Martina Colombari - Foto di Fabrizio Ferri -Courtesy Max Italia

(foto Fabrizio Ferri – Courtesy Max Italia)

A volte passo del tempo (che non ho) su alcuni forum che parlano di fotografia. Anzi… che parlano di macchine fotografiche, non di fotografie. Appassionati (e anche professionisti) che discutono animatamente sulle prestazioni di un apparecchio, rispetto all’altro. Si litiga tra nikoniani e canonisti, e, all’interno di queste macrocategorie, tra chi dichiara che l’unica macchina giusta è la D3, altri che dicono che è stupido chi compra la D3 visto che c’è la D300 o la D700 che “costano meno e sono altrettanto fighe”. Dall’altra parte, chi dichiara che la 5D Mark II è tutto quello che serve nella vita, e chi invece dice che è stupido chi la compra, che al mondo esiste solo la 1Ds Mark III, chi difende il fullframe come “unica scelta per chi ci capisce di fotografia”. 

Avrei voluto parlare di Obama, questa domenica: era un tema interessante, abbastanza profondo, e specialmente non aveva a che fare con la politica, si parlava di immagine (come è comune in questa sede). Ma, invece, sono qui a raccontare di qualcosa che ci porta dieci passi indietro pur di poterne fare uno in avanti. Dieci passi fa, io ero un giovane che “da grande voleva fare il fotografo”, che studiava fotografia in una di quelle scuole prestigiose, erano gli anni ’80 e per me esistevano due miti: Giovanni Gastel e Fabrizio Ferri. Sapevo poco, all’epoca (non che io sappia molto, adesso), ma amavo Gastel per l’uso del banco ottico nella moda, la Polaroid 20×25 come materiale definitivo, i flash Elinchrom di elevatissima potenza (quelli che il mio portafoglio non poteva permettersi). E amavo Ferri, perché usava gli studi daylight, e quella luce era meravigliosa, ancora più inavvicinabile dei flash Elinchrom… perché gli studi daylight erano pura fantasia, per me.

Gastel mi è capitato di seguirlo meno, negli anni… la mia strada è stata diversa, mi sono allontanato da alcuni mondi, ed avvicinato ad altri. Fabrizio Ferri, invece, mi è capitato di incontrarlo diverse volte, ho anche fatto una lezione di fotografia digitale presso la sua scuola (e, lui non lo sa, per l’onore non gli ho mai nemmeno conteggiato le ore del mio lavoro: allora era anche ancora il periodo dell’entusiasmo, e si facevano le cose per passione). Ma, specialmente, ho seguito a distanza la sua evoluzione digitale: conosco bene – e lui nemmeno forse lo ricorda, perché sono un osservatore che spesso non si butta nella mischia e non si fa fotografare nel gruppo, per dire “c’ero anch’io” – il suo percorso. Un suo libro, Aria (che ha segnato l’incontro tra il grande fotografo Ferri, Fabrizio e la grande ballerina Ferri, Alessandra) è stato un momento di storia, perché è stato il primo, o uno dei primi, ad essere realizzato con tecnica di ripresa digitale. All’epoca, un dorso digitale Dicomed Big Shot. La troupe a supporto è stata scelta tra chi era più preparato e competente, e i problemi per scattare in esterni a Pantelleria erano tantissimi.

Sono passati dieci/undici anni, da quel libro. E l’evoluzione non richiede certo di essere rimarcata e raccontata: è storia che tutti conoscono. Sta di fatto, però, che fa impressione vedere che oggi Fabrizio Ferri sta lavorando con una compatta digitale, una Canon G9, quasi un giocattolino (che in altre occasioni abbiamo segnalato come un vero e proprio gioiello) con la quale si stanno facendo servizi di pregio, addirittura copertine o calendari (quello di Max, protagonista Lola Ponce, in edicola in questo periodo, è scattato con la G9 e anche il servizio a Martina Colombari di cui proponiamo un’immagine in questo SJ). Ferri dice di avere scoperto questa macchina che gli consente di essere “solo” con la modella, trova eccezionale la resa di questa macchina, i file che produce non li ritocca (se non in via eccezionale), scatta in Raw, i risultati sono quelli che si possono vedere sulle riviste patinate.

In dieci anni, siamo passati da sistemi dal costo di un centinaio di milioni, gestiti da una troupe di persone, ad una compatta che sta in tasca, che fa sorridere modelle e attrici riprese, che costa poche centinaia di euro. Il mondo in effetti non è così cambiato, ancora oggi servono sistemi costosi, macchine professionali, ottiche prestigiose, investimenti concreti; sarebbe stupido dire il contrario. Ma, al tempo stesso, si può dire che la produzione professionale e di pregio ha ancora solo un punto di riferimento: la professionalità, la capacità artistica, la sensibilità. Se è vero che un “nome sacro” come Fabrizio Ferri può permettersi libertà che altri non potrebbero permettersi, è anche vero e sacrosanto che i risultati ci sono, e questo ci deve permetterci di andare oltre, di superare gli atteggiamenti che mettono davanti a tutto tecnica e apparecchi.

In questi anni abbiamo perso molto, in fotografia. Ci siamo affidati a qualcosa che non conoscevamo, che non dominavamo, abbiamo voluto stupire, più che emozionare. Abbiamo investito in pixel, invece che in cultura. In processori, invece che in sensibilità. In funzionalità invece che in tempo per capire, per scoprire, per amare. Se oggi possiamo anche – non solo… ma anche – scattare con qualcosa che è poco più di un giocattolo (che giocattolo non è… ogni giorno che la uso ne sono più innamorato: da quando la uso con un fantastico mirino Zorki, ancor di più), allora dobbiamo finalmente superare questa era di transizione, dove il tecnicismo era la parola d’ordine, dove ogni macchina che usciva doveva sostituire la precedente perché la differenza qualitativa era tale da non reggere il confronto. 

Oggi, possiamo cambiare fotocamera quando ci farà comodo, quando troveremo ingredienti creativi che aggiungeranno valore alle nostre foto (o ai nostri video, una delle novità è proprio quella  della possibilità di realizzare eccezionali video con le reflex di nuova generazione), e non per un’esigenza assoluta. Forse ne compreremo anche di più, ma lo faremo con coscienza, non con la frenesia della necessità di innovazione. Torneremo a valutare l’immagine, senza preoccuparci della sua costruzione tecnica. Saremo forse più rilassati, perché sapremo di non avere più limiti, solo quelli che abbiamo sempre avuto, che stanno dentro di noi (professionali, artisti, creativi).  La fotografia non è mai stata legata al “manico”, ma ora questo potrà essere più evidente. La discussione da bar possiamo lasciarla agli appassionati di fotocamere, sui forum, tra noi possiamo ricominciare a parlare di fotografia. Era ora, no?

di Luca Pianigiani

83 responses

  1. Sono completamente d’accordo.
    Li mio modo di fotografare è di natura istintivo e quindi una volta che ho acquisito la tecnica sufficiente per utilizzare al meglio l’atrezzatura dimentico il mezzo e quasi come un prolungamento del corpo uso la fotocamera…la mia G9 che devo dire funziona bene, devo ancora imparare a tener tra le mani una camera così piccola e leggera. Mi sembra anche che il sensore sia inferiore allo standard canon (effettivamente 380,00 €.) , ma giustamente nessuna tecnica vale di più se con le immagini abbiamo cose da dire.

  2. Sono completamente d’accordo.
    Li mio modo di fotografare è di natura istintivo e quindi una volta che ho acquisito la tecnica sufficiente per utilizzare al meglio l’atrezzatura dimentico il mezzo e quasi come un prolungamento del corpo uso la fotocamera…la mia G9 che devo dire funziona bene, devo ancora imparare a tener tra le mani una camera così piccola e leggera. Mi sembra anche che il sensore sia inferiore allo standard canon (effettivamente 380,00 €.) , ma giustamente nessuna tecnica vale di più se con le immagini abbiamo cose da dire.

  3. “la produzione professionale e di pregio ha ancora solo un punto di riferimento: la professionalità, la capacità artistica, la sensibilità” e sarebbe ora che noi professionisti ci ricordassimo che il nostro futuro si basa su questa frase e non sui milioni di pixel o sulla marca dei pixel; sensibilità e capacità di comunicare fa sempre la differenza.
    Grazie Luca per queste parole, mi fai sentire meno “marziano” in un mondo di…lunatici.

  4. “la produzione professionale e di pregio ha ancora solo un punto di riferimento: la professionalità, la capacità artistica, la sensibilità” e sarebbe ora che noi professionisti ci ricordassimo che il nostro futuro si basa su questa frase e non sui milioni di pixel o sulla marca dei pixel; sensibilità e capacità di comunicare fa sempre la differenza.
    Grazie Luca per queste parole, mi fai sentire meno “marziano” in un mondo di…lunatici.

  5. Ciao Luca, secondo me abbiamo un percorso professionale molto simile.
    Nella seconda metà degli sfavillanti ’80 frequentavo lo IED e avevo Moreno Monti in classe.
    Ti seguo dalle tue prime avventure editoriali.

    Domani è un giorno molto particolare per me, e ti spiego perchè:
    – mia figlia compie 5 anni
    – la mia attività ne compie 20 esatti
    – nel pomeriggio di domani ho tre appuntamenti per una nuova seconda attività

    Sì, come direbbe un tossico o un alcolista: “sto cercando di smettere…”

    Mi hai fatto venire voglia di comprare una compatta canon e mandare affanculo
    un 100.000 euro di attrezzature varie, e aprire subito una piantagione di ravanelli e rape.

    Non immagini cosa susciti in me leggere questo tuo articolo domenicale.
    E’ un sentimento misto, avrei talmente tante cose da dirti che devo rimandare ad una sessione privata nel caso tu abbia voglia di rispondermi.
    Un caro saluto, Beppe

    P.S. Un mio post di tenore simile al tuo sul blog di rob galbraith, non riferito ad una compatta ma al fatto che i fotografi dovessero pensare alle immagini invece che a fare lo switch tra un sistema e un altro mi fruttò la cancellazione del post, quando ho chiesto se per caso avevo irritato qualche sponsor, mi hanno bannato e diffidato di reiscrivermi. non male eh?

  6. Ciao Luca, secondo me abbiamo un percorso professionale molto simile.
    Nella seconda metà degli sfavillanti ’80 frequentavo lo IED e avevo Moreno Monti in classe.
    Ti seguo dalle tue prime avventure editoriali.

    Domani è un giorno molto particolare per me, e ti spiego perchè:
    – mia figlia compie 5 anni
    – la mia attività ne compie 20 esatti
    – nel pomeriggio di domani ho tre appuntamenti per una nuova seconda attività

    Sì, come direbbe un tossico o un alcolista: “sto cercando di smettere…”

    Mi hai fatto venire voglia di comprare una compatta canon e mandare affanculo
    un 100.000 euro di attrezzature varie, e aprire subito una piantagione di ravanelli e rape.

    Non immagini cosa susciti in me leggere questo tuo articolo domenicale.
    E’ un sentimento misto, avrei talmente tante cose da dirti che devo rimandare ad una sessione privata nel caso tu abbia voglia di rispondermi.
    Un caro saluto, Beppe

    P.S. Un mio post di tenore simile al tuo sul blog di rob galbraith, non riferito ad una compatta ma al fatto che i fotografi dovessero pensare alle immagini invece che a fare lo switch tra un sistema e un altro mi fruttò la cancellazione del post, quando ho chiesto se per caso avevo irritato qualche sponsor, mi hanno bannato e diffidato di reiscrivermi. non male eh?

  7. Ferri che fotografa con la G9… Alex Majoli dell’Agenzia Magnum che usa la compatta Olympus… bellissimo e sorprendente ma come dici tu… non da tutti, anzi i professionisti che si possono permettere una cosa del genere si contano sulle dita di una mano. Un fotografo “comune mortale”, pur bravissimo eccetera… se va a fare un servizio con la compatta, di fatto, dà sicuramente un’impressione di scarsa professionalità. Per il cliente, che solitamente fa le foto con il telefonino, la dimensione conta… se hai una fotocamera grossa e ti porti dietro 2 camion di attrezzatura… è più tranquillo!

  8. Ferri che fotografa con la G9… Alex Majoli dell’Agenzia Magnum che usa la compatta Olympus… bellissimo e sorprendente ma come dici tu… non da tutti, anzi i professionisti che si possono permettere una cosa del genere si contano sulle dita di una mano. Un fotografo “comune mortale”, pur bravissimo eccetera… se va a fare un servizio con la compatta, di fatto, dà sicuramente un’impressione di scarsa professionalità. Per il cliente, che solitamente fa le foto con il telefonino, la dimensione conta… se hai una fotocamera grossa e ti porti dietro 2 camion di attrezzatura… è più tranquillo!

  9. Tutto vero Luca, queste tue riflessioni sono più che giuste, però personalmente sono convinto che è stato sempre così, anche prima con l’analogico, i fotografi professionisti, nel senso di lavoratori della comunicazione, utilizzano i mezzi per ottenere risultati “misurabili”, la padronanza e la scelta del mezzo gli permette di creare liberamente e per scopi premeditati.
    Più spesso la confusione regna nei clienti, o meglio nei nostri intermediari ( agenzie, grafici, ecc…), che spesso ti valutano per quello che hai, quanto costi e dopo per quello che fai.
    Oggi i “Ferri” con una compatta digitale, ieri i “Toscani” con una Istamatik 110, il comparto della moda non si pone limiti creativi, il mezzo è relativo, il loro nome è tutto.
    La realtà dei forum/portali fotografici, è roba recente, quando ci si avvicina, destabilizza le nostre certezze e la nostra mente, sono luoghi pericolosi, ti sembra che il mondo sia quello, ma è fuori di li, che si mastica fotografia.
    Un caro saluto.

  10. Tutto vero Luca, queste tue riflessioni sono più che giuste, però personalmente sono convinto che è stato sempre così, anche prima con l’analogico, i fotografi professionisti, nel senso di lavoratori della comunicazione, utilizzano i mezzi per ottenere risultati “misurabili”, la padronanza e la scelta del mezzo gli permette di creare liberamente e per scopi premeditati.
    Più spesso la confusione regna nei clienti, o meglio nei nostri intermediari ( agenzie, grafici, ecc…), che spesso ti valutano per quello che hai, quanto costi e dopo per quello che fai.
    Oggi i “Ferri” con una compatta digitale, ieri i “Toscani” con una Istamatik 110, il comparto della moda non si pone limiti creativi, il mezzo è relativo, il loro nome è tutto.
    La realtà dei forum/portali fotografici, è roba recente, quando ci si avvicina, destabilizza le nostre certezze e la nostra mente, sono luoghi pericolosi, ti sembra che il mondo sia quello, ma è fuori di li, che si mastica fotografia.
    Un caro saluto.

  11. emozionante! veramente un articolo scritto con il cuore e, se posso dare la mia piccolissima testimonianza, anch’io, anche se non per lavori di particolare pregio, ogni tanto mi ostino ad usare una piccola compattina fuji che ha, tra l’altro già qualche anno, ed ogni volta mi stupisco.
    Si torniamo a fotografare che è molto più bello

  12. emozionante! veramente un articolo scritto con il cuore e, se posso dare la mia piccolissima testimonianza, anch’io, anche se non per lavori di particolare pregio, ogni tanto mi ostino ad usare una piccola compattina fuji che ha, tra l’altro già qualche anno, ed ogni volta mi stupisco.
    Si torniamo a fotografare che è molto più bello

  13. Grande Luca,
    ho una G9 e una D3, uso entrambe in modo indifferente.
    Mi interessa solo il fine, non il mezzo utilizzato per raggiungerlo.

  14. Grande Luca,
    ho una G9 e una D3, uso entrambe in modo indifferente.
    Mi interessa solo il fine, non il mezzo utilizzato per raggiungerlo.

  15. Carissimo luca,hai perfettamente ragione, FINALMENTE ERA ORA,aggiungo io .
    Il tuo intervento arriva in un momento in cui non se ne può più di parlare di pixel e pieno formato,di rincorrerre il mercato.
    Parliamo di Fotografia con la F maiuscola perchè io sono fondamentalmente un fotografo che tenta di fare foto interessanti con quello che ha a disposizione(nikon D200);certo ache a me piacerebbe ,come tu dici,avere a disposizione il meglio che c’è sul mercato,ma alla fine bisogna fare i conti col il portafoglio.Quindi non mi meraviglio se un fotografo del calibro di Fabrizio Ferri,usa una G9 per i suoi redazionali di moda,alla fine i Pixel non contano.
    Buon lavoro
    Claudio Longo Fotoreportage

  16. Carissimo luca,hai perfettamente ragione, FINALMENTE ERA ORA,aggiungo io .
    Il tuo intervento arriva in un momento in cui non se ne può più di parlare di pixel e pieno formato,di rincorrerre il mercato.
    Parliamo di Fotografia con la F maiuscola perchè io sono fondamentalmente un fotografo che tenta di fare foto interessanti con quello che ha a disposizione(nikon D200);certo ache a me piacerebbe ,come tu dici,avere a disposizione il meglio che c’è sul mercato,ma alla fine bisogna fare i conti col il portafoglio.Quindi non mi meraviglio se un fotografo del calibro di Fabrizio Ferri,usa una G9 per i suoi redazionali di moda,alla fine i Pixel non contano.
    Buon lavoro
    Claudio Longo Fotoreportage

  17. Cari tutti,
    ovvio che, ancora una volta, si tratta di una provocazione: chi lavora sa bene la differenza tra una “pur splendida” compatta e una fotocamera professionale, e userà una o l’altra a seconda dei casi. La cosa interessante, credo, è che la differenza che una volta c’era nell’analogico tra fotocamere da dilettanti e da professionisti (la citazione dell’Istamatic è corretta) è molto differente di quella che c’è oggi nel digitale. E poi, il vero problema è che veniamo da dieci anni che ci hanno deviato la testa: appena usciva un prodotto nuovo, come dicevo, bisognava cambiarlo, era essenziale. Ora è un po’ meno così, possiamo pensare di nuovo alla differenza che deve esserci tra un professionista e l’altro, dal punto di vista delle sue capacità, e non da quelle dello strumento che si possiede. E usando quello che serve: se dobbiamo fare uno still life di pubblicità in studio, forse useremo degli strumenti, per creare un rapporto molto stretto con una modella forse una compatta potrebbe essere una giusta soluzione, come propone in questo periodo Ferri. Il resto è, per fortuna, vedere che sono i risultati che contano…

  18. Cari tutti,
    ovvio che, ancora una volta, si tratta di una provocazione: chi lavora sa bene la differenza tra una “pur splendida” compatta e una fotocamera professionale, e userà una o l’altra a seconda dei casi. La cosa interessante, credo, è che la differenza che una volta c’era nell’analogico tra fotocamere da dilettanti e da professionisti (la citazione dell’Istamatic è corretta) è molto differente di quella che c’è oggi nel digitale. E poi, il vero problema è che veniamo da dieci anni che ci hanno deviato la testa: appena usciva un prodotto nuovo, come dicevo, bisognava cambiarlo, era essenziale. Ora è un po’ meno così, possiamo pensare di nuovo alla differenza che deve esserci tra un professionista e l’altro, dal punto di vista delle sue capacità, e non da quelle dello strumento che si possiede. E usando quello che serve: se dobbiamo fare uno still life di pubblicità in studio, forse useremo degli strumenti, per creare un rapporto molto stretto con una modella forse una compatta potrebbe essere una giusta soluzione, come propone in questo periodo Ferri. Il resto è, per fortuna, vedere che sono i risultati che contano…

  19. ciao luca, ho letto con molto interesse il tuo domenicale, davvero con tanta curiosità ed anche un po di piacere. finalmente si centra il vero problema che da molto tempo, ciclicamente, scoperchia, per poi ricoprilo con maggior forza, la parola “professionista” nell’ambito fotografico.
    si è parlato sempre di professionalità come se la partita iva può sostituire, laddove è carente o inesistente, la creatività e la fantasia. questa parola ha nascosto per molto tempo talenti artistici che abbondavano di creatività, che si è tradotta in splendidi e significtaivi lavori. opere d’arte!.
    a costoro, non interessando intraprendere la canonica attiviità di fotografo, venivano preclusi spazi e opportunità.
    internet ha in un certo senso liberalizzato e reso possibile ai tanti talenti di manifestare le proprie potenzialità, anche se ancora non è consolidato l’interscambio tra la rete virtuale e la rete reale del settore. ma la strada pare essere quella giusta.
    forse è giunto il momento di fare un ragionamento approfondito sulla distinzione tra professionista e artista nella fotografia. si inizi a parlare senza difese corporative perchè è il caso di dircelo chiaramente che nessuna legge potrà ingabbiare la creatività dentro una serie di regole che sono antitetiche alla stessa, all’arte.
    sono convinto che sia necessaria una discussione sull’argomento e che sia giunto il momento.
    da pochi giorni, con l’aiuto di un amico, sono riuscito a rendere visibile un sito nato, appunto, con questo preciso scopo. non a caso l’ho chiamato fotografinonprofessionisti.
    chi volesse contribuire a dare la propria opinione può farlo andando al sito http://www.fotografinonprofessionisti.org
    per la cronaca dal luglio 2007 ho accantonato la D200 avendo preferito la G7 (la G9 uscirà dopo qualche settimana!!!), una meraviglia di tecnologia e di fruibilità.
    mi scuso per la lungaggine e saluto cordialmente tutti quanti.
    .

  20. ciao luca, ho letto con molto interesse il tuo domenicale, davvero con tanta curiosità ed anche un po di piacere. finalmente si centra il vero problema che da molto tempo, ciclicamente, scoperchia, per poi ricoprilo con maggior forza, la parola “professionista” nell’ambito fotografico.
    si è parlato sempre di professionalità come se la partita iva può sostituire, laddove è carente o inesistente, la creatività e la fantasia. questa parola ha nascosto per molto tempo talenti artistici che abbondavano di creatività, che si è tradotta in splendidi e significtaivi lavori. opere d’arte!.
    a costoro, non interessando intraprendere la canonica attiviità di fotografo, venivano preclusi spazi e opportunità.
    internet ha in un certo senso liberalizzato e reso possibile ai tanti talenti di manifestare le proprie potenzialità, anche se ancora non è consolidato l’interscambio tra la rete virtuale e la rete reale del settore. ma la strada pare essere quella giusta.
    forse è giunto il momento di fare un ragionamento approfondito sulla distinzione tra professionista e artista nella fotografia. si inizi a parlare senza difese corporative perchè è il caso di dircelo chiaramente che nessuna legge potrà ingabbiare la creatività dentro una serie di regole che sono antitetiche alla stessa, all’arte.
    sono convinto che sia necessaria una discussione sull’argomento e che sia giunto il momento.
    da pochi giorni, con l’aiuto di un amico, sono riuscito a rendere visibile un sito nato, appunto, con questo preciso scopo. non a caso l’ho chiamato fotografinonprofessionisti.
    chi volesse contribuire a dare la propria opinione può farlo andando al sito http://www.fotografinonprofessionisti.org
    per la cronaca dal luglio 2007 ho accantonato la D200 avendo preferito la G7 (la G9 uscirà dopo qualche settimana!!!), una meraviglia di tecnologia e di fruibilità.
    mi scuso per la lungaggine e saluto cordialmente tutti quanti.
    .

  21. Ben venga il tuo commento, Mimmo. consentimi, visto che questo è un ambito aperto a tutti, ma particolarmente seguito dai professionisti, che il differenziale “professionista” e “non professionista” non riguarda la creatività e la capacità artistica (ci sono professionisti che non ne sono dotati e dilettanti bravissimi, non c’è dubbio). Qui, per “professione” si intendono due cose: la prima è un mestiere che si realizza per ottenerne un ritorno economico (e, per dirla tutta, per viverci), la seconda è l’affidabilità. ovvero la capacità di offrire un risultato di qualità in qualsiasi situazione. Se si parla di “lavoro” e quindi ci sono in mezzo dei soldi, cì devono essere delle transazioni corrette dal punto di vista fiscale (quindi, di solito, una partita iva), altrimenti si entra in una sfera di evasione che ovviamente non possiamo difendere nemmeno in nome dell’arte… L’affidabilità significa che la fotografia professionale spesso non è fatta di creatività assoluta, ma della capacità di realizzare immagini corrette, magari in situazioni complesse (che dire… che un mobile di mogano appaia come un mobile di mogano e non di faggio… o un gioiello in oro giallo deve apparire di oro giallo e non di oro rosso). La creatività e l’arte sono elementi a volte richiesi, ma non sempre legati ai concetti di “professionalità”. lo dico perché qui sono benvenuti tutti, ma non possiamo far passare concetti che non difendano questi due elementi essenziali. La professione non è nelle macchine, ma è nell’approccio. Buona domenica!

  22. Ben venga il tuo commento, Mimmo. consentimi, visto che questo è un ambito aperto a tutti, ma particolarmente seguito dai professionisti, che il differenziale “professionista” e “non professionista” non riguarda la creatività e la capacità artistica (ci sono professionisti che non ne sono dotati e dilettanti bravissimi, non c’è dubbio). Qui, per “professione” si intendono due cose: la prima è un mestiere che si realizza per ottenerne un ritorno economico (e, per dirla tutta, per viverci), la seconda è l’affidabilità. ovvero la capacità di offrire un risultato di qualità in qualsiasi situazione. Se si parla di “lavoro” e quindi ci sono in mezzo dei soldi, cì devono essere delle transazioni corrette dal punto di vista fiscale (quindi, di solito, una partita iva), altrimenti si entra in una sfera di evasione che ovviamente non possiamo difendere nemmeno in nome dell’arte… L’affidabilità significa che la fotografia professionale spesso non è fatta di creatività assoluta, ma della capacità di realizzare immagini corrette, magari in situazioni complesse (che dire… che un mobile di mogano appaia come un mobile di mogano e non di faggio… o un gioiello in oro giallo deve apparire di oro giallo e non di oro rosso). La creatività e l’arte sono elementi a volte richiesi, ma non sempre legati ai concetti di “professionalità”. lo dico perché qui sono benvenuti tutti, ma non possiamo far passare concetti che non difendano questi due elementi essenziali. La professione non è nelle macchine, ma è nell’approccio. Buona domenica!

  23. sono d’accordo con l’articolo di Luca e mi prpongo di farlo girare, specialmente tra i colleghi che si torturano ancora pensando alla dimensione dei snesori…
    perrsonalemnte ho partecipato ad una mostra a settembre con tre stampe 40×50 ricavate da files della G9, ( e ho pure tagliato il fotogramma) e sono stato contentissimo, si trattava di foto che avrei potuto fare solo con quel tipo di apparecchio (bambini, situazionie di luce a cavallo ecc…)

  24. sono d’accordo con l’articolo di Luca e mi prpongo di farlo girare, specialmente tra i colleghi che si torturano ancora pensando alla dimensione dei snesori…
    perrsonalemnte ho partecipato ad una mostra a settembre con tre stampe 40×50 ricavate da files della G9, ( e ho pure tagliato il fotogramma) e sono stato contentissimo, si trattava di foto che avrei potuto fare solo con quel tipo di apparecchio (bambini, situazionie di luce a cavallo ecc…)

  25. Carissimo dott.Luca Pianeggiani la seguo da sempre …. dal fotonotiziario ….. . ricordo quando esortavi i colleghi fotografi verso la nuova era digitale….. consigliandoci di non perdere il treno…… ricordi??….un articolo molto forbito battevi il Tomesani…. ne parlai un giorno con un tuo collega Sandro Iovine……….. per tutta una giornata……. sai quando si comincia….. anche se siamo un pò distanti…… ci teniamo informati. certamente un giorno ci conosceramo da vicino …..non troppo …… Salvo Alagna

  26. Carissimo dott.Luca Pianeggiani la seguo da sempre …. dal fotonotiziario ….. . ricordo quando esortavi i colleghi fotografi verso la nuova era digitale….. consigliandoci di non perdere il treno…… ricordi??….un articolo molto forbito battevi il Tomesani…. ne parlai un giorno con un tuo collega Sandro Iovine……….. per tutta una giornata……. sai quando si comincia….. anche se siamo un pò distanti…… ci teniamo informati. certamente un giorno ci conosceramo da vicino …..non troppo …… Salvo Alagna

  27. “abbiamo voluto (e talvolta dovuto n.d.r.) stupire, più che emozionare”
    Questa frase per me e’ l’essenza dell’articolo e l’essenza degli ultimi 10 anni di attivita’ ma…

    emozioni

    vi ricordate quante mostre epiche? Avedon, Salgado, Ommer, a Milano in piazza duomo, o Roma al palazzo delle esposizioni, il museo Ken Damy noi di “provincia” partivamo con un panino e i soldi contati per il biglietto d’ingresso ma tornavamo a casa felici, carichi di idee ( e i piu’ ricchi con il libro/catalogo ).
    Poi tutto estinto, solo rari eventi di nicchia, perche? forse perche’ ormai si vede tutto in rete?

    Allora una proposta:
    chi puo’ tra noi si dia da fare per organizzare qualche grande epica mostra, hanno dato piu’ all’azienda le grandi mostre Kodak che milioni di euro spesi in spot, perche’ non lo raccontiamo ai manager dei nuovi big del mercato fotografico?

    Luca lo sappiamo, ha contatti con artisti straordinari, perche’ non lo aiutiamo ed insieme a lui organizziamo, magari in concomitanza con un Adobe day, una bella epica “mostra di carta”, tutta da vedere, che emozioni invece di stupire, per la quale valga la pena di andare con un panino in tasca e tornare carichi di idee da imitare, elaborare e creare?

  28. “abbiamo voluto (e talvolta dovuto n.d.r.) stupire, più che emozionare”
    Questa frase per me e’ l’essenza dell’articolo e l’essenza degli ultimi 10 anni di attivita’ ma…

    emozioni

    vi ricordate quante mostre epiche? Avedon, Salgado, Ommer, a Milano in piazza duomo, o Roma al palazzo delle esposizioni, il museo Ken Damy noi di “provincia” partivamo con un panino e i soldi contati per il biglietto d’ingresso ma tornavamo a casa felici, carichi di idee ( e i piu’ ricchi con il libro/catalogo ).
    Poi tutto estinto, solo rari eventi di nicchia, perche? forse perche’ ormai si vede tutto in rete?

    Allora una proposta:
    chi puo’ tra noi si dia da fare per organizzare qualche grande epica mostra, hanno dato piu’ all’azienda le grandi mostre Kodak che milioni di euro spesi in spot, perche’ non lo raccontiamo ai manager dei nuovi big del mercato fotografico?

    Luca lo sappiamo, ha contatti con artisti straordinari, perche’ non lo aiutiamo ed insieme a lui organizziamo, magari in concomitanza con un Adobe day, una bella epica “mostra di carta”, tutta da vedere, che emozioni invece di stupire, per la quale valga la pena di andare con un panino in tasca e tornare carichi di idee da imitare, elaborare e creare?

  29. Per Salvatore…Ehm… non so in cosa “battevo” Tomesani, forse a briscola… DI sicuro il suo lavoro è un esempio per tutti noi, e dubito di avere “combattuto con lui”, anzi! Noi tutti gli vogliamo bene!!! Comunque grazie per i ricordi, e per la voglia di condividerli e di seguirci sempre!

  30. Per Salvatore…Ehm… non so in cosa “battevo” Tomesani, forse a briscola… DI sicuro il suo lavoro è un esempio per tutti noi, e dubito di avere “combattuto con lui”, anzi! Noi tutti gli vogliamo bene!!! Comunque grazie per i ricordi, e per la voglia di condividerli e di seguirci sempre!

  31. Io invece credo un altra cosa: il problema non è la reflex o la compatta. Il problema è l’attrezzatura. Cosa vuol dire? vuol dire che se sei in giro con poco, anche se di alta qualità, non sei distratto dalla tua attrezztura, dal cercare quale obiettivo usare, dal mettere il flash oppure no, dall’usare il cavalletto oppure no. Non sei distratto dal peso della tua borsa: sei libero. E’ un po’ il principio di quelli che girano con una Leica e montano davanti un bel Noctilux o altra ottica di pregio. Spesso il notro borsone è un po’ una coperta di Linus. il 70% delle cose che ci portiamo faticosamente dietro non serve. E disimpariamo a usare bene il poco.
    Statisticamente infatti le mie più belle foto le ho fatte proprio nelle condizioni di “relfex al collo e cinquantino” . Più tempo per osservare, più libertà, più creatività e meno distrazioni.

    Girare con la G9 o altra compatta di pregio, oppure fare una scelta “filosofica” del tipo girare con la reflex e un bel fisso credo sia la stessa cosa. Oppure un buon zoom di qualità . Il flash? puoi anche non portarlo….ricordiamo pure un altro “minimalista” (Robert Clark del National Geographic) che ha fatto un intero reportage di grande pregio con la fotocamera del cellulare. Magari un punto di equilibrio come al solito sarebbe perfetto.

    Filippo

  32. Io invece credo un altra cosa: il problema non è la reflex o la compatta. Il problema è l’attrezzatura. Cosa vuol dire? vuol dire che se sei in giro con poco, anche se di alta qualità, non sei distratto dalla tua attrezztura, dal cercare quale obiettivo usare, dal mettere il flash oppure no, dall’usare il cavalletto oppure no. Non sei distratto dal peso della tua borsa: sei libero. E’ un po’ il principio di quelli che girano con una Leica e montano davanti un bel Noctilux o altra ottica di pregio. Spesso il notro borsone è un po’ una coperta di Linus. il 70% delle cose che ci portiamo faticosamente dietro non serve. E disimpariamo a usare bene il poco.
    Statisticamente infatti le mie più belle foto le ho fatte proprio nelle condizioni di “relfex al collo e cinquantino” . Più tempo per osservare, più libertà, più creatività e meno distrazioni.

    Girare con la G9 o altra compatta di pregio, oppure fare una scelta “filosofica” del tipo girare con la reflex e un bel fisso credo sia la stessa cosa. Oppure un buon zoom di qualità . Il flash? puoi anche non portarlo….ricordiamo pure un altro “minimalista” (Robert Clark del National Geographic) che ha fatto un intero reportage di grande pregio con la fotocamera del cellulare. Magari un punto di equilibrio come al solito sarebbe perfetto.

    Filippo

  33. Pemettimi di dissentire, in maniera garbata, ma permettimi di farlo.
    Diciamo che io, signor nessuno, ma professonista, mi presento ad un matrimonio con una g9, che impressioni susciterei? E’ vero che conta il risultato finale, ma anche l’occhio vuole la sua parte e in un parco di clientela media la cosa desterebbe molta perplessità. Certo mi potresti rispondere che il tempo ed i risultati potrebbero darmi ragione, ma chi ci lavora può correre il rischio? Fabrizio Ferri ha due cose, che il professionista medio non ha, la fama e la possibilità di aver provato tutto quello che il mercato fotografico offre e, come tutte le persone famose, può permettersi delle eccentricità o intraprendere un percorso inverso alla massa, alla ricerca di un minimalismo che solitamente imbocca chi ha potuto avere tanto.
    L’attrezzatura può infondere sicurezza al pubblico, ma anche al fotografo che non ha ancora scoperto i propri limiti o i limiti dell’attrezzatura stessa. Dopo avere provato tutta la gamma di una casa, si può affermare che in giro non c’è di meglio? No. Prima devo provare a fondo tutto il meglio che offre il mercato. Solo in quel momento posso esprimere dei giudizi, sempre soggettivi, e dire che spendere centinaia di migliaia di euro è inutile perchè con tre/quattrocento euro ottengo lo stesso risultato. Ma quanti sono i fotografi che lo possono fare e/o se lo possono permettere? Sui forum si fanno delle chiacchere da bar, ma si va alla ricerca dell’attrezzatura migliore, i presupposti di cui sopra per indirizzarsi al minimalismo non sussistono e quindi si cerca di capire se un’ottica da € 1500 può dare un risultato migliore od uguale a quella da € 500. E’ un modo per fare salotto, ma anche l’occasione per approfondire la conoscenza del materiale di cui si parla che per molti resterà una chimera.
    Ho sia la reflex che la compatta, ma questo è un altro discorso.
    Cordialmente, ciao.

  34. Pemettimi di dissentire, in maniera garbata, ma permettimi di farlo.
    Diciamo che io, signor nessuno, ma professonista, mi presento ad un matrimonio con una g9, che impressioni susciterei? E’ vero che conta il risultato finale, ma anche l’occhio vuole la sua parte e in un parco di clientela media la cosa desterebbe molta perplessità. Certo mi potresti rispondere che il tempo ed i risultati potrebbero darmi ragione, ma chi ci lavora può correre il rischio? Fabrizio Ferri ha due cose, che il professionista medio non ha, la fama e la possibilità di aver provato tutto quello che il mercato fotografico offre e, come tutte le persone famose, può permettersi delle eccentricità o intraprendere un percorso inverso alla massa, alla ricerca di un minimalismo che solitamente imbocca chi ha potuto avere tanto.
    L’attrezzatura può infondere sicurezza al pubblico, ma anche al fotografo che non ha ancora scoperto i propri limiti o i limiti dell’attrezzatura stessa. Dopo avere provato tutta la gamma di una casa, si può affermare che in giro non c’è di meglio? No. Prima devo provare a fondo tutto il meglio che offre il mercato. Solo in quel momento posso esprimere dei giudizi, sempre soggettivi, e dire che spendere centinaia di migliaia di euro è inutile perchè con tre/quattrocento euro ottengo lo stesso risultato. Ma quanti sono i fotografi che lo possono fare e/o se lo possono permettere? Sui forum si fanno delle chiacchere da bar, ma si va alla ricerca dell’attrezzatura migliore, i presupposti di cui sopra per indirizzarsi al minimalismo non sussistono e quindi si cerca di capire se un’ottica da € 1500 può dare un risultato migliore od uguale a quella da € 500. E’ un modo per fare salotto, ma anche l’occasione per approfondire la conoscenza del materiale di cui si parla che per molti resterà una chimera.
    Ho sia la reflex che la compatta, ma questo è un altro discorso.
    Cordialmente, ciao.

  35. Sono d’accordo, Massimiliano. quello che bisogna accettare, però, è che spesso le scelte possono essere “strategiche” proprio per quello che dici (l’insicurezza, nei confronti dei clienti e anche…. la “nostra” insicurezza). Molte volte si sceglie una macchina, un obiettivo, un flash, un vestito… perché “fa il monaco”. In altri casi, si sceglie perché lo dice una persona che rispettiamo, in altri ancora… perché ci facciamo convincere dal marketing, o dalle “leggende”.
    Non ho detto che si ottengono gli stessi risultati (sarei scemo ….) ho guardato nel dettaglio l’immagine che abbiamo pubblicato, a piena risoluzione, ed è ovvio che una 5D, una Mark III, una D3, una D300 (non ne faccio un discorso di marca) avrebbe creato immagini più nitide, con meno rumore, di maggiore qualità. Al tempo stesso, vale la pena riflettere: a volte, si fanno foto migliori con una compatta, proprio perché è piccola, “furbetta”, irriverente…. non considerata. Ma il nostro SJ voleva dire altro… voleva dire che siamo più liberi, oggi. Anche di usare sempre il meglio, ma per scelta non per “imposizione”…
    Buona domenica!

    Luca

  36. Sono d’accordo, Massimiliano. quello che bisogna accettare, però, è che spesso le scelte possono essere “strategiche” proprio per quello che dici (l’insicurezza, nei confronti dei clienti e anche…. la “nostra” insicurezza). Molte volte si sceglie una macchina, un obiettivo, un flash, un vestito… perché “fa il monaco”. In altri casi, si sceglie perché lo dice una persona che rispettiamo, in altri ancora… perché ci facciamo convincere dal marketing, o dalle “leggende”.
    Non ho detto che si ottengono gli stessi risultati (sarei scemo ….) ho guardato nel dettaglio l’immagine che abbiamo pubblicato, a piena risoluzione, ed è ovvio che una 5D, una Mark III, una D3, una D300 (non ne faccio un discorso di marca) avrebbe creato immagini più nitide, con meno rumore, di maggiore qualità. Al tempo stesso, vale la pena riflettere: a volte, si fanno foto migliori con una compatta, proprio perché è piccola, “furbetta”, irriverente…. non considerata. Ma il nostro SJ voleva dire altro… voleva dire che siamo più liberi, oggi. Anche di usare sempre il meglio, ma per scelta non per “imposizione”…
    Buona domenica!

    Luca

  37. Aspetto con ansia il micro quattroterzi proprio per questo. Non quello presentato ultimamente al Photokina ma evoluzioni future. Sono sicuro che la strada è quella giusta. Per reportage e fotogiornalismo potrebbe essere niente male. Sicuramente un po’ più “Carpe diem” di una reflex APS-C o FF.
    Poi è vero anche che la fotografia non è fatta di megapixel e ottiche superlative. Ma quando si ha una bella foto in mano c’è il rimpianto di non poterla vedere oltre il formato 8×5, che senza dubbio in quel microspazio ti sa dare molte emozioni, però…

    Io sono dell’idea che c’è il giusto mezzo per ogni cosa. Non è la macchina che fa la foto ma è la foto che ha bisogno della macchina giusta in mano al fotografo che la sa amare.
    Come dice Berengo Gardin… “è un amplesso a tre. Tu, la macchina e la foto”.

    Io per esempio sono andato contro-tendenza in un momento dove tutti compravano le canon perché lo dicevano gli altri. Io ho scelto la mia prima reflex perché l’ho amata appena l’ho presa in mano. Non ho pensato a niente, in quel momento ero da solo con lei isolato da tutto il contorno. Così me la portai a casa come se fosse la cosa più bella del mondo, riconoscendone i suoi difetti ma anche sapendoli ignorare e scavalcare. Purtroppo non ho avuto lo stesso feeling con le altre macchine.
    Forse è un po’ da feticisti. Probabilmente sì, visto che tra l’altro uso solo macchine Apple e normalmente non compro quel che mi dicono tutti di comprare ma vado un po’ ad emozioni.
    Con la fotografia c’entra poco?
    Non lo so. Forse no. Ma quello che volevo dire è che se non hai una sorta di complicità con il mezzo che usi, puoi farti le attrezzature più costose del mondo ma poi i risultati saranno sempre scadenti.
    Senza sottovalutare l’occhio, il cuore e la sensibilità.

    P.S.
    Scusate il mio essere prolisso e se ho detto qualcosa fuori luogo. Rileggendo mi sembra tutto ok, ma ho la febbre e potrei aver vaneggiato qualcosa senza senso :-)

  38. Aspetto con ansia il micro quattroterzi proprio per questo. Non quello presentato ultimamente al Photokina ma evoluzioni future. Sono sicuro che la strada è quella giusta. Per reportage e fotogiornalismo potrebbe essere niente male. Sicuramente un po’ più “Carpe diem” di una reflex APS-C o FF.
    Poi è vero anche che la fotografia non è fatta di megapixel e ottiche superlative. Ma quando si ha una bella foto in mano c’è il rimpianto di non poterla vedere oltre il formato 8×5, che senza dubbio in quel microspazio ti sa dare molte emozioni, però…

    Io sono dell’idea che c’è il giusto mezzo per ogni cosa. Non è la macchina che fa la foto ma è la foto che ha bisogno della macchina giusta in mano al fotografo che la sa amare.
    Come dice Berengo Gardin… “è un amplesso a tre. Tu, la macchina e la foto”.

    Io per esempio sono andato contro-tendenza in un momento dove tutti compravano le canon perché lo dicevano gli altri. Io ho scelto la mia prima reflex perché l’ho amata appena l’ho presa in mano. Non ho pensato a niente, in quel momento ero da solo con lei isolato da tutto il contorno. Così me la portai a casa come se fosse la cosa più bella del mondo, riconoscendone i suoi difetti ma anche sapendoli ignorare e scavalcare. Purtroppo non ho avuto lo stesso feeling con le altre macchine.
    Forse è un po’ da feticisti. Probabilmente sì, visto che tra l’altro uso solo macchine Apple e normalmente non compro quel che mi dicono tutti di comprare ma vado un po’ ad emozioni.
    Con la fotografia c’entra poco?
    Non lo so. Forse no. Ma quello che volevo dire è che se non hai una sorta di complicità con il mezzo che usi, puoi farti le attrezzature più costose del mondo ma poi i risultati saranno sempre scadenti.
    Senza sottovalutare l’occhio, il cuore e la sensibilità.

    P.S.
    Scusate il mio essere prolisso e se ho detto qualcosa fuori luogo. Rileggendo mi sembra tutto ok, ma ho la febbre e potrei aver vaneggiato qualcosa senza senso :-)

  39. Sinceramente, ma proprio sinceramente……….

    io ancora ho la mia bella coolpix 990 a 3 mp e mi ci diverto un casino, anche quando devo fare quei 3-4 matrimoni all’anno (quell’obiettivo che mi si gira, mi fa star bene col tarlo creativo (peccato per il raw!).

    Mi occupo in prevalenza di stil-life, interni, editoria, ma la mia mitica coolpix non mi abbandona mai! Stà li come 4° corpo macchina!! Ora in verità l’ho un pò tradita con una bridge della fuji, una s9600 perchè scatta in raw. Negli ultimi anni effettivamente mi mancava molto il non poter scattare in raw, infatti ora la fuji praticamente me la porto in ogni dove! Anche oggi sono stato a fare un giro per ricaricare le mie, di batterie, e non mi sono mica portato la nikon superiperultra spaziale!
    Già ci devo combattere tutti i giorni con Kg di attrezzatura, che le foto come piacciono a me, come voglio io, che comunque mi fanno star bene, me li faccio con la mia figafuji, eeh sisi.

    Poi quando lavoro, lei è sempre con me li che mi aspetta buona buona, e qualche volta quando devo fotografare qualcuno o qualcosa, io sinceramente qualche scatto cè lo faccio! Poi quando arrivo in ufficio e vado di postproduzione se la foto mi piace (e vi assicuro che qualcuna c’è sempre), io la inserisco tra gli scatti che do al cliente, tanto lui guarda il risultato mica il mezzo! (quando scatto sono solo!) Alla consegna delle foto tutti jgp cpnvertiti da raw gli dò, e per la maggior parte dei miei lavori che raramente superano l’A3 ma molto più spesso non vanno oltre l’A4 la qualità di stampa tipografica è perfetta.

    Luca, Luca è già un pò che mi ci fai pensare (ogni tanto me la tiri fuori dal cilindro stà cappero di G9) mi sa che per Natale mi faccio il regalo! Che dici rivendo su ebay la figafuji o la faccio diventare il mio quarto corpo macchina al posto della mitica coolpix 990?

    Asta luego,
    MAX

  40. Sinceramente, ma proprio sinceramente……….

    io ancora ho la mia bella coolpix 990 a 3 mp e mi ci diverto un casino, anche quando devo fare quei 3-4 matrimoni all’anno (quell’obiettivo che mi si gira, mi fa star bene col tarlo creativo (peccato per il raw!).

    Mi occupo in prevalenza di stil-life, interni, editoria, ma la mia mitica coolpix non mi abbandona mai! Stà li come 4° corpo macchina!! Ora in verità l’ho un pò tradita con una bridge della fuji, una s9600 perchè scatta in raw. Negli ultimi anni effettivamente mi mancava molto il non poter scattare in raw, infatti ora la fuji praticamente me la porto in ogni dove! Anche oggi sono stato a fare un giro per ricaricare le mie, di batterie, e non mi sono mica portato la nikon superiperultra spaziale!
    Già ci devo combattere tutti i giorni con Kg di attrezzatura, che le foto come piacciono a me, come voglio io, che comunque mi fanno star bene, me li faccio con la mia figafuji, eeh sisi.

    Poi quando lavoro, lei è sempre con me li che mi aspetta buona buona, e qualche volta quando devo fotografare qualcuno o qualcosa, io sinceramente qualche scatto cè lo faccio! Poi quando arrivo in ufficio e vado di postproduzione se la foto mi piace (e vi assicuro che qualcuna c’è sempre), io la inserisco tra gli scatti che do al cliente, tanto lui guarda il risultato mica il mezzo! (quando scatto sono solo!) Alla consegna delle foto tutti jgp cpnvertiti da raw gli dò, e per la maggior parte dei miei lavori che raramente superano l’A3 ma molto più spesso non vanno oltre l’A4 la qualità di stampa tipografica è perfetta.

    Luca, Luca è già un pò che mi ci fai pensare (ogni tanto me la tiri fuori dal cilindro stà cappero di G9) mi sa che per Natale mi faccio il regalo! Che dici rivendo su ebay la figafuji o la faccio diventare il mio quarto corpo macchina al posto della mitica coolpix 990?

    Asta luego,
    MAX

  41. Perfettamente d’accordo con te, bellissimo articolo. Ieri mi trovavo sul lungo lago nel Garda in un piccolo borgo lontano dalla gente, scattavo con la mia fida 5D, che alternavo sul treppiedi alla eos 1 a pellicola. Finito con quelle macchine, ho tirato fuori dalla mia borsina attaccata in vita una Ricoh GR II e l’ho montata sul cavalletto. Sembrava un accessorio della testa!
    Era buio ormai, le prime luci dei lampioni sul lago si accendevano, la nebbia saliva dall’acqua, e lei scattava un raw dietro l’altro. Non vedo l’ora di scaricare i file e confrontarli a quelli della 5D.
    Non la uso mai per il paesaggio ma ieri sera non mi sono assolutamente sentita “da meno” con questa splendida macchinetta.

  42. Perfettamente d’accordo con te, bellissimo articolo. Ieri mi trovavo sul lungo lago nel Garda in un piccolo borgo lontano dalla gente, scattavo con la mia fida 5D, che alternavo sul treppiedi alla eos 1 a pellicola. Finito con quelle macchine, ho tirato fuori dalla mia borsina attaccata in vita una Ricoh GR II e l’ho montata sul cavalletto. Sembrava un accessorio della testa!
    Era buio ormai, le prime luci dei lampioni sul lago si accendevano, la nebbia saliva dall’acqua, e lei scattava un raw dietro l’altro. Non vedo l’ora di scaricare i file e confrontarli a quelli della 5D.
    Non la uso mai per il paesaggio ma ieri sera non mi sono assolutamente sentita “da meno” con questa splendida macchinetta.

  43. Tutto vero quello che dici, la fotografia in senso stretto esula da qualsiasi attrezzatura.
    Ho cavalcato il digitale sin dalle prime battute, dai primi dorsi dicomed per intenderci. Eravamo una cinquantina di pionieri a sperimentare solo dieci anni fa le nuove tecnologie ottenendo con fatica ciò che avevamo sempre fatto con semplicità fino a quel momento con la pellicola. Ma la voglia di entrare in una nuova era ci spingeva alla sperimentazione. Ogni tecnologia aggiunge qualcosa alla creatività, è per questo che si rincorre a volte la novità, per fare un passo avanti con nuove tecniche espressive. Ne è testimonianza oggi la sensibilità che raggiungono sensori come quello della D3 che ci permette immagini fino a ieri nemmeno ipotizzabili, la stessa G9 che nel palmo di una mano diventa uno strumento unico e insostituibile per certe occasioni. Quindi ben venga tutta la tecnologia possibile, sarà solo una marcia in più al nostro lavoro se sapremo gestirne la forza. A proposito, ho appena allestito una mostra realizzata unicamente in polaroid… Il nuovo e il vecchio andranno sempre d’accordo, la fotografia è tale qualunque mezzo la produca, saluti.

  44. Tutto vero quello che dici, la fotografia in senso stretto esula da qualsiasi attrezzatura.
    Ho cavalcato il digitale sin dalle prime battute, dai primi dorsi dicomed per intenderci. Eravamo una cinquantina di pionieri a sperimentare solo dieci anni fa le nuove tecnologie ottenendo con fatica ciò che avevamo sempre fatto con semplicità fino a quel momento con la pellicola. Ma la voglia di entrare in una nuova era ci spingeva alla sperimentazione. Ogni tecnologia aggiunge qualcosa alla creatività, è per questo che si rincorre a volte la novità, per fare un passo avanti con nuove tecniche espressive. Ne è testimonianza oggi la sensibilità che raggiungono sensori come quello della D3 che ci permette immagini fino a ieri nemmeno ipotizzabili, la stessa G9 che nel palmo di una mano diventa uno strumento unico e insostituibile per certe occasioni. Quindi ben venga tutta la tecnologia possibile, sarà solo una marcia in più al nostro lavoro se sapremo gestirne la forza. A proposito, ho appena allestito una mostra realizzata unicamente in polaroid… Il nuovo e il vecchio andranno sempre d’accordo, la fotografia è tale qualunque mezzo la produca, saluti.

  45. Scusate ma l’argomento è “… dedicarci alla fotografia (finalmente… di nuovo!)” però tra i post si è tornati a parlare di macchine fotografiche e quant’altro; credo che se nè parlerà ancora per un po’.
    Peccato, perchè Luca Pianigiani ha dato “una spinta emotiva e non solo” davvero notevole.
    Ciao

  46. Scusate ma l’argomento è “… dedicarci alla fotografia (finalmente… di nuovo!)” però tra i post si è tornati a parlare di macchine fotografiche e quant’altro; credo che se nè parlerà ancora per un po’.
    Peccato, perchè Luca Pianigiani ha dato “una spinta emotiva e non solo” davvero notevole.
    Ciao

  47. Anni fa un noto presentatore televisivo usava spesso dire: “Ma che belle parole!”

    Potremmo dire le stesse cose noi oggi, alle parole spesso non seguono i fatti, tutte le riviste siano esse stampate che pubblicate on line, ogni giorno ci bombardano con annunci strepitosi su prodotti in uscita, su rumors e altro. In una gara che spesso ci distoglie dall’obiettivo principale, fare foto e venderle. Del resto ancge su Jumper, in basso in bella evidenza, due banner ci ricordano che la Nikon e la Canon hanno appena sfornato delle novità!
    Adobe dice che la nuova CS4 fa “miracoli” e, allora forse il contagio è talmente forte che subito si corre alla verifica di certe affermazioni e alla ricerca del prodotto miracoloso!
    Se è vero come è vero che, ad un matrimonio non si può “rischiare” di andare con una D40 perché si rischia che il parente di turno abbia una D 300 oppure una D 700 oppure una 5D, oppure, oppure, è pur vero che la valutazione finale avviene sul servizio che si consegna ai sposi.
    Anni fa, in certe zone era opinione diffusa che, se usavi tale macchina, eri un fotografo “serio” altrimenti eri uno di serie B, la stessa cosa si è ripetuta con il digitale. Come dice un mio collega, dietro la macchina c’è, o almeno ci dovrebbe essere sempre il fotografo.
    Speriamo che dalle parole si passi ai fatti.
    Buona giornata a tutti.

  48. Anni fa un noto presentatore televisivo usava spesso dire: “Ma che belle parole!”

    Potremmo dire le stesse cose noi oggi, alle parole spesso non seguono i fatti, tutte le riviste siano esse stampate che pubblicate on line, ogni giorno ci bombardano con annunci strepitosi su prodotti in uscita, su rumors e altro. In una gara che spesso ci distoglie dall’obiettivo principale, fare foto e venderle. Del resto ancge su Jumper, in basso in bella evidenza, due banner ci ricordano che la Nikon e la Canon hanno appena sfornato delle novità!
    Adobe dice che la nuova CS4 fa “miracoli” e, allora forse il contagio è talmente forte che subito si corre alla verifica di certe affermazioni e alla ricerca del prodotto miracoloso!
    Se è vero come è vero che, ad un matrimonio non si può “rischiare” di andare con una D40 perché si rischia che il parente di turno abbia una D 300 oppure una D 700 oppure una 5D, oppure, oppure, è pur vero che la valutazione finale avviene sul servizio che si consegna ai sposi.
    Anni fa, in certe zone era opinione diffusa che, se usavi tale macchina, eri un fotografo “serio” altrimenti eri uno di serie B, la stessa cosa si è ripetuta con il digitale. Come dice un mio collega, dietro la macchina c’è, o almeno ci dovrebbe essere sempre il fotografo.
    Speriamo che dalle parole si passi ai fatti.
    Buona giornata a tutti.

  49. Avevo gia’ letto una intervista a Ferri; leggendo le sue risposte e guardando le foto mi sembrava farneticasse. Beninteso, la G9 va benissimo se come strumento soddisfa le nostre necessità. Il motivo della mia perplessità è proprio il ragionamento che sta alla base del discorso di Ferri.

    http://www.dphoto.it/200811071304/digitali-canon/fabrizio-ferri-martina-colombari-e-la-canon-g9.html

    Ferri parla, tra l’altro, di aver mandato “tutti a casa”, di aver fatto le foto con la G9, la colombari e null’altro che la luce del sole. Secondo il mio gusto le foto in questione (ne compaiono tre allegate all’intervista) mortificano la bellezza della Colombari, ma si tratta chiaramente della mia opinione. Per parlare di fotografia, secondo me, va benissimo distaccarci dalla fotocamera, ma il controllo della luce, quell’unico elemento con cui “scriviamo le immagini” deve sempre essere presente.
    L’intervista di Ferri tutt’al più mi sembra una trovata commerciale per decantare un prodotto su rischiesta del produttore o per gentilezza allo stesso. Mi avrebbe fatto piacere sentir dire da Ferri che con qualsiasi compatta possiamo sentirci liberi di fare grandi fotografie.

    Devo però dare atto al sempre superlativo Pianigiani di aver avuto l’intelligenza e la sensibilità giusta per trarre uno spunto valido ed interessante da qualcosa che avevo scartato nei miei giri on-line. Sono d’accordo parliamo di fotografia e non di fotocamere e di marche. :)

  50. Avevo gia’ letto una intervista a Ferri; leggendo le sue risposte e guardando le foto mi sembrava farneticasse. Beninteso, la G9 va benissimo se come strumento soddisfa le nostre necessità. Il motivo della mia perplessità è proprio il ragionamento che sta alla base del discorso di Ferri.

    http://www.dphoto.it/200811071304/digitali-canon/fabrizio-ferri-martina-colombari-e-la-canon-g9.html

    Ferri parla, tra l’altro, di aver mandato “tutti a casa”, di aver fatto le foto con la G9, la colombari e null’altro che la luce del sole. Secondo il mio gusto le foto in questione (ne compaiono tre allegate all’intervista) mortificano la bellezza della Colombari, ma si tratta chiaramente della mia opinione. Per parlare di fotografia, secondo me, va benissimo distaccarci dalla fotocamera, ma il controllo della luce, quell’unico elemento con cui “scriviamo le immagini” deve sempre essere presente.
    L’intervista di Ferri tutt’al più mi sembra una trovata commerciale per decantare un prodotto su rischiesta del produttore o per gentilezza allo stesso. Mi avrebbe fatto piacere sentir dire da Ferri che con qualsiasi compatta possiamo sentirci liberi di fare grandi fotografie.

    Devo però dare atto al sempre superlativo Pianigiani di aver avuto l’intelligenza e la sensibilità giusta per trarre uno spunto valido ed interessante da qualcosa che avevo scartato nei miei giri on-line. Sono d’accordo parliamo di fotografia e non di fotocamere e di marche. :)

  51. Bravo Luca, interessante il tuo stimolo e altrettanto interessanti le risposte. Si è vero ci ritroviamo sempre a parlare di attrezzatura e di software. Che noia! Ma è ovvio, parlare di fotografia è molto più difficile e solo pochi ne sono capaci. Forse il nostro modo di parlare di fotografia è semplicemente fotografare. Comunque non trovo che poi sia così volgare e deplorevole parlare sempre di macchine e obiettivi. I grandi maestri e i grandi fotografi, anche quando hanno scelto di usare attrezzi semplici ed economici lo hanno sempre fatto dopo una scelta precisa. Spesso i grandi fotografi sono stati loro stessi dei tecnici che hanno modificato l’attrezzatura. Penso che non esista alcun fotografo passato alla storia che non conoscesse perfettamente l’attrezzatura fotografica dell’epoca e che non avesse dedicato parecchio del suo tempo all’aspetto tecnico.

  52. Bravo Luca, interessante il tuo stimolo e altrettanto interessanti le risposte. Si è vero ci ritroviamo sempre a parlare di attrezzatura e di software. Che noia! Ma è ovvio, parlare di fotografia è molto più difficile e solo pochi ne sono capaci. Forse il nostro modo di parlare di fotografia è semplicemente fotografare. Comunque non trovo che poi sia così volgare e deplorevole parlare sempre di macchine e obiettivi. I grandi maestri e i grandi fotografi, anche quando hanno scelto di usare attrezzi semplici ed economici lo hanno sempre fatto dopo una scelta precisa. Spesso i grandi fotografi sono stati loro stessi dei tecnici che hanno modificato l’attrezzatura. Penso che non esista alcun fotografo passato alla storia che non conoscesse perfettamente l’attrezzatura fotografica dell’epoca e che non avesse dedicato parecchio del suo tempo all’aspetto tecnico.

  53. Bene ora caro Luca aspetterò finalmente con ansia la prossima domenica per leggere tanti ,tanti post solo sulle FotografiE , e basta solo emozioni, garzie un saluto .

  54. Bene ora caro Luca aspetterò finalmente con ansia la prossima domenica per leggere tanti ,tanti post solo sulle FotografiE , e basta solo emozioni, garzie un saluto .

  55. …essere cristiani non costra molto, lo scopo si raggiunge con un semplice gesto: amicizia, aiuto,
    comprensione e altro. E’ sufficiente avere una G9 o anche meno!
    Con attrezzi più importanti si corre il rischio di passare e non vedere….
    Brèv Luca, t’cì pròpi un sburòun!!!

  56. …essere cristiani non costra molto, lo scopo si raggiunge con un semplice gesto: amicizia, aiuto,
    comprensione e altro. E’ sufficiente avere una G9 o anche meno!
    Con attrezzi più importanti si corre il rischio di passare e non vedere….
    Brèv Luca, t’cì pròpi un sburòun!!!

  57. Anche se molto meno famoso di Ferri, io è giá da 1 anno che integro scatti fatti con la G9 agli altri delle mie 5D. Spesso poi quelli che vanno in pagina (vedi Vanity Fair e simili) sono quelli della G9… Quindi, onore alla Canon, a Ferri e un pò anche a me, quale antesignano.

  58. Anche se molto meno famoso di Ferri, io è giá da 1 anno che integro scatti fatti con la G9 agli altri delle mie 5D. Spesso poi quelli che vanno in pagina (vedi Vanity Fair e simili) sono quelli della G9… Quindi, onore alla Canon, a Ferri e un pò anche a me, quale antesignano.

  59. Mi sono avvicinato al digitale quando esistevano solamente dorsi dicomed e scitex da 2000 per 2000
    pixel , i quali risultati mi sembravano strabilianti… era il ’95 e sembrava fantascenza .Ora siamo qui, a discutere delle compatte usate dai top, io personalmente sono sempre stato per la modernità, e il digitale e divenuto il mio strumento principale di lavoro…….. Ma quanto avrei voglia di lavorare ancora in 20 per 25, e quanto mi manca (ma senza nostalgia) l’ alchimia e la magia della pellicola, che sarà sempre piu riservata ai veri artisti, quelli con la a maiuscola .

  60. Mi sono avvicinato al digitale quando esistevano solamente dorsi dicomed e scitex da 2000 per 2000
    pixel , i quali risultati mi sembravano strabilianti… era il ’95 e sembrava fantascenza .Ora siamo qui, a discutere delle compatte usate dai top, io personalmente sono sempre stato per la modernità, e il digitale e divenuto il mio strumento principale di lavoro…….. Ma quanto avrei voglia di lavorare ancora in 20 per 25, e quanto mi manca (ma senza nostalgia) l’ alchimia e la magia della pellicola, che sarà sempre piu riservata ai veri artisti, quelli con la a maiuscola .

  61. “La Fotografia giustifica il mezzo” questo è il pensiero che mi è venuto in mente dopo aver letto l’articolo del sig. Luca.

  62. “La Fotografia giustifica il mezzo” questo è il pensiero che mi è venuto in mente dopo aver letto l’articolo del sig. Luca.

  63. Ma solo adesso scopro questo posto!? Finalmente un pagina che sento parlare di “fotografia” e non di tecnica digitale

  64. Ma solo adesso scopro questo posto!? Finalmente un pagina che sento parlare di “fotografia” e non di tecnica digitale

  65. Salve Luca, ti segnalo che su Reflex di questo mese c’è un bellissimo articolo sui forum in Rete, dal titolo Forum ergo sum in cui l’autrice ti cita anzi, cita proprio un pezzo di questo articolo. Forse e dico forse se anche i giornalisti cominciano ad accorgersi dell’essenza vera della fotografia non siamo poi così messi male ;)

    ciao
    Paolo

  66. Salve Luca, ti segnalo che su Reflex di questo mese c’è un bellissimo articolo sui forum in Rete, dal titolo Forum ergo sum in cui l’autrice ti cita anzi, cita proprio un pezzo di questo articolo. Forse e dico forse se anche i giornalisti cominciano ad accorgersi dell’essenza vera della fotografia non siamo poi così messi male ;)

    ciao
    Paolo

  67. Ciao Luca, ho letto con molto interesse il tuo articolo. Oltre ad essere interessante lo trovo molto intelligente, riassume quello che penso anche io e che ho cercato di dire mille volte…. ma purtroppo con le parole, a differenza di te, non sono molto brava.
    Qualche settimana fa sul mio blog ho creato un post dal contenuto simile al tuo aricolo…non parlo della canon G9 o di qualche altra macchina, si tratta di un discorso generale dove cito reflex o compatte evolute. Mi piacerebbe che tu lo leggessi!
    http://silviacoluccelli.blogspot.com/
    ciao e buon lavoro
    Silvia

  68. Ciao Luca, ho letto con molto interesse il tuo articolo. Oltre ad essere interessante lo trovo molto intelligente, riassume quello che penso anche io e che ho cercato di dire mille volte…. ma purtroppo con le parole, a differenza di te, non sono molto brava.
    Qualche settimana fa sul mio blog ho creato un post dal contenuto simile al tuo aricolo…non parlo della canon G9 o di qualche altra macchina, si tratta di un discorso generale dove cito reflex o compatte evolute. Mi piacerebbe che tu lo leggessi!
    http://silviacoluccelli.blogspot.com/
    ciao e buon lavoro
    Silvia

  69. Beh, ad un passo dal 2010 devo dire che lavoro per il “grosso” con Mac System 9 e Photoshop 6.
    Bastano e avanzano, fino a che l’HardDisk non si schianta.

    E per le fotocamere basta e avanza una 5D mark II.

    I miei dorsi per banco ottico stanno facendo la muffa … mentre il mio conto in banca cresce parallelamente alla soddisfazione dei Clienti.

    Tecnica, contenuti, buona capacità di risolvere i problemi e soprattutto “anima”: ecco l’alchimia vincente.

  70. Beh, ad un passo dal 2010 devo dire che lavoro per il “grosso” con Mac System 9 e Photoshop 6.
    Bastano e avanzano, fino a che l’HardDisk non si schianta.

    E per le fotocamere basta e avanza una 5D mark II.

    I miei dorsi per banco ottico stanno facendo la muffa … mentre il mio conto in banca cresce parallelamente alla soddisfazione dei Clienti.

    Tecnica, contenuti, buona capacità di risolvere i problemi e soprattutto “anima”: ecco l’alchimia vincente.

  71. Leggo quanto scritto con piacere.
    Mi sono appassionato di fotografia nel 2009;
    è un cammino che ho intrapreso da poco e non in giovane età
    è e resta una passione,
    ma quello che volevo dire, per quanto mi riguarda…
    che dopo aver capito il funzionamento della macchina,
    dei pixel dei sensori di Iso alti….
    ho fatto un passo indietro e mi sono tornato all’analogico.
    so che vado un pò oltre quanto espresso….
    e non rinnego il digitale,
    ma per una forma di rispetto (oltre che di curiosità e voglia di apprendere)
    verso chi si è potuto definire negli anni un “fotografo”
    voglio prendere dimestichezza nel maneggiare macchine degli anni ’40,
    sviluppare il rullino e
    stampare

    è passato poco tempo da quando lo faccio,
    ma le cose le vedo in maniera differente
    ed ora anche quando impugno una digitale
    preparo lo scatto a priori
    cerco comunque di dare importanza al mio sguardo più che al mio dito che pigia ripetutamente
    penso a ciò che mi emoziona

    ritengo la fotografia una forma d’arte, ma credo anche che viverla come tale, conoscendola e rispettandola.
    Saluti.

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