La gestione del testo – specialmente se molto lungo – è un problema sempre (spesso) sottovalutato quando si realizzano contenuti/app per tablet e smartphone. La risoluzione degli schermi moderni ha modificato tutto quello che si è detto e fatto quando la destinazione non era la carta, ma un monitor.

Oggi, tutto è cambiato, meno che la testa dei designer che sono rimasti ancorati al passato: deve andare su uno schermo? Allora si deve usare un carattere a bastone. Ancor peggio, quando si deve formattare un testo per un monitor si guarda – complice il terrore – su quelle che sono definite le “font sicure”: quel gruppetto di caratteri scelti perché “disponibili su ogni computer”: Arial, Times, Palatino, Helvetica e pochi altri.

L’editoria digitale non vive di questi limiti, ma in realtà nemmeno più il web che usa ormai – sui siti più evoluti – caratteri che vengono richiamati da un server esterno e non dal sistema operativo della macchina che visualizza le pagine. Il carattere di questo articolo e di tutto il sito di Jumper è stato scelto con particolare attenzione ed è stato un piccolo investimento che avviamo fatto volentieri per migliorare la leggibilità dei nostri post.

Bene, tutto questo per dirvi che dopo tre anni, abbiamo cambiato font su JPM… Scegliendo un carattere che fa parte di una famiglia che non è un bastone, ma nemmeno un graziato: volevamo la leggibilità tipica dei graziati (fino a Jpm6 era un graziato in effetti) ma lo volevamo più “moderno”, che di solito è più facile ottenere come “personalità” da un carattere a bastone.

Crediamo di esserci riusciti, abbiamo fatto un test su tanti utenti e la percentuale di soddisfazione è stata elevatissima. Certo, non è solo la scelta del carattere, ma il mix di dimensione, interlinea, colore (meglio il 95% di nero che non il 100% sullo schermo: ricordatevelo!), della larghezza della colonna, del background. Ma, lo ammettiamo, siamo abbastanza contenti del risultato e non vediamo l’ora di avere la vostra opinione.

JPM7 è in “review” da 4 giorni. Forse arriviamo in contemporanea all’iWatch… O forse arriviamo prima :-)