Jumper

2008, un anno nelle fotografie, un anno nella fotografia. L'occasione per guardare alle nostre spalle, e specialmente al futuro.

Pagina introduttiva msnbc - migliori foto 2008

Come ogni fine dicembre, spopolano le raccolte di fotografie che “raccontano” l’anno che si sta concludendo. E’ l’occasione per sfogliare ricordi ed emozioni, per sorridere per le belle notizie e per ritrovare il dolore dei momenti più drammatici. Ed è anche l’occasione per ricordare quanto il valore della fotografia sia importante per sintetizzare i fatti e la storia.

Quest’anno (secondo noi), la più bella raccolta di immagini del 2008 le ho trovate qui. Sono suddivise nella categoria News e Sport, e sono uno spettacolo che davvero è da godere in tranquillità, con la mente libera dalle corse della giornata, dagli appuntamenti, dal cellulare che suona… anche perché la sonorità che dovete ascoltare è quello che arriva dalla gallery: non solo foto, ma musica, spezzoni di audio che riprende frasi, interviste, commenti. E’ la nuova frontiera di cui abbiamo parlato spesso: la fotografia, in tutta la sua forza espressiva, ma rafforzata (e non soffocata) da animazioni, da temporizzazione studiata nei tempi, da elementi multimediali: è quello che vuole il pubblico, è quello che giustifica l’uso dei nuovi media e dei nuovi strumenti di fruizione, ed è quello che vogliamo anche noi tutti. 

Guardate questi due spettacoli, dedicati alle notizie e allo sport, e allargate il cuore, credo che sentirete tutti, come le abbiamo sentite noi, le emozioni che prendono il sopravvento. Come tutti, il 2008 è stato un anno importante, ma il suo passare veloce, impietoso, ci porta a dimenticare, a metterci alle spalle tante cose che invece dovrebbero farci riflettere. La sequenza proposta da Msnbc li riprende tutti (o quasi…) e lascia senza parole.  Ma… noi le parole, tra di noi, dobbiamo trovarle.

Non siamo fruitori di immagine, o almeno… non solo. Siamo creatori di immagine, e un viaggio a ritroso in quest’anno dobbiamo farlo. Non nella cronologia di quello che è successo nel nostro settore, che pur è interessante (nuove macchine fotografiche, nuovi software, nuovi computer, nuove idee, nuove soluzioni), ma in noi. Il mio caro amico Lenny diceva sempre che, quando si va a dormire, l’ultima cosa da fare prima di addormentarsi è guardare il soffitto della camera da letto e pensare a quello che abbiamo fatto quel giorno, e se almeno una cosa ci ha fatto crescere, ci ha fatto essere “una persona migliore”, vuol dire che quella giornata è stata una giornata positiva. Non ci riesco quasi mai, quando mi butto sul letto non ho la forza. Ma, almeno una volta all’anno è necessario farlo, per pensare all’anno che è passato.

I software che organizzano le nostre foto (Lightroom, Aperture, iPhoto…) aiutano in questa analisi: ci permettono di scorrere tutte le foto di un anno, e viaggiare su quello che è stato il nostro lavoro. Non è un bilancio di tipo fiscale…. non è la valutazione di quanto abbiamo fatturato e guadagnato. Si tratta di quello che abbiamo prodotto con la nostra professionalità, ma ancor di più con la nostra creatività, la nostra fantasia, la nostra voglia o necessità di comunicare. Il mestiere, spesso, ci distacca da questa analisi: produciamo quello che ci viene chiesto, correttamente dal punto di vista compositivo e tecnico, ma non andiamo oltre. Manovali, artigiani, industriali… e meno creativi, artisti, comunicatori. Oggi, almeno oggi, facciamo un viaggio a ritroso, cerchiamo tra le immagini scattate nel 2008, le tracce di quello che volevamo essere, di quello che vogliamo essere. Il mestiere di fotografi non si può ridurre a mera applicazione tecnica. Le foto di Msnbc sono scattate da professionisti, tra i migliori al mondo della loro categoria, erano “sul posto” perché pagati da agenzie o da riviste importanti. Ma in questo essere professionisti, in questo lavorare su “committenza” hanno aggiunto un valore emotivo, personale fatto di narrazione, di poesia, di sensibilità. Elementi che fanno parte della nostra cultura, del nostro essere “creativi”, ma che talvolta, per stanchezza o per mancanza di entusiasmo (la vita è difficile…) lasciamo da parte.

La proposta di questo ultimo Sunday Jumper dell’anno è quello di riguardare le nostre immagini del 2008, di trovare una – almeno una – fotografia che ci permette di raccontare quello che siamo dentro, quello che vorremmo essere. Quella che dice che siamo fotografi, e non produttori di immagini. Mandatecela, se lo vorrete. Potremmo raccontare una storia come quella di Msnbc, senza la pretesa di raccontare nient’altro che la voglia di ritrovare la passione e la voglia di credere nella fotografia per quello che è: arte, strumento di dialogo, momento di incontro, sintesi di emozioni che è troppo complesso descrivere a parole. Se arriveranno (chissà… ogni tanto vi provochiamo, ma non siamo abituati in Italia a rispondere a queste sollecitazioni), le raccoglieremo in una galleria. Se non arriverà nulla, forse sarà un segnale altrettanto importante… ovvero che forse non siamo pronti a scavare dentro di noi, che non siamo abituati a condividere con gli altri la nostra sensibilità, che siamo stati fagocitati in un loop che porta a produrre fotografie per vivere (sopravvivere), e basta… il resto, lo abbiamo perso.

Ci teniamo, ci speriamo. Noi, durante queste vacanze, lavoreremo anche su questo progetto. E su tanti altri, perché vogliamo credere che non ci può essere solo mestiere, che quello che “vogliamo essere” deve partire da noi, e non arrivarci sotto forma di “miracolo dal cielo”.  Per noi, il 2008 è stato un anno importante, di svolta, di ricostruzione, abbiamo trovato e riscoperto. E abbiamo capito quello che vogliamo essere “da grandi”. In questa nostra ricerca, speriamo di avere accanto tutti voi, abbiamo bisogno gli uni degli altri, dobbiamo avere tutti la sicurezza di avere il supporto di una forza comune, sulla quale appoggiarci quando siamo deboli, e da garantire quando gli altri avranno bisogno di noi. Concludiamo con una frase che è forse un bel punto per ripartire. L’ha detta Barak Obama la notte del suo insediamento, e vi prego di non leggerla in chiave politica (siamo apolitici, crediamo solo nelle persone, non nei partiti, nei fatti e non negli ideali “propagandistici”), ma come segno, e al posto delle parole “America” o di “stati rossi e blu”, usate i termini aggregativi che volete… non importa. Non fate, per favore, commenti politici sull’America o sull’Italia o su nulla… non vogliamo parlare di politica. Vogliamo solo parlare di risposte, di fiducia, di entusiasmo, della forza che è possibile creare dall’unione di tutti, pur nelle nostre differenze… quello che vorremmo possa essere alla base del prossimo anno per tutti. Buon 2009, amici. Grazie per esserci…da parte di tutti noi di Jumper.

Luca Pianigiani

“Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. (…). E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.” Barak Obama (8 novembre 2008)