Leica ha annunciato un modello “speciale” della sua M9, figlia più recente della dinastia M, a telemetro, simbolo vero di un certo modo di intendere la fotografia: quella di “qualità”, quella senza compromessi e senza tempo, quella della Magnum e anche un po’ (tanto) di quelli con la puzza sotto il naso. Quella che ha nell’oggetto l’elemento più importante, anche sopra al risultato finale. Quella dell’effetto “plastico dello sfuocato” e del feticismo estremo. Questo nuovo modello, in tutto e per tutto analogo ai modelli precedenti, ha un dettaglio in più, anzi: uno in meno. Stiamo parlando del sensore, che non dispone del tipico filtro Bayer (quello che suddivide l’immagine nelle componenti blu, verde e rossa), ma è solo bianco e nero: si tratta della Leica M Monochrom. Una macchina definita giustamente di “nicchia“, ma che rappresenta secondo noi il perfetto simbolo di un mondo che ha delle radici profonde che bisogna capire se ci riporteranno al passato o se verranno finalmente sradicate per entrare in una nuova era.

Non scendiamo sulla voce relativa al prezzo (a spanne, 8000 dollari, solo corpo, ci sono automobili che costano di meno, ma è anche vero che inquinano di più…), ma su una strategia tecnologica che sembra studiata e disegnata per chi di tecnologia digitale sa poco, e si lascia influenzare dalle parole “che suonano bene“. Perché diciamo questo, ammettendo che non abbiamo provato questo apparecchio e quindi pronti anche a dichiarare – qualora ci sia consentita una prova reale – di avere fatto una valutazione errata? Perché se da un lato appare evidente che il filtro a mosaico che si occupa del colore genera una serie di problemi in termini di nitidezza assoluta e di elaborazione del segnale digitale, è però anche vero che un solo canale ha tutti i “difetti” nella riproduzione delle tonalità. Banalmente, se abbiamo una zona sovraesposta in ripresa, dove manca informazione, non sarà possibile in nessun modo recuperarla, mentre su una riproduzione a tre canali le informazioni perse in un canale si possono recuperare almeno parzialmente negli altri due. Vuol dire che tutto quello che abbiamo guadagnato in anni di Photoshop, con il miscelatore di canali, ci viene di colpo tolto, ci fa tornare indietro, ai filtri colorati davanti all’obiettivo (che tolgono – si sa – nitidezza) per ottenere riproduzioni delle tonalità, i contrasti e le densità desiderate. In un canale ci sono meno informazioni, rispetto a tre canali, e non il contrario come sembra trasparire dalle comunicazioni (e dagli articoli di comodo o da quelli superficiali). Insomma, vuol dire tornare indietro di vent’anni, con quali vantaggi? Qualcuno potrebbe applaudire, desiderando questo salto indietro ad un mondo precedente a quella che è stata un’evoluzione che non è stato in grado di gestire e dominare.

Non c’è nulla di sbagliato nel “voler tornare indietro“, ognuno segue il percorso che preferisce, sta di fatto che il digitale non è stato un peggioramento, ma un netto miglioramento della qualità dell’immagine. E anche questa unica possibilità della ripresa in bianco e nero è un limite non indifferente: non tutte le immagini possono essere riprodotte in monocromia, perché altrimenti un elemento/linguaggio si trasforma in un limite, anche creativo e comunicativo. Oppure una fuga dal contemporaneo, dal presente. Beninteso, io adoro – come forse gran parte dei lettori di Jumper – il bianco e nero, ma non posso considerarla l’unica forma di espressione fotografica. Ma forse Leica punta a farci comprare due fotocamere, una per il bianco e nero e una per il colore….

Forse la Leica MM porta qualcuno a pensare che è bello tornare alle “difficoltà”, che era meglio una volta perché il fotografo era necessario perché era in grado di garantire la qualità senza l’aiuto della tecnologia, ma questo è sbagliato perché il mondo non tornerà indietro e il fotografo non avrà bisogno di “diventare bravo”, la semplicità e la sicurezza di un risultato corretto lascerà loro più spazio per lavorare sul contenuto e sul risultato. Tornare indietro, complicarsi la vita (senza per questo raggiungere una qualità evidentemente e chiaramente superiore, questo è tutto da dimostrare)  non sarà un vantaggio, ma un limite, e saper esporre correttamente, senza errori non porterà a risultati migliori rispetto ad una “discreta” esposizione gestita correttamente in fase di elaborazione del Raw. Il flusso della gestione della resa su immagini a mono canale è e sarà molto più complesso di quello che si può fare oggi (e sempre più nel futuro) su un file composto dai canali di blu, verde e rosso. Vince chi ha più informazioni da gestire, un elemento più evidente rispetto alla rincorsa alla “nitidezza pura”, strada tra l’altro seguita – ma “semplicemente” togliendo il filtro Anti Aliasing e non creando un unico canale di riproduzione delle tonalità – da Nikon con la sua D800E. In passato – e ancora oggi, in qualche caso – dorsi digitali consentivano la riproduzione della resa del colore usando non il filtro a pattern Bayer, ma con tre esposizioni, una per ogni colore, e in quel caso la qualità non veniva influenzata da perdita di nitidezza. E poi, diciamocelo, dal 1976 quando questo filtro è stato sviluppato, ne è passato di tempo, e la tecnologia del trattamento dell’immagine digitale ha ottenuto dei risultati incredibili, gli algoritmi di demosaicizzazione hanno fatto miracoli.

Siamo sicuri che la Leica M Monochrom avrà estimatori, certo che appare una fuga dal mondo contemporaneo, che è una scelta non di chi sceglie un’alternativa, ma per chi vuole isolarsi, chiudendo gli occhi per non vedere quello che è successo. Mi domando perché queste persone non rimangono sulla pellicola, visto che nessuno li obbliga a fare un “grande passo verso il digitale”, non è obbligatorio specialmente se non si vuole confrontarsi con le problematiche del “mestiere” (se uno spende 10 mila euro per poter scattare delle foto solo in bianco e nero non ha bisogno di confrontarsi con le difficoltà del mercato, e probabilmente non fa nemmeno il fotografo per vivere). Una bella Leica M3, una bella pellicola (peccato, sia Kodak che Fuji hanno annunciato un sensibile aumento dei costi dei materiali sensibili) e il gioco è fatto. Il digitale non è fatto di “vincoli”; poche settimane fa Canon ha presentato un modello per fotografia astronomica, ma non è che fa solo foto astronomiche, ma “anche”… in pratica è una fotocamera normale con un qualcosa in più.

Il management di Leica non sbaglia nel fare uscire un prodotto così di nicchia, sarebbe bello sapere (ma non lo sapremo mai) quanti saranno i numeri reali di vendita (qualche migliaia? Meno?), probabilmente ci guadagneranno anche molti soldi, strizzando l’occhiolino ad un pubblico selezionato, che ama gli oggetti, più che la fotografia. Guardandola, non si può non essere affascinati da una Leica, dalla sua forma, dalla sua bellezza essenziale, dal mito che la circonda, ma si torna al punto essenziale: la passione per gli oggetti non ha nulla a che vedere con i risultati. La qualità non è una scienza, ma un’emozione, e l’emozione si può catturare con qualsiasi strumento. Se ci sono esigenze specifiche, allora basta guardare le caratteristiche delle ultime Canon e Nikon per comprendere quanto ci sia all’interno di questi apparecchi che rende più potente, flessibile, affidabile, concreto il momento di un “click”, ad un costo anche di 1/3 rispetto alla Leica MM. Ma, per assurdo (so che dico un’eresia) c’è più tecnologia fotografica in un iPhone 4S che non in una Leica M Monochrom. Se non altro perché fotografa in bianco e nero, e anche a colori.

Appare ovvio che siamo disposti, come detto, a tornare indietro, se ci verrà concesso (non tanto a noi, ma a fotografi che collaborano con noi, e ce ne sono di bravissimi) di poter fare un test comparativo tra la qualità “assoluta” del flusso di lavoro BN della Leica MM rispetto ad un altro flusso di lavoro, sempre BN (ma partendo dallo scatto a colori) di una reflex a nostro piacimento. Sarebbe un modo serio per giustificare delle scelte, e per scendere nelle tematiche pratiche e “reali”, per focalizzarci sui fatti e non sulle parole. Questo è uno spazio che vuole dare spazio alla concretezza, siamo in un momento storico che ha bisogno di sobrietà, di promesse mantenute, di un dialogo basato su un’informazione credibile, ci auguriamo che ci sia la volontà di condivisione, Leica è invitata a partecipare a questa valutazione, nei modi e nei toni che preferisce. Già, è un invito, sono sicuro che sono in molti che vorrebbero delle prove sul campo serie (non fatte di “numeri” o di teorie tecniche, ma di fatti) e forse è il momento di far sentire la voce del mercato, un mercato che deve essere educato e corretto, ma esigente. La porta è aperta…

40 responses

  1. Mah; dai samples pubblicati sul web (Dpreview ad esempio), la maggior qualità sembra tangibile; maggior qualità intendo rispetto a un simile sensore RGB, e mi riferisco solo alla nitidezza; resta però da dimostrare che questo pacchetto rappresenti ciò di cui avevamo davvero bisogno; a me sembra piuttosto la solita mossa alla Leica: quando il modello comincia a essere vecchio, prima di buttarlo facciamo una bella serie speciale.

    Ma il mondo è bello perché è vario, e non c’è nulla di male a dare un po’ di soldi, per chi vorrà e potrà, alla vecchia Europa ;)

    1. Rispetto a cosa, Sante? La qualità intendo? Bisogna fare confronti di flusso bianco e nero, non certo fare click. E bisogna fare confronti con vari sensori. Su macchine diverse, con costi diversi. E’ quello che vorrei vedere, sempre poi che abbia un senso globalmente un approccio all’esclusivo uso del bianco e nero. Sono dell’idea che sia un limite espressivo, e anche un limite di visione della tecnologia in assoluto che in qualche modo dovrebbe essere avvalorato dai fatti. E tanto…

    2. Buongiorno Luca,
      ti seguo da molti anni e per la prima volta dissento su un tuo giudizio!
      L’utilizzo della Leica sottintende un modo di vedere, non si tratta di snobismo: sono un fotografo professionista che utilizza Leica M da 35 anni , la dimostrazione è visibile sul sito http://www.imagevintage.it .
      Lorenzo Avico

      1. Ciao Lorenzo, grazie del tuo intervento. Ma… cosa sarebbe visibile dal sito? La qualità superiore della Leica su qualsiasi altra fotocamera? Ehm… Non è visibile. A volte si confonde quello che si prova quando si fotografa con quello che si vede “realmente”. Se tu, usando una Leica, ti trovi bene e le emozioni che provi usandola ti aiuta a fare “bene”, questo è ottimo, ma è un rapporto tra te e la fotocamera, non tra te e il risultato. So che sono poco popolare, e non sto dicendo che non ci sia valore nella Leica. Parlo prima di tutto da tecnico (sensori diversi danno risultati diversi, trattamento del file dal punto digitale da risultati diversi, non ci si può arroccare sull’idea che “un sensore monocromatico” sarà sempre meglio, perché questo lo contesto scientificamente e tecnicamente). E poi è un discorso di mercato, che cerca una giustificazione reale all’investimento. Tutto il resto è “emozioni” e amore per gli oggetti, che a volte sono anche utili come elementi per fare migliori foto, ma non può trovare una giustificazione “reale”. Lo sai, vero, che se vuoi potresti usare ottiche Leica su una Canon, per esempio? Sempre che la qualità misurabile su ottiche Leica (e a volte è così) sia davvero superiore alle migliori ottiche Canon, Nikon, Zeiss, eccetera.

        La mia non è una battaglia contro Leica, anzi… E’ il tentativo di parlare con concretezza in un mondo che tende a pensare troppo ai luoghi comuni e meno ai fatti. Stai difendendo un risultato che non hai visto, quindi… è una difesa a prescindere. Io sono anche disposto a dire – come detto – che i risultati sono superiori, ma chiedo di vedere, di provare, di verificare, e non solo di accettare i “fatti”. Anni fa abbiamo fatto un test tra piccolo e medio formato digitale, tra reflex e dorsi… hanno vinto le reflex sotto quasi tutti i punti di vista. Siamo nell’era in cui tutto ha senso verificarlo, perché ci sono modi e tecniche per farlo. Che poi, ancora una volta lo ribadisco, ci siano elementi non “tangibili” questo posso non solo accettarlo, ma capirlo. Ma va collocato nell’ambito della psicologia, e non della tecnica. ;-)

  2. Cit:Non c’è nulla di sbagliato nel “voler tornare indietro“, ognuno segue il percorso che preferisce, sta di fatto che il digitale non è stato un peggioramento, ma un netto miglioramento della qualità dell’ immagine”
    Su questo passaggio devo dissentire, il digitale fa messo la qualità dell’immagine a più facile portata (forse) ma non fa migliorato la qualità in assoluto’ci sono pellicole che hanno risultati che il digitale su sogna ed a prezzi concorrenziali. Certo questo concorso sulla stroncatura di un oggetto per feticisti!

    1. Nicola, ti lascio con la tua opinione sulla “qualità superiore della pellicola”, ho da dieci anni smesso di discutere su questa tematica, 10 anni fa era già superiore il digitale, proprio da punto di vista assoluto. Ma ognuno può tenersi la sua opinione, per quando non “oggettiva” e specialmente non “contemporanea” ;-) Buona domenica!

  3. Bha … l’unico pensiero che ho, tecnicismi a parte, è che se hanno deciso di produrla, immagino avranno fatto delle indagini di mercato ed avranno stabilito di avere un target minimo che possa giustificare l’investimento che potrebbe anche tradursi nella solo ricaduta pubblicitaria legata “allo strano prodotto”. Tanto è che siamo qui a parlarne. Ciao e buona domenica.

    p.s.
    Domani spero di farcela!

    1. Non c’è dubbio, il marketing fa i suoi conti con il numero di “clienti” potenziali. E’ forse proprio questa la preoccupazione, in generale, vuol dire che i numeri di coloro che l’acquisteranno ci saranno… ;-)

  4. caro Luca,

    tra i tuoi tanti interventi sempre molto interessanti questo mi sembra quello con meno appeal.

    se di ogni apparecchio che ha più o meno caratteristiche dobbiamo leggere e discutere mi sembra che si possa impiegare il tempo in altre cose più istruttive da scegliere tra tanti temi da te proposti molto interessanti :-)

    Giulio

    1. Forse Giulio non hai colto il senso del post, non si parlava “delle caratteristiche” di una macchina… ma non fa niente ;-)

  5. Leica un bel fascino e delle buone ottiche.
    Finchè riuscirà a vivere con questa eredità, ovvero generare le vendite necessarie, non avrà problemi.

    Il problema è che i clienti con i quali Leica avrá a che fare nel futuro sono i giovani fotografi di oggi, molto più attenti agli aspetti tecnici e dannatamente molto più informati di un tempo, o per dirla in altre parole, meno inclini al fascino.

    Io vorrei una Leica… ma non di certo digitale, anche considerando che Fuji con la XPro1 sta dimostrando che si possono fare anche buoni prodotti digitali se si vuole.

  6. Caro Luca, vorrei semplicemente ricordare che senza comperare una Leica, con tutto il rispetto, esiste un sensore: il foveon, che non ha nessun problema nel riprodurre tutti i colori, con la necessaria nitidezza, ed il bianco e nero di conseguenza, con una gamma dinamica data da tutti i colori disponibili. Ma forse Sigma sta antipatica a qualcuno.
    Scusa la provocazione.
    Ciao, Claudio Schincariol.

    1. Il problema è che le tue provocazioni vogliono sempre cercare di dire che siamo in qualche modo di parte, e non è così (non ci interessa essere simpatici o antipatici, ma solo dire cose che l’editoria specializzata purtroppo non può e non vuole dire). Più di una volta hai “sponsorizzato” Sigma, e quindi viene un dubbio al contrario. E’ vero, in teoria il Foveon interviene proprio contrastando, con tre canali e non con uno solo, la teoria di Leica (che ha scelto un canale solo, che come spiegato porta probabilmente a maggiore perdita che non a vantaggi). I fatti, però, dicono che Foveon non è riuscita a guadagnare molto spazio perché la teoria non si confronta, anche in questo caso, con i fatti: ci sono sensori con “tutti i limiti” del filtro Bayer che lavorano meglio. E’ proprio questo il punto: le teorie, sponsorizzate dal marketing delle varie aziende, non si sposa poi con i fatti. E, ancora una volta, dico che sarebbe bello lavorare al massimo livello (e non giocando, e non facendo delle teorie delle verità assolute) per capire cosa succede nella realtà.

  7. raga, perché la buttiamo sul tecnico, come tante deliziosi commenti da “fotoamatori” (senza implicazioni offensive o riduttive del termine, ovviamente) ??
    Lasciamo che passi anche questa straordinaria operazione di marketing…
    Ne abbiamo viste tante. Vedremo anche questa.
    Cordialità.
    Massimo

  8. Ritengo che il bn sia più linguaggio del colore, avendo la capacità di esprimere un pensiero senza l’obbligo di avere come ancoraggio i colori della realtà che descrive e che può interpretare.
    Ovvio che ogni linguaggio, si deve allontanare dalla morsa documentaristica per esprimere non solo pensieri logici ma anche emotivamente intelligenti, ma non dovrebbe farlo escludendo a priori informazioni utili ed
    interpretabili diversamente. Di fatto qualcuno ha deciso che improvvisamente il colore sul bn non esiste e
    quindi non serve. Dispiace che sia così.
    Credo che tra tutte le digitali, questa fotocamera sia la più digitale, dove la logica binaria non lascia spazio
    all’interpretazione che il colore anche se non visualizzato, potrebbe come fonte essere interpretato.
    Qualsiasi linguaggio ha e deve avere una direzione comunicativa ben precisa, ma deve sapere raccogliere
    tutte le informazioni da trasmettere e saperle tradurle non escluderle.

  9. Il mio parere sulla maggior nitidezza della Monochrome nasce dal confronto con i file della M9 normale, che al pixel level appaiono sempre lievemente indefiniti, a differenza della nuova, veramente tagliente e priva di ogni blur; sono però convinto che una D800 E faccia altrettanto, se non meglio, con altri prezzi e altra affidabilità.

    Ma meglio o peggio poco conta, il grave secondo me è la mancanza di fantasia dei fabbricanti, che continuano a mettere le utilities che faciliterebbero il nostro lavoro in apparati non professionali, e lasciano le ammiraglie al nudo compito di creatrici di dati che per essere condivisi vanno trasportati fisicamente in altri dispositivi.

    Sarò più chiaro: il Wi-Fi lo mettono nelle compatte, perché non in una reflex pro? e il GPS? e perché un fototelefonino può spedire immediatamente un file, e una macchina fotografica no?

    OK, sono OT, ma davvero trovo fuori del tempo questo accanimento per un megapixel in più, un filtro AA meno invasivo, e simili dettagli; in poco più di dieci anni quello che tiriamo fuori da un 24×36 ha fatto un balzo in avanti prodigioso, cosa ce ne importa di ulteriori miglioramenti, in questo caso minori, spesso a spese di altri parametri magari più utili?

    Ma temo che dibattere di questi temi in congiunzione a Leica, brand che muove umori viscerali, porti inevitabilmente a polemiche fuorvianti e poco costruttive.

    1. Condivido totalmente. È la mia posizione, servono nuovi strumenti e nuove strade per andare avanti, non discussioni per tornare indietro. Grazie Sante

  10. Caro Luca,
    non comprerei mai la monochrome , la mia vecchia M a pellicola mi basta … sono convinto ( spero che sul mio sito si possa vedere ) che fotografare con una Leica è un modo di essere: Il poter vedere diversamente intorno all’inquadratura definitiva è fondamentale , il non farsi notare e passare a volte come il fotografo che si trova casualmente in un luogo come è avvenuto in una mia fotografia di Lisbona , Barrio Alto. Questa immagine ha richiesto una serata intera ad aspettare che l’evento così come fotografato avvenisse : in mezzo alla gente , molestato da un’ubriaco , ma con la discreta Leica nascosta sotto la giacca con un’obbiettivo in tasca , pronto ad eseguire lo scatto tanto atteso . Questa atmosfera dell’immagine raramente riesco a ” catturarla ” con una reflex o con una digitale ( che spesso utilizzo ).
    Di sicuro non ti ricordi di me quando ci siamo incontrati a Torino e a Milano in occasioni di conferenze e di incontri di Tau Visual ; sono sicuramente passato inosservato , che è quello che voglio , ma avevo sempre con me la mia piccola macchina fotografica che numerose volte ha scattato senza farsi notare .
    Quello che conta è la Fotografia e non l’ottica Leitz, Nikon , Canon , od un sensore dal nome immaginifico .
    Cari e sinceri saluti
    Lorenzo

  11. Poche settimane fa mi sono fatto un regalo, dopo averla sognata per anni in epoca analogica ho comperato una Hasselblad SWC, un piccolo gioiello… per ritrovare il piacere di scattare in pellicola, per riprenedere quella manualità, quella gestualità che il digitale ci ha tolto… Però accidenti il digitale ha migliorato notevolmente il modo di fotografare. Chi di voi ha mai stampato con un ingranditore? Non vi sembra che oggi si possa gestire l’immagine con delle potenzialità maggiori e con una precisione impensabile prima? Un buon stampatore “elaborava” anche lui l’immagine, oggi gli stampatori siamo noi, la qualità di una foto è legata al flusso di lavoro, il nostro ingranditore è il monitor, la nostra lampadina è Photoshop. Non c’è paragone, per me, oggi rispetto a ieri, la fitografia digitale ci ha proiettati in un mondo nuovo, fantastico. Se tanti scattano (non si sono mai vendute cosí tante reflex…alla faccia della crisi) sono convinto che inevitabilmente la qualità media si è abbassata, livellata, sta a noi creare immagini migliori, con la nostra testa prima di tutto, con la nostra sensibilità e competenza, con o senza Leica…c’è chi scatta immagini spettacolari con un telefonino. Non basta Avere i soldi per comperare una Ferrari e pensare di potersi confrontare alla pari con Alonso (avrei voluto scrivere Socmacher, come lo chiama il comico di ZeIig ma non so scriverlo). Luca, penso di aver compreso lo spirito critico con cui hai analizzato la scelta di Leica. Adoro il digitale ma l’analogico è nel cuore, con il mio regalo ci gioco, con il digitale ci lavoro e…ci gioco. E pensare che facciamo un lavoro che per milioni di persone è un passatempo e noi veniamo pagati per farlo, male ma veniamo pagati. Non siamo in fondo dei privilegiati? Buona settimana a tutti.

    1. Proprio così, Flavio. La mia azione, terroristica, è quella di abbattere tutti i luoghi comuni, tutto quell’alone che sta attorno a molti fotografi che interpretano il “passato” come il lato bello dell’essere fotografi, e rimangono dei disadattati al giorno d’oggi. Capisco l’amore per le pellicole, per le Leica, per la fotografia di una volta, l’ho vissuta e l’ho amata. Tanto. Sono sensibile alla bellezza e al fascino di una Leica, ma non accetto che giochini di marketing facciano leva su tematiche oggettive e tecniche. Potevano dire “la fotocamera per chi ama la vita a due colori”, oppure “la strada per avere sempre accanto cartier bresson”… Ma non puntare sulla tecnica, perché questo è difficile da digerire, almeno per chi la tecnica la conosce.

      Forse un giorno comprerò (se potrò mai permettermelo) una Leica, ma non credendo che sia “superiore” , esattamente come tu hai comprato la tua Hasselblad SWC (grande macchina, grande sogno). Cosi come forse comprerò una 500 originale, ma non certo per fare un viaggio da Roma a Napoli…. Perché con un’auto di quaranta anni fa ci si arriva a pezzi. Ancora una cosa: il vero fotogiornalismo, quello che vuole non farsi vedere , fa uso dell’iPhone, non di una Leica. O, ancor meglio, di un iPad …. Ho verificato che nessuno per esempio in treno, si accorge che lo stai fotografando, perché non pensa che un tablet possa servire ad altro che non a leggere un libro… O simili. Prima o poi ci faccio una mostra :-))

  12. Ciao,
    concordo pienamente con Luca e, in più, ho il sospetto che il tema non meriti tanta attenzione (non che non abbia senso parlarne qui, ma senza buttarci troppo tempo ed energia: affronterà il tribunale della storia!).
    Roba da feticisti, insomma… innamorati dell’oggetto più che del risultato o, ancora, del percorso di senso che ci sta dietro…
    Piuttosto, una provocazione in più: scommettiamo che tra gli acquirenti previsti dal marketing Leica (e probabilmente effettivi, decina più decina meno) la stragrande maggioranza saranno maschi???

    Scusate, non ho resistito!
    Cordialmente e ringraziando per il costante aggiornamento e stimolo: ciao!
    alle

    1. Vero, vero: i “maschi” si fanno fregare molto di più da queste forme di feticismo… Ho sempre apprezzato l’intelligenza femminile che invece ci casca molto meno ;-) Almeno nel settore della tecnologia!

  13. Ciao Luca, ogni tanto torno a commentare anche io!!

    Il motivo per cui è uscita fuori una fotocamera così? E’ presto detto, almeno secondo me ed in questa frase c’è tutto ciò di cui si nutre Leica:

    “Fotografare con una Leica è un modo di essere”.

    Non si usa una frase, secondo me più corretta tipo:

    “Fotografare con il telemetro è un modo di essere”.

    No, assolutamente no. Non sia mai che una Voigtlander Bessa, una Zeiss Ikon (o altre) si possano usare senza farsi notare. E poi, sinceramente, con una FinePix X100 (o con una mirror less) ci si può non far notare e non far sentire!

    Sai qual è la mia paura Luca? Che le altre case possano seguire questa strada pur di prendere altre fette di mercato. E’ una cosa che potrebbe succedere?

    Saluti capo.

    1. Personalmente sono in attesa di alcune mirrorless, che spero che siano piccole, ottime, eccezionali come ottiche, ben bilanciate come peso. Nel frattempo, vado di 4S…..

  14. sono fotografo professionista da più di 30 anni, ho maneggiato ogni tipo di fotocamera fino al 20 x 25, so cosa significa portare a spalla borsoni di attrezzatura……….. per essere pratici e concreti un corredo Leica non pesa niente ma ti da i risultati “pesanti” di un buon dorso digitale medio formato, la messa a fuoco è rapida e precisa, con poca luce è meglio dell’autofocus, colori e trasparenza fantastici, ottiche favolose,discrezione, affidabilità e assistenza, menù essenziali e centrati sui bisogni reali di chi sceglie Leica per lavoro, gente come Salgado capirebbe…..e sono sicuro apprezzerà le potenzialità di un simile strumento.

  15. Ciao Luca, concordo sulle tue posizioni, ma non posso esimermi da una battuta: mi sembra che desideri appassionatamente provarne una :)

    1. Non esattamente, Luca. Vorrei fatti, concretezza. Vorrei arrosto, non fumo. Vorrei conferme (anche dei miei errori) e non prese di posizioni costruite sul niente. Tutte le volte che ho verificato, ho avuto conferma che le leggende sono… leggende.

  16. Sì certo, è chiaro e confermo di aver compreso il pensiero e gli intenti e condivido, ma ammetto che è un oggetto che incuriosisce in quanto tale e penso che nel bene e nel male incuriosisca un po’ tutti.
    Oggi abbiamo qualcosa che prima non c’era, indipendentemente dai risultati e la scelta per tutti noi si è ampliata ulteriormente.
    Trovo sempre geniale chi riesce a creare qualcosa di nuovo così come ha fatto Fuji, nel suo “piccolo”.
    Credo non sia così importante se sia davvero migliore tecnicamente rispetto alle concorrenti, anzi come dici tu probabilmente le qualità tecniche decantate sono più fumo che arrosto.
    Ma rimane il fatto che in Leica sono stati davvero bravi a creare qualcosa che non c’era e che evdentemente suscita il desiderio di molti (e se non fosse per il prezzo esorbitante penso sarebbero in molti a comprarla, magari anche solo perchè è Leica).
    Ammiro questo e penso che anche questa sia una forma di progresso.
    …d’altronde non sono quanti compreranno questo corpo credendo principalmente nelle sue qualità tecniche, probabilmente neanche gli stessi fotogrfi Magnum di cui si è parlato.

  17. oggi possiamo scegliere tra molte più possibilità rispetto al passato, possibilità tecniche e “culturali” .
    il fatto che ora esista una fotocamera che prima non c’era rappresenta un ulteriore allargamento di queste possibilità. fare foto in bianco e nero può essere solo un gioco, per alcuni è una seria scelta di linguaggio che va rispettata, offrire al mercato la possibilità di avere uno strumento specialistico non è solo marketing, quel marketing che impone, ma una scelta coraggiosa fatta da chi sa di poterselo permettere avendo alle spalle l’esperienza e l’autorevolezza di una ditta come Leica. se vuoi assaggiare un buon arrosto ti invito nel mio studio a fare un po’ di foto con Leica, Canon 5d, nikon d 800E e phase one 40 +. io i confronti li ho già fatti, li condividerei volentieri. sto parlando di scattare foto, non solo osservare col lentino delle stampe 40 x 60 o più, sto parlando del momento e del modo in cui si scatta, delle condizioni di lavoro, quello vero, quello di migliaia di fotografi come me. (preciso che sono un pioniere del digitale, scattavo digitale e stampavo con Indigo quando ancora in tipografia si facevano gli impianti con il nastro adesivo sul piano luminoso, Jumper non era ancora nata.) le attrezzature che ho citato rappresentano alcune “filosofie” non tutte, in quanto tali non sono molto intercambiabili o pienamente confrontabili, ognuna ha pregi e difetti, ognuna ha una dignità di esistere e la possibilità di evolversi e differenziarsi, questo dipende da noi, dalla volontà, a volte masochista, di rincorrere la qualità, alla faccia di chi ci vuole morti, morti di fame o estinti come i dinosauri, continueremo ad amare la fotografia e anche ad essere un po’ feticisti, perché no?

    1. Massimo, non facciamo le gare: il sottoscritto ha iniziato a lavorare con immagini digitali nel 1989; non esisteva Jumper ma esistevano altre riviste che ho fondato e sviluppato sull’argomento. Ho forse detto che Leica non “merita” di esistere? Come se potessi o volessi fare simili affermazioni?

      Vedi scelte coraggiose dove io vedo marketing? Va bene, ok… rimango della mia idea “fino a prova contraria”, per ora quello che è stato dichiarato dal marketing non convince me (che, appunto, da troppi anni vive il mondo digitale e da sempre vive la fotografia), ma se convince te (e hai meriti e qualità per avere un parere autorevole) sono felice.

      Non amo il feticismo, se tu lo ami rispetto. Il problema è che troppo spesso (non sempre, quasi sempre) il feticismo non è accompagnato dai fatti. Sono un appassionato di musica, non di impianti stereo, sono amante (e reputo anche un buon conoscitore) della cultura e della tecnica fotografica, ma non degli apparecchi. Poi ho avuto Leica, Sinar, Mamiya, Bronica, Canon, Nikon e tante altre macchine. Non c’è mai stata una fotocamera che mi ha permesso di “fare una foto migliore”, semmai la mia testa. E, dal punto di vista tecnico, ho usato sempre (o almeno ci ho provato) lo strumento migliore che potevo permettermi.

      Il mio intervento non aveva NULLA a che fare con Leica, con “le macchine”… mi sfinirò a ripeterlo e forse non lo ripeterò più. Cerco metafore per svegliare coloro che subiscono, non coloro che “scelgono”. E, ti assicuro, sono molti e molti coloro che subiscono, che non sanno qual è la strada giusta per sopravvivere e vivere (e stare bene). Non certo qui vogliamo i fotografi “morti”; anzi… ci proviamo ogni settimana ad aiutarli. Le lo facciamo anche distruggendo delle certezze che non fanno bene alla categoria, perché quando parliamo di cose davvero importanti molti non riescono a seguirci, pensano che non gli riguarda. E allora tocchiamo tasti che generano agitazione, che “li riguarda”. Perché così reagiscono, e forse qualcuno può essere aiutato.

      Finché si rimane artigiani, abituati a pensare che tutto è centrato sullo scalpello, purtroppo sarà sempre più difficile…

  18. Cari tutti,
    il post di Luca racchiude in sè, a mio parere modestissimo, diversi aspetti interessanti che meritano la discussione (che peraltro è partita di botto bella accesa, ndr!):

    – chiede, giustamente, una valida prova sul campo dell’efficacia di una scelta tecnica e di marketing da parte di una grande (forse la + grande) azienda del settore fotografia;
    si noti che jumper parla ai fotografi ed è un giusto punto di indagine, in termini di servizio al lettore pro o non pro, il mettere a confronto tra loro le proposte del mercato e laddove possibile esprimere giudici tecnici competenti

    – si interroga sulla diversità degli approcci alla produzione fotografica da parte sia delle case produttrici che degli utenti/fotografi quindi del mercato/utenza finale che ‘consuma’ fotografie

    – si domanda, più o meno palesemente, quale sia il senso, in termini di innovazione, di una scelta come quella di Leica che può contare su un dipartimento di ricerca e sviluppo di tutto rispetto e che dimostra invece, almeno in questo caso, un’indole poco incline a trovare quella vera rivoluzione (di cui Leica fu il simbolo alla propria nascita) nel settore della fotografia dove, forse, la più grande rivoluzione ad oggi è rappresentata dalla mobile photography, capace di aggredire e spaventare, che lo si voglia ammetere o meno, anche i mostri sacri come Leica stessa

    Tutto qui, scusate l’intrusione un po’ sgangherata di un dilettante allo sbaraglio.
    Bye, Simone

  19. dal momento in cui la foto è fatta inizia la sua avventura nel mondo, può finire in un cassetto, venduta ad una ditta che l’ha richiesta, attaccata al muro di una mostra, regalata.
    in ogni caso chi l’ha scattata deve pur mangiare e avere un tetto sotto cui dormire.
    se la foto è richiesta ti fa anche sopravvivere, altrimenti nasce già zoppa. creare il contatto tra una foto e chi ne potrebbe aver bisogno è la parte più difficile per un fotografo.
    il web aiuta ma è solo uno dei tanti aspetti del mercato, l’argomento è molto complesso e ci si potrebbe chiedere cosa c’entra una fotocamera che scatta solo in bianco e nero. E’ un argomento di nicchia, riguarda la qualità assoluta. le biciclette da 5 kili servono veramente a chi fa il giro d’italia, i microfoni super performanti sono indispensabili in una sala d’incisione, il bisturi al laser in una sala operatoria.
    non me lo vedo bisturi al laser in una trattoria…..

  20. Ciao a tutti,
    Luca questa volta è stato grande a creare scompiglio, e i motivi sono ovvi, ha graffiato un mostro sacro e storico della “produzione” fotografica. Ma “Fotografia = scrivere con la luce”, poco importa in che moodo e con che apparecchio.Ognuno si serve dello strumento più giusto per il suo scopo, da un cellulare ad una Lomo, da una usa e getta ad una Leica. Prima della tecnica occorrono idee e strategie rispetto al passato dove invece una buona tecnica “poteva” ( “poteva” : non fraintendete) essere sufficiente in questo mestiere. Qundi credo che poco importi provare sul campo questa “chicca di nicchia”, se a qualcuno serve per essere produttivo e felice e ha le risorse per aggiugerla al suo parco macchine ben venga, ogni novità può essere sempre uno stimolo.

    Biglio

  21. Vorrei una fotocamera che possa installarsi le app e che possa caricare direttamente le foto in internet, ma questo non me lo posso aspettare da Leica, piuttosto da panasonic o Sony, che sono più innovative.

  22. Al di là dei prezzi, comunque la M9 standard e la S2 mi sembrano macchine che cercando di stare nella realtà senza troppe ruffianerie per arabi nostalgici :)
    Volentieri proverei la S2 in ambito architettonico e sogno una R10 derivata da questo gioiellino.

  23. Leggo spesso (e sorrido scuotendo la testa( di fotografi o (soprattutto) fotoamatori feticisti, legati alle loro macchine (canonisti vs nikonisti soprattutto): “la mia c’ha 30mpxl” “la mia 32mpxl”, “la mia fa il caffè”… ecc.
    Ho iniziato con scetticismo ad usare il digitale “tardi”, nel 2006, ma non tornerei indietro manco morto. Certo, il mio ingranditore è ancora di là, montato e impolverato che mi aspetta, ma tornerò ad usarlo chissà quando e solo per stampare delle foto fatte per divertirmi, la gita della domenica sui colli con il maggiolino del ’65 che ho in garage. Sorrido e mi chiedo se esiste un forum di elettricisti che rimpiangono quando lavoravano con il cacciavite invece di adesso che hanno l’avvitatore elettrico…

  24. Mi piacerebbe aver fatto parte della generazione che usava la pellicola, personalmente ne ho usate poche, sognavo una Leica perchè vedevo i documentari di Leibovitz e poi ho scoperto che usava anche una macchina da pochi soldi mentre era in tour con i Rolling Stone, ed il risultato mica era male! ma quando ho visto il prezzo della Leica il mio desiderio è andato nel sogno dei forse (se non divento ricco), ma per ora con la mia canon ixus, una 5d m II, un iphone, una vecchia Bencini Comet 235, un portatile ed un team di amici , ho tutto quel che mi serve, per lavorare e divertirmi.

  25. a me viene da sorridere a sentir parlare di persone che dicono che gli scatti visti su DPReview “hanno una qualità tangibile”
    mi domando cosa si possa dedurre a vedere un jpg su un sito renderizzato da un qualsiasi browser su un monitor di chissà quale resa dinamica, è come giudicare la qualità di una stoffa guardandola dalla vetrina fuori al negozio. (se non addirittura dall’altro lato della strada)
    mah….

    o chi dice “l’utilizzo della Leica sottintende un modo di vedere”.
    quale modo?
    no perché se il modo è il telemetro allora la mia zorki4, o canonet QL17 vanno sulla stessa via, se si parla di modi percepiti solo da chi utilizza lo strumento, o quel preciso strumento, come ha già detto Luca, resta una percezione tutta del fotografo, alla foto finale non ne viene niente, come niente ne viene a chi guarda o utilizza la foto.

    mi sembra di sentir parlare i motociclisti con le harley.
    “l’harley davidson è uno stile di vita”
    certo, ma quello stile di vita non è la moto che guidi, ma LO STILE di vita in se, appunto.

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