Una delle maggiori difficoltà dei fotografi professionisti, e in particolare quelli di matrimonio che hanno a che fare con una “concorrenza” sempre più accesa (da parte di persone che durante la settimana fanno altro, da dilettanti allo sbaraglio, da una tecnica fotografica che riesce a “riparare” a molti errori e difetti), è quella di “giustificare” il motivo di far spendere (più) soldi per un servizio di qualità.

Purtroppo anche il simpatico sarcasmo di articoli come questo, che giovano e provocano (a fin di bene) per spiegare quanto sia importante un fotografo professionista rischiano di ottenere un effetto opposto, specialmente in un Paese come il nostro dove la questione è vissuta in modo ancora più drammatico.

Abbiamo preso questi insensati e spiritosi 8 punti (scritti per ironia, lo confermano anche le foto pubblicate, come l’improbabile sposa), e li abbiamo trasformati in un decalogo al contrario (quindi, ne abbiamo pubblicati 10 di punti, un decalogo è fatto di 10 punti, così fa più scena formale) ;-)

Questo decalogo dice cose se vogliamo anche ovvie, ma siamo convinti che sia necessario ribadirli: non a noi, ma ai clienti. Serve fare comunicazione, far capire alle persone (che non sono stupide, ma che sono fuori dal nostro mondo) quello che vale davvero la professionalità di un fotografo nei “momenti importanti”. Quando avremo un mercato più “maturo” forse potremo anche fare ironia, ma a “casa nostra” purtroppo in tanti prenderebbero questa ironia come qualcosa di vero.

Per questo, oltre a dare a voi queste indicazioni (nel caso qualcuno vi facesse dei commenti simili a quelli dell’articolo in questione), abbiamo pensato di trasformare questo decalogo in un documento che impagineremo come un poster/attestato/manifesto che potrete se vorrete appendere in studio, in negozio, metterlo in vetrina, mandarlo come vostra promozione ai clienti. Sarà disponibile tra qualche giorno, su richiesta (mandateci una mail!)

Ovviamente tutti voi potete prendere questo testo e riusarlo come desiderate (ve lo stampate voi, ve lo impaginate come volete, lo mandate via mail), basta che veniamo citati come autori (Decalogo © Jumper.it): i nostri contenuti sono tutti sotto licenza Creative Commons, che consentono un qualsiasi uso non a scopo di lucro, e si richiede solo la citazione dell’autore. Se volete però lo prepareremo e lo consegneremo gratuitamente a tutte le persone che interverranno al nostro fantastico evento The Wedding Event, organizzato da noi di Jumper insieme a Labocolor e Mirò Album che si terrà a Firenze il 4 novembre. Vi aspettiamo, numerosissimi, sarà un evento imperdibile, che è già stato dichiarato: “Qualcosa che in Italia non è mai stato fatto”. Vi potete iscrivere direttamente qui.

DECALOGO

(in corsivo le “accuse” che sono state fatte nell’articolo “incriminato”, sotto la verità dei fatti, visto da parte dei fotografi professionisti.)

1) Noleggiare le stesse fotocamere e obiettivi che usano “i professionisti”
1) Non è la fotocamera che fa “le belle foto”
Un professionista non è tale se usa fotocamere di alta qualità. Le usa perché ne conosce le differenze, perché sa usarle, perché sa trarne il massimo in termini di qualità. Potrebbe fare foto altrettanto bellissime usando un cellulare o una compatta, ma sceglie di usare (quasi sempre) quelle di alto livello per garantire “professionalità”. Un professionista con una fotocamera amatoriale sarà sempre un professionista, un dilettante con una fotocamera professionale sarà sempre un dilettante.

2) Noleggiare treppiedi, softbox e memory Card
2) Gli accessori servono SOLO se servono. Quello che serve è la testa, e non è noleggiabile
Quando vedete un “fotografo” che usa tanti accessori, non considerate questa necessariamente una dimostrazione di qualità o competenza. Eccellenti fotografi prediligono la semplicità, altri la complessità, ma è anche vero che molti pessimi fotografi si complicano la vita con strumenti e accessori tecnici, invece che usare l’accessorio principale: la testa e la sensibilità. Alcuni fotografi fantastici nemmeno sapevano caricare la pellicola nella fotocamera… ma non per questo erano meno geniali.

3) Reclutate due amici o due studenti per scattare le foto per voi
3) Parenti, amici, studenti: tutti possono scattare belle foto, ma un servizio di matrimonio richiede molto di più che “un dito” e tanti “click”. C’è una storia da raccontare, c’è da essere presenti e nella posizione giusta per cogliere ogni momento importante. Perché i momenti di un matrimonio non hanno il replay e non ritornano mai più.

4) Tutto quello che c’è da imparare lo si può trovare in qualche video tutorial o in qualche libro
4) L’esperienza sul campo non è scritta da nessuna parte
Un bravo fotografo di matrimonio è chi ha fatto (tanta) esperienza sul campo, non chi legge libri o guarda qualche tutorial. Non si tratta di “tecnica”, anche se ce ne è tanta nella fotografia di qualità; si tratta di trasferire emozioni e costruire ogni immagine con cura, sapienza, creatività. Non si impara leggendo, e nemmeno guardando qualche “consiglio degli esperti”. Lo si ha nel cuore, e non è trapiantabile.

5) Scattate ovunque, tantissimi scatti al secondo: catturerete tutto quello che serve
5) Pochi scatti, la perfezione arriva dalla progettazione
Non serve scattare tante foto, e specialmente non serve a nulla “sparare” raffiche: per quanto veloce può essere una fotocamera, l’attimo perfetto sarà sempre tra uno scatto e l’altro. Solo la sensibilità di capire quando scattare porta al giusto risultato, che non è mai un caso. Il fotografo professionista deve essere sempre pronto all’attimo “fuggente”, ma si tratta di un ingrediente che semmai si aggiunge: in ogni caso non è mai un caso, ogni foto deve essere perfetta perché pensata, studiata, attesa.

6) Photoshoppate le foto, così diventeranno belle!
6) La bellezza di una fotografia nasce in fase di scatto
Non ci sono brutte foto che possono diventare belle immagini, con nessun software. Belle foto possono diventare foto eccezionali con l’accurato uso di Photoshop, ma bisogna avere pari sensibilità sia in ripresa che in post produzione (e la sensibilità non è inclusa nemmeno nella ultima release del software e mai lo sarà). Molti pensano che si possa sopperire ad una pessima fotografia con un intervento tecnico di un software, ma non è vero e – per di più – il tanto tempo della post produzione invece che portare ad una migliore immagine viene dedicato a “correggere errori”. La foto perfetta è frutto di un lavoro che porta dal buono all’eccellente, altrimenti è solo tempo perso.

7) Archiviate tutte le vostre foto online su un servizio di sharing
7) Privacy e sicurezza per le immagini: priorità assoluta
Una delle maggiori responsabilità di un fotografo professionista è quello di garantire la massima sicurezza per le immagini dei clienti. Oggi e sempre. Questo significa sistema di archiviazione affidabili dal punto di vista della ricercabilità (trovare le foto archiviate), del backUp (usare sistemi sicuri che possano garantire la protezione dei dati in qualsiasi situazione, anche improbabile), dell’usabilità dei formati (i formati di salvataggio delle immagini variano nel tempo, è necessario aggiornarli). In più, le immagini sono un bene prezioso dal punto di vista della privacy: un professionista garantisce che nessuno avrà mai accesso alle immagini di un cliente, se non richiesto esplicitamente.

8) Stampate le foto usando servizi a basso costo (tanto nessuno se ne accorge).
8) La perfezione della stampa.
Oggi – più che mai – stampare è un processo che richiede la perfezione. Si stampa per avere un’esperienza tattile, emotiva, coinvolgente, non come in passato che “bisognava stampare per vedere le foto”. Non ci può essere quindi un compromesso qualitativo: i monitor dei computer, dei tablet, degli smartphone sono così belli e brillanti che la stampa richiede una qualità eccezionale. L’album dei ricordi è tale se riesce non solo a contenere immagini stampate, ma offre un’esperienza fantastica… tutta da guardare e da toccare. Ridurre questo impatto è come tradire un patto tra fotografo e cliente.

9) Per raccontare una storia bisogna essere dei narratori
Tutti possono fare belle foto, ma per raccontare una bella, appassionante, coinvolgente storia servono ben più che delle “parole”, lo stesso vale per un servizio fotografico. Il bravo fotografo professionista non è quello che, per caso, riesce a fare una bella foto. E’ quello che coinvolge le persone e le porta a seguire un percorso fatto di emozioni, narrate con stile, personalità e un percorso immersivo.

10) L’unico costo che rimane di un matrimonio sono le fotografie
Pensateci bene: il banchetto del matrimonio dopo poche ore non c’è più, il vestito viene messo in un armadio e mai più indossato, gli inviti finiscono nel cestino o in un cassetto troppo profondo per ritrovarli. Le emozioni, le persone, i sorrisi si diradono nella mente, e l’unico modo per mantenerle vive sono le fotografie. Eppure, spesso il costo di eccellenti fotografie viene considerato più superfluo di altre cose, della cerimonia: l’unica che davvero rimane…

7 responses

  1. Bravissimo e grazie Luca!
    Stavolta sono pienamente d’accordo con questo decalogo in particolare con il punto 10, che ripete quello che sostengo da anni.
    Lo ripubblicherò su tutte le mie pagine.
    Ancora bravo e grazie!

  2. Belle riflessioni, che anch’io condividerò ovunque (citando l’autore, of course).
    E poi rimane il fatto che il fotografo è anche l’unico che non può sbagliare nei momenti cruciali…
    Grazie davvero!

  3. Ciao, anche io sono pienamente d’accordo con questo decalogo, non lo limiterei solo al servizio fotografico, ma anche a quello video.
    Spesso il cliente non si rende minimamente conto del lavoro che c’è dietro per la realizzazione di un buon servizio, che nascono da anni di esperienza, passione e dedizione.

  4. ciao Luca,
    non ci conosciamo ma vorrei ringraziarti per le belle parole ,dirette su quello che riguarda la nostra professione di fotografi di matrimonio ,arte di cui io ne sono orgoglioso !!!
    Mi trovo pienamente d’accordo su tutti i punti del decalogo.
    Spero di poterti conoscere per scambiare qualche chiacchiera sulla nostra amata e tanto bistrattata Fotografia.
    a presto
    Franco Roscioli

  5. Grandissimo Luca ! condivido ogni singolo byte di questo decalogo meritevole di poster con cornice illuminata !!!
    Grazie…. ci vediamo a Firenze

  6. E’ una questione annosa ma secondo me impostare il problema in questi termini è controproducente. Non è la prima volta che qualcuno prova a giustificare i costi del business ma questo vuol dire giustificare un tipo di atteggiamento ti pago a cottimo. Di fronte a un ragionamento di questo tipo si che il cliente è portato a pensare: “Ti pago per 10h di lavoro”
    Vi vedete entrare in un concessionario Mercedes e sentirvi dire che le auto costano perchè acciao, gomma, i computer del reparto progettazione …
    E’ fondamentale fare leva sul fattore emozionale.
    A meno che, piuttosto che farsi pagare per esperienza e mestiere (ammesso che vi siano) non si voglia davvero lavorare a ore. Ma lì si che ormai c’è poca trippa per gatti…
    Ecco un post come quello secondo me rischia di spostare gli elementi di vlautazione dalla parte sbagliata…

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