Lavoro ed eventi dal salotto di casa

In questi giorni di reclusione, stanno succedendo parecchie cose, sinceramente raramente ricordiamo un periodo così impegnativo, e questo preoccupa, perché se è vero che una parte rilevante della nostra vita è influenzata e appesantita dalle ore di “movimento” (code in auto, ricerca di parcheggi, attese di mezzi pubblici, treni o aerei), mi domando cosa succederà al ritorno. Passano le settimane e il lavoro è solo aumentato e il tempo è ancora meno, e non sarebbe possibile perché indubbiamente alcuni lavori si sono rallentati o fermati. Questa “corsa continua” ci ha fatto riflettere, e abbiamo capito.

La comunicazione a distanza non fa risparmiare tempo, se si vuole fare bene, impegna di più e stanca di più. I motivi sono diversi, provo ad elencarli, sulla base dell’esperienza che sto vivendo.

1) Per fare una buona ripresa in una videochat, serve tanta luce, che ovviamente colpisce il viso. Qualcuno potrebbe dire che si può fare a meno, che la luce ambiente va benissimo… ma non è così, le webcam sono peggio degli smartphone (molto peggio) e lavorano decorosamente solo in condizioni di buona luce. Questo significa che se ottimizziamo la ripresa è come stare tutto il giorno in uno studio di registrazione televisivo, e specialmente dal pomeriggio questo affatica gli occhi.

2) Torniamo alle webcam… fanno schifo, in particolare quelle dei portatili Apple che sono ancora a 720p. Questo significa che per fare delle riprese di qualità bisognerebbe usare una camera secondaria, per esempio quella di uno smartphone è ottima, specialmente se il telefono è di ultima, penultima generazione. Il problema (da qui la fatica) è trovare le soluzioni ideali, perché alcuni sistemi di connettività per videoconferenze, supportano questa opzione (per esempio Zoom) ma solo usando l’opzione di sharing (il che vuol dire che se si sta condividendo lo schermo non si può condividere la camera, che – per di più – non riprende il segnale video ma lo schermo, quindi appare anche l’interfaccia del telefono. Già, il problema è che si investe un sacco di tempo per trovare delle soluzioni, e cresce la fatica.

3) Quando si “incontra qualcuno”, sarà che sento necessità di creare empatia, ma serve un gran lavoro per iniziare ad interagire e anche per capire un po’ di più delle persone. A distanza bisogna attivare più sensori, per capire meglio la situazione, ed è importante perché non sempre (a me quasi mai) serve fare incontri con semplice trasferimento di informazioni (per quello va bene una mail), e quindi bisogna concentrarsi. Per questo vorrei avere una nitidezza di immagine più dettagliata, a volte lo sguardo un po’ sfuocato o pixelato o un segnale rumoroso non aiuta ad andare oltre… e ci concentra di più per cercare di capire.

4) Le persone hanno bisogno di parlare, quindi gli appuntamenti si allungano, e non è bello, giusto, corretto e segno di sensibilità cercare di tagliare corto, forse perché anche noi stessi ne abbiamo bisogno.

5) Si è scomodi… siamo bloccati dall’inquadratura, dalla posizione, dal microfono o dalle cuffie se non sono bluetooth, abbiamo il fisico che non si muove abbastanza, ci manca aria “esterna”.

Non voleva essere un elenco per ispirare pietà, tutt’altro, era una analisi da condividere, alcune questioni sono tecniche altre psicologiche, altre… psicomotorie ;-) Per finire in bellezza, uno dei motivi però che mi porta ad avere meno tempo è che un sacco di belle iniziative si sono spostate online, e ho ricevuto una serie di richieste di interventi per eventi e convegni online, che vi segnalo se avete piacere o desiderio di seguirli:

DPE, Digital Publishing Explorers

L’evento dedicato all’editoria digitale e alle occasioni di business della comunicazione diventa tutto in streaming e si sviluppa in 5 giorni, invece che in un solo giorno con appuntamenti sovrapposti… quindi di fatto è ancora più cool: una sola iscrizione per tantissimi contenuti di valore.

C’è una iscrizione “SCONTATA” (non “banale”, ma “a prezzo più contenuto!”), valida fino a domani, quindi per poter avere il vantaggio di questa tariffa scontata, iscrivetevi subito. Ovviamente ci sarà anche, come sempre, un mio intervento, che questa volta non sarà al termine della giornata, come di solito era per tenere le energie fino alla fine, ma in uno dei 5 previsti (dal 20 al 24 aprile). Parlerò di un tema MOLTO attuale (ho appena registrato tutto):

Creativi nell’era della creatività artificiale

L’intelligenza artificiale condizionerà sempre più il lavoro del creativo, valutando l’oggettivo risultato del suo lavoro e addirittura sostituendosi a lui con maggiore efficienza e “cultura”. Chi sopravviverà?

Ci “vediamo” tutti online: Digital Publishing Explorers | Milano – 4 Aprile 2020

Viscom Italia. Diretta Facebook

Gli amici di Viscom Italia, con cui collaboriamo da anni, hanno pensato di creare delle dirette sulla loro pagina Facebook per parlare di “Personaggi e storie di successo”, iscrivetevi subito alla loro pagina per seguire gli aggiornamenti, questa: Viscom Italia – Home | Facebook

E sappiate che l’8 aprile alle ore 15 c’è l’amico Giovanni Re di Roland, che se non avete mai sentito in un convegno, non sapete cosa vi perdete, e se lo avete sentito già parlare e lo avete incontrato di sicuro non vorrete perdervelo. Poi il 15 Aprile parlerà Fabrizio Salis del mercato della serigrafia, il 22 Aprile ci sarà io a parlare di Realtà aumentata e il 29 aprile Stefano Ferranti per parlare di strategie per Agenzie. Vi aspettiamo.

Caffè Digitale

La cara amica Santina Giannone, esperta di comunicazione digitale e di reputazione digitale (un argomento molto importante) ha creato un appuntamento quotidiano di diretta quotidiana sulla sua pagina Instagram, dove nel suo Caffè digitale invita persone del mondo della comunicazione. Il 14 Aprile ci sarà anche io, ma seguitela che è interessante.

Monnalisa Bytes: UPDATE

Beh, poi non è un evento / convegno, ma è un EVENTO ed è LIVE: la nostra campagna per creare la più bella pubblicazione di informazione scientifica e al tempo stesso creativa e accessibile a tutti. Si tratta di Monnalisa Bytes, che nella prima settimana non ancora conclusa ha quasi raggiunto il suo obiettivo di finanziamento, ma abbiamo davvero BISOGNO DI VOI: se credete al nostro lavoro e volete supportare la nostra passione, dateci una mano in due modi:

1) se potete anche una piccolissima donazione, perché non è mai troppo piccolo un aiuto, se si è in tanti, serve anche a capire che ci volete bene e che apprezzate il nostro lavoro. Potete farlo cliccando direttamente qui:

Monnalisa Bytes: un magazine di scienza visuale – crowdfunding

2) Se non potete donare (o se lo avete già fatto) potete supportarci condividendo il link sui vostri social e parlandone con i vostri amici che possono essere sensibili di questo progetto per coinvolgerli.

Abbiamo bisogno di forze per trasformare questo progetto in realtà, anche se abbiamo già avuto un eccezionale successo, crescere e superare la cifra richiesta ci aiuterà a partire prima, meglio, a trovare collaboratori e a poterli pagare… magari anche voi che ci leggete potrete diventare collaboratori di questo progetto! E abbiamo bisogno di creare una community con tantissime persone, per poter avere un pubblico ampio sin dal primo giorno. AIUTATECI, VE NE SAREMO SEMPRE GRATI.