E se squalificassimo i giudici, invece che le fotografie?
Di: Luca Pianigiani
marzo 7, 2010
Posted In: Etica, Manipolazione, Photoshop, Stepan Rudik, World Press Photo 2010
Commenti: 72 Responses
Ancora una volta torniamo sul tema della “manipolazione” dell’immagine. Ancora una volta ci ritroviamo un classico esempio di controversa decisione di una giuria, e – questa volta – si tratta anche di un premio importantissimo come il World Press Photo. Il fotografo Stepan Rudik è stato squalificato dopo essersi classificato 3° nella sezione Fotografia Sportiva con l’immagine “Street fighting, Kiev, Ukraine”, scattata per l’agenzia russa RIA Novosti. In questo caso (se ne parla in questo articolo, con i vari step della foto “incriminata”) il fotografo non è stato squalificato perché “ha usato Photoshop”, visto che la foto evidenzia elementi di elaborazione evidenti (si possono probabilmente identificare anche possibili plugin usati per la conversione “in bianco e nero con effetto grana pellicola”), ma per un fatto davvero “inqualificabile”: avere usato il “maledetto” timbro clone per eliminare, sullo sfondo visibile tra il pollice e l’indice della mano fasciata, in primo piano, un piede di un passante. Pochi pixel, pochi millimetri quadrati che non certo tolgono “realtà” all’immagine, sono sufficienti a squalificare un’immagine che oggettivamente vale qualcosa al punto da vincere un premio.
Posso arrivare a comprendere l’estremismo di chi vuole rimanere legato ad un modo di riprodurre la “realtà” con tecniche e con un approccio tradizionale, ma non ad un approccio dove alcuni interventi vengono accettati ed altri proibiti. Ho detto “comprendere” ma mai condividere: siamo in un’era che non può far finta di essere rimasta al secolo scorso; amo l’evoluzione, e preferisco accettarne le conseguenze, anche negative, che vivere ancorato in un passato che vale tantissimo come esperienza storica e culturale, ma che non rispecchia più la contemporaneità.
Qual è il codice etico al quale dobbiamo sottostare? Dire la verità, sempre la verità e niente altro che la verità. Ci sto, ma solo se questo corrisponde alla realtà assoluta; nel caso, tutti, ma proprio tutti i fotografi al mondo, che smettano di scattare foto, che distruggano tutte le fotocamere: giù dalla finestra, che cadano al suolo, distruggendosi definitivamente. Che non sia più accettato che qualcuno possa produrre fotocamere… mi dispiace: Canon, Nikon, Hasselblad, Leica convertite le vostre linee di produzione, smettetela di produrre oggetti che portano a produrre “finzione”. Verranno accettati solo i sistemi di riproduzione della realtà, e con esso il diritto d’autore, che – come ben tutti sanno – difende solo le opere d’ingegno, e non le mere riproduzioni. L’interpretazione dell’autore, del “narratore”, dell’artista non è accettabile: il codice etico consente solo di raccontare i fatti, la realtà, e non si può truccare. Eliminare un elemento dalla foto, al solo fine di mettere in evidenza in modo migliore il messaggio, la forma, l’essenza che si vuole comunicare è un’eresia… al muro!
C’è un modo educato di dire… andate tutti a cagare? Se lo trovate, ma che sia di pari impatto emotivo, me lo potete consigliare: se effettivamente altrettanto convincente, modificherò il post.
Qualcuno ha visto la mostra di Steve McCurry a Milano? C’è andata così tanta gente che mi stupirei che non siano stati istituiti viaggi in torpedone per raggiungere “la mostra della vera fotografia”… Belle, le foto di McCurry, vero? Certo… ma quanto sono false? C’è qualcuno che può pensare che le scene riprese siano davvero “reali”? Certo, lui era lì, così come c’erano le persone ritratte (che sono rimaste lì, mentre McCurry è tornato in patria e ha fatto miliardi). Ma qualcuno pensa che siano frutto di spontanea riproduzione della realtà? Oppure sono opere costruite come una soap opera? Troppo brutto dire che sono delle soap? Ok, eleviamo tutto al “cinema”, che fa più nobile. Le foto di McCurry sono delle eccellenti sceneggiature, tradotte in un unico scatto invece che in una sequenza cinematografica. Non ci sono attori… ci sono persone comuni che interpretano l’unico personaggio che possono interpretare, loro stessi… ma questo non rende quelle foto più “vere”. Sono eccellenti narrazioni, fossero parole e non immagini si parlerebbe di racconti.
Secondo i giurati, le foto come quelle di McCurry sono vere, quelle che introducono interventi di un timbro clone sono invece da squalificare. Sono un retaggio di un passato che non fa bene alla fotografia e all’immagine, vive di un approccio culturale che è quello che poi non si intreccia con le esigenze, le aspettative del pubblico che fruisce delle immagini. Ed è figlio di un mondo che il mercato ha già messo in disparte. Una volta, le regole venivano dettate da riviste come National Geographic, i suoi diktat tecnici ed espressivi erano legge, oppure da riviste patinate come Vogue, Playboy, Epoca. Oggi, la realtà dell’immagine e della fotografia è diversa, passano da Flickr molte più immagini in un giorno di quelle che sono mai state pubblicate all’interno di questi “mostri sacri” in tutta la loro esistenza. Il ruolo di chi detiene la cultura, la saggezza, la passione per la fotografia non dovrebbe essere quello di arroccarsi in cavilli e in discussioni sterili, ma dare un contributo per evolvere le strade dell’immagine verso il meglio, mostrando il meglio della storia, e non creando barriere e muri incomprensibili
Vogliamo educare i nostri figli come si faceva cento anni fa? Forse sarebbe bello, ma creeremmo solo persone disadattate. Lo stesso vale per l’immagine: Photoshop ha festeggiato da poco venti anni, e non è nemmeno stato il primo a consentire l’elaborazione digitale; A breve – si vocifera in rete – arriverà la versione CS5, e offrirà nuove strade. Se ben orientati da una cultura e da indicazioni costruttive e rispettose del fantastico potenziale della fotografia , i mouse e le penne sulle tavolette grafiche, potranno seguire percorsi creativi, ma in grado di creare un filo conduttore affascinante tra passato e futuro. Imponendo, invece, un dialogo privo di senso, allora si che il passato perderà il legame con il presente e si disperderà nel futuro. E’ ora di mandare in pensione parecchie persone: non quelli anziani, ma quelli che sono invecchiati, non è questione di età, è questione di cellule grigie che diventano pigre e non riescono a rimanere fresche (a volte anche a 20 anni…).








Forse il punto più importante e controverso è quello di definire “manipolazione”:
Manipolazione è rielaborazione, postproduzione, trasformazione di uno scatto. Manipolazione creativa.
Manipolazione è la ricostruzione di uno scenario per scopi “narrativi”, laddove non si può effettuare un “puro” reportage.
Su queste forme di manipolazione mi trovo più che d’accordo.
La manipolazione da cui mi dissocio è quella forma di comunicazione (in tutte le sue forme, quindi anche l’intento comunicativo dato ad una immagine), supponente, che imbecca la risposta emotiva, che fornisce la risposta senza nemmeno sottolineare la domanda, che quindi vuole evitare a priori una riflessione.
Nel caso dell’immagine in questione, l’effetto del taglio e della vignettatura costituiscono lo stratagemma per rendere guardabile un’immagine che trae gran parte del suo fascino dalla didascalia…
Tutt’altra cosa è la provocazione, che accende le polemiche, ma nel frattempo fa riflettere, che pone un’interrogativo, anche lasciando intendere il punto di vista di chi formula la domanda, ma senza cercare di condurre tutti ad una sola sola reazione scontata, reazione emotiva che si deve consumare in fretta possibilmente in una azione preconfezionata (quella che il marketing chiama la “call to action”).
Sottolineo: grazie per lo spazio che dai a tutti per esprimere le proprie posizioni.
Forse il punto più importante e controverso è quello di definire “manipolazione”:
Manipolazione è rielaborazione, postproduzione, trasformazione di uno scatto. Manipolazione creativa.
Manipolazione è la ricostruzione di uno scenario per scopi “narrativi”, laddove non si può effettuare un “puro” reportage.
Su queste forme di manipolazione mi trovo più che d’accordo.
La manipolazione da cui mi dissocio è quella forma di comunicazione (in tutte le sue forme, quindi anche l’intento comunicativo dato ad una immagine), supponente, che imbecca la risposta emotiva, che fornisce la risposta senza nemmeno sottolineare la domanda, che quindi vuole evitare a priori una riflessione.
Nel caso dell’immagine in questione, l’effetto del taglio e della vignettatura costituiscono lo stratagemma per rendere guardabile un’immagine che trae gran parte del suo fascino dalla didascalia…
Tutt’altra cosa è la provocazione, che accende le polemiche, ma nel frattempo fa riflettere, che pone un’interrogativo, anche lasciando intendere il punto di vista di chi formula la domanda, ma senza cercare di condurre tutti ad una sola sola reazione scontata, reazione emotiva che si deve consumare in fretta possibilmente in una azione preconfezionata (quella che il marketing chiama la “call to action”).
Sottolineo: grazie per lo spazio che dai a tutti per esprimere le proprie posizioni.
Penso che una foto da sempre rappresenta la realtà di chi fotografa, non la realtà assoluta, pertanto nel 2010 è abbastanza assurdo squalificare un’immagine perchè il suo autore ha usato photoshop… pertanto i giudici vadano pure a c.
Ps.
da web designer ti posso umilmente consigliare di tornare al nero su fondo bianco? Mi piace leggere con calma tutto il post e tutti gli interventi ma così è una fatica immane per gli occhi… per finire la lettura ho dovuto copiare e incollare il testo su openoffice!
Penso che una foto da sempre rappresenta la realtà di chi fotografa, non la realtà assoluta, pertanto nel 2010 è abbastanza assurdo squalificare un’immagine perchè il suo autore ha usato photoshop… pertanto i giudici vadano pure a c.
Ps.
da web designer ti posso umilmente consigliare di tornare al nero su fondo bianco? Mi piace leggere con calma tutto il post e tutti gli interventi ma così è una fatica immane per gli occhi… per finire la lettura ho dovuto copiare e incollare il testo su openoffice!
Che palle!
Stiamo ancora a discutere di queste cose.
Ma qual’è la foto vera?
è forse una foto vera solo quella foto che riprende una parte dello spazio che sta davanti l’obiettivo, in quel momento esatto, e riproduce la realtà senza nessun intervento del fotografo? Ma allora una foto in bianco e nero non è una vera foto. La realtà non è in bianco e nero. Se si usa un grandangolo spinto che altera la prospettiva, non è una foto vera. E potremmo citare esempi all’infinito di interventi che il fotografo fa e che tutti più o meno allontanano quella fotografia scattata dalla realtà. Dovremmo una volta per tutte far chiarezza su cosa deve essere una foto: un documento scientifico e oggettivo della registrazione di un attimo irripetibile nel tempo o la comunicazione di un messaggio che riconduce ad una idea di quella realtà?
Il mondo sviluppa sempre di più realtà virtuali e noi ci fermiamo sui concetti base di cosa è una foto. Qualcuno ha citato il cinema. Che strano lì non ci si pone il problema della realtà. Come mai?
Che palle!
Stiamo ancora a discutere di queste cose.
Ma qual’è la foto vera?
è forse una foto vera solo quella foto che riprende una parte dello spazio che sta davanti l’obiettivo, in quel momento esatto, e riproduce la realtà senza nessun intervento del fotografo? Ma allora una foto in bianco e nero non è una vera foto. La realtà non è in bianco e nero. Se si usa un grandangolo spinto che altera la prospettiva, non è una foto vera. E potremmo citare esempi all’infinito di interventi che il fotografo fa e che tutti più o meno allontanano quella fotografia scattata dalla realtà. Dovremmo una volta per tutte far chiarezza su cosa deve essere una foto: un documento scientifico e oggettivo della registrazione di un attimo irripetibile nel tempo o la comunicazione di un messaggio che riconduce ad una idea di quella realtà?
Il mondo sviluppa sempre di più realtà virtuali e noi ci fermiamo sui concetti base di cosa è una foto. Qualcuno ha citato il cinema. Che strano lì non ci si pone il problema della realtà. Come mai?
Scusate ragazzi, ma forse è passato in secondo piano il consiglio di Luca. Se utilizzte la combinazione di tasti CMD e + (per MAC) oppure CTRL e + per Win aumentate i caratteri a dismisura (ovviamente con il – li diminuite…), e il problema non si pone (senza dover rifare il restyling al sito, intendo). A meno che non vi piaccia proprio il bianconero, ma allora li mi trovate d’accordo, dato che io sono un granata di Torino!! :o) (piccola battuta per sdrammatizzare…)
Scusate ragazzi, ma forse è passato in secondo piano il consiglio di Luca. Se utilizzte la combinazione di tasti CMD e + (per MAC) oppure CTRL e + per Win aumentate i caratteri a dismisura (ovviamente con il – li diminuite…), e il problema non si pone (senza dover rifare il restyling al sito, intendo). A meno che non vi piaccia proprio il bianconero, ma allora li mi trovate d’accordo, dato che io sono un granata di Torino!! :o) (piccola battuta per sdrammatizzare…)
Beh, se avete notato, abbiamo eliminato il nero di fondo dal post (dai commenti non ancora, ma ci stiamo lavorando)…. sembra che a maggioranza sia preferito il fondo chiaro. A noi piace meno, ma non potete dire che non vi ascoltiamo ;-) Avete notato, poi, che la ricerca è più efficace e funzionale? e poi ci sono altre cose, che l’occhio attento poteva già notare, ma che metteremo in evidenza tra un paio di giorni in modo più chiaro!
Buona notte!
Beh, se avete notato, abbiamo eliminato il nero di fondo dal post (dai commenti non ancora, ma ci stiamo lavorando)…. sembra che a maggioranza sia preferito il fondo chiaro. A noi piace meno, ma non potete dire che non vi ascoltiamo ;-) Avete notato, poi, che la ricerca è più efficace e funzionale? e poi ci sono altre cose, che l’occhio attento poteva già notare, ma che metteremo in evidenza tra un paio di giorni in modo più chiaro!
Buona notte!
chiedo scusa per l’OT, ma vorrei approfittare per salutare Daniele Cavadini, con cui divisi una certa galleria di via Brera nel… 1983, credo:-)
tornando a bomba, mi hanno convinto maggiormente le posizioni più problematiche, tipo quella di Monica; sappiamo tutti che PS è legale, ma dove si cerca non solo efficienza, ma anche una certa eleganza di stile, non si può mettere alla pari una foto nata dalla pura abilità del fotografo con una tutta rattoppata dal timbro e dal cerotto;
altrimenti, visto che la chirurgia estetica è altrettanto lecita, possiamo dire che una tipa “tutta rifatta” (o uno tutto rifatto) sia esattamente la stessa cosa di una fanciulla/fanciullo acqua e sapone.
La fotografia, come tutte le arti, non si propone solo di servire uno scopo (il messaggio), ma anche di esprimere, nel modo in cui viene concepita e realizzata, scelte tecniche e formali che finiscono per diventarne parte integrante; questo vale oggi come valeva ai tempi dell’argento, dove autori come Adams rifuggivano ad esempio dalla mascheratura appunto come scelta di stile.
Se si fa fotografia concettuale tutto è lecito, ma se si strizza l’occhio al reportage classico (e già nello stravolgere il digitale in finto BW secondo me si scivola nel trash) forse sarebbe bene riproporne le modalità, piuttosto che farne una scimmiottatura paracula come quella di questo concorso.
Mi sa però che si sono fatto prendere la mano da questa foto in particolare; forse è solo un esempio debole per una idea giusta, quella di non fissarsi su un purismo ottuso e talebano; messa così, non potrei che condividere…
chiedo scusa per l’OT, ma vorrei approfittare per salutare Daniele Cavadini, con cui divisi una certa galleria di via Brera nel… 1983, credo:-)
tornando a bomba, mi hanno convinto maggiormente le posizioni più problematiche, tipo quella di Monica; sappiamo tutti che PS è legale, ma dove si cerca non solo efficienza, ma anche una certa eleganza di stile, non si può mettere alla pari una foto nata dalla pura abilità del fotografo con una tutta rattoppata dal timbro e dal cerotto;
altrimenti, visto che la chirurgia estetica è altrettanto lecita, possiamo dire che una tipa “tutta rifatta” (o uno tutto rifatto) sia esattamente la stessa cosa di una fanciulla/fanciullo acqua e sapone.
La fotografia, come tutte le arti, non si propone solo di servire uno scopo (il messaggio), ma anche di esprimere, nel modo in cui viene concepita e realizzata, scelte tecniche e formali che finiscono per diventarne parte integrante; questo vale oggi come valeva ai tempi dell’argento, dove autori come Adams rifuggivano ad esempio dalla mascheratura appunto come scelta di stile.
Se si fa fotografia concettuale tutto è lecito, ma se si strizza l’occhio al reportage classico (e già nello stravolgere il digitale in finto BW secondo me si scivola nel trash) forse sarebbe bene riproporne le modalità, piuttosto che farne una scimmiottatura paracula come quella di questo concorso.
Mi sa però che si sono fatto prendere la mano da questa foto in particolare; forse è solo un esempio debole per una idea giusta, quella di non fissarsi su un purismo ottuso e talebano; messa così, non potrei che condividere…
Può essere utile “Michele Smargiassi. Un’autentica bugia”
Può essere utile “Michele Smargiassi. Un’autentica bugia”
Secondo me, per mantenere il nero di sfondo, potrebbe essere un’idea utilizare nel post lo stesso grigio dei commenti e aumentare il letter-spacing e l’interlinea… Personalmente, anche a me il fondo scuro piace più di quello chiaro. Ma mi rendo conto che diverrebbe una specie di “restyling collettivo”, a rischio di pasticci!
:-))
Secondo me, per mantenere il nero di sfondo, potrebbe essere un’idea utilizare nel post lo stesso grigio dei commenti e aumentare il letter-spacing e l’interlinea… Personalmente, anche a me il fondo scuro piace più di quello chiaro. Ma mi rendo conto che diverrebbe una specie di “restyling collettivo”, a rischio di pasticci!
:-))
Boh, io torno a ricalcalcare quello detto in prima battuta da Luca, ovvero CMD e + per MAc oppure CTRL e + per Win : grandi caratteri, grande interlinea, grande line spacing (e senza toccare il codice). Anche perché, perdonatemi l’acidità, ma la maggioranza è assolutamente silenziosa (dato che il SJ, ma Jumper in generale è molto più seguito dai pochi che scrivono), quindi non ho capito il perché questo cambiamento. O forse io seguo Jumper per i contenuti e non per l’estetica (per quanto mi riguarda lo potrei leggere anche in txt)… PS: non ce l’ho con nessuno in particolare, men che mai con Monica che ha appena scritto (loscrivo, ma speravo si fosse capito comunque), è proprio il concetto che non capivo… E non capisco…
Scusa Biska, volevo soltanto provare come funziona il Reply…. Comunque non me la sarei presa ;-)
Boh, io torno a ricalcalcare quello detto in prima battuta da Luca, ovvero CMD e + per MAc oppure CTRL e + per Win : grandi caratteri, grande interlinea, grande line spacing (e senza toccare il codice). Anche perché, perdonatemi l’acidità, ma la maggioranza è assolutamente silenziosa (dato che il SJ, ma Jumper in generale è molto più seguito dai pochi che scrivono), quindi non ho capito il perché questo cambiamento. O forse io seguo Jumper per i contenuti e non per l’estetica (per quanto mi riguarda lo potrei leggere anche in txt)… PS: non ce l’ho con nessuno in particolare, men che mai con Monica che ha appena scritto (loscrivo, ma speravo si fosse capito comunque), è proprio il concetto che non capivo… E non capisco…
Scusa Biska, volevo soltanto provare come funziona il Reply…. Comunque non me la sarei presa ;-)
bel SJ Luca,
questa cosa delle foto elaborate mi fa scervellare, sia quando finiscono nei concorsi sia quando te le ritrovi nei giornali. Ormai non ci si può far niente, a parte i “photoshop disaster” dove la manipolazione è purtroppo evidente, chissà quante foto (elaborate per bene) ci tocca subire.
Non chiamiamole più foto, aboliamo il termine, d’ora in poi esisterà solo l’immagine digitale.
Immagine digitale, tutto e niente: pittura? riproduzione? interpretazione? Qualcosa sarà… tanto neanche noi siamo troppo sinceri.
bel SJ Luca,
questa cosa delle foto elaborate mi fa scervellare, sia quando finiscono nei concorsi sia quando te le ritrovi nei giornali. Ormai non ci si può far niente, a parte i “photoshop disaster” dove la manipolazione è purtroppo evidente, chissà quante foto (elaborate per bene) ci tocca subire.
Non chiamiamole più foto, aboliamo il termine, d’ora in poi esisterà solo l’immagine digitale.
Immagine digitale, tutto e niente: pittura? riproduzione? interpretazione? Qualcosa sarà… tanto neanche noi siamo troppo sinceri.