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	<title>Commenti a: Nuovi modi per &#8220;vendersi&#8221;: idee nuove per fotografi non ancora &#8220;a listino&#8221;</title>
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	<description>Risorse e formazione per fotografi professionisti</description>
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		<title>Di: Claudio</title>
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		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 00:42:48 +0000</pubDate>
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		<description>Mi trovo pienamente d&#039;accordo con la considerazione di Rorschach. Indipendentemente dalla crisi, nessuna azienda sarò disposta a pagare un servizio fotografico, una immagine o qualsiasi altro bene o servizio ad un valore diverso da quello di mercato. Ora, il mercato è da sempre regolato dalla legge della domanda e dell&#039;offerta, pertanto è ovvio che a fronte di un un medesimo servizio offerto da un numero sempre maggiore rispetto alla domanda di quel servizio porterà all&#039;abbassamento generalizzato dei prezzi. Così come è vero che un prodotto o servizio &quot;nuovo&quot; che non tutti possono offrire tenderà a far decollare i prezzi a fronte di una certa richiesta. L&#039;economia funziona così, con o senza la crisi. Se accettiamo di abbassare i nostri prezzi per lavorare non facciamo altro che favorire la corsa al ribasso, oltre a svalorizzare oltremodo la nostra attività e nome. E se si perde un cliente per non aver accettato la sua univoca condizione, questo è un cliente che perderemmo comunque perchè è un soggetto che sarà sempre alla ricerca del risparmio. Questo è quello che fa la maggior parte delle aziende: cambia fornitori spesso, perchè ad ogni cambio corrisponde un vantaggio economico immediato. Allora, alla fine del discorso, è inutile lamentarsi quando ad innescare un processo negativo è proprio la nostra categoria. Tutte le associazioni che mi vengono in mente, di ogni categoria merceologica, fa &quot;cartello&quot; senza farsi intimidire dal mercato e scendere a compromessi. Tanto per intenderci, crisi o non crisi, se vuoi acquistare un Rolex lo devi tuttora pagare molto caro; se vuoi solo un orologio allora devi rivolgerti ad un mercato diverso. Ora, vogliamo fornire Rolex o ammazzarci al ribasso offrendo orologi da 12,00 Euro? Semmai, il discorso dovrebbe essere diverso: se il prodotto o servizio che forniamo lo possono offrire tutti (fotografi, cani e porci), allora, da un punto di vista economico questo servizio o bene non è - per definizione - un &quot;bene economico&quot; (ovvero, suscettibile di valutazione economica). L&#039;aria che respiriamo ha un valore economico? NO, perchè è ancora a disposizione di tutti. Quando comincierà a mancare, allora diventerà un qualcosa di prezioso con un suo valore intrinseco, oggetto di scambio. Quella immagine, servizio o cosa altro vi viene in mente che l&#039;azienda non vuole pagare perchè ritiene che ci sia la crisi è soggetto al ribasso incondizionato dei prezzi solo se tale bene o servizio ha poco valore. Quindi se ha poco valore, è meglio concentrarsi su altro. In definitiva, per chi è riuscito a seguire questo breve trattato di economia spicciola per fotografi e non, il ribasso non va mai ne accettato tantomeno offerto. Le aziende conoscono bene questi meccanismi, è il loro lavoro acquistare a poco per rivendere a tanto...quindi...Ad ognuno le proprie considerazioni. Le mie, tra l&#039;altro - con grande piacere - sono in linea con la filosofia di Tau Visual...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo pienamente d&#8217;accordo con la considerazione di Rorschach. Indipendentemente dalla crisi, nessuna azienda sarò disposta a pagare un servizio fotografico, una immagine o qualsiasi altro bene o servizio ad un valore diverso da quello di mercato. Ora, il mercato è da sempre regolato dalla legge della domanda e dell&#8217;offerta, pertanto è ovvio che a fronte di un un medesimo servizio offerto da un numero sempre maggiore rispetto alla domanda di quel servizio porterà all&#8217;abbassamento generalizzato dei prezzi. Così come è vero che un prodotto o servizio &#8220;nuovo&#8221; che non tutti possono offrire tenderà a far decollare i prezzi a fronte di una certa richiesta. L&#8217;economia funziona così, con o senza la crisi. Se accettiamo di abbassare i nostri prezzi per lavorare non facciamo altro che favorire la corsa al ribasso, oltre a svalorizzare oltremodo la nostra attività e nome. E se si perde un cliente per non aver accettato la sua univoca condizione, questo è un cliente che perderemmo comunque perchè è un soggetto che sarà sempre alla ricerca del risparmio. Questo è quello che fa la maggior parte delle aziende: cambia fornitori spesso, perchè ad ogni cambio corrisponde un vantaggio economico immediato. Allora, alla fine del discorso, è inutile lamentarsi quando ad innescare un processo negativo è proprio la nostra categoria. Tutte le associazioni che mi vengono in mente, di ogni categoria merceologica, fa &#8220;cartello&#8221; senza farsi intimidire dal mercato e scendere a compromessi. Tanto per intenderci, crisi o non crisi, se vuoi acquistare un Rolex lo devi tuttora pagare molto caro; se vuoi solo un orologio allora devi rivolgerti ad un mercato diverso. Ora, vogliamo fornire Rolex o ammazzarci al ribasso offrendo orologi da 12,00 Euro? Semmai, il discorso dovrebbe essere diverso: se il prodotto o servizio che forniamo lo possono offrire tutti (fotografi, cani e porci), allora, da un punto di vista economico questo servizio o bene non è &#8211; per definizione &#8211; un &#8220;bene economico&#8221; (ovvero, suscettibile di valutazione economica). L&#8217;aria che respiriamo ha un valore economico? NO, perchè è ancora a disposizione di tutti. Quando comincierà a mancare, allora diventerà un qualcosa di prezioso con un suo valore intrinseco, oggetto di scambio. Quella immagine, servizio o cosa altro vi viene in mente che l&#8217;azienda non vuole pagare perchè ritiene che ci sia la crisi è soggetto al ribasso incondizionato dei prezzi solo se tale bene o servizio ha poco valore. Quindi se ha poco valore, è meglio concentrarsi su altro. In definitiva, per chi è riuscito a seguire questo breve trattato di economia spicciola per fotografi e non, il ribasso non va mai ne accettato tantomeno offerto. Le aziende conoscono bene questi meccanismi, è il loro lavoro acquistare a poco per rivendere a tanto&#8230;quindi&#8230;Ad ognuno le proprie considerazioni. Le mie, tra l&#8217;altro &#8211; con grande piacere &#8211; sono in linea con la filosofia di Tau Visual&#8230;</p>
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		<title>Di: Claudio</title>
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		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 00:42:00 +0000</pubDate>
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		<description>Mi trovo pienamente d&#039;accordo con la considerazione di Rorschach. Indipendentemente dalla crisi, nessuna azienda sarò disposta a pagare un servizio fotografico, una immagine o qualsiasi altro bene o servizio ad un valore diverso da quello di mercato. Ora, il mercato è da sempre regolato dalla legge della domanda e dell&#039;offerta, pertanto è ovvio che a fronte di un un medesimo servizio offerto da un numero sempre maggiore rispetto alla domanda di quel servizio porterà all&#039;abbassamento generalizzato dei prezzi. Così come è vero che un prodotto o servizio &quot;nuovo&quot; che non tutti possono offrire tenderà a far decollare i prezzi a fronte di una certa richiesta. L&#039;economia funziona così, con o senza la crisi. Se accettiamo di abbassare i nostri prezzi per lavorare non facciamo altro che favorire la corsa al ribasso, oltre a svalorizzare oltremodo la nostra attività e nome. E se si perde un cliente per non aver accettato la sua univoca condizione, questo è un cliente che perderemmo comunque perchè è un soggetto che sarà sempre alla ricerca del risparmio. Questo è quello che fa la maggior parte delle aziende: cambia fornitori spesso, perchè ad ogni cambio corrisponde un vantaggio economico immediato. Allora, alla fine del discorso, è inutile lamentarsi quando ad innescare un processo negativo è proprio la nostra categoria. Tutte le associazioni che mi vengono in mente, di ogni categoria merceologica, fa &quot;cartello&quot; senza farsi intimidire dal mercato e scendere a compromessi. Tanto per intenderci, crisi o non crisi, se vuoi acquistare un Rolex lo devi tuttora pagare molto caro; se vuoi solo un orologio allora devi rivolgerti ad un mercato diverso. Ora, vogliamo fornire Rolex o ammazzarci al ribasso offrendo orologi da 12,00 Euro? Semmai, il discorso dovrebbe essere diverso: se il prodotto o servizio che forniamo lo possono offrire tutti (fotografi, cani e porci), allora, da un punto di vista economico questo servizio o bene non è - per definizione - un &quot;bene economico&quot; (ovvero, suscettibile di valutazione economica). L&#039;aria che respiriamo ha un valore economico? NO, perchè è ancora a disposizione di tutti. Quando comincierà a mancare, allora diventerà un qualcosa di prezioso con un suo valore intrinseco, oggetto di scambio. Quella immagine, servizio o cosa altro vi viene in mente che l&#039;azienda non vuole pagare perchè ritiene che ci sia la crisi è soggetto al ribasso incondizionato dei prezzi solo se tale bene o servizio ha poco valore. Quindi se ha poco valore, è meglio concentrarsi su altro. In definitiva, per chi è riuscito a seguire questo breve trattato di economia spicciola per fotografi e non, il ribasso non va mai ne accettato tantomeno offerto. Le aziende conoscono bene questi meccanismi, è il loro lavoro acquistare a poco per rivendere a tanto...quindi...Ad ognuno le proprie considerazioni. Le mie, tra l&#039;altro - con grande piacere - sono in linea con la filosofia di Tau Visual...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi trovo pienamente d&#8217;accordo con la considerazione di Rorschach. Indipendentemente dalla crisi, nessuna azienda sarò disposta a pagare un servizio fotografico, una immagine o qualsiasi altro bene o servizio ad un valore diverso da quello di mercato. Ora, il mercato è da sempre regolato dalla legge della domanda e dell&#8217;offerta, pertanto è ovvio che a fronte di un un medesimo servizio offerto da un numero sempre maggiore rispetto alla domanda di quel servizio porterà all&#8217;abbassamento generalizzato dei prezzi. Così come è vero che un prodotto o servizio &#8220;nuovo&#8221; che non tutti possono offrire tenderà a far decollare i prezzi a fronte di una certa richiesta. L&#8217;economia funziona così, con o senza la crisi. Se accettiamo di abbassare i nostri prezzi per lavorare non facciamo altro che favorire la corsa al ribasso, oltre a svalorizzare oltremodo la nostra attività e nome. E se si perde un cliente per non aver accettato la sua univoca condizione, questo è un cliente che perderemmo comunque perchè è un soggetto che sarà sempre alla ricerca del risparmio. Questo è quello che fa la maggior parte delle aziende: cambia fornitori spesso, perchè ad ogni cambio corrisponde un vantaggio economico immediato. Allora, alla fine del discorso, è inutile lamentarsi quando ad innescare un processo negativo è proprio la nostra categoria. Tutte le associazioni che mi vengono in mente, di ogni categoria merceologica, fa &#8220;cartello&#8221; senza farsi intimidire dal mercato e scendere a compromessi. Tanto per intenderci, crisi o non crisi, se vuoi acquistare un Rolex lo devi tuttora pagare molto caro; se vuoi solo un orologio allora devi rivolgerti ad un mercato diverso. Ora, vogliamo fornire Rolex o ammazzarci al ribasso offrendo orologi da 12,00 Euro? Semmai, il discorso dovrebbe essere diverso: se il prodotto o servizio che forniamo lo possono offrire tutti (fotografi, cani e porci), allora, da un punto di vista economico questo servizio o bene non è &#8211; per definizione &#8211; un &#8220;bene economico&#8221; (ovvero, suscettibile di valutazione economica). L&#8217;aria che respiriamo ha un valore economico? NO, perchè è ancora a disposizione di tutti. Quando comincierà a mancare, allora diventerà un qualcosa di prezioso con un suo valore intrinseco, oggetto di scambio. Quella immagine, servizio o cosa altro vi viene in mente che l&#8217;azienda non vuole pagare perchè ritiene che ci sia la crisi è soggetto al ribasso incondizionato dei prezzi solo se tale bene o servizio ha poco valore. Quindi se ha poco valore, è meglio concentrarsi su altro. In definitiva, per chi è riuscito a seguire questo breve trattato di economia spicciola per fotografi e non, il ribasso non va mai ne accettato tantomeno offerto. Le aziende conoscono bene questi meccanismi, è il loro lavoro acquistare a poco per rivendere a tanto&#8230;quindi&#8230;Ad ognuno le proprie considerazioni. Le mie, tra l&#8217;altro &#8211; con grande piacere &#8211; sono in linea con la filosofia di Tau Visual&#8230;</p>
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		<title>Di: Andrea Magistroni</title>
		<link>http://www.jumper.it/nuovi-modi-per-vendersi-idee-nuove-per-fotografi-non-ancora-a-listino/comment-page-1/#comment-945</link>
		<dc:creator>Andrea Magistroni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:52:36 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Luca,
hai ragione, non è solo il settore fotografico a soffrire
Interessante l&#039;idea che ci si possa fondere con altri settori e ampliare il raggio per creare maggiori  prospettive, in parte questo è già accaduto.
Certo, non è semplice ma nemmeno impossibile.
Essere aggiornati e non rimanere troppo incollati al passato, alimenta la ricerca, smuovendo il mercato; è anche vero però, che i giochi politico-burocratici tolgono spesso gli stimoli.
Bisogna allora non farsi intimorire e proseguire, attivando le proprie potenzialità e cercando in altre direzioni per sfondare il muro.
Certo è più facile a scrivere queste righe che a mettere in atto un progetto, ma iniziare ad avere una buona idea è già un grande passo.
Dunque, buona fortuna a chi ne ha!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Luca,<br />
hai ragione, non è solo il settore fotografico a soffrire<br />
Interessante l&#8217;idea che ci si possa fondere con altri settori e ampliare il raggio per creare maggiori  prospettive, in parte questo è già accaduto.<br />
Certo, non è semplice ma nemmeno impossibile.<br />
Essere aggiornati e non rimanere troppo incollati al passato, alimenta la ricerca, smuovendo il mercato; è anche vero però, che i giochi politico-burocratici tolgono spesso gli stimoli.<br />
Bisogna allora non farsi intimorire e proseguire, attivando le proprie potenzialità e cercando in altre direzioni per sfondare il muro.<br />
Certo è più facile a scrivere queste righe che a mettere in atto un progetto, ma iniziare ad avere una buona idea è già un grande passo.<br />
Dunque, buona fortuna a chi ne ha!</p>
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		<title>Di: Andrea Magistroni</title>
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		<dc:creator>Andrea Magistroni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:52:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Luca,
hai ragione, non è solo il settore fotografico a soffrire
Interessante l&#039;idea che ci si possa fondere con altri settori e ampliare il raggio per creare maggiori  prospettive, in parte questo è già accaduto.
Certo, non è semplice ma nemmeno impossibile.
Essere aggiornati e non rimanere troppo incollati al passato, alimenta la ricerca, smuovendo il mercato; è anche vero però, che i giochi politico-burocratici tolgono spesso gli stimoli.
Bisogna allora non farsi intimorire e proseguire, attivando le proprie potenzialità e cercando in altre direzioni per sfondare il muro.
Certo è più facile a scrivere queste righe che a mettere in atto un progetto, ma iniziare ad avere una buona idea è già un grande passo.
Dunque, buona fortuna a chi ne ha!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Luca,<br />
hai ragione, non è solo il settore fotografico a soffrire<br />
Interessante l&#8217;idea che ci si possa fondere con altri settori e ampliare il raggio per creare maggiori  prospettive, in parte questo è già accaduto.<br />
Certo, non è semplice ma nemmeno impossibile.<br />
Essere aggiornati e non rimanere troppo incollati al passato, alimenta la ricerca, smuovendo il mercato; è anche vero però, che i giochi politico-burocratici tolgono spesso gli stimoli.<br />
Bisogna allora non farsi intimorire e proseguire, attivando le proprie potenzialità e cercando in altre direzioni per sfondare il muro.<br />
Certo è più facile a scrivere queste righe che a mettere in atto un progetto, ma iniziare ad avere una buona idea è già un grande passo.<br />
Dunque, buona fortuna a chi ne ha!</p>
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		<title>Di: Simone Pierfelice</title>
		<link>http://www.jumper.it/nuovi-modi-per-vendersi-idee-nuove-per-fotografi-non-ancora-a-listino/comment-page-1/#comment-944</link>
		<dc:creator>Simone Pierfelice</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:38:26 +0000</pubDate>
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		<description>Sempre pieno di stimoli il Sunday Jumper come del resto tutte le altre news, ma in questo caso ci tengo a dire che il problema spesso è trovare &quot;CLIENTI&quot; e non &quot;coltivarli&quot; con le idee... ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre pieno di stimoli il Sunday Jumper come del resto tutte le altre news, ma in questo caso ci tengo a dire che il problema spesso è trovare &#8220;CLIENTI&#8221; e non &#8220;coltivarli&#8221; con le idee&#8230; ;)</p>
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		<title>Di: Simone Pierfelice</title>
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		<dc:creator>Simone Pierfelice</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 13:38:00 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre pieno di stimoli il Sunday Jumper come del resto tutte le altre news, ma in questo caso ci tengo a dire che il problema spesso è trovare &#8220;CLIENTI&#8221; e non &#8220;coltivarli&#8221; con le idee&#8230; ;)</p>
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		<title>Di: Rorschach</title>
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		<dc:creator>Rorschach</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 14:07:09 +0000</pubDate>
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		<description>Per carità, la mia non voleva essere polemica: io per primo sono sempre stato disponbile ad andare incontro al cliente... ho fatto piaceri, lavori gratis, favori. Ma di contro non mi è tornato nulla, e allora dico: ne è valsa la pena?
Purtroppo è un circolo vizioso, si trova sempre lo schiavo di turno che lavora non a prezzo basso, ma sotto costo! E la qualità della fotografia pubblicitaria in Italia è sotto gli occhi di tutti. Parlo di pubblicità perchè è il campo in cui lavoravo.
Detto questo, ben vengano alternative e persone come te che le fanno conoscere!
Il mio era solo un discorso amaro di un ormai ex fotografo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per carità, la mia non voleva essere polemica: io per primo sono sempre stato disponbile ad andare incontro al cliente&#8230; ho fatto piaceri, lavori gratis, favori. Ma di contro non mi è tornato nulla, e allora dico: ne è valsa la pena?<br />
Purtroppo è un circolo vizioso, si trova sempre lo schiavo di turno che lavora non a prezzo basso, ma sotto costo! E la qualità della fotografia pubblicitaria in Italia è sotto gli occhi di tutti. Parlo di pubblicità perchè è il campo in cui lavoravo.<br />
Detto questo, ben vengano alternative e persone come te che le fanno conoscere!<br />
Il mio era solo un discorso amaro di un ormai ex fotografo.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Rorschach</title>
		<link>http://www.jumper.it/nuovi-modi-per-vendersi-idee-nuove-per-fotografi-non-ancora-a-listino/comment-page-1/#comment-15324</link>
		<dc:creator>Rorschach</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 14:07:00 +0000</pubDate>
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		<description>Per carità, la mia non voleva essere polemica: io per primo sono sempre stato disponbile ad andare incontro al cliente... ho fatto piaceri, lavori gratis, favori. Ma di contro non mi è tornato nulla, e allora dico: ne è valsa la pena?
Purtroppo è un circolo vizioso, si trova sempre lo schiavo di turno che lavora non a prezzo basso, ma sotto costo! E la qualità della fotografia pubblicitaria in Italia è sotto gli occhi di tutti. Parlo di pubblicità perchè è il campo in cui lavoravo.
Detto questo, ben vengano alternative e persone come te che le fanno conoscere!
Il mio era solo un discorso amaro di un ormai ex fotografo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per carità, la mia non voleva essere polemica: io per primo sono sempre stato disponbile ad andare incontro al cliente&#8230; ho fatto piaceri, lavori gratis, favori. Ma di contro non mi è tornato nulla, e allora dico: ne è valsa la pena?<br />
Purtroppo è un circolo vizioso, si trova sempre lo schiavo di turno che lavora non a prezzo basso, ma sotto costo! E la qualità della fotografia pubblicitaria in Italia è sotto gli occhi di tutti. Parlo di pubblicità perchè è il campo in cui lavoravo.<br />
Detto questo, ben vengano alternative e persone come te che le fanno conoscere!<br />
Il mio era solo un discorso amaro di un ormai ex fotografo.</p>
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		<title>Di: Luca Pianigiani</title>
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		<dc:creator>Luca Pianigiani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:54:39 +0000</pubDate>
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		<description>Rorschach: non ho detto che si può accettare... forse dico che a volte bisogna farlo. Se si riesce a tenere in pugno il mercato e non &quot;svendersi&quot; è ottimo, ma sarebbe sciocco far finta che, quasi sempre, sia una necessità obbligata. Lo spirito dell&#039;articolo è: &quot;se&quot; si entra nel loop della svendita, e non si può fare nulla per combatterlo (si può dire di no, ma il mercato non si ferma ad un &quot;no&quot;, cerca altrove), allora bisogna trovare altre strategie. Abbiamo proposto una possibile strategia, se la reputi utile adottala anche tu, altrimenti spero davvero (ma sul serio, senza polemiche) che tu riesca a mantenere i prezzi alti e lavorare tanto. Noi dobbiamo pensare anche a quelli che, purtroppo, potrebbero anche non essere così fortunati.

Andrea: si, non dobbiamo fare tutto da soli, ed è vero che mettere in piedi un progetto che prevede altre collaborazioni è complesso. Non è solo però il settore della fotografia a soffrire, quindi si possono trovare - per progetti intelligenti e propositivi, collaborazioni e supporto utile, dove ogni parte investe e mette sul tavolo la propria competenza per sviluppare iniziative di più ampio respiro. O, almeno, si spera !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rorschach: non ho detto che si può accettare&#8230; forse dico che a volte bisogna farlo. Se si riesce a tenere in pugno il mercato e non &#8220;svendersi&#8221; è ottimo, ma sarebbe sciocco far finta che, quasi sempre, sia una necessità obbligata. Lo spirito dell&#8217;articolo è: &#8220;se&#8221; si entra nel loop della svendita, e non si può fare nulla per combatterlo (si può dire di no, ma il mercato non si ferma ad un &#8220;no&#8221;, cerca altrove), allora bisogna trovare altre strategie. Abbiamo proposto una possibile strategia, se la reputi utile adottala anche tu, altrimenti spero davvero (ma sul serio, senza polemiche) che tu riesca a mantenere i prezzi alti e lavorare tanto. Noi dobbiamo pensare anche a quelli che, purtroppo, potrebbero anche non essere così fortunati.</p>
<p>Andrea: si, non dobbiamo fare tutto da soli, ed è vero che mettere in piedi un progetto che prevede altre collaborazioni è complesso. Non è solo però il settore della fotografia a soffrire, quindi si possono trovare &#8211; per progetti intelligenti e propositivi, collaborazioni e supporto utile, dove ogni parte investe e mette sul tavolo la propria competenza per sviluppare iniziative di più ampio respiro. O, almeno, si spera !</p>
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		<title>Di: Luca Pianigiani</title>
		<link>http://www.jumper.it/nuovi-modi-per-vendersi-idee-nuove-per-fotografi-non-ancora-a-listino/comment-page-1/#comment-15323</link>
		<dc:creator>Luca Pianigiani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 13:54:00 +0000</pubDate>
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		<description>Rorschach: non ho detto che si può accettare... forse dico che a volte bisogna farlo. Se si riesce a tenere in pugno il mercato e non &quot;svendersi&quot; è ottimo, ma sarebbe sciocco far finta che, quasi sempre, sia una necessità obbligata. Lo spirito dell&#039;articolo è: &quot;se&quot; si entra nel loop della svendita, e non si può fare nulla per combatterlo (si può dire di no, ma il mercato non si ferma ad un &quot;no&quot;, cerca altrove), allora bisogna trovare altre strategie. Abbiamo proposto una possibile strategia, se la reputi utile adottala anche tu, altrimenti spero davvero (ma sul serio, senza polemiche) che tu riesca a mantenere i prezzi alti e lavorare tanto. Noi dobbiamo pensare anche a quelli che, purtroppo, potrebbero anche non essere così fortunati.

Andrea: si, non dobbiamo fare tutto da soli, ed è vero che mettere in piedi un progetto che prevede altre collaborazioni è complesso. Non è solo però il settore della fotografia a soffrire, quindi si possono trovare - per progetti intelligenti e propositivi, collaborazioni e supporto utile, dove ogni parte investe e mette sul tavolo la propria competenza per sviluppare iniziative di più ampio respiro. O, almeno, si spera !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rorschach: non ho detto che si può accettare&#8230; forse dico che a volte bisogna farlo. Se si riesce a tenere in pugno il mercato e non &#8220;svendersi&#8221; è ottimo, ma sarebbe sciocco far finta che, quasi sempre, sia una necessità obbligata. Lo spirito dell&#8217;articolo è: &#8220;se&#8221; si entra nel loop della svendita, e non si può fare nulla per combatterlo (si può dire di no, ma il mercato non si ferma ad un &#8220;no&#8221;, cerca altrove), allora bisogna trovare altre strategie. Abbiamo proposto una possibile strategia, se la reputi utile adottala anche tu, altrimenti spero davvero (ma sul serio, senza polemiche) che tu riesca a mantenere i prezzi alti e lavorare tanto. Noi dobbiamo pensare anche a quelli che, purtroppo, potrebbero anche non essere così fortunati.</p>
<p>Andrea: si, non dobbiamo fare tutto da soli, ed è vero che mettere in piedi un progetto che prevede altre collaborazioni è complesso. Non è solo però il settore della fotografia a soffrire, quindi si possono trovare &#8211; per progetti intelligenti e propositivi, collaborazioni e supporto utile, dove ogni parte investe e mette sul tavolo la propria competenza per sviluppare iniziative di più ampio respiro. O, almeno, si spera !</p>
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