Orientamenti per fotografi nel 2019: le 4 aree consigliate da Jumper

Progetti per fotografi 2019 Jumper

Stoica Ionela

La partenza di un anno è, inevitabilmente, occasione per guardare con una prospettiva costruttiva, si fanno ipotesi e ci si orienta attraverso buone (o cattive) intenzioni. Per quello che riguarda questo spazio, un po’ alternativo, che ha un suo pubblico molto selezionato – nel senso che siamo i primi a selezionare e a cercare di essere adeguati ad un pubblico ”ridotto” perché probabilmente il nostro modo di interpretare mestiere, professione ed evoluzione del mercato non è condivisibile da tutti – abbiamo fatto delle riflessioni che ci porteranno nel 2019 a fare delle modifiche (evoluzioni) nel nostro modo di comunicare. Ci sono tendenze che percepiamo e che prima di comunicare verso l’esterno tramite questo luogo di incontro, le sperimentiamo sulla nostra pelle, sulla nostra esperienza diretta. Da sempre abbiamo istituito e sfruttato il nostro laboratorio di ricerca e sviluppo interno che studia, poi mette in pratica, applica idee, ne verifica le criticità, e poi le allarga ai nostri clienti perché quello che ci chiedono è sempre innovazione, e poi lo inseriamo nei progetti di formazione e di informazione. Ecco quindi un po’ di stimoli, valutate se li considerate interessanti; se è così è probabile che questo anno avremo molte cose da condividere e fare insieme.

1) Voice over… la voce attorno a noi

In un’era dominata dalle immagini, in cui gli occhi sono coinvolti con ritmi sempre più frenetici, dobbiamo decidere se essere così forti (e se ne siamo in grado) per rubare gli sguardi con immagini sempre più di impatto, oppure se spostare il nostro “comunicare” anche verso altri sensi. La nuova frontiera (nuova per modo di dire… ) è la voce. Lo sanno bene le aziende tecnologiche che si stanno combattendo la vera guerra sul piano degli assistenti vocali: Google, Amazon, Apple, Facebook ci stanno assorbendo proponendoci interfacce “handoff”, senza mani, ma in realtà anche senza occhi. Questo Natale, uno dei regali più gettonati è stata Alexa, l’assistente di Amazon, ma anche Google Home. Apple non ha ancora commercializzato in Italia il suo HomePod, che però ha finalità per ora più “sonore”, per chi vuole spingere il mondo dell’integrazione Apple/Siri con un sistema audio di alto livello per ora può ricadere su Sonos, che però si limita a comandare, via Siri, solo Apple Music, quindi di fatto non è un vero assistente vocale. Il grande passo di evoluzione del “comandare” e interagire con la voce sta cambiando il nostro vivere attorno a delle macchine, allargandone la loro presenza tramite l’ecosistema della domotica (la casa intelligente, dove tutto è connesso e comandato digitalmente), della mobilità (automobili con sistemi di autoguida), della realtà aumentata (interazioni digitali in un mondo “fisico”), dell’acquisto (i pagamenti controllati dalla voce, per esempio come quello che sta sperimentando Google negli USA) ma tutti: Facebook, Apple con Apple Cash hanno sviluppato progetti analoghi, che forse richiederanno ancora un po’ di tempo per arrivare in Italia… ci arriveranno).

Ma la voce non è fondamentale solo per questa “piccola rivoluzione”, ma anche per la comunicazione, che è ovviamente un campo che ci vede tutti noi di questo “ambiente” coinvolti direttamente dal punto di vista professionale e non solo da quello di “cittadini” del mondo digitale. La grande crescita del fenomeno dei podcast è ormai evidente: le persone hanno più tempo per ascoltare che non per vedere, e nel “vedere” c’è anche la fase del leggere. Proprio per questo – questo è un annuncio ufficiale – il Sunday Jumper avrà un proprio Podcast a breve. Presto vi spiegheremo come poterlo seguire e quali saranno i contenuti che proporremo. Prima grande novità ;-)

2) Se non sarà interattivo, sarà “rotto”

Guardate un bambino davanti ad una stampa, istintivamente avrà voglia di cliccare per ottenere da quel foglio qualche reazione, e se questa reazione non ci sarà (inevitabilmente) ne rimarrà deluso. Questo succederà a tutti: se non otteniamo dei feedback da qualsiasi cosa, ci sembrerà “malfunzionante”. In questi giorni, la puntata Bandersnatch di Black Mirror su Netflix ha riaperto il dialogo sullo storytelling che permette agli utenti di scegliere percorsi e finali “personalizzati”. Di questo, forse qualcuno se lo ricorderà, abbiamo parlato almeno due anni fa, proponendo soluzioni che funzionano perfettamente per questo linguaggio e che chiunque può proporre (magari anche per logiche meno “complesse” ma funzionali – da una narrazione per raccontare in modo originale un matrimonio, oppure per proporre percorsi interattivi per un evento, una installazione o un sito web).

Anche le immagini, e non solo le “storie lunghe” saranno sempre più interattive, richiederanno una partecipazione degli utenti che amano diventare “attivisti”: ci stiamo allontanando dalla logica Couch Potato (delle “Patate sedute sul divano” che consumano passivamente trasmissioni televisive), ma vogliono fare scelte, percorsi personali, “dire la propria opinione”.

Su questo faremo, nello specifico, un Jumper Camp evoluto che aggiornerà e potenzia quanto spiegato/insegnato parecchio tempo fa, dove scenderemo nel pratico proponendo idee da vendere che richiamano questa idea che, siamo sicuri, sarà sulla bocca di tutti per questo 2019.

3) Benvenuti nell’era dell’OnLIFE

Una volta c’era la vita “vera”, quella che si basava sulle persone che si incontravano “sul serio”, sui negozi dove ci recavamo per comprare il prosciutto o le scarpe, dove “essere amici” voleva dire qualcosa di profondo. Poi è arrivato il mondo “online” dove tutto si è spostato verso una dimensione “virtuale”, e per un certo periodo molti si sono convinti che questa cosa potesse riguardare solo le nuove generazioni, abituate prima al computer e poi agli smartphone e ai tablet. Ora, che tutti – dai i millennial (che nel frattempo sono arrivati ai 34 anni), alla generazione X (di età compresa tra i 34 e i 54 anni) ma anche ai baby boomer (della fascia di età 55-64) e persino quelli che sono definiti Silver Surfer, prendendo in prestito il mitico eroe della Marvel, che hanno più di 65 anni – usano almeno lo smartphone e di sicuro sono quindi “connessi”, che senso ha parlare di una separazione online e offline? E’ come parlare di “fotografia digitale”, in un mondo in cui tutta la fotografia è digitale, ha senso parlare di fotografia e basta (chiaro che le tendenze “vintage” di usare “l’analogico” sono eccezioni che portano a definire quello che non è standard, e non viceversa: è l’uso della pellicola che porta a doverla inquadrare come specializzazione, non la fotografia a doversi definire “digitale”).

Per questo, si è iniziato a parlare di OnLife – contrazione delle parole online e offline – che prevede che gli esseri umani sono analogici, vivono “fisicamente” e quindi la vita è “fisica”, ma la loro presenza è sempre più un mix tra percorsi che si intrecciano con il digitale, con “l’online”. Nessun modello di business davvero funzionale e promettente fa uso solo di una delle due aree, perché non è possibile più pensarle separate. Anche i giganti dell’online lo hanno capito e lo stanno cavalcando. Da Amazon che aprirà nei prossimi anni oltre 3000 punti vendita fisici, ne abbiamo parlato qui, ma non solo, lo sapevate che Facebook ha realizzato, in Inghilterra, una bellissima rivista su carta? E che dire degli investimenti che tutti i grandi brand stanno facendo nei nuovi punti vendita, creando spazi sempre più da “vivere” fisicamente, per poi lasciare anche la possibilità di acquistare online per riceverle comodamente a casa, oppure – altra esperienza graditissima – di poter uscire con i propri prodotti acquistati “senza pagare”, perché i prodotti avranno sistemi che automaticamente si andranno ad interfacciare con i nostri sistemi di pagamento, i wallet che ormai ci consentono di comprare senza procedure, senza code, senza disagi e con una libertà che ovviamente ci porta… a consumare e ad acquistare di più.

Come potranno i professionisti dell’immagine intercettare tutto questo? Con grandissime potenzialità da sviluppare, purché si faccia chiarezza su quello che di pratico bisogna sviluppare. L’immagine, nella vita fisica e nelle interazioni con il mondo online, in tutti i ponti che esistono e sono alla portata di tutti. Stiamo lavorando su progetti che prevedono interazioni digitali incredibili e ve ne daremo un riscontro a breve. Immagini che parlano, che portano verso il mondo digitale dal “mondo fisico” saranno armi potenti, purché il produttore di immagini capisca che deve offrire un pacchetto completo e non solo “gli ingredienti”, ovvero le immagini, che pur fondamentali, saranno un elemento del processo, e il mestiere di chi comunica sarà sempre più quello di fornire percorsi e soluzioni, e non fermarsi agli ingredienti di base. (Ti stimolano le innovazioni dell’immagine e della fotografia con il mondo “ONLIFE”?, mandaci una mail che capiremo che sei dei nostri…)

4) Intelligenza vera

Ultimo punto, siamo felici che sempre più ci sia una visione collettiva che si focalizza sull’intelligenza. Che poi sia un percorso che mette in luce le evoluzioni dell’IA, ovvero dell’intelligenza artificiale, poco importa: parlare, in generale, di Intelligenza è una bella prospettiva.

Capire quali sono i nostri ruoli in un mondo in cui rischiamo di essere la categoria meno “Intelligente” e anche quella che però richiederà più attenzione e più soldi ai clienti, è fondamentale, ma anche capire cosa si intende per “Intelligenza”, ora e nel prossimo futuro. Forse è bene iniziare a chiarirsi le idee… per esempio si può seguire un corso online (gratis, ma in inglese, oppure in finlandese …), eccolo qua. Non è un caso che sia “anche” in finlandese, perché ovviamente è prodotto in Finlandia, che è – forse non lo sapete – il primo Paese europeo a proporre una strategia nazionale sull’AI , per aggiornare le competenze di circa 1/5 della popolazione (ok, in Finlandia non ci sono molti abitanti, ma sempre 1 milione su circa 5,5 milioni) perché hanno capito che specialmente le piccole e medie aziende subiranno vere trasformazioni a causa di questa innovazione (Trasformazione = crisi, ma anche opportunità).

Amiamo e troviamo incredibilmente sexy l’intelligenza, e vogliamo lavorare per potenziarla all’interno del nostro mondo, si può trasmettere molta intelligenza (umana o artificiale) grazie all’immagine e l’immagine può e deve essere creata e governata da molta intelligenza (anche qui, umana o artificiale). Altro proposito, altro progetto.

Ma forse tutti questi non sono progetti e pensieri isolati. Ci piace pensare che tutto sia lo stesso progetto, la stessa missione, lo stesso obiettivo, la stessa arma. Che ci ridefinisce, ci ricostruisce, ci differenzia. Jumper, e la sua comunità (perché di fatto, anche se non la definiamo tale, non ne abbiamo bisogno: lo siamo, concretamente) ha un ruolo, lo ha sempre avuto, e al primo punto c’è quello di individuare ed orientare le evoluzioni, i cambiamenti, propagare la cultura che è sempre in evoluzione. E quindi, con i cambiamenti, mutiamo, a volte perdendo qualcuno per strada, ma spesso trovando nuove persone e accompagnando – e facendoci accompagnare – da quelli che desiderano seguire la stessa strada.

Tanto lavoro da fare… come sempre e … per fortuna.

Facci sentire la tua opinione, condividi questi pensieri che serve far crescere questa comunità, serve aria nuova e voglia di fare… Insieme.

Buon 2019.