© Luca Pianigiani - Foto scattata con iPhone e trattata con Lo-Mob

I “trucchi” di un fotografo professionista sono dei “segreti”? A parole, si dice di no: “non ci sono trucchi, il mestiere vero non è fatto di trucchi, ma di sensibilità, di unicità, di capacità di comporre un risultato che è fatto di tanti dettagli“… ma lo si dice perché in questo modo si fa bella figura, perché si appare come più “sicuri” e sereni. Ma sono pochi coloro che, specialmente in Italia, accettano di aprire a tutti il proprio bagaglio di conoscenza: quante volte ho sentito dire “col cavolo che ti dico come ottengo questo effetto: è un mio segreto, il mio “marchio di fabbrica“!

Premesso che ognuno ha il diritto di fare quello che vuole, e che reputa giusto, dall’altra parte c’è da notare che la chiusura non porta quasi mai ad arricchire nessuno, ma solo a non far propagare la cultura e l’evoluzione: della “specie” e di noi stessi. Far capire quello che c’è dietro un’immagine, un lavoro, un effetto spesso non significa perdere un valore, ma farlo apprezzare ancor di più. E ci impone di proseguire il percorso di ricerca, che è davvero la cosa più importante.

Se tutto il nostro valore si riassume in un “trucco”, allora siamo noi stessi un trucco: c’è chi custodisce gelosamente un preset di Lightroom perché “con quello elaboro le mie foto che vengono uniche“! Cosa significa, allora: che si vendono foto perché “sviluppiamo” le foto sempre con lo stesso effetto? Che se qualcuno dovesse entrare nel nostro computer e ci “rubasse” il preset in questione ci farebbe perdere i nostri clienti? Se lo distribuisse tramite le reti peer-to-peer, tutti al mondo potrebbero scaricare quel preset e diventare  fotografi bravi e di successo, più di noi? Se fosse così, sarebbe triste: sarebbe come dire che la scrittura di un libro di successo è legato alla banale conoscenza della grammatica, o che si possa scrivere un brano musicale di successo semplicemente leggendo uno spartito composto da un grande artista. L’arte e la creatività non possono essere legate ad un trucco, altrimenti… sono un trucco, e nulla di più: chi vogliamo essere, prestigiatori, esecutori di tracce prestabilite o sensibili interpreti di una sensibilità che si manifesta con la capacità di manipolare ogni sfumatura e ogni dettaglio in funzione del risultato che si desidera ottenere?

La gelosia professionale è difficile da superare, ma crediamo che sia una strada per non “sederci”. Allora, ecco un metodo, che potrebbe essere usato a nostro vantaggio: condividiamo le nostre scoperte con gli altri. Ma come! Abbiamo dedicato ore e ore, forse anni e anni, per sviluppare una soluzione e quando la troviamo la dobbiamo condividere con l’ultimo che passa e che “ha la bocca ancora sporca di latte“?  Sembra insensato, ma non del tutto: se lo convidiamo vuol dire che ne abbiamo già esplorato la potenzialità e quindi stiamo già andando “oltre”, e lo dimostriamo concretamente. Ma c’è altro: se mostriamo che dietro un nostro lavoro non c’è casualità, ma che il risultato estetico finale è frutto di tanti passaggi, di tante sfumature, di tanto impegno, allora la nostra professionalità guadagna spessore, valore, credibilità. Quanti sono – anche tra i clienti, purtroppo – coloro che credono che dietro una foto ci sia solo un “trucco”, un tasto da schiacciare… oppure una fotocamera migliore di un’altra? Questo vuol dire che ci sono tanti che pensano che ancora la fotografia sia un prodotto artigianale, che il valore di un fotografo sia quello di “saper fare” e non la sua capacità di interpretare la tecnica con sofisticata competenza e sensibilità. La tecnologia ormai rende facile ottenere eccellenti risultati anche in condizioni critiche: proporsi come “coloro che sanno fare foto” non trova più mercato, se non in campi molto (davvero molto) specialistici, tutti sono in grado di ottenere risultati buoni. Dobbiamo far capire quello che c’è dietro il nostro lavoro, e per farlo bisogna farlo capire nella pratica: la “decostruzione” di alcune foto potrebbe essere una strada, ma per farlo bisogna accettare due elementi fondamentali:

  • Bisogna essere disposti a spiegare quello che “c’è dietro”
  • Dobbiamo essere sicuri che… dietro ci sia effettivamente qualcosa.

Il secondo punto è quello più antipatico: non sempre dietro il lavoro di un professionista c’è davvero… tanto. Nella vostra stanzetta, senza dirlo a nessuno, “smontate” una vostra foto: cosa c’è, davvero, di valore? Uso di vari punti luce, con raffinata e sapiente controllo della potenza e della modellazione del flusso luminoso con particolari accorgimenti? Trattamenti speciali in fase di post produzione? Uso di apparecchiature speciali? Composizione che ripropone in chiave moderna i quadri di un periodo artistico ben definito? La ricerca di una reazione particolare del soggetto? Se queste cose ci sono, raccontarle e spiegarle non significa “regalare” la propria competenza, ma fa capire il valore di quella foto, spesso poco (o nulla) considerato. Se, invece, dietro una foto c’è poco, solo un piccolo trucco, allora dobbiamo interrogarci: sarà sufficiente? Oppure: non è che il punto di partenza, che deve essere successivamente evoluto?

© Chase Jarvis

Vi facciamo un esempio: il fotografo Chase Jarvis, abbastanza popolare in rete (e fotografo di valore, potete vedere i suoi lavori sul suo sito), di recente ha proposto un post, mostrando un’immagine che ha realizzato, chiedendo alle persone che seguono il suo blog di “scoprire” tutti i dettagli, di fare cioè quello che ogni professionista fa, anche istintivamente, quando vede l’immagine realizzata da qualcun altro: l’analisi per capire come è stata realizzata. Tante risposte sono arrivate, alcune si sono avvicinate alla realtà, altre addirittura hanno proposto alternative interessanti, che Chase ha detto di poter valutare per il futuro, dimostrando che la condivisione fa crescere tutti. In un secondo post, è stato poi spiegato esattamente come è stata realizzata l’immagine, nei dettagli. Svelare il trucco porta qualcuno a “rubare” il lavoro a Chase Jarvis? Sicuramente no, ma fa guadagnare attenzione e credibilità al suo lavoro quindi, di conseguenza, ne aumenta il valore. Il trucco “svelato” è tecnico, quello “non svelato” è che si tratta di una trappola per rafforzare la posizione e la fama, l’interesse e l’importanza del suo lavoro.

© William van der Steen

Un altro esempio arriva da un tutorial realizzato con le immagini del fotografo William van der Steen che realizza simpatiche immagini di “frutta a pezzi”. Sono divertenti, affascinano perché semplici, fresche ed originali, e portano inevitabilmente a chiedersi “come sono state realizzate”. Di fatto, non ci sono grandi “magie”, piccole attenzioni e trucchi in ripresa che facilitano la fase di elaborazione finale con Photoshop, per ottenere un risultato naturale ed efficace. In questo tutorial viene spiegata nei dettagli la tecnica, che consente a tutti, con un minimo di competenza e buona volontà, di ottenere risultati simili. Qual è il risultato per l’autore? Che se ne parla, che nel frattempo la sua piccola/grande genialità guadagna in popolarità e che probabilmente, anche seguendo le sue indicazioni, non si ottiene esattamente lo stesso risultato, perché tra lo spiegare “come si fa” e “fare”, ce ne passa… Scoprendolo nella pratica, si avrà – o si potrà avere – la conferma che in effetti lui è bravo, perché oltre ad avere comunque sviluppato un’idea originale, riesce a farla meglio anche di coloro ai quali il “trucco” è stato spiegato. E quindi, ancora una volta, il valore del lavoro cresce, e non si “scioglie al sole“. Perché il trucco c’è, ma si dimostra che non è tutto un trucco.

La provocazione di questo nostro post, quindi, è quella di fare un grande passo: credere che la condivisione dei “trucchi del mestiere” possa essere un modo per crescere, migliorare, avere stimoli per migliorare e per aumentare  il nostro valore. Potete farlo su un vostro blog, se volete, oppure potete mandarci qualcosa, le cose migliori le pubblicheremo, per darne maggiore visibilità. Ma la cosa che più importa, al di là dell’eventuale pubblicazione, vostra o nostra, è il cambiamento di atteggiamento: basta protezionismo, se facciamo belle cose è perché siamo bravi, intelligenti, creativi, sensibili, colti, spiritosi, curiosi, appassionati… non perché abbiamo usato un trucco. Nella foto di apertura, fatta dal sottoscritto (e che certamente non vuole essere considerata un’opera d’arte) è stata realizzata con un iPhone, e trattata con un softwarino che si chiama Lo-Mob, che costa “ben” 1,59 euro. Il settaggio usato è quello chiamato: “Photocard Three – Vintage PaperFrame“, che simula appunto le cartoline “di una volta”, con il bordino di carta con gli angoli stondati. Facile, no? Un trucco? Si, certo… ma forse la foto è interessante, a prescindere, e sapere che è stata fatta così è uno stimolo per alcuni (speriamo) per seguire questa strada e fare di meglio (non ci vuole tanto), ma anche per il sottoscritto che magari riceverà qualche consiglio di altri software e di altri effetti che potranno farmi crescere. Nessuno ha perso, forse tutti ci guadagneremo…

29 responses

  1. Negli ultimi mesi mi sono creato, personalizzato e salvato una cinquantina di presets di Lightroom.
    Proprio stamattina, volevo mettere su twitter il seguente messaggio: “I have more than 50 lightroom presets to share. If you want it, just send me a message”.
    Non l’ho ancora fatto, solo perchè ho dovuto perdere tempo dietro a uno dei tanti clienti che si sono dileguati con debiti da saldare…

    Fino a qualche anno fa mi stupivo anch’io del fatto che in tanti occupino il proprio tempo per la gloria personale a scrivere la loro metodologia di lavoro (grafici, illustratori, ovviamente fotografi e così via..).
    Il web è davvero pieno di “free tutorials”, tanto che credo di aver imparato e di imparare più su internet che dalla scuola di fotografia che ho frequentato anni fa.

    Sono assolutamente convinto anch’io che condividere tips and tricks non sia tempo buttato. Così come sono convinto che internet ripaghi tanti sforzi “gratuiti”.

    Intanto vi do un consiglio semplice: facendo una ricerca su google o youtube, inserendo free tutorials o meglio ancora free photoshop tutorials, si apre il paese delle meraviglie…

    Poi condivido un link (ne metterei di più…posso Luca?)
    Ultimamente ho scoperto questo sito con dei tutorials interessanti: http://www.thephotoargus.com

    Infine, ora metto il mio messaggio su twitter…Chi è interessato ai presets mi trova qui: http://twitter.com@lcepparo o mi può mandare una mail qui: lcepparo@gmail.com
    Sono presets che in tante immagini funzionano con un click, ma ovviamente ogni foto ha bisogno della propria attenzione…
    Vendo i presets a 100 euro…scherzo!

    Come sempre grazie per questa SJ, Luca.

    Qualcuno tempo fa disse: il sapere non si diffonde se non è condiviso

    Ciao
    Luca

    1. Ciao Luca: come se fosse casa tua ;-) Puoi ovviamente pubblicare quello che credi, so che è fatto a fin di bene ;-)

  2. Negli ultimi mesi mi sono creato, personalizzato e salvato una cinquantina di presets di Lightroom.
    Proprio stamattina, volevo mettere su twitter il seguente messaggio: “I have more than 50 lightroom presets to share. If you want it, just send me a message”.
    Non l’ho ancora fatto, solo perchè ho dovuto perdere tempo dietro a uno dei tanti clienti che si sono dileguati con debiti da saldare…

    Fino a qualche anno fa mi stupivo anch’io del fatto che in tanti occupino il proprio tempo per la gloria personale a scrivere la loro metodologia di lavoro (grafici, illustratori, ovviamente fotografi e così via..).
    Il web è davvero pieno di “free tutorials”, tanto che credo di aver imparato e di imparare più su internet che dalla scuola di fotografia che ho frequentato anni fa.

    Sono assolutamente convinto anch’io che condividere tips and tricks non sia tempo buttato. Così come sono convinto che internet ripaghi tanti sforzi “gratuiti”.

    Intanto vi do un consiglio semplice: facendo una ricerca su google o youtube, inserendo free tutorials o meglio ancora free photoshop tutorials, si apre il paese delle meraviglie…

    Poi condivido un link (ne metterei di più…posso Luca?)
    Ultimamente ho scoperto questo sito con dei tutorials interessanti: http://www.thephotoargus.com

    Infine, ora metto il mio messaggio su twitter…Chi è interessato ai presets mi trova qui: http://twitter.com@lcepparo o mi può mandare una mail qui: lcepparo@gmail.com
    Sono presets che in tante immagini funzionano con un click, ma ovviamente ogni foto ha bisogno della propria attenzione…
    Vendo i presets a 100 euro…scherzo!

    Come sempre grazie per questa SJ, Luca.

    Qualcuno tempo fa disse: il sapere non si diffonde se non è condiviso

    Ciao
    Luca

    1. Ciao Luca: come se fosse casa tua ;-) Puoi ovviamente pubblicare quello che credi, so che è fatto a fin di bene ;-)

  3. Ciao Luca, trovo molto interessante quello che hai scritto. Penso che il confronto sul proprio modo di lavorare dia seriamente un’ opportunità di crescita professionale. Purtroppo, al lato pratico, di confronti e scambi di idee ce ne sono sempre pochi tra colleghi, o comunque non abbastanza, proprio perchè si ha sempre timore che arrivi qualcuno a “rubarti” la tecnica.
    (…. non è che rubando pennello e colori al pittore, riesca automaticamente ad ottenere i suoi meravigliosi quadri. La fotografia non si esprime solo con la tecnica, ma sopratutto con sensibilità ed emozione che è diversa in ognuno di noi).

    Accetto la sfida Luca, se qualcuno ha voglia di andare a vedere il mio sito http://www.silviacoluccelli.com (magari nella gallery research dove applico qualche tecnica un pò più ricercata…) oppure qui http://www.photographerspro.eu/silviacoluccelli/
    e si incuriosisce su qualche mia immagine, sono pronta a condividerne i “segreti”.
    Ciao!!

  4. Ciao Luca, trovo molto interessante quello che hai scritto. Penso che il confronto sul proprio modo di lavorare dia seriamente un’ opportunità di crescita professionale. Purtroppo, al lato pratico, di confronti e scambi di idee ce ne sono sempre pochi tra colleghi, o comunque non abbastanza, proprio perchè si ha sempre timore che arrivi qualcuno a “rubarti” la tecnica.
    (…. non è che rubando pennello e colori al pittore, riesca automaticamente ad ottenere i suoi meravigliosi quadri. La fotografia non si esprime solo con la tecnica, ma sopratutto con sensibilità ed emozione che è diversa in ognuno di noi).

    Accetto la sfida Luca, se qualcuno ha voglia di andare a vedere il mio sito http://www.silviacoluccelli.com (magari nella gallery research dove applico qualche tecnica un pò più ricercata…) oppure qui http://www.photographerspro.eu/silviacoluccelli/
    e si incuriosisce su qualche mia immagine, sono pronta a condividerne i “segreti”.
    Ciao!!

  5. Vero è che svelando i propri metodi di lavoro non si perdono necessariamente i clienti ma si faccia sapere che, in realtà, immagini che sembrano complesse sono spesso – dal punto di vista prettamente tecnico – relativamente facili.
    Buffo, perchè in questo modo Chase Jarvis ha ottenuto – gratis – un sacco di suggerimenti per un SUO prossimo lavoro [ … Tons of great insights, lots of great ideas I didn’t use (but might next time)].
    Infatti, non è che abbia rivelato granchè.

  6. Vero è che svelando i propri metodi di lavoro non si perdono necessariamente i clienti ma si faccia sapere che, in realtà, immagini che sembrano complesse sono spesso – dal punto di vista prettamente tecnico – relativamente facili.
    Buffo, perchè in questo modo Chase Jarvis ha ottenuto – gratis – un sacco di suggerimenti per un SUO prossimo lavoro [ … Tons of great insights, lots of great ideas I didn’t use (but might next time)].
    Infatti, non è che abbia rivelato granchè.

  7. Ho passato tante notti davanti a photoshop ad imparare e tante continuo a passarne per tenermi aggiornato. Tempo fa ad un certo punto ho sentito il desiderio di condividere quello che sapevo per il semplice fatto che era meraviglioso poter conoscere le potenzialità di un software al meglio. Quando ho proposto l’idea ad alcuni amici mi hanno risposto che ero matto a voler organizzare un corso “a gratis”. Mi hanno destabilizzato e confuso. Ho lasciato perdere. Ora ho deciso di attivare un blog e l’articolo di Luca arriva nel momento giusto a confermare un istinto che sentivo già da tempo.
    Ps. Un amico videomaker un giorno, durante il primo incontro in un corso, disse: ” Insegnandovi il mestiere non creo dei concorrenti, bensì delle risorse che potrebbero aiutarmi”.

  8. Ho passato tante notti davanti a photoshop ad imparare e tante continuo a passarne per tenermi aggiornato. Tempo fa ad un certo punto ho sentito il desiderio di condividere quello che sapevo per il semplice fatto che era meraviglioso poter conoscere le potenzialità di un software al meglio. Quando ho proposto l’idea ad alcuni amici mi hanno risposto che ero matto a voler organizzare un corso “a gratis”. Mi hanno destabilizzato e confuso. Ho lasciato perdere. Ora ho deciso di attivare un blog e l’articolo di Luca arriva nel momento giusto a confermare un istinto che sentivo già da tempo.
    Ps. Un amico videomaker un giorno, durante il primo incontro in un corso, disse: ” Insegnandovi il mestiere non creo dei concorrenti, bensì delle risorse che potrebbero aiutarmi”.

  9. In linea di principio sono d’accordo, ma mi piacerebbe se il 99,9% dei cosiddetti trucchi di oggi non fossero semplicemente dei plugin, ovvero operazioni previste dalle case produttrici del software stesso… Insomma, un tempo i segreti del mestiere erano tonnellate di immaginazione prodotte dai migliori per ovviare alle limitazioni di uno strumento, o di un dato tecnico, logistico, espressivo contingente, della realtà stessa che spesso era difficile o avversa. Oggi troppo spesso c’è semplicemente “il trucco”: ci pensa il software.
    Sono antico, poco jumperiano credo… :-)

    1. Cristiano, il tuo commento è “jumperiano”, a meno che tu non pensi che qui ci sia conoscenza e cultura solo per gli “effetti speciali” del software. Questo SJ sostanzialmente vuole dire quello che hai espresso tu: se dietro ad una professionalità si cela “solo” un trucco, allora vuol dire che c’è poco… Se invece c’è la capacità di guardare oltre, spiegare il “trucco”; l’accorgimento, o anche passare la giornata a spiegare cosa c’è dietro un’immagine (abbiamo parlato anche di composizione che richiama una corrente artistica, per far capire che spesso dietro una foto c’è – o dovrebbe esserci – cultura vera e profonda). Chi crede invece che sia proprio il “trucco” a supportare il proprio lavoro, vuol dire che vale poco, o addirittura niente…

  10. In linea di principio sono d’accordo, ma mi piacerebbe se il 99,9% dei cosiddetti trucchi di oggi non fossero semplicemente dei plugin, ovvero operazioni previste dalle case produttrici del software stesso… Insomma, un tempo i segreti del mestiere erano tonnellate di immaginazione prodotte dai migliori per ovviare alle limitazioni di uno strumento, o di un dato tecnico, logistico, espressivo contingente, della realtà stessa che spesso era difficile o avversa. Oggi troppo spesso c’è semplicemente “il trucco”: ci pensa il software.
    Sono antico, poco jumperiano credo… :-)

    1. Cristiano, il tuo commento è “jumperiano”, a meno che tu non pensi che qui ci sia conoscenza e cultura solo per gli “effetti speciali” del software. Questo SJ sostanzialmente vuole dire quello che hai espresso tu: se dietro ad una professionalità si cela “solo” un trucco, allora vuol dire che c’è poco… Se invece c’è la capacità di guardare oltre, spiegare il “trucco”; l’accorgimento, o anche passare la giornata a spiegare cosa c’è dietro un’immagine (abbiamo parlato anche di composizione che richiama una corrente artistica, per far capire che spesso dietro una foto c’è – o dovrebbe esserci – cultura vera e profonda). Chi crede invece che sia proprio il “trucco” a supportare il proprio lavoro, vuol dire che vale poco, o addirittura niente…

  11. Ho capito e mi fa piacere il riferimento alla composizione, terreno che studio in ambito architettonico (e non siamo mica lontani dal fotografico!)…
    Ad esempio oggi ho visto un lavoro commerciale di Giorgia Fiorio per una multinazionale farmaceutica. Bellissimo, di gusto classico, credo tutto prodotto con Hasselblad e pellicola. Bene. Siccome non c’è di mezzo nessun software – a parte le scansioni ovviamente – che trucchi potremmo chiederle di svelarci? Credo, sarebbe costretta a parlare di estetica, di composizione, del perchè le sue figure assumono dentro il recinto quadrato dell’immagine una certa forza, si giovano in un certo modo della luce etc etc. Quindi poi magari anche di pittura e scultura.
    Con questo non voglio sminuire il lavoro al computer e la postproduzione, entrambi richiedono lavoro e sapienza al pari di qualsiasi altro impegno professionale e io stesso sto cercando di apprendere il più possibile in questo campo. Eppure… L’altro giorno alla presentazione della Hasselblad H4D ho fatto delle foto eccellenti ad una modella nuda e aerografata. Roba che se la pubblicano su Vogue America non faccio brutta figura. Ho solo cliccato sul magico tasto, è partito il flash, le luci erano perfette, il trucco della modella pure. Mi son girato alla mia destra e sul monitor c’era la “mia” foto, pareva così viva e croccante che avrei potuto mangiarla… Poi è toccato a chi era dietro di me e ha fatto la stessa cosa.
    Embè, direte voi? E’ la scoperta dell’acqua calda tecnologica. Va bene, lo so, era per estremizzare…
    Abbiamo “esternalizzato” quasi tutto, forse ci rimane solo “l’idea”, l’intuizione di una forma, o di un’estetica. Basta che non se la compri Adobe pure quella!

  12. Ho capito e mi fa piacere il riferimento alla composizione, terreno che studio in ambito architettonico (e non siamo mica lontani dal fotografico!)…
    Ad esempio oggi ho visto un lavoro commerciale di Giorgia Fiorio per una multinazionale farmaceutica. Bellissimo, di gusto classico, credo tutto prodotto con Hasselblad e pellicola. Bene. Siccome non c’è di mezzo nessun software – a parte le scansioni ovviamente – che trucchi potremmo chiederle di svelarci? Credo, sarebbe costretta a parlare di estetica, di composizione, del perchè le sue figure assumono dentro il recinto quadrato dell’immagine una certa forza, si giovano in un certo modo della luce etc etc. Quindi poi magari anche di pittura e scultura.
    Con questo non voglio sminuire il lavoro al computer e la postproduzione, entrambi richiedono lavoro e sapienza al pari di qualsiasi altro impegno professionale e io stesso sto cercando di apprendere il più possibile in questo campo. Eppure… L’altro giorno alla presentazione della Hasselblad H4D ho fatto delle foto eccellenti ad una modella nuda e aerografata. Roba che se la pubblicano su Vogue America non faccio brutta figura. Ho solo cliccato sul magico tasto, è partito il flash, le luci erano perfette, il trucco della modella pure. Mi son girato alla mia destra e sul monitor c’era la “mia” foto, pareva così viva e croccante che avrei potuto mangiarla… Poi è toccato a chi era dietro di me e ha fatto la stessa cosa.
    Embè, direte voi? E’ la scoperta dell’acqua calda tecnologica. Va bene, lo so, era per estremizzare…
    Abbiamo “esternalizzato” quasi tutto, forse ci rimane solo “l’idea”, l’intuizione di una forma, o di un’estetica. Basta che non se la compri Adobe pure quella!

  13. D’accordo da sempre, il poco che so l’ho sempre messo in comune; mi disturbano però i pigri e gli scrocconi, quelli che sapendo che tu ti documenti più di loro ti usano come un juke box.

    Pazienza, in ogni caso, resterò sempre globalmente in debito, dagli altri c’è sempre da imparare.

  14. D’accordo da sempre, il poco che so l’ho sempre messo in comune; mi disturbano però i pigri e gli scrocconi, quelli che sapendo che tu ti documenti più di loro ti usano come un juke box.

    Pazienza, in ogni caso, resterò sempre globalmente in debito, dagli altri c’è sempre da imparare.

  15. Non posso che associarmi a Cristiano. Anche secondo me sta sempre più prevalendo la capacità immaginativa rispetto alla tecnica e allo scatto. Sta in questo la creatività moderna. Alla tecnica possono sopperire sempre di più i plugin di photoshop e le apparecchiature supertecnologiche. Ma la nostra immaginazione non è un bene clonabile…

    E’ anche vero che l’immaginazione ormai è sempre più demandata alla fase della postproduzione, anche se non in modo assoluto. A volte, per quello che mi riguarda, quando una foto è “giusta”, lo vedo al momento dello scatto e difficilmente cambio idea in fase di postproduzione.

  16. Non posso che associarmi a Cristiano. Anche secondo me sta sempre più prevalendo la capacità immaginativa rispetto alla tecnica e allo scatto. Sta in questo la creatività moderna. Alla tecnica possono sopperire sempre di più i plugin di photoshop e le apparecchiature supertecnologiche. Ma la nostra immaginazione non è un bene clonabile…

    E’ anche vero che l’immaginazione ormai è sempre più demandata alla fase della postproduzione, anche se non in modo assoluto. A volte, per quello che mi riguarda, quando una foto è “giusta”, lo vedo al momento dello scatto e difficilmente cambio idea in fase di postproduzione.

  17. Ciao a tutti, Luca non si smentisce proprio mai… riesce ogni volta ad affascinare con i suoi SJ e a metterci in continua discussione con noi stessi… questa non è solo crescita professionale, ma crescita interiore.
    Non sono proprio una fotografa professionista, ma anche nel mio settore (in cui si fa largo uso di software) sembra che oramai basti schiacciare un bottone ed il gioco è fatto…. e no, non è così… ci vuole ben altro!
    Condivido pienamente: chi sa fare la differenza la sa fare sempre e comunque; sono le persone con il loro bagaglio culturale (e non solo) a fare la differenza!
    E poi, cmq, capiterà sempre che ci sarà chi “ancora sporco di latte”, magari “copiando” un trucco, si troverà ad avere superato il “maestro”…. e allora? ben venga perché vuol dire che sarà nata una nuova stella… cosa sarebbe stato se Leonardo, Raffaello, Donatello non fossero andati a bottega ad imparare i trucchi del mestiere?
    Buona settimana a tutti :-)

  18. Ciao a tutti, Luca non si smentisce proprio mai… riesce ogni volta ad affascinare con i suoi SJ e a metterci in continua discussione con noi stessi… questa non è solo crescita professionale, ma crescita interiore.
    Non sono proprio una fotografa professionista, ma anche nel mio settore (in cui si fa largo uso di software) sembra che oramai basti schiacciare un bottone ed il gioco è fatto…. e no, non è così… ci vuole ben altro!
    Condivido pienamente: chi sa fare la differenza la sa fare sempre e comunque; sono le persone con il loro bagaglio culturale (e non solo) a fare la differenza!
    E poi, cmq, capiterà sempre che ci sarà chi “ancora sporco di latte”, magari “copiando” un trucco, si troverà ad avere superato il “maestro”…. e allora? ben venga perché vuol dire che sarà nata una nuova stella… cosa sarebbe stato se Leonardo, Raffaello, Donatello non fossero andati a bottega ad imparare i trucchi del mestiere?
    Buona settimana a tutti :-)

  19. Ciao a tutti,
    appartenendo a quella generazione di fotografi che una volta ho richiesto dovesse essere salvata come i panda mi viene da notare che, in fondo, nel mondo della fotografia non è poi cambiato molto. C’è chi a voglia di dare non solo per essere, ma sopratutto per DARE e chi giustamente teme.
    Si può far bollire l’acqua con la legna o con i pannelli solari, ma l’ animo è sempre uguale. Date, date, potrebbe non fare bene agli altri, ma farà senz’ altro bene a voi ma anche alla fotografia.

    Maurizio

  20. Ciao a tutti,
    appartenendo a quella generazione di fotografi che una volta ho richiesto dovesse essere salvata come i panda mi viene da notare che, in fondo, nel mondo della fotografia non è poi cambiato molto. C’è chi a voglia di dare non solo per essere, ma sopratutto per DARE e chi giustamente teme.
    Si può far bollire l’acqua con la legna o con i pannelli solari, ma l’ animo è sempre uguale. Date, date, potrebbe non fare bene agli altri, ma farà senz’ altro bene a voi ma anche alla fotografia.

    Maurizio

  21. Ciao a tutti,
    sono diplomato in fotografia ed esercito da oltre vent’anni questa professione con parentesi di insegnamento in uno dei più prestigiosi istituti in Italia. Da sempre mi sforzo di spiegare nei vari corsi e seminari, in particolar modo con l’avvento del digitale, che la fotografia la si realizza componendo l’immagine nell’oculare e premendo sul pulsante di scatto. Dopo di ciò i software, considerati da molti “magici”, poco possono se non contribuire a rafforzare quella creatività che, una volta, si otteneva con ore di camera oscura.
    Ben vengano “trucchi” e suggerimenti che siano frutto di percorsi mentali e professionali che ci riconducono alla nostra camera oscura, con l’indubbio vantaggio di non sentire più gli “odori” degli acidi e di vedere subito i nostri risultati, magari creando più versioni di una medesima idea creativa.

    Un percorso che può solo far bene alla fotografia ma , soprattutto, ai seri professionisti che non nascondono trucchi dietro le loro immagini ma solo creatività e conoscenza tecnica

    Francesco

  22. Ciao a tutti,
    sono diplomato in fotografia ed esercito da oltre vent’anni questa professione con parentesi di insegnamento in uno dei più prestigiosi istituti in Italia. Da sempre mi sforzo di spiegare nei vari corsi e seminari, in particolar modo con l’avvento del digitale, che la fotografia la si realizza componendo l’immagine nell’oculare e premendo sul pulsante di scatto. Dopo di ciò i software, considerati da molti “magici”, poco possono se non contribuire a rafforzare quella creatività che, una volta, si otteneva con ore di camera oscura.
    Ben vengano “trucchi” e suggerimenti che siano frutto di percorsi mentali e professionali che ci riconducono alla nostra camera oscura, con l’indubbio vantaggio di non sentire più gli “odori” degli acidi e di vedere subito i nostri risultati, magari creando più versioni di una medesima idea creativa.

    Un percorso che può solo far bene alla fotografia ma , soprattutto, ai seri professionisti che non nascondono trucchi dietro le loro immagini ma solo creatività e conoscenza tecnica

    Francesco

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