Il difficile (ma non troppo) compito di diventare adulti

Il difficile (ma non troppo) compito di diventare adulti

Quanto vale il mercato della fotografia in tutto il mondo? Attorno ai 7 miliardi di dollari, e oltre 2 di questi miliardi (alcune stime parlano addirittura di 3,5) sono di fotografie stock (gli altri sono di foto commissionate, prodotte “ad hoc”). Secondo una voce autorevole, quella di Gary Shenk, Ceo di Corbis, la seconda agenzia al mondo (dopo Getty Images), fondata nel 1989 dall’oggi (proprio oggi) pensionato Bill Gates, oltre il 25% di questo fatturato sarà composto, entro 5 anni, da scatti fotografici realizzati da dilettanti, che attraverso i molteplici canali digitali proporranno e venderanno le loro fotografie.

Finalmente una buona notizia, vero? (sob) Questo tipo di percezioni le abbiamo tutti, ma poi, quando ce le mettono sotto il naso sotto forma di numeri aggregati, i dubbi si trasformano in certezza: la professione sta andando verso la deriva? Siamo agli sgoccioli del mestiere del fotografo, sotterrato da ondate di scattini digitali che trovano sempre più consensi da parte di un mercato che sopporta meglio la bassa qualità se supportata da un prezzo molto contenuto? La nostra opinione, esposta durante l’ultima edizione dell’HP MasterClass (summer edition) è che dobbiamo necessariamente diventare adulti. Tutti… quindi quello che giriamo a voi come consiglio, lo leggiamo e lo ascoltiamo anche per noi stessi. Ma cosa intendiamo? Vogliamo dire che non è più ora di “seguire l’istinto”, di cercare strade da “artisti”, di nasconderci dietro i muri della polemica e del rivangare i tempi passati. Oggi il mercato è fatto in modo diverso, e se colossi come Corbis (320 milioni di dollari di fatturat/anno) o come Getty (850 milioni di dollari/anno) devono fare i conti con realtà che stanno modificando l’assetto globale(IstockPhoto lo scorso anno ha registrato 70 milioni di dollari di fatturato, e Getty, che non dimentichiamoci che è proprietaria di questo sito, predice un risultato pari a 120 milioni di dollari per la fine del 2008), forse è il caso di confrontarci tutti con tale evoluzione.

C’è un altro dato da considerare: i 320 milioni del fatturato di Corbis sono generati dal proprio archivio, che conta 100 milioni di foto. E’ un conto un po’ scemo, ma vuol dire in media, ogni foto in archivio ha un valore di 3,2 dollari, che è un costo medio di una foto nell’ambito del microstock (da 1 dollaro a 5 dollari a seconda della risoluzione), pur non essendo Corbis un’agenzia di microstock, anche se sta iniziando a muoversi anche in questo ambito con Snapvillage. Dicevamo che bisogna diventare grandi, e quindi bisogna imparare a trovare risposte dai numeri, dalle analisi di mercato, dalle statistiche. Dobbiamo smetterla di seguire solo la nostra testa, che è un gran valore, ma non è sufficiente per competere adeguatamente.

Per noi di Jumper diventare grandi significa varie cose: le evoluzioni le stiamo lavorando, e una di queste è dedicarci anche noi molto più sui numeri, raccogliendoli direttamente, usando mezzi per elaborarli, interagendo con quelle realtà internazionali che usano lo stesso approccio metodico. E, ovviamente, distribuendo questo valore di conoscenza con voi tutti, perché questa è non solo la nostra “mission” etica, ma anche la strada che individuiamo sempre più nitidamente come “la nostra strada”.

J-Watch - Photo Market Trends & Reasearch by Jumper.it
Per voi, oltre a seguire con attenzione questi nostri studi (che verranno contrassegnati da un’area di Jumper che si chiamera J-Watch – Photo Market Trends & Reasearch by Jumper.it), ci sono alcuni punti che sono fondamentali. Uno di questi ha a che fare con l’essere propositivi nei confronti di un mercato che vede allargare la proposta ogni giorno (anche con le proposte “amatoriali” di cui si parlava all’inizio). Non siamo infatti convinti che l’unica strada possibile sia quella di entrare nel “giro” delle grandi agenzie di microstock (anche se crediamo che sia un’opportunità, specialmente se gestita oculatamente), ma di sicuro è necessario che ci sia qualcosa che ci permetta di metterci in mostra, di farci conoscere, di aprirci gli orizzonti e di attrarre il mercato potenziale. In poche parole, non si può prescindere dall’avere un sito internet funzionante. E, quando diciamo “funzionante” non pensiamo ad un concetto tecnico, ma concretamente vincolato ad un risultato pratico. “Funziona” non se le pagine sono correttamente tradotte in linguaggio Html o Flash, “funziona” se le persone ci contattano, ci scoprono, ci chiedono dei lavori. Ah… e poi, magari, ci pagano anche!

Per questo, Jumper, ancora una volta (lo diciamo con un certo orgoglio) ha aperto una nuova strada, abbinando per la prima volta (crediamo) in Italia il mondo della fotografia professionale allo studio (scienza) dell’ottimizzazione della presenza sui motori di ricerca. Se tutto il mondo passa attraverso Google per trovare quello che gli serve, allora il senso è che dobbiamo essere “trovabili” su Google, altrimenti non esistiamo. Per questo, abbiamo intuito la necessità di aprire questo dialogo tra fotografi professionisti e qualcuno esperto del settore…. detto tra noi, un settore dove circolano anche personaggi che fingono di sapere tanto, e sanno poco (specialmente del nostro lavoro). Ma, probabilmente lo avrete capito, Jumper non cerca solo nei numeri le risposte, ma specialmente nelle persone: sappiamo dove trovarle, sappiamo osservarle nelle loro sfumature per capire il vero valore, e quando ne siamo convinti, qualcosa di buono nasce. Abbiamo quindi lanciato la sfida: ai nostri amici fotografi che sono intervenuti all’evento HP Masterclass, alle aziende che l’hanno organizzato, a noi stessi e aElena Landi, che è sia esperta del settore, che fotografa (poi è appassionata di moto, ma questa è un’altra storia).

La sfida è stata vinta su tutti i fronti: Elena ha ottenuto un successo strepitoso, ha mostrato in sintesi il ruolo del consulente SEO/SEM, come si procede nella valutazione di un sito, e specialmente, come si ottengono risultati concreti tramite i risultati della ricerca. Il fotografo che vuole essere “adulto” non pensa a un sito come “specchio della propria bellezza interiore”, pensa ad uno strumento di marketing per vendere le proprie foto e la propria professione. Bene, il mestiere di Elena è quello di mettervi in vetrina nel modo giusto, nelle vie principali, dove passano tutti, dove arrivano coloro che proprio stanno cercando “uno come voi“.

Elena Landi SEO/SEM Specialist

A conclusione di questo incontro, ci sono stati diversi fermenti, e abbiamo pensato di creare una convenzione tra Jumper e Elena Landi. Il senso è che, per i lettori di Jumper, ci sarà uno sconto davvero consistente (il 20%) sulle consulenze che può fornirvi, che spaziano dalla consulenza di base (Analisi del sito, status posizionamento, analisi statistiche) a quelle Evoluta e Personalizzata (Ottimizzazione parole chiave, dei contenuti, registrazioni delle directories, indicizzazione, miglioramenti, report del sito). E’ un’opportunità importante, per essere tra i primi che iniziano (o proseguono) davvero per la strada del “diventare adulti”. E, essere adulti, significa anche imparare che non possiamo fare tutto da soli, che quando bisogna giocare seriamente, servono professionisti che ci possono aiutare seriamente. Lo sappiamo, tendiamo sempre a fare tutto da soli, siamo autodidatti per indole e per DNA culturale. Ma, poi, i risultati non ci sono… né meforicamente, né sui risultati delle prime pagine dei risultati (le uniche che importano) di Google.

Se volete proseguire il discorso, chiedeteci il codice per avere, in qualità di lettori di Jumper, l’esclusivo sconto del 20% sulla consulenza dell’amica Elena Landi. E’ un consiglio interessato, perché noi siamo interessati a voi, al vostro bene, e al vostro futuro: sapete bene che i consigli che diamo vengono dal cuore, non certo dal “calcolo”.

Ah… dimenticavamo… se volete avere infomazioni su di lei? Beh, provate dalla banale ricerca su google…. “elena landi“, chissà se magari appare tra le prime pagine dei risultati?

Buona settimana, a presto!

di Luca Pianigiani

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