Più “bande” che “larghe” le connessioni italiane
Di: Luca Pianigiani
febbraio 28, 2010
Posted In: 4G, Banda Larga, Burburrt, Digital Divide, Fibra ottica, Gbps, Google, Gucci, iPad, Mbps, Streaming sfilate, Wifi
Commenti: 124 Responses

L’economia – non solo quella digitale, in generale – ha bisogno di “banda larga“. Non quella citata da un eccellente titolo di un quotidiano italiano, per descrivere la vicenda e i “fattacci” scoppiati su Fastweb e su una società del gruppo Telecom (ne avrete letto). Di questo – ovvero della banda larga – si discute da tanto e ovunque. Peccato che il problema non è quello che si discute, non quello che si fa finta di risolvere, ma quelli che sono i fatti.
Non so da dove cominciare… potrei parlare delle prese in giro dei provider telefonici con le chiavette USB di ultima generazione, che promettono velocità da 14,4 e addirittura 28.8 Mbps. Ne ho presa una, da 14.4, di TIM, che va “benissimo”, ha solo due “piccoli” difetti: è così “grassa” da impedire il collegamento della stessa insieme ad un altro device USB o Firewire sui portatili (qualcuno dirà che è colpa del Macbook, che ha poco spazio tra una porta e l’altra, altri diranno che si può usare un adattatore a filo… ok, ma infastidisce lo stesso); il secondo difetto è che la velocità massima che ho visto usando questa chiavetta è di 5 mbps, e non posso nemmeno reclamare, perché tanto si sa che i dati sono “nominali”, secondo la legge. E’ scritto infatti che la velocità non è garantita, dipende dalla zona, da quante persone sono collegate, dalle condizioni generali della rete. Il fatto è che non si tratta di “dati nominali”, sono dati falsi e basta: prese in giro! Ho provato a navigare a Milano, in varie zone ma tutte centrali, dove “di sicuro” c’è una copertura, ad ogni ora del giorno della notte, ho dovuto subire anche una “velocità” di 1 Mbps, altro che “super veloce”. Non esiste la possibilità di andare alla velocità nominale, mai. Non che vada meglio con le velocità “nominali” dell’ADSL: se volete arrabbiarvi, andate e fate il vostro test di velocità su Speedtest, e avrete conferma di quello che tutti sanno: navighiamo a metà, a 1/3, a 1/4 della velocità dichiarata (e pagata).
Le promesse per superare il Digital Divide ci fanno solo arrabbiare, quindi: alla fine del 2010 ci viene promesso da un Protocollo d’intesa (sottoscritto dal Ministero delle Comunicazioni e l’UPI – Unione Province Italiane) una connessione di minino 2 Mbps per altre 2 milioni di famiglie italiane; ne mancheranno almeno altre 5 milioni di famiglie, dopo questo grande intervento. Sapete quello che costerà? 500 milioni di Euro, che si aggiungono a quelli già stanziati di 364 milioni di Euro (160 che ci sono stati “regalati” dalla Comunità Europea), che avevano come “missione” la fornitura di “banda larga” ad un altro milione di famiglie. 864 Milioni di Euro per… fornire connessione internet a 3 milioni di famiglie! Dai, è una presa in giro! E una volta ottenuta questa meravigliosa conquista, ben tre milioni in più di famiglie avranno una connessione “nominale” di 2 Mbps, che sarà effettivamente di quanto? di 400 Kbps? Quello che si poteva fare con un cellulare 6 anni fa?
E poi, perché stiamo parlando ancora di reti fisse? Cavi? Città da scoperchiare, da rompere, il dramma dell’ultimo miglio ancora da superare? Perché non puntare sulle reti wireless, siano queste di tipo cellulare (la sperimentazione del 4G è già partita, e promette velocità fino a 275 Mbps in download e fino a 75 Mbps in upload), o hotspot che possano “irradiare” connessione in tutte le aree delle città. E se cavo deve essere, almeno che sia fibra ottica usata con le ultime tecnologie (non basta il cavo), dove la velocità che si sta mettendo sul piatto è quella di 1 Gbps (1024 Mbps, tanto per essere chiari), proposta come sperimentazione da Google, ma anche Shaw Communications in Canada sta preparando un’offerta, per non considerare quello che già dal 2008 è una realtà in Giappone, ad un costo di 51,40 dollari al mese, più o meno quello che noi in Italia paghiamo per avere un’ADSL da poco più di 3 Mbps.
Non voglio chiedere “soluzioni” (sarebbe troppo, alla luce dei fatti): voglio avere il diritto di non essere trattato come un deficiente. Possiamo anche accettare (si fa per dire) di vivere in un Paese del terzo mondo, dal punto di vista tecnologico, ma non raccontateci frottole: il Digital Divide non lo supereremo in questo modo, anche perché non si supera con il denaro pubblico, specialmente se i costi di questi “progetti formidabili” sono questi. Ci vogliono altre forze, bisogna non prendersi in giro. In questi giorni, di Moda a Milano e nelle altre capitali fashion, alcuni stilisti (Gucci a Milano, Burberry a Londra, e altri) hanno proposto le loro sfilate in tempo reale in streaming. Per vedere cosa? Basse risoluzioni, che a pieno schermo mostrano più pixel che informazioni, perché impostare l’alta qualità porta a scatti, ad una visione che non è fluida.
Si parla di telelavoro, ma poi se accendiamo la webcam è un dramma, e pensare che si potrebbe ridurre l’inquinamento stando a casa, e non bloccando le auto alla domenica, come succede oggi a Milano e in qualche altro Comune del nord Italia. Nessuno che propone soluzioni serie per evitare di passare le giornate in auto… il digitale nasce anche per questo.
Tutta teoria? Tutti discorsi che non ci toccano direttamente? Col cavolo… Molte delle nostre attività professionali sono bloccate dal fatto che non ci sia una connessione veloce, ma ancor di più da una connessione wifi veloce ovunque. Tra un mese avremo tra le mani oggetti come l’iPad (e altri) che potranno far nascere e crescere business nell’editoria e nella comunicazione (che sono il pane per tutti noi), e noi staremo li a dire “come sarebbe bello“, perché la “mobilità” ha un senso se e solo se avremo connessioni aperte e veloci, accessibili con contratti “sensati”, e se potremo sfruttare le potenzialità che la tecnologia ci offre non solo nella teoria.
Non arrivo a dire che tutto questo dovremmo averlo gratis (anche se potrebbe configurarsi come un diritto di un cittadino), ma non voglio attendere che il muro dell’ignoranza e delle bugie possa finalmente crollare. Perché non lasciare spazio all’imprenditoria vera, quella che investe per averne un ritorno concreto, ma offrendo opportunità per un mondo che vuole correre, e non rimanere al palo, magari avendo aiuti e vantaggi per coprire non solo i centri più ricchi, ma ovunque? Il Cloud computing (applicazioni e dati residenti online, accessibili ovunque, anche con computer di limitata potenza), può essere la strada per alleggerire le strutture, le aziende, per ridurre gli investimenti in tecnologia ed in infrastruttura, ma come facciamo se non possiamo convertire i nostri archivi digitali “fisici” in una realtà virtuale davvero accessibile e aggiornabile online? Quanti Gb al giorno produciamo, noi fotografi? Ogni shooting sono Gb e Gb di RAW, e ora che iniziamo a gestire anche i filmati video con le V-SLR, questi volumi crescono ancora di più. Mentre sto scrivendo, sto facendo l’upload di Gb e Gb di un progetto che presto vi presenteremo, e questo ci occuperà ore e ore. L’altro giorno ho scaricato (legalmente…) decine di Gb di software da un server, e ho dovuto lasciare tutta la notte il computer macinare dati in download. Se si potesse fare in secondi, invece che in ore, in minuti anziché in giorni, potremmo gestire servizi ed efficienza di gran lunga superiore. E uscire dalla crisi più rapidamente.
E sapete quello che mi fa ancora più rabbia? E’ che questo SJ non porta a nulla… non riesce a dare consigli pratici, non da’ aiuti concreti: è “semplicemente” uno strumento di informazione del dove siamo, di dove dovremmo essere, del pericolo causato dall’arretramento tecnologico, che porterà l’azienda Italia a perdere competitività, non solo nell’industria, nel business “con l’abito elegante”, ma anche nella creatività, perché sarà difficile inventare e realizzare idee creative che possano sfruttare il futuro, se questo futuro non riesce a sembrare nemmeno lontanamente una realtà. Se dobbiamo “immaginare” un futuro che per altri è evidente e concreto, pensate alla fatica che dovremo superare per poter andare oltre…
L’unico consiglio è quello di investire, tutti noi, in connettività veloce, appena ci viene proposta. Ricordo ancora di avere capito molto dal futuro visitando, nel 1998, la redazione di Wired a San Francisco (tra parentesi, da ieri sono un collaboratore dell’edizione italiana online, un piccolo successo personale). La sede era malconcia, i tavoli erano di legno di poco pregio, ma sotto viaggiavano cavi ad alta velocità, all’epoca un lusso per pochi. I muscoli del futuro passano dalla rete, e la sua velocità sarà determinante: vedere quello che si fa all’estero, potenziare il più possibile la nostra struttura con quello che (poco) abbiamo a disposizione, investire in connessioni “always on” non è lusso, e non è febbre tecnologica, è il modo per esserci, ora e sempre. Senza capire questo, si rimane fuori dai giochi, dalla comprensione, dal potere dei social network che stanno cambiando tutto.






La chiave del tuo discorso mi viene da dire che è nell’ultimo capoverso. A San Francisco 12 anni probabilmente fa si viaggiava più veloce di adesso in Italia…
Ha davvero senso aspettare che le cose si smuovano? Col gap che accumuliamo anno dopo anno ci vorrebbe un miracolo. iPad è uno strumento fantastico, ma in Italia che senso ha se non ti puoi connettere?
Io dico che bisogna muoversi, fisicamente… e andare a vivere nelle nazioni che ci permettono di svolgere il nostro lavoro nel migliore dei modi dal punto di vista tecnologico.
Per la nostalgia di casa c’è Barilla e c’è Skype (se la connessione con l’Italia funziona…).
La chiave del tuo discorso mi viene da dire che è nell’ultimo capoverso. A San Francisco 12 anni probabilmente fa si viaggiava più veloce di adesso in Italia…
Ha davvero senso aspettare che le cose si smuovano? Col gap che accumuliamo anno dopo anno ci vorrebbe un miracolo. iPad è uno strumento fantastico, ma in Italia che senso ha se non ti puoi connettere?
Io dico che bisogna muoversi, fisicamente… e andare a vivere nelle nazioni che ci permettono di svolgere il nostro lavoro nel migliore dei modi dal punto di vista tecnologico.
Per la nostalgia di casa c’è Barilla e c’è Skype (se la connessione con l’Italia funziona…).
D’accordo su tutto quello che scrivi, come quasi sempre, Luca.
Soprattutto sul telelavoro, una cosa che inseguo da anni ma che ogni volta diventa una piccola grande chimera.
D’accordo su tutto quello che scrivi, come quasi sempre, Luca.
Soprattutto sul telelavoro, una cosa che inseguo da anni ma che ogni volta diventa una piccola grande chimera.
Coincidenze.
Due secondi prima di leggere questo SJ stavo guardando un video su Adobe TV, ho dovuto interromperlo perchè arrivava a scatti ed ho pensato: “Di sucuro in molte parti del mondo questo video arriverà fluido e sarà facilmente fruibile, non si giustificherebbe altrimenti l’esistenza della Adobe TV”. Poi ti leggo il SJ …. coincidenze …
Non solo navighiamo a una velocità inferiore a quello che paghiamo, ma se il gestore fa un’offerta migliore come velocità, a un prezzo minore, non ci adeguano automaticamente. L’ho scoperto mio malgrado da una candida affermazione di un operatore del call center. Se voglio essere adeguato, pagare di meno e navigare più velovcemente, devo chiudere questo contratto, aprire uno nuovo e nel frattempo rimanere senza connessione se ti va bene per una settimana. Caro Luca, materia per arrabbiarsi in questo campo c’è ne tanta. Il Digital Divide è una di queste. Non resta altro che sperare in un futuro migliore, e augurarti un in bocca al lupo per il tuo nuovo impegno su Wired
Coincidenze.
Due secondi prima di leggere questo SJ stavo guardando un video su Adobe TV, ho dovuto interromperlo perchè arrivava a scatti ed ho pensato: “Di sucuro in molte parti del mondo questo video arriverà fluido e sarà facilmente fruibile, non si giustificherebbe altrimenti l’esistenza della Adobe TV”. Poi ti leggo il SJ …. coincidenze …
Non solo navighiamo a una velocità inferiore a quello che paghiamo, ma se il gestore fa un’offerta migliore come velocità, a un prezzo minore, non ci adeguano automaticamente. L’ho scoperto mio malgrado da una candida affermazione di un operatore del call center. Se voglio essere adeguato, pagare di meno e navigare più velovcemente, devo chiudere questo contratto, aprire uno nuovo e nel frattempo rimanere senza connessione se ti va bene per una settimana. Caro Luca, materia per arrabbiarsi in questo campo c’è ne tanta. Il Digital Divide è una di queste. Non resta altro che sperare in un futuro migliore, e augurarti un in bocca al lupo per il tuo nuovo impegno su Wired
Congratulazioni per wired!! Almeno una notizia buona in un orizzonte che è poco definire bigio… C’è da sperare che più gente si accorge che il colore non è rosa, meno le aziende si sentiranno legittimate a prenderci per i fondelli…
Congratulazioni per wired!! Almeno una notizia buona in un orizzonte che è poco definire bigio… C’è da sperare che più gente si accorge che il colore non è rosa, meno le aziende si sentiranno legittimate a prenderci per i fondelli…
Ciao, scusa se pongo la domanda in ritardo, ho letto il SJ della scorsa domenica, e vorrei chiedere se per utilizzare un qr code in un depliant si devono pagare delle roialties o tasse di vario genere.
Grazie sin d’ora se riuscirai a darmi una risposta.
Luca Venir
Ciao, scusa se pongo la domanda in ritardo, ho letto il SJ della scorsa domenica, e vorrei chiedere se per utilizzare un qr code in un depliant si devono pagare delle roialties o tasse di vario genere.
Grazie sin d’ora se riuscirai a darmi una risposta.
Luca Venir
Per Luca: no, è QR Code sono come dei codici a barre: si creano, si usano ;-)
Per tutti: ci fate avere i risultati medi della vostra navigazione (connessione fissa e cellulare), in modo da avere una piccola statistica? Grazie!!
Per Luca: no, è QR Code sono come dei codici a barre: si creano, si usano ;-)
Per tutti: ci fate avere i risultati medi della vostra navigazione (connessione fissa e cellulare), in modo da avere una piccola statistica? Grazie!!
Giorgio: come vanno le connessioni a Berlino?
Giorgio: come vanno le connessioni a Berlino?
Temo che i problemi siano ancora peggiori di quanto descritto (facendo naturalmente solo riferimento all’arretratezza tecnologica !) . Si pensi semplicemente quanta parte del territorio non è raggiunto dalla telefonia mobile, figuriamoci parlare di banda larga reale. Ho una casetta nell’alto Monferrato, zona peraltro densa di attività più o meno grandi, eppure in numerosissime zone i segnali di telefonia cellulare sono totalmente assenti o di qualità pessima ! Altro che internet e telelavoro. Il nostro è un paese preistorico altro che tecnologia, il gap rispetto ai paesi avanzati è talmente ampio che a voler essere ottimisti ci vorranno decenni per colmare il divario !
Temo che i problemi siano ancora peggiori di quanto descritto (facendo naturalmente solo riferimento all’arretratezza tecnologica !) . Si pensi semplicemente quanta parte del territorio non è raggiunto dalla telefonia mobile, figuriamoci parlare di banda larga reale. Ho una casetta nell’alto Monferrato, zona peraltro densa di attività più o meno grandi, eppure in numerosissime zone i segnali di telefonia cellulare sono totalmente assenti o di qualità pessima ! Altro che internet e telelavoro. Il nostro è un paese preistorico altro che tecnologia, il gap rispetto ai paesi avanzati è talmente ampio che a voler essere ottimisti ci vorranno decenni per colmare il divario !
Ok per quasi tutto, non dimentichiamoci comunque che ci nutriamo ancora di “pane e salame”. Buona domenica a tutti.
Ok per quasi tutto, non dimentichiamoci comunque che ci nutriamo ancora di “pane e salame”. Buona domenica a tutti.
Quindi il consiglio, Claudio, è di occuparci di salami?
Quindi il consiglio, Claudio, è di occuparci di salami?
Ecco il mio test.
Fisso
download: 9,63 Mb/s
upload: 9,13 Mb/s
ISP: fastweb
Cell.
download: 0,87 Mb/s
upload: 0,11 Mb/s
ISP: H3g
Ciao.
Ecco il mio test.
Fisso
download: 9,63 Mb/s
upload: 9,13 Mb/s
ISP: fastweb
Cell.
download: 0,87 Mb/s
upload: 0,11 Mb/s
ISP: H3g
Ciao.
Ciao, uso Speedtest dal 2006. Wind/Infostrada è il mio provider. Dal 2006 ad oggi, per ciò che riguarda la linea fissa, la velocità di download è peggiorata da circa 4,24 Mb/s a 4,05 Mb/s. È migliorata quella di upload: da 0,29 Mb/s a 0,82 Mb/s.
Il contratto parla(va) di 12 Mb/s !!
Aggiungo: alcuni anni fa un amico lavorò in Lituania per circa 18 mesi. Il Wi-fi era già una realtà: fermava l’auto in una qualunque strada di Vilnius, apriva il portatile e si collegava :-((
Parliamo di un paese che sta colmando, insieme ad altri e se non lo ha già fatto, molto velocente il gap con gli altri paesi europei (a parte il nostro).
Il gap che soffriamo è culturale e politico (conseguentemente tecnologico, perchè cablare una città o dotarla di reti wi-fi è una decisione politica).
Non importa di quale governo si parli.
Ciao, uso Speedtest dal 2006. Wind/Infostrada è il mio provider. Dal 2006 ad oggi, per ciò che riguarda la linea fissa, la velocità di download è peggiorata da circa 4,24 Mb/s a 4,05 Mb/s. È migliorata quella di upload: da 0,29 Mb/s a 0,82 Mb/s.
Il contratto parla(va) di 12 Mb/s !!
Aggiungo: alcuni anni fa un amico lavorò in Lituania per circa 18 mesi. Il Wi-fi era già una realtà: fermava l’auto in una qualunque strada di Vilnius, apriva il portatile e si collegava :-((
Parliamo di un paese che sta colmando, insieme ad altri e se non lo ha già fatto, molto velocente il gap con gli altri paesi europei (a parte il nostro).
Il gap che soffriamo è culturale e politico (conseguentemente tecnologico, perchè cablare una città o dotarla di reti wi-fi è una decisione politica).
Non importa di quale governo si parli.
Grazie per la risposta sui qr!
Ho fatto il test 2,44 Mb/s in download e 0,47 Mb/s in upload
Luca Venir
Grazie per la risposta sui qr!
Ho fatto il test 2,44 Mb/s in download e 0,47 Mb/s in upload
Luca Venir
Il test
da iPod via wifi (Alice flat)
download 3346kbps
upload 395kbps
ogni settimana è un piacere condividere i tuoi articoli
saluti da Siena
Il test
da iPod via wifi (Alice flat)
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saluti da Siena
uhm! molto utile l’articolo. bravi jumpers!
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Noi abbiamo trivenet con collegamento in radio frequenza (telecom non c’era ancora quando abbiamo rtasferito la sede) 2 MB/s sia in download che in upload costanti
Paghiamo caro ma almeno abbiamo un servizo con i fiocchi,
Certo che se altri provider invece di riempirsi la bocca di Mega……
Noi abbiamo trivenet con collegamento in radio frequenza (telecom non c’era ancora quando abbiamo rtasferito la sede) 2 MB/s sia in download che in upload costanti
Paghiamo caro ma almeno abbiamo un servizo con i fiocchi,
Certo che se altri provider invece di riempirsi la bocca di Mega……
Il problema è principalmente politico: finchè le infrastrutture strategiche per l’economia saranno considerate solo quelle di cemento e acciaio -vedi ponte di Messina – è ovvio che la banda larga sarà dimenticata …. tanto internet è solo per i pervertiti ed i terroristi ….
Il problema è principalmente politico: finchè le infrastrutture strategiche per l’economia saranno considerate solo quelle di cemento e acciaio -vedi ponte di Messina – è ovvio che la banda larga sarà dimenticata …. tanto internet è solo per i pervertiti ed i terroristi ….
Il problema è strategico. Quindi concettualmente politico. Io personalmente non credo che la politica (tutta, di ogni bandiera) sia in grado in Italia di occuparsi di strategie, ma solo di tappare buchi e falle, vince quella più urgente e non quella più importante. La risposta la dobbiamo trovare in altre forze. Oppure andare altrove, come consigliava qualcuno. Eppure sono convinto che con un po’ di fantasia si potrebbero fare passi in avanti. Il 5 per mille al wifi libero? Per esempio….
Il problema è strategico. Quindi concettualmente politico. Io personalmente non credo che la politica (tutta, di ogni bandiera) sia in grado in Italia di occuparsi di strategie, ma solo di tappare buchi e falle, vince quella più urgente e non quella più importante. La risposta la dobbiamo trovare in altre forze. Oppure andare altrove, come consigliava qualcuno. Eppure sono convinto che con un po’ di fantasia si potrebbero fare passi in avanti. Il 5 per mille al wifi libero? Per esempio….
Stavolta hai proprio toccato il nervo scoperto. Pensa che per anni ho dovuto navigare a doppino
qua tra le montagne del lecchese, profondo nord.
Le comunità montane si occupano ancora di far tagliare gli alberi ai pochi contadini rimasti
ma usano pochi soldi per le nuove tecnologie.
Da qualche anno vado con una connessione wi-fi con ponte dedicato da Planetel e al test faccio 1.97 mb in download e 1.94 in upload e già mi sembra di sognare. Peccato che mi costi 270 € a trimestre solo la linea adsl, ma a parte il costo mi sento “allineato”.
E voi direte in coro, ma perchè non usi la chavetta umts? Perchè qui non siamo coperti da nessun operatore e a malapena il cellulare risponde qualche volta con un segnale debole. Altro che digital divide.
Altra considerazione, ho fatto un lavoro all’aeroporto di Malta e in un centro commerciale di Dubai.
Basta aprire il portatile e …via collegamento skipe, con la velocità che serve. No pasword, no registrazioni, niente di niente. Potresti fare una piccola diretta televisiva. Un’altra storia.
Grazie per l’articolo.
Stavolta hai proprio toccato il nervo scoperto. Pensa che per anni ho dovuto navigare a doppino
qua tra le montagne del lecchese, profondo nord.
Le comunità montane si occupano ancora di far tagliare gli alberi ai pochi contadini rimasti
ma usano pochi soldi per le nuove tecnologie.
Da qualche anno vado con una connessione wi-fi con ponte dedicato da Planetel e al test faccio 1.97 mb in download e 1.94 in upload e già mi sembra di sognare. Peccato che mi costi 270 € a trimestre solo la linea adsl, ma a parte il costo mi sento “allineato”.
E voi direte in coro, ma perchè non usi la chavetta umts? Perchè qui non siamo coperti da nessun operatore e a malapena il cellulare risponde qualche volta con un segnale debole. Altro che digital divide.
Altra considerazione, ho fatto un lavoro all’aeroporto di Malta e in un centro commerciale di Dubai.
Basta aprire il portatile e …via collegamento skipe, con la velocità che serve. No pasword, no registrazioni, niente di niente. Potresti fare una piccola diretta televisiva. Un’altra storia.
Grazie per l’articolo.
Sono un fotografo Vecchio, non mastico informatica ma la ingoio facendo finta di aver capito. però e grazie a Te e al tuo lavoro, quello di Roberto Tomesani, Marianna Santoni, e tutti i vari Guru che con i loro workshop e i loro blog sono riuscito ad e utilizzare le nuove tecnologie.
Ho provato quattro volte poi sono riuscito ad effettuare il test di velocità della mia linea.
Ecco i risultati:
Località 15070 BELFORTE MONFERRATO alle pendici dell’appenino Ligure (A26)
Fisso
dowload 5,23 Mb/s
upload 0,40 Mb/s
ISP ALICE TELECOM
PING 52 ms
Grazie Luca per il tuo costante impegno.
Sono un fotografo Vecchio, non mastico informatica ma la ingoio facendo finta di aver capito. però e grazie a Te e al tuo lavoro, quello di Roberto Tomesani, Marianna Santoni, e tutti i vari Guru che con i loro workshop e i loro blog sono riuscito ad e utilizzare le nuove tecnologie.
Ho provato quattro volte poi sono riuscito ad effettuare il test di velocità della mia linea.
Ecco i risultati:
Località 15070 BELFORTE MONFERRATO alle pendici dell’appenino Ligure (A26)
Fisso
dowload 5,23 Mb/s
upload 0,40 Mb/s
ISP ALICE TELECOM
PING 52 ms
Grazie Luca per il tuo costante impegno.
ho misurato la mia ADSL quì a Cortina d’Ampezzo, era pari ad 1/20 ! del dichiarato e del pagato. Mi sono inc…. e ho telefonato a Telecom, il giorno dopo ero alla metà del dichiarato, comunque sempre troppo poco per uno come me che scatta in raw 300 / 500 foto per servizio!
Povera Italia, sei l’ultima ruota del carro (Europa)
ho misurato la mia ADSL quì a Cortina d’Ampezzo, era pari ad 1/20 ! del dichiarato e del pagato. Mi sono inc…. e ho telefonato a Telecom, il giorno dopo ero alla metà del dichiarato, comunque sempre troppo poco per uno come me che scatta in raw 300 / 500 foto per servizio!
Povera Italia, sei l’ultima ruota del carro (Europa)
A proposito di telecom il 23 febbraio 2010 ho inviato un reclamo per un rientro in telecom con un contratto impresa semplice.L’offerta di euro 32,49 al mese per sempre,così la proposta commerciale che a quanto pare si è rilevata falsa.Altro che raggiro e truffa!
La velocità di connessione un’altra truffa!
Se qualcuno sa come muoversi per dare inizio ad una causa in comune io ci sono.
grazie ciao
A proposito di telecom il 23 febbraio 2010 ho inviato un reclamo per un rientro in telecom con un contratto impresa semplice.L’offerta di euro 32,49 al mese per sempre,così la proposta commerciale che a quanto pare si è rilevata falsa.Altro che raggiro e truffa!
La velocità di connessione un’altra truffa!
Se qualcuno sa come muoversi per dare inizio ad una causa in comune io ci sono.
grazie ciao
Stefano: per fortuna che abbiamo i jpeg che ci salvano :-))
Stefano: per fortuna che abbiamo i jpeg che ci salvano :-))
download 6,74
upload 0,40
ping 41 ms
per essere un contratto 7 mb alice non è male……ma è domenica pomeriggio…..
saluti
andrea
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per essere un contratto 7 mb alice non è male……ma è domenica pomeriggio…..
saluti
andrea