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	<title>Commenti a: Sono un fotografo, non un terrorista</title>
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	<description>Risorse e formazione per fotografi professionisti</description>
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		<title>Di: Passato, presente, futuro: mancano i ponti nella fotografia &#124; Jumper - Risorse e formazione per fotografi professionisti</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-22345</link>
		<dc:creator>Passato, presente, futuro: mancano i ponti nella fotografia &#124; Jumper - Risorse e formazione per fotografi professionisti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 10:11:30 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Questa sera, per caso, mi sono trovato in un evento, organizzato dall&#8217;associazione Coopi (Cooperazione Internazionale) di fronte a Ferdinando Scianna. Molte delle persone che erano lì lo conoscevano semplicemente come &#8220;il Maestro&#8220;, altri erano preparati, con tanto di suoi libri in mano, per chiedere alla fine del suo intervento, un autografo. Io ero lì per altri motivi, di ordine familiare, ma per coincidenza, appena entrato alla Palazzina Liberty di Milano ha iniziato a parlare lui, e io ho ascoltato, in piedi, un po&#8217; fradicio per la pioggia, con la mia felpa che portava la scritta &#8220;I&#8217;m a Photographer, not a Terrorist&#8220;, di cui abbiamo parlato diversi mesi fa. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Questa sera, per caso, mi sono trovato in un evento, organizzato dall&#8217;associazione Coopi (Cooperazione Internazionale) di fronte a Ferdinando Scianna. Molte delle persone che erano lì lo conoscevano semplicemente come &#8220;il Maestro&#8220;, altri erano preparati, con tanto di suoi libri in mano, per chiedere alla fine del suo intervento, un autografo. Io ero lì per altri motivi, di ordine familiare, ma per coincidenza, appena entrato alla Palazzina Liberty di Milano ha iniziato a parlare lui, e io ho ascoltato, in piedi, un po&#8217; fradicio per la pioggia, con la mia felpa che portava la scritta &#8220;I&#8217;m a Photographer, not a Terrorist&#8220;, di cui abbiamo parlato diversi mesi fa. [...]</p>
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		<title>Di: Siamo consumatori di tecnologia a scatola chiusa? &#124; Jumper - Risorse e formazione per fotografi professionisti</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-1416</link>
		<dc:creator>Siamo consumatori di tecnologia a scatola chiusa? &#124; Jumper - Risorse e formazione per fotografi professionisti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 14:46:09 +0000</pubDate>
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		<description>[...] è che è stato lui a portarmi a leggere un articolo del mio &#8220;adorato&#8221; Cory Doctorow, di cui abbiamo parlato recentemente su un SundayJumper. Cory, che è un po&#8217; smanettone (più di me, non c&#8217;è dubbio, ma al tempo stesso che mi [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] è che è stato lui a portarmi a leggere un articolo del mio &#8220;adorato&#8221; Cory Doctorow, di cui abbiamo parlato recentemente su un SundayJumper. Cory, che è un po&#8217; smanettone (più di me, non c&#8217;è dubbio, ma al tempo stesso che mi [...]</p>
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		<title>Di: tommy</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-862</link>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:49:06 +0000</pubDate>
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		<description>Già, i diritti umani...ci vorrebbero non uno ma 50 SJ dedicati a questo argomento così importante (non solo per noi fotografi). Noi però, secondo me, abbiamo un dovere morale rispetto alla gente comune: con le nostre macchine fotografiche possiamo (dobbiamo) testimoniare quando questi diritti vengono negati e dare voce a chi subisce tale negazione. La tecnologia di certo se usata contro di noi (anzichè per noi) non ci difende affatto. C&#039;è un bel film con Will Smith di qualche anno fa (di cui non ricordo il titolo, c&#039;era anche Gene Hackmann) che parla proprio di tecnologia usata dai potenti per invadere la vita privata delle persone. Il grande fratello ci osserva sempre, dovremmo pensarci più spesso... Mi unisco alla protesta dei fotografi inglesi (ho comprato anche le spillette).
ciao T.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già, i diritti umani&#8230;ci vorrebbero non uno ma 50 SJ dedicati a questo argomento così importante (non solo per noi fotografi). Noi però, secondo me, abbiamo un dovere morale rispetto alla gente comune: con le nostre macchine fotografiche possiamo (dobbiamo) testimoniare quando questi diritti vengono negati e dare voce a chi subisce tale negazione. La tecnologia di certo se usata contro di noi (anzichè per noi) non ci difende affatto. C&#8217;è un bel film con Will Smith di qualche anno fa (di cui non ricordo il titolo, c&#8217;era anche Gene Hackmann) che parla proprio di tecnologia usata dai potenti per invadere la vita privata delle persone. Il grande fratello ci osserva sempre, dovremmo pensarci più spesso&#8230; Mi unisco alla protesta dei fotografi inglesi (ho comprato anche le spillette).<br />
ciao T.</p>
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		<title>Di: tommy</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-15176</link>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:49:00 +0000</pubDate>
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		<description>Già, i diritti umani...ci vorrebbero non uno ma 50 SJ dedicati a questo argomento così importante (non solo per noi fotografi). Noi però, secondo me, abbiamo un dovere morale rispetto alla gente comune: con le nostre macchine fotografiche possiamo (dobbiamo) testimoniare quando questi diritti vengono negati e dare voce a chi subisce tale negazione. La tecnologia di certo se usata contro di noi (anzichè per noi) non ci difende affatto. C&#039;è un bel film con Will Smith di qualche anno fa (di cui non ricordo il titolo, c&#039;era anche Gene Hackmann) che parla proprio di tecnologia usata dai potenti per invadere la vita privata delle persone. Il grande fratello ci osserva sempre, dovremmo pensarci più spesso... Mi unisco alla protesta dei fotografi inglesi (ho comprato anche le spillette).
ciao T.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già, i diritti umani&#8230;ci vorrebbero non uno ma 50 SJ dedicati a questo argomento così importante (non solo per noi fotografi). Noi però, secondo me, abbiamo un dovere morale rispetto alla gente comune: con le nostre macchine fotografiche possiamo (dobbiamo) testimoniare quando questi diritti vengono negati e dare voce a chi subisce tale negazione. La tecnologia di certo se usata contro di noi (anzichè per noi) non ci difende affatto. C&#8217;è un bel film con Will Smith di qualche anno fa (di cui non ricordo il titolo, c&#8217;era anche Gene Hackmann) che parla proprio di tecnologia usata dai potenti per invadere la vita privata delle persone. Il grande fratello ci osserva sempre, dovremmo pensarci più spesso&#8230; Mi unisco alla protesta dei fotografi inglesi (ho comprato anche le spillette).<br />
ciao T.</p>
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		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-861</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 08:08:21 +0000</pubDate>
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		<description>Leggendo il tuo articolo, caro Luca, mi viene in mente quanto accadeva negli anni   &#039;80 in America Latina in zone come Colombia , El Salvador etc... dove i reporters che scattavano immagini,  giravano, per autodifesa, con una maglietta con su scritto:
NoTIRE - SO Periodista (no sparare sono un giornalista)... con tutte le considerazioni del caso essendo in un altro periodo storico...

Sto seguendo la questione degli e.book dalle origini e credo che affinchè possa svilupparsi completamente il sistema ci siano da risolvere ancora ( anche se Apple è all&#039;avanguardia) sia questioni tecnico-informatiche che questioni di mercato ( lo strumento  non deve agire solo ma deve poter anche essere integrato al computer nei suoi molteplici usi evitando di servire solo una piccola parte di mercato) oltre a  tutte le questioni dei diritti d&#039;autore , connessi e alla tracciabilità degli utilizzatori ed acquirenti perchè questo è ciò che ha reso, ancora limitato, lo sviluppo delle biblioteche on line ( v. , nel nostro piccolo: causa internaz. SIAE c. Google ) delle quali questo lettore dovrebbe poter far uso;

divieti: esistono divieti (troppi e spesso senza senso) ma  chi li impone, spesso, non li concorda con nessuno neppure con le associazioni di categoria che dovrebbero essere l&#039;interlocutore privilegiato se il provvedimento di divieto limita le azioni di categorie professionali;

organi controllori: il controllo pubblico , ai fini di giustizia , non riesce a stare al passo con il continuo sviluppo dei mezzi di informazione attuali,  in quanto se pensiamo alla &quot;rete&quot;, essa si sviluppa più rapidamente delle regole che devono essere predisposte prima, per evitare danni e/o pregiudizi agli autori e utilizzatori;  è un sistema viziato e serviranno ancora anni affinchè si possa regolarizzare perchè, chi crea, lavora nel futuro della scienza dell&#039;informazione mentre, chi deve  formulare regole per il sistema,  vive  tra passato e presente (o meglio deve comparare regole esistenti con le nuove)  e non si è ancora cercato di formare dei gruppi competenti che operino con sinergia per regolazzare il tutto, forse le associazioni di categoria dovrebbero poter promuovere gruppi di lavoro a livello ministeriale;
saluti a tutti  marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo il tuo articolo, caro Luca, mi viene in mente quanto accadeva negli anni   &#8216;80 in America Latina in zone come Colombia , El Salvador etc&#8230; dove i reporters che scattavano immagini,  giravano, per autodifesa, con una maglietta con su scritto:<br />
NoTIRE &#8211; SO Periodista (no sparare sono un giornalista)&#8230; con tutte le considerazioni del caso essendo in un altro periodo storico&#8230;</p>
<p>Sto seguendo la questione degli e.book dalle origini e credo che affinchè possa svilupparsi completamente il sistema ci siano da risolvere ancora ( anche se Apple è all&#8217;avanguardia) sia questioni tecnico-informatiche che questioni di mercato ( lo strumento  non deve agire solo ma deve poter anche essere integrato al computer nei suoi molteplici usi evitando di servire solo una piccola parte di mercato) oltre a  tutte le questioni dei diritti d&#8217;autore , connessi e alla tracciabilità degli utilizzatori ed acquirenti perchè questo è ciò che ha reso, ancora limitato, lo sviluppo delle biblioteche on line ( v. , nel nostro piccolo: causa internaz. SIAE c. Google ) delle quali questo lettore dovrebbe poter far uso;</p>
<p>divieti: esistono divieti (troppi e spesso senza senso) ma  chi li impone, spesso, non li concorda con nessuno neppure con le associazioni di categoria che dovrebbero essere l&#8217;interlocutore privilegiato se il provvedimento di divieto limita le azioni di categorie professionali;</p>
<p>organi controllori: il controllo pubblico , ai fini di giustizia , non riesce a stare al passo con il continuo sviluppo dei mezzi di informazione attuali,  in quanto se pensiamo alla &#8220;rete&#8221;, essa si sviluppa più rapidamente delle regole che devono essere predisposte prima, per evitare danni e/o pregiudizi agli autori e utilizzatori;  è un sistema viziato e serviranno ancora anni affinchè si possa regolarizzare perchè, chi crea, lavora nel futuro della scienza dell&#8217;informazione mentre, chi deve  formulare regole per il sistema,  vive  tra passato e presente (o meglio deve comparare regole esistenti con le nuove)  e non si è ancora cercato di formare dei gruppi competenti che operino con sinergia per regolazzare il tutto, forse le associazioni di categoria dovrebbero poter promuovere gruppi di lavoro a livello ministeriale;<br />
saluti a tutti  marco</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-15175</link>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 08:08:00 +0000</pubDate>
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		<description>Leggendo il tuo articolo, caro Luca, mi viene in mente quanto accadeva negli anni   &#039;80 in America Latina in zone come Colombia , El Salvador etc... dove i reporters che scattavano immagini,  giravano, per autodifesa, con una maglietta con su scritto:
NoTIRE - SO Periodista (no sparare sono un giornalista)... con tutte le considerazioni del caso essendo in un altro periodo storico...

Sto seguendo la questione degli e.book dalle origini e credo che affinchè possa svilupparsi completamente il sistema ci siano da risolvere ancora ( anche se Apple è all&#039;avanguardia) sia questioni tecnico-informatiche che questioni di mercato ( lo strumento  non deve agire solo ma deve poter anche essere integrato al computer nei suoi molteplici usi evitando di servire solo una piccola parte di mercato) oltre a  tutte le questioni dei diritti d&#039;autore , connessi e alla tracciabilità degli utilizzatori ed acquirenti perchè questo è ciò che ha reso, ancora limitato, lo sviluppo delle biblioteche on line ( v. , nel nostro piccolo: causa internaz. SIAE c. Google ) delle quali questo lettore dovrebbe poter far uso;

divieti: esistono divieti (troppi e spesso senza senso) ma  chi li impone, spesso, non li concorda con nessuno neppure con le associazioni di categoria che dovrebbero essere l&#039;interlocutore privilegiato se il provvedimento di divieto limita le azioni di categorie professionali;

organi controllori: il controllo pubblico , ai fini di giustizia , non riesce a stare al passo con il continuo sviluppo dei mezzi di informazione attuali,  in quanto se pensiamo alla &quot;rete&quot;, essa si sviluppa più rapidamente delle regole che devono essere predisposte prima, per evitare danni e/o pregiudizi agli autori e utilizzatori;  è un sistema viziato e serviranno ancora anni affinchè si possa regolarizzare perchè, chi crea, lavora nel futuro della scienza dell&#039;informazione mentre, chi deve  formulare regole per il sistema,  vive  tra passato e presente (o meglio deve comparare regole esistenti con le nuove)  e non si è ancora cercato di formare dei gruppi competenti che operino con sinergia per regolazzare il tutto, forse le associazioni di categoria dovrebbero poter promuovere gruppi di lavoro a livello ministeriale;
saluti a tutti  marco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo il tuo articolo, caro Luca, mi viene in mente quanto accadeva negli anni   &#8216;80 in America Latina in zone come Colombia , El Salvador etc&#8230; dove i reporters che scattavano immagini,  giravano, per autodifesa, con una maglietta con su scritto:<br />
NoTIRE &#8211; SO Periodista (no sparare sono un giornalista)&#8230; con tutte le considerazioni del caso essendo in un altro periodo storico&#8230;</p>
<p>Sto seguendo la questione degli e.book dalle origini e credo che affinchè possa svilupparsi completamente il sistema ci siano da risolvere ancora ( anche se Apple è all&#8217;avanguardia) sia questioni tecnico-informatiche che questioni di mercato ( lo strumento  non deve agire solo ma deve poter anche essere integrato al computer nei suoi molteplici usi evitando di servire solo una piccola parte di mercato) oltre a  tutte le questioni dei diritti d&#8217;autore , connessi e alla tracciabilità degli utilizzatori ed acquirenti perchè questo è ciò che ha reso, ancora limitato, lo sviluppo delle biblioteche on line ( v. , nel nostro piccolo: causa internaz. SIAE c. Google ) delle quali questo lettore dovrebbe poter far uso;</p>
<p>divieti: esistono divieti (troppi e spesso senza senso) ma  chi li impone, spesso, non li concorda con nessuno neppure con le associazioni di categoria che dovrebbero essere l&#8217;interlocutore privilegiato se il provvedimento di divieto limita le azioni di categorie professionali;</p>
<p>organi controllori: il controllo pubblico , ai fini di giustizia , non riesce a stare al passo con il continuo sviluppo dei mezzi di informazione attuali,  in quanto se pensiamo alla &#8220;rete&#8221;, essa si sviluppa più rapidamente delle regole che devono essere predisposte prima, per evitare danni e/o pregiudizi agli autori e utilizzatori;  è un sistema viziato e serviranno ancora anni affinchè si possa regolarizzare perchè, chi crea, lavora nel futuro della scienza dell&#8217;informazione mentre, chi deve  formulare regole per il sistema,  vive  tra passato e presente (o meglio deve comparare regole esistenti con le nuove)  e non si è ancora cercato di formare dei gruppi competenti che operino con sinergia per regolazzare il tutto, forse le associazioni di categoria dovrebbero poter promuovere gruppi di lavoro a livello ministeriale;<br />
saluti a tutti  marco</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: corrado a.</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-860</link>
		<dc:creator>corrado a.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 22:05:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jumper.it/SundayJumper/?p=235#comment-860</guid>
		<description>Un SJ reattivo più che mai !
Pienamente d&#039;accordo su tutto, anche sulla cosa più pericolosa: ci stiamo adattando a troppe cose.
La questione dei divieti a Londra è incredibilmente ridicola...
allora dovrebbero fermare anche Google che con mappe e satelliti ci cala direttamente in mezzo alle vie.
Ieri a Miami, il body scanner non ha fatto passare mio cognato con le Fisherman!
L&#039;ho sempre detto che sono esplosive.
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un SJ reattivo più che mai !<br />
Pienamente d&#8217;accordo su tutto, anche sulla cosa più pericolosa: ci stiamo adattando a troppe cose.<br />
La questione dei divieti a Londra è incredibilmente ridicola&#8230;<br />
allora dovrebbero fermare anche Google che con mappe e satelliti ci cala direttamente in mezzo alle vie.<br />
Ieri a Miami, il body scanner non ha fatto passare mio cognato con le Fisherman!<br />
L&#8217;ho sempre detto che sono esplosive.<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: corrado a.</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-15174</link>
		<dc:creator>corrado a.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 22:05:00 +0000</pubDate>
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		<description>Un SJ reattivo più che mai !
Pienamente d&#039;accordo su tutto, anche sulla cosa più pericolosa: ci stiamo adattando a troppe cose.
La questione dei divieti a Londra è incredibilmente ridicola...
allora dovrebbero fermare anche Google che con mappe e satelliti ci cala direttamente in mezzo alle vie.
Ieri a Miami, il body scanner non ha fatto passare mio cognato con le Fisherman!
L&#039;ho sempre detto che sono esplosive.
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un SJ reattivo più che mai !<br />
Pienamente d&#8217;accordo su tutto, anche sulla cosa più pericolosa: ci stiamo adattando a troppe cose.<br />
La questione dei divieti a Londra è incredibilmente ridicola&#8230;<br />
allora dovrebbero fermare anche Google che con mappe e satelliti ci cala direttamente in mezzo alle vie.<br />
Ieri a Miami, il body scanner non ha fatto passare mio cognato con le Fisherman!<br />
L&#8217;ho sempre detto che sono esplosive.<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: eman</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-859</link>
		<dc:creator>eman</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 21:36:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jumper.it/SundayJumper/?p=235#comment-859</guid>
		<description>Come rosico che non riesco a usarlo con la fibra! Maledetta fastweb!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come rosico che non riesco a usarlo con la fibra! Maledetta fastweb!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: eman</title>
		<link>http://www.jumper.it/sono-un-fotografo-non-un-terrorista/comment-page-1/#comment-15173</link>
		<dc:creator>eman</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 21:36:00 +0000</pubDate>
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		<description>Come rosico che non riesco a usarlo con la fibra! Maledetta fastweb!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come rosico che non riesco a usarlo con la fibra! Maledetta fastweb!</p>
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