Come tutti sanno, in questo ultimo periodo sono uscite sul mercato tre DSLR particolarmente importanti all’interno del mercato di grande evoluzione del video. Nell’ordine di “apparizione”, si tratta della Nikon D4, della Nikon D800 e della Canon EOS 5D Mark III. Si vocifera che a metà aprile ci sarà un altro annuncio da parte di Canon (probabilmente al NAB), ma come sempre qui ci occupiamo di cronaca, almeno sui prodotti (di futuro parliamo già abbastanza nel settore delle “visioni“). E non saremo certo qui a fare confronti su apparecchi che sono in parte abbiamo avuto tra le mani e solo in parte abbiamo avuto modo di provare (ed evitiamo di cadere nelle polemiche…).

Quello che ci preme non è tanto la descrizione o la comparazione dei prodotti, quanto fare chiarezza su elementi tecnici che in questo momento possono essere messi in discussione e trattati con una certa “disattenzione” e “approssimazione” per motivi di mancata conoscenza o di opportunità. Purtroppo, mentre ci auguriamo che l’esperienza dei nostri lettori nella valutazione e confronto tra un RAW e un JPEG lasci poco spazio al dubbio, lo stesso non si può dire in relazione ai “formati” video: abbiamo costantemente dimostrazioni che questa tematica crei non pochi grattacapi, e quindi ci domandiamo come sia possibile oggi scegliere una fotocamera con avanzate funzionalità video, senza conoscerli a dovere.  Abbiamo quindi pensato di fare un po’ di chiarezza, senza alcuna volontà di additare una o l’altra soluzione come “quella giusta”, ma solo per evitare confusione (il terreno della confusione porta solo danni, agli utenti e anche al mercato, lascia spazio alla furbizia, alle mezze verità… tutte cose che odiamo!).

Partiamo dalle cose semplici: quando registriamo un filmato con la nostra reflex, di solito il file viene salvato sulla scheda, con la stessa logica delle fotografie. A differenza di queste ultime, però, non possiamo scegliere il formato per registrarlo, si usa un sistema ormai convenzionale, che si basa sul codec H.264, un numeretto che abbiamo già sentito più volte, ma che forse non abbiamo molto considerato. Quello che ci importa è che si tratta di un sistema che comprime l’immagine video, consentendoci di salvarla su una scheda senza eccessiva difficoltà, pur mantenendo una buona qualità. E la buona notizia, ulteriore, è che le nuove fotocamere, sia di Canon che di Nikon, usano versioni più moderne del “classico” H.264 (sapete la differenza tra compressione All-I e IPB rispetto per esempio rispetto alla “precedente” compressione IPP ?), che migliorano questa resa e facilitano la fase di editing… Sarebbe un po’ lunga spiegarla qui, ma almeno mettiamo i puntini sulle iii. E’ evidente, però, che sempre di file compresso si tratta, e questo aspetto disturba in molti casi chi ricerca la migliore qualità. Beninteso, se prendiamo un filmato compresso e lo usiamo così, è anche molto buono (probabilmente molto superiore a quello che possiamo immaginare), ma se dobbiamo effettuare correzioni e interventi sul colore, sulle densità e sui contrasti… sarebbe meglio lavorare con un file non compresso, e per di più, se prevediamo correzioni multiple, si cade nel dramma che ben conosciamo se salviamo molte volte un file sempre in Jpeg… a ogni “colpo”, si perde qualità. Se poi prevediamo di dover fare un bel lavoro di “chroma”, diciamo più facilmente per eliminare un fondo, con la logica dello “scontorno”, allora avere un file non compresso diventa fondamentale.

A questo punto, le strade sono due: o si lavora prevedendo una conversione del file subito dopo la ripresa (e prima del lavoro di editing/montaggio), “trasformando” il file compresso in un file “NON” compresso, oppure si registra direttamente il file non compresso, ma non sulla scheda della fotocamera, ma su un registratore esterno (come per esempio il Ninja della Atomos, ma che differenze ci sono tra un videoregistratore digitale e l’altro?), collegandolo all’uscita HDMI della fotocamera. In questo caso, il segnale del video viene registrato in formato pieno, con un codec non compresso come il ProRes 4:2:2 (dove i numeri 4:2:2 corrispondono ad una resa del colore più accurata rispetto a quella del file compresso registrato sulla scheda).

Adesso, poniamo noi una domanda: quanti sono, tra i nostri lettori, coloro che sanno esattamente di cosa stiamo parlando? E, di conseguenza come si fa a scegliere l’attrezzatura, come operare come un professionista, come risolvere le problematiche pratiche (per esempio…. di solito quando si collega in output un device via HDMI scompare l’immagine dell’LCD… come fare a vedere quello che stiamo facendo?). Qualcuno forse pensa che stiamo facendo questa “provocazione” per convincervi a partecipare al workshop che terremo con Filippo Chiesa questo giovedì (il 22 marzo), ma lo diciamo perché nella realtà quello che vediamo è che il settore (il nostro settore) non ha avuto un’adeguata formazione in questo campo, e siamo preoccupati. Sul serio, non tanto per dire…

Vorremmo proseguire questo percorso di formazione/informazione andando ben oltre a questi aspetti (magari per parlare di linguaggio cinematografico, di regole e creatività nel montaggio, tanto per fare un paio di esempi che vi vengono in mente senza pensarci troppo, e specialmente per rispondere alle esigenze di un certo numero di utenti che ce lo stanno chiedendo), ma sappiamo che prima ci sono da consolidare le basi. Volete comprare delle fotocamere per fare video, basandovi sul marketing dilagante o sull’istinto? Volete capire “se davvero avete bisogno” di una fotocamera nuova? Che differenze reali, nel settore video, ci sono tra vecchia e nuova generazione? Volete agire andando a “tentativi”, e fare magari questi “tentativi” durante il lavoro, col rischio di fare degli errori irreparabili? Volete capire se potete recuperare il “tempo perso” investendo su alcuni accessori, oppure sulle giuste ottiche (sapete come scegliere un’ottica corretta per il video? Seguendo quali parametri?…). Pensate che di recente abbiamo messo in mano delle reflex/Video in mano a dei giovanissimi studenti, abbiamo dato loro una base di formazione e hanno iniziato a produrre “Opere” interessanti, spesso superiori a molti lavori che abbiamo visto in questi ultimi tre anni (tre anni… questo è il lasso di tempo che ci vede impegnati in questo settore del video con le reflex). Volete essere “superati” dalle nuove leve che si approcciano a questo mondo con dinamismo e visione corretta? Siamo preoccupati perché il mercato rischia di lasciare fuori molti professionisti, troppo impegnati in tante attività da non riuscire a staccare la testa per occuparsi di questo settore importante. Ve lo potete davvero permettere? In particolare, pensiamo a:

  • – Fotoreporter (saranno sempre più richiesti servizi giornalistici “in movimento”)
  • – Fotografi di moda (è un settore che ha bisogno di immagini che si muovono, di altissima qualità)
  • – Fotografi di Still Life (con lo sviluppo dei media digitali, anche le foto di prodotto stanno diventando sequenze che possono esplorare il prodotto “girandoci” attorno, o da tutte le angolazioni possibili)
  • – Fotografi di matrimonio: Non più foto + video, ma foto che si muovono, film che si possono sintetizzare anche in frames.

Giovedi riapriremo questa porta, e forse sarà la chiamata finale. Se vi perdete tra i codec, se non sapete come registrare correttamente un segnale video non compresso, se avete dubbi sulla scelta delle ottiche, se vi siete persi nelle specifiche tecniche/Video delle presentazione dei nuovi modelli di reflex, se siete convinti di avere capito tutto e di sapere scegliere, ma vi abbiamo creato dei dubbi… forse è il caso che non la perdiate, questa occasione. E poi mostreremo come già si sta parlando di software per “convertire” video in fotografie (pensate, arriva da RED questa idea. potete vedere la schermata qui sotto… bisogna essere pronti anche a questa rivoluzione: invece che catturare l’istante, catturare tutto e poi selezionare l’istante… c’è un software che fa proprio questo… non ha senso saperlo e conoscerlo?). Sarà un giorno di lavoro intenso, ma che può valere moltissimo per il vostro futuro. Noi vi aspettiamo, avremo una sezione teorica e una pratica, e anche dall’incontro con altri vostri colleghi sarà possibile imparare, confrontarsi, incontrarsi. Sapete che lavoriamo seriamente su queste cose… di sicuro non perderete il vostro tempo, di sicuro non si parlerà per farvi comprare nulla, ma per far crescere la vostra visione in questo settore che sta dando moltissime soddisfazioni ;-)


25 responses

  1. Carissimo, inutile dire che ormai ti seguo da tanto e di leggo sempre con molto piacere. Vorrei fare una piccola osservazione a quanto dici o meglio a quanto direte il 22 marzo. Conosco te come conosco il carissimo e bravissimo Filippo Chiesa, come pure il grandissimo Philip Bloom, e il divino Vincent Laforet. Spero che anche tutti i lettori conoscano questi nomi di grandi produttori video ITA e USA. Ho anche partecipato a dei Workshop con alcuni di questi nomi sopra citati. Ho appreso molte cose, ed ho trovato molto interessante confermare molte conoscenze che avevo acquisito in autonomia (sono molto curioso e non mi fermo alla fotografia, provengo da esperienze da musicista poi di sound engineer per passare poi alla fotografia ed infine al video). Però allo stesso tempo trovo inappropriato presentare ad un workshop per fotografi che guardano al video una valigetta con 3 Zeiss Distagon da 30.000 euro per dimostrare che con un’ottica del genere unita ad un treppiede da 500 euro con una testa fluida da 800 euro un matbox da 1200 euro un supporto a canne da 700 euro a una viewfinder da 600 euro (ma quello della Zacuto è migliore che haimè ne costa 1000!) in aggiunta ad un monitor-recorder esterno (come hai scritto tu stesso Ninja) da 1000 euro, si possano fare dei video super-professionali. E ci mancherebbe con quasi 40.000 euro ora vuoi vedere che non farò qualcosa di buono! Ma io fotografo che devo essere agile in un matrimonio, e veloce nell’evento sportivo, che non ho la postazione video con la camera su dolly dedicata e lo schiavo che mi muove, che non posso permettermi 40.000 euro di accessori perchè ho gia’ da costi da fotografo (stampanti, monitor profilati,flash, studio da gestire, ecc) perchè devo guardare al video così come lo vedono i professionisti del video e non con occhi totalemnte nuovi così come dovrebbe essere il mondo di chi fa video con una reflex?
    Mi spiego meglio.
    Perchè non si parla del modo di raggiungere ottimi risultati video con le uniche apparecchiature fotografiche a disposizione del fotografo che se sono di qualità tanto scadenti non saranno anche per il video. Perchè dobbiamo preferire la D800 solo perchè tira fuori dalla sua bellissima uscita HDMI un segnale pulito che la 5DMKII e a quanto pare anche MKIII non fanno? Se poi un registratore da 1000 euro e tutti gli accessori connessi non posso permettermeli? Sia per questioni economiche che per ovvie condizioni di agilità. Se voglio creare immagini in movimento non devo avere la pretesa di girare un video alla “Cinema” ma piuttosto devo ricevere le giuste istruzioni da chi è leader delle produzioni video a cosa devo stare attento affinchèla mia reflex con il mio splendido obiettivo fotografico 50mm serie L da 2000 euro (acquistato con tanti sacrifici) possa rendere “Cinematografica” la mia riprese. Quindi io penso sia inutile voler affrontare il discorso Video con la reflex pensando che il 4:2:0 H.264 prodotto dalla mia 5D MKII sia una “file-accio” da ripudiare. Questo è certo vero per chi ha da fare un film per grandi schermi, ma non certo per un fotografo che vuole allargare le emozioni delle proprie immagini con il movimento che sicuramente non avrà bisogno del chroma key ed editing video eccessivi.
    Io parlo per la mia personale esperienza. Facevo foto per un locale, che un giorno mi ha chiesto qualcosa in più, volevano fare slide show con le mie immagini, per dare un po’ di movimento, con immagini che si muovessero nelle slide alla Ken Burns, e allora mi venne in mente il bottone Video della 5DMKII era il momento di iniziare a premerlo. Da allora produco video molto emozionanti, amati da tutti i frequentatori di quel locale. Video che grazie alla elevata qualità delle immagini, e a un montaggio molto serrato (pochi attimi per ogni stacco) risultano quasi fotografie in movimento, che descrivono con maggiore drive le emozioni della serata.
    In questo video http://youtu.be/HdENTxOP8hM puoi vedere di cosa parlo.
    Voglio concludere, che per me sarebbe impossibile girare per il locale pieno di gente con una reflex agghindata di canne, spallaccio, matbox, follow-focus, viewfinder, e un’ottica da 2 kili, ecc….. per fare riprese magari poco migliori di quelle che faccio con il 50mm che posso mantenere agilmente in cima al monopiede fare panoramiche, primi piani a ballerine sui cubi o i DJ in consolle senza disturbare nessuno e nemmeno le mie tasche. Ecco perchè io dico che si dovrebbe spiegare a noi fotografi, la tecnica del video, come applicare le regole della fotografia a quelle del video, e non parlare sempre di codec video, ottiche supersoniche, ed ammennicoli da super video professionisti.

    1. Gianfranco, prima di tutto l’attacco è privo di senso. Non sai di cosa parleremo e come gestiremo il nostro Camp, ma non è questo il tema, perché questo non è il tema del post. Quello di cui parliamo è la mancanza di esperienza tecnica da parte dei fotografi professionisti. Parli con leggerezza di 4:2:0 e sono contento che tu sappia di cosa parli, ma ma domanda che abbiamo posto (e se tu l’hai letta male, rileggila) non era “Se la nostra macchina salva in questa modalità compratene un’altra”, abbiamo detto che bisogna sapere, capire, studiare, comprendere. Per poi decidere di scegliere una strada o l’altra. I fotografi professionisti che vogliono lavorare nel campo video devono conoscere le differenze, i supporti, gli accessori, le attrezzature, anche per decidere di poterne fare a meno, ma con coscienza e non per ignoranza.

      Se ti infastidisce che portiamo avanti una cultura che porta a parlare di attrezzature costose, questo oggettivamente non puoi criticarcelo: hai citato nomi importanti di videomaker (ce ne sono di anche molto più bravi, ma spesso si tende a citare quelli che conoscono tutti per fare scena…), e loro sono i primi ad usare e consigliare alcune attrezzature. La forza che credo abbiamo qui da noi è che mettiamo insieme, specialmente nel video, due anime: quella di Filippo, abituato a lavorare e a conoscere (e quindi anche a consigliare) attrezzature di altissimo livello perché QUELLO è il suo livello (un livello che fattura parecchio, non so se dobbiamo consigliare a tutti di lavorare a basso costo…) e quello del sottoscritto, entrato nel mondo del video ma profondamente “fotografo” e per di più squattrinato, che consiglia di usare software open source, skateboard al posto dei carrelli e piccoli trucchi che si recuperano gratis. E, specialmente, insieme siamo in grado di dare risposte a tutti: ai videomaker super esperti, e ai fotografi che partono adesso, spesso mi trovo a “tradurre” le parole a volte troppo “tecniche” di Filippo, in un dialogo pratico da amico al bar.

      Parlo anche di video fatti con iPhone, se è per questo, con app gratuite… e so bene che se uno conosce il video (così come se conosce la fotografia) può creare prodotti eccezionali anche usando strumenti poveri; non si può invece dire il contrario: non basta comprare un’attrezzatura professionale da 50 mila euro per fare un filmato decente (non dico di altro livello… rileggiti cosa hai scritto perché è un po’ priva di senso quella frase, dico anche solo decente), così come non basta un dorso digitale da 80 milioni di pixel per fare una foto decente (non eccellente, anche solo decente), o non basta avere una Ferrari per trasformarmi in Alonso (guido come un cane!).

      Ho paura che sotto sotto ci sia un’arrabbiatura da parte tua, forse una passione nascosta per attrezzature esoteriche, che però non porta a niente: in questo caso di porta ad una critica che oggettivamente ci passa sopra perché sappiamo che lavoriamo un buona fede e specialmente con una visione profonda del settore al quale ci rivolgiamo.

      Le cose dobbiamo dirle, e poi dobbiamo spiegare come arrivare ad un compromesso ragionevole. Non siamo al mercato, ma non possiamo alimentare la mancanza di conoscenza della grammatica fondamentale per capire come lavorare e come ottenere il migliore risultato che possiamo permetterci e che siamo in grado di garantire.

      Con simpatia

      Luca

      Ps: Bloom è Inglese, non USA ;-)

  2. Carissimo Luca, mi dispiace davvero molto che il mio intervento sia giunto come un attacco. Lungi da me una cosa del genere. Ti chiedo scusa, forse ho sbagliato ad esprimermi. Il mio non è e non vuole essere un modo di criticare ciecamente, anzi non voglio criticare affatto, volevo solo dare un suggerimento a te che sei in prima linea con tutti noi, che guardi sempre al futuro con “visioni” condivise da molti, e ai tecnici del video che affrontano argomenti molto complessi.
    Condivido pienamente il fatto che un professionista del video debba parlare degli oggetti fisici che occorrono per produrre buon video, e mi va bene anche se uno ti propone SmartSystem e l’altro Zacuto perchè magari hanno accordi economici alle spalle. Lo trovo più che normale e non mi dà alcun fastidio (del resto anche io se avessi firmato un particolare bicchiere proporrei di acquistarlo perchè da lì si beve meglio). Ma il fatto che in questi workshop non si senta mai parlare di come fare esattamente un dolly, un camera car, o cose meno pretenziose come il giusto posizionamento delle camere in un’intervista, o in un dialogo a 2 o 3 persone. Quali sequenze scegliere affinchè un video funzioni (parlo si soggettiva, totali, primi piani, piani americani) insomma l’arte del video grazie alla quale se la possiedi diventa (non mi fraintendere se oso dire questa cosa) quasi irrilevante i mezzi che utilizzi dall’iPhone tenuto in mano, alla Sony F3 o RED o altro ancora sul treppiedi da 3000$!
    Comprendo che come hai detto bisogna conoscere tutti gli strumenti, e che solo conoscendoli possiamo poi sapere cosa ci serve e cosa no, cosa dobbiamo sforzarci di avere e cosa possiamo rimandare, ma io non volevo dire che è inutile saperlo, e credimi, sono d’accordo su tutto quello che dici, altrimenti non ti seguirei con tanto interesse. Pensa che leggere la tua irritazione alle mie parole mi ha messo grande dispiacere.
    E poi non è vero che ho citato nomi di videomaker per fare scena, come dici tu stesso, sono quelli più conosciuti, e non mi voglio mettere a fare a gara a chi ne conosce di più. Volevo dare una mia impressione ai corsi che ho seguito, che comunque mi hanno dato molto, e non rimpiango di averli fatti.
    Avrei però voluto avere anche nozioni più specifiche di come eseguire correttamente un video dal punto di vista di modalità di riprese ed inquadrature. E ti prometto che se mi garantisci che nel prossimo 22 marzo saranno trattati questi argomenti prima ancora di parlare di slider, crane, e company, mi iscrivo oggi stesso. Ma poi non vorrei dover assistere all’ennesima sfilata di oggetti delle meraviglie che non mi servono e non mi danno valore aggiunto se prima non acquisisco una tecnica da video operatore.
    Con estrema simpatia ed ammirazione per tutte le cose che fai e che scrivi
    Gianfranco.
    Bloom è inglese, certo! :)

    1. Non abbiamo nessun contratto, nessun amico da soddisfare, nessun prodotto da vendere: non lo abbiamo mai avuto. Se a volte segnaliamo qualche prodotto è perché lo conosciamo, perché lo abbiamo tra le mani, perché questo è un settore che non collabora, non è che capita spesso che se si fanno eventi importanti come questi le aziende capiscono che è un’occasione per mostrare e anche per mettere a confronto serio le tecnologie. Facciamo tutto da soli, e questo ci da quella libertà intellettuale di anche sbagliare, ma solo per il nostro limite di essere umani.

      Cosa ci sarà il 22? Non lo sappiamo ancora, perché abbiamo chiesto alle persone che hanno prenotato di dirci COSA vogliono sapere, e questo approccio conferma la nostra pulizia formativa, parleremo di quello che le persone che sono intervenute (e le uniche che rendono possibili questi incontri, con il loro contributo economico del biglietto di ingresso) vogliono sapere. I “nostri corsi” non sono “i corsi”, non posso essere responsabile di quello che fanno gli altri, ma sono molto responsabile di quello che facciamo noi, e del nome che portiamo, a livello aziendale e a livello personale: è l’unico valore che abbiamo davvero, e di sicuro non lo compromettiamo per fare bella figura con una o con l’altra azienda.

      Aggiungo anche che se abbiamo portato (e spero che potremo portare) attrezzature anche costose e non all’altezza di tutti, sarà anche perché non è facile per un professionista di avere tra le mani e poter comprendere nei fatti il loro valore, vantaggio o inutilità. Non è una vetrina, semmai è un’opportunità….

      Non so dirti se ci saranno cose interessanti per te… non so se quello che ci chiederanno saranno cose che interessano anche a te… devo dare, inevitabilmente, priorità a coloro che hanno creduto in noi, non trovi?

  3. Certo, capisco, comprendo perfettamente cosa mi vuoi dire. Ci vedremo senz’altro non appena leggero’ di un workshop, corso, incontro, Camp (come si voglia chiamare) il cui programma sarà reso pubblico e che soddisfi le mie esigenze.
    Per il momento continuerò a seguire Jumper assiduamente come faccio da oltre un anno!
    Buon lavoro e un augurio di sempre più OTTIMI RISULTATI!
    Gianfranco
    BHStudio

  4. Leggendo il post di oggi potrei pensare che sia un invito ad hoc se….

    se non conoscessi Luca da sempre e se non sapessi che da sempre la formazione dei fotografi gli sta a cuore.
    Viviamo l’era del dubbio, dove tutto ma proprio tutto ogni giorno viene messo in discussione, e l’unico elemento che puo’ far la differenza e’ il valore del tempo.
    Ho cominciato a dar fiducia a Luca dal 1994 abbonandomi a jumper ancora prima che uscisse, e da 17 anni devo dire che non ha MAI deluso.
    Ha iniziato a parlare ai fotografi di competenze alternative, di digitale, di gestione colore, di stampa di qualita’ di carte speciali ecc.. in epoche in cui questi argomenti sembravano lontanissimi dal nostro mondo; oggi sappiamo che i fotografi “sopravvissuti” sono stati solo quelli che hanno acquisito quelle competenze, e cosi’ la storia e’ proseguita fino ad oggi.
    Io sono tra quelli che hanno partecipato al camp del mese scorso e pertecipero’ anche a quello di giovedi’. Non so se parleremo di prodotti da 50mila euro o se faremo video con la 600D, ma di una cosa sono sicuro, che tornero’ a casa soddisfatto perche’ comunque avro’ imparato qualcosa di utile.
    Dunque anche se il post di oggi puo’ avere un sapore “pubblicitario” ben venga se viene da chi fino ad oggi ha dimostrato con la sua vita e con i fatti di avere a cuore il tema della formazione dei fotografi, e che quando ha potuto lo ha fatto anche gratis in centinaia di occasioni. Alla fine, il post e’ gratis e la scelta di investire qualcosina sul nostro futuro e’ solo nostra, io credo che questa sia un’ottima occasione .
    ;-)
    PS non entro gratis… ho gia’ pagato !

  5. Ciao Luca,
    stavolta mi trovo vicino alla posizione di Gianfranco, che non conosco, il cui intervento non mi è parso un attacco.
    Da tempo mi sono “avventurato” nel video con vari mezzi tra cui le DSRL, gli slider, i follow focus, etc…
    Tutto molto affascinante, dalle enormi potenzialità…
    Ma per produrre qualche cosa che non sia poco più che un video clip, un mini documentario, un piccolo reportage, una integrazione ad una presentazione fotografica, è necessario muovere strumenti e mezzi e persone che a mio parere richiedono competenza e preparazione che non si acquisiscono con workshop e sangue, a meno di non avere budget e credenziali tali da potersi “avventurare”.

    Una volta dominato il follow focus, la steady, l’H.264 convertito in PRO RES 422, i controlli di FCPro o di Premiere, etc etc… che cosa possiamo aspirare a produrre da video-photographer?

    E poi servirebbe un corso come fonico, come regista, come montatore, …

    Scusa Luca, ma mi sembra lo stesso approccio di molti giovani che oggi si buttano a fare il fotografo professionista.

    ciao

    1. Corrado, francamente dopo tre anni che i fotografi hanno avuto (anche con tanto sforzo da parte nostra) per approfondire il mondo del video con le reflex, è giusto che ognuno faccia quello che vuole. Ormai siamo al limite che qualcuno crede ce tutto questo sia un nostro “trucco” per fare soldi…. Vorrei farvi vedere quanto si guadagna a cercare di fare corsi per fotografi professionisti in Italia. Viene solo voglia di lasciar perdere, e vedere poi se sentite la nostra mancanza (quando sarà troppo tardi).

      Nel mondo ci sono migliaia di fotografi che invece che parlare hanno studiato, compreso, investito nel settore del video, e hanno avuto successo, aumentato il loro fatturato, trovato nuovi stimoli. Fare belle foto era nel tuo/vostro DNA o lo avete imparato? E se il mercato non fa più sopravvivere i 4000 Fotografi in Italia, va bene: da settimana prossima scriverò su come chiudere l’attività, come chiedere il sussidio di disoccupazione e così via.
      È difficile fare video in modo serio? Si, dannatamente difficile. Bisogna investire? Porca la miseria, si: bisogna. Allora il concetto è che i consigli dovrebbero trovare sempre la pappa pronta, a costo zero, senza sforzo? Però poi vogliamo una tessera che permetta solo a noi di fare questa cosa, se no ce la frega il primo che passa per strada. Non è colpa mia, il video si fa con i follow focus, con i rig, con gli stativi pesanti, con le luci giuste, con il supporto di fonici e tecnici (non dobbiamo sapere fare tutto, dobbiamo essere in grado di lavorare ad un livello che consenta di avere un team, il che vuol dire non potersi accontentare dei budget ai quali siamo abituati). E’ difficile da fare, per questo viene fatto pagare tanto (o quantomeno di più della fotografia, poche eccezioni escluse).

      Non volete fare video perché non volete imparare? Lasciate perdere, spero solo che ci sia lavoro per tutti, e ben pagato in altri settori. Se è tutto così OK nei settori tradizionali, lasciate perdere anche il mercato dell’ipad, dei nuovi media… anche loro sono difficili (anche se forse non l’avete ancora scoperto, ma ve lo assicuro io che me ne occupo).

      Io proseguo ancora (non so per quanto) per quei pochi che vogliono spinte e pacche sulle spalle. Sarà, ma quelli che conosco che hanno aperto la mente hanno trovato mercato e opportunità. Non sono “radicale” perché voglio avere ragione, ma perché l’analisi dei fatti ce l’ho davanti agli occhi, mi passa davanti, mi scrive, mi telefona: sono migliaia i contatti che abbiamo, facciamo solo statistiche dei risultati, non facciamo i saputelli che vogliono essere sempre osannati per quello che ipotizzano o “prevedono”. Dimmi quali altri mercati sono aperti e promettenti e se sono credibili li segnalerò. Troppo facile dire “questo non mi sta bene”, cosa va bene?

      Questo non è uno sfogo nei tuoi confronti, è una stanchezza generale, è il domandarsi qual è il senso di dannarsi ogni sabato notte per aiutare un settore che sembra non volersi far aiutare. Buona notte a tutti

  6. Luca hai pienamente ragione.
    D’altronde per fare foto e video in discoteca ai giorni d’oggi basta un sedicenne sveglio con una canon 1100D.
    Il livello di accesso alla fotografia di qualità ora è alla portata di tutti, qualsiasi attrezzatura di fascia media tira fuori immagini eccellenti, qualsiasi difetto ottico è correggibile via software e l’aura di mistero che sta dietro alla tecnica di un pro si è praticamente dissolta, neanche l’esposimetro serve più, si provano 2/3 scatti e si sistema tutto.
    La figlia di un mio carissimo amico, che frequenta le superiori, mi raccontava che un suo compagno di classe fa book alle ragazze della scuola a 25 euro. Farà le foto come Avedon? No, certo! Piacciono? Tantissimo. Funzionano? Sì alla grande. Mica è un lavoro, ma una cosa del genere solo 10 anni fa era inimmaginabile.
    Adesso, se sei sveglio e conosci la tecnologia impari a fotografare postando foto su flickr,e facendotele ferocemente criticare, poi forse vai a fare un corso. E per i video, con le dovute proporzioni, è la stessa cosa: andate a vedere cosa fa canesecco su youtube.
    I tempi sono cambiati e neanche da poco. Ora come non mai conta la creatività.
    Il fotografo non creativo ora non mangia più perché è sempre più facilmente rimpiazzabile da … una comoda pulsantiera.
    Altro che “buona luce”, l’augurio migliore ora è “buona creatività a tutti” :)

  7. Carissimo Luca, non comprendo il tuo sfogo. Non comprendo la tua arrabbiatura. Forse non è chiaro ma qui remiamo tutti nella stessa direzione. Io non l’ho specificato, e pare che oggi fare video in discoteca sia declassante. Allora mi spiego meglio, io il video lo faccio già da molto tempo, e non è solo quello che ho mostrato per esempio. Lavoro per pagine Gialle e produco video aziendali presenti su molti siti ufficiali. Faccio matrimoni e riprendo sempre più spesso con reflex. Possiedo molti accessori video che sono stato giustamente costretto a prendere per produzioni video più ambiziose della “declassante” discoteca. Non intendo fare vetrina dei miei lavori, per quello ho i miei canali, e chi vuole andarli a vedere sono là in giro per la rete. Le produzioni video di uno che parte come fotografo, sono certamente piccole produzioni, legate ai clienti che partono da una richiesta fotografica e poi si può estendere al video. Del resto chi entrerebbe nello studio di un fotografo per chiedere di girare un film o cortometraggio? Dai siamo seri per la miseria. Per fare un film come si deve non basterebbero nemmeno 40 e 50 mila euro. Ci vogliono truppe specializzate ed organizzate, che per fare bene queste produzioni, devono avere anche un elevato numero di richieste per ammortizzare i costi delle apparecchiature. Dunque torniamo a noi, con calma, senza esagitarsi. E’ giusto parlare di slider anche costosi, e proporre qualche marca (quando questa è di ottima qualità) è una giusta e sacrosanta guida a chi non conosce questo mondo. (E guarda che io non penso affatto che lì da voi orgnizziate questi incontri per vendere e per guadagnare sulle proposte di vendita). Ma ormai molti fotografi si sono evoluti, e quando si parla di H.264 lui ti risponde con Cineform o ProRes e perchè no NONcompresso 10bit. Quando tu gli parli di PicturStyle lui ti risponde con Cinestyle o Marvel o Cinema (e forse altri che non conosco). Ormai è da molto che il video viene praticato anche dai ragazzini con la 1100D che riescono a fare cose incredibili. Solo una domanda e la voglio fare a Carlo: Ma te hai mai provato a riprendere video con una 1100D in un locale buio con luci fluttuanti? E quale ottica monteresti? Anche se tu usassi un f/1,4 saresti costretto a salire a 1250 ISO ed anche 2500 (perchè non ho detto 1600? caro Carlo vai a studiare) e cosa otterresti? Una grana pazzesca! Che una 5DMKII fa molto ma molto meno. Ma se queste cose non si sanno allora si che sono d’accordo con te caro Luca che bisogna fare formazione a chi sale sul podio del professore sparado parole a caso senza la minima cognizione. Io sono uno che prova prova e sperimenta, legge ed acquista libri e corsi online, ho preso anche vari DVD da TIAB puoi controllare le fatture Luca. E se mi permetto di darti un suggerimento è senza alcuna aggressione o attacco, solo un modesto e piccolissimo suggerimento, per proporre di allargare i contenuti dei workhop sul video con reflex a concetti più ampi. Che oltre a tuttii gli oggetti sacrosanti del mestiere, parlino anche di come eseguire un lavoro che sia più complesso di una documentazione fotografica, come può essere appunto una serata in discoteca, o un Hotel turistico. Parlare quindi di come riprodurre una storia, parlando del fatto che bisognerebbe creare una storyboard, anche solo abbozzata (non è che bisogna fare un corso per disegnatori) ma almeno trattare di come si effettua un primo piano, un primissimo piano, una piano americano (io lo so perchè l’ho studioato per conto mio su altri canali). Altrimenti poi si vedono quelle cose assurde di dialoghi a 2 ripresi su due piani opposti, o totali non in bolla e corbellerie varie, senza parlare poi del tecnicismo senza le cui nozioni si dicono cose errate come quelle di Carlo.
    Vorrei concludere con una domanda: lo sapete esattamente come funziona lo shutter della vostra amata reflex? Un fotografo è abituato a chiamarlo otturatore e si presume che tutti (?) i fotografi sappiano come funziona esattamente a 1/2 1/4 1/60 o 1/2000. Bene! Ma quando premi il tasto LiveView e scegli un tempo tipo 1/50sec cosa succede esattamente al sensore? Certo è che l’otturatore (quello fotografico) resta sempre aperto. E bene ho fatto questa domanda ad un workshop video per reflex (e non era un cane il docente ve lo assicuro) eppure a questa domanda mi ha risposto udite udite: NON LO SO!
    Io sono andato a studiare e adesso lo so ma non voglio dire nulla che non ho detto già. Ho imparato molto ma veramente molto e rifare i l’esperienza del workshop, solo che vorrei iniziare a vedere (dopo la prima passata) nuovi workshop più evoluti dove una volta passata la carrellata degli attrezzi si iniziasse a parlare di come fare “Cinema”. Questo io, me lo aspetto da te Luca! E se già è così, se si andrà oltre in questo senso il giorno 22 io allora ci sarò.
    Gianfranco

    1. Sei contento, ora come detto nel tuo ultimo commento, sei pregato di finirla. Ufficialmente ti dico che non pubblicherò più nulla su questo tema da parte tua, non perché “ho paura”, ma perché penso che hai superato ampiamente il rispetto di chi si trova a casa d’altri.

    2. p.s. fare foto e video in discoteca non è cosa semplice cosi come sembra, si guadagna poco o nulla, ma vi assicuro che è un ottima scuola per coinvolgere le persone in modo veloce oltre ad essere un ottimo luogo per trovare persone interessanti a cui proporre i propri progetti.. date un occhio al nostro lavoro durato 4 anni: http://www.waaa.it/past-events/ … Luca scusa ma non resistevo a non commentare :)

  8. Ragazzi, userò una metafora per far capire il concetto che voglio esprimere.
    Ci sono un sacco di giocatori di calcio, ma nel nostro immaginario se ne fermano
    Ben pochi e dopo alcuni anni anche loro segnano il passo, insomma che ognuno
    Di noi riconosca il suo talento e non faccia cattivi pensieri nei confronti di chi da anni
    resta uno dei pochi riferimenti per noi professionisti. Un saluto a tutti

    1. @ Giuseppe: Tutti i contenuti teorici (quelli della mattina) di tutti i JumperCamp verranno pubblicati su JumperPremium. La presenza “fisica” è consigliata per coloro che vogliono appunto avere delle risposte specifiche, ma per gli abbonati è prevista la registrazione.

  9. Ma oltre ad aggiornamenti tecnici, workshop, spiegazioni, non sarebbe anche il caso di dedicare una mezz’ora all’aspetto “costi e ROI”? Conviene acquistare o noleggiare, indicazioni su budget per alcune produzioni, come non lavorare sottocosto senza ledere il settore o senza rimetterci per errate previsioni. E’ un argomento che difficiltemente vedo venga affrontato nei workshop, quando ai vari workshop (non vostri) pongo domande sull’aspetto economico cala il sipario….

    1. Giuseppe, abbiamo detto che il workshop lo facciamo sulla logica delle richieste. Coloro che partecipano hanno la possibilità di domandarci quello che vogliono, non facciamo prodotti preconfezionati perché le esigenze possono e devono essere specifiche). Se qualcuno che parteciperà di chiederà di affrontare questo argomento, lo tratteremo con serietà e senza nascondere dettagli.

  10. Se non accetti i commenti dei tuoi lettori e non li pubblichi allora faresti bene a chiudere del tutto la possibilità della replica. Altrimenti questa sì che è cattiva pubblicità! Sono molto deluso. E pensare che ho passato ore a leggerti ed ho anche acquistato i vostri jpmagazine. Ma forse a voi piacciono i lettori ignoranti con i quali potete stare 2 mt sopra e sembrare e sempre e comunque divini.

    1. Gianfranco, ora davvero mi hai rotto le scatole. Ho evitato di pubblicare ancora i tuoi commenti lunghi quanto un dizionario perché continui a dire solo quanto sei bravo (e purtroppo non ho visto cose meravigliose), perché non aggiungi niente e non crei discussione utile, solo dire IO IO IO IO IO. Vuoi fare un workshop video per mostrare quante cose sai? Sei il benvenuto, io ti risparmiavo di fare la figura di quello che vuole mettersi in evidenza. Ora metto in approvazione le cose che hai detto, e dopo questo non voglio più interventi su questo argomento che mi ha disgustato abbastanza. Inutile che mi ripeti, offrendomi con una carota in mano che “se faccio quello che vuoi tu ti iscrivi”. Rimani a casa, non è obbligatorio partecipare. Quello che dici, in piccola parte, è giusto, ma tu guardi solo a te stesso, con egoismo e presunzione credendo che quello che serve a te serve a tutti, e non è così: con quanti fotografi hai parlato che condividono le tue esigenze (legittime ma isolate)? Io parlo con tante persone, che hanno bisogno di aiuto in settori diversi dai tuoi, e lo dimostrano le richieste di chi, invece che fare polemiche sterili, inutili e pretenziose, si sono iscritti e hanno fatto delle richieste. E ricordati comunque che io posso permettermi, se voglio, di pubblicare o non pubblicare quello che mi va, fino a prova contraria e fino a quando “me lo permetti”. Non ti accorgi quanto ti sei messo su un trono, senza averne il diritto. Non qua, almeno.

  11. Giusto pochi giorni fa un amico/cliente mi ha detto che oltre alle foto gli servivano dei video :) e quindi per me l’ipotesi di un upgrade verso la D800 si fa più pressante… Certo, poi bisognerà ricominciare a studiare, e quindi a spendere, ma ci sono abituato :)
    ciao!
    c

  12. Ahhh, quando oltre 20 anni fa da studente “sperperavo” la mancetta comprando Photo, Zoom e Jump…
    Pianigiani era già li a svelarci in anticipo lo tsunami digitale che stava arrivando.
    Ma cosa ve lo dico a fare?

  13. Ciao, io vi seguo da tanto mi piacerebbe seguire anche i vostri corsi ma io abito in provincia di Potenza e per me è impossibile venire a Milano. avete pensato di fare qualcosa un pò più al sud? saluti peppe

    1. Ciao, per coloro che sono lontani abbiamo predisposto un servizio su JumperPremium: in pratica, tutti i corsi vengono registrati nella parte “teorica” e messi on line. Basta essere quindi abbonati a Jumper Premium, trovi info qui: http://www.jumperpremium.com
      Approfittane ;-)

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