Bentley: una storia fatta di (tanti) pixel

Da anni, la lotta dei Megapixel ha perso gran parte del suo interesse. C’è chi ha cercato – e cerca tutt’ora – di far valere i muscoli proponendo una “qualità eccezionale ed esclusiva”. Una strategia poco funzionale: chi ha puntato su questo, appesantendo il proprio equilibrio di costi con attrezzature “esclusive e costose” non ha trovato quasi mai quella soddisfazione commerciale sperata. I clienti non comprano immagini accettando un costo proporzionale al numero di pixel acquistati; nemmeno le agenzie di microstock, che fino a qualche anno fa usavano questa politica, ora hanno capito che gli utenti, in gran parte, si accontentavano della minore risoluzione, pagando quindi le foto la cifra più bassa: ora, la strategia è quella degli abbonamenti: si comprano le fotografie a pacchetti di centinaia, scaricabili in un mese.

La tecnologia, poi, ci ha dato tra le mani fotocamere eccellenti, in grado di offrire altissime risoluzioni a costi molto più contenuti: non è più una esclusività di poche fotocamere che il costo elevato rende esclusive, ma è un valore (se valore è) per molti, se non per tutti. Se osservate gli annunci anche recenti, oggi l’esclusività si sposta verso la grandezza del sensore, e non più verso la risoluzione. Ma ancora una volta, il dialogo non è rivolto agli acquirenti delle fotografie (i vostri clienti), ma ai fotografi, che nella loro fragilità cercano rafforzamenti negli strumenti.

La fotografia ha valore se riesce ad attrarre, a rubare il tempo delle persone, se crea emozioni. Questi dettagli solo in piccola parte hanno oggi a che vedere con la tecnologia, a meno che questa diventi un vero “messaggio”, un pezzo della storia. 10 milioni di pixel in più raccontano una storia diversa? No, non hanno nessun linguaggio che racconta qualcosa di sostanzialmente diverso. Oggi (lo sapete, è banale… ma andate oltre perché il “poi” non è così scontato), con 12–16 milioni di pixel (disponibili anche con uno smartphone) si può fare tutto, dal punto di vista della quantità di pixel, certo che cambia se questi pixel sono migliori o peggiori (ma sono sempre “migliori), ma ormai la qualità è data molto di più dalla qualità delle ottiche (molti comprano fotocamere di altissima risoluzione e pessimi obiettivi che non saranno mai in grado di ”risolvere” questa capacità di catturare dettagli), e dal processamento digitale.

Purtroppo, non abbiamo la stessa risoluzione (12/16 Mpixel) nel video, non ce l’abbiamo nella realtà virtuale (4K, che sembrano tanti, purtroppo sono troppo pochi per una visione che ci offre solo una piccola parte di questi pixel per ogni vista). C’è tantissimo lavoro da fare, con la tecnologia, per raggiungere risultati adeguati al linguaggio, ma in fotografia questa barriera è stata da tanto tempo superata. Più pixel non raccontano alcuna storia più efficace… concentriamoci su questo, perché per farlo, il numero di pixel deve (dovrebbe) essere molto superiore. Per esempio? Per esempio, moltiplicando per mille… Si, in effetti 50 Gigapixel fanno la differenza, rispetto a 50 Megapixel…

Bentley Gigapixel1

 

Bentley Gigapixel2

 

Bentley Gigapixel3

 

Bentley, la prestigiosa azienda di automobili britannica, ha raccontato una storia, con questa mostruosa disponibilità di pixel, sul suo sito è apparsa un’immagine del Golden Gate di San Francisco, e si propone di partire per una esperienza all’interno della:

“Più straordinaria fotografia di automobili”

Già, così si crea attesa, ma il percorso che si affronta usando il trascinamento (drag) offre un’esperienza che in partenza è uguale a mille altre già viste: si ingrandisce, sempre di più, e si arriva ad un dettaglio. Il problema è che, quasi sempre, questi dettagli non sono interessanti se non al fine dell’enfasi della tecnologia…. ingrandisci e dalla massa di persone di uno stadio troverai il tuo viso! Che povertà di messaggio, ovvio che può anche funzionare, ma la grande idea che sta dietro a questo progetto, così strutturato, è sperare che le persone segnalino sui vari social questa loro “presenza” (tag),oppure che siano interessati ad acquistare il poster.

La strategia di comunicazione di Bentley è decisamente più raffinata e si sintetizza con la frase:

FROM THE GRANDEST OF GESTURES TO THE SMALLEST OF DETAILS
(dai più grandi “Gesti” al più piccolo dettaglio)

L’ingrandimento dell’immagine porta da un’idea dalla grandezza della scena (libertà, senso di spazi grandi, di viaggio…) al più piccolo dettaglio del marchio Bentley ricamato sul sedile. L’utente è invitato come esploratore “attivo” in questo percorso, non lo “subisce” come un video, ma lo rende possibile con la sua azione, ne fa parte, ne è coinvolto.

Il numero di pixel mostruoso, ottenuto con un sistema Gigapan (che, a dirla tutta, è anche un sistema non nuovo…), una normale fotocamera e… tanti scatti che vengono poi uniti da un software per creare questo risultato. Anche l’utente meno esperto può trarre dalla tecnologia dei “tanti pixel” una sensazione emozionale… non perché c’è la tecnologia, ma perché c’è la storia, perché una è a servizio dell’altra.

La cosa divertente (o triste) è che non abbiamo bisogno di estremi, si potrebbero replicare effetti simili in tanti modi, usando anche tecnologie “datate”, anche con fotocamere come quelle che abbiamo già tra le mani… perché forse non possiamo – senza strumenti come per esempio un sistema Gigapan, che pur è acquistabile a costi nemmeno eccessivi – ottenere un simile “range” di ingrandimento, ma le storie non funzionano solo quando si usano gli estremi, ma quando sono affascinanti. Dentro Photoshop c’è un formato ormai dimenticato che si chiama Zoomify che permette di fare cose simili, noi abbiamo replicato cose simili (come gestures ed effetti) usando software di interazione Html5 (che insistiamo a farvi percepire come strumenti di una potenza strepitosa, sotto usati e sotto compresi perché, appunto, manca la capacità di capire non “come funzionano” ma “come usarli” per creare emozioni).

Certo, spesso è più facile attivare un leasing che lavorare sui contenuti e sulla capacità di stupire ed emozionare…