Gli strumenti per realizzare, gestire, elaborare immagini cambiano, giorno dopo giorno. Questo è un fatto evidente, eppure a molti sembra che ci siano degli elementi del lavoro quotidiano che non cambiano e non cambieranno mai. E’ un po’ come le nuvole: sembrano ferme, ma se le fotografiamo con la tecnica del timelapse, unendo ad alta velocità i vari scatti realizzati ad intervalli lunghi, ci si accorge di quanto si sono mosse, dal primo click all’ultimo. Nel vivere con preoccupazione i rischi di un mercato che sembra fuori controllo, si fa spesso l’errore di rimanere con gli occhi sbarrati, cercando di percepire qualsiasi piccolo spostamento e modifica, e proprio da questo punto di vista e con questo approccio, si è troppo concentrati e non ci si accorge di quello che sta succedendo.

Le discussioni su quello che sta succedendo sul versante dei sistemi di ripresa sono all’ordine del giorno (fullframe, mirrorless, cameraphones), si fanno tante polemiche (inutili) e si prendono posizioni, come se fosse importante decidere da che parte stare, come se fosse una religione. Sul lato della post produzione, gli sguardi rimangono invece fissi sulle metodologie tradizionali: Photoshop, Lightroom, CameraRaw, eccetera. Beninteso: queste soluzioni sono eccezionalmente adeguate, ma può essere utile guardare anche a quello che sta succedendo attorno, oltre, davanti. Sono centinaia le soluzioni che il mercato oggi ha a disposizione: nate, quasi tutte, per un’utenza amatoriale che vuole ottenere effetti creativi con poco sforzo, risultano (o possono risultare) incredibilmente potenti e flessibili se usate dai professionisti più sensibili, che possono esplorare nuovi percorsi che uniscono istinto, esperienza, fluidità e immediatezza. Quello che vorremmo mettere in evidenza è che non esistono soluzioni “amatoriali” e “professionali”, tools d’impatto o altri banali: esiste solo la testa, e la capacità di interpretazione. Rimanere ancorati ad una sola soluzione può portare ad essere ripetitivi (non perché lo strumento permetta di fare solo alcune cose, ma perché siamo portati ad usarlo allo stesso modo). Non ci sono quindi delle “gare”, solo l’opportunità di vedere all’opera strumenti, spesso anche molto economici o addirittura gratuiti, che possono far parte del nostro cassetto degli attrezzi, da tirare fuori quando necessario e utile.

Oggi iniziamo questa serie di descrizioni di strumenti. Non vogliamo tediare con dettagli, specialmente perché gli strumenti di post produzione sono alla fine così legati al gusto e allo stile personale che non si può pensare di fornire ingredienti personalizzati, solo mostrare un percorso, che poi permetterà a tutti di individuare la propria strada (che potrà essere anche quella di andare da un’altra parte). In questo primo percorso, parliamo di un software chiamato CameraBag2, sviluppato dalla Nevercenter e che deriva, come spesso accade in questo periodo, da un’APP (CameraBag) per iPhone/iPad e che in passato abbiamo spesso usato. Ora arriva questa nuova versione, che si propone non solo sui device mobili, ma anche e soprattutto su computer (Mac o Win), ad un costo davvero contenuto (20$, ma in questo periodo di lancio il costo è ridotto a 15$ e comunque è prevista la Trial gratuita e totalmente funzionante per 15 giorni).

Troviamo affascinante l’approccio di CameraBag2, che pur assomiglia a tante altre app/software di ultima generazione. Il lato positivo è di poter creare la nostra immagine tramite step che possono essere modificati ogni momento (modificandone l’intensità dell’effetto, eliminando o aggiungendo quando ci si accorge che la sommatoria delle lavorazioni porta ad un ripensamento), la gestione non distruttiva di qualsiasi azione, la possibilità di lavorare con qualsiasi tipo di file, compresi i RAW, la potenzialità di applicare un’azione, in batch, ad altre immagini consentendo quindi una produttività elevata, fondamentale nell’ambito dell’attività professionale che raramente permette di lavorare su una singola immagine, ma che opera su un “servizio” che deve avere uno stile coerente, la possibilità di inserire un logo o un watermark (approccio che non amiamo, ma che comprendiamo nell’ambito della distribuzione digitale di immagini professionali).

Troppo facile bollare CameraBag2 come un generatore di effetti “alla Instagram“. Certo, se lo si usa in modalità ”scimmia” (pestando a caso su un effetto o sull’altro), la similitudine potrebbe essere anche fatta, ma se – come detto – il lavoro di scelta, di fusione di effetti, di percorso creativo viene fatto con sensibilità, l’interfaccia, il controllo e il flusso di lavoro di questo software sono davvero interessanti.

Abbiamo realizzato un breve video, che pubblichiamo in questo articolo, che mostra – e sarà così anche per altri interventi che faremo a breve, per mostrarvi quanti più strumenti di lavoro nell’ambito della post produzione foto e video – non tanto tutte le funzionalità, ma un approccio ad una singola immagine, cercando di migliorarla, di creare un risultato finale efficace e “vendibile”. Volutamente, non abbiamo fatto commenti audio: crediamo che vedere al lavoro una produzione di editing di una fotografia non richieda parole, la tecnica è anche così semplice che non è necessario spiegare cose del tipo: “…. e qui abbiamo cliccato questo pulsante…”, mentre guardare permette di elaborare il proprio personale processo creativo, che non è fatto dall’imparare a memoria una procedura predefinita, ma capire la “semplice” filosofia dello strumento.

Buona visione, abbiamo in cantiere molti altri interventi, che come CameraBag2 ci hanno affascinato e che contribuiscono ad un altro fondamentale (secondo noi) percorso: quello di unire, in una nuova logica di produzione, i mondi desktop e mobile (in particolare tablet). Il futuro è così vicino che possiamo toccarlo con mano, ed essere tra i primi a toccarlo darà grandi vantaggi. Ma questa è un’altra storia, spesso discussa in questa sede.

 

UPDATE: se volete lo sconto di 5 dollari di cui parliamo, e non trovate il codice sul sito, il codice è FALLSALE ;-))

13 responses

  1. interessante infatti la facilità di utilizzo e il flusso di lavoro.
    mi è caduto sull’occhio però un aneddoto: nella sezione instagram c’è come opzione “75 mm borders”, un ibrido che non è mai esistito, strana creatura derivata dal 35mm e 70mm, chissà con quale operazione matematica…intanto nessuno sa più cosa fossero queste cose pre digitali.

  2. Preso. Lo sconto è però riservato ai possessori di un codice-sconto. E’ sicuramente un approccio diverso, ma penso altrettanto efficace. Gli “effetti” sono carini e c’è la possibilità di effettuare un aggiornamento. Unico problema che devo risolvere e legato alla lettura dei file raw di due mie fotocamere.

    1. Non ho notato la questione del codice sconto… mi dispiace se ho segnalato erroneamente questa opzione. Che files RAW non riesci a leggere? Posso contattare l’azienda e avere informazioni come “stampa”…

      1. …non mi legge file raw di nikon d300, d300s e d700. Mi dice di installare i driver. P.S. anche senza sconto, il prezzo è veramente ridicolo, per avere un software che si può usare (se ho capito bene) su tre computer.

          1. Mi sembra che nelle info ci fosse qualche informazione che diceva su Windows di installare qualcosa tipo un Pack… dopo controllo e se scopro qualcosa ti dico ;-)

      2. Mimmo: ti tiro le orecchie! Il codice sconto è segnato sul sito si chiama FALLSALE, basta inserirlo per avere lo sconto citato! ;-)))

    2. http://www.microsoft.com/en-us/download/details.aspx?id=26829 Da qui, come indicato nelle FAQ del sito, puoi scaricare quello che ti serve per leggere i RAW di queste macchine di Nikon:

      Nikon:1 J1, 1 J2, 1 J3, 1 S1, 1 V1, 1 V2, Coolpix 5400, Coolpix P6000, Coolpix P7000, Coolpix P7100, Coolpix 8700, D1H, D2H, D2Hs, D2X, D2Xs, D3, D3s, D3X, D4, D40, D40x, D50, D60, D70, D70s, D80, D90, D100, D200, D300, D300s, D600, D700, D800, D800E, D3000, D3100, D3200, D5000, D5100, D5200, D7000, D7100

      Spero di esserti stato utile ;-))

        1. ho scaricato il link che mi hai inviato, l’ho installato e ora funziona tutto perfettamente. Grazie della dritta. Grazie anche per la segnalazione del software. Non l’ho ancora “capito” del tutto, ma penso che sia veramente ottimo.

          1. Sono contento che sia stato utile come segnalazione. Ne abbiamo altre, a breve le pubblichiamo! ;-)

  3. A volte si guardano foto di improvvisati fotografi e se si mette da parte l’illusoria superiorità molto spesso generata solo dal possesso di costose reflex digitali, si capisce che per trasmettere emozioni e sensazioni, basta avere gli occhi per vederle e la mente aperta per lasciarsi trasportare! Ben vengano queste app che possono generare idee e fotografi curiosi che sanno giocare con le emozioni!

    Grazie Luca!

  4. Grazie per la segnalazione, questa sera provo a scaricare la versione di prova..Concordo sul fatto che, almeno per alcuni lavori, anche per il professionista possa essere uno strumento utile, e che in generare non si debba bollare come “giochino” a prescindere solo perchè forse ha qualche similitudine con Instagram!

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