiano entrando rumori fastidiosi nel raggio d’azione del microfono). Lo Zoom aggiunge anche questa funzionalità, oltre all’indispensabile controllo sui volumi, come e meglio delle videocamere professionali di alta fascia.

    Certo il prezzo da pagare è un dispositivo in più da acquistare, portare in giro, a cui ricordarsi di controllare la carica delle batterie, da comandare e un po’ la scomodità di avere file audio separati da ricollegare ai file video (in caso il contesto sia ripresa audio/video), ma il risultato finale è proprio imparagonabile a quello ottenibile con la ripresa audio della reflex. Come già scritto, è un altro pianeta.

    Prometto che nelle vacanze mi leggerò il manuale per sperimentare anche le funzionalità di equalizzazione ed editing con il device, cosa che lo renderebbe ancora più prezioso nelle produzioni in esterni dove potrebbe essere molto scomodo portare un computer su cui scaricare i file per avere un feedback immediato e realizzare le operazioni preliminari di post-produzione audio (incluse quelle sui metadati e aggiunta di riferimenti con i marker).

  13. Salvatore: grazie per la fiducia… in effetti non li vendo e non conosco nessuno di amico che venda gli Zoom, quindi l’articolo è spontaneo e grazie per averlo capito ;-) E hai proprio ragione: il linguaggio fotografico si avvicina al cinema, un po’ con il video (specialmente con le reflex, che hanno una resa prospettica e ottica proprio da cinema), ma anche con l’audio, e il tuo esempio delle onde del mare è calzante, proprio quello che avevo in mente… emozioni che si aggiungono e non sovrastano l’immagine, che è protagonista sempre e comunque.

    Per Gantico: Grazie per il commento, per le tue ulteriori informazioni preziose e per il tuo futuro studio… sai dove lo faremo finire questo studio, vero? Già previsto… ! Buona domenica a tutti.

  14. Salvatore: grazie per la fiducia… in effetti non li vendo e non conosco nessuno di amico che venda gli Zoom, quindi l’articolo è spontaneo e grazie per averlo capito ;-) E hai proprio ragione: il linguaggio fotografico si avvicina al cinema, un po’ con il video (specialmente con le reflex, che hanno una resa prospettica e ottica proprio da cinema), ma anche con l’audio, e il tuo esempio delle onde del mare è calzante, proprio quello che avevo in mente… emozioni che si aggiungono e non sovrastano l’immagine, che è protagonista sempre e comunque.

    Per Gantico: Grazie per il commento, per le tue ulteriori informazioni preziose e per il tuo futuro studio… sai dove lo faremo finire questo studio, vero? Già previsto… ! Buona domenica a tutti.

  15. il fotogiornalismo 2.0 assume sempre più importanza, spesso mi ritrovo a fotografare e a registrare ma i risultati non sono mai entusiasmanti. il registratore usato per le lezioni all’università spesso non soddisfa le reali esigenze di una fotografa che vuole fare un lavoro multimediale. Ora mi vedo attaccato con lo scotch alla mia macchina questo gioellino, basta che non costi come la macchina stessa :-))
    Naturalmente le foto di life sono strepitose e forse non hanno bisogno di commenti fonici, ma ho visto dei progetti 2.0 davvero molto intensi.
    Nell’agenzia Magnum esiste la sezione Magnum in motion dove si possono vedere dei progetti superlativi con questa tecnica

  16. il fotogiornalismo 2.0 assume sempre più importanza, spesso mi ritrovo a fotografare e a registrare ma i risultati non sono mai entusiasmanti. il registratore usato per le lezioni all’università spesso non soddisfa le reali esigenze di una fotografa che vuole fare un lavoro multimediale. Ora mi vedo attaccato con lo scotch alla mia macchina questo gioellino, basta che non costi come la macchina stessa :-))
    Naturalmente le foto di life sono strepitose e forse non hanno bisogno di commenti fonici, ma ho visto dei progetti 2.0 davvero molto intensi.
    Nell’agenzia Magnum esiste la sezione Magnum in motion dove si possono vedere dei progetti superlativi con questa tecnica

  17. Ciao Roberta. DIciamo che con lo scotch…. rischia di essere un po’ un problema, è grande quasi (o più) di una reflex. La qualità non è comparabile a quello che si usa come registratore da “Intervista”, diciamo che assomiglia di più a un piccolo e tascabile studio di registrazione. La sezione “in Motion” della Magnum è esattamente una delle cose che mostrano, da un paio di anni, un’eccellente integrazione di audio e immagini, simile a quello mostrato di BurnMagazine che, non a caso, è sviluppato da un “ex” di Magnum. Il costo, negli USA, è di 299 dollari, purtroppo la “traduzione” in cifra europea si trasforma attorno ai 350 euro. Non chiedermi perché, è argomento troppo complesso per me, povero ragazzo di provincia….

  18. Ciao Roberta. DIciamo che con lo scotch…. rischia di essere un po’ un problema, è grande quasi (o più) di una reflex. La qualità non è comparabile a quello che si usa come registratore da “Intervista”, diciamo che assomiglia di più a un piccolo e tascabile studio di registrazione. La sezione “in Motion” della Magnum è esattamente una delle cose che mostrano, da un paio di anni, un’eccellente integrazione di audio e immagini, simile a quello mostrato di BurnMagazine che, non a caso, è sviluppato da un “ex” di Magnum. Il costo, negli USA, è di 299 dollari, purtroppo la “traduzione” in cifra europea si trasforma attorno ai 350 euro. Non chiedermi perché, è argomento troppo complesso per me, povero ragazzo di provincia….

  19. Cavoli ho giusto comprato il Rode settimana scorsa.. posso solo dire che costa moooolto meno dello Zoom e presumo che lo zoom non si possa attaccare sulla slitta del flash.. non diventa un po’ poco pratico alla fine?

    Comunque bisogna anche ricordarsi di accenderlo il microfono!!!! sigh alla prima registrazione ho fatto 5 minuti di intervista senz’audio.. atroce! :-D

  20. Cavoli ho giusto comprato il Rode settimana scorsa.. posso solo dire che costa moooolto meno dello Zoom e presumo che lo zoom non si possa attaccare sulla slitta del flash.. non diventa un po’ poco pratico alla fine?

    Comunque bisogna anche ricordarsi di accenderlo il microfono!!!! sigh alla prima registrazione ho fatto 5 minuti di intervista senz’audio.. atroce! :-D

  21. Sandro: Grazie… si Laforet mi sembra di averlo già sentito (eehehehe….). Ha fatto grandi cose, non c’è che dire (anche se…).

    Eman: sono due prodotti diversi: io sono partito con il Rode e per sfiga non funzionava bene (disturbo). Per incompetenza ho pensato fosse un problema mio, e poi non l’ho più usato per molto tempo. Quando poi ho scoperto che era “lui” ad avere problemi, era troppo tardi. Ne ho parlato con un amico con il quale stiamo sviluppando alcuni progetti (che presto annunceremo) e mi ha fatto capire che il Rode soffre di un problema che è l’AutoGain se collegato alle fotocamere reflex (applicazione primaria per le mie necessità). Ho fatto poi delle prove con lo Zoom e… la differenza era eclatante. Comunque il Rode è un bell’oggetto, a parte il mio sfigato ;-) Si, lo Zoom è meno comodo, ha bisogno di uno stativo, registra a parte l’audio quindi poi bisogna sincronizzare video e audio… ma serve ad un altro tipo di prodotto finale. Magari faremo delle prove comparative, a breve!

  22. Sandro: Grazie… si Laforet mi sembra di averlo già sentito (eehehehe….). Ha fatto grandi cose, non c’è che dire (anche se…).

    Eman: sono due prodotti diversi: io sono partito con il Rode e per sfiga non funzionava bene (disturbo). Per incompetenza ho pensato fosse un problema mio, e poi non l’ho più usato per molto tempo. Quando poi ho scoperto che era “lui” ad avere problemi, era troppo tardi. Ne ho parlato con un amico con il quale stiamo sviluppando alcuni progetti (che presto annunceremo) e mi ha fatto capire che il Rode soffre di un problema che è l’AutoGain se collegato alle fotocamere reflex (applicazione primaria per le mie necessità). Ho fatto poi delle prove con lo Zoom e… la differenza era eclatante. Comunque il Rode è un bell’oggetto, a parte il mio sfigato ;-) Si, lo Zoom è meno comodo, ha bisogno di uno stativo, registra a parte l’audio quindi poi bisogna sincronizzare video e audio… ma serve ad un altro tipo di prodotto finale. Magari faremo delle prove comparative, a breve!

  23. ciao Luca,
    ottimi spunti come sempre.

    Cercando per la rete (google!!!) ho trovato questo sito italiano [ http://tinyurl.com/ybwlvms ] che lo propone a 289,00 € + spese di spedizione, questo è Amazon [ http://tinyurl.com/mvbc8z ] che lo vende a 299,00 $ (e credo si possa ordinare direttamente da li o mi sbaglio Luca?), questo [ http://tinyurl.com/bxcwgd ] invece è il sito di zoomh4n con le caratteristiche tecniche.

    In questo blog [http://tinyurl.com/yabhxrg] di clickblog.it, c’è un video interessante in Inglese (di 13 minuti) dove spiegano l’importanza del video e dell’ audio su reflex. È interessante vedere che hanno un accessorio per mettere “lo zoom” sulla slitta porta flash. Dove si potrà trovare il piccolo accessorio aggiuntivo visto che nel pacchetto di vendita dello zoom questo attacco non mi pare di averlo visto?

    ciao a presto,
    MAX

  24. ciao Luca,
    ottimi spunti come sempre.

    Cercando per la rete (google!!!) ho trovato questo sito italiano [ http://tinyurl.com/ybwlvms ] che lo propone a 289,00 € + spese di spedizione, questo è Amazon [ http://tinyurl.com/mvbc8z ] che lo vende a 299,00 $ (e credo si possa ordinare direttamente da li o mi sbaglio Luca?), questo [ http://tinyurl.com/bxcwgd ] invece è il sito di zoomh4n con le caratteristiche tecniche.

    In questo blog [http://tinyurl.com/yabhxrg] di clickblog.it, c’è un video interessante in Inglese (di 13 minuti) dove spiegano l’importanza del video e dell’ audio su reflex. È interessante vedere che hanno un accessorio per mettere “lo zoom” sulla slitta porta flash. Dove si potrà trovare il piccolo accessorio aggiuntivo visto che nel pacchetto di vendita dello zoom questo attacco non mi pare di averlo visto?

    ciao a presto,
    MAX

  25. Ciao Max. In teoria puoi ordinare su Amazon ma devi prevedere le tasse di importazione. L’accessorio per applicarlo su una reflex non l’ho visto ma sarebbe scomodo e ingombrante e comunque lontano dalla scena in molti casi.

  26. Ciao Max. In teoria puoi ordinare su Amazon ma devi prevedere le tasse di importazione. L’accessorio per applicarlo su una reflex non l’ho visto ma sarebbe scomodo e ingombrante e comunque lontano dalla scena in molti casi.

  27. Vecchio amore l’audio…consiglio anche la gallery dell’agenzia VII, dove insieme a molti altri c’è il multimedia della compianta A.Boulat che ha i primi tre minuti da brivido. Immagini da guardare molto attentamente. Certo, c’è una regia dove le idee di cosa si vuole dire sono molto chiare e il gusto con cui abbinare audio/foto ha la sua densità.
    Ma tornando all’apparecchietto leggendo l’articolo ho deciso di comprarlo ad inizio anno. Sto facendo un progetto dove raccogliamo anche memoria orale della cultura locale per trasferire il tutto, fotografie, audio parlato e musica in un allestimento. C’è anche questa dimensione non strettamente commerciale, ma più legata ad un’attività culturale dove l’insieme dei linguaggi gioca un ruolo fondamentale. Musica, voci, parole si accostano alle immagini in modo evocativo e allo stesso tempo di profondo significato.
    Allo stesso tempo però in mezzo a tutto questo ambaradan tecnoqualcosa non vorrei perdere la forza della fotografia che va rafforzata dall’uso di altre tecnologie e linguaggi. E anche qui c’è da fare ricerca.
    marco

  28. Vecchio amore l’audio…consiglio anche la gallery dell’agenzia VII, dove insieme a molti altri c’è il multimedia della compianta A.Boulat che ha i primi tre minuti da brivido. Immagini da guardare molto attentamente. Certo, c’è una regia dove le idee di cosa si vuole dire sono molto chiare e il gusto con cui abbinare audio/foto ha la sua densità.
    Ma tornando all’apparecchietto leggendo l’articolo ho deciso di comprarlo ad inizio anno. Sto facendo un progetto dove raccogliamo anche memoria orale della cultura locale per trasferire il tutto, fotografie, audio parlato e musica in un allestimento. C’è anche questa dimensione non strettamente commerciale, ma più legata ad un’attività culturale dove l’insieme dei linguaggi gioca un ruolo fondamentale. Musica, voci, parole si accostano alle immagini in modo evocativo e allo stesso tempo di profondo significato.
    Allo stesso tempo però in mezzo a tutto questo ambaradan tecnoqualcosa non vorrei perdere la forza della fotografia che va rafforzata dall’uso di altre tecnologie e linguaggi. E anche qui c’è da fare ricerca.
    marco

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