Se fate una ricerca su Google, usando come chiavi di ricerca, i 10 lavori che sono più sovrapagati negli USA (fate la ricerca in inglese: 10 most overpaid jobs in America), scoprirete che, proprio al decimo posto ci sono i fotografi di matrimonio. Si tratta di una ricerca condotta da MarketWatch, che per la verità super datata (è del 2003, ma questo è poco rilevante: il web è un universo senza date, senza storia… se qualcuno ha scritto qualcosa, questo rimane scolpito in eterno, e torna attuale in ogni momento in cui qualcuno lo riprenderà e lo farà rivivere).

Cosa ha portato Chris Plummer, il reporter di questo importante spazio di informazione economica del Wall Street Journal ad inserire la professione dei fotografi di matrimonio tra i più pagati? L’analisi è un bel quadretto di banalità: si dice che, alla fine, per un giorno in cui si rincorre una coppia felice, si riceve una cifra che in media viene (veniva) calcolata attorno ai 1900 $, con punte fino a 5000$. Ulteriori analisi – che abbiamo trovato in rete – aggiungono che per di più il costo di un servizio di matrimonio, invece che ridursi a causa dell’ovvia riduzione della materia prima a causa del passaggio da analogico a digitale, si è sostanzialmente mantenuto uguale. Poco importa se queste valutazioni, fatte successivamente al post originale (pochi si accorgono, appunto, nel 2011 e 2012 che stanno facendo riferimento ad un’analisi che ha quasi dieci anni di vita), portano a dire che se il prezzo si è mantenuto uguale, non si può dire certo che il costo della vita abbia fatto altrettanto: pensiamo anche solo alla benzina… E poi forse non è così facile calcolare che il costo delle pellicole che si risparmia si ripaga ampiamente con la necessità di continui investimenti in attrezzature che invecchiano molto più rapidamente, in tempo che si passa non solo durante gli scatti, ma davanti al computer a correggere, ritoccare, stravolgere le immagini, in formazione e aggiornamento professionale. No, se era vero (e ne dubitiamo) che nel 2003 il mestiere del fotografo di matrimonio fosse tra i 10 meglio pagati, ora di sicuro questo è molto distante dall’essere vero.

A conferma di questa ovvia valutazione pessimistica, forse vale la pena dare un’occhiata ad una statistica (questa volta aggiornata, è stata pubblicata una decina di giorni fa) che indica i salari base dei software engineer, ovvero degli ingegneri informatici specializzati nel settore del software, che percepiscono compensi dai 90 ai 120 mila dollari all’anno (i più generosi sono Google e Facebook, caso voleste farci un pensierino). E sono salari “base”, non dei super top…

Come fare a guadagnare “bene” facendo un mestiere che ci pone in una situazione in cui sempre più siamo circondati da tanti “zii Bob” (come indicato scherzosamente da questo articolo – uno di quelli che però cita la ricerca sopra indicata, senza segnalare la sua datazione), che illustra con delle foto anche le tipiche situazioni di familiari, zii, nonne che si trasformano in eserciti di paparazzi, pronti a riprodurre tutti i momenti salienti del matrimonio, e qualcosa di più, e che diventano a volte anche dei muri invalicabili per il fotografo ufficiale che dovrebbe riuscire a fare il suo lavoro. Per di più, lo zio Bob, la zia Carla, l’amico-con-la-reflex hanno un vantaggio che il fotografo ufficiale non ha: dopo poche ore, sono in grado di vomitare su Facebook, sui siti, nelle email come allegati centinaia, migliaia di foto che generano eccitazione e coinvolgimento. Il giorno dopo, i più esperti amici e parenti, avranno fatto un piccolo slideshow con software arrangiati e magari con una bella musichetta dell’hit del momento (ovviamente senza averne il diritto), salvato tutto su un DVD, oppure usando siti e servizi online gratuiti preposti. I fotografi professionisti, invece, richiedono tempi lunghi per mostrare la loro “opera”, diverse settimane (l’altro giorno sentivo di un fotografo che segnala che lui consegna il lavoro dopo un anno dal matrimonio… coraggioso: di questi tempi a stento si arriva a un tempo così lungo per l’intero matrimonio, i divorzi si celebrano anche solo pochi mesi dopo il fatidico sì, per sempre), e quindi arrivano tardi, perdendo quell’effetto cool che si percepisce ancora inebriati dai festeggiamenti (e dall’alcool dei brindisi).

A conclusione di questa analisi, le soluzioni per questo mercato sono solo due:

  • Mettersi a studiare ingegneria informatica, ma abbiamo paura che sia tardi per la maggior parte dei nostri lettori, e specialmente è difficile che poi possano trovare lavoro così ben pagato arrivando così in ritardo rispetto alle esigenze del mercato;
  • Usare strategie di marketing e di posizionamento diverse da quelle che hanno attualmente. Il mestiere dei fotografi (specialmente di matrimonio) è purtroppo diventato quello di lamentarsi, di combattere a parole gli “Zii Bob”, invece che capire quello che è palese: oggi, lo Zio Bob può, con una fotocamera da pochi soldi, o addirittura con un cellulare, fare foto buone quanto le nostre, a volte addirittura migliori, e non certo per questioni di megapixel.

Qualcuno deve dirlo, qualcuno non può farlo per non risultare sgradevole, ma la nostra missione è quella di dire come stanno le cose, perché solo così si possono affrontare i problemi e risolverli: il livello qualitativo della fotografi di matrimonio in Italia è bassissimo, a volte terribile, a volte penoso. Ci sono dei bravissimi professionisti, dei veri artisti, dei grandi creativi… ma sono pochi. E, accanto a questa bassa qualità, c’è un’arroganza e una sovrastima che crea cecità e mancanza di autocritica. Di sicuro non è – quella della fotografia di matrimonio – nè la decima, nè la centesima delle professioni più pagate, ma è – escluse le eccezioni – una delle più sovrapagate in Italia in rapporto alla qualità offerta e proposta: poca cultura visiva, poca capacità narrativa, poca tecnica, poco confronto con il mondo esterno (che non è fatto solo di fotografia, e specialmente non solo di fotografia italiana).

Questo segnale – forte, senza dubbio, e anche poco simpatico, lo ammettiamo – è per dirci cose tra di noi che possano metterci in guardia per evitare il peggio; quello che sarebbe terribile è se questo lo dicessimo non tra di noi ma se fossero i clienti a dirlo. Ma il pubblico è sempre più smaliziato, cerca sempre di più o quantomeno fa paragoni, e se le foto dello Zio Bob sono e saranno meglio delle nostre, sarà sempre più difficile trovare un nostro posto sotto l’altare. Potete prendere questo con negatività, e non capirete che lo diciamo per amore per questo settore e per questa professione, che non vogliamo vedere sparire. Oppure potete chiedervi (e chiederci) come superare questi problemi. Qualche risposta noi ce l’abbiamo…

47 responses

  1. Interessante…..e quali sarebbero queste risposte???
    Il problema maggiore è che i due sposi non ci sono quasi più…perché vanno a convivere, non lo zio Bob.
    Inoltre la mancanza di solidarietà e la stoltezza della nostra categoria (come i capponi portati da Renzo ad Azeccagarbugli…), che non fa in modo che i clienti scelgano lo stile e la qualità del reportage, ma in base ai “regali”…..o al prezzo già strasuperbasso ormai.
    Infine la valanga di costi e di tasse che ci stritola ogni giorno e non stritola di certo lo zio Bob, ma sopratutto il “sottoboschista” che lavora come impiegato da qualche parte e poi nel week end, basandosi sulla logica del regalo a cui accennavo prima, va in Chiesa o in Comune a fare una “passeggiata di salute” con gli sposi.
    Chiedo scusa e auguro buon lavoro a tutti.

    1. Ciao Riccardo,
      molte delle risposte le puoi trovare nel testo che ho scritto oggi, ma in questa replica te le segnalerò con maggiore chiarezza e schematizzazione. Prima però di passare “alle risposte” va detto che la tua analisi sulla concorrenza sleale di chi intasca in nero i soldi e non “paga le tasse” (nella speranza che i fotografi non facciano nulla in nero, però….) è corretta, ma in questo caso non si parlava di questo: lo “Zio Bob” non è un abusivo, non guadagna sottobanco. E’ un parente, un amico, una persona che si diverte e fa divertire facendo foto. Se lo Zio Bob fa foto peggio di noi professionisti, va ancora bene, abbiamo qualche speranza… ma se Zio Bob (che non è un professionista e nemmeno un “fenomeno”) fa foto migliori delle nostre… allora possiamo cambiare lavoro.

      Per quello che riguarda le risposte, dovete darvele voi a fronte di queste domande:

      1) Come vi presentate? Siete più affidabili rispetto ad un amico- dilettante? In cosa? Avete delle “testimonianze” che attestano quanto siano soddisfatti i vostri clienti? Che garanzie potete offrire che gli amici non possono garantire? Stilate un elenco di fatti e non solo di “sensazioni”: oggi le persone che investono soldi vogliono essere tranquillizzate nella loro scelta

      2) Come è la vostra presenza online? Molte persone, prima di entrare in un negozio o uno studio, anche se consigliate da amici e parenti, guardano il sito internet. Stima nostra: il 90% dei siti dei fotografi sono terribili, sbagliati, non danno nessuna garanzia e spesso nemmeno sono visibili. Sarete perdenti prima ancora di entrare nella competizione

      3) Avete fatto autocritica? Vi ritenete professionisti perché avete fotocamere costose, perché avete una partita IVA o perché vi siete confrontati con tanti altri bravi fotografi e avete visto che siete di elevato livello?

      4) Sapete come comunicare, emozionare, promuovere il vostro lavoro e i servizi dei vostri clienti usando davvero bene i social network? Non scrivendo “10 foto pubblicate su Facebook”….. Se non entrate nel linguaggio contemporaneo, non potete poi rattristarvi del fatto che vi possano considerare “superati”.

      5) Che conoscenza avete delle nuove tecnologie, per esempio degli album digitali, per tablet e smartphone? Sono attività che stanno entusiasmando il mercato e specialmente non sono prodotti realizzabili dallo Zio Bob… Perché non li fate?

      Alcune di queste cose le trattiamo il 9 novembre (questo il link: http://www.jumper.it/camp/marketing_social.html), altre facevano parte di altri incontri che abbiamo fatto in passato, e che forse rifaremo in futuro, se vediamo che le persone sono concretamente interessate: prima di tutto a trovare le risposte che abbiamo segnalato ;-)

      1. Buongiorno a Luca e a tutti gli altri.
        Io non sono più giovanissimo e nemmeno però troppo vecchio, ho 39 anni.
        E cerco sempre soluzioni nuove, o meglio, mi piacerebbe trovarle ed usarle, intanto senza svenarmi con altri costi, e poi senza aggiungere altri inghippi….
        Mi spiego meglio:
        L’anno scorso ho assissisto ad una conferenza che trattava anche di album per i tablet.
        Bello, bello mi son detto, si prova a farlo a metterlo magari come accessorio del fotolibro.
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        Nessuno lo vuole, forse lo potrebbe volere se lo concedi come omaggio “civetta”…..(e così ti stai qualche ora in più sul mac a gratis).
        Nella piccola provincia come la mia (Pisa), gli sposi voglio l’album e spesso quello tradizionale.
        Di pagare di più per queste nuove cose non gli interessa e men che meno di sostituire il nuovo al vecchio.
        Ora purtroppo devo interrompere perche ho gente in studio…a dopo.
        Grazie e sempre scusate

        1. Riccardo: il problema è sempre di marketing. Nei nostri corsi abbiamo mostrato e mostriamo idee che funzionano moltissimo, e stanno dando risultati. Purtroppo le soluzioni richiedono spesso analisi che non sono solo “tecniche” ma commerciali e marketing; se vuoi partecipa alle nostre iniziative o chiedici se vuoi una consulenza personalizzata … Magari potrebbe esserti utile :-)

  2. Considerazioni obiettive che colgono nel segno spesso danno fastidio, ma la realtà della fotografia in generale nel nostro paese è scesa di molto e il paravento della creatività del bel paese non sta più in piedi.
    BRAVISSIMI

  3. Riccardo hai perfettamente ragione, come sempre quando si tocca questo tasto ci sarebbe da parlarne per giorni senza giungere alla soluzione definitiva, buona per tutti e che risolva effettivamente il nocciolo della questione.
    Cmq sia, concludendo, ciascuno di noi matrimonialsti cerchi sempre di mettere il massimo impagno possibile in quello che fa SPINGENDO al massimo il proprio/i punto/i di forza che ci rendono inimitabili ed unici; forse gli sposi ci sceglieranno per quello, consci di spendere diu più….vedo che piano piano funziona…
    buona luce a tutti

    Marco Gatti

  4. Ciao Luca, condivido tutto. (anche il commento di @riccardo)
    Nel mio piccolo ad agosto ho fatto un matrimonio (la mia prima volta, avevo voglia di fare quest’esperienza), mi sono preparato a lungo e ho pensato ad un paio di cose che potevano differenziarmi dall’offerta standard di una piccola città di provincia.
    Ho fatto degli scatti durante la giornata pensati ad hoc per faceboook
    Ho preparato dopo 5 giorno una preview del book di 14 pagine in Pdf a bassa risoluzione.
    Risultato: sposi entusiasti, iphone con il vetro consumato a forza di far vedere l’anteprima del book ad amici e parenti, spedito via mail a mezzo mondo (la sposa ha molti parenti in vari angoli della terra), amici stupiti da tanta velocità. Insomma sono riuscito a sfruttare il momento cool…
    Ho fatto loro una proposta 2.0 di stampare i book su blurb (fornendo il pdf), scegliendo assieme dimensioni, quantità, qualità della carta e mettendo in chiaro i costi da subito e dandogli la possibilità di stamparne altre copie in futuro (l’alone di mistero che circonda i costi dei book da matrimonio, mi sembra una cosa obsoleta).
    Il fatto di non essere dentro il mondo dei matrimonialisti mi ha permesso un approccio meno schematico, credo.

  5. Mamma mia,
    hai fatto un’analisi lucidissima del mercato attuale!
    Le due soluzioni che proponi però sono per il problema sbagliato: guadagnare di più.
    Detto da un’ingegnere informatico che dopo 11 ha deciso di fare il matrimonialista, guadagna un terzo, lavora il triplo ma è tre volte più felice!

  6. Io nella mia piccola realtà vedo colleghi matrimonialisti stilisticamente fermi ad almeno 10 anni fa, se non di più. Gli stessi che offrono grandi sconti sui servizi attraverso cartelli esposti in vetrina. Alcuni non hanno nemmeno un sito, aspettano che la gente passi li’ davanti. Quindi è il prezzo che fa il mercato? Non credo, infatti ho scelto di puntare sull’unicita’, sulla formazione, sulla diffusione della cultura fotografica attraverso il mio sito, sul guardare il lavoro che fanno all’estero, su una continua e feroce autocritica. Forse così non avrò bisogno di svendere i miei servizi o di temere lo zio bob. Per ora funziona.

  7. Buongiorno a tutti, sono totalmente d’accordo a quello che ha scritto Luca, ritengo che la situazione attuale sia la conseguenza a un modo di lavorare di tipo solo materialista, ritengo che la professione di fotografo non può essere considerata come una qualunque professione di carattere puramente commerciale, dove l’unica regola imperativa e data dal prezzo, perché allora case automobilistiche come Mercedes e Bmv non avrebbero certamente mercato in un momento come questo, Io sono un fotografo che si occupa di fare foto Aerea, e per ogni servizio che effettuo per conto di terzi ho delle grosse difficoltà, che sono date dalle condizioni meteo dalle autorizzazioni dei piani di volo e anche del prezzo che ho già pattuito prima di fare il lavoro.
    Quello che vorrei trasferire ai colleghi che piuttosto di parlare solo di prezzo abbiamo il DOVERE di trasferire a chiunque ci sta davanti le emozioni e le sensazioni dati dai nostri lavori, solo così la scelta può essere fatta sulla base della professionalità di ognuno.
    Ritengo anche che non tutti possono essere Nostri clienti, a volte e meglio non farlo un servizio fotografico
    È la cosa più importante e che il nostro lavoro ci dia sempre emozioni e gioia nel farlo, perché al giorno d’oggi ci sono persone laureate in diverse discipline che vanno a rinchiudersi dentro a dei coll center. Pur di sbarcare il lunario, ho molto rispetto del lavoro e come tale ritengo di rispettare gli altri ma allo stesso tempo e doveroso che gli altri lo portino allo stesso modo .
    Grazie
    Salvo

  8. Non faccio il fotografo di matrimoni ma una giornata ben pagata come il matrimonio, salvo che non mi si sia sovrapposta con altri impegni lavorativi, non l’ho mai rifiutata. Lo zio Bob è sempre esistito e non solo nei matrimoni, il problema è che con l’era della comunicazione globale è diventato l’esercito più potente del mondo. Non ho che un cellularino che non fa neanche le foto (vivo in Perù, il paese è avanti ma c’è ancora tanta offerta a pochissimo prezzo…e queste cose si trovano) ma se dovessi fare un matrimonio e batter la concorrenza dello zio Bob mi comprerei all’istante un Iphone, ingaggerei un bravo assistente per scattare in parallelo a me con detto oggetto di culto e dopo il primo giro di foto ( il “si” in chiesa oppure il riso) lo metterei ad elaborare il risultato con un programmino di “postprod” e a caricarlo al volo su una pagina “face” diffondendo subito dopo l’indirizzo della pagina stessa.
    Magari è lavoro e costo in più, ma il rientro d’immagine è garantito, date la popolarità del social network e il dato di fatto che lo zio Bob è li a divertirsi non pensa certo ad un’operazione di marketing (un volantino ad ogni invitato per comunicare la pagina? Troppo complicato per uno che è in una giornata di relax). Per quel che riguarda la concorrenza degli abusivi che fanno altri lavori ed arrotondano con la fotografia penso che le scappatoie in Italia siano fin troppe per riuscire a combatterli legalmente….

  9. Condivido questo punto di vista.

    Ritengo che fino a quando c’è stata pellicola da impressionare molti fotografi sono riusciti a trovare spazi solo per la conoscenza tecnica che gli permetteva di esporre correttamente le suddette pellicole, il digitale ha “democratizzato” la possibilità di realizzare immagini aprendosi anche a persone che non hanno nessuna conoscenza tecnica.
    In una situazione del genere la differenza la fa la qualità delle immagini realizzate e la capacità di farlo capire ai possibili clienti, perché un’altra problematica con cui si scontrano i fotografi matrimonialisti è la scarsa cultura iconografica di una larga parte della popolazione.
    Lamentarsi di quelli che fanno questo come “secondo mestiere” senza P.Iva, senza pagare tasse e senza sostenere spese spesso è un alibi per almeno due ragioni:

    1- molte di queste persone hanno iniziato a fare matrimoni proprio per studi ufficiali, sottopagati e senza alcuna tutela
    2- una coppia che ritiene di poter avere il servizio a “prezzo di costo” o addirittura sottocosto probabilmente non potrà mai essere un nostro cliente (è qui torniamo di nuovo alla scarsa cultura dei possibili clienti)

    Ovviamente non voglio generalizzare e nel “nostro” ambiente è pieno di ottimi professionisti che propongono servizi di ottima qualità, resta però scarsa considerazione del fotografo di matrimonio da parte di moltissime persone e ritengo che questo sia in buona parte imputabile ai tanti fotografi che in anni di vacche grasse si sono accontentati di fare il compitino senza far pesare la loro professionalità e trattando i clienti come numeri e non come persone.

  10. la crisi nella crisi…. è anche vero che per un fotografo bravo ci sono 10 cinesi di suoi colleghi che lo scopiazzano, mettono i prezzi alla meta’.. e .. rovinano il mercato….ma non si rendono conto di sciacallare e di andare inconto a tempi duri anche loro…

    1. Maurizio: come detto nell’altro commento, il problema preso in considerazione non sono quelli che “rovinano il mercato”, ma quelli che – da invitati alla cerimonia, come parenti e amici – pur non essendo fotografi sono oggi in grado di fare immagini di qualità a costo zero (non perché “abusivi o cinesi” (tra l’altro, conosco fotografi cinesi bravissimi… quindi questo tipo di commento è al limite del blocco causa razzismo da parte del sottoscritto che faccio il moderatore) a volte sono in grado di fare foto migliori e più coerenti con la fruizione moderna delle immagini, rispetto ad un professionista. Questo perché in questi anni la qualità professionale è scesa moltissimo, mentre è salita (grazie alla tecnologia, e alla crescita nell’uso dell’immagine) quella amatoriale. O si riesce a dare molto di più (vedere risposta data a Riccardo), oppure non ci sarà molto futuro.

      1. Gentile Luca, sono d’accordo sulla bassa qualità di alcuni colleghi,
        ma è innegabile che propio questi solitamente “vincono” perchè hanno dei listini bassissimi
        al pari degli “amici” che lavorano in nero, a discapito comunque della professione…
        per capirci… oggi il cliente privilegia il basso costo alla qualità…

  11. Io sottoscrivo in pieno tutto ciò che dice Luca. Come giovane fotografa e come aspirante fotografa di matrimonio sto studiando davvero tanto da 2 anni. Di solito preferisco volgere il mio sguardo all’estero ed in particolare a Paesi come USA, UK e Irlanda. In Italia ho dei professionisti di riferimento ma saranno al massimo 3. Per il resto, la fotografia di matrimonio in Italia mi sembra fatta per persone appariscenti e anche poco raffinate che vogliono a tutti i costi mostrarsi in foto dalle pose improbabili, scontate e molto spesso anche brutte esteticamente. Per la mia formazione, controllo giornalmente i social network e i blog specializzati, non trascurando ovviamente libri e guide del settore (non tutte però sono ugualmente utili).
    Per la questione portfolio, è difficile mostrarne uno se nessuno ci permette di metterci alla prova…o no? E’ un cane che si morde la coda. L’unica cosa davvero difficile è trovare clienti che sono interessati non al solito stile italiano di fare matrimoni. :)

  12. Mi inserisco volentieri in questa conversazione per alcune osservazioni:

    Bisogna assolutamente essere innamorati della fotografia così da essere spronati continuamente alla ricerca personale e quindi professionale per soddisfare innanzitutto se stessi. Se poi siamo bravi a far percepire al cliente che gli offriamo innanzitutto la nostra professionalità e prodotti di qualità allora abbiamo ottime possibilità di non essere confusi con la massa (vedi i vari zii e fotografi commerciali).
    Oggi è sempre più difficile differenziarsi e questo deve essere da stimolo per tutti, solo così si può innalzare il livello professionale e magari elevare l’immagine del fotografo di matrimonio al pari di altre categorie.
    Stringiamo i denti e crediamoci altrimenti saremo noi la causa del nostro male.

    Buona fotografia a tutti!

    1. Buonasera a Luca e a tutti i cari colleghi ed aspiranti…
      Si, è vero, lo Zio fa le foto belle, perchè magari è in pensione e se ne sta tutto il giorno sul web a ricercare a provare e a sperimentare per poi sfogarsi sulla sua cara nipotina che sabato si sposa.
      E fa bene! anch’io farei lo stesso :-)
      Il fatto è : quanto tempo dedichiamo noi professionisti matrimonialisti al nostro aggiornamento?
      Se lo zio che non è o non è stato professionista si fa 1 ora al giorno di web per capire cos’è il raw la differenza tra sRgb e AdobeRGB forse a noi, che lo sappiamo già, basterebbero 15 minuti al giorno per volare molto più di un metro sopra di lui.
      Io credo che bisognerebbe prendersi 15 minuti al giorno per metterci davanti al mac senza cadere nella tentazione di finire il matrimonio in corso o di riordinare la scrivania ma solamente con la sacrosanta intenzione di “vediamo cosa succede in giro?”

  13. Bella la statistica che comunque se non ho capito male risale al 2003, anch’ io in quegli anni ,proprio dandomi da fare ,facendo quello che gli altri non facevano ,cercando sul web ,partecipando a seminari,neanche poco impegnatvi, son riuscito ad avere clienti interessati e a sfornare servizi vorrei dire che mi stimolavano sia finanziariamente che creativamente; oggi nel 2012 con le coppie che si sposano di meno, la crisi,gli abusivi che si danno più da fare ora di prima e i clienti italiani ,mancanti anche di una cultura non della fotografia ,ma della serietà e del rispetto professionale preferiscono l’impiegato,l’idraulico e l ‘autista del bus a fare qeusto tipo di servizio.
    Potrei snocciolar nomi e cognomi ,anzi credo che vista la situazione saro’ uno dei primi che andrà a denunciare alla GDF certi abusivi che sono “pensionati” giovani dell’ ATAF e tutte le settimane portano a casa il loro gruzzoletto tra matrimoni e altri servizi , togliendo il fiato a noi che abbiamo una partita iva e paghiamo le tasse…questa credo che sarebbe la prima cosa da fare; io quest’ anno ho fatto solo 2 matrimoni ma sento dire da gente(e appunto farò nomi e cognomi) che ne ha fatti 10( + il suo stipendiuccio da 1400 Euro )dove magari si dà anche malato il venerdi…questa per me è la verità, purtroppo …sic se qualcuno è interessato a combattere questo fenomeno beh mi contatti..gr azie a tutti

    1. Ciao Sandro,
      Il fatto che lo studio citato fosse del 2003 non solo l’ho scritto, ma anche evidenziato con enfasi.
      È se dici che all’epoca le cose erano diverse, posso dirti che ho iniziato ad ascoltare le preoccupazioni dei fotografi di matrimonio circa gli “abusivi” che rovinavano il mercato già nel 1987…. E non prima causa mia gioventù. Il problema c’è da sempre quello che cambia, come detto nell’articolo e nei commenti, e che il livello dei “non professionisti” si è innalzato e quello dei professionisti non è cresciuto. Anzi… In molti casi è sceso. O si lavora tutti insieme per far crescere il differenziale qualitativo, oppure anche le lotte che proponi non porteranno a nulla. Certo, che il fatto etico, quello fiscale… Ma queste cose pur corrette non porteranno a te più soldi, proprio perché non puoi sperare che qualcuno proibisca allo zio o al cugino di fare gratis delle foto ad un matrimonio, e torniamo al tema del dibattito che non è la concorrenza “sporca” degli abusivi, ma del livello “pulito” di chi da dilettante e ospite spesso fa foto migliori di molti professionisti. Quei professionisti che invece che crescere, in qualità, nel marketing, nella capacità di vendere innovazione, si è perso per strada. A coloro che capiscono di essere fuori strada, siamo disposti a parlare e ad aiutarli.

    2. Ciao Sandro,
      Il fatto che lo studio citato fosse del 2003 non solo l’ho scritto, ma anche evidenziato con enfasi.
      È se dici che all’epoca le cose erano diverse, posso dirti che ho iniziato ad ascoltare le preoccupazioni dei fotografi di matrimonio circa gli “abusivi” che rovinavano il mercato già nel 1987…. E non prima causa mia gioventù. Il problema c’è da sempre quello che cambia, come detto nell’articolo e nei commenti, e che il livello dei “non professionisti” si è innalzato e quello dei professionisti non è cresciuto. Anzi… In molti casi è sceso. O si lavora tutti insieme per far crescere il differenziale qualitativo, oppure anche le lotte che proponi non porteranno a nulla. Certo, che il fatto etico, quello fiscale… Ma queste cose pur corrette non porteranno a te più soldi, proprio perché non puoi sperare che qualcuno proibisca allo zio o al cugino di fare gratis delle foto ad un matrimonio, e torniamo al tema del dibattito che non è la concorrenza “sporca” degli abusivi, ma del livello “pulito” di chi da dilettante e ospite spesso fa foto migliori di molti professionisti. Quei professionisti che invece che crescere, in qualità, nel marketing, nella capacità di vendere innovazione, si è perso per strada. A coloro che capiscono di essere fuori strada, siamo disposti a parlare e ad aiutarli.

  14. Caro Luca, la cosa più grave secondo me è che qui si continua a commentare che ci sono gli abusivi, quando invece il problema è che, citando il tuo commento preccedente, “il livello dei “non professionisti” si è innalzato e quello dei professionisti non è cresciuto”. Serve altro??

    1. Giacomo, esatto…. È esattamente questo il problema. Più facile accusare gli abusivi che non capire che il problema in parte viene dall’interno ….

    2. Ti posso garantire che è proprio così tantissimi professionisti legittimano la ricerca di abusivi, e magari anch’io sono tra qui professionisti. Ma ti garantisco che qui a Cremona c’è la caccia all’abusivo al doppiolavorista poi una volta l’anno giurooo viene da me una sposa delusa dai suoi scatti amatoriali chiedendomi di fare qualcosa. Ora mi dico: ma per loro il passa parola non funziona?

  15. Luca, alcune cose sono condivisibili, ma se uno zio Bob qualsiasi con iphone fotografa meglio di un professionista, o zio Bob ha un gran manico e sfigato il professionista che se lo trova quel giorno, o il professionista è proprio uno sfigato. Perchè adesso, va bene che tutti hanno smartphone ecc, ecc, ma per fotografare devi saper fotografare. Che ci siano professionisti che valgono due soldi ci sta, perchè ci sono sempre stati, oggi per loro è più dura perchè c’ è lo zio Bob, ma per un professionista serio, e quelli che vedo e conosco non c’è zio Bob che tenga, quel problema non si pone. Si pongono altri problemi, di posizionamento nel proprio “mercato e territorio”, di aggiornamento tecnico e culturale, di ipotesi di sinergie, ecc, ecc … cioè i problemi di una professione che sta evolvendo rapidamente.
    marco

    1. Marco, mi piace il tuo ottimismo. La mia panoramica allargata mi porta ogni giorno a vedere che c’è una qualità molto bassa tra i fotografi professionisti, con punte (per fortuna) di eccellenza. Al tempo stesso, vedo sempre più persone che fanno senza alcuna pretesa foto che sono spontanee e tecnicamente corrette (perché la tecnologia ha reso possibile questo Livello medio alto). E che sanno usare i mezzi, le emotività, i ritmi della comunicazione digitale. È il differenziale che ha avvicinato i due estremi. La paura è che i professionisti non se ne accorgono e rimangono ancorati a delle sicurezze qualitative che non sono sempre dei fatti…. Credimi, eccezioni escluse … Ovviamente

  16. I tuoi post Luca sono un appuntamento domenicale, da quando ti seguo, veramente atteso ed irrinunciabile. Questo di oggi, avendolo affrontato la scorsa settimana con alcuni colleghi, a Pordenone, mii stimola ad intervenire. Condivido che la preparazione, l’aggiornamento, la presentazione di lavori in una maniera nuova e per i nuovi mezzi, siano cose imprescindibili. Noto però che, almeno dalle mie parti, purtroppo il problema è soprattutto economico. La ricerca da parte dei committenti sposi non è più sulla qualità, sulle belle foto, sulla professionalità e comportamento del fotografo, ma solo al risparmio. Il prezzo e la quantità di omaggi accessori, sono l’unico metro di differenza nella scelta del soggetto che eseguirà il servizio. E non è una considerazione solo mia, che non ho nessuna velleità di essere tra i migliori, ma anche di fotografi molto bravi. Gli zii, i cugini, gli amici, tutti espertissimi che su FB si promuovono spudoratamente, senza che nessuno se ne preoccupi, sono, in un periodo come questo, un problema maggiore rispetto agli anni scorsi, dove il lavoro non mancava per nessuno e gli abusivi venivano anche tollerati. Ci sono senza dubbio migliaia di persone che fanno delle fotografie bellissime, ricercate ed espressive, sicuramente migliori di tanti noi Fotografi, come ci saranno moltissimi idraulici, meccanici, elettricisti, falegnami, cuochi, scrittori, migliori di quelli “professionali”, ma se si vuole proporsi a dei clienti, ritengo che la correttezza fiscale debba essere un pilastro. Altrimenti non si può puntare il dito sulla correttezza agli altri.
    p.s. Per Sandro: noi abbiamo già preso dei provvedimenti, contattami pure.
    Ciao Luca, ci vediamo il 9

  17. Concordo a pieno con quanto detto in questo post.

    Interessanti alcuni commenti, mentre altri ricadono sempre nel solito “foma mentis” che la colpa è degli abusivi.

    Aggiungerei tuttavia anche un altro aspetto; il fatto che ormai chiunque vuol fare il fotografo di professione si butta sui matrimoni perché è la strada più facile per portar a casa qualche soldo. Ogni volta che vai in un sito di un professionista o in un negozio di fotografia trovi solo foto di sposi e battesimi… quasi tutti pubblicizzati in stile “reportage”(un modo diverso per dire che fanno foto un po’ a tutto e tutti senza logica tralasciando il vero significato di “reportage”). Già da qui comprendo che molti fotografi di oggi non hanno ancora compreso le possibilità che il mercato offre e si focalizzano (o fossilizzano) sempre o principalmente sui matrimoni.

    Con l’occasione vorrei incentivare gli abusivi a mettersi in regola così si accorgerebbero che attualmente – grazie alle nuove normative sull’imprenditoria – è possibile aprire e mantenere una posizione fiscale a costi molto bassi (ve li ripagate con un servizio fotografico) così poi potete anche far tacere chi sa solo lamentarsi. Io, dopo l’ennesimo fotografo lamentoso che mi rompeva per quei due-tre lavoretti occasionali che facevo ogni anno, ho aperto p.iva come secondo lavoro e in questo modo, potendo anche propormi, ho pure portato via dei suoi clienti e non di certo per il prezzo visto che sono anche più caro (come secondo lavoro… o ci guadagno bene o posso anche rinunciare).

    1. Alessio, mi piacerebbe che qualcuno andasse dal tuo padrone di lavoro ad offrirsi a fare il tuo stesso lavoro e che tu fossi pagato a prestazione. Ci scommetto chi ti girerebbero eccome. Abbiate il coraggio di dare dignità al lavoro di fotografo licenziatevi e smettete di fare i parac… Voi con i matrimoni ci fate le ferie noi ci paghiamo le tasse.

  18. Bravo Alessio hai fatto bene ad aprire partita iva, però ora rinuncia all’altro lavoro e poi vediamao quanto tempo ci metti a mutarti in fotografo lamentoso.
    Non è lo zio Bob il problema, che secondo me le foto non le sa neanche fare poi così bene e se capita è l’eccezione che conferma la regola.
    Il problema e la logica del nuovo mercato e questa regola, che che se ne dica, e quella del prezzo; perchè pochi sono i clienti che sanno distinguere le foto “belle” da quelle “meno belle”.
    La maggioranza sono legati a regole e tradizioni di modelli irradicati per decenni e così spesso le nuove proposte che si fanno vengono scartate a priori.
    Inoltre i matrimoni in Italia calano di anno in anno a favore delle convivenze.
    In fine è vero che spesso in Italia chi decide di fare il fotografo, spesso e volentieri si butta sui matrimoni perchè rappresentano il mercato più a portata di mano (ma quali altri mercati ci sono in città come Pisa?), ma fare foto ad un matrimonio non è proprio così facile come può sembrare e la preparazione che occorre è molto maggiore di quella che appare a prima vista (il matrimonialista, nello stesso giorno, scatta foto di reportage, di ritratto, di paesaggio e a volte anche un po’ di still-life e tutto questo con una fretta dannata…)
    Chi facesse foto un po’ a caso, pubblicizzandole come reportage non durerebbe molto a lungo, malgrado la mancanza di cultura fotografica del cliente come già detto.
    Per fare un matrimonio non basta una giornata e un matrimonio non è una sola giornata ben pagata, ma molte giornate ormai poco pagate, una per parlare con gli sposi e convincerli a fissare, una per fare le foto, due o tre per fare la post-produzione, due o tre per impaginare l’album ed in conclusione se non ci sono altre varie ed eventuali si consegna….(quanto dovrebbe costare al netto di tutte le spese un reportage di matrimonio?).
    Notare bene che questo non è un lamento , ma un tentativo di analisi oggettiva.
    La logica ormai, almeno in provincia, è sopratutto quella del prezzo (l’anno passato due miei clienti hanno fissato con un altro perchè gli ha fatto 50 euro meno di me…).
    Se anche fai delle foto mai viste, la maggioranza della gente (che non ha soldi..crisi, etc.) va dal prezzo più basso, basta che si vede l’anello e un mezzo sorriso…
    Buon pranzo a tutti.

    P. S. Quanti sposi avete avuto che possedevano un iPad..?

    1. Riccardo : dov’eri quando abbiamo fatto il seminario sulla foto di matrimonio in collaborazione con Tau visual, parlando di nuovi media digitali? Avresti avuto la risposta al tuo ps, che segue un pensiero sbagliato nell’approccio,
      Completamente sbagliato. A volte uscire dal Guscio (anche delle lamentele) porta Risposte, forza, visione. Altrimenti non c’è futuro per nulla. Bisogna lavorare per superare i problemi, magari ascoltando le persone che propongono soluzioni. Ahhh, a
      Pisa ci sono molte soluzioni oltre al fare foto di matrimonio…. Tantissime….

      1. Quando avete fatto il seminario sulla foto di matrimonio ero a lavorare e non potevo venire.
        Essendo socio Tau però ho ascoltato la registrazione.
        Bello, ma non risolutivo.
        Belle proposte e nel mio piccolo le ho provate, ma abbiamo venduto solo le vecchie.
        Lo so che ci sono altre cose a Pisa oltre alle foto di matrimonio, difatti io mi occupo anche di danza, ritratto, eventi, foto di interni, etc. ma anche questi settori non sono certo redditizi come in passato….perciò perdere i matrimoni per 50 euro di sconto, oppure a causa di un “sottoboschista” non fa certo piacere e né passa come una cosa inosservata, ormai ha un grosso peso nell’ambito di una stagione.
        Io non mi lamento, ho sempre pensato e ancora penso che questo è il lavoro più bello del mondo, ma proprio per questo mi in….. quando lo vedo rovinare…..
        Allora ecco quale potrebbe essere la soluzione, forse, per quanto riguarda i matrimoni:
        instutuire una scaletta di prezzi minima a cui tutti i professionisti (come già in altri ambiti professionali) devono attenersi, di modo che sia la qualità, l’originalità e quant’altro a fare il mercato.
        Per l’abusivismo invece non c’è soluzione……..
        Buon lavoro a tutti.

        1. Seminario visto in video o solo ascoltato? Bisognava vederlo per capire le potenzialità di cui parlavamo.
          Cosa hai proposto ? Un album fatto da te su iPad come esempio da capire ed apprezzare? Come lo hai realizzato? Con quali effetti e qualità ? Su un iPad o a parole ? Una strategia di marketing ai costruisce sul valore, facendo capire e facendo innamorare le persone. Lo hai fatto? Quanto ci credevi in quello che proponevi? Quanto hai approfodito culturalmente e creativamente l’idea di un album su ipad? Se non hai fatto queste cose, come fai a dire che “non funzionano”? Le cose non funzionano in automatico ma lavorandoci tanto e dedicandoci studio e passione. Chi ci crede sta facendo prodotti che nessun “abusivo” può fare o si sogna di fare….

  19. Il problema secondo me sta sia nella qualità delle immagini che nell’ “immagine” stessa che si da di se.
    A partire dal sito.
    Vedo siti con banner pubblicitari con prezzi bassissimi da discount.

    Il fotografi abusivi ci sono sempre stati, il problema non è della fotografia ma di qualsiasi altro mercato.

    Capisco che il mercato è contratto, ma non credo ci si sposi di meno, io verifico che piuttosto ci si sposa più tardi.
    E più tardi ci si sposa più soldi gli sposi hanno a disposizione.
    Il target dei clienti è cambiato, ormai è sui 35-40 anni, quando la carriera è spesso stabile e le disponibilità economiche sono maggiori.

    Quindi “vendersi” con prezzi da discount fa semplicemente mancare l’ obiettivo.

    Chi cerca un matrimonio da 500€ è disposto tranquillamente a risparmiarli ed affidarsi allo zio o al cugino.
    Perchè delle foto non gliene frega niente.
    Paghereste voi una cena di sushi 10€ tutto compreso ?
    Sarebbe per lo meno rischioso.

    Chi vuole la qualità, sa riconoscere la mano dell’ improvvisato ed è disposto a pagarla.

    Bisogna offrirgliela nel modo giusto però.

    Secondo me si devono studiare nuove techiche, capire di SEO, Tag, Social, FB, Twitter e Youtube.
    Banalità ? Continuo…
    Conoscere l’ inglese, non sapete quante coppie vengono sui laghi di Como dall’ estero ed hanno difficoltà a trovare fotografi che parlino un minimo di inglese….

    Un solo spunto, sapete qual’è il secondo motore di ricerca su internet ?

    Youtube (il primo è Google)

    E come mai non è innondato di video di matrimonio ben taggati ed indicizzati in Italia ?

    Le vecchie logiche dove facevi la gavetta, aprivi uno studio e poi la “vetrina” ti pemetteva di “vivere” sono finite.

    Dobbiamo aggiornarci, guardare avanti, ma non solo all’ ultimo gadget ma sopratutto nella comunicazione.
    Andiamo a riguardare i nostri lavori di 5 anni fa e quelli di oggi… se non sono cambiati preoccupiamoci.

    Oggi c’è tutto a disposizione proprio nella finestra che state guardando ed è pure poco costoso.

    Esempi ?
    – Questo sito
    – CreativeLive.com
    – Youtube.com
    – I blog dei vostri fotografi preferiti

    Chi si ferma è perduto!

    scusate lo sfogo… ma le lamentele fanno piccola l’ Italia.

    1. Matteo, questi sono i fatti, bravo. E i fatti sono che qui si fa tanta polemica, ma il 9 novembre quando parleremo proprio di queste cose, c’è una sala piena di tanti professionisti, ma quasi nessun fotografo di matrimonio. Fare, investire, credere nella propria forza sembra non far parte di questo settore. A noi va bene lo stesso, ma ci spiace che sia così difficile aiutare questa categoria. Ma siamo tosti e insistiamo, perché amiamo questo mondo e quindi facciamo di tutto per dare una mano

  20. Riccardo.
    Comprendo la tua frustrazione, ma non la condivido.

    Se un fotografo, ma può essere un qualsiasi professionista, anche un idraulico, non riesce a far funzionare la sua attività deve prima di tutto dare la colpa a se stesso e alla sua incapacità. Non è nulla di trascendentale, ma semplicemente la normalità.

    Il fatto che tu venga a dirmi cosa dovrei fare io per trovarti nella tua situazione onestamente lo trovo una caduta di stile; forse proprio perché non faccio quello che fai tu non rientro tra quelli “lamentosi”. Ma lo stesso potrebbero dire tutti quei fotografi che invece si ritrovano l’attività che funziona bene; e credimi che ne conosco di tuoi colleghi che hanno l’attività di fotografia di matrimonio che viaggia come un treno nonostante i prezzi sopra la media.

    Quanto al suggerimento di smettere con l’altro ammetto che da mesi mi alletta questa cosa…. in fondo se riesco quasi a portar a casa uno stipendio aggiuntivo facendo il fotografo 2 giorni la settimana nei weekend o perdendo qualche ora la sera, figuriamoci poterlo fare 12 ore al giorno.

    Ciao e buona luce! :D

  21. Mi spiace che una provocazione venga presa così male da Alessio…mi perdoni allora, era solo una battuta.
    Peraltro non ho detto mai, ne che io vado male, ne che altri vanno bene, era solo un discorso in generale, un esempio per ragionare sulla situazione contingente di un mercato, peraltro ancora a parer mio, diverso da regione a regione, ma comunque aimè malato.
    Certo che grandi sono le nostre responsabilità, e questo lo dissi subito nel mio primo intervento (citando il Manzoni con l’esempio dei tre capponi..), ma non si può far finta di non vedere anche quello che viene dall’esterno e non dipende da noi.
    Comunque caro Alessio mi coplimento con te che riesci a guadagnare così tanto lavorando solo 2 giorni a settimana e poco più; spiegaci magari poi come si fa perchè in Toscana i colleghi che conosco non ci riescono.
    Buon lavoro a tutti!

    1. Ecco mi associo volentieri al commento e replica di Riccardo Guidi …scusaci allora Alessio ma allora o noi in Toscana siamo dei poveri imbecilli e disillusi perchè ce lo devi davvero spiegare come fai tu se impieghi solo due giorni la settimana in questo lavoro a produrre mirabolanti risultati ,a contattare Aziende,a esprimere consulenze e poi fare anche i servizi postprodurli consegnarli e farti pagare..e anche bene da quello che dici …non vorrei che il tuo fosse un fuoco di paglia ..di chi pensa che se in due giorni faccio 2000 Euro in 7 ne faro’ 7000 non è proprio così e comunque se uno ci crede beh allora davvero abbi il coraggio di lasciare l’altro lavoro che a quanto pare ti permette anche una tranquillità psicologica che non è poco e vieni di qua dalla barricata a pagare i tuoi contriubti fissi che voglio ricordare sono 4000 Euro l’anno che tu fatturi o no, pensa agli studi di settore, pensa a tutto questo e rivediamoci tra un anno quando dovrai spiegare al Fisco e al Sig Monti come mai “Lei fa questo mestiere e nel 2012 non ha fatturato almeno 50000 euro?? Beh ma non importa che ce lo spieghi l’importante è che ci versi i tributi anche su quello che non ha guadagnato” …ecco è questa la verità di chi sta di qua dalla barricata e credo che poi tutti gli spiriti creativi si affievoliscano .

      1. Vi ho lasciati sfogare, penso che la discussione sia la più evoluta che io abbia visto e sentito in tanti anni, e questo grazie anche all’intervento di uno (Alessio) che ha accettato di diventare il caprio espiatorio. Il “nemico”, torno a dire, non è Alessio, ma le mancanze strutturali della professione dei fotografi italiani.

        Ogni discorso che non prende in considerazione che:

        1) i fotografi italiani propongono una qualità molto bassa in media (eccezioni escluse: dobbiamo mettere i voti? Se volete chiamo 10 esperti di immagine e possiamo farlo, ma poi chi è stato “bocciato” cosa fa: torna a scuola?

        2) i fotografi italiani non sanno fare marketing, non si sanno promuovere, non si sanno vendere. Se qualcuno si propone senza esperienza e vi ruba il lavoro di chi è colpa? Certo, del prezzo…. Ma la battaglia del prezzo si combatte in tanti modi. In un momento di crisi, Apple ha proposto un iPad mini che costa il doppio quasi della concorrenza. Vedrete che sarà il tablet più venduto al mondo, e questo è marketing.

        3) i fotografi si difendono motivando se stessi sul fatto che il lavoro gli viene “rubato” da chi fa pagare meno. Quanto “vale” un matrimonio come lavoro? Il conto è sbagliato se non si fa un riferimento alle ore lavoro/mese o anno. Un professionista mediamente in Italia chiede da 50 a 150 euro all’ora, quanto fate pagare all’ora? La differenza tra uno che si fa pagare 50 o 150 dipende dalla sua qualità di competenza o dalla sua credibilità professionale, certificata da specifiche garanzie. Perché quella dei fotografi dovrebbe essere un’eccezione? Dove sono le garanzie offerte se non qualche foto (che magari non vengono percepite come di qualità per carenza culturale dei clienti o per effettiva mancanza di qualità)? È poi…. Quante ore lavorate e vi fate pagare in un mese? Il fulcro è il fatturato e l’utile, non il costo singolo. Chi fa 20 lavori al mese può far pagare meno rispetto a chi ne fa uno. Chi ne fa 20 può dare un prodotto di qualità media, chi ne fa uno deve dare eccellenza assoluta. Chi è in grado di darla davvero?

        4) chi accetta di sentirsi perso in questa competizione, deve trovare una strada: volete trovarla o vi accontentate di piangere? Noi stiamo lavorando sul futuro, con determinazione e vogliamo portarci dietro persone che vogliono combattere, e vincere. Ma devono essere persone che ci credono, che hanno umiltà che li deve portare a crescere e non a stare fermi, che vogliono studiare marketing e strategie di vendita, e che capiscano che il peggior nemico di noi stessi siamo noi.

        5) torno a dire ed è l’ultima volta (e cercate di capire che non è per nostro fine commerciale) che il 9 facciamo un camp importante, e chi se lo perde si perde qualcosa di molto utile per capire alcuni (non tutti) i meccanismi. Decidete oggi cosa volete essere domani….

  22. Riccardo. Non c’è bisogno di scusarsi di nulla. Tramite testi è sempre difficile far capire i toni. Avevo inteso che la tua era una provocazione e allo stesso modo ho agito io.
    Pertanto da parte mia, e presumo anche da parte tua, credo non ci sia mai stata la volotà di offendere nessuno.

    Chiarito questo.

    Io sto avendo ottimi risultati nell’attività che, come avevo detto fin dall’inzio, non è fossilizzata sui matrimoni.
    Ad essere sincero proprio non ne faccio di matrimoni perchè ritengo di non esserne all’altezza al confronto dei colleghi di cui ti dicevo.

    Tanto per dirne alcune:
    Riscontro ottimi riscontri a lavorare ad esempio per le aziende con le quali collaboro per la creazione del cataloghi prodotti (dalla fotografia degli showroom all’ottimizzazione per il web e social network del materiale e spesso anche gestendo la relizzazione stessa del loro catalogo).
    Le aziende non se ne fanno nulla del fotografo che fa il servizio e consegna le foto su un CD/DVD… hanno bisogno della consulenza completa per la finialità d’uso stessa delle foto.

    Ottimo riscontro ce l’ho pure sul lato corsi dove da qualche anno collaboro con un professionista che per 8 ore al giorno non fa altro che gestire la promozione, iscrizioni e la logistica permettendomi di coprire tutta la provincia e fornire non solo il ritrito “corso base di fotografia”, ma offrire anche corsi avanzati, di postproduzione, foto in studio ecc… I profitti sono minori, ma costanti, e io ho il tempo di far altro.

    Risultati incoraggianti li sto avendo anche con le agenzie….. però qui c’è il collo della bottiglia del tempo che mi manca per via del primo lavoro che mi occupa 10 ore al giorno.

    Ciao

    1. alessio, una domanda.
      ma dove trovi il tempo per lavorarti le foto, pensare a strategie di marketing, procacciare clintela.
      le tue giornate durano 48 ore? no perche’, con un secondo lavoro veramente non so come fai.
      come fai?
      le mie giornate durano 24 ore, sono una dormigliona, ma quando mi sveglio non smetto finche’ vado a dormire, totalizzante questo lavoro.
      dopo che torni a casa dal tuo primo lavoro.hai ancora voglia di metterti li a lavorare, veramente complimenti.

  23. Devo dire che solo leggendo tutti i commenti di questo SJ ritengo di aver fatto un po di formazione questa settimana. Ahimè il 9 novembre non posso essere presente ma attenderò il materiale su JP.
    Il mio parere è racchiuso un pò in tutti i commenti; l’abusivismo in una piazza come Napoli non è paragonabile in nessun’altra piazza. La capacità di scelta dei clienti è si influenzata dal prezzo ma io ne conosco di colleghi che propongono matrimoni a 1500€ e non se la passano meglio di me. E’ vero che molti sposi, almeno da queste parti, sono bombardati di proposte di tutti i tipi e di tutti i gusti ed è davvero difficile ritagliarsi un pò di spazio “decente” dove proporre le propre idee,(ecco l’importanza del marketing(di nuovo ahimè per il 9)).
    Alla fine Luca centra sempre l’obbiettivo, una discussione animata, varia e costruttiva. Diamoci le risposte alle domande che ha posto Luca nella replica al primo commento di Riccardo e troveremo la luce giusta.
    Buon Lavoro a tutti!

    1. Ciao Roberto,
      Per “chi è lontano” abbiamo da tempo sviluppato la proposta di JumperPremium, che permette di fruire a distanza tutti i contenuti dei camp che facciamo a Milano, oltre ad altri argomenti approfonditi.

      Abbiamo anche una modalità chiamata “Rent-a-Camp”: ti metti d’accordo un alcuni tuoi colleghi della zona, trovate una sede con il numero sufficiente di seggioline e… Si organizza.

      Infine, se ti serve una consulenza personalizzata, possiamo farla per mail, su Skype o con altri mezzi che per fortuna la tecnologia digitale ci offre, oggigiorno. Come vedi, le strade sono tante, anche se siamo “lontani”… Basta essere vicini con il pensiero e con la visione.

      Luca

  24. Il problema non sono i vari zii Bob perche’ ci sono sempre stati, prima il lavoro c’era per tutti,il problema e’ che le tasse sono aumentate la gente che deve sposarsi hanno pochi soldi quindi lavoro diminuito e tutti questi zii Bob ovviamente tolgono una buona fetta di quel poco che e’ rimasto,a loro si sono aggiunti anche i vari fotografi che hanno chiuso la propria attivita’ per i problemi che ho elencato sopra che ovviamente possono abbassare i prezzi visto che non hanno le stesse spese che puo’ avere un fotografo in attivita’ .
    Io personalmente insieme a tanti fotografi della zona abbiamo fatto un corso nella curia vescovile per ottenere un tesserino per poter esercitare il nostro lavoro in chiesa e cosi eliminare i tanti zii Bob (la maggior parte non sanno come comportarsi in chiesa) , ma tuttora dopo diversi anni non e’ cambiato niente e i preti non mi hanno mai chiesto il tesserino
    Considerazione finale…posso diventare tranquilamente uno zio Bob ???
    Saluti

    1. zio Bob o non zio Bob, una cosa è certa, la fotografia NON E’ FINITA e chi si lamenta, chi chiude uno studio per colpa dello zio Bob o del cinese, NON SI E’ AGGIORNATO. chiude il fotografo che ha smesso di fotografare per se stesso, che non si aggiorna non nell’informatica o nella manipolazione di fotografie al computer, ma bensì NELLA COMUNICAZIONE FOTOGRAFICA. le fotografie “classiche” ci sono ancora negli album, ancora piacciono, anzi se una coppia di sposi guarda una stampa a contatto dei primi del 900 se ne innamora…e quelle erano pose standard…tutte uguali. quialcuno sa spiegarmi il perchè? non è per caso che ogni amatore oggi si sente un fotografo? il matrimonialista, oltre ad essere un fotografo e una persona che sa stare in mezzo alla gente, che deve parer di famiglia in alcuni momenti e estraneo in altri…TUTTO IN UNA GIORNATA. quante persone con reflex aggiornatissime e mega mec a casa hanno tenuto un flash in mano dietro un vecchio matrimonialista? quanti hanno imparato a memoria i menu’ de ristoranti di zona? quanti hanno spiato un fotografo mentre lavora ad un matrimonio?
      io, dopo vent’anni di attività (ho 37 anni) continuo a studiare l’evoluzione delle immagini, del linguaggio fotografico, continuo a presentarmi come un abito su misura per le coppie che mi comissionano il loro lavoro…CONTINUO AD ASCOLTARE, ma non faccio sconti. il mio servizio si paga e anche caro. non sono meglio degli altri, ma sono convinto che la qualità e la professionalità ripaga sempre, e questo la gente lo sa, lo percepisce. piuttosto direi a tutti i “fotografi” matrimonialisti a basso costo, di contribuire a far si che la fotografia (che dite di amare) mantenga la propria dignità di arte e quindi TORNATE A FARE GLI OPERATORI, AD AIUTARE UN AUTORE A REALIZZARE UN SERVIZIO DI MATRIMONIO, tanto guadagnerete le stesse cifre, PIUTTOSTO CHE SPEZZARGLI LE GAMBE CON UNA CONCORRENZA A RIBASSO E TIRARE AFFINCHE’ CHIUDA IL SUO STUDIO, tanto di questo passo chiuderete anche il vostro (se ce lo avete…).

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