Ultimo Sunday Jumper della stagione: ad agosto, l’Italia chiude per ferie; Jumper no, ma il nostro appuntamento settimanale stacca la spina per qualche settimana, come vi avevamo preannunciato, ma ci sono ancora delle piccole cose che possiamo lasciarvi: semi che potrete far germogliare in queste giornate più tranquille dell’anno, e trasformarle in progetti o percorsi per il vostro ritorno. Su ciascuno di questi semi potremmo parlarvi ore, ma come detto siamo tutti un po’ stanchi, quindi ci limitiamo a lasciarli cadere, chi vuole li raccoglierà e ne farà tesoro. Sono un po’ dei compiti delle vacanze, ma per fortuna sono assolutamente facoltativi, quindi se avete già chiuso la “serranda” della testa, non preoccupatevi tanto… prima o poi potrete tornare e riscoprirli ;-)

Procediamo a punti, in ordine sparso…

1) Youtube, debutta il redesign per il mobile
Potreste anche dire: e cosa ce ne importa? In effetti, potreste sopravvivere anche senza questa informazione (al momento disponibile per Android, presto per iOS). Invece ci sono un paio di spunti interessanti:
– Ci voleva, anche per il sito sarebbe utile, la user Experience è davvero pessima…
– Finalmente youtube si è accorto che le persone amano fare video verticali (già, perché li fanno con lo smartphone)… quindi prevederà questa opzione.
– Ricordatevi cosa ha detto Susan Wojcicki (CEO di Youtube), perché è importante anche per voi: Susy ha ricordato che ci sono tre priorità assolute per loro: Mobile, Mobile e Mobile…

2) Venti anni fa…
Nel 1995, esattamente venti anni fa, facevano capolino sul mercato le prime fotocamere digitali “da acquistare”. Avevano una risoluzione di 1 milione di pixel e costavano anche 20 mila euro. Vi mostriamo un bel video, che fa tornare indietro chi quegli anni gli ha vissuti, e forse farà sorridere chi non c’era. Ma il senso del discorso è: venti anni fa era davvero difficile entrare in questo “nuovo mondo”, ora è più difficile perché non basta “spendere soldi”… dobbiamo essere bravi…

3) C’è tutto un mondo intorno…
Nel 1979, Antonella Ruggiero – voce dei Matia Bazar (quella originale), cantava questo ritornello che era anche il titolo del brano (Se volete potete sentirlo qui). Ma la musica non c’entra, vale in questo caso come sottofondo per definire quello che sta succedendo, alle spalle di fotografi, videomaker, registi e storytellers. Di questa rivoluzione se ne sta parlando da un paio di anni, da qualche tempo l’app per visualizzare questi contenuti era disponibile per Android e da poche ore per iOS. Si parla di Spotlight Stories, tecnologia nata in casa Motorola e poi passata a Google quando la società è stata acquisita. Si tratta di un nuovo modo di fruire contenuti “video”, perché l’utente/fruitore è “dentro” la scena, e può guardarsi attorno (destra, sinistra, alto, basso) un po’ come se fosse un panorama a 360 gradi, con la differenza che le cose “succedono”, non sono fisse. E’ più facile da “fare” che non da spiegare, guardatevi prima questo video… lo so, ci fa sembrare tutti scemi perché possiamo “navigare” dentro la scena se muoviamo lo smartphone e … noi con lui.

Se siete sopravvissuti alle risate della scena di questo video, scaricate l’app e i primi quattro video, in particolare: Duet, il primo in assoluto, disegnato da una delle più importanti “matite” al mondo (Glen Keane) e poi Help, che è il primo video con attori “veri”. Google definisce questa tecnologia un “mobile movie theater” (un cinema “Mobile”) in grado di unire 3D e 2D con i video 360 sferici.

Per iPhone/iPad
Per Android

4) Accessori “fotovideo” per smartphone?

IndieVIce
Pensavate di avere visto tutto, vero? Provate a guardare questo sito e vi ricrederete. Fa un po’ ridere, ammettiamolo, ma al tempo stesso fa riflettere: non tanto e non solo nei confronti degli accessori per gli smartphone, ma sul come si potranno ridisegnare le forme e anche gli equilibri nel nostro settore, di quello che definiamo oggi, come definiremo domani e come invece era il passato.

5) Schermi: ma come funzionano?

pomodori_Screen

Sempre più impegnativo capire come bisogna lavorare sull’immagine, visto che nessuno sembra preoccuparsi del fatto che gli schermi cambiano con una velocità impressionante. Si parla ancora di “gestione colore” e non ci si accorge che il vero problema è che il 90% degli strumenti usati per visualizzare le immagini non sono in grado di “gestire il colore”: già, non c’è gestione colore su iOS, non c’è gestione colore su Android.  Ma c’è di più: c’è gente che ancora pensa che i monitor sono a 72 DPI (neanche PPI), altri credono invece che gli schermi “Retina” hanno “il doppio dei pixel” di quelli “normali”. Infine, tanti pensano che basta dire “mobile” per parlare di schermi uguali. Quello che notiamo è che il mercato non è pronto a lavorare sui nuovi media, forse perché questi sono così tanto davanti ai nostri occhi che… non li vediamo nemmeno.

C’è un filo logico (e anche una preoccupazione collegata), in tutte queste segnalazioni, ma per ora non fateci caso. Prendete singolarmente gli episodi che vi abbiamo segnalato, anche perché potremmo aggiungerne altri mille. Forse l’ultima segnalazione che possiamo aggiungere è che questi cinque elementi sono state raccolte negli ultimi tre/quattro giorni, e non è che sono stati giorni “speciali”… ogni giorno ne capitano altrettante, anche più importanti, più stimolanti, più preoccupanti. Le conseguenze/reazioni sono sempre due: fuggire, o tuffarsi. In questo momento, entrambe sembrano sbagliate, forse però è solo la stanchezza. O forse no… ne riparliamo dopo le vacanze, ok? (noi nel frattempo fotografiamo pomodori) ;-)

One response

  1. Spotlight , sono quelli che si vedono anche con la cardboard o i visori dedicati, c’è ne sono molti anche in EON experience.
    Si meglio buttarsi… Per adesso in piscina di giorno e su web di notte.

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