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	<title>Commenti a: Se le idee vanno acquistate, cosa succede se non ci sono più soldi?</title>
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	<description>Risorse e formazione per fotografi professionisti</description>
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		<title>Di: simone</title>
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		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 09:30:29 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno Luca,
seguo SJ da molto tempo e spesso trovo i tuoi spunti illuminanti.
ti rispondo d&#039;istinto e spero che tu possa scusare eventuali disordini tra queste mie righe.
oggi, leggendo le tue parole, sento il peso del momento storico ancora più schiacciante. Sono architetto e grafico, mi occupo da alcuni anni anche di fotografia e seguo attentamente lo scenario della fotografia contemporanea sia sulla carta stampata che sul web e satellite. Ho l&#039;impressione che il fattore &#039;money&#039; sia presente e portante ormai da molto tempo. Come diceva ieri notte Clinton al Dave Letterman la società (la politica?!?) si è mossa per &#039;...fare diventare i ricchi sempre più ricchi....&#039; mentre il mondo oggi richiederebbe e meriterebbe una equa e democratica distribuzione delle opportunità, cioè dell&#039;accesso ai mercati (leggi, controllo, onestà....).

Ora in Italia puoi creare qualcosa se già hai le spalle ben coperte; per produrre qualsiasi cosa, anche servizi, servono molti soldi e se hai soldi (non importa come li hai avuti!) ti danno soldi, se non ne hai non esisti. Credo che la base del problema sia questo.
Per cui se non hai soldi e non te ne danno sei costretto a cercare finanziatori e stringere accordi unilaterali che, come forse nel caso di Uber, non ti lasciano scelta; finchè si può speculare sopra le tue idee bene, poi il vento cambia e....ciao. grazie e arrivederci.
Il pessimismo che ci circonda oggi è inevitabile e spesso si dice che quando si tocca il fondo è un buon segno perchè non si può fare altro che risalire. speriamo!

Intanto mi rendo conto che il &#039;fotografo&#039; oggi è una figura difficile da inquadrare, da un lato ci sono le super star superpagate (spesso meritatamente) dalle testate pilota, intoccabili e ingiudicabili (gli uni e le altre); dall&#039;altro lato ci sono orde di professionisti o aspiranti tali che, invasi dalla digitalmania, scattano di tutto di più nella speranza di trovare prima o poi un strada illuminante.
Sembra che anche il mercato delle immagini segua le leggi protezioniste degli altri mercati e le aziende sembrano puntare non sulla capacità di suggerire nuove figure professionali e nuovi orizzonti creativi, piuttosto sulla capacità di attrarre sempre più dilettanti (soldi...) illudendoli di poter diventare qualcosa in più con strumenti sempre più costosi e &#039;tuttofare&#039;, spingendo alla speculazione emotiva e trasformando la vera professione in una sorta di star-system inarrivabile.
Tutto questo, ottimamente sostenuto dalla pubblicità e da un marketing spietato, serve a rendere gli utenti-clienti sempre meno &#039;pensanti&#039; e sempre più &#039;ubbidienti&#039;. I produttori ci dicono di spendere e spandere per ottenere il meglio, in realtà così ci tengono stretti e inebetiti alla logica del &#039;di più è meglio&#039;, cercando in ogni modo di illuderci a comprare per rendere. In realtà dobbiamo pensare per rendere. 30 megapixel non rendono più di 6 se la foto che scatto è vuota, non parla per me e di me.

Penso che le &#039;idee&#039; di cui tu parli siano realmente il valore unico rimasto alla nostra società per progredire onestamente e sono pienamente d&#039;accordo con te in tutto. Possiamo investire solo sulle idee e cercare di trovare una strada e percorrerla per vederla realizzarsi, con le nostre forze.
Sarebbe però importante riuscire a svincolare l&#039;idea creativa dall&#039;idea del guadagno che ne deriverà. Sarebbe bello ritornare al concetto di mestiere, del piacere di fare qualcosa e di crescere nel farlo (sia professionalmente che umanamente), della capacità di attrarre interesse per la passione che si riesce a trasmettere e non solo per il guadagno che si può procurare.

Un mio maestro nel mestiere di grafico mi insegnava a &#039;non pensare a fare soldi ma a fare bene il mio lavoro&#039;, perchè da questo avrei tratto orgoglio e soddisfazione come uomo, l&#039;aspetto economico verrà da sè e rimmarrà comunque subordinato.
Il mio augurio è quello di vedere la nostra società tendere a questo, vedere le persone cercare di guadagnare prima la stima e la fiducia del prossimo attraverso i propri comportamenti professionali e civici, puntando su questi valori fondanti su cui si basano lo sviluppo e il futuro delle nostre civiltà.
Spero di non essere il solo sognatore di questo pianeta! grazie per l&#039;attenzione.
a presto, Simone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Luca,<br />
seguo SJ da molto tempo e spesso trovo i tuoi spunti illuminanti.<br />
ti rispondo d&#8217;istinto e spero che tu possa scusare eventuali disordini tra queste mie righe.<br />
oggi, leggendo le tue parole, sento il peso del momento storico ancora più schiacciante. Sono architetto e grafico, mi occupo da alcuni anni anche di fotografia e seguo attentamente lo scenario della fotografia contemporanea sia sulla carta stampata che sul web e satellite. Ho l&#8217;impressione che il fattore &#8216;money&#8217; sia presente e portante ormai da molto tempo. Come diceva ieri notte Clinton al Dave Letterman la società (la politica?!?) si è mossa per &#8216;&#8230;fare diventare i ricchi sempre più ricchi&#8230;.&#8217; mentre il mondo oggi richiederebbe e meriterebbe una equa e democratica distribuzione delle opportunità, cioè dell&#8217;accesso ai mercati (leggi, controllo, onestà&#8230;.).</p>
<p>Ora in Italia puoi creare qualcosa se già hai le spalle ben coperte; per produrre qualsiasi cosa, anche servizi, servono molti soldi e se hai soldi (non importa come li hai avuti!) ti danno soldi, se non ne hai non esisti. Credo che la base del problema sia questo.<br />
Per cui se non hai soldi e non te ne danno sei costretto a cercare finanziatori e stringere accordi unilaterali che, come forse nel caso di Uber, non ti lasciano scelta; finchè si può speculare sopra le tue idee bene, poi il vento cambia e&#8230;.ciao. grazie e arrivederci.<br />
Il pessimismo che ci circonda oggi è inevitabile e spesso si dice che quando si tocca il fondo è un buon segno perchè non si può fare altro che risalire. speriamo!</p>
<p>Intanto mi rendo conto che il &#8216;fotografo&#8217; oggi è una figura difficile da inquadrare, da un lato ci sono le super star superpagate (spesso meritatamente) dalle testate pilota, intoccabili e ingiudicabili (gli uni e le altre); dall&#8217;altro lato ci sono orde di professionisti o aspiranti tali che, invasi dalla digitalmania, scattano di tutto di più nella speranza di trovare prima o poi un strada illuminante.<br />
Sembra che anche il mercato delle immagini segua le leggi protezioniste degli altri mercati e le aziende sembrano puntare non sulla capacità di suggerire nuove figure professionali e nuovi orizzonti creativi, piuttosto sulla capacità di attrarre sempre più dilettanti (soldi&#8230;) illudendoli di poter diventare qualcosa in più con strumenti sempre più costosi e &#8216;tuttofare&#8217;, spingendo alla speculazione emotiva e trasformando la vera professione in una sorta di star-system inarrivabile.<br />
Tutto questo, ottimamente sostenuto dalla pubblicità e da un marketing spietato, serve a rendere gli utenti-clienti sempre meno &#8216;pensanti&#8217; e sempre più &#8216;ubbidienti&#8217;. I produttori ci dicono di spendere e spandere per ottenere il meglio, in realtà così ci tengono stretti e inebetiti alla logica del &#8216;di più è meglio&#8217;, cercando in ogni modo di illuderci a comprare per rendere. In realtà dobbiamo pensare per rendere. 30 megapixel non rendono più di 6 se la foto che scatto è vuota, non parla per me e di me.</p>
<p>Penso che le &#8216;idee&#8217; di cui tu parli siano realmente il valore unico rimasto alla nostra società per progredire onestamente e sono pienamente d&#8217;accordo con te in tutto. Possiamo investire solo sulle idee e cercare di trovare una strada e percorrerla per vederla realizzarsi, con le nostre forze.<br />
Sarebbe però importante riuscire a svincolare l&#8217;idea creativa dall&#8217;idea del guadagno che ne deriverà. Sarebbe bello ritornare al concetto di mestiere, del piacere di fare qualcosa e di crescere nel farlo (sia professionalmente che umanamente), della capacità di attrarre interesse per la passione che si riesce a trasmettere e non solo per il guadagno che si può procurare.</p>
<p>Un mio maestro nel mestiere di grafico mi insegnava a &#8216;non pensare a fare soldi ma a fare bene il mio lavoro&#8217;, perchè da questo avrei tratto orgoglio e soddisfazione come uomo, l&#8217;aspetto economico verrà da sè e rimmarrà comunque subordinato.<br />
Il mio augurio è quello di vedere la nostra società tendere a questo, vedere le persone cercare di guadagnare prima la stima e la fiducia del prossimo attraverso i propri comportamenti professionali e civici, puntando su questi valori fondanti su cui si basano lo sviluppo e il futuro delle nostre civiltà.<br />
Spero di non essere il solo sognatore di questo pianeta! grazie per l&#8217;attenzione.<br />
a presto, Simone.</p>
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		<title>Di: simone</title>
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		<dc:creator>simone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 09:30:00 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno Luca,
seguo SJ da molto tempo e spesso trovo i tuoi spunti illuminanti.
ti rispondo d&#039;istinto e spero che tu possa scusare eventuali disordini tra queste mie righe.
oggi, leggendo le tue parole, sento il peso del momento storico ancora più schiacciante. Sono architetto e grafico, mi occupo da alcuni anni anche di fotografia e seguo attentamente lo scenario della fotografia contemporanea sia sulla carta stampata che sul web e satellite. Ho l&#039;impressione che il fattore &#039;money&#039; sia presente e portante ormai da molto tempo. Come diceva ieri notte Clinton al Dave Letterman la società (la politica?!?) si è mossa per &#039;...fare diventare i ricchi sempre più ricchi....&#039; mentre il mondo oggi richiederebbe e meriterebbe una equa e democratica distribuzione delle opportunità, cioè dell&#039;accesso ai mercati (leggi, controllo, onestà....).

Ora in Italia puoi creare qualcosa se già hai le spalle ben coperte; per produrre qualsiasi cosa, anche servizi, servono molti soldi e se hai soldi (non importa come li hai avuti!) ti danno soldi, se non ne hai non esisti. Credo che la base del problema sia questo.
Per cui se non hai soldi e non te ne danno sei costretto a cercare finanziatori e stringere accordi unilaterali che, come forse nel caso di Uber, non ti lasciano scelta; finchè si può speculare sopra le tue idee bene, poi il vento cambia e....ciao. grazie e arrivederci.
Il pessimismo che ci circonda oggi è inevitabile e spesso si dice che quando si tocca il fondo è un buon segno perchè non si può fare altro che risalire. speriamo!

Intanto mi rendo conto che il &#039;fotografo&#039; oggi è una figura difficile da inquadrare, da un lato ci sono le super star superpagate (spesso meritatamente) dalle testate pilota, intoccabili e ingiudicabili (gli uni e le altre); dall&#039;altro lato ci sono orde di professionisti o aspiranti tali che, invasi dalla digitalmania, scattano di tutto di più nella speranza di trovare prima o poi un strada illuminante.
Sembra che anche il mercato delle immagini segua le leggi protezioniste degli altri mercati e le aziende sembrano puntare non sulla capacità di suggerire nuove figure professionali e nuovi orizzonti creativi, piuttosto sulla capacità di attrarre sempre più dilettanti (soldi...) illudendoli di poter diventare qualcosa in più con strumenti sempre più costosi e &#039;tuttofare&#039;, spingendo alla speculazione emotiva e trasformando la vera professione in una sorta di star-system inarrivabile.
Tutto questo, ottimamente sostenuto dalla pubblicità e da un marketing spietato, serve a rendere gli utenti-clienti sempre meno &#039;pensanti&#039; e sempre più &#039;ubbidienti&#039;. I produttori ci dicono di spendere e spandere per ottenere il meglio, in realtà così ci tengono stretti e inebetiti alla logica del &#039;di più è meglio&#039;, cercando in ogni modo di illuderci a comprare per rendere. In realtà dobbiamo pensare per rendere. 30 megapixel non rendono più di 6 se la foto che scatto è vuota, non parla per me e di me.

Penso che le &#039;idee&#039; di cui tu parli siano realmente il valore unico rimasto alla nostra società per progredire onestamente e sono pienamente d&#039;accordo con te in tutto. Possiamo investire solo sulle idee e cercare di trovare una strada e percorrerla per vederla realizzarsi, con le nostre forze.
Sarebbe però importante riuscire a svincolare l&#039;idea creativa dall&#039;idea del guadagno che ne deriverà. Sarebbe bello ritornare al concetto di mestiere, del piacere di fare qualcosa e di crescere nel farlo (sia professionalmente che umanamente), della capacità di attrarre interesse per la passione che si riesce a trasmettere e non solo per il guadagno che si può procurare.

Un mio maestro nel mestiere di grafico mi insegnava a &#039;non pensare a fare soldi ma a fare bene il mio lavoro&#039;, perchè da questo avrei tratto orgoglio e soddisfazione come uomo, l&#039;aspetto economico verrà da sè e rimmarrà comunque subordinato.
Il mio augurio è quello di vedere la nostra società tendere a questo, vedere le persone cercare di guadagnare prima la stima e la fiducia del prossimo attraverso i propri comportamenti professionali e civici, puntando su questi valori fondanti su cui si basano lo sviluppo e il futuro delle nostre civiltà.
Spero di non essere il solo sognatore di questo pianeta! grazie per l&#039;attenzione.
a presto, Simone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Luca,<br />
seguo SJ da molto tempo e spesso trovo i tuoi spunti illuminanti.<br />
ti rispondo d&#8217;istinto e spero che tu possa scusare eventuali disordini tra queste mie righe.<br />
oggi, leggendo le tue parole, sento il peso del momento storico ancora più schiacciante. Sono architetto e grafico, mi occupo da alcuni anni anche di fotografia e seguo attentamente lo scenario della fotografia contemporanea sia sulla carta stampata che sul web e satellite. Ho l&#8217;impressione che il fattore &#8216;money&#8217; sia presente e portante ormai da molto tempo. Come diceva ieri notte Clinton al Dave Letterman la società (la politica?!?) si è mossa per &#8216;&#8230;fare diventare i ricchi sempre più ricchi&#8230;.&#8217; mentre il mondo oggi richiederebbe e meriterebbe una equa e democratica distribuzione delle opportunità, cioè dell&#8217;accesso ai mercati (leggi, controllo, onestà&#8230;.).</p>
<p>Ora in Italia puoi creare qualcosa se già hai le spalle ben coperte; per produrre qualsiasi cosa, anche servizi, servono molti soldi e se hai soldi (non importa come li hai avuti!) ti danno soldi, se non ne hai non esisti. Credo che la base del problema sia questo.<br />
Per cui se non hai soldi e non te ne danno sei costretto a cercare finanziatori e stringere accordi unilaterali che, come forse nel caso di Uber, non ti lasciano scelta; finchè si può speculare sopra le tue idee bene, poi il vento cambia e&#8230;.ciao. grazie e arrivederci.<br />
Il pessimismo che ci circonda oggi è inevitabile e spesso si dice che quando si tocca il fondo è un buon segno perchè non si può fare altro che risalire. speriamo!</p>
<p>Intanto mi rendo conto che il &#8216;fotografo&#8217; oggi è una figura difficile da inquadrare, da un lato ci sono le super star superpagate (spesso meritatamente) dalle testate pilota, intoccabili e ingiudicabili (gli uni e le altre); dall&#8217;altro lato ci sono orde di professionisti o aspiranti tali che, invasi dalla digitalmania, scattano di tutto di più nella speranza di trovare prima o poi un strada illuminante.<br />
Sembra che anche il mercato delle immagini segua le leggi protezioniste degli altri mercati e le aziende sembrano puntare non sulla capacità di suggerire nuove figure professionali e nuovi orizzonti creativi, piuttosto sulla capacità di attrarre sempre più dilettanti (soldi&#8230;) illudendoli di poter diventare qualcosa in più con strumenti sempre più costosi e &#8216;tuttofare&#8217;, spingendo alla speculazione emotiva e trasformando la vera professione in una sorta di star-system inarrivabile.<br />
Tutto questo, ottimamente sostenuto dalla pubblicità e da un marketing spietato, serve a rendere gli utenti-clienti sempre meno &#8216;pensanti&#8217; e sempre più &#8216;ubbidienti&#8217;. I produttori ci dicono di spendere e spandere per ottenere il meglio, in realtà così ci tengono stretti e inebetiti alla logica del &#8216;di più è meglio&#8217;, cercando in ogni modo di illuderci a comprare per rendere. In realtà dobbiamo pensare per rendere. 30 megapixel non rendono più di 6 se la foto che scatto è vuota, non parla per me e di me.</p>
<p>Penso che le &#8216;idee&#8217; di cui tu parli siano realmente il valore unico rimasto alla nostra società per progredire onestamente e sono pienamente d&#8217;accordo con te in tutto. Possiamo investire solo sulle idee e cercare di trovare una strada e percorrerla per vederla realizzarsi, con le nostre forze.<br />
Sarebbe però importante riuscire a svincolare l&#8217;idea creativa dall&#8217;idea del guadagno che ne deriverà. Sarebbe bello ritornare al concetto di mestiere, del piacere di fare qualcosa e di crescere nel farlo (sia professionalmente che umanamente), della capacità di attrarre interesse per la passione che si riesce a trasmettere e non solo per il guadagno che si può procurare.</p>
<p>Un mio maestro nel mestiere di grafico mi insegnava a &#8216;non pensare a fare soldi ma a fare bene il mio lavoro&#8217;, perchè da questo avrei tratto orgoglio e soddisfazione come uomo, l&#8217;aspetto economico verrà da sè e rimmarrà comunque subordinato.<br />
Il mio augurio è quello di vedere la nostra società tendere a questo, vedere le persone cercare di guadagnare prima la stima e la fiducia del prossimo attraverso i propri comportamenti professionali e civici, puntando su questi valori fondanti su cui si basano lo sviluppo e il futuro delle nostre civiltà.<br />
Spero di non essere il solo sognatore di questo pianeta! grazie per l&#8217;attenzione.<br />
a presto, Simone.</p>
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		<title>Di: Luca Pianigiani</title>
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		<dc:creator>Luca Pianigiani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 07:36:40 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Michele. Però se sei venuto alla presentazione di Acrobat, significa che.... non leggevi con superficialità il Sunday Jumper, anzi! Sono contento che tu sia venuto e che sia stato utile. A presto, buona giornata.
Luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Michele. Però se sei venuto alla presentazione di Acrobat, significa che&#8230;. non leggevi con superficialità il Sunday Jumper, anzi! Sono contento che tu sia venuto e che sia stato utile. A presto, buona giornata.<br />
Luca</p>
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		<title>Di: Luca Pianigiani</title>
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		<dc:creator>Luca Pianigiani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 07:36:00 +0000</pubDate>
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Luca</description>
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Luca</p>
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		<title>Di: Michele</title>
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		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 07:21:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ho partecipato alla presentazione di Acrobat 9 a Milano seguendo il tuo consiglio del SJ della asettimana precedente e avevi ragione.Seguendo e verificando come si sta evolvendo il nostro mondo ( faccio il fotografo , ma con la f minuscola...quello di bottega !) ho constattao che bisogna &quot;aprirsi &quot; a tutto ciò di nuovo che può entrare e amalgamarsi con il nostro lavoro .Aver visto cosa si può fare con Acrobat 9 mi ha dato nuove idee di utilizzo.Grazie e complimenti
Prima leggevo SJ con superficialità poichè imaginavo chissà chi dietro a chi scriveva, ma vedere di persona chi si &quot;smazza&quot; ad informarci e la semplicità con cui lo fa mi ha convinto di leggerti sin da oggi sino in fondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho partecipato alla presentazione di Acrobat 9 a Milano seguendo il tuo consiglio del SJ della asettimana precedente e avevi ragione.Seguendo e verificando come si sta evolvendo il nostro mondo ( faccio il fotografo , ma con la f minuscola&#8230;quello di bottega !) ho constattao che bisogna &#8220;aprirsi &#8221; a tutto ciò di nuovo che può entrare e amalgamarsi con il nostro lavoro .Aver visto cosa si può fare con Acrobat 9 mi ha dato nuove idee di utilizzo.Grazie e complimenti<br />
Prima leggevo SJ con superficialità poichè imaginavo chissà chi dietro a chi scriveva, ma vedere di persona chi si &#8220;smazza&#8221; ad informarci e la semplicità con cui lo fa mi ha convinto di leggerti sin da oggi sino in fondo.</p>
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		<title>Di: Michele</title>
		<link>http://www.jumper.it/se-le-idee-vanno-acquistate-cosa-succede-se-non-ci-sono-piu-soldi/comment-page-1/#comment-15181</link>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 07:21:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ho partecipato alla presentazione di Acrobat 9 a Milano seguendo il tuo consiglio del SJ della asettimana precedente e avevi ragione.Seguendo e verificando come si sta evolvendo il nostro mondo ( faccio il fotografo , ma con la f minuscola...quello di bottega !) ho constattao che bisogna &quot;aprirsi &quot; a tutto ciò di nuovo che può entrare e amalgamarsi con il nostro lavoro .Aver visto cosa si può fare con Acrobat 9 mi ha dato nuove idee di utilizzo.Grazie e complimenti
Prima leggevo SJ con superficialità poichè imaginavo chissà chi dietro a chi scriveva, ma vedere di persona chi si &quot;smazza&quot; ad informarci e la semplicità con cui lo fa mi ha convinto di leggerti sin da oggi sino in fondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho partecipato alla presentazione di Acrobat 9 a Milano seguendo il tuo consiglio del SJ della asettimana precedente e avevi ragione.Seguendo e verificando come si sta evolvendo il nostro mondo ( faccio il fotografo , ma con la f minuscola&#8230;quello di bottega !) ho constattao che bisogna &#8220;aprirsi &#8221; a tutto ciò di nuovo che può entrare e amalgamarsi con il nostro lavoro .Aver visto cosa si può fare con Acrobat 9 mi ha dato nuove idee di utilizzo.Grazie e complimenti<br />
Prima leggevo SJ con superficialità poichè imaginavo chissà chi dietro a chi scriveva, ma vedere di persona chi si &#8220;smazza&#8221; ad informarci e la semplicità con cui lo fa mi ha convinto di leggerti sin da oggi sino in fondo.</p>
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