Analizzare i nuovi media, ma anche i nuovi mezzi, è un’attività fondamentale per noi, che – come sito – ci rivolgiamo ai fotografi professionisti. Destinazioni e strumenti mutano con l’evoluzione tecnologica e specialmente in funzione dell’evoluzione culturale con la quale ci dobbiamo confrontare. Un po’ ci scoccia tornare su argomenti già discussi, ma non è per mancanza di argomenti… è che ci sono evoluzioni, ci sono novità e specialmente c’è un “periodo vissuto” che ci aiuta a fare valutazioni più profonde. Da condividere con voi.

Parliamo dell’universo “tablet”  e “smartphones”, che hanno nella loro più popolare rappresentazione i prodotti Apple, rispettivamente iPad e iPhone. La novità è legata alla presentazione di lunedi: iPhone4 è arrivato, e tra qualche giorno verrà commercializzato negli Usa e in altri Paesi, ma l’Italia dovrà aspettare luglio. Tra pochi giorni, però, sarà rilasciato per tutti iOS4, il nuovo sistema operativo, che farà fare un passo in avanti agli iPhone già in mano a tutti (a partire dal modello 3G, che sarà in parte penalizzato dalla mancanza di multitasking, troppo impegnativo per la richiesta di potenza, ma le altre funzionalità saranno tutte disponibili). Torniamo però ad iPhone4: delle sue innovazioni, la più interessante secondo noi – parlando di media e mezzi per chi produce (e prima ancora progetta) comunicazione – è lo schermo chiamato “Retina Display“, che Steve Jobs ha presentato così:

Lo sbalorditivo schermo Retina da 3,5 pollici ha 960 x 640 pixel—quattro volte i pixel di iPhone 3GS e il 78 per cento dei pixel di un iPad. I risultanti 326 pixel per pollice (ppi) sono così densi che l’occhio umano non è in grado di distinguerli singolarmente quando il telefono è tenuto ad una distanza normale, rendendo il testo, le immagini e i video più limpidi, vividi e più realistici, come mai prima su uno schermo elettronico.”

Al di là delle parole di marketing (non siamo qui a fare marketing e, ahinoi, nessuno nemmeno ci paga per parlarne…) la novità è sostanzialmente quello di una risoluzione finora inimmaginabile. Visto che lo so (si, lo so… sono quasi vent’anni che lo so) che i fotografi non amano molto i calcoli legati alla risoluzione, ma è importante comprendere a fondo di che tipo di innovazione stiamo parlando, abbiamo fatto un po’ di schemi e cerchiamo di chiarire la tematica nella pratica. Guardate lo schema qui sotto:

Quello che abbiamo fatto è mostrare un confronto (che non abbiamo visto da nessuna parte ancora…e invece secondo noi aiuta a capire qualcosa di più profondo rispetto ai numeri puri) tra quante informazioni ci sono in più sul modello 4 rispetto al 3. Questo schema non corrisponde alla realtà “fisica”, perché gli schermi sono grandi uguali (3,5 pollici di diagonale) e quindi quello che succede è che – per starci così tante informazioni in più, praticamente 4 volte – quello che succede è che è stata raddoppiata la risoluzione: da 163 a 326 ppi (pixel per pollice). Voi direte… e chissenefrega? Io ci ho dedicato diversi minuti alla domenica sera per fare i conti, e qusto significa – in valori “fisici”, che 1 pixel dello schermo del nuovo iPhone4 è grande circa 0,07 mm, quello dell’iPhone3 0,15 mm. Vi è venuto il mal di testa? No, dai: non volevo fare un trattato scientifico come quello che è stato fatto qui (che per di più è fatto in pollici, quindi meno chiaro a noi “metrici”, e devo dire che abbiamo seguito la nostra mente e il nostro approccio, e non quello degli scienziati del sito in questione). Il senso che volevamo trasmettere è che l’occhio umano (che non è misurabile in modo assoluto, ogni occhio vede in modo diverso) è in grado di distinguere i “puntini” se sono “grandi” come quelli sul pur eccezionalmente nitido schermo dell’iPhone3 , ma praticamente non sono visibili sullo schermo del’iPhone4. Si dice che è quindi uno schermo dalla qualità visiva e dalla nitidezza di uno stampato, ma si commette un errore o quantomeno una semplificazione, e non vogliamo proseguire nella complessa dissertazione tecnica, ma gli stampati usano retinature che spesso sono anche di molto inferiori, e poi ci sono le imperfezioni dell’inchiostro, delle lastre, della struttura della carta. No, lo schermo dell’iPhone4 sarà più nitido, molto più nitido di qualsiasi foglio stampato in pari dimensioni (opere d’arte escluse, e aggiungo “forse”).

Torniamo ai media: abbiamo detto che tra poche settimane avremo tra le mani un “media” con risoluzione superiore a qualsiasi altro (e lasciamo perdere le discussioni da birreria di altre aziende che dicono… non è vero, non interessano, non stiamo parlando di annotare questa dichiarazione nel libro dei Record: parliamo di cose concrete e pratiche). Addirittura più nitido della carta ben stampata, ed enormemente più nitido del “media del futuro” per eccellenza (almeno per quello che riguarda fama, popolarità e numeri): iPad, che – tanto per parlar ancora un secondo di numeri, ha una risoluzione inferiore a quella del vecchio iPhone (iPad: 132 ppi; iPhone 3: 163 ppi; iPhone4: 326 ppi): è ovvio che essendo più grande, iPad si guarda da una distanza superiore, ma questa è solo una teoria: per vedere i dettagli, siamo abituati ad avvicinarci, oppure a fare azione di “pinch” sui device multitouch, e quindi la differenza di nitidezza sarà evidente. iPad, di colpo, è diventato un oggetto di risoluzione “bassa”, e già si sta ipotizzando a quello che succederà – probabilmente tra 9 o 12 mesi – su iPad2: adotterà anche lui il Retina Display? Per certi versi questo ci affascinerebbe, dall’altro ci terrorizza: se l’edizione di Wired per iPad (che ha venduto oltre 76 mila copie, alla bellezza di 4,99 dollari in pochi giorni) pesa oltre 500 Mb, e questo è largamente dovuto alla soluzione tecnologica adottata (sviluppata in collaborazione con Adobe Systems) che fa uso di pagine rasterizzate in PNG (e quindi tutte pagine rappresentate da pixel, e non da vettori, testi compresi), vuol dire che la versione per l’ipotetico iPad2 peserebbe più di 2 Gb… Difficile, ben oltre l’accettabile, anche perché bisogna ricordarci che, per quanto si possa essere entusiasti, iPad non è un computer, purtroppo, è una meravigliosa tavoletta che emula e addirittura allarga le potenzialità di un computer vero, ma non lo sostituisce. E, stiamo dicendo in questo articolo, non sostituisce nemmeno quella nitidezza alla quale siamo abituati con la carta.

Abbiamo quindi trovato un nuovo media: piccolo, nitidissimo, si chiama iPhone4 (e ci saranno altri che lo emuleranno, senza dubbio, o forse anche che lo supereranno, in futuro). Cosa possiamo farcene, da fotografi professionisti? Diventerà un visore fantastico delle nostre immagini, e dobbiamo pensare a sfruttare al massimo questa potenzialità, possiamo pensare a dei “libri bonsai” da distribuire per questo “media”. Ora che (tra qualche giorno, con iOS4) sarà possibile usare iBook, l’applicazione degli eBook nata per iPad, si potranno caricare libri (anche in PDF, visto che è stato aperto a questo formato “universale” in aggiunta all’ePub), e possiamo pensare a dei libri fotografici, piccoli come dei piccoli gioielli di valore, con testi perfettamente leggibili e immagini da fruire al meglio e al massimo. La cosa ci affascina, e siamo già al lavoro su questo versante: avremo cento milioni di utenti potenziali (tanti sono gli utenti nel mondo di iPhone, iPod Touch e iPad), e sempre più cresceranno però gli utenti “ad alta risoluzione”. Ha senso, molto senso, investire nei pixel: non tanto quelli delle fotocamere, che sono già tanti (troppi?), ma in quelli dell’output. Dobbiamo smettere di pensare a “risoluzione video” e risoluzione “stampa“. Dobbiamo pensare molto più a “proporzioni”, ad “orientamenti” (più orizzontale, meno verticale) e a dimensione fisica degli schermi. Pensate per un istante a cosa potrebbe succedere se venisse adottato il Retina Display  su un Cinema Display, su un iMac… Altro che HD, ready, full, super full…!

Finora abbiamo parlato di media, e ci sarebbe da dire tanto (per esempio, date un’occhiata a questo video, che mostra “finalmente” un passo serio nella progettazione di riviste digitali, che non sono e non saranno certo quelle ancora “ingessate” che abbiamo  visto finora (tutte… non ci sono scusanti al poco finora tirato fuori dagli editori di tutto il mondo). Lo propone Time, con quello che è ancora un mockup (e si vede che è falso anche dal fatto che è stata usata come “cornice” un “iPad 16:9” che ovviamente non esiste. Ma si si vede che finalmente si sta usando la testa per creare sensazioni ed emozioni più forti di quelle che, alla fine, si potevano già fare con un “banale” PDF.

Nel titolo però abbiamo parlato anche di “mezzi” per fotografi professionisti: oltre che “media”, quindi destinazioni dei nostri lavori, questi strumenti (iPhone, iPad) sono anche dei mezzi per lavorare. In questo, i due mesi abbondanti di iPad ci fanno capire che iPhone (specialmente la versione 4 che arriverà, con la sua fotocamera da 5 milioni di pixel: se qualcuno vuole dare un’occhiata ai primi esempi pubblicati online, potete vederli a questo link: dicono che non sono stati manipolati, e comunque non veniteci a dire che un’Hasselblad digitale o una Canon o Nikon fanno foto migliori… lo sappiamo!) ci può venire incontro come mezzo di produzione, perché ha creato un nuovo modo di fotografare, che non sostituisce ovviamente le fotocamere professionali, ma che si propone come un “polaroid” creativo e artistico, istintivo ed immediato che, in più rispetto a quello “storico”, ci offre non solo la possibilità di manipolazione multipla e sequenziale (tante manipolazioni, una successiva all’altra), ma anche una distribuzione immediata, via email, su un sito, o tramite social network: basta un click e raggiungiamo tutti coloro che ci interessano. Incredibilmente, invece, il ruolo “mezzo” di iPad appare al momento più incerto. Ci sono degli utilizzi, senza dubbio, come usarlo come doppio monitor (ma un secondo monitor è meglio, più grande, e sta in piedi da solo), oppure per vedere quello che si inquadra con la fotocamera con il fantastico DSLR Camera Remote di cui credo di essere il maggiore responsabile dell’acquisto in Italia (l’ho consigliato a così tanti fotografi professionisti che almeno una medaglia la meriterei… quantomeno dai fotografi che lo usano, non certo dall’azienda: mica l’ho fatto per soldi! ehehehe); nel caso qualcuno non lo sapesse, questo software consente di pilotare a distanza una reflex Canon o Nikon, e di gestire tutte le funzionalità di scatto e di impostazione, e anche per vedere le inquadrature e le immagini scattate. Ma questo si può fare – e forse è più comodo con iPhone – quindi non è una novità. Tutti abbiamo però pensato subito a quanto meraviglioso poteva essere iPad per vedere e scegliere le immagini, e il nostro pensiero è andato subito a Lightroom o a Aperture... a quando una versione per iPad? Ne hanno parlato, John Nack di Adobe per primo, si sono attaccati a questo discorso altri, ma il problema è stato analizzato molto seriamente da Dennis Walker, titolare di CameraBits (per chi non lo sapesse, la società di uno dei software per fotografi professionisti per la gestione di fotografie, Photo Mechanic), direttamente sul loro forum, potete trovarlo a questo link. Per chi non ha molta dimestichezza con l’inglese, o semplicemente è pigro, i problemi sono di memoria (non solo di memoria fisica, che è poca e costosa su iPad, ma specialmente di RAM: per gestire immagini da 2o milioni di pixel come quelli delle reflex più potenti, servono 60 Mb di RAM per gestirne una sola nella “memoria di lavoro”, e iPad dispone di 256 Mb di RAM, di cui solo la metà (128 Mb) sono usabili dall’applicazione. Insomma, per gestire immagini pesanti non ci sono scuse: servono Gb di RAM, se no non si riescono a “gestire”. Ci sono poi problemi pratici, dalle connessioni non semplici (non è previsto, per esempio, scaricare schede CF, e il collegamento diretto alla fotocamera via USB è più lento di una soluzione “scheda+lettore Fw800, configurazione comune per trasferire le immagini scattate) alla limitazione imposta dal sistema di iPad che ogni foto deve “prima” essere importata all’interno dell’applicazione nativa di Apple, e solo successivamente si può pensare di “trasferirle” in un’altra applicazione: in pratica, non è prevista al momento la possibilità da parte di un software di terze parti di gestire direttamente le immagini da una scheda o da una fotocamera (e non scendiamo nella problematica dei formati, come i RAW… perché sarebbe inutile).

L’analisi di Walker mostra il “suo lato” della problematica, e potrebbe esserci spazio per controbattere, ma nella sostanza è vero che iPad è eccellente per visualizzare un portfolio, per fare una presentazione, ma non certo per “lavorare” sulle immagini. E’ quindi molto più “media” che “mezzo”. Diventerà anche “mezzo”, ne siamo sicuri… ma c’è da lavorarci tanto, ancora. Per ora, il “mezzo” non è e non può essere altro che un computer, magari uno piccolo nella dimensione dello schermo (intendiamo anche un 13″, ma farcito e potente, non un netbook), ma comunque computer a tutti gli effetti. E lo diciamo con rammarico: nella nostra voglia di futuro, abbiamo visto e vediamo in iPad (e nei suoi “cugini” che verranno, anche da altri produttori) uno strepitoso passo in avanti nell’evoluzione dell’interfaccia tra uomo e tecnologia, e in particolare in quello tra “uomo-fotografo” e “professione-fotografia”, ma bisognerà attendere. Speriamo non troppo… e nel frattempo speriamo che chi produce media, nel frattempo, si dia da fare per fare bene: l’hardware deve attendere per evolversi, il software (e i contenuti) possono e devono correre. E noi con loro…

24 responses

  1. Humm… vediamo un pò: sto per acquistare uno stativo Manfrotto modificato da Roberto Bigano, che arriva a circa 7m di altezza, questo qua: http://www.bigano.com/index.php/it/consulenza/69-lessons/244-lezione-2-come-ottenere-immagini-originali-con-lo-scatto-in-remoto.html
    Avrò necessità di un nuovo portatile, piccolo, magari da 13 o giù di lì per comandare la Nikon, però questo post mi ha fatto venire in mente che potrei forse farlo con un iPad, o no? O con il nuovo iPhone… Chissà se il Camera Control Pro ha un’app per questi aggeggi, lo dubito ma sarebbe fantastico!
    ciao
    c
    ps: il mio contributo a questo post è stato scarso, im sorry!

  2. Humm… vediamo un pò: sto per acquistare uno stativo Manfrotto modificato da Roberto Bigano, che arriva a circa 7m di altezza, questo qua: http://www.bigano.com/index.php/it/consulenza/69-lessons/244-lezione-2-come-ottenere-immagini-originali-con-lo-scatto-in-remoto.html
    Avrò necessità di un nuovo portatile, piccolo, magari da 13 o giù di lì per comandare la Nikon, però questo post mi ha fatto venire in mente che potrei forse farlo con un iPad, o no? O con il nuovo iPhone… Chissà se il Camera Control Pro ha un’app per questi aggeggi, lo dubito ma sarebbe fantastico!
    ciao
    c
    ps: il mio contributo a questo post è stato scarso, im sorry!

    1. Il post de “il Post”, come spesso capita in Italia, prende cose già scritte e aggiunge poco. Abbiamo segnato nel nostro articolo il link di Bad Astronomy di Discover, che rispondeva proprio a quanto scritto da Soneira su Wired. Il problema è che quando si parla di “scienza” della vista non si può parlare di “teoria assoluta”, l’occhio umano “perfetto” non esiste, se non in casi rari, bisogna parlare nella media della vista, e poi ci sono tanti altri fattori. Nella “pratica” Jobs dice “la verità”, ma se poi non è “così vera come la verità assoluta”, chissenefrega, a volte si tende a fare le pulci solo per dimostrarsi competenti. L’altro giorno su Zeus ho letto che dicevano che la fotocamera dell’iPhone4 fa schifo perché ha solo 5 milioni di pixel e gli smartphones che fanno “belle foto” ne hanno 8 o 12. Come se il numero di pixel fosse importante…. volevo commentare, ma poi… chissenefrega, non ci avrebbero ringraziato per l’approfondimento, per avere imparato qualcosa di fotografia digitale, ma sarebbe stato inutile e anche gesto di presunzione da parte nostra. Ognuno dice quello che vuole ;-)

    1. Il post de “il Post”, come spesso capita in Italia, prende cose già scritte e aggiunge poco. Abbiamo segnato nel nostro articolo il link di Bad Astronomy di Discover, che rispondeva proprio a quanto scritto da Soneira su Wired. Il problema è che quando si parla di “scienza” della vista non si può parlare di “teoria assoluta”, l’occhio umano “perfetto” non esiste, se non in casi rari, bisogna parlare nella media della vista, e poi ci sono tanti altri fattori. Nella “pratica” Jobs dice “la verità”, ma se poi non è “così vera come la verità assoluta”, chissenefrega, a volte si tende a fare le pulci solo per dimostrarsi competenti. L’altro giorno su Zeus ho letto che dicevano che la fotocamera dell’iPhone4 fa schifo perché ha solo 5 milioni di pixel e gli smartphones che fanno “belle foto” ne hanno 8 o 12. Come se il numero di pixel fosse importante…. volevo commentare, ma poi… chissenefrega, non ci avrebbero ringraziato per l’approfondimento, per avere imparato qualcosa di fotografia digitale, ma sarebbe stato inutile e anche gesto di presunzione da parte nostra. Ognuno dice quello che vuole ;-)

  3. Dsl camera remote richiede un collegamento a un computer che agisce da ponte wifi tra fotocamera e iPhone (anche iPod touch). Quindi forse non va bene per questa applicazione.

    La presenza comunque è la cosa
    importante, quindi grazie :-)

  4. Dsl camera remote richiede un collegamento a un computer che agisce da ponte wifi tra fotocamera e iPhone (anche iPod touch). Quindi forse non va bene per questa applicazione.

    La presenza comunque è la cosa
    importante, quindi grazie :-)

  5. Pensando al “media” da impiegare come “mezzo”, ho chiesto ad un gruppo di amici ingegneri (che ha già prodotto vari applicativi per iPhone) la realizzazione di un camera remote da utilizzare tramite iPhone o iPad via usb, quindi senza l’impiego di un portatile. Io giro molti video con le dslr Canon, e mi farebbe molto piacere avere un iPad che remoti la fotovideocamera ed abbia il liveview su un bello schermo isp. Anche ipotizzando il costo del software elevato (150,00 euro), non arriverei mai a spendere la stessa cifra per l’acquisto di un monitor hd di marca da 7″ (che poi hd non è) con ingresso hdmi, che costa mediamente 1.400,00 euro.
    Che ne pensate?
    Ora il problema è quello di ottenere i driver da Canon e Nikon, che suppongo non ci fileranno di striscio.
    Aspetteremo che una casa blasonata lo metta in vendita nello App Store…
    Grazie Luca per le tue preziose osservazioni e considerazioni, che arrivano sempre al nocciolo delle questione!

    Ciao a tutti -:))

    1. Bo!!!!!
      Visto che forse non hai ancora finito di mordere la mela…. dai un’occhio ad altre cose.
      Io posseggo un Samsung Hd da quasi un anno e mi sembra avere ancora delle caratteristiche superiori al nuovo melafonino, anzi no………………, non ha tutte le cose inutili del melafonino 4.
      Senza rancore, Claudio Schincariol.

  6. Pensando al “media” da impiegare come “mezzo”, ho chiesto ad un gruppo di amici ingegneri (che ha già prodotto vari applicativi per iPhone) la realizzazione di un camera remote da utilizzare tramite iPhone o iPad via usb, quindi senza l’impiego di un portatile. Io giro molti video con le dslr Canon, e mi farebbe molto piacere avere un iPad che remoti la fotovideocamera ed abbia il liveview su un bello schermo isp. Anche ipotizzando il costo del software elevato (150,00 euro), non arriverei mai a spendere la stessa cifra per l’acquisto di un monitor hd di marca da 7″ (che poi hd non è) con ingresso hdmi, che costa mediamente 1.400,00 euro.
    Che ne pensate?
    Ora il problema è quello di ottenere i driver da Canon e Nikon, che suppongo non ci fileranno di striscio.
    Aspetteremo che una casa blasonata lo metta in vendita nello App Store…
    Grazie Luca per le tue preziose osservazioni e considerazioni, che arrivano sempre al nocciolo delle questione!

    Ciao a tutti -:))

    1. Bo!!!!!
      Visto che forse non hai ancora finito di mordere la mela…. dai un’occhio ad altre cose.
      Io posseggo un Samsung Hd da quasi un anno e mi sembra avere ancora delle caratteristiche superiori al nuovo melafonino, anzi no………………, non ha tutte le cose inutili del melafonino 4.
      Senza rancore, Claudio Schincariol.

  7. Ti prego, Claudio: non facciamo questi discorsi, perché se no cadiamo sul banale. Perché bisogna sempre parlare di “prestazioni”? Allora una fotocamera da 10 milioni di pixel è peggio di una da 20? Se vuoi, ti dico che hai ragione, così superiamo il problema, ma se le cose si guardano da fuori, e per di più con approccio snob, allora i confronti sono facili. Non è così: per funzionalità, per potenza, per precisione, nitidezza, per disponibilità di software, per sistema operativo, iPhone è “al momento” superiore ai migliori smartphone usciti ieri… ancor di più di quelli di un anno fa. Le cose “inutili” forse sono utili, magari non per te, io ho cose molto utili sul mio (quelle inutili le ho scartate) e nessun altro telefono, in questo momento, può darmi di più. Ma non è questo il problema: in questo articolo parlo di “media”: puoi oggettivamente dichiarare che, al momento, il tuo Samsung può rappresentare un “media”? La scommessa è tra qualche anno (Android lo attendiamo al varco, ha le potenzialità di diventarlo, un media, e anche un mezzo), non è detto che Apple vinca, e se leggi tra le righe di questo post sono stato anche molto critico su certe cose della “mela”, pur essendone un estimatore e un utente. Ma cerchiamo di andare oltre: il tifo deve finire quando arriva la ragione, e cerchiamo di ragionare, anche sbagliando. Se sei contento del tuo Samsung HD, ma ti prego… andiamo oltre. E consentimi: ti assicuro che guardo oltre… molto oltre… passo le giornate a guardare “oltre”, non sono ottuso. Proprio perché guardo oltre, mi domando cosa succederà tra 3 o 5 anni, ma sul breve c’è poco da dire… se non che l’unica strada è l’inseguimento.

  8. Ti prego, Claudio: non facciamo questi discorsi, perché se no cadiamo sul banale. Perché bisogna sempre parlare di “prestazioni”? Allora una fotocamera da 10 milioni di pixel è peggio di una da 20? Se vuoi, ti dico che hai ragione, così superiamo il problema, ma se le cose si guardano da fuori, e per di più con approccio snob, allora i confronti sono facili. Non è così: per funzionalità, per potenza, per precisione, nitidezza, per disponibilità di software, per sistema operativo, iPhone è “al momento” superiore ai migliori smartphone usciti ieri… ancor di più di quelli di un anno fa. Le cose “inutili” forse sono utili, magari non per te, io ho cose molto utili sul mio (quelle inutili le ho scartate) e nessun altro telefono, in questo momento, può darmi di più. Ma non è questo il problema: in questo articolo parlo di “media”: puoi oggettivamente dichiarare che, al momento, il tuo Samsung può rappresentare un “media”? La scommessa è tra qualche anno (Android lo attendiamo al varco, ha le potenzialità di diventarlo, un media, e anche un mezzo), non è detto che Apple vinca, e se leggi tra le righe di questo post sono stato anche molto critico su certe cose della “mela”, pur essendone un estimatore e un utente. Ma cerchiamo di andare oltre: il tifo deve finire quando arriva la ragione, e cerchiamo di ragionare, anche sbagliando. Se sei contento del tuo Samsung HD, ma ti prego… andiamo oltre. E consentimi: ti assicuro che guardo oltre… molto oltre… passo le giornate a guardare “oltre”, non sono ottuso. Proprio perché guardo oltre, mi domando cosa succederà tra 3 o 5 anni, ma sul breve c’è poco da dire… se non che l’unica strada è l’inseguimento.

  9. RIferito ai due dommenti precedenti: Parlando di tifo guardiamo i mondiali ;-)

    RIferito all’articolo: l’iPhone4 è così interessante per prestazioni e caratteristiche che mi fa pensare che l’iPad sia davvero già vecchio. Improvvisamente la mia voglia di iPad si è spenta, penso che iPad2 sarà lo strumento davvero utile ai professionisti… Vale la pensa acquistarla adesso?

    infine, tutti stanno sfornando App per iPad che comunque avranno bisogno di tempo per essere davvero ottimizzate. La maggior parte delle App che escono ora sono un’ottimizzazione/adattamento di quelle per iPhone, ma in realtà nessuno sa quale sarà la vera “User experience” con iPad non essendoci dati di utilizzo antecedenti.

    Il fatto di mostrare queste tecnlogie, mi sembra un autogol da parte delle scelte di marketing della Apple.

  10. RIferito ai due dommenti precedenti: Parlando di tifo guardiamo i mondiali ;-)

    RIferito all’articolo: l’iPhone4 è così interessante per prestazioni e caratteristiche che mi fa pensare che l’iPad sia davvero già vecchio. Improvvisamente la mia voglia di iPad si è spenta, penso che iPad2 sarà lo strumento davvero utile ai professionisti… Vale la pensa acquistarla adesso?

    infine, tutti stanno sfornando App per iPad che comunque avranno bisogno di tempo per essere davvero ottimizzate. La maggior parte delle App che escono ora sono un’ottimizzazione/adattamento di quelle per iPhone, ma in realtà nessuno sa quale sarà la vera “User experience” con iPad non essendoci dati di utilizzo antecedenti.

    Il fatto di mostrare queste tecnlogie, mi sembra un autogol da parte delle scelte di marketing della Apple.

  11. Mi permetto di intervenire in questa polemica in senso buono per focalizzare l’attenzione su un aspetto non marginale del rapporto immagine / nuovi media. La fotografia in senso stretto con l’avvento delle tecnologie digitale cessa di fatto di esistere, essa si muta e si trasforma in quello che universalmente viene definito illustrazione.
    In lingua italiana oltre qualche mio articolo occasionale ( tra cui la polemica con 69 sulla mostra di Zucca ) mi sembra ci sia al momento assai poco, mentre piu’ ricca e’ la saggistica in tedesco e in francese, di autori certamente di maggior conto.
    Purtroppo per la lingua italiana scontiamo l’assenza di editore avveduti (esempio un Actes Sud italiano non esiste) e la mancanza di un periodico, foss’anche digitale, dedicato al linguaggio della fotografia/immagine/illustrazione.
    Di fatto anche la fotografia analogica nei suoi podromi piu’ estremi aveva cambiato pelle gia’ da qualche anno, rispetto all’avvento del digitale. Gursky, Ruff, e tutta la scuola di Düsseldorf. Ma ancor prima Martin Parr.
    – A questo punto mi si consenta un inciso, l’anno passato in seguito ad una fortunata acquisizione della MEP ho avuto occasione per vedere per la prima volta nella mia vita il lavoro di Saul Leitner. Un lavoro rimasto per lungo tempo confidenziale, malgrado Steichen lo avesse inserito in una esposizione collettiva del 1953 al Moma. Questo autore tolto dall’oblio e dall’ignoranza di noi tutti, ci obbliga a riscrivere molte se non tutte le recenti storie della fotografia e del linguaggio fotografico. Le immagini, bellissime e sconvolgenti ci obbligano a reimpostare almeno molti discorsi fatti fino ad oggi su cui si fonda il mercato contemporaneo della fotografia d’arte, se non fosse per il loro intrinseco valore, quanto meno per la loro imbarazzante collocazione temporale purtroppo il mio scarso valore accademico mi ha fino ad oggi impedito di scriverne compiutamente –
    Oggi produrre immagini ci porta inevitabilmente al confronto con nuovi media, iPad ad esempio inevitabilmente piu’ di Kindle ci consente di progettare un libro fotografico o una rivista o una galleria completamente immateriale.
    Gia’ l’anno passato ho avuto occasione di presentare a Parigi una mostra di fotografia digitale per immagini elettroniche, dove le stampe erano sostituite da schermi LCD incorniciati che mostravano una immagini fissa in movimento.
    Oggi quella che si presentava come una istallazione costosa e complessa potrebbe essere alla portata concettuale e pratica di ognuno di noi.
    Dobbiamo ripensare il ruolo della fotografia alla luce dei nuovi media almeno con la stessa velocita’ con cui questi appaiono sul mercato, altrimenti nuove forme di comunicazione svuotate di istanze desideranti e riempite invece di istanze macchiniche (qui vedi la mia polemica con Flusser rispetto agli scritti di Guattari e al suo saggio sulla fotografia) prenderanno la forma del linguaggio a noi caro solo per il nostro abbandono di campo.

    Se guardo le ultime sperimentazioni linguistiche nel campo della fotografia/illustrazione mi sembra necessario evidenziare una cesura netta tra potenzialita’ dei nuovi media il rifiuto netto di utilizzarli.

    Esempi sono il rifiuto di produrre dei soggetti per l’editoria on demand che non sia scimmiottamenti di un percorso editoriale tradizionale…. il rifiuto dei nuovi materiali di stampa come legni. metalli, plastiche etc… e l’assenza di relazioni artistico linguistiche in atto tra tutto quello che e’ fotografia e immagini 3d o modellazione di oggetti 3d o realizzazione di immagini/oggetto da modellatori 3d (prototipizzazione 3d in resine)

    Ecco il tenersi scentemente lontano da parte delle fotografia/illustrazione rispetto a queste tecnologie e tecniche e dai media esistenti o ipotetici ad esse connesse mi sembra un tema da indagare in modo piu’ compiuto/

    Se qualcuno fosse interessato ad approndire l’argomento sono lietissimo di suggerire un percorso di letture nelle lingue che conosco… e uso che sono francese, inglese e tedesco. Purtroppo molto e’ pubblicato in russo e in giapponese, senza traduzioni, in queste lingue non posso esservi di alcun aiuto.

  12. Mi permetto di intervenire in questa polemica in senso buono per focalizzare l’attenzione su un aspetto non marginale del rapporto immagine / nuovi media. La fotografia in senso stretto con l’avvento delle tecnologie digitale cessa di fatto di esistere, essa si muta e si trasforma in quello che universalmente viene definito illustrazione.
    In lingua italiana oltre qualche mio articolo occasionale ( tra cui la polemica con 69 sulla mostra di Zucca ) mi sembra ci sia al momento assai poco, mentre piu’ ricca e’ la saggistica in tedesco e in francese, di autori certamente di maggior conto.
    Purtroppo per la lingua italiana scontiamo l’assenza di editore avveduti (esempio un Actes Sud italiano non esiste) e la mancanza di un periodico, foss’anche digitale, dedicato al linguaggio della fotografia/immagine/illustrazione.
    Di fatto anche la fotografia analogica nei suoi podromi piu’ estremi aveva cambiato pelle gia’ da qualche anno, rispetto all’avvento del digitale. Gursky, Ruff, e tutta la scuola di Düsseldorf. Ma ancor prima Martin Parr.
    – A questo punto mi si consenta un inciso, l’anno passato in seguito ad una fortunata acquisizione della MEP ho avuto occasione per vedere per la prima volta nella mia vita il lavoro di Saul Leitner. Un lavoro rimasto per lungo tempo confidenziale, malgrado Steichen lo avesse inserito in una esposizione collettiva del 1953 al Moma. Questo autore tolto dall’oblio e dall’ignoranza di noi tutti, ci obbliga a riscrivere molte se non tutte le recenti storie della fotografia e del linguaggio fotografico. Le immagini, bellissime e sconvolgenti ci obbligano a reimpostare almeno molti discorsi fatti fino ad oggi su cui si fonda il mercato contemporaneo della fotografia d’arte, se non fosse per il loro intrinseco valore, quanto meno per la loro imbarazzante collocazione temporale purtroppo il mio scarso valore accademico mi ha fino ad oggi impedito di scriverne compiutamente –
    Oggi produrre immagini ci porta inevitabilmente al confronto con nuovi media, iPad ad esempio inevitabilmente piu’ di Kindle ci consente di progettare un libro fotografico o una rivista o una galleria completamente immateriale.
    Gia’ l’anno passato ho avuto occasione di presentare a Parigi una mostra di fotografia digitale per immagini elettroniche, dove le stampe erano sostituite da schermi LCD incorniciati che mostravano una immagini fissa in movimento.
    Oggi quella che si presentava come una istallazione costosa e complessa potrebbe essere alla portata concettuale e pratica di ognuno di noi.
    Dobbiamo ripensare il ruolo della fotografia alla luce dei nuovi media almeno con la stessa velocita’ con cui questi appaiono sul mercato, altrimenti nuove forme di comunicazione svuotate di istanze desideranti e riempite invece di istanze macchiniche (qui vedi la mia polemica con Flusser rispetto agli scritti di Guattari e al suo saggio sulla fotografia) prenderanno la forma del linguaggio a noi caro solo per il nostro abbandono di campo.

    Se guardo le ultime sperimentazioni linguistiche nel campo della fotografia/illustrazione mi sembra necessario evidenziare una cesura netta tra potenzialita’ dei nuovi media il rifiuto netto di utilizzarli.

    Esempi sono il rifiuto di produrre dei soggetti per l’editoria on demand che non sia scimmiottamenti di un percorso editoriale tradizionale…. il rifiuto dei nuovi materiali di stampa come legni. metalli, plastiche etc… e l’assenza di relazioni artistico linguistiche in atto tra tutto quello che e’ fotografia e immagini 3d o modellazione di oggetti 3d o realizzazione di immagini/oggetto da modellatori 3d (prototipizzazione 3d in resine)

    Ecco il tenersi scentemente lontano da parte delle fotografia/illustrazione rispetto a queste tecnologie e tecniche e dai media esistenti o ipotetici ad esse connesse mi sembra un tema da indagare in modo piu’ compiuto/

    Se qualcuno fosse interessato ad approndire l’argomento sono lietissimo di suggerire un percorso di letture nelle lingue che conosco… e uso che sono francese, inglese e tedesco. Purtroppo molto e’ pubblicato in russo e in giapponese, senza traduzioni, in queste lingue non posso esservi di alcun aiuto.

  13. da fotogiornalista ho comprato l’ipad sperando di poterlo anche utilizzare come mezzo oltre che come media, cosa che peraltro ho già sfruttato produttivamente. e da utilizzatore di photo mechanic fin dalle prime versioni la lettera aperta alla Apple è stata una doccia fredda. nonostante questo sono ancora fiducioso; per il mio lavoro non ho bisogno di inviare immagini ad altissima risoluzione, mi basterebbe poter selezionare le immagini dalla cf e poter inserire gli info file, cose assolutamente fattibili a livello hardware ma non consentite dalla Apple. per fortuna con ios4 le cose dovrebbero cambiare.
    segnalo anche un programma,filterstorm, di editing che, con la nuova versione in fase di approvazione permette anche di inviare le foto via ftp ed un rudimentale editing delle caption (solo rinonominare e modificare il campo “caption” per ora, e solo sul file da inviare via mail o ftp perché apple non consente di salvarlo nelle immagini). oltretutto fa un editing assolutamente dignitoso, con alcune funzioni anche abbastanza raffinare come l’applicazione di maschere col pennello. insomma, io penso che per un utilizzo sul campo, sulla notizia, dove ciò che conta è inviare la foto in fretta l’ipad attuale può dire il suo. ovviamente quando si torna a casa si fa il lavoro di post-produzione vero e proprio :)
    si, lo so, ci sono i netbook per questo: ma proprio non li sopporto, lenti, fragili, poco duraturi, ingombranti (rispetto ad un iPad)…molto spesso si fa prima a tornare a casa ed effettuare il lavoro lì.
    ovviamente le mie osservazione sono valide solo per un fotogiornalista, e solo per una determinata funzione, un determinate uso del “mezzo” iPad. di sicuro, comunque, la direzione futura è segnata.

  14. da fotogiornalista ho comprato l’ipad sperando di poterlo anche utilizzare come mezzo oltre che come media, cosa che peraltro ho già sfruttato produttivamente. e da utilizzatore di photo mechanic fin dalle prime versioni la lettera aperta alla Apple è stata una doccia fredda. nonostante questo sono ancora fiducioso; per il mio lavoro non ho bisogno di inviare immagini ad altissima risoluzione, mi basterebbe poter selezionare le immagini dalla cf e poter inserire gli info file, cose assolutamente fattibili a livello hardware ma non consentite dalla Apple. per fortuna con ios4 le cose dovrebbero cambiare.
    segnalo anche un programma,filterstorm, di editing che, con la nuova versione in fase di approvazione permette anche di inviare le foto via ftp ed un rudimentale editing delle caption (solo rinonominare e modificare il campo “caption” per ora, e solo sul file da inviare via mail o ftp perché apple non consente di salvarlo nelle immagini). oltretutto fa un editing assolutamente dignitoso, con alcune funzioni anche abbastanza raffinare come l’applicazione di maschere col pennello. insomma, io penso che per un utilizzo sul campo, sulla notizia, dove ciò che conta è inviare la foto in fretta l’ipad attuale può dire il suo. ovviamente quando si torna a casa si fa il lavoro di post-produzione vero e proprio :)
    si, lo so, ci sono i netbook per questo: ma proprio non li sopporto, lenti, fragili, poco duraturi, ingombranti (rispetto ad un iPad)…molto spesso si fa prima a tornare a casa ed effettuare il lavoro lì.
    ovviamente le mie osservazione sono valide solo per un fotogiornalista, e solo per una determinata funzione, un determinate uso del “mezzo” iPad. di sicuro, comunque, la direzione futura è segnata.

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