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Una notizia di qualche settimana fa, ma l’abbiamo letta solo ora: il mitico Yoshihisa Maitani , il designer per eccellenza delle fotocamere Olympus (della serie “OM”, la M era la sua, la O quella di Olympus), che ha firmato le fantastiche OM-1 e OM-2, ma anche la la meravigliosa “fotocamera a uovo”, la XA, e persino quella che è “rinata” recentemente, ovvero la PEN, è morto alla fine di luglio, all’età di 76 anni. Una perdita per tutti, e il giusto momento per ricordare questo lavoro fantastico che ha contribuito all’evoluzione delle fotocamere. Per rivivere (o vivere, per chi è giovane) questa “opera”, alcuni link:

Olympus OM System (E’ stata una rivoluzione, all’epoca: pensate, il 35% più piccola delle altre fotocamere reflex dell’epoca)

Olympus XA (quella che appunto veniva chiamata l’ovetto: minuscola, davvero tascabile, e con una qualità eccellente: il flash si poteva avvitare lateralmente, per usarlo quando serviva)

Olympus PEN : altro “mito” disegnato da Maitani, ora rivisitato in versione digitale (ne abbiamo parlato qui)



2 responses

  1. Onore al merito. Maitani ha disegnato le più belle fotocamere costruite da Olympus. La serie Om è stato un mito per noi che mangiavamo pane e fotografia. Ricordo che sulla om1 era possibile istallare una portapellicola surdimensionato che alloggiava addirittura pellicola a metraggio. Sempre stata fuori dalla mia portata economica. Ho però una XA, che nel corso degli anni mi ha dato grandi soddisfazioni. Quando occorreva una macchina che non desse nell’occhio ma fosse affidabile l’ovetto si dimostrava sempre all’altezza della situazione. Negli ultimi tempi diventò la macchina fotografica ufficiale di mio padre.

  2. Onore al merito. Maitani ha disegnato le più belle fotocamere costruite da Olympus. La serie Om è stato un mito per noi che mangiavamo pane e fotografia. Ricordo che sulla om1 era possibile istallare una portapellicola surdimensionato che alloggiava addirittura pellicola a metraggio. Sempre stata fuori dalla mia portata economica. Ho però una XA, che nel corso degli anni mi ha dato grandi soddisfazioni. Quando occorreva una macchina che non desse nell’occhio ma fosse affidabile l’ovetto si dimostrava sempre all’altezza della situazione. Negli ultimi tempi diventò la macchina fotografica ufficiale di mio padre.

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