Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l’ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.

Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d’allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo’; ma la tua festa
ch’anco tardi a venir non ti sia grave.
(
Il Sabato del villaggio – Giacomo Leopardi)

A volte le date imposte sono delle prigioni: oggi è domenica – da pochi minuti, per chi scrive – ed è l’11 aprile. Domani, 12 aprile, verrà annunciato qualcosa di importante, ma oggi non possiamo parlarne: è questione di “embargo“, anche se si tratta di un “embargo che fa acqua da tutte le parti“, nel senso che in rete se ne parla da settimane, e fa davvero sorridere far finta di nulla. Ma qui siamo personcine serie, e quindi se firmiamo delle clausole le rispettiamo (anche quando non le firmiamo, basta la parola: sta di fatto, però, che le abbiamo proprio firmate per motivi che riguardano il grado di approfondimento che volevamo e dovevamo avere. Dovevamo sapere, molto prima e molto di più, e quindi ci siamo impegnati).

Domani ne parleremo, in modo approfondito, quindi domani riceverete un’aggiunta a questo SundayJumper, ma in realtà ci sarà anche più, ben di più che non un semplice “testo”. Il fatto è che oggi è domenica 11, e non lunedi 12… il che vuol dire che bisogna parlare di altro, e non è che non ci sarebbero argomenti: ce ne sono sempre tanti, da discutere con gli amici. Ma è come al lunedi mattina, al bar: non siamo tra quelli che amano il calcio, e quindi al lunedi mattina mi sembro scemo ad andare al bar dove tutti parlano di calcio. Negli altri giorni si può quasi parlare di tutto, al lunedi mattina se ti metti a parlare del futuro del mondo ti guardano come se tu fossi un beota: si parla, naturalmente, del Milan, dell’Inter, della Juve e dei fatti che hanno contraddistinto la giornata calcistica.

Al tempo stesso, mentre cercavamo un argomento che potesse rendere sensata la scelta della discussione, che potesse mettere da parte il discorso “del giorno”, mi è tornata in mente – che strana macchina è la mente umana – la poesia “Sabato del Villaggio” di Giacomo Leopardi. E’ una cosa curiosa, perché non amo molto la poesia (anche se poi, amando la parola scritta, non posso che non esserne attratto), ma specialmente perché ho studiato all’estero (in Brasile) e quindi ho perso molti degli anni che di solito si passano a scuola sulle poesie degli autori italiani. Di questa poesia, non ne ricordavo tanto le parole, che sono andato a recuperare, ma il senso che  – evidentemente – mi era rimasto nella mente, e quindi mi aveva colpito. Il senso della poesia portava a dire che il sabato, preludio al giorno di festa, è il momento più bello, tutto da gustare. Permette di fantasticare, di guardare con serenità al futuro. Quando si arriva alla domenica, si guarda già oltre, alla settimana di lavoro che sta “tornando”, e quindi si perde l’attimo, non si riesce a cogliere appieno. Siamo sempre un po’ così tutti, no? Non riusciamo a vivere l’attimo, che sfugge, che non riusciamo a goderlo nella sua completezza, perché siamo proiettati nel futuro. Siamo tutti un po’ (e noi ancor più colpevoli, lo ammettiamo) quei “garzoncelli scherzosi” della poesia, che hanno tanta fretta di raggiungere l’età adulta, di raggiungere il futuro, ed invece è importante goderci l’attesa del sabato, che sono poi – metaforicamente – i sogni della giovinezza.

Alle porte di un’evoluzione importante (perché sarà importante…), mi domando se ne siamo pronti, se dedichiamo all’attesa il giusto tempo, la giusta sensazione. Qualcuno potrà dire che un prodotto o una tecnologia (visto che si tratta di questo), non può essere sempre così importante da condizionare la nostra vita, personale o professionale. Certo, ci sono tanti dettagli, di pari o superiore importanza, ma ci sono anche momenti storici che influenzano il mondo che viviamo, le professioni, i mercati e che li viviamo da “domenica” e non da “sabato”: li diamo per scontati e guardiamo oltre. Ancor più quando le innovazioni sono “seriali”, e quindi sono caratterizzate da numeri progressivi: 1, 2, 3, 4…5. Dopo il 4 è ovvio che arriva il 5, spesso prima di quello che si attende, e poi – dopo il 5 – arriverà un 6, un 7… Si tende a minimizzare, addirittura a subire un fastidio. E non ci si ferma a guardare, si corre avanti, magari denunciando a gran voce l’intenzione di “fermarsi”, di attendere, di non voler subire le innovazioni, ma di controllarle. Quindi, oggi, quando non si può ancora dire nulla, ma anche domani  (quando invece anche noi, che siamo corretti nel seguire le date, se ne parla dopo le 17 ora italiana…), e anche nei prossimi giorni, il consiglio è quello di considerare un periodo di attento godimento di quello che sarà… andando oltre alla breve e disincantata analisi di nuove funzionalità o nuovi “effetti speciali”: secondo noi, questo “gradino” di innovazione sarà importante, perché ci metterà di fronte a dei fatti, che finora abbiamo solo percepito, discusso, sognato. E, quando bisogna passare dalla teoria ai fatti non basta “guardare oltre”, dobbiamo guardare dentro: dentro l’innovazione e dentro di noi.

Questo SundayJumper, quindi, non è vuoto come pensavamo, è un momento da condividere, e in qualche modo rispecchia lo spirito stesso del SundayJumper: quello di un’informazione che esce dalla cronaca, dallo stress delle giornate di “azione”, dalle corse: ci si ferma, si assaggiano e si affrontano tematiche da “domenica”, si guarda con maggiore serenità a quello che bisogna fare. Ci si ferma a pensare: domani parleremo di novità, cercheremo di collocare le novità in un contesto che in questi mesi abbiamo già digerito, visto che da mesi sono i nostri compagni di viaggio, li abbiamo usati prima di voi (ancora in versioni non definitive) non per morbosa curiosità, ma per produrre, per realizzare progetti. Ed è per questo che parliamo così, oggi, nella giornata della vigilia. Lo sapete che non siamo “giornalisti” che affrontano le novità con spirito consumistico, come un pasto da preparar veloce e farlo digerire ai lettori come un panino del fast food. Siamo persone che cercano di capire – quando ci sono vere innovazioni – come e cosa può cambiare, e per farlo non basta annusare, bisogna sporcarsi le mani, bisogna soffrire per capire, cercare di guardare oltre all’ovvio che esce da un comunicato stampa. Domani saremo al mattino alla conferenza di annuncio, ci diranno cose che vi racconteremo… ma prima di tutto vi racconteremo come la vediamo, e come l’abbiamo vista prima noi. Com’è stato il nostro “sabato”… un sabato bellissimo, di scoperte, di emozioni, di sogni che si realizzano. A domani… per ora, che sia ancora “sabato”, per voi.

50 responses

  1. beh, si legge da tutte le parti che il 12/4 arriva il 5 (che poi sarebbe l’11, se non baglio…);
    lo aspetto con ansia, include funzioni che aprono finestre su mondi finora riservati ad altri comparti.

    A domani!

  2. beh, si legge da tutte le parti che il 12/4 arriva il 5 (che poi sarebbe l’11, se non baglio…);
    lo aspetto con ansia, include funzioni che aprono finestre su mondi finora riservati ad altri comparti.

    A domani!

  3. Software o tecnologia? Versione 5 o mega iPhone? O tutte e 2? Buon “sabato” a tutti!

  4. Software o tecnologia? Versione 5 o mega iPhone? O tutte e 2? Buon “sabato” a tutti!

  5. Io ho un amico che si venderebbe la madre per questa notizia: si può disegnare sull’iPad come su una tavoletta grafica… Non riesce a capacitarsi che non si possa fare. Vabbè, ognuno aspetta la notizia che preferisce, Leopardi sarebbe rifiorito ricevendo un sms della sua Silvia :-)
    ciao!
    c

  6. Io ho un amico che si venderebbe la madre per questa notizia: si può disegnare sull’iPad come su una tavoletta grafica… Non riesce a capacitarsi che non si possa fare. Vabbè, ognuno aspetta la notizia che preferisce, Leopardi sarebbe rifiorito ricevendo un sms della sua Silvia :-)
    ciao!
    c

  7. Argh! Farò felice un uomo, gliela segnalo subito… :-) Lui è realmente un architetto volante, nel senso che davvero ha bisogno di portarsi appresso l’ufficio, e quindi siccome ama disegnare a mano e poco i pesi, l’iPad lo tentava moltissimo. Ora non avrà più scampo :-)
    thank you Luca :-)

  8. Argh! Farò felice un uomo, gliela segnalo subito… :-) Lui è realmente un architetto volante, nel senso che davvero ha bisogno di portarsi appresso l’ufficio, e quindi siccome ama disegnare a mano e poco i pesi, l’iPad lo tentava moltissimo. Ora non avrà più scampo :-)
    thank you Luca :-)

  9. Mmmm… si ma “come” si disegna? Con una penna tipo tavoletta grafica? Oppure con comandi a video tipo una comune applicazione grafica?… Ho paura che sia quest’ultima la più realistica!
    mi scuso per l’ot :-)

  10. Mmmm… si ma “come” si disegna? Con una penna tipo tavoletta grafica? Oppure con comandi a video tipo una comune applicazione grafica?… Ho paura che sia quest’ultima la più realistica!
    mi scuso per l’ot :-)

  11. No no: su iPad solo dito. Se vuole usare le penne, c’è Wacom con la sua Cintiq… che però si deve portare dietro un computer (ma è una meraviglia…)

  12. Mah!?!
    chiunque abbia la 1 o la 2 o la 3 o la 4 (registrate originali naturalmente) e’ stato, in queste settimane, tempestato di inviti per domani pomeriggio proprio dalla “madre” , quindi tutto questo mistero che ti chiedono ( o impongono per contratto) odora tanto tanto di fumo….. aspettiamo domani per vedere se ci sara’ anche l’arrosto…..
    Mah!?!

  13. No no: su iPad solo dito. Se vuole usare le penne, c’è Wacom con la sua Cintiq… che però si deve portare dietro un computer (ma è una meraviglia…)

  14. Mah!?!
    chiunque abbia la 1 o la 2 o la 3 o la 4 (registrate originali naturalmente) e’ stato, in queste settimane, tempestato di inviti per domani pomeriggio proprio dalla “madre” , quindi tutto questo mistero che ti chiedono ( o impongono per contratto) odora tanto tanto di fumo….. aspettiamo domani per vedere se ci sara’ anche l’arrosto…..
    Mah!?!

  15. Sante… che dici? Non capisco ! ;-)
    Non esiste Flash che va su iPad/iPhone… anzi… negli ultimi giorni si sono bellamente presi a schiaffi, Apple e Adobe…

  16. Sante… che dici? Non capisco ! ;-)
    Non esiste Flash che va su iPad/iPhone… anzi… negli ultimi giorni si sono bellamente presi a schiaffi, Apple e Adobe…

  17. ho visto nella presentazione di CS5 che il nuovo Flash pro va su Iphone, smartphone, e compagnia bella, una vera rivoluzione; hanno fatto vedere il NYTimes su Iphone, e altri esempi;

  18. ho visto nella presentazione di CS5 che il nuovo Flash pro va su Iphone, smartphone, e compagnia bella, una vera rivoluzione; hanno fatto vedere il NYTimes su Iphone, e altri esempi;

  19. No Sante, purtroppo non è così. La storia è questa: Adobe ha sviluppato un “compiler” che consente da Adobe Flash Professional CS5 di “salvare” programmi Flash in applicazioni iPhone. Purtroppo proprio l’altro giorno Apple ha bloccato, con l’annuncio OS4, qualsiasi applicazione non creata con i “tools” ufficiali, quindi al momento questa funzionalità, che pur disponibile, non sembra utilizzabile. Tocchi un tasto delicato… e molto doloroso, al momento. Abbiamo sviluppato molti progetti su questa possibilità e attendiamo chiarimenti ed evoluzioni.

    Le soluzioni tipo NYT sono frutto di una serie di “percorsi” che se vuoi possiamo approfondire ;-)

  20. No Sante, purtroppo non è così. La storia è questa: Adobe ha sviluppato un “compiler” che consente da Adobe Flash Professional CS5 di “salvare” programmi Flash in applicazioni iPhone. Purtroppo proprio l’altro giorno Apple ha bloccato, con l’annuncio OS4, qualsiasi applicazione non creata con i “tools” ufficiali, quindi al momento questa funzionalità, che pur disponibile, non sembra utilizzabile. Tocchi un tasto delicato… e molto doloroso, al momento. Abbiamo sviluppato molti progetti su questa possibilità e attendiamo chiarimenti ed evoluzioni.

    Le soluzioni tipo NYT sono frutto di una serie di “percorsi” che se vuoi possiamo approfondire ;-)

  21. Eh, infatti…
    non discuto il fascino del mondo della mela, ma essendo sulla piattaforma avversaria, all’inizio scelta per limitazioni di budget, poi per la difficoltà a condividere i sw acquistati sulle diverse piattaforme, più volte ho pensato al salto, ma se non l’ho ancora fatto è per alcuni motivi:

    come sul SJ scorso si parlava di colla e di viti, se mi salta l’alimentatore (magari su PC salta e su Mac no…) ma mi piace l’idea di acquistare al volo un nuovo componente e montarlo, senza dover stare senza strumento in attesa degli interventi tecnici (per non parlare della spesa…)

    la filosofia di SJ (nel senso di Steve Jobs) è un po’ troppo chiusa, per i miei gusti. Per aderire, devi spendere. Molto poco di condivisione (certo che la lotta alla pirateria è dura…) però la lotta alla pirtateria si traduce nella limitazione della libertà di utilizzo del mezzo, come per il drm di iTunes, con il quale, certo anche per ignoranza mia, ho peso una 20 di euro di musica acquistata per aver dovuto formattare l’HD qualche volta. Perchè, visto che ho un account dove l’acquisto è documentato, non posso riscaricare la mia musica? E se ora hanno rinunciato all’uso del drm, perchè non è retroattivo? Lo so, 20 euro non sono niente, ma è il principio…

    Se volessi sviluppare per Apple, potrei farlo senza aderire completamente alla piattaforma, con i costi che dovrei sostenere (visto che di costi ne ho già sostenuti assai…)? Mi sono documenta al volo ora per rispondere a questa domanda e scopreo che la versione SDK della piattaforma di sviluppo “porterebbe alla creazione di applicazioni al di sotto degli standard”, quindi viene deprecata ion favore della piattaforma commerciale (che in ogni caso non credo girerebbe su PC…)

    Insomma, bello, bello, ma un po’ troppo chiuso per i miei gusti…

    Io, come al solito, aspetto volentieri, per poter fare la scelta più giusta anche se con mostruoso ritardo rispetto al resto del mondo….

    Magari, poi l’iPad me lo compro….

    Monica

    1. Monica, credo che sia sbagliato parlare di piattaforma “avversaria”. Si tratta di approccio e di filosofia. Se mi salta un alimentatore, io nemmeno mi sogno di cambiarlo: il massimo che ho fatto nella mia vita dal punto di vista dell’hardware è stato cambiare la RAM al mio portatile (operazione che è anche molto semplice sugli ultimi MacBook Unibody), ma ricordo ancora il sudore e il panico. Non mi considero un idiota, dico solo che non fa per me, che se si rompe la macchina, nemmeno apro il cofano, perché lui non mi dice: mi si è rotta la cinghia, e anche se lo capisco tanto non posso farci nulla: vado dal dottore. Per contro, grazie ad una piattaforma informatica ottimizzata, dove ogni dettaglio è studiato in sinergia tra hardware e software, non mi sono capitate migliaia di inconvenienti che so che bloccano e rallentano il lavoro degli utenti Windows. Ogni scelta si paga, ma in realtà ogni scelta è una … scelta: ognuno di noi le fa, in funzione del proprio approccio, e credo che non sia sensato (al giorno d’oggi… negli anni ’80 i ragazzetti americani utenti Mac venivano picchiati dai compagni… sul serio!) parlare di competizione e di “avversità di piatatforma” (segnalo comunque che in 20 anni non mi si è mai rotto un alimentatore sui Mac, ma evito di dirlo perché magari mi succede domani).
      Per quello che riguarda il DRM, le colpe non sono tutte da riflettere su Apple, che su questo ha comunque creato un ecosistema invincibile con l’iPod. Non sarebbe nato l’iTunes Store, senza DRM: non per colpa di Apple, ma perché le case discografiche non avrebbero MAI accettato di far vedere musica non protetta. Se vogliamo dire che è colpa di Apple, commettiamo un errore storico… Consiglio sempre di leggere “Cultura Libera” di Lessig (http://www.bol.it/libri/Cultura-libera.-equilibrio/Lawrence-Lessig/ea978885032250/) per comprendere a fondo le tematiche di un uso (abuso) dei diritti d’autore da parte di pochi grandi gruppi a svantaggio di chi è corretto, di chi compra beni digitali e che trova molte più limitazioni di coloro che scelgono la strada “analogica”. Spesso cito anche EFF.org, che difende i diritti dei “cittadini digitali”. Apple ha creato un impero su questo, ma al momento “utile” ha aperto alcune porte; non è possibile “tornare indietro”, ma questo ancora una volta non per “colpa” di Apple, ma di un contratto che all’epoca hai firmato, è che poneva vincoli imposti dal titolare del diritto d’autore. E’ come dire che se domani metti le tue foto su iStockPhoto, i clienti per i quali avevi prodotto quelle foto ti chiedono i soldi indietro, o no?
      Ci sono cose che fanno arrabbiare anche me, della politica di Apple, venerdi è stata una giornata nera per me, che stavo sviluppando una serie di prodotti e di innovazioni che mi sono state letteramente chiuse a causa del cambiamento degli accordi per lo sviluppo su iPhone e iPad. E’ una situazione grave, che mi infastidisce e che crea problemi seri. E’ stato un gesto di forza, che ha delle motivazioni strategiche forti (e da parte di Apple comprensibili)… ma questo non toglie che crea problemi a migliaia di persone e a molte aziende. Si cercherà una soluzione, l’alternativa è decidere di non sviluppare per queste piattaforme, che però sono le più importanti in certi ambiti (mobile, digital publishing). La scelta non è facile, e il futuro dirà chi aveva ragione: i più chiusi o i più aperti. Personalmente amerei un mondo migliore, ma è utopia, e quindi cerco di capire entrambi i mondi, cerco di non essere io chiuso, e cerco di sopravvivere facendo le cose migliori che riesco a fare. Per ora usando un Mac ;-)

  22. Eh, infatti…
    non discuto il fascino del mondo della mela, ma essendo sulla piattaforma avversaria, all’inizio scelta per limitazioni di budget, poi per la difficoltà a condividere i sw acquistati sulle diverse piattaforme, più volte ho pensato al salto, ma se non l’ho ancora fatto è per alcuni motivi:

    come sul SJ scorso si parlava di colla e di viti, se mi salta l’alimentatore (magari su PC salta e su Mac no…) ma mi piace l’idea di acquistare al volo un nuovo componente e montarlo, senza dover stare senza strumento in attesa degli interventi tecnici (per non parlare della spesa…)

    la filosofia di SJ (nel senso di Steve Jobs) è un po’ troppo chiusa, per i miei gusti. Per aderire, devi spendere. Molto poco di condivisione (certo che la lotta alla pirateria è dura…) però la lotta alla pirtateria si traduce nella limitazione della libertà di utilizzo del mezzo, come per il drm di iTunes, con il quale, certo anche per ignoranza mia, ho peso una 20 di euro di musica acquistata per aver dovuto formattare l’HD qualche volta. Perchè, visto che ho un account dove l’acquisto è documentato, non posso riscaricare la mia musica? E se ora hanno rinunciato all’uso del drm, perchè non è retroattivo? Lo so, 20 euro non sono niente, ma è il principio…

    Se volessi sviluppare per Apple, potrei farlo senza aderire completamente alla piattaforma, con i costi che dovrei sostenere (visto che di costi ne ho già sostenuti assai…)? Mi sono documenta al volo ora per rispondere a questa domanda e scopreo che la versione SDK della piattaforma di sviluppo “porterebbe alla creazione di applicazioni al di sotto degli standard”, quindi viene deprecata ion favore della piattaforma commerciale (che in ogni caso non credo girerebbe su PC…)

    Insomma, bello, bello, ma un po’ troppo chiuso per i miei gusti…

    Io, come al solito, aspetto volentieri, per poter fare la scelta più giusta anche se con mostruoso ritardo rispetto al resto del mondo….

    Magari, poi l’iPad me lo compro….

    Monica

    1. Monica, credo che sia sbagliato parlare di piattaforma “avversaria”. Si tratta di approccio e di filosofia. Se mi salta un alimentatore, io nemmeno mi sogno di cambiarlo: il massimo che ho fatto nella mia vita dal punto di vista dell’hardware è stato cambiare la RAM al mio portatile (operazione che è anche molto semplice sugli ultimi MacBook Unibody), ma ricordo ancora il sudore e il panico. Non mi considero un idiota, dico solo che non fa per me, che se si rompe la macchina, nemmeno apro il cofano, perché lui non mi dice: mi si è rotta la cinghia, e anche se lo capisco tanto non posso farci nulla: vado dal dottore. Per contro, grazie ad una piattaforma informatica ottimizzata, dove ogni dettaglio è studiato in sinergia tra hardware e software, non mi sono capitate migliaia di inconvenienti che so che bloccano e rallentano il lavoro degli utenti Windows. Ogni scelta si paga, ma in realtà ogni scelta è una … scelta: ognuno di noi le fa, in funzione del proprio approccio, e credo che non sia sensato (al giorno d’oggi… negli anni ’80 i ragazzetti americani utenti Mac venivano picchiati dai compagni… sul serio!) parlare di competizione e di “avversità di piatatforma” (segnalo comunque che in 20 anni non mi si è mai rotto un alimentatore sui Mac, ma evito di dirlo perché magari mi succede domani).
      Per quello che riguarda il DRM, le colpe non sono tutte da riflettere su Apple, che su questo ha comunque creato un ecosistema invincibile con l’iPod. Non sarebbe nato l’iTunes Store, senza DRM: non per colpa di Apple, ma perché le case discografiche non avrebbero MAI accettato di far vedere musica non protetta. Se vogliamo dire che è colpa di Apple, commettiamo un errore storico… Consiglio sempre di leggere “Cultura Libera” di Lessig (http://www.bol.it/libri/Cultura-libera.-equilibrio/Lawrence-Lessig/ea978885032250/) per comprendere a fondo le tematiche di un uso (abuso) dei diritti d’autore da parte di pochi grandi gruppi a svantaggio di chi è corretto, di chi compra beni digitali e che trova molte più limitazioni di coloro che scelgono la strada “analogica”. Spesso cito anche EFF.org, che difende i diritti dei “cittadini digitali”. Apple ha creato un impero su questo, ma al momento “utile” ha aperto alcune porte; non è possibile “tornare indietro”, ma questo ancora una volta non per “colpa” di Apple, ma di un contratto che all’epoca hai firmato, è che poneva vincoli imposti dal titolare del diritto d’autore. E’ come dire che se domani metti le tue foto su iStockPhoto, i clienti per i quali avevi prodotto quelle foto ti chiedono i soldi indietro, o no?
      Ci sono cose che fanno arrabbiare anche me, della politica di Apple, venerdi è stata una giornata nera per me, che stavo sviluppando una serie di prodotti e di innovazioni che mi sono state letteramente chiuse a causa del cambiamento degli accordi per lo sviluppo su iPhone e iPad. E’ una situazione grave, che mi infastidisce e che crea problemi seri. E’ stato un gesto di forza, che ha delle motivazioni strategiche forti (e da parte di Apple comprensibili)… ma questo non toglie che crea problemi a migliaia di persone e a molte aziende. Si cercherà una soluzione, l’alternativa è decidere di non sviluppare per queste piattaforme, che però sono le più importanti in certi ambiti (mobile, digital publishing). La scelta non è facile, e il futuro dirà chi aveva ragione: i più chiusi o i più aperti. Personalmente amerei un mondo migliore, ma è utopia, e quindi cerco di capire entrambi i mondi, cerco di non essere io chiuso, e cerco di sopravvivere facendo le cose migliori che riesco a fare. Per ora usando un Mac ;-)

  23. Certamente, in un mondo migliore, il compromesso tra tutela dell’autore e tutela del consumatore, non dovrebbe subire il meccanismo viziato che certe posizioni di strapotere (e qui, avversari non ce ne sono, sono tutti dalla stessa parte), sfruttano per poter semplicemente guadagnare di più… Non credo che abbiano bisogno di divenire più ricchi, in definitiva.

    Da questo punto di vista, comprendo molto di più la filosofia Google, che apre in anteprima le sue piattaforme agli sviluppatori e impiega molte energie a fare community. Ma indubbiamente loro non vendono Hardwere, quindi la speculazione è molto meno appetibile.

    Dopodichè, indiscutibilmente un sistema più chiuso è molto più sotto controllo e quindi consente di foprnire molte più garanzie, e questo è un approccio più che giustificato.

    Nel mio piccolo, per il momento mi accontento di fare “cappottini” per l’iPod :-))

  24. Certamente, in un mondo migliore, il compromesso tra tutela dell’autore e tutela del consumatore, non dovrebbe subire il meccanismo viziato che certe posizioni di strapotere (e qui, avversari non ce ne sono, sono tutti dalla stessa parte), sfruttano per poter semplicemente guadagnare di più… Non credo che abbiano bisogno di divenire più ricchi, in definitiva.

    Da questo punto di vista, comprendo molto di più la filosofia Google, che apre in anteprima le sue piattaforme agli sviluppatori e impiega molte energie a fare community. Ma indubbiamente loro non vendono Hardwere, quindi la speculazione è molto meno appetibile.

    Dopodichè, indiscutibilmente un sistema più chiuso è molto più sotto controllo e quindi consente di foprnire molte più garanzie, e questo è un approccio più che giustificato.

    Nel mio piccolo, per il momento mi accontento di fare “cappottini” per l’iPod :-))

  25. Non a caso citi come alternativa l’altra (unica) azienda che è riuscita a creare un modello di business in rete che funziona: Google e Apple sono le uniche che ci sono riuscite, con una visione più allargata anche rispetto a chi aveva tutti gli strumenti e il potere per riuscirci (penso a Microsoft, ma anche a Sony nella musica e nel mercato dell’intrattenimento). Google in prima battuta sembra meno “evil”, ma i fatti dimostrano che quando si raggiunge una simile dimensione diventa difficile essere “puri”. La speculazione di Google (Se si può chiamare così) è fatta di dati, di conoscenza profonda di quello che siamo e chi siamo. La strategia di Apple è creare delle piattaforme così “perfette” da creare attorno a loro ecosistemi economici che impongono regole. La nascita di iAd è molto interessante però non solo per Apple, ma anche per chi – piccolini come noi tutti – possiamo oggi riuscire a monetizzare e anche a proteggere una serie di prodotti (applicazioni, pubblicazioni, progetti), guadagnandoci. Anche Google lo permette, con le AdSense, ma forse oggi per i piccoli, quelli che non hanno milioni di contatti al giorno sul loro sito, la soluzione di Apple potrebbe apparire molto più appetibile.
    Nessuna parte del mondo è perfetta, ma dobbiamo cercare di individuare la giusta strada per noi… e speriamo di cavarcela ;-)

  26. Non a caso citi come alternativa l’altra (unica) azienda che è riuscita a creare un modello di business in rete che funziona: Google e Apple sono le uniche che ci sono riuscite, con una visione più allargata anche rispetto a chi aveva tutti gli strumenti e il potere per riuscirci (penso a Microsoft, ma anche a Sony nella musica e nel mercato dell’intrattenimento). Google in prima battuta sembra meno “evil”, ma i fatti dimostrano che quando si raggiunge una simile dimensione diventa difficile essere “puri”. La speculazione di Google (Se si può chiamare così) è fatta di dati, di conoscenza profonda di quello che siamo e chi siamo. La strategia di Apple è creare delle piattaforme così “perfette” da creare attorno a loro ecosistemi economici che impongono regole. La nascita di iAd è molto interessante però non solo per Apple, ma anche per chi – piccolini come noi tutti – possiamo oggi riuscire a monetizzare e anche a proteggere una serie di prodotti (applicazioni, pubblicazioni, progetti), guadagnandoci. Anche Google lo permette, con le AdSense, ma forse oggi per i piccoli, quelli che non hanno milioni di contatti al giorno sul loro sito, la soluzione di Apple potrebbe apparire molto più appetibile.
    Nessuna parte del mondo è perfetta, ma dobbiamo cercare di individuare la giusta strada per noi… e speriamo di cavarcela ;-)

  27. La scelta tra regole rigide (alta efficienza), e grande libertà (un po’ di casino), ce la ritroviamo anche in altri aspetti della vita, tra cui l’amministrazione di uno stato, o anche solo di una famiglia.
    C’è chi per cultura ed indole è più intollerante verso le une o le altre limitazioni conseguenti.

    Il problema però è che la rigidità a volte diventa un abito mentale che finisce per condizionareanche aspetti ove non sarebbe affatto necessario.
    Quello che ad esempio mi ha reso insofferente al mondo della mela, che continuo ad usare con soddisfazione con alcune applicazioni originali, ma non nel fotoritocco, sono alcuni vincoli, per molti insignificanti, ma per me più o meno insopportabili.
    Un esempio per tutti: da sempre con Windows sono abituato che se apro una cartella da Photoshop posso cancellare, rinominare, trasferire files senza alcuna limitazione; quando con Apple mi sono ritrovato senza questa possibilità (complice la scomparsa dal programma di Adobe della opzione “use Adobe dialog”) mi è mancato un braccio; sempre il finder o il bridge aperto, scrivere su un foglio di carta i files da togliere per pulire la cartella, e lavorare in due fasi… bah.
    Cosa costava prevedere tra le preferenze la scelta tra la libertà di intervenire e la sicurezza di non fare danni?

    E di simili “atti d’imperio” ne ho incontrati diversi, e in fondo si capisce il perché: ogni prodotto contraddistinto da una spiccata filosofia finisce per imporre attraverso la propria visione un modus operandi conseguente; quando però si arriva a frizioni come questa del Flash, forse è il momento di un ripensamento, e forse anche quello di farsi sentire come utenti ;-)

  28. La scelta tra regole rigide (alta efficienza), e grande libertà (un po’ di casino), ce la ritroviamo anche in altri aspetti della vita, tra cui l’amministrazione di uno stato, o anche solo di una famiglia.
    C’è chi per cultura ed indole è più intollerante verso le une o le altre limitazioni conseguenti.

    Il problema però è che la rigidità a volte diventa un abito mentale che finisce per condizionareanche aspetti ove non sarebbe affatto necessario.
    Quello che ad esempio mi ha reso insofferente al mondo della mela, che continuo ad usare con soddisfazione con alcune applicazioni originali, ma non nel fotoritocco, sono alcuni vincoli, per molti insignificanti, ma per me più o meno insopportabili.
    Un esempio per tutti: da sempre con Windows sono abituato che se apro una cartella da Photoshop posso cancellare, rinominare, trasferire files senza alcuna limitazione; quando con Apple mi sono ritrovato senza questa possibilità (complice la scomparsa dal programma di Adobe della opzione “use Adobe dialog”) mi è mancato un braccio; sempre il finder o il bridge aperto, scrivere su un foglio di carta i files da togliere per pulire la cartella, e lavorare in due fasi… bah.
    Cosa costava prevedere tra le preferenze la scelta tra la libertà di intervenire e la sicurezza di non fare danni?

    E di simili “atti d’imperio” ne ho incontrati diversi, e in fondo si capisce il perché: ogni prodotto contraddistinto da una spiccata filosofia finisce per imporre attraverso la propria visione un modus operandi conseguente; quando però si arriva a frizioni come questa del Flash, forse è il momento di un ripensamento, e forse anche quello di farsi sentire come utenti ;-)

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